NUOVE INVENTIONI DI BALLI Opera vaghissima DE CESARE NEGRI MILANESE detto il Trombone, Famoso et eccellente Professore di Ballare. Nella quale si danno i giusti modi del ben portar la vita, e di accomodarsi con leggiadria di movimento alle creanze, e grazie d'Amore, Convenevoli a tutti i Cavalieri e Dame perogni sorta di Balletto, e Brando d'Italia, di Spagna e di Francia. Con figure in rame, Regola di Musica et Intavolatura di suono et di canto. [image of flowerpot] [Library of Congress stamp, 1870] IN MILANO appresso Girolamo Bordone MDCIV. Con licentia de' Superiori Al Potentissimo, & Catholico FILIPPO TERZO RE DI SPAGNA, Et Monarca del Mondo Nouo. VASSALLAGGIO certamente alla gran VOSTRA MAESTA più conueneuole; ma allo stato mio perauentura non più opportuno pagare io vi poteuo, POTENTISSIMO SIGNORE, come offerendoui in breue compendio ristrette tutte le fatiche di mia vita, & in picciolo vasetto rinchiuso tutto il succo della longa, & diuota seruitù mia. Nella quale si come io seruendo à Cauaglieri Milansei vostri Vassalli, à gli Eccellentissimi Vostri Luogotenenti, & a SERENISSIMI RODOLFO, ERNESTO, ET GIOVANNI AVSTRIACI, professo di hauer seruito alla Real Persona Vostra: cosi non in altro finalmente douea ella terminare, che in voi, suo vnico, & principale oggetto. Dal quale traendo ella quella grandezza, & nobiltà, clie per se stessa non hà; mi sono assicurato di porgeruela in dono; dandomi à credere, che non sdegnerete cosa, in cui, & per ragion di dominio, & per ragion di motore, & per ragion di fine voi ci hauete così gran parte. Riceuete andunque INVITTISSIMO PRENCIPE l'humile sì, ma affettuosa mia offerta. In cui già che pel graue peso de gli anni io non posso più (come solea) mouere il piede; ho voluto almeno, per più certo argomento della diuotion mia verso la MAESTA VOSTRA, mouer la mano & la penna nell'angusto Teatro di questo libro: riseruandomi in quel poco di vita, che m'auanza, di mouer'anche le labra; non solo à celebrare le grandezze vostre & d'Animo, & d'Impero; ma molto più à pregare il grande Iddio, che così ben'prosperi la grandissima vostra Monarchia, che il continuato suono de'vostri commandi, come in Danza signorile, si moua in giro tutto il Mondo. Con che alla Potentissima V. M. riuerente m'inchino. Di Milano il dì primo Agosto MDCII. Di V. Maestà Catholica Humilissimo suddito, e seruo Cesare Negri Milanese. Alla Maestà Catholicà Filippo III. Rè di Spagna, Et Monarca del Mondo Novo. SONETTO Del Sig. Cherubino Ferrari l'Etereo Academico Inquieto di Milano. L'Arme, gli scettri, le corone, e gli ostri E mille illustri palme, e mille pregi De tuoi grand'Aui Imperadori, e Regi, Son chiari raggi, al cui splendor t'inostri. Ma chi t'infiamma il cor? A gli alti chiostri, L'alma d'eterni honor, d'eterni fregi? La memoria è del Padre, e tù il dimostri. Segui, segui, FILIPPO, e benche rare Volte adiuien ch'à l'honorate imprese Fortuna ingiuriosa non contrasti. Non t'arrestar, che la vittoria appare, Maggior, quanto maggior son le contese, E non è gloria, oue non fur contrasti. Alla Serenissima Regina di Spagna D. Margherita d'Austria. Madrigale dell'istesso. MARGHERITA voi Fior'e Perla sete, Perla d'alto valor; Fior di bellezza, E qual Perla splendete Di lume oriental, e come Fiore Spirate arabo odore; Odor, ch'ogn'uno apprezza, Lume ch'ogn'alma ammirra, Odore, e lume tale, Che vi mostran celeste, ed immortale. In lode dell'Opera, & delle Dame in essa celebrate. MADRIGALE. Del Sig. Ferrari l'Etereo Academico Inquieto di Milano. CHI di saper desia, Mouere i passi hora veloci, hor lenti Con gratia, e leggiadria Concordi al suon de'musici concenti, Miri questo Theatro, e'n bella sehiera Quì vedrà Siluia, Nisa, Egeria, Lia, Clori, Dafne, Calisto, ed Amarilli, Flora, Siringa, e Filli, Che con un dolce inchino, un giro, un passo Ferir' i cor di sasso; Ma di colpi sì cari, e sì graditi Ch'ogn'hor bramar gli amanti esser feriti. MADRIGALE Del Sig. Gherardo Borgogni l'Errante Academico Inquieto di Milano. O Cauallier' amante C'hai di danzar desio Con la tua amata, oue il tuo cor s'unie, Quì le maniere tante Mira, doue s'addita Virtù da te gradita Di bel diporto, e degno, Ou'hà frà nobil'alme Amor'il Regno. Del Sig. Tassano Academico Inquieto di Milano. DI costumati balli Gentil Moderator, che d'Arpe al suono Sì ben misuri i passi, che non falli; S'à sì concorde tuono Contempri l'alma, e i sensi vaghi assesti, De le Muse celesti, Ben puoi senz'altro tù degno d'alloro, Saggio mastro che sei regger'il choro. Del Sig. Niguarda. CESARE al suon de musicali accenti, Mentre concorde il piè stendi, e raggiri Alta gioia dissondi, alti desiri Desti, ch'al'altro ergon le nostre menti. Miriam quà giù come le stelle ardenti Guidan lor balli ne i celesti giri, Come si moua alta virtute, e spiri, E gratia, e leggiadria ne' portamenti. Cosi mentre dispensi i vaghi moti, E guidi in giro le terrenne stelle Emulo sei di Giove, e di Natura. E mentre altrui dal sen la noia scoti L'alme inalzando à cose vaghe, e belle Poggia à l'eternità per via sicura. Madrigale dell'istesso Niguarda. L'ARTE che di natura Imitò scaltra l'orme, e la possanza, Tanto per te s'auanza, Che fatta gran maestra, Al'istessa Natura insegna, e addita Come sia vagra, e destra, Et ecco ella abbellita, Che imitata dal'arte, hor l'arte imita Artefice felice, arte felice, Hor'imitata, e dianzi imitatrice. TAVOLA Delli Capitoli che si contengono in questo Libro cioè, del primo Trattato, del secondo, & del terzo Trattato. Tavola de i Capitoli del Trattato primo. [column 1] NOmi di tutti i più famosi Ballarini, che fiorirno nel tempo dell'Auttore. Cap. I à fogli 2. Luoghi è gran personaggi dove, & alla presenza de quali ha l'Auttore ballaro. Cap II. 7 Entrata nel porto di Genova dell'Altezza del Sig. Don Gio. d'Austria, con i due Prencipi Rodolfo hora Imperatore, & Erneste suo fratello, nel loro ritorno dalla Corte del Rè Filippo II. N.S. 7 Banchetto, & festa fatta in Genova dall'Eccellentissimo Sig. Gio. Andrea Doria. 7 Partita del Sig. Don Gio. d'Austria con le galere per Napoli, & delli detti due Prencipi per Ferrara. 8 Mascherata dell'Auttore fatta in gratia del Serenissimo Sig. Don Gio. d'Austria, alla presenza de molti Principi, che con esso lui si trovarano. Cap. III. 9 L'Eccellentiss. Sig. Marchese d'Aiamonte Governatore dello Stato di Milano con tutti i Feudatarij dello Stato andò à Cremona à ricevere la Maestà del Rè di Franza Enrico terzo ritornato da Pollonia Cap. IIII. 11 Nomi de I Prencipi alla presenza de quali hà l'Auttore ballato. 12 Entrata in Milano della Serenissima Regina di Spagna Donna Margharita d'Austria, & sua partita per Spagna. 12 Entrata in Milano della Serenissima Infante Donna Isabella d Austria, & del Sereniss. Arciduca Alberto suo Marito, & del'Illustrissimo è Reverendissimo Monsignor Cardina [column 2] le Diatristano. 14 Festa fatta alle due Serenissime Altezze nel Theatro del Palazzo Ducale di Milano con le quadriglie delle Dame, & de Cavalieri Milanesi lui comparsi mascherati. 14 Nomi de i Cavalieri, & delle Dame di Milano che al tempo dell'Auttore hanno leggiadramente ballato al tempo dell'Eccellentissimo Signor Duca di Sesta, & dell'Eccellentissimo Sig. Marchese di Pescara Governatori di Milano. Cap. V. 16 Tempo nel quale l'Auttore diede principio all'uso de balletti di più sorti, vaghi, è leggiadri. 18 Nomi de i Cavalieri, & delle Dame che hanno ballato al tempo dell Eccellentissimo Signor Duca d'Alborquerque, & dell Eclentissimo Signor Don Alvaro de Sande Governatori di Milano. 18 Nomi di Cavalieri e delle Dame, che hanno ballato al tempo dell'Eccellentissimo Signor Commendatore Maggior di Castiglia, dell'Eccellentissimo Signor Marchese d'Aiamonte, & dell'Eccellentissimo Sig. Don Sanchio de Padiglia Governatori di Milano. 20 Nomi de i Cavalieri, & delle Dame, che hanno ballato al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Duca di Terranova Governatore di Milano 23 Nomi de i Cavalieri, e Dame, & delle Cittelle, che hanno ballato al tempo dell'Eccellentissimo Sig. Contestabile di Castiglia Governatore di Milano. 25 Tavola del Trattato Secondo. [column 1] REgola del portar ben la vita, del cavar la beretta del fare la riverenza, accomodare la cappa è la spada nel ballare, del pigliare la Dama per condurla al ballo con leggiadria, & delli avertimenti, passi, mutanze, salti, & altri movimenti che intervengono nel ballare la gagliarda. a fo. 31 Entrata in Milano del Serenissimo Duca di Savoia. 35 Regola prima del portare la vita leggiadramente. 37 Regola seconda del modo del cavare la berretta è fare la Rx. 39 Regola 3. dell'accommodare la cappa è la spa [column 2] da nel ballare. 41 Regola 4. del modo, col qual hà il Cavaliero à pigliare la Dama per ballare. 43 Regola 5. del modo che hanno à tenere il Cavaliero, & la Dama per ballare insieme, & le Dame per accommodare le loro vesti nel ballare. 45 Regola 6. delli primi cinque passi per dritta linea. 47 Regola 7. della Campanella di più sorti 49 Regola 8. del modo d'imparare i fioretti di più sorti. 51 Regola 9. delle capriole spezzate sopra un piede. 53 Tavola di diverse sorti di passi. [column 1] REgola 10. di cinque passi contrapassando è voltando meza volta 55 Regola 11. di cinque passi gittando la gamba destra dietro è dinanzi alla sinistra. 57 Regola 12. de cinque passi col saltino, gittando la gamba destra dietro è dinanzi alla sinistra. 57 Regola 13. de cinque passi contratempo battendo il piede innanzi, & in dietro. 58 Regola 14. de cinque passi contratempo buttan [column 2] do il piede innanzi due volte. 59 Regola 15. de cinque passi contra tempo con due scambiate de piedi. 59 Regola 16. di cinque passi contratempo con un fioretto, & una battuta in terra innanzi alla ponta del piè destro col sinistro 60 Regola 17. de cinque passi contratempo col fioretto, & con una cadenza finta. 61 Regola 18. de cinque passi, contratempo con due saltini a piè pari. 62 Tavola de i salti del fiocco. [column 1] REgola 19. del primo salto del fiocco. 65 Regola 20. del secondo salto del fiocco. fogli 67 Regola 21. del salto del fiocco in tempo di gagliarda 69 Regola 22. del detto salto. 69 Regola 23. del detto salto 69 Regola 24. del detto salto. 70 Regola 25. del detto salto. 70 Regola 26. del detto salto. 70 Regola 27. del detto salto. 70 Regola 28 del detto salto. 71 Regola 29 del detto salto. 71 Regola 30. del detto salto. 71 Regola 31. del detto salto. 71 Regola 32. del detto salto. 72 Regola 33. del detto salto. 72 Regola 34. de salti tondi overo pirlotto, & trecciati, e di quelli al roverscio. 72 Regola 35. del salto tondo in un tempo di ga [column 2] gliarda. 75 Regola 36. de salti trecciati in un tempo di gagliarda. 77 Regola 37. de salti al rovescio. 78 Regola 38. delle capriole passate à dritta linea. 81 Regola 39. della capriola dritta in un tempo di gagliarda. 83 Regola 40. per imparare la capriola trecciata in un tempo di gagliarda. 86 Regola 41. della capriola spezzata in aria in un tempo di gagliarda. 87 Regola 42. per imparare i sotto sbalzi in capriola. 88 Regola 43. per imparare i sotto piedi in capriola. 89 Regola 44. per imparare la prima girata over zurla. 91 Regola 45. dove si fanno l'altre sorti delle girate in un tempo di gagliarda. 91 Tavola delli cinque passi di due, & di tre tempi di gagliarda. [column 1] REgola 46. di cinque passi di due è di tre tempi di gagliarda. 93 Regola 47. delli primi cinque passi di due tempi di gagliarda. 94 Regola 48. de detti passi in gagliarda in capriole. 95 Regola 49. delle mutanze andando intorno. 95 Regola 50. delle mutanze andando a terra a terra. 96 [column 2] Regola 51. delle mutanze gagliarde intorno. 98 Regola 52. delle mutanze gagliarde inanzi, & indietro, & intorno. 99 Regola 53. d'un ballo alla gagliarda fatto per le dame. 100 Regola 54. del ballo detto del piantone, ò del favore. 102. Regola 55. del modo d'imparare la zoppa nel ballare la gagliarda. 102 Tavola de balli del terzo Trattato, col nome delle Dame alle quali sono dedicate. [column 1] TAvola de nomi brevi che io soglio attribuire alle riverenze, & à passi, & movimenti che intervengono ne i balli. a fogli 103 Regola prima delle riverenze gravi. 104 Regola 2. della riverenza minima. 105 Regola 3. delle due continenze gravi, & minime. 105 Regola 4. delle pontate gravi, & ordinarie. 105 Regola 5. del modo d'imparare à fare i passi gravi ne'balletti. 106 Regola 6. de'passi presti. 106 Regola 7. de'passi firmati in saltini. 106 Regola 8. de'seguiti, & prima del seguito grave à tordiglione. 107 Regola 9 del primo seguito grave 107 Regola 10. del seguito ordinario. 108 Regola 11. del seguito col piede alto alla battuta. 108 Regola 12. del seguito spezzato. 108 Regola 13. del seguito scorso. 109 [column 2] Regola 14. del seguito battuto al canario. a fogli 109 Regola 15. del seguito spezzato al canario. 110 Regola 16. del modo di fare i doppi, & prima del doppio grave. 110 Regola 17. del doppio minimo. 110 Regola 18. del modo di far la ripresa grave. 111 Regola 19. della ripresa in sotto piede. 111 Regola 20. della ripresa minima. 111 Regola 21. della ripresa minuta. 111 Regola 22. del modo di fare il trabucchetto grave. 112 Regola 23. del trabucchetto minimo. 112 Regola 24. del modo di fare il fioretto ordinario alli balletti. 113 Regola 25. del fioretto battuto al canario. a fogli 113 Regola ; & avvertimenti a'dubij, che sogliono occorrere nel ballare i balletti, & fare li altri movimenti che sono necessarij alli altri balli di più sorte. 114 Tavola de i balli, e brandi del Trattato Terzo. [column 1] BAlletto detto lo Spagnoletto. a fogli 116 Il Villanicco. 119 La Barrera. 122 Brando gentile. 126 Pavaniglia alla Romana. 132 Il Gratioso. 137 Il Torneo amoroso. 140 Il Bianco fiore. 145 Il Cesarino. 149 Brando di Cales. 152 Pavaniglia all'uso di Milano. 157 Cortesia Amorosa. 161 La Bissa amorosa. 165 Bassa Gioiosa. 170 Bassa delle Ninfe. 174 Amor felice. 178 Alta Visconte. 182 Alemana d'Amore. 185 Gallaria d'Amore. 189 Tordiglione nuove. 193 Il Canario. 198 Bassa Imperiale. 204 [column 2] Laura Gentile. 209 Alta Mendozza. 213 Alta felice. 217 Il Bizzarro. 218 Sò ben mi chi ha bon tempo. 222 Il Pastor leggiadro. 226 Alta Somaglia. 230 Il Bigarà. 234 Leggiadra Marina. 238 Fedeltà d'Amore. 242 Leggiadra Gioiosa. 246 Nobiltà d'Amore. 250 Bizzarria d'Amore. 254 La Battaglia. 257 La Correnta. 265 La Nizzarda. 268 Ballo fatto da sei Dame. 271 Ballo fatto da sei Cavalieri. 274 La Catena d'Amore. 277 La Caccia d'Amore. 281 Intermedio d'Armenia Pastorale. 285 Brando detto Alta Regina. 291 Dopò il foglio 214. s'è fatto errore nella Stampa, nel numero de fogli, & segue sino al fine dell'opera. LE GRATIE D'AMORE DI CESARE DE NEGRI MILANESE DETTO IL TROMBONE, MAESTRO DI BALLARE. Trattato Primo. Dove si contengono i nomi de più famosi Ballarini che fiorirono al tempo dell'Autore, i luoghi è grandi personaggi, dove,& dinanzi à quali ha l'Auttore Ballato. Mascherata fatta dall' Auttore in honore del Sereniss. Sig. Don Gio: d'Austria, & altre mascherate fatte con altri gran principi, alla presenza de quali ha l'Auttore Ballato. Entrata in Milano della Sereniss. Regina di Spagna. Entrata in Milano della Sereniss. Infante, & del Serenissimo Arciduca Alberto d'Austria. Nome de'Cavalieri, & delle Dame di Milano, che nel tempo dell'Auttore hanno leggiadramente Ballato. Tempo nel qual l'Auttore diede principio ad usar i Balletti di più sorti, vaghi, e leggiadri. DAPOI d'hauer tra me stesso molto tempo considerato sopra il fuggeuole corso di questa nostra vita mortale, emmi finalmente paruto di seguire di coloro l'orme, i quali col mezo delle loro fatiche giuuti à qualche grado di perfettione, si sono ingegnati di far in maniera, che nella memoria de gl'huomini vivessero pur anche morti, è non fusse del tutto col corpo spenta la fama delle loro gloriose attioni. & avvenga, che per lo mio poco valore, io cosa in luce mandar non possa, che nome habbia, ad'acquistare d'Illustre; tuttavia, per non mancar à me stesso, & à molti, che pur hanno desiderato nella mia Città di Milano, & in tutta Italia che si riducesse à qualche forma & regola l'arte del ballare; ho stimato di far quant'io potrò, per appagar questo lor honorato disio; & se non arriverò à quel segno, ch'eglino meritano, aprirò almeno gl'occhi à gl'arlti, che meglio di me lo potranno fare, & desterò ne gl'animi loro spirito tale, che forse à quel poco ch'io faccio hora, aggiugneranno poscia essi col tempo quel molto, che fanno. ne da questo pensiero m'ha potuto rimuovere il sapere, che molti già intorno à ciò habbiano scritto, fra quali v'è il non mai abastanza lodato Messer Fabritio Carroso da Sermoneta, che nelle mani di tutti i virtuosi di quest'arte, se ne và con molta sua lode; E s'è vero, come è verissimo, che alle ritrovate cose di qualch'altra aggiugner se ne possa ; si vedrà da questa opera che de'salti del fiocco, & di capriole, & di passi, & di salti, & di mutanze, & di balletti, dopo il suo tempo, e stata non poco per mia inventione arricchita la virtù del ballare, cosa che è d'utile, e di gusto potrà esser à chiunque che di saper varie cose cura si prenda; ancorche per fine non habbia d'attender all'essercitio nostro. Hora, in quanto pregio sia stata sempre questa virtù, ben potrei io al lungo mostrare, se ad altri havessi questa mia opera ad indrizzare, che à Cavalieri, & à dame; che pur fanno la maggiore, e la più bella parte di tutta la creanza, & de'costumi esser posta nel ballare: e vero, che l'armeggiare essercitio è molto nobile, il che dico etiandio del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire, che di Marte sieno proprij, non di Venere, come è il nostro, albergatrice, e posseditrice de cuori gentili, Ballano i Prencipi, è nel ballare più che in altra cosa la loro gravità mostrano, ballano i Cavalieri, e con ciò la lor leggiadria fanno vedere; ballano, le Dame, & ecco il vero mezo di scoprire la gratia, che serbano in tutti i movimenti; Finalmente balla tutto il mondo, e chi d'agilità, chi di prestezza, chi di forza, e chi d'una, & chi d'altra cosa, ne riporta da gli spettatori loda non picciola. Fiorirono anche in tutti i tempi, & in ogni parte maestri in quest'arte Illustri; chiaro inditio è segno, ch'ella sia sempre stata pur'assai stimata, & accioche la memoria di coloro, che, io ho'all'età mia conosciuti per difetto di scrittori non sia nelle tenebre se pelita, hò deliberato per cominciamento della mia opera di quì annoverargli, è sono questi. Nomi di tutti i più famosi ballarini, che fiorirono nel secolo dell'Autore. Cap. I. PIetro Martire Milanese al tempo di Paolo Terzo, fù dal Sereniss. Duca Ottavio Farnese in Roma per molto tempo, con buonissimi stipendij ritenuto, è da S.A. pur'assai amato, & egli col valor suo molte belle invenzioni, & di balletti, & di gagliarde recò in luce. Francesco Legnano Milanese, per la gratia, è leggiadria sua quanto sia stato caro all'Imperatore Carlo Quinto, & al Potentissimo Rè nostro Filippo II. & ad altri Prencipi, assai lo fanno sapere gli stipendij, c'hebbe, & i doni con che fù riconosciuto, che per esser noti al mondo, non starò à raccontargli. Lodovico Palvello, molte volte ballò dinanzi ai Rè di Francia Henrico II. & al Rè di Pollonia, è carico si può dire di doni à casa se ne tornò, il cui valore fu infinito, e meraviglioso nella prestezza della gamba. Stefano figliuolo del Manzino da Bologna, nel volteggiar à cavallo, & nel far salti mortali, & altri, & nell'andare sopr'haste, & nel ballare la gagliarda fu stupendo, & à tutti si rendè gratissimo, & hora molti scolari, & allievi suoi rendono di loro in quest'arte non poco conto. Pompeo Diobono milanese, del quale è pur fresca la memoria dotato dalla natura d'una suelta, bella, e proportionata vita; ben si può dire, con pace de gl'altri, che tra i maestri della nostra arte, egli n'habbia la corona riportata; e chi conosciuto non l'havesse giamai, all'andar gaio, al portamento della vita, alla gratia, con che accompagnava tutti i movimenti suoi ben detto harebbe quegli è ballarino. mastro egli fu mio, mentre stette in Milano; ma richiesto da Monsignor di Brisacco, ViceRè in Piemonte, con esso lui in Francia se n'andò, & io dopò la partenza sua, nel 1554. cominciai ad insegnare nella detta città di Milano. Ma chi potrebbe creder gl'honori, che gli furono fatti, & i gradi, che gli furono dati nella corte del Rè Enrico secondo, che pur Governatore la costituì del suo secondo figliuolo Carlo Duca d'Orleans, e stipendij gl'assegnò di ballarino di 200. franchi, & di valletto di camera di 260. che piu? havea mille franchi ancora di pensoine, e 160. per lo vestire; ne potrei così tosto annoverar i gran presenti, che da diversi Principi furlongli in poco tempo fatti; e se à Dio fusse piaciuto, che più lungo corso di vita havesse havuto il Duca, dopoi che Rè fù incoronato di Francia, è Carlo nono chiamato, forse la città nostra di Milano haurebbe veduto in persona d'un suo cittadino, i maggiori gradi di tutta Francia ne mancò pur tuttavia dopò la morte di Carlo nono, Enrico terzo che succedesse, di confermargli le piazze, e le pensioni dategli dal Rè morto, non solo sua vita durante, ma per gli figliuoli ancora; avenga che non habbia per sua di sgratia potuto il premio godere delle sue fatiche. Virgilio Bracesco milanese, insegnò anch'egli à ballare al Rè di Francia, Enrico secondo, & à Delfino suo primo figliuolo, che fu poi incoronato Rè di Francia, e detto Francesco secondo. ma sarei troppo lungo, se de gli stipendij, e doni grandissimi, che da quel gran Rè questi hebbero, io ad uno, ad uno in questo luogo raccontar volessi, basta à dire che non gli mancò fortuna al suo merito corrispondente, e che tutte le provisioni, & piazze dategli dal Rè Francesco, benignamente furongli da successori di lui confermate. Finalmente in Ispagna se n'andò con la Serenissima Reina, sorella d'Enrico terzo Rè di Francia, & moglie del nostro potentissimo Rè di Spagna Filippo II. è colà avanti à sua Maestà ballò è della destrezza, è leggiadria sua, lode ne riportò è premio honoratissimo. Lucio Compasso Romano, è stato valenthuomo nella professione del ballare alla gagliarda; hà scritto diverse mutanze della gagliarda, ha fatto scuola in Roma, & in Napoli fioritissima. Gasparo di Avanzi Veronese, qual è nella professione del ballare eccellente, ha sempre fatto scuola honorata in molte città di Lombardia. Gio. Pietro Fabianino, detto Ruffino Lodigiano, ha insegnato la virtù del ballare in Milano à diverse Dame, & mercè della bella gratia, ch'egli haueua fu ricercato da alcuni Cavalieri, & Dame genovesi, & egli colà se ne andò, & hà poi sempre insegnato balletti ad una gran parte delle Dame nobili di quella città, quali sono riuscite eccellenti, di più ha composto diversi balli, & è sempre stato in detta città. Bernardino de'Giusti da Turino Maestro di ballare molto garbato qual è sempre stato al servitio dell'Altezza Serenissima del Duca di Savoia fà buonissima scuola in detta città. Gio. Paolo Ernandes romano ha fatto scuola di ballare in Napoli, & in Roma, & è stato in Francia per la sua rara virtù stipendiato dal gran Priore fratello del Rè di Francia Enrico terzo, dapoi hà sempre fatto scuola in Roma molto honorata, & è sempre stato nella virtù agile, & garbato nel ballare la gagliarda, & il canario, & altre sorti di balli, & è stato inventore di molte belle mutanze del detto canario. Fabricio Caroso da Sermoneta, di cui habbiamo di sopra fatto mentione non solo è stato di molte belle cose in questa virtù inventore, mà come dicemmo, hà mandato in luce un bellissimo libro, testimonio del suo valore ben chiaro, & illustre. Gio. Ambrosio Valchiera milanese, ha fatto scuola in Milano poi ricercato da alcuni Prencipi Fiammenghi, quiui se ne andò, & hebbe da quei Signori quanto potè desiderare giamai. Ultimamente venne al servigio del Serenissimo Emanuel Filiberto Duca di Savoia, è fù fatto mastro del Serenissimo Carlo Emmanuelle suo figliuolo, à cui non solo il ballare insegnò, ma lo schermire ancora, & in quel seruigio con molta sua gloria e vivuto sempre. Alessandro Barbetta, nella scuola successe del Manzino, che sopra habbiamo nominato, & è poi stato un tempo al servigio dell'Altezza del Duca di Baviera, stipendiato convenevolmente da par suo; oltre che era dispostissimo nel ballare la gagliarda, è miracoloso nel volteggiare à cavallo, & in fare molte sorti di salti al presente fà con grand'honore scuola in Bologna. Martino da Asso milanese, è stato discepolo del mio Maestro, & hà sempre tenuto scuola in Milano, & è stato agile nel ballare la gagliarda, & ha composto belle bizzarie, & molte da mattaccino. Gio. Battista Varade milanese, detto il Cibrè, è stato discepolo del mio Maestro, ha fatto scuola in Milano, & in Roma di ballare, & di schermire, & è stato valente Maestro nell'una, & nell'altra professione. Zaccheria cremonese, molt'anni hà, che fa scuola di ballare in Padova, & ha insegnato la virtù à diversi Signori, e Cavalieri, & tramontani, & ad altre nationi, & è molto prattico, è gentile nell'insegnare questa virtù. Gio. Francesco Giera milanese, è stato mio discepolo, & ha servito vent'anni ad Enrico terzo mentre era Rè di Pollonia, & quando ancora fù incoronato Rè di Francia stette sempre alla sua corte sin'alla sua morte, con una piazza di 300. franchi con la spesa che faceua per lui, & per un servitore, oltre ad un'altra pensione di 800. franchi, & altri doni che da Sua Maestà gli furono dati. Gio. Ambrogio Landriano milanese detto Mazzacastroni è stato mio discepolo è pure anco al presente fa buonissima scuola in Milano, è stato molt'anni al servigio d'un gran Duca di Pollonia molto bene stipendiato, è con reali doni bene spesso riconosciuto. Cesare Appiano milanese è stato mio discepolo, molto disposto, è garbato nel ballar gagliarde, & hà insegnato la virtù à diversi Cavalieri della nostra città, & d'Anuersa. Gio. Stefano Faruffino milanese, è stato mio discepolo, ne di qual si voglia altro men'esperto in questa professione, hà tenuto scuola molt'anni in Pavia, & ha insegnato la virtù à molti Cavalieri, & Dame, & hora fa scuola honorata quanto si può più dire in Milano. Giulio Cesare Lampugnano milanese, ancora egli mio discepolo non meno eccellente in questa professione di quanti io habbi conosciuto mai, per commandamento dell'Eccellentissimo Sig. Duca di Terra nova Governatore di Milano, andò con buona provisione, à servire alla corte del potentissimo Rè Filippo II. nostro Signore, & insegnò à ballare, & volteggiare à cavallo à suoi creadi, finalmente per buona pezza in cotal servigio dimorato havendo à molta parte de Baroni, & Signori della Corte di S. Maestà Cattolica insegnato, si partì per Italia con l'Altezza Serenissima dell'Infante Donna Caterina moglie del Serenissimo Duca di Savoia, & amendue questi benignissimi Principi lo riconobbero con larghi presenti, così solo da lor'preso congedo, da Turino se ne venne à Milano, dove fa honoratissima scuola. Pietro Francesco Rombello, è stato discepolo del mio Maestro, & ha fatto in Milano, in Pavia, in Padova, & in altri luoghi scuola molto honorata, poi se n'è ritornato à Pavia dove à buona parte de Signori studenti, & di quei Cavalieri con molta sua lode hà insegnato gagliarde, è balletti. Giovanni Barella detto il Visconte, è stato mio discepolo, & ha tenuto scuola in Milano, & in molt'altre città di Lombardia, & al presente si ritrova al servitio dell'Eccellentissimo Sig. Duca d'Urbino. Gio. Stefano Martinello da Pesaro, è venuto alla mia scuola molto tempo ad imparare, & dopo d'havere tenuto scuola in Bologna, & in Venetia per molt'anni, pregato se n'andò al servitio dell'Arcivescouo di Colonia, fratello dell'Altezza del Duca di Baviera, dal quale oltra li donatiui era benissimo stipendiato, e per non passarla con molte parole, dirò che egli ha havuto pochi pari, e niuno superiore. Francesco Bernardino Crespo milanese, è stato mio discepolo, & ha fatto scuola in Milano, & in altre città, & finalmente in Turino, & di dispostezza non cedeva à qual altro del suo tempo. Orlando Botta da Compiano è stato mio discepolo, & ha fatto scuola in Pavia, in Venetia, & in altre Città, & al presente fa scuola magnifica in Padova, & è molto favorito per la sua gran gentilezza, la quale accompagna molto questa virtù del ballare. Cesare Agosto Parmegiano, è stato mio discepolo molto leggiero, disposto, & garbato nel ballare la gagliarda, e virtuoso nella musica, & nel sonare di Liuto, & è stato in Fiandra al servitio di gran Prencipi, & al presente serve all'Illustrissima Signora Marchesa di Soragna con buono stipendio. Carlo Beccaria Milanese, è stato mio discepolo, se n'andò poi alla Corte dell'Imperatore Ridolfo, ove hà insegnato à ballare, & à volteggiare à cavallo à suoi creati, & à Baroni, & Signori della Corte del Duca Ernesto, & è stato molto favorito da quei Signori per la sua virtù. Gio. Battista Pescorino Milanese è stato mio discepolo, hà fatto scuola in Milano, & in altre città con molta sua riputatione, & hora fa scuola in Venetia. Pompeo è Ruggiero figliuoli di Stefano Faruffino ambidue Maestri, vanno per le Città d'Italia à insegnare la virtù del ballare, & sono eccellenti nella professione, è molti garbati. Girolamo Cremonese ha imparato alcune mutanze da me, & è molto garbato nel ballare la gagliarda, & baletti, & al presente fa bonissima scuola in Cremona, & insegna alla maggior parte della nobiltà. Claudio Pozzo Milanese è stato mio discepolo, & ha insegnato à ballare alla corte del Duca di Lorena, al presente fa scuola in Bergamo con suo grande honore. Gio. Domenico Martinelli Maestro di ballare, fa buona scuola in Milano, & è disposto & polito nel ballare la gagliarda, & altri balli. Gio. Maria Genovese detto il Coralliero, fa scuola di ballare in Genova, & per la sua agilità, & gratia insegna la virtù ad una gran parte della nobiltà di detta città. Michel Angelo Varade Milanese mio allevo, che tiene conto della la mia Scola, & disposto nel ballare è virtuoso nel suonare. Pietro Antonio Guascone Antonio Aluigi Sovico, Giacomo Filippo Gravedona Aurelio Melira, Gio. Paulo Porrone, Gio. Battista Sovico nel volteggiare al cavallo quasi al pari d'ogni eccellente maestro, sono disposti nel ballare la gagliarda, & altri balli, come anco Gio. Andrea Mellera, & Annibale Bottinone. Et ecco tutti coloro, che degni mi sono paruti di lode, i quali ben possono col loro essempio non solo far'istimar questa virtù, ma anche invitar molti è molti à doverla imparare, che se essercitio vi può essere al mondo, che occasione porga all'huomo di farsi conoscere da gran Signori è Prencipi, questo senz' altro, è'l primo, & acciò che più chiaro appaia quanto io dico, non voglio lasciare d'annoverare trà infinite alcune memorabili occasioni che à me sono avvenute di ballare, & d'essere da Prencipi amato e favorito. Luoghi e gran personaggi, dove, e dinanzi à quali hà l'auttore ballato. Ca. II. LA prima volta ch'io entrassi giamai à ballare in luogo degno di memoria fù alla presenza dell'Illustriss. Sig. Cardinale di Trento, dapoi dell'Eccellentiss. Sig. Duca d'Alva, & dell'Eccellentissimo Sig. Don Giovanni di Figaroa, mentre che erano questi Prencipi al governo di Milano, è per non far confusione de'nomi, spieghe rò ad uno ad uno questi gran personaggi. Hò ballato alla presenza dell'Eccellentissimo Sig. Duca di Sessa mio Signore, & padrone. Ho ballato dinanzi à Prencipi Ridolfo, & Ernesto figliuoli di Massimiliano Imperatore, quando di Lamagna se ne vennero à Milano per andarsene in Ispagna, alla Corte di Sua Maestà Cattolica, anzi più volte insegnai loro molte belle cose, è ne fui con grandissimi doni ricompensato. Ho ballato alla presenza dell'Eccellentissimo Sig. Marchese di Pescara mentre era al governo di Milano, e più volte ho à sua Eccellenza insegnato à ballare, poscia andai à Mantoua con esso lui alle nozze del Serenissimo Sig. Duca Guglielmo, & ancora alla presenza di quel Altezza, & di molt'altri Prencipi ch'iui si trovavano in quell'occasioni, ballai più volte è fui rimandato à Milano con infiniti donatiui. Quando venne al governo di Milano l'Eccellentissimo Sig. Duca dal Borcheccho mio Signor mi commisse che io andassi à servire l'Illustrissimo Sig. Conte de Cifonte, che fu poi Castellano di Milano, il quale era venuto di Spagna, per andare alla giornata di Malta, all'hor che il Turco, havendo preso Sant' Elmo assediava il borgo di Malta, è cosi in tutto quel viaggio non l'abbandonai pur'un'poco, è con quell'occasione à Genova ballai dinanzi all'Eccellentissimo Sig. Andrea Doria, in Napoli dinanzi all'Eccellentissimo Sig. Duca di Arcalà ViceRè di quel Regno, in Cicilia dinanzi all'Eccellentissimo Sig. Don Grazia di Toledo ViceRè & Ammiraglio del mare, nel luogo di Malta, dopò la partita del Turco, dinanzi al gran Maestro, & à molti Cavalieri ch'erano venuti à quella giornata; In Saragozza dinanzi al Duca di Ter ranuova che fu poi Governatore di Milano, un'altra volta, à Napoli nel ritorno dinanzi al Duca di Mont'Alto. In Fiorenza ballai inanzi all'Altezza del Gran Duca Cosimo de'Medici, & del Prencipe Francesco suo figliuolo, & del Sig. Paolo Giordano Orsino, & d'altri Cavalieri. Adi 26. di Luglio 1571. entrò nel porto di Genova con quarantadue galee , è due navi grosse l'altezza del Sig. Don Giovanni d'Austria co'due Prencipi Ridolfo hora Imperadore, & Ernesto suo fratello, che dalla corte se ne veniuano del Re Filippo II. N.S. & à 29. di detto mese l'Eccellentissimo Sig. Gio. Andrea Doria fece in Genova un banchetto à cinquanta due Dame delle principali della città, tutte vestite d'ermesino, e di raso bianco, ornate di bellissime gioie. e si seruì à diciotto piatti, poi fece una gran festa, dove l'Altezza del detto Sig. Don Giovanni d'Austria, & i due Principi vennero mascherati, col Principe di Firenze, con quello di Urbino, & con quello di Parma, & con molti Cavalieri Italiani, e Spagnuoli, con tal'occasione trovandomi io per caso là ballai alla presenza di tutti questi gran Prencipi, & fuor d'ogni mio merito, fui da tutti loro favorito; ma al primo d'Agosto l'Altezza del Sig. Don Giovanni si partì per Napoli con le galee, e dirizzando le vele verso Ferrara, arrivò con li già detti due Prencipi, & alloggio à Tessarolo, dove l'Eccellentissimo Signor Duca dal Borcheccho, accompagnato da tutti i Feudatari di Milano, andò à riceverlo, quindi poi andando à Brussello, luogo del Serenissimo di Ferrara, dove stava aspettandoli, nel viaggio stesso hebbi gratia di ballar nel bucentoro di S.A. e n'acquistai molti donatiui. Adi 6.di Maggio 1574. ballai dinanzi all'Altezza del Sig. Don Giovanni d'Austria nel palazzo di Vigeuano, dove era alloggiata sua Altezza, che pur all'hora se ne veniva dall'impresa di Tunisi di Barberia; Hora io stetti colà otto giorni, & insegnai à sua Altezza molte e molte cose, che sommamente gli gustarono, onde ordinò che mi fussero fatti infiniti donatiui. Adi 26. del detto mese andai un'altra volta dinanzi à S.A. & all'Eccellentiss. Sig. Marchese d'Aiamonte mio patrone, che all'hora lo Stato di Milano go vernava, & con esso meco condussi cinque giovani disposti miei discepoli, vestiti da mattaccino, è quiui ballammo la gagliarda, poi si fecero moresche, & molti givochi da mattaccino, de'quali questi Prencipi presero grandissimo gusto per non haver altra volta veduto far simili givochi con tanta agilità è destrezza. Mà non posso io quì lasciare di descriucre, una mascherata da me inventata, & à mia spesa fatta all'hora dinanzi alla Serenissima Altezza del detto Sig. Don Giovanni, & Alessandro Prencipe di Parma, & à gl'altri Eccellentissimi Signori Marchesi d'Aiamonte, & il Sig. Ottavio Gonzaga, i quali tutti pur mi favorirono di vederla passar sopra'l corso di Porta Romana, luogo à cotali spettacoli destinato, stando eglino nel palaggio che fu d'Agosto Vicino; & hora della Sig. Contessa Delia Angosciuola, nella facciata d'esso, è dipinto Carlo Quinto Imperatore, e diversi Prencipi Italiani che servirono nelle guerre. Sò che parrà forse à molti che non faccia à proposito, essendo molto differente da quello ch'io ho proposto di trattare, mà poi che essa fu all'hora stimata cosa degna di Prencipi, penserò che non dourà esser hora discaro à lettori miei Signori di quì vederla in quel miglior modo, che sia possibile rappresentare, il che fatto seguirò poi anche il filo di quei Prencipi, che mi hanno favorito di vedere à ballare. Mascherata dell'Autore fatta adi 26. Giugno 1574. in honore dell'Altezza Serenissima il Sig. Don Giovanni d'Austria, alla presenza di molti Prencipi che con esso lui si trovauano. Cap. III. PRimieramente venivano cinque trombetti vestiti all'antica con cap pelli, & piume conforme all'impresa di S.A. Serenissima poi veniva un vestito superbamente all'antica da Gratiano; à quali andava dietro Pane Dio de'Pastori con la Siringa in mano. 1 Il primo personaggio era il Pensiero con veste lunga bigia. Sedeva sopra un quadro perfetto, & così assentato andava, & haveua un gufo sopra le spalle, che significa la notte, è sosteneva con la man destra la guancia. Seguiva un Pastore sonando il cornetto. 2 Il Sospetto nudo, e teneva con ambe due le mani un'Anguilla. Seguiva poi un Pastore sonando il trombone. 3 L'Ardimento con corazza, e con scimitarra all'antica, che cavalcava un leone. Seguiva un pastore sonando una cornamusa. 4 La Repulsa vestita all'antica, col viso voltato alla man destra, e con sembiante infuriato con la sinistra alla rovescia mostrando in quella due fave nere. Seguiva un Pastore sonando un fiffero. 5 Il Desiderio in veste rossa, & portava due sproni nella man destra, & due man tili sotto'l braccio sinistro. Seguiva un Pastore con una dolzana. 6 La Sollecitudine nuda giaceva fra le spine. Seguiva un Pastore con un flauto. 7 La Speranza vestita di verde, e riguardava a man sinistra verso il cielo con un'arco, & una saetta rotta nella man destra, nell'altra mano un vase con una cornacchia dal medesimo lato. Seguiva un Pastore con una Diana. 8 La Paura, un mostro con la faccia, e petto di donna, le corna di cervo, il piedi Daino, la coda di lepre, le mani finalmente di donna alzate ambedue in guisa di spavento, con una briglia pendente al braccio. Seguiva un Pastrore con una spinetta. 9 La Gelosia c'havea velati gl'occhi cominciando dal piede tutta, è traversa ta d'un serpente; il quale uscendole per lo braccio destro passava à ferirle il cuore. Seguiva un Pastore con una viola da gamba. 10 Lo Sdegno havea la pietra, è l'accialino in mano. e s'ingegnava di far cader le fauille sopra un fascetto di paglia, che teneva legato al braccio, & era vestito all'antica. Seguiva un Pastore con un violino. 11 La Discordia vestita di mille colori, scapigliata con capelli neri rossi, & bianchi intrecciati, e teveua un liuto in mano, alquale tagliava tutte lecorde. Seguiva un Pastore sonando un liuto. 12 L'Affanno, sedeva sopra d'un quadro perfetto, & cosi assentato andava vestito di nero col capo basso, stracciandosi le vesti. Seguiva un Pastore con una lira. 13 Il Sospiro haveua intrecciate le braccia, guardando verso'l Cielo à bocca aperta. Seguiva un Pastore con una cetera. 14 Il Pianto s'asciugava gl'occhi con un velo vestito di nero all'antica. Seguiva un Pastore con una piva. 15 La Disperatione stracciavasi le chiome, correndo sopra una tigre sfrenatamente. Seguiva un Pastore con un dolcemele. 16 Il Furore vestito all'antica armato, con una facella di fuoco in mano, co' denti, & con la bocca insanguinata. Seguiva un Pastore con un contralto de viola. 17 La Pace vestita all'antica con una pianta d'oliva in mano. Seguiva un Pastore con un triangolo. 18 La Fede che teneva la mano destra alzata coperta di panni bianchi, & nella sinistra un'anello. Seguiva un Pastore col tamburino, & il zufolo. 19 Il Riso rappresentato da un huomo matto, allegro, coronato di fiori con due amoretti di mille fiori inghirlandati, che gli giravano attorno facendo diversi atti per muoverlo pur à dolci, e piacevoli sogghigni. Seguiva un Pastore con un'Arpa. 20 Il Contento rappresentato da un giovane, & da una vaga donzella, che sotto l'ombra se ne stavano sollazzando d'un pomo, ambedue assentati, ella con un picciolo cagnuolo in grembo, & cosi assentata andava egli sonando, & cantando. Seguiva un Pastore con un buttafoco. 21 La Perseveranza sopra uno scoglio in mezzo al mare turbato, vicino al qua la sedeva una donna armata di diamante, con uno scudo di topazzo, & con una ghirlanda in capo di lauro, & nella mano destra una palma, nella sinistra una pope. Seguiva un Pastore con una sordina, e col mantice. 22 L'Amore trionfante non à guisa di saettante, ma con l'arco nella sinistra, & nella destra di due sorti di dardi, cioè di piombo, & d'oro nel resto, come si usa, da cieco in fuori. Seguiva un Pastore con una tiorba. 23 Il Tempo vestito di nero all'antica con la chioma, e barba bianca, tenendo nella mano un'horiuolo. Seguivano quattro Pastori con un concerto di quattro viole da braccio. 24 Quattro Re, & quattro Reine vestite pomposamente all'antica, à due à due per mano, portavano per impresa i quattro elementi, il primo la perla, che significa l'acqua; l'altro la rosa, che significa la terra; il terzo la saetta, che significa l'aria; il quarto la facella, che significa'l fuoco. Iui si trovavano quattro nani, che servivano le Reine per fanti. V'erano quattro huomini selvatichi, che servivano alli Rè per cavalli: portavano un grande bastone groppoloso in mano, & per iscudo una gran conchiglia di mare, inargentata guernita di bindelli con sonagli ben guarnite, li Re, & le Reine fecero un brando a otto innanzi all'Altezza del Sig. Don Giovanni, li quattro huomini selvatichi fecero un abbattimento con bastoni, & scudi; i quattro nani fecero una mattaccinata, che fù di gran gusto à quei Prencipi. 25 Un carro Trionfante tirato da otto schiavi vestiti tutti di rosso, con la catena al piede, & col menero alla gola inargentato, essendo sopra il carro una Venere con le tre gratie, con una lira da gamba, & trè voci che cantavano madrigali, & altre cose che significavano i tre Prencipi che erano presenti, mentre che passavano à uno à uno li 23. personaggi dinanzi à detti Prencipi; iui si trovava Un bell'ingegno Milan vestito in habito da Zanni, che gli nomi nava per nome, & à ciascuno di quei personaggi mentre passava haveva composto un terzetto, perche si sapesse il nome de'personaggi, ch'erano nella mascherata. Ma poi d'ogni altra cosa questa mascherata tal'è, gratioso era il vedere, che ottantadue personaggi ballassero tutti à tempo del brando; & erano i sonatori i primi huomini d'Italia; si ripose la mascherata in ordine del palagio di Tomaso Marino, e segnì poi con quell'ordine, che di sopra habbiamo detto &c. Altri gran Prencipi alla presenza de'quali ballò l'Auttore. Cap. IIII. ADi 6. d'Agosto 1574. l'Eccellentiss. Marchese d'Ayamonte mio Sig. & Padrone si partì da Milano, & andò con tutti i Feudatari dello stato à Cremona, e poi à Polezzo ad incontrare la Maestà del Rè di Francia Enrico Terzo, che era venuto di Pollonia à Vinegia, & per lo fiume Pò se ne veniva accompagnato dall'Altezza del Duca di Savoia, e dal Duca di Ferrara, e dall'Eccellentiss.Sig.Duca d'Anversa, e dal gran Priore di Francia, e dà molti Cavalieri Francesi, & Italiani fù ricevuto sua Maestà con questi gran Prencipi, & Signori della sua Corte dall'Eccellentiss.Sign.Marchese d'Ayamonte à li 8. fece Sua Maestà l'entrata in Cremona, dove fù ricevuto da quel popolo con gran trionfo; il quale fatto molte belle compagnie di fanteria ben armate; & una bellissima salua d'Archibugi, & d'artiglieria; alli 9. andò ad alloggiare à Fontanella, alli 10. andò à Monza, à 11. ballai dinanzi à S.M. con Gio.Stefano Faruffino mio discepolo, dove si trovavano tutti que'Prencipi, che di sopra hò detto: e S.M. ci fece far un'bel donativo, poi il medesimo giorno andò ad alloggiate à Mazenta; & iui ballò dinanzi à S. Maestà Giulio Cesare Lampugnano mio discepolo, & Martino da Asso ambidue maestri di ballare e S.M. fece à loro donare molte belle cose. alli 12. andò à Vercelli; ove l'Eccellentiss. Sig. Marchese d'Ayamonte con quei Feudatari prese licenza da S. Maestà, & se ne ritornò a Milano, &c. Adi 10. d'Ottobre 1582. andai à Vercelli con alcuni Cavalieri. Et alli 25. del detto essendo venuto il Sereniss. Sig. Duca di Savoia dal sepolcro di Varalle; fù honorato dal Castellano di Vercelli; alli 27. con una bellissima festa, & iui ballai dinanzi à S. Altezza; ma il giorno seguente ancora ballai dinanzi à Sua Altezza d'ordine suo, nel suo Palagio; e fui da quel gran Prencipe con reali doni riconosciuto. Adi 10. Luglio 1592. passò per Milano il Sereniss. Sig. Duca di Mantoua, & andò ad alloggiare con l'Illustriss. Sig. Conte Pirro Visconte, & havendo poi detto il Sig. Conte à S. Altezza, che v'era una figliuola del Sig. Rinaldo Tettone d'Età di nove anni, la qual era miracolosa in ballare, in la musica de sonare, e cantare, volse Sua Altezza vederla ballare, così il Sig. Conte d'ordine di S. Altezza mandò due dame à levar di casa questa figliuola, & fece chia mar me, suo maestro, acciò la facessi ballare; la quale ballò dinanzi à S.A. la gagliarda, la Pauaniglia il Canario, & altri balletti nella camera del detto Sig. Conte con molta maraviglia di quella Altezza, & di quei Cavalieri, sì per la poca età, come per l'agilità, leggerezza, & portatura di vità, & osservanza di tempo, & intelligenza di suono. Finito il ballo d'un hora dopo Sua Altezza, andò à cena, la qual finita si mise à givocare con diversi Cavalieri, & à me di mano propria donò molte doppie. Venuta della Serenissima Regina di Spagna. LA Sereniss. Regina di Spagna Donna Margherita d'Asutria fece l'entrata in Milano per porta Romana, il giorno di Sant'Andrea Apostolo, che fù alli 30. di Novembre 1598. à hore vintidue in circa, accompagnata dalla Serenissima Arciduchessa Donna Maria di Baviera sua Madre, dal Sereniss. Arciduca Alberto d'Austria, dall'Illustriss. & Reverendiss. Monsig. Cardinale Pietro Aldobrandrino Legato, e Nipote di Sua Santità dall'Eccellentiss. Sig. Contestabile di Castiglia Governatore dello Stato di Milano, dalli Eccellentiss. Signori Duca di Candia, Duca d'Humala, e Principe d'Oranges Monsiur de Barlamonte, dal Conte d'Agamonte, & altri Principi, & Governatori, & Ambasciatori, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa di Candia Camariera maggior di S. Maestà, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa de Erias, e da molte Dame Fiammenghe, & Todesche, & dall'Eccellentiss. Senato, dall'Illustriss. Sign. Gran Cancelliero, da'Magistrati di S.M. Cattolica da Feudatarij, Cavalieri, e gentil'huomini dello Stato di Milano, & à lor' fianchi in due longhissime schiere faceva ala un'grandissimo numero d'Alabardie ri, & Arcieri di Sua Maestà, & del Sereniss.Arciduca, & di Sua Eccellenza, vestiti di bruno per la morte della fel. me. del Potentiss. Rè di Spagna Filippo II. Seguivano cento cinquanta giovani principali Milanesi in due longhissime schiere vestiti superbissimamente di bianco à gara l'uno dell'altro, con ricami d'oro, di perle, & di gioie di grandissimo valore ciascuno d'essi portava nella mano un'accetta dorata con l'hasta coperta di velluto bianco, & ornato di frangie d'oro, & dietro à questi, quasi per guardia più vicina alla Maestà Reale seguivano venti altri nobilissimi Cavalieri Milanesi vestiti di rosso con ricami, & trine d'oro. Entrarono nella Città sei numerose, e belle compagnie di cavalli leggieri cioè tre per vanguardia, che la prima era dell'Illustriss.generale, il S. Don Alonso Diaquez, la seconda del Sig. Conte di S.Secondo, & la terza del S. Ercole Gonzaga, havendo ciascuna per scorta il suo Capitano sopra un bellissimo cavallo di terse, & lucid'armi coperto, & conducendo ogn'un di loro avanti sopra à possenti cavalli i paggi, & scudieri loro che con ricchissime sopravesti ricamate d'oro che vaga, è pomposa vista faceuano, & l'altre tre per retroguardia D. Gieronimo di Silva, D. Gonzalo de Olivera il Conte Rugier Margliano. Entrò sua Maestà sopra una chinea bianca vestita di duolo con un mantelletto di zibellino alle spalle sotto un baldacchino grandissimo di tela d'argento stampa ta con frangie d'oro portato da'Dottori, & Medici collegiati della Città con vesti longhe di damasco fodrate di velluto, & col cappuccio di broccato d'oro fodrato di vaio, i quali furono honorati per la nobiltà loro di così nobile inventione, & caminando alla sinistra sua amendue accolti l'Illustriss. & Reverendiss. Legato di sua Santità seguitando il suo viaggio, & arrivata, & smontata che fù alla porta della Chiesa Maggiore, entrata dentro con quelle cerimonie che à si gran Regnia far si sogliono, doppò l'haver ringratiato Iddio del felice suo arrivo, & havuto la benedittione da Monsig. Illustriss. Legato, entrò à piedi nel palazzo ducale, alle scale del quale fù incontrata dall'Eccellentiss. Sig. Contessa d'Aro, che seco haveva molte signore Milanese, accompagnata alle sue stanza, dallaquale poco dopò l'Illustriss. & Reverendiss. Legato, il Sereniss. Arciduca, i Principi, & Cavalieri, tutti si licentiarono, & andarono alli loro alloggiamenti à riposare. De gl'archi, porte trionfali, statue colossi, trofei, imprese ornamenti, abbellimen ti, & altre superbe opre, & inventioni fatte, nella Città di Milano, per la venuta di sua Sereniss. Maestà non faccio altra mentione havendone trattato minutamente spirti di questà nobilissima Città molto Illustri, è principali. Alli 8. di Decembre del detto anno, andai nel palazzo Ducale, & con l'occasione che quiui si trovava con la Regina nostra Sig. il Sereniss. Arciduca Alberto dinanzi à sua Altezza con otto valorosi giovani miei scolari, cioè Giacomo Filippo Gravedona, Francesco Turro, Cio. Battista Suigo, Gieronimo Ghisolfo, Gio. Ambrosio Cattaneo, Sebastiano Carcano, Antonio Maria Mantico, Clemente da Napoli, i quali fecero mille belle bizzarrie, e frà l'altre un combattimento con le spade lunghe, & pugnali, & un'altro con le haste, aggiugnen doui poi certe altre inventioni nuove di balli, e di mattaccino le quali parvero à sua Altezza di grandissimo spasso, & noi tutti fussimo da quel gran Prencipe benignamente con larghissimi doni riconosciuti. Il giorno seguente andai con li medesimi giovani nel palazzo del S. Alessandro Vistarino, ou'era alloggiato l'Illustriss. & Eccellentiss. Sig. D. Francesco Marchese d'Aiamonte Ambasciatore di S.M. Cattolica Con il Sig.D.Aluigio suo fratello, & si fecero molte belle bizzarie di balli, combattimenti, & mattaccini, con grandissimo spasso di quei sig. miei padroni, da qual fussimo con doni riconosciuti. Si partì sua Maestà da Milano per Spagna il giorno di S. Biagio che fù alli 3. di Febraio 1599. accompagnata dalla Sereniss. sua Madre, & dal Sereniss Arciduca, & da molti altri Prencipi Cavalieri, & Dame, uscendo per Porta Ticcinese. Adi 5. Luglio 1599. Vicino all'hore 22. la Sereniss. Infante Donna Isabella d'Austria fece l'entrata in Milano per P. Ticinese, col Sereniss. Arciduca Alberto d'Austria suo marito, accopagnata dall'Eccellentiss. S. Contestabile di Castiglia Governatore dello Stato di Milano, & da tutti i Tribunali, Dottori del Collegio di Milano, & i Feudatarij, & molti altri Cavalieri, & gentilhuomini. Adi 16. del detto à hore 24. l'Illustriss. & Reverendiss. Monsig. Cardinale Diatristano legato di sua Santità fece l'entrata in Milano, incontrato dal Serenissimo Arciduca d'Austria, & dall'Eccellentiss. Signor Contestabile, & da tutta la Nobiltà di Milano. La Dominica seguente, che fù alli 18. del detto la sera si fece una bellissima festa dinanzi alle dette due Altezze, nel teatro del Palagio ducale, fatto d'ordine del Eccellentiss. Sig. Contestabile Governatore di Milano per tali trionfi, dove comparuero cinque Dame principali con le sue quadriglie à due à due mascherate è vestite pomposamente, con diverse inventioni d'habiti, & di musici, & le prime Dame, che entrarono sopra le festa, furono la Sig. Ambasciatrice di Savoia con la sua quadriglia di diece Dame, vestite tutte d'una livrea, & dietro à queste seguivano poi quattro Dame vestite da Matrone. Entrò prima un alpa e un leuto sonando, e poi quatro figliuolini vestiti à livrea, entrorno ballando di concerto che fu di gran gusto alle due Altezze. Etin questa prima quadriglia di dieci Dame vi era la sig. Ambasciatrice di Savoia della Serene, è della Torre la sig. Contessa Margarita Beccaria, e Manricca, la sig. Ippolita Gallia, è Rhò, la sig. Caterina Balba, è Rhò, la sig. Elena Rainolda, è Mazenta, la sign. Laura Cuticha, e Caccia, da prò Marchesa di Castignacha, la sig. Paola Antonia Melza, è Muggiana, la sig. Paola Fossa, e Trecca, la sig. Catarina Campina è Castel san Pietro, la sig. Ippolita Rhò, è Figgina, le matrone erano, la sig. Maria Brivia, è Canevesa, la sig. Livia Bertola, è Varesina, la sig. Isabella Brivia, e Melza, la sig. Lucretia di Grassi è Rombella, che in tutto erano quatordeci Dame. Nella seconda quadriglia ch'entrò di otto Dame, la sig. Deianira san Mauritio, & Archinta, la sig. Donna Benedetta Brugnola, e Brebia, e la sig. Giulia Beccaria, è Menoccha, la sig. Clara Tettona, la sig. Clementia Alciata. la signora Bianca Lucia Arconata, è Migliavaccha, la sig. Cecilia Panzana, è Forera. Nella terza quadriglia che entrò de sei Dame, con le torcie accese in mano furono la signora Lavinia Visconta, è Vistarina, è la signora Donna Costanza figliuola del sig. Marchese di Melegnano, la signora Livia Castalda Marchesa di Melegnano, la signora Deidamia figliuola del sig. Conte Antonio della Somaglia, la signora Verginia della Tela, e Visconta, la signora Hippolita Cicogna, e Crivella, le quali fecero tutti insieme un'intrata, con un ballo che se dirà al suo luogo, & alle dette Dame precedevano cinque violoni che sonavano il ballo, poi Pietr'Antonio musico dell'Altezza del signor Duca di Parma, & un paggio con un cesto in mano pieno de diversi bei fiori, i quali si presentorno à sua Altezza, & le sei dame à due à due con le torcie accese in mano, & dato che hebbero fine al ballo, che se dirà se n'andarono al loro luogo, il sudetto musico sonò una tiorba, & cantò alcuni leggiadretti versi in lode delle due Altezze Serenissime, ilqual canto finito, la sig. Lavinia Vistarina pigliando il cesto de fiori, & andando à tempo di suono lo presentò à sua Altezza, facendo una riverenza grave, ritornando al suo luogo per finir il ballo. Nella quarta quadriglia che entrò di diece Dame, delle quali era capo la signora Anna Arconata, la qual per alcuni giusti impedimenti non vi andò, furono la signora Elena Arconata, e Visconta, la signora Clementia Visconte, è Arconata, la signora Donna Cecilia Brasca, e san Nazar, la signora Donna Maria san Nazar, e Beccaria, figliuola del Illustriss. signor GranCancelliero san Nazaro, la signora Lucretia Castigliona, la signora Lucia Vertema, e Piacenza, la signora Maria Vertema, e Panigarola, la signora Isabella Vertema, e Brivia, la signora Elena Arconata, e Albertaza, la signora Claudia Gallarata. Nella quinta quadriglia entraron tre Dame e sei paggi, quattro de quali fecero un combattimento di spada e rotella, & un'altro recitò alcuni leggiadri versi in lode delle due Altezze, la signora Felice Castrazona, e Merzagora, la sig. Verginia Dugnana, la sig. Giovanna Lonata, ambedue figliuole della detta signora Felice, entrorno in habito armate vestite all'antica, à modo di tre gran guerriere. Sopra la detta festa ancora comparvero quattro quadriglie di Cavalieri, con torcie accese in mano vestiti pomposamente, con diverse inventioni d'habiti di livrea, & di musici. Nella prima quadriglia che entrò di sei Cavalieri vestiti pomposamente all'un garesca, alli detti cavaglieri precedevano quattro sonatori con quattro alpi vestiti à livrea, poi sei paggi con le torcie accese in mano, quattro innanzi à due à due, poi seguivano li altri due con l'Amore nel mezo, il qual recitò alcuni versi in lode delle dette Altezze, poi seguivano sei cavalieri, i due primi che guidavano il ballo erano il sig. Conte Filiberto figliuolo del sig. Conte Antonio della Somaglia, il sig. Conte Giacobo figliuolo del sig. Azzo Mandello, il sig. Ottavio figliuolo del sig. Marchese Oratio Pallavicino, il sig. Cavalier Cabrio figliuolo del sig. Conte Gio. Battista Serbellone, il sig. Aluigi Trotto, & il sig. Fabritio Melzo, entrarno questi cavalieri a due a due, con le torcie accese in mano, quelli ch'erano à man sinistra la portavano con la detta mano, & quelli alla destra, alla detta mano, fecero una entrata con un ballo come si dirà à suo luogo. Nella seconda quadriglia, che entrò di dodeci Cavalieri con quattro violoni, & trè leutti facendo un bel ballo furono, Il Signor Conte Antonio Litta. Il Sig. Alfonso Cotta. Il Sig. Conte Teodoro Triulzo. Il Sig. Antonio Pirouano. Il Sig. Gio. Battista Visconte. Il Sig. Gio. Ambrosio Visconte. Il Sig. Cabriello Panigarola. Il Sig. Ottaviano Visconte. Il Sig. Ieronimo Rabbia. Il Sig. Erasmo Caimo. Il Sig. Cesare Briuio. Il Sig. Pietro Antonio Lonato. Nella terza quadriglia, che entrò di otto cavalieri furono, Il Sig. Aluigio Arconato. Il Sig. Cesare Visconte. Il Sig. Galeazzo Arconato. Il Sig. Francesco Castiglione. Il Sig. Conte Ferrando della Somaglia. Il Sig. Gio. Domenico Castellanza. Il Sig. Lodovico Crivello. Il Sig. Gio. Angelo Anone; Questi introrono con un concerto di quattro violoni da bracio, e fecero un bellissimo ballo. Nella quarta quadrilia, che entrò di dodeci Cavalieri à tre à trè, con quattro flauti, e una tiorba, & uno leuto, facendo anco essi uno bel ballo furono i seguenti, Il Sig. Ant. Ferrari. Il Sig. Marchese Filippo Marino. Il Sig. Gio. Iac. Mandel. Il Sig. Filippo Migarole. Il Sign. Ieronimo Dadda. Il Sig. Gio. Carcano. Il Sig. Conte Paolo Simonetta. Il Sig. Fabritio Ghelino. Il Sig. Franc.Maganza. Il Sig. Pirro Salerno. Il Sig. Francesco Capra. Il Sig. Alessandro Gattico. Hora il trattar de tutti queste quadriglie, & balli che fecero, sarebbe troppo lungo, & io à due sole mi appigliaro in servigio de'quali mi affaticai, come se dirà al suo luogo. Nomi de'Cavalieri, & delle Dame di Milano, che al tempo dell'Auttore hanno leggiadramente ballato. Cap. V. DApoi d'haver trattato de i Maestri miei antecessori, & di quelli c'hanno apparato questa virtù da me, & da altri; non voglio man care di far mentione ancora di quei Cavalieri, & Dame, che dopo l'anno 1554. nel quale io cominciai la Scuola nella nobilissima, e non mai à bastanza lodata Città di Milano hanno portato nome di leggiadri ballatori, & ballatrici, cominciando da quei che ballarono al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Don Gonzalo Ernando di Cordova Duca di Sessa, & dell'Eccellentiss. Sig. Ferrante Francesco d'Avolos Marchese di Pescara, seguendo poi de gli altri d'hanno ballato al tempo de gl'altri Governatori di Milano. I Cavalieri c'hanno ballato al tempo delli Eccellentiss. Signori Duca di Sessa, & Marchese di Pescara Governatori di Milano. L'Illustriss. & Eccell. Sig. Ferrante Francesco Marchese di Pescara. L'Illustriss. & Eccellentis. Sig. Don Luigi di Cordova Duca di Somma Nipote del Sig. Duca di Sessa. l'Illustriss. Sig. Don Cesare d'Avolos fratello del Sign. Marchese di Pescara. L'Illustriss. Sign. Don Diego di Cordova cugino del Sig. Duca di Sessa. L'Illustriss. Sig. Marchese di Camarasso cognato del Sig. Duca di Sessa. L'Illustriss. Sig. Don Alfonso Piamontello Castellano di Milano. Il signor Marchese Filippo da Este. Il signor Conte Francesco Trivulzo. Il signor Conte Don Giorgio Manrico. Il signor Ferrante Castaldo Marchese di Cassano. Il signor Conte Manfredo Torniello. Il signor Conte Alfonso della Somaglia. Il signor Conte Pietro Antonio Lonato. Il signor Ermes Visconte. Il signor Conte Fabio Visconte. Il signor Alessandro Lampugnano. Il signor Bartolomeo Caimo. Il signor Conte Costanzo d'Adda. Il signor Conte Horatio Trivulzo. Il signor Horatio Tuttavilla. Il sig. Vittorio Cattaneo. Il signor Conte Alessandro Valenza. Il signor Sforza Brivio. Il signor Don Carlo de'Luna. Il signor Lodovico Cusano. Il signor Cesare Rhò. Il signor Alfonso Cigogna. Il signor Costanzo Raverta. Il signor Castellano de'Maggi. Le Dame di quel tempo. L'Illustriss. Signora Donna Isabella Gonzaga, Marchesa di Pescara Governatrice di Milano. La sign. Barbara Sforza de Medici Marchesa di Melegnano. La signora Contessa Barbera da Este, e Trivulza. La sign. Contessa Antonia Beccaria, e Taverna. La signora Lucretia Lampugnana, e Cusana. La signora Antonia Somaglia, e Visconte. La signora Contessa Deidamia Cassina, e Vistarina. La signora Cavaliera Vittoria Caccia della tela. La signora Sigismonda d'Este Sfondrata. La signora Contessa Laura Gonzaga, e Trivulza. La signora Contessa Camilla Doria, e Morona. La signora Madama d'Arconà. La signora Cavaliera Barbara Fiesca, e Visconte. La signora Contessa Deianira Macedonia Trivulza. La signora Contessa Anna Morona, e Cigogna. La signora Contessa Felice Trivulza. La signora Eleonora Visconte, e Carimà. La signora Caterina Bianca Buttigiella, e Mazzenta. La signora Contessa Bianca Beccaria, e Adda. La signora Cornelia Savolla, e Brivia. La signora Artemisia Visconte, e Botta. La signora Giulia Marliana, e Visconte. La signora Anna Lucia Simonetta, e Raverta. La signora Silvia Vimercha, e Maggia. La signora Antonia Corre detta la Moretta, la Signora Lenna Posbonella e Maggia, ambedue ballarine eccellentissime di quel tempo. I Cavalieri c'hanno ballato al tempo dell'Eccellentis. Sig. Don Gabriello della Cueva Duca del Borqueque, & dell'Eccellentis. Sig. Don Alvaro de Sande Marchese di Piovera, mentre erano al governo dello Stato di Milano l'anno 1569. MA prima, che io venga à raccontargli, dirò come in quel tempo io diedi principio ad usare certi balletti vaghi, e leggiadri; in parte de'quali riconosceva mè per inventore, e in parte altri honorati, e valoresi spiriti; erano adunque questi balletti in maniera ordinati, che si potevano fare à due à due, ò à quattro, ò à sei, come più piaceva, & in molte parti gravità grande serbavano; In molt'altre poi qualche dispostezza di gagliarda, ò d'altro allegro ballo; mà ritorno à quello c'hò lasciato, cioè al raccontare i Cavalieri e Dame di quel tempo. L'Illustriss. sign. Don Beltramo della Cueva Nipote del Sig. Duca Del Borqueque. L'Illustriss. sig. Don Roderigo figliuolo di Don Alvaro de Sande Castellano di Milano. Il Signor Don Diego di Gheuarra. Il signor Francesco Sforza Marchese di Caravaggio. Il Signor Massimiliano Stampa Marchese di Sonzino. Il signor Conte Giovan Giacomo Trivulzo. Il signor Gio. Battista Carcano. Il signor Conte Marc'Antonio Aresino. Il signor Ferrante Gonzaga Marchese di Castelgiofrè. Il signor Gio. Battista Marino Marchese di Castelnuovo. Il signor Conte Gio. Battista Biglia. Il signor Gio. Battista Merato. Il signor Conte Gasparo del Maino. Il signor Sacramoro Visconte. Il signor Prospero Visconte. Il signor Conte Georgio Secco. Il signor Cesare Marino. Il signor Hieronimo Panigarola. Il signor Lodovico Visconte figliuolo dell'Herede. Il signor Alfonso Speciano. Il signor Cavalier Francesco Taverna. Il signor Alfonso Coiro. Il signor Hercole Rhò. Il signor Giovan Battista Sansone. Il signor Desiderio Merzagora. Il signor Mauritio Visconte. Il signor Giuseppe Orombello. Il signor Gabrio Carcassola. Il signor Gasparo della Torre. Il signor Giulio d'Adda. Il signor Annibal Rombello. Il signor Alessandro Forero. Il signor Francesco Taverna. Dame di quel tempo. L'Illustrissima, & Eccelentissima Sig. Donna Giovanna della Lama Duchessa del Borqueque. L'Illustrissima sign. Donna Isabella figliuola di Don Alvaro di Sande. L'Illustrissima sign. Donna Alvira figliuola del detto Signor. La signora Donna Constanza Colonna e Sforza, Marchesa di Caravaggio. La sign. Donna Anna Sfondrata, e Visconte. La signora Contessa Bianca Somaglia, e del Maino. La signora Lavinia del Maino, e Carcassola. La signora Marchesa Alvisa d'Oria, e Marina. La signora Clara Buscha e Coira. La signora Contessa Chiara Marina è Torniella. La signora Contessa Arsilia Marina, è Valenza. La signora Contessa Olimpia Morona, è Cigogna. La signora Marchesa Anna Visconte, è Cusana. La signora Isabella Visconte, è Pirola. La signora Contessa Andronia Macedonica, è Trivulza. La Signora Contessa Ottavia Marliana, è Trivulza. La sig. Contessa Donna Isabella Ghivarra, è Sartirana. La signora Cecilia Confanoniera. La signora Giovanna Cusana, è Stanga. La signora Lucia Maggenta, è Barbavara. La signora Silvia Visconte, è Anona. La signora Lucilla Cattanea, è Tassa. La signora Ottavia Foppa, è Tettona. La signora Costanza Rainolda, è Caccia. La signora Laura Panzana, è Maggia. La signora Felice Castrice, è Marzagora. La signora Contessa Lucretia Guareria, è da Desio. La Signora Drusilla Visconte, è Vaiana. La signora Giustina Bussè, è Visconte. La signoraVittoria Gambarina Cittella. La signora Isabella de Negri Cittella. La signora Cristierna Bossa Cittella, tutte ballarine eccellentissime. I Cavalieri, c'hanno ballato al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Commendatore Maggiore di Castiglia, dell'Eccelentiss. Signor Don Antonio Gusmano Marchese d'Aiamonte, & dell'Eccellentiss. Sig. Don Sanchio di Padiglia, Castellano è Governatore de Milano. L'Illustrissimo Signor Don Francesco & L'Illustriss. Sig. Don Aluigi, figlioli del Sig. Marchese d'Aiamonte. Il signor Giacomo Antonio Arconato. Il signor Don Martino de Leva. Il signor Conte Pirro Visconte. Il signor Conte Renato Borromeo. Il signor Conte Antonio della Somaglia. Il signor Cavalier Alfonso Cattaneo. Il signor Gio. Ambrosio Fiorenza. Il signor Conte Ruggier Marliano. Il signor Marc'Antonio Simonetta. Il signor Conte Geronimo Morone. Il signor Alfonso Castiglione. Il signor Pietro Antonio Confaloniero. Il signor Gio. Barttista Pozzobonello. Il signor Carlo Trivulzo. Il signor Giacomo Antonio della Torre ambasciatore del Serenissimo Signor Duca di Savoia. Il signor Conte Matteo Taverna. Il signor Conte Hercole Torello. Il signor Lodovico Busca. Il signor Prospero Lampugnano. Il signor Ferrante Novate. Il signor Cavalier Francesco Tosso. Il signor Annibale Rhò. Il signor Aluigi Marliano. Il signor Geronimo Cusano. Il signor Conte Paolo Belgioioso. Il signor Barnabò Barbolo. Il signor Conte Baldessare Biglia. Il signor Conte Alberigo Belgioioso. Il signor Barone da Rhò. Il signor Giuseppe Pò. Il signor Gio. Battista Arconato. Il signor Francesco Cid. Il signor Gio. Battista Fossano. Il signor Gio. Paolo Arconato. Il signor Horatio Landriano. Il signor Gasparo Homodei. Dame di quel tempo. L'Illustrissima, & Eccelentissima Sig. Donna Anna de Cordova Marchesa d'Aiamonte Governatrice de Milano. L'illustrissima, & Eccelentissima signora Donna Brianda moglie del Sig. Don Sanchio di Padiglia Castellano è Governator di Milano. La signora Marchesa Livia Castalda, è Medici. La signora Cavaliera Isabella Borromea, è Visconte. La Signora Anna Visconte, e Arconata. La signora Contessa Guistina Visconte, e Biglia. La signora Vittoria Castelletta, e Rhò. La signora Contessa Hippolita Porra, è Visconte. La signora Isabella Visconte, e Roma. La signora Contessa Antonia Simonetta, e Trivulza. La signora Donna Cecilia di Medici, è Gonzaga. La signora Donna Isabella Landonia, è Trivulza. La signora Claudia Visconte, è Aresina. La signora Ottavia Cavenaga, è Mendozza. La signora Contessa Ippolita Borromea, è Belgioiosa. La signora Maddalenda Rainolda, è Pessa. La signora Isabella Visconte, è Roma. La Signora Giulia Popola, è Negrola. La signora Diana Biraga, è Rainolda. La signora Contessa Livia Belgioiosa, è Morona. La signora Margherita Taverna, è Visconte. La signora Lucretia Ciocchera, è Cid. La signora Caterina Scanza, è Legnana. La signora Contessa Delia, Spinola, è Angossola. La signora Maddalena Arcimbolda. è Visconte. La signora Barbara Gallarina, è Carcana. La signora Violante Aresa, è Arconata. La signora Ippolita d'Adda, è Rozona. La signora Donna Isabella Velllie, è Cusana. La Signora Diana Panzana, è Confalonera. La signora Beatrice Cusana, è Reina. La signora Susanna Pagnana, è Lampugnana. La Signora Veronica Tavola, è Coira. La signora Merita Trivulza, è Sotto Maggiore. La signora Donna Orifanta Visconta, è Landonia. La signora Ippolita Castelletta, è Pozzobonella. La signora Donna Maria Ordogna, è Sotto Maggiore. La signora Silvia Pecchia, è Adda. La signora Verginia Spinola di Spinola. La signora Ottavia Cusana. La signora Anna Carcassola, è Marliana. La signora Donna Anna Ordugna. La signora Domenica Castigliona, & La signora Caterina Coira detta la Moretta, tutte due citelle ballarine eccellentissime. I Cavallieri, ch'hanno ballato al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Don Carlo d'Aragona Duca di Terra Nova. L'Illustrissimo Sig. Don Cesare figliuolo del Sig. Duca di Terra Nova. L'Illustrissimo Signor Don Ferrante Marchese di Castel Vetrano, nipote del detto Sig. Duca. Il signor Don Blasco nepote del detto signor Duca. Il signor Gio. Giacomo Medici Marchese di Melegnano. Il signor Conte Hercole Margliano. Il signor Cavalier Francesco Arconato. Il signor Gian Gieronimo Marino Marchese di Castel nuovo. Il signor Ottavio Visconte. Il signor Pompeo Litta Marchese di Gambalò. Il signor Conte Gio. Pietro Cicogna. Il signor Alessandro Vistarino. Il signor Carlo Trivulzo. Il signor Carlo Visconte. Il signor Cavalier Ottavio della Tela. Il signor Conte Paolo Attendolo Bolognino. Il signor Gio. Giacomo Arconato. Il signor Conte Cesare Litta. Il signor Federico Cusano. Il signor Benedetto Pieno. Il signor Uberto Visconte figliuolo dell'herede. Il signor Ferrante Carcano. Il signor Giulio Fossato. Il signor Bartolomeo Visconte. Il signor Gio. Ambrogio Visconte. Il signor Guido Maggenta. Il signor Gaspar Caimo. Il signor Pietro Francesco Coiro. Il signor Gio. Battista Caimo. Il signor Carlo Brivio. Il signor Gieronimo Visconte. Il signor Gio. Battista Fiorenza. Il signor Gio. Paolo Arconato. Il signor Baldessare Rhò. Il signor Gio. Visconte figliuolo dell'herede. Il signor Marc'Antonio Porro. Il signor Gio.Giacomo Resta. Il signor Scipione Cagnuola. Il signor Alfonso Cotta. Il signor Lelio Cusano. Il signor Lodovico Rizzo. Il signor Prospero Panzano. Il signor Ferrante Cagnola. Il signor Nicolò Pagnano. Il signor Scaramuzza Visconte. Il signor Ottavio Visconte. Il signor Bartolomeo Busca. Il signor Pietro Francesco Visconte. Il signor Gio. Tomaso Crivello. Il signor Cesare Carcano. Il signor Gio. Battista Fagnano. Dame di quel tempo. LA signora Contessa Ersilia Farnese, e Borromea. La signora Marchesa Flaminia Panigarola, è Maino. La signora Contessa Olimpia Pallavicina. La signora Contessa Vittoria Visconte, è Angosciuola. La signora Andronica di Tolentino, è Tollentina. La signora Antonia Cicogna, è Pagnana. La signora Contessa Camilla Marina, è Visconte. La signora Giustina Arconata, è Bossa. La signora Contessa Aurelia Litta, è Taverna. La signora Contessa Barbara da Sala, è Cantacroio. La signora Contessa Isabella Arcimbolda, è Rhò. La signora Giustina Belgioiosa, è Cusana. La signora Clemenza Grassa, è Castigliona. La signora Contessa Angela di Mozon, è Cigogna. La signora Ippolita Rotula, è Visconte. La signora Lucia Muggiana, è Biraga. La signora Caterina Coira, è Roma. La signora Violante Polimia, è Novato. La signora Camilla Margliana, è Foppa. La signora Contessa Lucia Serbellona, è Valenza. La signora Contessa Isabella Litta, è Bolognina. La signora Anna Serbellona, è Busse. La signora Lucia Visconte, è Visconte. La signora Virginia della Tela, è Visconte. La signora Lucia Vertemà, è Piacenza. La signora Ippolita Cicogna, è Crivella. La signora Lavinia Margliana, è Tollentina. La signora Emilia Arzonica, è Cagnuola. La signora Angela Seregna Avogadra. La signora Barbara grassa, è Brivia. La signora Maria Spinola, è Croce. La signora Beatrice Ghisolfa, & Adda. La signora Maria Brivia, è Canevesa. La signora Zanobia Coira, è Dardanona. La signora Innocenza Rainolda, è Coira. La signora Anna Coira, è Raverta. La signora Flamminia Rissa, è Piena. La signora Livia Bertola, è Varesina. La signora Bianca Brebbia, è Visconte. La signora Bianca Gallarata, è Visconte. La signora Ottavia Popula, è Lampugnana. I Cavalieri c'hanno ballato al tempo dell'Illustriss. Signor Don Gio. de Velasco Contestabile di Castiglia, Governatore de Milano. L'Illustrissimo, & Eccellentissimo signor Contestabile. L'Illustrissimo signor Conte d'Aro figliuolo del signor Contestabile. L'Illustrissimo signor Don Bernardino fratello del signor Contestabile. L'Illustrissimo signor Don Gioseffo Achugna Castellano di Milano. L'Illustrissimo signor Don Antonio figliuolo del signor Castellano. Il signor Mutio Sforza Marchese di Caravaggio. Il signor Conte Theodoro Trivulzo. Il signor Don Giovan de Mendozza. Il signor Filippo del Maino Marchese di Bordolano. Il signor Ercole Gonzaga. Il signor Conte Giovanni Borromeo. Il signor Marchese Filippo Marino. Il signor Conte Francesco d'Adda. Il signor Ermesse Stampa Marchese di Sonzino. Il signor Cavalier Fabritio Sforza. Il signor Conte Andrea Manricco. Il signor Don Francesco Marchese Sfondrato. Il signor Ferrando Medici Marchese di Melegnano. Il signor Gio. Battista fratello del detto Marchese. Il signor Giovanni Carcano. Il signor Conte Fabritio Serbellone. Il signor Conte Antonio Litta. Il signor Don Cristierno Stampa. Il signor Conte Ippolitto del Maino. Il signor Don Giovanni S. Nazaro. Il signor Aluigi Arconato. Il signor Gabriello Panigarolla. Il signor Francesco Caccia. Il signor Gio. Tommaso Gallarato. Il signor Cesare Visconte. Il signor Francesco Landriano. Il signor Conte Francesco Belgioioso. Il signor Conte Ferrante della Somaglia. Il signor Conte Filiberto dalla Somaglia. Il signor Conte Carlo Aresino. Il sig. Conte Giacobo Mandello. Il signor Gio. Battista Monte. Il signor Cesare Brivio. Il signor Ottavio Raverta. Il signor Giulio Aresio. Il signor Cavaliere Castel S. Pietro. Il signor Gio. Antonio Visconte. Il signor Cesare Barbolo. Il signor Camillo Raverta. Il signor Aluigi Visconte. Il signor Gio. Battista Figgino. Il signor Baldessar Fossato. Il signor Gio. Antonio Cattaneo. Il signor Casteno Novate. Il signor Francesco Castiglione. Il signor Antonio Pirovano. Il signor Lodovico Crivello. Il signor Galeazzo Visconte. Il signor Alessandro Castiglione. Il signor Giulio Cesare Homaccino. Il signor Alessandro Gattico. Il signor Giacobo Filippo Rhò. Il signor Alessandro Cattaneo. Il signor Gio. Antonio Carcassola. Il signor Alessandro Coiro. Il signor Gio. Battista Brebbia. Il signor Annibale Porrone. Il signor Michel Gheverra Segretario. Il signor Gieronimo Ordogna. Il signor Pietro Antonio Gallarato. Il signor Ottavio Balbo, Il signor Cavalier Aluigi Castilgione. Il signor Don Michel Messia da Prato. Il signor Raffaelo Baiardo. Il signor Aluigi figliuolo del signor Cavalier Visconte. Il signor Gio. Francesco Maganza. Il signor Francesco Alciato. Il signor Antonio Rainoldo. Il signor Gio. Francesco Caccia. Il signor Gio. Angelo Arconato. Il signor Antonio Visconte. Il signor Gio. Battista Visconte. Il signor Bartolomeo Visconte. Il signor Gioseppe Secco. Il signor Gieronimo Rhò. Il signor Alessandro Reina. Il signor Carol Pusterla. Il signor Pietro Antonio Lonato. Il signor Francesco Capra. Il signor Ottavio d'Adda. Il signor Annibal Visconte. Il signor Filippo Chaccia. Il signor Gio. Giacobo Mandello. Il signor Gio. Battista Vertemà. Il signor Cavalier Gio. Pietro Arsago. Il signor Achille Brebbia. Il signor Francesco Ghiringhello. Il signor Gio. Aluigi dal Rosas. Il signor Gio. Angelo Coiro. Il signor Cavalier Cabrio Serbellone. Il signor Francesco Maria Bava. Il signor Gio. Battista Coiro. Il signor Ambrosio d'Adda. Il signor Aluigi Trotto. Il signor Francesco dalla Torre. Il signor Giulio Cesare Grimaldo. Il signor Vittorio de Tassis. Il signor Domenione d'Adda. Il signor Gio Andrea Dardanone. Il signor Fabritio Melzo. Il signor Giulio Cesare Crivello. Il signor Carlo Gambaloita. Il signor Nicolao Miglio. Il signor Alessandro Moresino. Il signor Gio. Andrea Ghiringhello. Il signor Pompeo Lombardo. Il signor Antonio da Leva. Il signor Bartolomeo Porro. Il signor Odoardo Croce. Il signor Alessandro Cusano. Il signor Guilio Cesare Moresino. Dame di quel tempo. L'Illustriss. & Eccellentiss. signora Donna Maria Giovanna Duchessa di Frias moglie dell'Illustrissimo, & Eccelentiss. Sig. Contestabile. L'Illustriss. sig. Donna Maddalena Borgia prima moglie del sig. Conte d'Aro. L'Illustrissima signora Donna Giovanna di Cordova seconda moglie del detto signor Conte d'Aro. L'Illustrissima signora Donna Giovanna da Cugna moglie dell'Illustrissimo signor Don Gioseffo Castellano di Milano. La signora Donna Margherita Somaglia, è Peretta. La signora Donna Isabella Borromea, è S. Secondo. La signora Donna Orsina Peretta, è Sforza Marchesa di Caravaggio. La signora Marchesa Bianca Visconte, è Sfondrata. La signora Marchesa Cecilia Grimalda, è Marina. La signora Lavinia Visconte, è Vistarina. La signora Contessa Catherina Gonzaga, è Trivulza. La signora Marchesa Lucia Cusana, è Litta. La signora Margharita Casata, è Fiorenza. La signora Livia Marina, & Arcimbolda. La signora Contessa Margarita Beccaria, è Manricca. La signora Doria di Doria, è Visconte. La signora Contessa Anna Carcana, è Belgioiosa. La signora Guilia de'Vecchi, è Cusana. La signora Contessa Lavinia Guascha, è Langoscha. La signora Virginia Valenza, è Visconte. La signora Giulia Cusana, è Serbellona. La signora Vittoria Popula, è Negrola. La signora Contessa Antonia di Mariano, è Mariana. La signora Beatrice Mandella, & Monte. La signora Virginia Valenza, è Visconte. La signora Dorotea Rainolda, è Fiorenza. La signora Barbara Piatta, è Caccia. La signora Camilla Savoia, è Ferrari. La signora Margarita Brivia, è Castiglione. La signora Maria Vertemà, è Panigarola. La signora Clemenza Visconte, è Arconata, La signora Donna Benedetta figliuola del signor Presidente Brugnolo è Brebbia. La signora Maddalena Lombarda, è Aresa. La signora Giulia Simonetta, è Tosa. La signora Donna Aluira d'Avolos, è del Rosas, La signora Caterina Balba, è Rho. La signora Giovanna Merzagora, è Lonata. La signora Barbara Rhò, è Roma. La signora Barbara Torniella, è Guascha. La signora Chiara Porra, è Piatta. La signora Caterina Brebbia, è Balba. La signora Maddalena Legnava, è Fagnana. La signora Laura Fossata, è Cotta. La signora Elena Ferrari, è Pellegrina. La signora Ippolita Arzonica, è Aresa. La signora Giulia Vaiana, è Gallarata. La signora Leonora Coira, è Landriana. La signora Caterina Porra, è Cattanea. La signora Lodovica Castigliona, è Castigliona. La signora Margarita Crivella, è Maggia. La signora Livia Negrola, è Rombella. La signora Costanza Piacenza, è Carcana. La signora Isabella Vertema, è Brivia. La signora Cecilia Maggia, è Porrona. La signora Aurelia Serbellona, è Vistarina. La signora Elena Arconata, è Visconte. La signora Donna Aluisa Stanga, è Filiodona. La signora Giulia Castigliona, è Aresa. La signora Giulia Scaramuccia Visconte, è Menoccha. La signora Barbara Fagnana, è Litta. La signora Barbara Crivella, è Lucina. La signora Margherita Legnana, è Aresa. La signora Lelia Bava, è Salerna. La signora Lucia Cremascha, è Maldura. La signora Anna Isabetta Girama, è Borra. La signora Donna Barbara Stampa, è Alciata. Li nomi delle citelle da marito. L'Illustrissima Sig. Donna Anna, figliuola dell'Eccellentissimo Sig. Contestabile. L'Illustrissima sig. Donna Mariana figliuola del Sig. Castellano di Milano. La signora donna Beatrice d'Este. La signora Deidamia Somaglia. La signora Donna Costanza de Medici. La signora Ersilia Visconte. La signora Anna Morona. La signora Barbera Belgioiosa. La signora Antonia Vitale. La signora Contessa Ersilia de Camerano. La signora Lucretia Castigliona. La signora Maddalena Visconte. La signora Cecilia Porra. La signora Clara Piacenza. La signora Anna Salvatica. La signora Margarita Salvatica. La signora Antonia Brebbia. La signora Anna Varesina. La signora Maddalena Parpagliona. La signora Clara Tettona. La signora Cornelia Crivella Carnaga. La signora Angela Vitale. La signora Livia Crivella. La signora Isabella Seregna. La signora Isabella d'Adda. La signora Ottavia Marchesa. La signora Giulia Rombella. La signora Clementia Alciata. La signora Lelia Gambaloita. La signora Clara Zanobia Tollentina. La signora Cecilia Rovida. La signora Paola Zuccharella. La signora Beatrice d'Adda. La signora Biancha da Rhò. La signora Caterina Reina. Margarita de'Negri figliuola dell'Autore. IL FINE DEL PRIMA TRATTATO. LE GRATIE D'AMORE. Trattato Secondo. Nel quale s'insegnano le regole del ben portar la vita, del cauar la beretta, del far riverenza; & accomodar la cappa, è spada nel ballare, del pigliar la Dama per condurla al ballo con leggiadria, De i cinque passi, passetti, è salti, capriole, è girate di diverse sorti, mutanze, & altri movimenti che intervengono nel uso del ballar la gagliarda, Con le figure che rappresentano tutti gli atti, è movimenti che più importano in essa gagliarda, con un breve ballo per dame, come à suo luogo si dirà. Aggiontoui anche un picciolo discorso del ballo del piantone, ò sia del fanore, & atre cose necessarie appartenenti all'arte del ballare. NEL primo Trattato sono andato alquanto vagando Signori, & Signore come veduto havete, & ho certe belle cose raccon tate, che se bene del tutto non facevano à nostro proposito; erano però degne di qualche memoria. Hora vengo à quelle trattare che nell'arte nostra più d'ogn'altra importano massime intorno alla gagliarda; mà prima che io venga alle regole, & alli precetti, hò stimato di dover porre alcuni avvettimenti molto necessarii. PRIMO AVVERTIMENTO. IL primo è, che tutta l'importanza del ben ballare la gagliarda, od altri balli oltre la gratia, & agilità, che si deve possedere, consiste nello stare attento con l'orecchia al suono come quello, ch'è Instrumento del ballo, & ballare à tempo con la misura di quello, offervando quello, che si è detto di sopra. SECONDO AVVERTIMENTO. IL secondo è che cinque sono le sorti delle cadenze; che si fanno nel ballare. la gagliarda cascando con ambidue li piedi in terra, la prima è ordinaria, le altre quattro sono contra tempo. Si fa dunque la prima cadenza ordinaria fermandosi al tempo del suono nel finire, i cinque passi, ò le mutanza, ò altri salti, prima s'alza il piè sinistro inanzi, & tirandolo indietro tutto à un tempo, & alzandosi alquanto si cade in passo con ambedue li piedi in terra col sinistro indietro nel medesimo tempo spingendo un'poco il piè destro inanzi con allargare alquanto le ginoccia per darli la sua gratia; questo avertimento seruirà à tutte le cadenze, oue si casca in passo. Nella seconda, che si fa al tempo del suono cascando con ambidue li piè pari, cioè, alle capriolle trecciate, & alcuni salti, & alle girate sopr'un piede si fanno le medesime attioni, della prima cadenza, ma si casca à piè pari con le piante delli piedi un poco in fuori. La terza si fa, come la prima; ma nel finire il tempo del suono co'l piè sinistro, ò co'l destro senza fermarsi, si fà un fioretto à piè pari, ò passi, ò salti secondo che occorre, & per questo non femarsi, si dice contratempo. Nella quarta finta si casca in passo come nella prima; mà non si fermerà, buttando il piede inanzi, è indietro alto, seguitando quello c'haverà cominciato sin che farà finito il tempo del suono, & per questo cascare in passo con ambi li piedi, si domanda cadenza finta. La quinta, & ultima è, che si fà contratempo con le botte à i cinque passi, ò alle mutanze, & alle capriuole spezzate in aria; & perche in questa cadenza si seguita sempre ballando senza fermarsi alla battuta del suono con altre sorti di passi, ò salti per questo effetto si dice cadenza contratempo. TERZO AVVERTIMENTO. NON basta Signori sapere le cadenze; ma è di mestiero ancora sapere le scambiate; è però sia il terzo avertimento, che le scambiate di piedi, si fanno stando in passo col piè sinistro inanzi, lontano quattro dita l'un dall'altro; si spingerà il destro, dove è il piè sinistro, & esso piede dove è il destro discosto due dita l'uno dall'altro, ponendo sempre amendue li piedi in terra, le dette scambiate si fanno in tre modi, à dritta linea, fermate, & ancora voltandosi per fianco, il medesimo si fà ancora intorno. QUARTO AVVERTIMENTO. DOPPO le scambiate, è necessario saper le battute, è sia il quarto avvertimento, che le battute delli piedi, che si fanno per terra stando in passo co'l piè sinistro inanzi, e si farà un saltino alzando il piè destro inanzi, doppo si tornerà à tirare il detto piede indietro spingendo inanzi il sinistro, cascando in passo, e si farà il medesimo con esso sinistro, col detto modo, si fa ancora stando fermato, & voltandosi intorno. QUINTO AVVERTIMENTO. MA non voglio lasciare i movimenti de i piedi, i quali si fanno stando in passo col piè sinistro inanzi, si gettarà co'l piè destro indietro, & inanzi, overo inanzi, ò indietro alla gamba sinistra secondo l'occasione, senza fare il saltino, & perche nel fare le dette botte non si salta, questi si domandano movimenti di piedi. SESTO AVVERTIMENTO. MA come potrò io lasciare i sotto piedi tanto frequenti nel ballare; i quali si fanno stando col piè sinistro inanzi alto, nel calare esso piede si alzarà il destro indietro, col detto si ponerà la punta al calcagno del sinistro, & esso sinistro s'alza in aria, & con esso si segue à farne delli altri, secondo l'occorrenza, se ne faranno quanti faran bisogno alle mutanze. SETTIMO AVVERTIMENTO. MAncherei à me stesso sapendo io che la maggior gratia del ballare viene dal tremare de i piedi, quando io non ne facessi la douuta mentione; Il tremare adunque de'piedi si fà in tre modi. Il primo stando col piè sinistro inanzi alto si farà tremare il piede movendolo da tutte due le bande quattro volte. Il secondo si move in sù, & in giù. Il terzo modo si moverà il piede inanzi, & indietro à dritta linea. OTTAVO AVVERTIMENTO. ET anco non voglio tralasciare li passetti minuti, i quali si fanno stando co'l piè sinistro inanzi, quasi al pari del destro, lontano tre dita l'uno, dall'altro con le punte un poco in fuora, si faranno tre balzettini prestissimi, & minuti per fianco con li piedi un poco disuguali, altretanto si fà con il piè destro, col medesimo ordine si fà andando inanzi à dritta linea, & ancora indietro secondo l'occorrenza, se ne farà quanto bisognerà alle Mutanze. IL NONO, ET ULTIMO AVVERTIMENTO. HOR tutto sarebbe nulla, se de'cinque passi ne'quali si posa tutta l'arte del ballare io non trattassi, qualche cosa. I cinque passi adunque si fanno in quattro modi ballando la Gagliarda. Il primo modo si fan cinque passi in un tempo di suono d'essa Gagliarda. Il secondo modo si fan quattro passi che è una botta di manco del tempo del suono, & si fanno un poco più adagio. Il terzo modo si fanno tre passi, & sono due botte manco del suono, & si fanno anco più adagio delli quattro passi. Il quarto modo si fanno contratempo, sei, sette, & otto passi, è più in un medesimo tempo di Gagliarda, & quanto più sono li detti passi in uno tempo di Gagliarda, tanto si fanno con maggior prestezza si hà poi da tener la medesima regola nel far le mutanze che sono manco, ò più botte del suono della Gagliarda per andar'ben'à tempo di quello. Et ecco tutti quei avvertimenti che à mio giuditio sono paruti degni d'essere intesi, da quali hora me ne vengo à trattare della gagliarda, mà dovendo io trattare della virtù del ballare alla gagliarda, virtù tanto necessaria, & lodevole à ogni persona ben nata; discorrerò prima delle regole, nelle quali si apprendono i begl'atti, & gratiosi movimenti, & le honorate creanze, che si convengono, sì à Cavalieri, come alle Dame, nella virtù del ballare; Tratterò dunque prima del portar bene la vita, & dirittamente, del cauarsi la berretta, del fare la riverenza, dell'accommodare ben la cappa, & la spada, del modo d'andare à pigliare la Dama, & delle attioni che si fanno nel ballare insieme. Avvertirò anco che le Dame nel ballare non alzino mai la coda della veste con le mani; poi de'primi cinque passi che si fanno andando inanzi à dritta linea spingendo sempre inanzi i piedi, & poi delle cinque battute della campanella che si fanno buttando la gamba indietro, & inanzi, de quali due movimenti per esser il principio, & il compendio, e la guida di tutti li passi, e mutanze, & attioni, che intervengono nel ballare alla gagliarda, & altri balli, è necessario saperli ben fare à tempo del suono, con portare ben la vita con agilità, & prestezza della gamba. Nel fare adunque li cinque passi, si spingeranno li piedi inanzi à dritta linea, discosti due dita l'uno dall'altro, con le punte delli piedi un poco in fuori, le braccia calate movendoli un poco, poiche brutta vista farebbe tenendole sempre distese, con le mani alquanto serrate, & portare la persona dritta, la testa alzata, gli occhi che guardino più presto un poco più basso, che alto, ma non fissi in un luogo avertendo nel fare la campanella, à gettare la gamba indietro; perche le ginocchia hanno d'andare amendue al pari, discoste due dita l'uno dall'altro, poi si spingerà la gamba inanzi à dritta linea, alzando la punta del piede, e sondando solo la gamba al ginocchio, buttandola tanto inanzi come indietro, e nel tirare il piè indietro è far la cadenza, si spingerà l'altro piè un poco inanzi, ponendo il petto di amendue li piedi in terra, lontano un poco più di mezo palmo l'un dall'altro, & il calcagno del piè, che resta dinanzi guardi quasi à mezo il piè di dietro, con le punte un poco in fuora, stando dritto sù la vita, & allargando alquanto le ginocchia per dargli la sua gratia. Questi avvertimenti seruiranno à tutte le cadenze che si faranno nel ballare la gagliarda con le figure, che si vedranno, che rappresenteranno tutti li gesti, & atti, che più sono necessarij da sapersi, come si dirà al suo luogo. ENTRATA IN MILANO del Serenissimo Duca di Savoia. S'accrebbero le pompe della Potentissima Regina di Spagna, con la presenza del Serenissimo Carlo Emanuelle Duca di Savoia, il quale accompagnato dall'Eccellentissimo Signor Don Amadeo, dal Signor Marchese da Este, & da nobilissima schiera di Principi, di Titolati, & d'altri gran Signori suoi Vassalli, che al numero di trecento arrivavano, per complire con quella Maestà se ne venne. Entrò in Milano à gl'undeci di Decembre 1599. Et alla porta della Città fù incontrato dal Serenissimo Arciduca Alberto, con l'assistenza de gli Eccellentissimi Signori Contestabile di Castiglia Governator di questo stato, Duca d'Umala, Principe d'Oranges, & di tutta la nobiltà si Milanese, come forastiera, à colpi di Artigliaria che dal Castello bella & lunga salva gli fecero, al Palagio Ducale fù condotto. Iui alloggiò in ricchissimo appartamento, spesato con tutta la sua Corte dalla Regia Camera: & doppo d'hauer con molta sodisfattione, & honore volezza complito con la Maestà della Regina, partì da Milano alli 2. di Genaio 1600. havendo lasciato in tutti honoratissimo nome, & amatissima memoria di se stesso. Del modo, col quale s'insegna la regola d'andare sù la vita con bella gratia, come dimostra il presente disegno, si nel ballare, come ancora dell'andare per le strade. REGOLA I. DIversi sono adunque li modi, che si tengono nell'andare, come tutto il giorno vediamo, alcuni vanno per le strade con li piedi discosti l'uno dall'altro, è ponendo il piede inanzi, si lasciano cadere con la vita dà quella banda sopra il detto piede; altri vanno con le gambe larghe, & le punte de'piedi in fuora, & altri col ponere li piedi innanzi danno indietro, & innanzi con la vita, altri vanno con certi passetti presti, è minuti, con le punte de'piedi in fuora, che pare c'habbino grandi negoci dà fare, & altri vanno con li piedi discosti, & le ginocchia, che sitoccano l'un con l'altro nell'andare, & in tutte queste maniere si offende la vista de'riguardanti, onde per ben andare sopra la vita con quella migliore gratia, & dispostezza, che altrui possa rendere honorato, è, bene andar con la persona dritta, & le braccia stese apari de'fianchi, movendoli un'poco, & la punta delli piedi un poco in fuora, accioche le gambe, & le ginocchia stiano ben dritte, & nel passare il piede innanzi l'uno dall'altro, hà da essere discosto due dita; avvertendo che secondo la portione, e della vita si deve fare il passo innanzi lungo un poco più d'un palmo. Del modo, nel quale s'ingegna la regola come si dimostra nel presente disegno, che si usa nel cavarsi la beretta, e nel tenerla in mano doppo cavata è poi delle Riverenze, & prima delle grave che si fanno col piede sinistro alli baletti, e poi col piede destro balando la gagliarda. REGOLA II. UNo de gli effetti che più importi nell'uso delle belle, & honorate creanze, & che prima nei balli intervenga, è il cavarsi la beretta come quello che fù trovato dalli huomini per honorarsi, & riverirsi l'un l'altro fuori de balli. Variè sono dunque le maniere, & i costumi si nel cavare la berretta di testa, come nel tenerla in mano, doppo cavata; non starò à trattare d'alcuna delle dette maniere per non essere, troppo lungo. ma tratterò del più bel modo, che si deve tenere per cavarla con quella miglior gratia, che alla vista de riguardanti si richiede, onde per cavarla di testa, & per tenerla in mano si prenderà la berretta gentilmente per la piega overo giro, calando benè il braccio, ò dritto ò, sinistro; Secondo l'occorrenze, tenendola volta col fondo verso quella parte della coscia, dove si farà cavata percioche in questa maniera farà bella vista a gli assistenti, è si verrà à fuggire ogni nota di vitio, che potesse esser apposta la riverenza grave si fà stando col piede sinistro innanzi alla punta del pie destro discosto tre dita l'un dall'altro, avvertendo che le punte d'amendue li piedi stiano un poco in fuora; accioche le gambe, & le ginocchia stiano ben dritte. Si caverà la beretta, come si è detto; è doppo si tirerà il piede sinistro indietro, à dritta linea; tal che la punta di esso sia quasi alpari del calcagno destro, tenendolo ben spianato in terra, e fermando la vita dritta sopra il piede, che resta indietro, nel tirare indietro esso sinistro si femerà mezo tempo di suono, poi s'inchinerà alquanto aprendo le ginocchia, & accompagnando la vita con quella gratia, che meglio saprà; si principierà, & fornirà la riverenza in un tempo di gagliarda, & co'l medesimo ordine si farà essa riverenza co'l piè destro. Non voglio lasciare d'avertire, che la riverenza breve si fa nella metà del tempo della grave con la detta attione. Del modo, nel quale s'insegna accomodare la cappa, è la spada, come dimostra il presente dissegno, volendo ballare in una festa la gagliarda, ò altri balli. REGOLA III. DIversi sono li modi, che si tengono nell'accommodare la cappa, volendo ballare la Gagliarda. Nel primo si pigliano amendue le ali della cappa, la destra con la mano destra, & la sinistra con la detta mano, tenendo ben dritte le braccia. Nel secondo, si butta l'ala destra della cappa sotto il braccio sinistro, & con essa mano si piglia l'ala sinistra. Nel terzo si piglia la parte dritta della cappa, ponendola sotto il detto braccio, e gettandola sotto il braccio sinistro, & con essa mano prendesi l'ala sinistra della cappa, tenendo le braccia stese, questo modo è commodo per ballare con la cappa sola. Nel quarto, si pigliarà il giro della cappa, con la mano sinistra voltandola sopra detta spalla, ponendo la parte destra della cappa sotto ad esso braccio. Poi gettando sopra la parte sinistra sotto il detto braccio, tenendola ben raccolta su la spalla, è ponendo la mano sinistra sopra'l pomo della spada, accioche non vada anch'ella vagando, & in questo modo farà bella, & gratiosa vista nel ballare con la cappa, & con la spada. Del modo, nel quale s'insegna à fare la riverenza innanzi alla Dama, come si vede nel presente dissegno, volendo ballare la Gagliarda in una festa, & finito il ballo accompagnarla al suo luogo. Queste attioni si fanno in tre modi. Il primo con la cappa, & con la spada. Il secondo senza la spada. L'ultimo senza la cappa, & senza la spada, come al suo logo si dirà. REGOLA IIII. PArtendosi dunque il cavaliere per andare a ballare in una festa la gagliarda con una Dama con la cappa, & con la spada lascierà calare giù al pari amendue le ali della cappa, overo cappotto, secondo l'occorrenza. La prima cosa che farà nel passare per il ballo, caverà la berretta sendoui presenti principali persone di grande autto rità; come farà all'incontro d'essi signori. In passando nel porre ambidue i piedi in terra, & il destro inanzi. Nel medesimo tempo farà la riverenza breve per honorarli stando con la persona dritta, allargando alquanto le ginocchia per dargli la sua gratia. Andando poi à pigliare la Dama, si femerà dinanzi à quella per dritta linea col piè destro innanzi, e farà la riverenza grave, come s'è detto di sopra; la Dama si leverà, & farà ella ancora la riverenza grave col piè sinistro, con quelle attioni, & gratia c'haurà fatto il Cavaliere; il quale in quel tempo tirerà indietro il piè sinistro, è farà un'altra riverenza breve per honorare la Dama. poi alzando il braccio destrto, & la Dama il sinistro fingendo di baciare la mano con gratia, & decoro, piglierà nel mezo la mano della Dama tenendola sopra la sua. si passeggiarà all'incontro di quelle persone principali, & le salutaranno con una meza riverenza, in passando. di poi si volterà la Dama all'incontro del cavaliero fermandosi col piè destro innanzi, & la Dama co'l sinistro, e si lascieranno le mani fingendo di bacciarle, e facendo insieme la riverenza come prima; si passeggerà un poco pigliando il giro della cappa con la mano sinistra, accommodandola come s'è detto, e mettendo la mano sopra il pomo della spada con le attioni dette di sopra; avvertendo di portare ben la vita; si ballèrà la gagliarda. Finito il ballo faranno insieme la riverenza, e si piglierà la Dama baciando la mano con riverenza, è menandola al suo luogo, si faranno l'attioni che si sono fatte prima. quando si piglieranno per la mano; si tornarà al suo luogo, ancorchesia in uso, & si faccia in tutti li balletti, & altri balli la riverenza col piè sinistro, come al suo luogo si dirà; nondimeno, hò fatto fare la riverenza co'l piè destro invitando la Dama à ballare; poi nel pigliarla per la mano se ne farà un'altra breve col sinistro per maggior creanza. nell'istesso modo si farà ballando con la cappa sola, & ancor senza. Avvertimento alli Cavalieri, & alle Dame, & ad ogn'altra persona bennata, come si vede nel presente dissegno, volendo ballare in una festa la gagliarda insieme con la Dama. Avvertendo à esse Dame di non alzar mai con le mani la coda della vesta. REGOLA V. ANdando dunque il Cavaliero à ballare con la Dama, dopò c'haverà fatto la riverenza, & passeggiato per il ballo, & lasciata la mano, & posta in testa la berretta, & accommodata la cappa, & la spada con le attioni che dette si sono, passeggiando un poco insieme l'uno à capo, & l'altro à piè del ballo si comincierà à ballare, contrapassando con li cinque passi, ò con altre mutanze, l'uno al luogo dell'altro, voltandosi la faccia, avvertendo, che tutte le mutanze che si faranno, ò innanzi, o per fianco, ò voltando intorno, sì dal Cavaliere, come dalla Dama, si faranno sempre in prospettiva con la faccia voltata l'uno all'altro; la medesima regola si terrà doppo che si farà contrapassato l'uno al luogo dell'altro, con pavoneggiarsi alquanto, per darli la sua gratia, & così seguendo di mano, in mano sin che finirà il ballo, & dopò si farà la riverenza insieme, accompagnando la Dama al suo luogo, con le attioni dette di sopra, & il medesimo ordine si terrà da quello, che ballarà con la cappa sola, & anco da quelli che balleranno senza, & cosi tenendo detta regola farà bella, & gratiosa vista. Ballando la Dama in una festa, nel contrapassare, & nel ritirarsi, è nel voltarsi intorno da una parte, ò dall'altra, non alzerà mai con le mani la coda della veste, overo della robba, eccetto s'ella non si ritrovasse in luogo tanto stretto, ò disagevole, che non potesse far dimeno; perche fa bruttissima vista; mà dandoci bel garbo nel fare li cinque passi contrapassando, & le altre attioni, che sono dette, voltando hor'il fianco destro, & hor'il sinistro con una meza volta in capo del ballo farà le sue mutanze, ò innanzi, o per fianco, come meglio le sarà commodo; quando vorrà voltare in giro piglierà la volta larga per schivare di calpestare la coda della veste co'piedi, dando due volte, l'una alla sinistra, è l'altra alla destra, à modo di due circoli, che si toccano insieme, con pavoneggiarsi, dandogli ogni gratia con la vita, e seguitando questo modo detto. quando la Dama sarà tornata al suo luogo, farà la riverenza al Cavaliero, col quale haverà ballato esso mentre sarà inchinata con la riverenza, si voltarà un poco con la faccia, & con la vita alla Dama, che le sarà à man destra, facendole honore, la quale nell'assentarsi non levi con le mani la coda della veste; mà con bel modo, è gratia si affetti à mezo della sedia; perche se più indietro sedesse, la faldiglia alzerebbe troppo la veste dinanzi, & in quest'altro modo vien à rimaner al pari della terra, il qual modo di stare assentata fà gratiosissima vista. Doppò voltandosi alla sinistra con la testa saluterà l'altra Dama, che le sarà vicina. Tavola delli primi cinque passi, & della campanella, è fioretti, è poi delle capriole spezzate sopra un piede. Delli primi cinque passi, che si fanno andando innanzi, come si dimostra nel presente dissegno. REGOLA VI. SI fanno in questo modo. Prima stando in passo con la persona dritta, e le gambe ben distese, co'l piè sinistro quattro dita innanzi al destro, quasi à dritta linea, con la punta del piè un poco in fuora, acciò che le gambe, & le ginocchia stiano ben dritte, fermando la vita sopra il pie destro, si farà un saltetto col pie sinistro, alzando il destro innanzi, poi calando si alza il sinistro, poscia il destro, & co'l sinistro si fà la cadenza delli cinque passi con dargli gratia, allargando alquanto le ginocchia; doppò si farà il medesimo sopra il pie destro, andando sempre innanzi; col medesimo ordine, si faranno anco intorno li detti passi, & si fanno in due modi, Il primo come s'è detto. Nel secondo si fanno, come li primi doppò fatti due passi l'uno col pie destro, & l'altro co'l sinistro si fanno due passi innanzi col destro alto, & il secondo passo un poco più alto, che il primo. Poi un passo col sinistro un poco più presto, & la cadenza con esso sinistro; Queste sono sei botte in un tempo. Del modo d'imparare la campanella in tre maniere differenti, come si vede nel presente disegno. REGOLA VII. LA Campanella, si fà con il piede sinistro, innanzi poi tirandolo indietro, e tutto à un tempo si fà un saltino col piede destro, e questa è una battuta di Campanella, poi spingendo il sinistro innanzi, si fà un'altro saltino, & questa è un'altra battuta; cosi seguendo di man' in mano; si faranno con gratia le cinque battute con la cadenza, co'l pie sinistro indietro sempre à dritta linea, si fà altretanto con la gamba destra, & col'l medesimo ordine si fanno ancora intorno. La seconda si fà stando co'l piede destro indietro, & con essa poi si fanno tre botte innanzi, è indietro, poi si fà una botta innanzi co'l sinistro, & la cadenza col detto piede sono cinque botte. Nel terzo modo si fà stando col destro indietro, & con esso piede si fanno tre botte incrociando la gamba destra alla sinistra, uno indietro, & uno innanzi, & l'altro indietro; Un sotto piede col detto; Una botta innanzi col sinistro, & la cadenza con esso piede, sono cinque botte, con le attioni dette di sopra, ponendo ben fermi li piedi in terra, stando sempre gagliardo sù le ginocchia. Questi avvertimenti seruiranno à molte cose, che intervengono nella scienza del ballare alla gagliarda, & altri balletti. Del modo di fare il fioretto, & prima del fioretto ordinario, come si vede nel presente dissegno. REGOLA VIII. IL fioretto ordinario si hà da fare in questo modo stando col piede sinistro innanzi alto, si farà un saltino innanzi ponendo amendue li piedi in terra quasi al pari, discosto due dita l'uno dall'altro. Si fà un'altro passetto col piede sinistro, alzando il destro innanzi con un saltino; questo è un fioretto; Si farà il medesimo cominciando co'l destro, & è un'altro fioretto. Così seguendo di mano in mano à dritta linea se ne faranno quanti faranno bisogno, questo fioretto, è tre botte si farà in una battuta minima. Co'l medesimo ordine si fanno ancora indietro, & intorno è poi per fianco. Quando si faranno al fianco sinistro si butterà il piede destro al pari di esso sinistro per contrario: come si fanno alla destra si butterà il sinistro al pari del destro. Li detti fioretti si fanno in quattro modi, nel primo si fà come si è detto di sopra. Nel secondo si fanno col medesimo ordine, mà nel fare il primo saltino innanzi col piede sinistro si spicca una capriuola spezzata; Et perche sono quattro botte, si fanno un poco più presto e leggiermente. Nel terzo modo si fà col medesimo ordine; ma si fanno li passetti piccioli, & minuti. Perche sono cinque botte nel medesimo tempo; si fanno con grande prestezza. Nel quarto modo si fà un'altra sorte di passi, a modo di fioretto, stando col piè sinistro innanzi alto, si farà un saltino col detto piede alto, poi si fà un passo innanzi in saltino, alzando il piè destro; il medesimo si fà co'l destro come si è fatto col sinistro, & così si vanno seguitando tutti in saltino innanzi, & sono due botte per piede. Del modo, nel quale s'insegna a fare la capriuola spezzata in aria con un piede, come si dimostra nel disegno, che si vede. REGOLA VIIII. LA Capriuola spezzata in aria passata di due, & quattro volte si fà stando col piede sinistro innanzi al destro, & si alza il sinistro con un saltino, & subito calando si alza il destro, & tirandolo presto alquanto indietro si spingerà anco subito innanzi, poi calando il destro si fà anco il medesimo col sinistro portando la vita dritta, & le braccia stese, & perche esse capriuole spezzate, resterebbero à questo modo imperfette, però nel finirle alzando un poco più la vita, passerà ad una capriola quattro volte, lasciandosi cadere leggiermente in punta di piedi, co'l sinistro innanzi andando sempre innanzi à dritta linea. Tavola di diverse sorti di passi, è passetti in contratempo. Son'adunque nuove le altre sorti delli cinque passi, è passetti in contratempo con capriola spezzata, & altri salti; li quali passi per ogni sorte di essi si fanno in cinque, & in sei modi, & si fanno in detti passi, cinque è sei, è sette sino à dieci passi in un tempo della gagliarda come si dirà al suo luogo. Delli cinque passi contra passando e voltando meza volta. Come si dimostra con la figura che si vede. REGOLA X. SI fanno in questo modo stando in passo col piede sinistro quattro de ta innanzi dal destro, quasi à dritta linea, si farà uno saltino sopra il piede sinistro alzando il destro innanzi, poi si alza il sinistro indietro, & ponendo la punta d'esso al calcagno del destro, si alzerà esso destro; il quale calandosi al suo luogo si alzerà il sinistro innanzi; poi si farà la cadenza delli cinque passi col detto piede sinistro, voltando il fianco destro con dargli gratia allargando alquanto le ginocchia; doppo si farà sopra il piè destro, & co'l medesimo ordine si faranno ancora intorno; gli detti cinque passi si fanno in cinque modi. Il primo si fà come si è detto. Secondo si farà un fioretto contratempo co'l piede destro, saltando sopra il sinistro, doppo si faranno gli altri tre passi co'l piè sinistro, e la cadenza, & perche si cominciano in contratempo sono sei botte. Il terzo modo, si fà il medesimo, come prima; ma nel fare il primo saltino si fà una capriuola dritta levandosi con ambidue li piedi; passata quattro volte cascando sopra il piè sinistro; doppo si faranno li altri tre passi, & la cadenza col pie sinistro, con le due botte della capriuola sono sei botte. Nel quarto modo si fà il medesimo come prima, & nel fare il primo salto si getterà la gamba destra dietro alla sinistra, à modo d'una mezza capriuola, si faranno tre passi, & una capriuola spezzata passata quattro volte col piede sinistro, & con esso si fà la cadenza. Tutto questa si fà in fuga, e sono sei botte. Nel quinto modo si farà uno fioretto contratempo col pie destro, & una capriuola battuta col sinistro sopra il piè destro. Si faranno li tre passi con la capriuola spezzata passata quattro volte co'l piede sinistro, & con esso si farà la cadenza. Tutto questo si fa in fuga con grande prestezza e sono otto botte. Delli cinque passi gettando la gamba destra à dietro, & dinanzi dalla sinistra. REGOLA XI. SI fanno in questo modo stando in passo col piè sinistro innanzi, si faranno due botte una indietro, & l'altra innanzi à esso piede col destro; voltando il fianco destro, ponendo amendue li piedi in terra con un poco d'inchino, si faranno due passi cominciando col destro piede, & la cadenza co'l sinistro, e sono cinque botte; doppo si farà il medesimo sopra il piè destro, & co'l medesimo ordine si fanno ancora intorno, li detti passi, i quali si fanno in cinque modi. Il primo come si è detto di sopra. Nel secondo; fatte le due botte con la meza volta, s'inchinerà aprendo le ginocchia è si leverà una capriuola dritta passata quattro volte cascando sopra il piede sinistro, e si farà un passo col destro, & la cadenza col sinistro; e sono con la capriuola sei botte. Nel terzo modo si farà il medemo, mà nel dare la meza volta si farà tremar tre volte il piè destro innanzi al sinistro. Poi s'inchinerà. Et si faranno li altri passi col piè destro, & la cadenza co'l sinistro, sono sei botte. Nel quarto modo; si faranno due saltini quasi a piè pari, con le punte un poco in fuora in contratempo discosto l'un piede dall'altro mezo palmo, si faranno gli altri passi che si son detti di sopra, & la cadenza col piè sinistro; & perche sono otto botte in un tempo di suono, si faranno con gran prestezza con le attioni dette di sopra. Nel quinto modo si farà la meza volta ponendo il destro in terra, e si faranno due passi à dritta linea, ponendo il primo passo il piè sinistro al calcagno del destro; & l'altro tornando esso piede al suo luogo, co'l destro si faranno due passi, & la cadenza col piè sinistro, & perche sono sette botte in un tempo si faranno presto. Delli cinque passi col saltino gittando la gamba destra dietro, & dinanzi dalla sinistra. REGOLA XII. SI fanno in questo modo stando col piede sinistro innanzi. Si faranno tre botte una indietro, & inanzi col piede destro, ma la terza botta si darà un saltino, più alto, & si farà tremare esso piede tre volte poi si farà un passo, & la cadenza col piè sinistro sono cinque botte, doppo si fà il medesimo sopra il piè destro, & co'l medesimo ordine si fanno ancora intorno, i detti passi si fanno in cinque modi. Il primo si fà, come si è detto di sopra. Nel secondo modo si faranno due saltini, quasi à piè pari con le punte un poco più in fuora in contratempo, si faranno gli altri passi, che si son detti di sopra, & la cadenza col piede sinistro; & perche sono sette botte in un'tempo si faranno un poco più presto. Nel terzo modo si faranno tre botte col piè destro attorno alla gamba sinistra una in dietro, l'altra innanzi, l'altra indietro, & con esso destro si farà una capriuola spezzata cascando sopra il detto piede, e buttando innanzi il sinistro, & con esso si fà la cadenza, è sono sei botte. Nel quarto modo si faranno le tre botte, & la capriola sopra un piede, come si è fatto di sopra col piede sinistro. Si farà un'altra capriuola spezzata, passata quattro volte, & con esso si fà la cadenza; & sono sette botte, & si fanno presto in un tempo di suono. Si faranno le attioni, che si sono dette di sopra. Nel quinto modo si faranno le tre botte, come si è fatto col destro, & con esso si metterà la punta al calcagno del sinistro, & col detto si faranno quattro passetti presto, & la cadenza con esso piede, è sono sette botte in un tempo. Delli cinque passi in contratempo buttando il piede innanzi, & indietro. REGOLA XIII. SI fanno in questo modo stando col piè sinistro innanzi; si farà un'fioretto in contratempo col destro alzando il sinistro, & con esso si faranno due botte, una innanzi, l'altra indietro, & co'l detto si farà un sotto piede levando il destro innanzi; e la cadenza co'l sinistro, & co'l medesimo ordine, si faranno anco intorno; li detti passi si fanno in cinque modi, Il primo come si è detto Nel secondo si faranuo le medesima botte, che si sono fatte nel finire il fioretto, si faranno due botte innanzi col piè sinistro, è con esso piè si finirà come di so- Queste sono sette botte, & si fanno presto. Nel terzo. si faranno tutte le botte, che si sono fatte nelli cinque passi, & nel fare la cadenza col piè sinistro; si farà una capriola spezzata passata quattro volte. Queste sono sette botte, & si fanno presto. Nel quarto si farà il fioretto, & una botta innanzi col piè sinistro, poi due salti, un sopra esso piè, l'altro sopra il destro, & col sinistro una capriola spezzata, passata quattro volte, & con esso la cadenza. Queste sono sette botte, & si fanno presto. Nel quinto si farà il fioretto, & due botte col piè sinistro, una innanzi l'altra indietro una capriola spezzata col detto cascando sopra esso piè col destro alto, & un'passo innanzi, è la cadenza col piè sinistro. Queste sono otto botte, & si fanno con più prestezza. Delli cinque passi contra tempo buttando il piede innanzi due volte. REGOLA XIIII. SI fanno in questo modo stando col piè sinistro innanzi. Si farà un fioretto contratempo co'l destro, alzando il piede sinistro co'l quale si farà una botta innanzi, poi due botte innanzi col destro, un'passo innanzi col piede sinistro; & con esso la cadenza. Queste sono sei botte, doppo si farà il medesimo col piede sinistro, & co'l medesimo ordine si fanno ancora intorno; li detti passi si fanno in sei modi; Il primo come s'è detto di sopra. Nel secondo si farà un fioretto contratempo co'l piè destro, alzando il piè sinistro, e con esso una botta innanzi, poi due botte innanzi co'l destro, & una capriuola spezzata passata quattro volte co'l piede sinistro, e con esso la cadenza queste sono sette botte, e si fanno presto. Nel terzo si farà un fioretto contratempo col piè destro, una botta innanzi co'l sinistro, & l'altra indietro, & un'sotto piè co'l destro, e la cadenza co'l sinistro. Queste sono sei botte. Nel quarto si farà il fioretto co'l destro, una botta innanzi è in dietro, un'sotto piè colla destra, una capriola spezzata passata quattro volte co'l sinistro, e con esso la cadenza. Queste sono sette botte, & si faranno presto. Nel quinto si farà il fioretto co'l destro, e una botta innanzi co'l sinistro, & due botte, una innanzi, l'altra in dietro, & un sotto piè co'l destro, tre passetti innanzi cominciando co'l piede sinistro, e con esso la cadenza. Queste sono nove botte in un'tempo, si fanno con grandissima prestezza. Nel sesto si farà il fioretto co'l destro, la botta innanzi col sinistro, & due botte, l'una innanzi, & l'altra in dietro col destro. due saltetti, un sopra esso piede, l'altro sopra il sinistro; Questi passi si fanno innanzi à dritta linea ritirandosi un'poco in dietro nel fine. Queste sono nove botte. si fanno con grandissima prestezza in un'tempo di suono. Delli cinque passi contratempo con due scambitate di piedi. REGOLA XV. SI fanno in questo modo stando col piè sinistro innanzi; si faranno due scambiate contratempo ponendo sempre amendue li piedi in terra, l'uno al luogo dell'altro voltando mezza volta à man sinistra co'l destro: due botte innanzi, & co'l piè sinistro & un'altra botta innanzi, & con esso la cadenza. Queste sono sei botte; doppo si farà il medesimo co'l piè destro innanzi, & co'l medesimo ordine si fanno anco intorno; li detti passi si fanno in sei modi; Il primo si fà come s'è detto di sopra. Nel secondo si faranno le due scambiate contratempo co'l piè sinistro, & due botte, & un passo innanzi co'l destro, & una capriuola spezzata passata quattro volte col piè sinistro, e con esso la cadenza. Queste sono sette botte, & si fanno presto. Nel terzo si faranno le scambiate contratempo col piede sinistro, & due botte innanzi, & una indietro co'l destro un'sotto piede con esso, & la cadenza co'l sinistro; Queste sono sette botte, e si fanno presto. Nel quarto si faranno le medesime scambiate, & le dette botte innanzi, & indietro, & il sotto piè , & una capiruola spezzata quattro volte passata co'l piede sinistro, e con esso la cadenza; Queste sono otto botte, e si fanno con prestezza. Nel qunito si faranno le scambiate, & due passi fermato co'l destro un toccando il piè sinistro; l'altro tornando al suo luogo con esso destro, tre botte senza saltino attorno alla gamba sinistra indietro, & innanzi, & indietro, & un sottopiè col detto, e la cadenza col piè sinistro. Queste sono nove botte, & si fanno prestissime. Nel sesto, si faranno le scambiate, & due battute innanzi co'l piè destro, & tre botte senza saltino attorno alla gamba sinistra indietro, & innanzi, & indietro, & un'sottopiede co'l detto e la cadenza co'l sinistro; Queste sono dieci botte, & si fanno con grandissima prestezza. Delli cinque passi contratempo con un'fioretto, & una battuta in terra innanzi alla punta del piè destro co'l sinistro. REGOLA XVI. SI fanno in questo modo; si farà un'fioretto contratempo co'l destro alzando il piè sinistro sopra il destro con due tremate di piede, & una battuta dando del petto del piede sinistro in terra, innanzi al destro col detto piede; una botta indietro, & una sottopiè, e con esso sinistro si farà la cadenza; Queste sono otto botte, & si fanno con prestezza: dopo si farà altretanto co'l piede sinistro, & co'l medesimo ordine si fanno ancora intorno li detti passi. Si fanno in sei modi, Il primo si fà come di sopra. Nel secondo si farà il fioretto, il saltino, il tremar di piedi, & la battuta, come si è fatto prima, & due ricacciate; l'una col piè sinistro, l'altra co'l destro, & la cadenza co'l piè sinistro. Queste sono nove botte, e si fanno con gran prestezza. Nel terzo si farà il fioretto, il saltino, il tremare de'piedi, e la battuta, come si è fatto prima; tutto questo senza il fioretto si farà un'altra volta con li detti piedi, dopo tre botte col destro, una addietro alla gamba sinistra, l'altra innanzi, e l'altra si metterà il detto piè in terra innanzi, voltando il fianco destro; e si farà la cadenza col sinistro. Queste sono dieci botte, & si fanno con grandissima prestezza. Nel quarto si farà il fioretto, il saltino, & il tremare de'piedi, e la battuta, come prima. doppo due saltini inanzi a'piè pari con due botte, una indietro, l'altra inanzi co'l destro, voltando il detto fianco, e si farà la cadenza co'l sinistro. Queste sono nove botte, e si fanno con gran prestezza. Nel quinto si farà il fioretto, il saltino il tremare di piedi, e la battuta, come di sopra, doppo un'salto sopra il piè sinistro co'l destro alto, & un'passo inanzi co'l detto, & una capriuola spezzata passata quattro volte co'l piede sinistro, e con esso si fà la cadenza. Queste sono otto botte, & si fanno con prestezza. Nel sesto si farà il fioretto, il saltino, il tremar de piedi, & la battuta, come si è fatto prima. doppo una botta dietro la gamba sinistra, & un'passo inanzi col destro ponendolo in terra, e voltando il detto fianco si farà un'passo inanzi, & la cadenza col piè sinistro. Queste sono otto botte, e si fanno presto. Delli cinque passi contratempo co'l fioretto, & con una cadenza finta. REGOLA XVII. SI fanno in questo modo. stando co'l piè sinistro inanzi si farà un fioretto contratempo co'l destro alzando il sinistro, & con esso piè si faranno due botte una inanzi, l'altra alzando il piè destro, co'l detto si farà la cadenza finta, voltando il destro fianco. doppo una botta inanzi co'l sinistro, & la cadenza co'l detto piede, voltando il medesimo fianco. Queste sono sei botte; doppo si fà altretanto co'l piede sinistro, e co'l medesimo ordine si fanno ancora intorno, & li detti passi si fanno in cinque modi. Il primo si fà come si è detto di sopra. Nel secondo si farà il fioretto alzando il sinistro, e due botte alzando il destro con esso piè, e si farà la capriuola spezzata passata quattro volte. doppo la botta inanzi, è la cadenza co'l piè sinistro con voltare il fianco, come si è fatto prima; Queste sono sette botte, è si fanno un poco più presto. Nel terzo si farà il fioretto, alzando il sinistro, e le due botte alzando il destro con esso piè, & una capriuola alzando il sinistro co'l detto, si farà un'altra capriuola più alta spezzata passata quattro volte con esso piede, e la cadenza. Queste sono otto botte, e si fanno con prestezza. Nel quarto si farà il fioretto, alzando il sinistro, e due botte alzando il destro con esso piede, e la cadenza finta. doppo si farà una battuta inanzi, è la cadenza co'l detto piè voltando il fianco, come prima. Queste sono nove botte, e si fanno con gran prestezza. Nel quinto si farà il fioretto, alzando il sinistro, e due botte alzando il destro con esso piè. si fa la cadenza finta inanzi à dritta linea, e due passi indietro, è la cadenza co'l piè sinistro; Queste sono otto botte, è si fanno presto. Delli cinque passi contratempo con due saltini à piedi pari. REGOLA XVIII. SI fanno questo modo; stando col piè sinistro inanzi si faranno due saltini innanzi à piè pari contratempo col destro, farà una botta indietro aila gamba sinistra, un passo inanzi con esso piede ponendolo in terra, e voltando il detto fianco, doppò si fa una botta inanzi col sinistro, & la cadenza con detto piede; Queste sono sei botte. dopò si farà il medesimo co'l piè destro, è co'l detto ordine si fanno anco intorno, li detti passi si fanno in cinque modi. Il primò si fà come si è detto di sopra. Nel secondo si faranno li due saltini à piè pari, & le due botte indietro, è inanzi col destro, come s'è fatto prima, dopò si farà una battuta co'l sinistro, & una botta inanzi con la cadenza con esso piede, queste sono otto botte, si fanno presto. Nel terzo si faranno li due saltini à piè pari, & un sottopiede col destro, una capriola spezzata col piè sinistro, battendo due volte sopra la gamba destra, dopò si faranno due botte inanzi, una col destro, l'altra col piè sinistro, è con esso la cadenza. Queste sono otto botte, è si fanno con prestezza. Nel quarto si faranno due saltini, à piè pari. e due botte col destro una dietro alla gamba sinistra, l'altra inanzi. uno saltino sopra detto piede, alzando inanzi il sinistro, e con esso un'altro saltino col piede alto, & una capriola spezzata passata quattro volte, e col detto piè sinistro, la cadenza; queste sono otto botte, è si fanno con prestezza. Nel quinto si faranno due saltini à piedi pari, e due ricacciate, una col piè sinistro, l'altra co'l destro voltando il detto fianco. si farà una capriola spezzata passata quattro volte co'l piè sinistro, & con esso la cadenza. Queste sono otto botte, & si fanno con prestezza. Mi resta hora à trattare de'salti, è particolarmente di quelli, che per la maggior parte sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda. Ma in questo discorso ho stimato bene di trattare prima del salto del fiocco; il qual'è di diverse sorti, per essere il più difficile, è faticoso, è poi de salti in aria tondi, overo pirlotti, che si fanno intorno, levandosi da terra con ambedue i piedi. Però dirò prima del salto tondo sodettu di diverse sorti con le gambe stese, & piegate, poi del salto di rovescio, con l'istesso modo; dirò anco della capriuola levandosi da terra con ambedue i piedi, cioè passate per dritta linea, & delli intrecciatti, & anco delle capriuole sopra un piede, ò più delli soto sbalzi in capriuola, & poi delli sottopiede, si come quì di sotto s'intenderà, dirò anco delle girate sopra un piede, overo zurlo, che si fanno in più modi. Di questi movimenti gagliardi c'hò detto di sopra mi è paruto conveneuole; prima che io venga alla narratione delle regole, dimostrare la varietà de'salti, è de i nomi che io soglio attribuire ad essi atti, è movimenti gagliardi, acciò che da ogn'uno nel progresso del mio raggionamento possa più facilmente essere inteso. Saprassi dunque che due sono li primi salti del fiocco, che s'imparano; prima, uno col piè sinistro alto à dritta linea del fiocco, l'altro fermato in passo con la schiena volta à quello. Da questi due salti s'imparano con facilità tutti gli altri di esso fiocco, come più abasso si dirà. Tavola delli salti del fiocco. Tredici sono li salti del fiocco, che si fanno in un tempo della gagliarda. Primo salto dritto con la scorsa à modo d'una capriola sopra un piede. Salto volto al detto con la schena, con uno saltino inanti. Salto stando à man sinistra del detto con un passo. Salto con un sbalzo stando alla sinistra d'esso fioccho. Salto con un passo, & un saltino in volta, con finirlo à piè pari. Salti con la faccia volta al detto con un saltino in volta levandosi à piè pari. Salto stando discosto dal detto con un passo, & un sotto piede in volta. Salto stando discosto dal detto con tre salti in volta spiccando la gamba destra. Salto con la schiena involta al detto con due sottosbalzi in volta. Salto con la schiena volta al detto, uno à basso, & l'altro alto, col piè destro sempre. Salto col fianco destro, rivolto al detto con una meza capriuola rivolgendo una volta è meza in aria. Salto con la schiena rivolta al detto metttendo il ginocchio destro in terra. Salti due con la schiena rivolta al detto, co'l piede sinistro alto indietro, uno col piede destro indietro, l'altro co'l detto piede girato in volta. Tavola de i salti tondi, over pirlotti, & delli salti tertiati, & salti da rovescio. Nove sono le sorti de'i salti tondi, overo birlotti che si fanno di diverse sorti, & si levano da terra con ambidue li piedi in un tempo del suono della gagliarda. Cinque li salti da rovescio, che si fanno differentemente in un tempo della gagliarda. Tavola delle capriuole passate, dritte, & delle terciate. Nove le capriuole, che si fanno levandosi da terra, con ambidue li piedi passate, dritte, in quarto, in quinto, & sesto, & una allargando amendue le gambe al pari per fianco in un tempo alla gagliarda. Sette le capriuole trecciate, che si fanno passate in quarto, & in sesto in un'tempo della gagliarda. Tavola delle capriuole s'un piè spezzate in aria. Diece sono le capriuole s'un piè spezzato in aria, che si fanno in un tempo della gagliarda, cioe passato in quarto, & battute sopra il collo del piede, è passate in quinto, & passate due volte trecciate, & due volte dritte con un piè solo. Due li sotto sbalzi in capriuola. Due li sotto piedi in capriuola. Tavola delle girate s'un piè, overo zurlo. Dicci le sorti delle girate per terra intorno sopra un piè, overo zurlo. Modo d'imparare il detto salto del fiocco, come si deve nel principio fermarsi con la persona a imparare, & fare li suoi movimenti garbati, & leggieri, & più disposto che sia possibile, per poter poi seruirsene à tutti li altri salti che si diranno più à basto. Dichiararo adunque il primo modo, che si deve tener per imparare il detto salto, come si mostra nel presente dissegno. REGOLA XIX. SI alzerà il fiocco un'braccio da terra, poi si fermarà à dritta linea del detto con la gamba sinistra, & la punta del piede alta mezo braccio da terra, come si vede la figura, e si alzerà la vita un poco sù la punta del piè destro, & il detto braccio stringendo la mano per haver più forza nel levarsi da terra, si piegherà un poco sopra il detto ginocchio, levandosi con tutta la persona più che si potrà cavalcando la gamba destra, & alzando la punta del detto piede tanto, che tocchi nel fiocco e lasciandosi cadere leggiero, nel medesimo luogo con l'istesso piede, voltandosi meza volta alla sinistra con la scheina rivolta al fiocco; questo si esserciterà tanto che si vada alto un poco più di due braccia. Poscia che si è, trattato del modo, che si deve tenere a imparare il primo salto; si tratterà ancora come si deve fermare con garbo sù la vita, come mostrarà la presente figura, volendo imparare il primo salto del fiocco, che si fà con la schiena rivolta à quello rivolgendo una volta attorno, questi avertimenti, che si daranno, seruiranno ancora à tutti gli altri salti, & questo si farà alzando il fiocco dove si vorrà toccare al piacere d'ogn'uno, stando con la schiena rivolta à quello, con ambi due i piedi in terra; mà il sinistro un poco più innanzi del destro discosto un palmo, le punte un poco più larghe, le gambe stese, la vita dritta, le braccia stese, alzando un poco il destro, & la mano serrata, per dar la forza, nel levarsi da terra, la testa dritta la bocca serrata, gli occhi, che guardino un poco più à basso, che alto senza far movimento sgarbato con la faccia, oltra che farà bella è gratiosa vista a gli assistenti, si verrà à fuggire ogni nota di vitio, come sarebbe il fermarsi con li piedi, & le gambe, & la vita storta, la testa bassa, ò da una parte, ò dall'altra, la bocca aperta, gli occhi che mirino l'aria. Tutti questi difetti si deono fuggire; perche vengono à far sconcia vista a i risguardanti. REGOLA XX. ALzando adunque il fiocco, come si è detto di sopra, e stando con la schiena rivolta al detto con ambi due li piedi in terra, come si vede nel presente dissegno; nel medesimo modo che si è detto, si volterà un poco la vita alla sinistra, alzando alquanto la vita sù la punta de i piedi, & alzando insieme il braccio destro, tornando poi con la vita, & il braccio, dove era prima, & allargando alquanto le ginocchia, ponendo la punta del piè destro al calcagno del sinistro in un'istesso tempo, alzandosi con la persona quanto più potrà cavalcando la gamba destra sopra la sinistra, & alzando la punta del detto piede, tanto che tocchi nel fiocco, aiutandosi co'l braccio destro, e lasciandosi cadere leggiero nel medesimo luogo, con l'istesso piede voltandosi alla sinistra parte, con la schiena volta al fiocco, come nell'insegnare questo secondo salto, hò trattato à bastanza dell'attioni, & movimenti, & del portare la vita, & questo seruirà ad imparare gli altri salti del fiocco più facilmente, & quelli ne'quali si casca sopra un piede, doppo finito, come quì dimostra la figura. REGOLA XXI. IN questo salto si finirà la cadenza col piè destro in dietro, stando lontano circa quattro braccia dal fiocco; poscia si farà un saltino col detto piede alto, & tre passi in fuga correndo innanzi, è alzando il piede sinistro, poi si leverà con tutta la persona alzando il piè destro con la gamba stesa, & la punta alta, & così il detto piede toccherà il fiocco per dritta linea, lasciandosi caddere leggiero nel medesimo luogo in punta del detto piè destro; questo salto si fà alto, quanto si può giungere con una mano, & un palmo, di più chi lo vuole esercitare, il medesimo salto si fà ancora cascando con ambi due, i piedi pari, & è più difficile, è si fà in un tempo di gagliarda. REGOLA XXII. QUesto si farà con tutta la schiena rivolta verso il fiocco, co'l piè sinistro indietro si farà un saltino innanzi con ambi due li piedi; poi un passo col sinistro, allargando un poco le ginocchia, è mettendo la punta del piè destro al calcagno del sinistro, in un medesimo tempo alzandosi con la persona, quanto più potrà, e cavalcando la gamba destra sopra la sinistra, alzando la punta del detto piede, tanto che con esso tocchi il fiocco, aiutandosi co'l braccio destro, e lassandosi cadere leggiero nel medesimo luogo, è con l'istesso piede voltandosi à man sinistra con la schiena rivolta verso il fiocco, avvertendo questo, & tutti li salti del fiocco che seguono. Si metterà nel levarlo da terra la punta del piede destro al calcagno del sinistro aiutandosi sempre co'l braccio destro, si principiarà, & finirà in un tempo di gagliarda cascando sopra il piè destro, come si può vedere nella figura. REGOLA XXIII. SI fermerà à man sinistra, discosto un braccio dal fiocco co'l piè sinistro indietro, poi si farà un passo adagio inanzi col detto piede, voltando la schiena per dritta linea dell'istesso, alzandosi con la vita sù la punta del detto piede in quel medesimo tempo si alzerà il piè destro con la gamba stesa, si metterà la punta del piede al calcagno del sinistro, & si farà il medesimo salto, come di sopra; toccando nel fiocco, e cascando leggiermente nel medesimo luogo sù la punta del piè destro. REGOLA XXIIII. QUesto salto si fa nel medesimo modo, come di sopra, eccetto che si ferma co'l piè sinistro alto nel medesimo luogo co'l detto piè si farà un sbalzo gagliardo saltandoli sopra nel luogo, come si fece l'altro salto, & co'l piè destro toccarà il fiocco, cascando come si è detto di sopra, poi se gli aggiungerà nel cascare un passo co'l piè sinistro per finire à un tempo della gagliarda. REGOLA XXV. QUesto salto si fà fermandosi un poco discosto dal fiocco con la faccia rivolta à quello col piè sinistro indietro, e si farà un passo col detto piede, è un saltino co'l destro intorno alla sinistra cascando à piè pari, è levandosi nel medesimo tempo con ambidue li piedi, è toccando il fiocco col destro cascando leggiermente con ambidue li piedi, & allargando un poco le ginocchia per darli la sua gratia. REGOLA XXVI. QUesto salto si fà stando à piè pari con le punte un poco larghe, col fianco sinistro rivolto al fiocco per darli la sua gratia, si farà un saltino à piè pari intorno alla sinistra, voltando la schiena al fiocco si leverà da terra quanto potrà, toccando il fiocco co'l piè destro cascando à piè pari nel detto luogo, come si dice di sopra, e si farà un passo co'l piè sinistro per cascare à tempo del suono. REGOLA XXVII. QUesto salto si farà stando lontano un braccio co'l fianco destro volto à dritta linea del fiocco co'l piè sinistro inanzi, è si farà un'passetto intorno alla sinistra co'l detto piede avicinandosi al fiocco, è si farà un sottopiè co'l piè destro gagliardo anco intorno, è si leverà con tutta la persona toccando il fiocco co'l piè destro, cascando leggiero nel medesimo luogo con la punta del piè destro. REGOLA XXVIII. QUesto salto si farà stando lontano tre braccia co'l fianco destro rivolto per dritta linea al fiocco, è si faranno due sottopiedi presto, è alto co'l piè destro in foggia del salto del fiocco, spiccando la detta gamba stesa, e levandola altra da terra almeno un'braccio, voltando due volte la sinistra sino che arrivi sotto al fiocco in un'medesimo tempo metterà il detto al calcagno del sinistro, è si leverà con tutta la persona, toccando il fiocco co'l piè destro, è cascando leggiero nel medesimo luogo con la punta del piè come di sopra s'è detto. REGOLA XXIX. QUesto salto si farà stando sotto al fiocco con la schiena rivolta à quello co'l piè sinistro un poco inanzi al destro; si metterà il detto piè al calcagno del sinistro, è si faranno due sottopiedi in sbalzo presto intorno due volte alla sinistra in un'medesimo luogo, ponendo il detto calcagno del sinistro, è si leverà con tutta la persona toccando il fiocco col piè destro, e cascando leggiermente nell'istesso luogo co'l detto piede. REGOLA XXX. QUesto salto si farà stando al fiocco con la schiena rivolta à quello, si metterà la punta del piè destro al calcagno del sinistro, & si farà un salto del fiocco alto un braccio in circa, cascando sopra il detto piede, & co'l medesimo si leverà con tutta la persona toccando il fiocco co'l detto piede, è cascando nell'istesso luogo à piè pari con le punte, & le ginocchia un' poco larghe. Questo salto è difficile. REGOLA XXXI. QUesto salto si farà stando dinanzi dal fiocco co'l fianco rivolto al detto per dritta linea; poi si leverà con ambidue li piedi, & farà una meza capriuola con la gamba destra crocciara sopra la sinistra voltando il fianco sinistro al fiocco nel medesimo luogo, e mettendo la punta del piè destro al calcagno del sinistro in un'istesso tempo, è si leverà con tutta la vita, toccando il fiocco col piè destro, e voltandosi nell'aria una volta, è meza alla sinistra cascando leggiermente, come si è detto di sopra con la schiena volta al fiocco, questo salto è difficile perche si volta meza volta di più nell'aria delli altri salti. REGOLA XXXII. QUesto salto si farà stando con la schiena rivolta verso il fiocco, fermandosi co'l piè destro inanti; poi si butterà indietro, alto; la detta gamba si lascierà poi cadere sopra il ginocchio destro in terra colla punta del piè alto che non tocchi terra. poi si alzerà sopra il piè sinistro mettendo il destro al calcagno del detto, in un'istesso tempo si leverà con tutta la vita, toccando il fiocco co'l piè destro, e cascando leggiermente nel medesimo luogo: questo salto è difficile. REGOLA XXXIII. QUesto salto si farà stando con la schiena rivolta verso il fiocco, fermandosi con la gamba sinistra in dietro alta; poi si leverà co'l piè destro piegando la gamba per dritta linea del fiocco, & alzandola due braccia da terra; è si lascierà cadere sopra il detto piè. poi si porrà in terra il sinistro in un medesimo tempo mettendo il piè destro al calcagno del detto, si leverà con tutta la vita toccando il fiocco col piè destro, e cascando leggiermente nel medesimo luogo. Questo salto è difficile. REGOLA XXXIIII. AVanti ch'io insegni la regola da imparare à fare le quindici sorti de' salti, de'quali nove se ne fanno levandosi da terra à piè pari tutti differenti; cioè li salti tondi in aria, overo birlotti, & le altre cinque sorti di salti da rovescio, che si levano da terra sopra un piè. Io tratterò prima come si deve fermare con tutta la vita accioche li detti salti si facciano piu garbati, & senza alcun'movimento sconcio, o brutto alla vista de riguardanti. Dichiararò anco il modo di fare gli atti, & movimenti, è le attioni, che si devono fare con più leggiadria è facilità, che sia possibile nell'imparare à fare il primo salto tondo, questo seruirà, quando si verrà alla narratione di fare gli detti altri salti al tempo della gagliarda. Non starò poi à replicare, quello, che già si è detto di sopra per non essere lungo, e questi avertimenti devono essere imparari, & impressi nella memoria. Sono adunque quattordeci le sorti delli salti detti di sopra; de quali nove si fanno levandosi da terra con ambidue i piedi, & gli altri cinque salti da rovescio si fanno levandosi sopra un piè, è si fanno intorno da una parte, è dall'altra in un tempo della gagliarda. Il primo salto tondo si fà con due campanelle in aria. Il secondo si fà con un passo, & un'saltino in giro. Il terzo si fà con tre saltini. Il quarto si fa con due saltini. Il quinto si fa con tre passi inanzi a piè pari. Il detto salto tondo si fa in quattro altri modi. Il primo si fa con ambedue le gambe piegate. Il secondo si fa con un passo, & un saltino in giro trecciato. Il terzo si fa con tre saltini inanzi la gamba sopra il ginocchio. Nel quarto si fanno tre salti con le gambe piegate. Il salto di rovescio si fa in cinque modi. Il primo da rovescio si fa con le gambe dritte. Il secondo si fa con le gambe piegate. Il terzo si fa trecciato cascando in passo. Il quarto si fa uno con le gambe piegate, l'altro tondo. Il quinto si fa con la gamba sinistra spiccata. Il modo d'imparare i detti salti, come dimostra la presente figura. DE' salti, & prima del salto tondo in aria per esser il più usato, & quello che con facilità fà poi fare tutti li altri, stando à piè pari con le calcagna appresso due dita lontano l'uno dall'altro avertendo, che in tutti li salti, che si fanno intorno à piè pari, si ha da fermare nel modo, che s'è detto di sopra; e si leverà un poco su la punta delli piedi. nel medesimo tempo alzando alquanto le braccia, il destro un poco più all'alto, e chiudendo le mani, e voltando un poco la vita à mano sinistra, & nel tornarla al suo luogo si lascierà cadere un poco aprendo le genocchia, è si levarà con tutta la persona con ambidue li piedi, due palmi da terra, ponendo ambedue le mani sotto le punte de'galloni, con le braccia al gombito un poco larghe, dando volta attorno alla sinistra, e cascando nel medesimo luogo su la punta de'piedi con allargare alquanto le ginocchia. si tornerà poi à fare, levandosi un poco più da terra, come si è detto, è si darà una volta è meza, & à farla perfettamente bisogna voltare due volte, fermandosi in prospettiva nel medesimo luogo; & sono alcuni, che l'hanno voltato intorno due volte è meza, avertendo che nel voltare attorno si hà d'accompagnare la vita dritta è raccolta insieme, cioè la testa, le braccia, le gambe, & non fare, come alcuni spensierati, che fanno il detto salto voltando prima la persona, è poi la testa, overo la testa, è poi la persona; che è cosa molto sconcia è brutta da vedere, questa regola si terrà nell'imparare, le altre tredeci sorti de salti tutti differenti. REGOLA XXXVI. IL primo salto tondo si fà fermandosi col piè sinistro inanzi, è si faranno due campanelle in un saltino col detto piè alto, è con la gamba stesa, & la punta alta, si fà anco un salto cascando à piè pari, poi si leverà con tutta la persona quanto più potrà, voltando intorno alla sinistra, cascando nel medesimo luogo in punta di piè con le ginocchia un poco larghe; & sono tre botte, come nella figura si dimostra. Il secondo si fà fermandosi col piè sinistro indietro, è si fa un passo in circolo co'l detto piè, è un salto à piè pari, e in un'istesso tempo, si leverà il salto, quanto più si potrà intorno, cascando nel medesimo luogo con le ginocchia un poco larghe, e son tre botte. Il terzo si fà nel modo, come il primo, e la differenza è, che si fanno tre salti à piè pari; il primo alto un palmo da terra, il secondo due; il terzo tre palmi; e tutti intorno cascando nel medesimo luogo, & sono tre botte. Il quarto si fà stando in prospettiva col piè sinistro inanzi. si fanno tre saltini inanzi scambiando li piedi un col destro, l'altro col sinistro, & l'altro col destro, cascando a piè pari, & in un medesimo tempo si leverà il salto intorno due volte alla sinistra cascando nel detto luogo in prospettiva, & sono quattro botte. Modo d'imparare i salti tondi con le gambe piegate, & con una gamba sopra il ginocchio, & con ambedue le gambe trecciate, & tre salti con ambedue le gambe piegate tutte intorno. REGOLA XXXVI. IL primo salto con le gambe piegate si fà fermandosi con i piè pari, prima levandosi dritto da terra è piegando ambe le gambe eguali sopra il collo del piede, la destra sopra la sinistra, & allargando le ginocchia è cascando nel medesimo luogo, e come si fa questo, si farà il medesimo levandosi da terra, quanto più si potrà, e voltandosi intorno alla sinistra cascando leggiermente nel detto luogo in punta di piede, & allargando un poco le ginocchia. Si farà adunque il salto con le gambe piegate, & un saltino col piè sinistro alto, un'altro cascando à piè pari; poi si leverà un salto come di sopra piegando le gambe eguali, e la destra sopra la sinistra, cascando nel detto luogo allargando un poco le ginocchia, e sono tre botte. Il secondo salto trecciato seruirà à imparare ancora la capriuola trecciata, ma differenza è da un'salto all'altro; perche il salto si volta atorno, & la capriuola si fà in prospettiva, stando dunque à piè pari si leverà da terra dritto, incrocciando ambedue le gambe uguali, e la destra sopra la sinistra, e lasciandosi cadere à piè pari. poi si tornerà à replicare incrocciando la sinistra sopra la destra. doppo che si haverà ben fatto questo, si leverà da terra con prestezza mettendo la destra sopra la sinistra, e passando alquanto i piedi, & la sinistra sopra la detta tutto in un salto, cascando nel detto luogo à piè pari, è con le ginocchia alquanto larghe e questa è la vera capriuola trecciata in quarto. Si farà adunque un passo in circolo col sinistro & un saltino à piè pari, e si leverà da terra, quanto più si potrà incrocciando due volte le gambe sopra, & sotto intorno alla sinistra, e cascando nel detto luogo con le ginocchia un poco larghe, e sono tre botte. Il terzo con la gamba, sopra il ginocchio, è si fà stando à piè pari, levandosi da terra dritto, e terciando la gamba sinistra stesa, la punta del piede alto, alzando la destra, e traversandola sopra il ginocchio della sinistra, si lasciarà cadere nel medesimo luogo à piè pari, & finito questo; cosi dritto si leverà con tutta la persona, quanto più potrà, voltando alla sinistra e cascando nel detto luogo. Si farà adunque il salto con la gamba sopra il ginocchio, fermandosi in prospettiva col piede sinistro inanzi, e si faranno tre saltini inanzi, scambiando il piede un col destro, l'altro co'l sinistro, & l'altro co'l destro cascando à piè pari in un medesimo tempo; si leverà da terra quanto più si potrà, traversando la gamba destra sopra la sinistra, è voltando intorno alla sinistra, è cascando à piè pari, è sono quattro botte. Il quarto salto si fà nel modo delli tre salti. la differenza è, che si fanno questi tre salti con le gambe piegate, è a destra sopra la sinistra; Il primo piccolo, Il secondo più alto, Il terzo si leverà da terra, quanto più potrà, rivolgendosi attorno alla sinistra, è cadendo à piè pari nel detto luogo allargando un puoco le ginocchia, è sono tre botte. Modo d'imparare i cinque salti da rovescio, che si fanno levandosi da terra sopra un'piede, in un'tempo della gagliarda. REGOLA XXXVII. IL primo salto da rovescio si fà stando in passo col piede sinistro, inanzi, è si fà un saltino inanzi sopra il detto piede, & un'passo indietro co'l piè destro, mettendo la punta del sinistro al calcagno del destro in un'istesso tempo alzandosi colla persona, quanto più si potrà, è girando due volte attorno alla destra con le gambe stese, fermandosi in prospettiva à piè pari, con le ginocchia un poco larghe, per darli maggior gratia, è sono quattro botte. Il secondo con le gambe piegate si fà nel modo, che si è fatto l'altro, con un' saltino inanzi un passo indietro, ponendo il piede sinistro al calcagno del destro, e levandosi da terra, e piegando ambedue le gambe, la sinistra sopra la destra, rivolgendosi due volte attorno alla destra, e cascando à piè pari nel detto luogo, e sono quattro botte. Il terzo modo cascando in passo, si fà nel modo del salto di sopra, ma in quello si casca à piè pari, & in questo si casca in passo co'l piè destro in dietro in foggia d'una riverenza, voltando intorno alla destra due volte con le gambe piegate, e cascando nel detto luogo è sono quattro botte. Il quarto si fa stando in passo co'l piè sinistro, inanzi è mettendo la punta del detto piè al calcagno del destro si leverà un'salto con le gambe piegate, come di sopra; cascando à piè pari nel medesimo tempo si leverà con tutta la persona. Il salto tondo voltando alla sinistra con le gambe stese, e cascando à piè pari, è sono tre botte. Il quinto colla gamba spiccata si fà stando co'l piè destro inanzi, & co'l detto piede si fanno due passetti attorno à mano destra, giungendo il piè sinistro al destro co'l detto piede, è si fanno due botte indietro, & innanzi in un' saltino, è si leverà il salto sopra il piè destro, quanto più si potrà spiccando stesa la gamba sinistra, come s'havesse da tirare un calcio, e tirando la detta gamba sotto la lacca del ginocchio destro; nello spiccare della gamba cascando sopra il piè destro con un saltino à piè pari, e cascando nel detto luogo con le ginocchia alquanto larghe per dargli la sua gratia, e sono cinque botte. Modo d'imparare le capriuole in terzo, in quarto, & in quinto, & in sesto levandosi da terra dritto con ambidue i piedi, come nella seguente figura si può vedere. REGOLA XXXVIII. LA capriuola in terzo s'impara facilmente appoggiandosi con le mani à qualche cosa, che sia commoda, e tenendo il piè sinistro inanzi al destro, tanto che il calcagno del sinistro giunga tre dita alla punta del piè destro. poi alzandosi sù la forza delle braccia, le quali insieme con le gambe stiano ben distese, è passerà prima il destro, & poi il sinistro l'un piè al luogo dell'altro due dita discosto, & cosi passerà detti piedi tre volte quanto piu presto si potrà restando col sinistro indietro, & lasciandosi cadere leggiermente in punta di piedi fermandosi in passo, come si dice di sopra. Le capriuole in quarto in quinto, & in sesto, si faranno nel medesimo modo, eccetto che le gambe vanno passate quattro volte à quelle in quarto, & à quelle in quinto cinque volte cascando col sinistro indietro, & à quella in sesta vanno passate sei volte con grandissima prestezza; & si resta col piè destro indietro, lasciandosi cadere leggiermente in punta di piedi; nel qual modo essercitandosi più facilmente s'imparano à fare senza stare appoggiato à cosa alcuna avvertendo che si ha da fermare come di sopra levandosi leggiermente da terra con le gambe stese, & la punta de piedi alta, & passarli bene, & giusti ambidue li piedi inanzi, & indietro, tenendo stese à dritta linea del fianco le braccia, & alzandole ambedue inanzi stese almeno un palmo; nel levare la capriuola, & nel cadere, che le braccia tornino al suo luogo. Sono adunque otto le capriuole passate dritte con le gambe stese, che si levano da terra con ambidue i piedi, che si fanno in un tempo di gagliarda, cioè in quarto, in quinto, & in sesto. La prima capriuola si fa in quarto contrapassando con meza volta. La seconda capriuola si fa in quarto per fianco girando attorno una volta. La terza si fà in quarto con un passo inanzi rivolgendo il fianco destro. La quarta si fà in quarto per fianco, con quattro passate presto attorno. La quinta si fà in quarto con due salti indietro voltandosi attorno alla destra. La sesta si fà in quarto un passo inanzi, & un salto à piè pari, & tre battute sopra la sinistra. La settima si fa fermata con tre capriuole, & l'ultima si fà in quinto. L'ottava si fà in sesto andando inanzi con tre scambietti di piedi con prestezza. La nona si fà con ambedue li piedi al pari con un salto intorno. REGOLA XXXIX. LA prima capriuola si fà inanzi contrapassando per dritta linea, e rivolgendo meza volta stando col piede sinistro inanzi, è si fanno due saltini inanzi per fianco à piè pari uno col detto piede, l'altro col destro inanzi, voltando il detto fianco, e cascando in passo, nel medesimo tempo si leverà da terra, quanto più potrà con le gambe stese, è la punta di piedi, alto passando quattro volte la capriuola, cascando nel detto luogo in punta di piedi con le ginocchia un poco larghe per darli la sua gratia. si farà altretanto inanzi voltando il fianco sinistro, & sono tre botte. La seconda si fà per fianco voltando attorno una volta, stando col piè sinistro inanzi, è si faranno due saltini uno per fianco, è l'altro intorno alla sinistra, cascando in passo col detto piè in dietro, e si leverà da terra quanto più si potrà, passando la capriuola quattro volte, e fermandosi come dice di sopra, è si farà altretanto alla destra, e sono tre botte. La terza si fa voltando il fianco destro col piè sinistro indietro, è si faranno due saltini l'uno col detto piè alto, è l'altro cascando in passo col medesimo indietro, si leverà poi quanto più si potrà, passando la capriuola quattro volte, come di sopra, è si farà altretanta alla parte destra, è sono tre botte. La quarta si fa per fianco con quattro passetti intorno; stando col piè sinistro inanzi, e si leverà il piè destro sopra il sinistro, girando intorno alla detta mano una volta con quattro passeti presti, e col piè sinistro indietro, & in un medesimo tempo si leverà da terra quanto più si potrà passando la capriuola quattro volte, e cascando nel detto luogo, come di sopra. il medesimo si farà alla destra, e sono cinque botte. La quinta si fa con due salti indietro in volta, stando col piè sinistro inanzi, è si fanno due salti, uno indietro un poco lontano sopra il piè destro col sinistro alto; l'altro intorno alla destra cadendo col destro indietro, e si leverà da terra, quanto più si portà passando la capriuola quattro volte, e cascando nel detto luogo, come di sopra, e sono tre botte. La sesta si fa un passo inanti, & un salto à piè pari, stando col piè sinistro inanzi, è si farà un passo gagliardo scambiato inanzi col detto piede, & un salto à piè pari. si leverà da terra quanto più potrà tirando in sù la gamba destra, e si batterà con la detta gamba tre volte sopra la sinistra; la quale starà con la punta del piede alto cascando nel detto luogo in passo, come di sopra, col piè destro, è sono tre botte. La settima si fa fermo con tre capriuole, stando col piè sinistro inanzi, è si faranno due capriuole, passate tre volte, una col piè destro, l'altra col sinistro in un'istesso tempo, è si leverà quanto più si potrà passando cinque volte la capriuola, e cascando nel detto luogo come di sopra col piè sinistro indietro, e sono tre botte. L'ottava si fa con tre scambiate presto di piedi, stando col destro inanzi, e si faranno tre passi inanzi presto scambiate cascando col destro in dietro in prospettiva in un medesimo tempo, è si leverà da terra con la persona, quanto più si potrà passando sei volte la capriuola; è cascando, come si dice di sopra in punta di piedi con le ginocchia un poco larghe, & sono quattro botte. La nona si fa stando con ambidue li piedi al par discosto due dita, & le punte un poco più lontano, e si leverà da terra, quanto più si potrà, allargando alquanto al pari ambedue le gambe alla destra, e alla sinistra cascando poi con li piedi al pari nel detto luogo, & in uno istesso tempo si leverà da terra con un salto attorno alla sinistra, e voltando una volta, e cascando nel detto luogo allargando un poco le ginocchia per darli la sua gratia, e si farà poi altretanto alla destra, come si vede nel seguente dissegno. Modo d'imparare la capriola trecciata, come si vede nel presente dissegno in quarto, & in sesto, quella in quarto si fà nel modo detto di sopra cioè, nel fare il salto tondo trecciato fermarsi à pie pari à dritta linea, & à fare la capriuola in sesto s'intrecciaranno, & si allargheranno tre volte le gambe in aria sopra, & sotto è si leverà da terra quanto più si potrà passando sei volte le gambe, con gran prestezza, e lasciandosi cadere leggiermente a'pie pari nel detto luogo in punta di piedi lontano quattro dita l'un piè dall'altro, & le punte un poco più larghe, con allargare alquanto le ginocchia, è questa è la vera capriuola trecciata in sei, & è difficile il farla bene è giusta avertendo alle attioni dette di sopra, che nel levarsi da terra, & nel cadere hanno sempre da essere più larghe le ginocchia, che i piedi. Sono adunque sette le capriuole trecciate, che si fanno in un tempo della gagliarda, cioè in quattro, & in sei, è si faranno con li medesimi passi, che si fa la capriuola passata, dritta; ma la differenza è, che la dritta si leverà da terra in passo, è la trecciata à pie pari. REGOLA XL. LA prima capriuola trecciata in quarto si far contrapassando inanzi à dritta linea, stando co'l pie sinistro inanzi, e si faranno due saltini per fianco inanzi à pie pari, uno co'l detto piè, l'altro co'l destro inanzi, è voltando il detto fianco si leverà la capriuola trecciando il sinistro sopra il destro, & il destro sopra il sinistro, si fà altretanto dall'altra banda, e sono tre botte. La seconda trecciata si fa per fianco, voltandò attorno una volta, e stando co'l pie sinistro inanzi, e si faranno due saltini uno per fianco, l'altro intorno alla sinistra cascando à pie pari, e si leverà da terra la capriuola passandola quattro volte, come si dice di sopra, e si farà altretanto dall'altra banda; e sono tre botte. La terza si fa voltando il fianco destro co'l piè sinistro indietro, e si faranno due saltini, uno co'l detto pie alto, l'altro cascando a pie pari, e si leverà da terra la capriuola, passandola quattro volte, come si dice di sopra, e si farà altretanto dall'altra banda. e sono tre botte. La quarta si fa per fianco con quattro passetti intorno, stando co'l pie sinistro inanzi, è si leverà il pie destro sopra il sinistro, girando intorno una volta alla detta mano con quattro passetti presto, cascando à pie pari, e si leverà da terra la capriuola passandola quattro volte, come si dice di sopra, è si fa altretanto dall'altra banda, e sono cinque botte. La quinta si fa con due salti indietro in volta, stando co'l pie sinistro inanzi, si faranno due salti, uno indietro un poco lontano sopra il pie destro col sinistro alto, l'altro intorno alla destra cascando a pie pari, e si leverà da terra, la capriuola passandola quattro volte come si dice di sopra, e sono tre botte. La sesta si fa fermato con tre capriuole trecciate, è stando à pie pari si faranno due capriuole passate di quattro in un medesimo tempo, e si levarà quanto più potrà, passando con grande prestezza sei volte la capriuola, cioè, incroccierà, & allargherà tre volte le gambe cascando come si dice di sopra, è sono tre botte. La settima si fa andando inanti con tre scambiate presto di piedi co'l destro innanzi, e si faranno tre passate inanzi presto scambiate, cascando sempre con ambedue i piedi, & l'ultimo passo à piè pari in un medesimo tempo; è si leverà da terra quanto più si potrà, passando con prestezza sei volte la capriuola con le attioni dette di sopra, è sono quattro botte. Modo d'imparare le capriuole sopra un pie spezzato in aria passate in quarto, & battuto sopra il collo del piede, & in quinto passate con ambidue i piedi, & in quinto dritto, & trecciate con un piede. Sono adunque dieci le capriuole sopra un piè spezzato in aria, che si fanno in un tempo della gagliarda, cioè passate in quarto, & battute sopra il collo del piede, & passate in quinto, & passate due volte trecciate, & due volte dritte con un piede solo. REGOLA XLI. LA prima capriuola spezzata si fa stando la persona, come si e detto, co'l piè sinistro inanzi, e si farà contrapassando inanzi con due salti uno sopra il detto piè co'l destro alto, l'altro sopra il destro, & co'l sinistro si passerà quattro volte la capriuola, voltando il fianco destro, è si farà altretanto dall'altra banda; e sono tre botte. La seconda si fa stando la persona, come si è detto co'l piè destro inanzi, e si faranno due salti per fianco uno sopra il detto piè co'l sinistro alto, l'altro sopra il sinistro, & co'l destro si passerà quattro volte la capriuola; voltando il fianco destro, e si fa altretanto all'altra banda. e sono tre botte. La terza si fa tutte intorno alla sinistra stando co'l piè destro inanti; e si faranno due campanelle in un saltino indietro, e inanzi sopra il destro, e si salterà sopra il piè sinistro, & co'l destro si passerà quattro volte la capriuola fermandosi in prospettiva, e si fa altretanto all'altra banda. è sono tre botte. La quarta si fa stando col piè sinistro inanzi, e si faranno due zopette inanzi contrapassando col piè destro alto, poi si farà un passo co'l detto piè, e si passerà quattro volte la capriuola col piè sinistro, è si fa altretanto dall'altra parte, e sono cinque botte. La quinta si fa stando col piè sinistro inanzi, e si faranno tre campanelle in capriuole intorno, & in saltini alla sinistra, & l'ultima si passerà quattro volte la capriuola col piè sinistro fermandosi in prospettiva, e si farà altretanto dall'altra banda. e sono tre botte. La sesta si fà per fianco, stando sempre in prospettiva co'l piè sinistro inanzi, e si farà uno saltino à pie pari incrocciando il destro sopra il sinistro, e cascando, come prima, è si faranno due botte co'l destro una indietro, l'altra si metterà la punta del piè al calcagno del sinistro; & in un medesimo tempo si leverà quanto più si potrà, battendo tre volte la gamba sinistra sopra la destra, e cascando col sinistro indietro. e si farà altretanto dall'altra banda; questa capriuola è difficile, e sono cinque botte. La settima si fa co'l pie sinistro inanzi, è si faranno due salti intorno in capriuola alla sinistra una co'l pie destro alto, l'altra sopra il detto co'l sinistro indietro; & con detto pie si passerà quattro volte la capriuola, cascando in prospettiva, e si farà altretanto dall'altra banda. e sono tre botte. L'ottava si fa stando co'l pie sinistro inanzi, e si faranno quattro passetti presto inanzi in fuga à dritta linea, cominciando col pie destro, e si leverà da terra, quanto più si potrà, passando col detto piè cinque volte la capriuola, e tirando indietro il pie sinistro cascando, come si e detto di sopra; e sono cinque botte. La nona si fa stando col piè sinistro inanzi; si faranno due botte in un salto in capriuole, una inanzi, e l'altra indietro sopra il detto piè col destro alto indietro, e si metterà la punta del piè al calcagno del sinistro in un medesimo tempo; e si leverà quanto più si potrà, passando quattro volte la capriuola, e si farà altretanto dall'altra banda, e sono quattro botte. La decima si fa stando col pie sinistro inanzi, e si fanno quattro passetti presto inanzi in fuga à dritta linea, cominciando co'l pie destro e si leverà da terra, quanto più si potrà incrocciando la detta gamba dinanzi, & di dietro alla sinistra; poi passerà la capriuola dritta due volte inanzi, & indietro, cascando co'l detto piè destro indietro, è questa capriuola, è in quarto mezo trecciata, e mezo dritta, & e difficile. e sono cinque botte. Due sono le sorti delli sotto sbalzi in capriuola. Per fianco. E co'l piè sinistro alto. REGOLA XLII. IN due modi si fanno li sottosbalzi in capriuola. Il primo fermandosi in passo co'l piè sinistro innanzi. si faranno due salti, un sopra il detto pie co'l destro indietro alto; l'altro si leverà quanto più si potrà mettendo la punta del pie destro al calcagno del sinistro, e si farà la capriuola cascando sopra il pie sinistro co'l destro indietro alto. L'altro si fa stando col pie sinistro innanzi, e con la gamba stesa, e la punta del pie alto, e si farà una capriuola cascando sopra il detto pie co'l destro alto indietro. poi si metterà la punta d'esso destro al calcagno del sinistro, e si leverà la capriuola, cascando sopra il pie destro indietro, come di sopra, & co'l medesimo ordine si fanno intorno d'una banda, & l'altra, & in questo modo ha preso questo atto nome del sotto sbalzo in capriuola sopr'un piede. Quattro sono le sorti delli sottopiedi due con la capriuola, & due per terra. Sottopiedi con la capriuola à dritta linea. Intorno con la capriuola. A terra per fianco. Intorno à terra. REGOLA XLIII. IN due modi si fanno i sottopiedi, il primo con la capriuola sopr'un piede, stando in prospettiva, & nel detto modo si farà ancora intorno d'una banda, & dall'altra, è si fa un saltino sopra il piè sinistro, & nel calarlo si alza il destro indietro; il quale mettendo al calcagno del sinistro in un medesimo tempo si leverà la capriuola passandola quattro volte col piè sinistro, e cascando in passo; & co'l medesimo ordine si fanno voltando intorno da una parte, & dall'altra, & li detti sottopiedi à terra si fanno per fianco, & intorno nel detto modo, eccetto che quelli si fanno con la capriuola, & questi à terra, terra. REGOLA XLIIII. MOdo d'imparare la prima girata, overo zurlo, come si vede nella presente figura, stando la persona à piè pari co'l sinistro un poco più inanzi del destro si leverà un poco sù la punta del piè, è nell'istesso tempo alzerà un poco il braccio destro rivolgendo alquanto la persona alla sinistra, & nel rivolgerla al suo luogo aprirà un poco le ginocchia. doppò giungendo il piè destro dinanzi al sinistro con la gamba destra stesa, & la punta del piè alta; si volterà alla sinistra tenendo in terra solo il petto del piè sinistro, avvertendo nel voltare attorno di darli gratia; alzando un poco più il braccio destro, e mettendo ambedue le mani sotto la punta del gallone con le braccia al gombito un poco larghe, & girando attorno una volta adagio tornarà à replicare sino à tanto, che si volterà intorno almeno tre volte, ò quattro, ò più che si potrà, tenendo il medesimo ordine, & al fine di esso si troverà in prospettiva nel medesimo luogo dandogli un poco di gratia nel finire con allargare al quanto le ginocchia avertendo nel girare intorno che si ha da tenere la persona, & la testa dritta, & gli occhi balli, & non fare, come alcuni sgarbati, che voltano prima la persona, è poi la testa, overo stanno con la bocca aperta guardando all'aria. è questi difetti si devono fuggire per non fare sconcia vista à riguardanti; & acciò che si possa finire gratiosamente la detta girata; questa regola si terrà sempre nell'imparare altre girate, che si diranno più à basso. Diece sono le sorti delle girate, che si fanno in diversi modi. Girate co'l piè destro inanzi. Co'l saltino co'l piè destro dinanzi. Co'l piè destro dietro alla gamba. Con la gamba destra sopra il ginocchio. Con la gamba destra in alto. Co'l piè destro dinanzi è poi adietro. Con le battute indietro co'l piè destro. Sopra il piè destro, & poi sopra il sinistro. Replicata più volte sopra il piè sinistro. Replicata co'l piè destro con tre saltini. REGOLA XLV. LA prima girata si fà nel modo, che si è detto, stando co'l piè sinistro inanzi, è si voltarà con prestezza alla sinistra sopra il petto del detto piè, portando la gamba destra quattro dita dinanzi alla sinistra con la punta del piede alta, e girando intorno tre, ò quattro volte, ò quanto più potrà, & al fine di esso si troverà nel detto luogo in prospettiva dandoli un poco di gratia nel finirla con allargar alquanto le ginocchia. queste attioni si faranno nel finire tutte le girate. La seconda si fa stando co'l piè sinistro alto, è si fa un passo co'l detto indietro, & un'saltino sopra il piè medesimo, è in quel tempo si volterà alla sinistra con prestezza mettendo la gamba destra dinanzi alla sinistra, girando intorno quattro volte, ò più se si potrà, fermandosi in prospettiva, come si è detto di sopra. La terza si fa stando co'l piè sinistro inanzi, è si volterà con prestezza alla sinistra sopra il petto del piè, ponendo la gamba destra dinanzi in un medesimo tempo incrocciando il piè destro dietro la gamba sinistra, & allargando alquanto il ginocchio destro, e girando attorno quattro volte, ò più, se si potrà, fermandosi, come si è detto. La quarta si fà stando co'l piè sinistro, e si farà un passo sopra il petto del piede in quel medesimo tempo, si leverà la gamba destra incrocciandola sopra il ginocchio della sinistra, e girando attorno tre volte, ò più se si potrà, fermandosi, come si è detto. La quinta si fa stando co'l piè sinistro indietro, e si faranno due passi attorno alla sinistra, uno co'l detto piede, è l'altro co'l destro inanzi; è si apriranno un poco le ginocchia, poi si leverà la gamba destra inanzi con la punta del piede, alta è girando attorno una volta in un'istesso tempo, è si incroccierà la detta gamba sopra la sinistra, girandola attorno con prestezza almeno due volte, ò più, se si potrà, fermandosi, come si è detto. La sesta si fà stando co'l piè sinistro inanzi, è si volterà con prestezza alla sinistra sopra il petto del detto piè mettendo la gamba destra dinanzi in un'istesso tempo di dietro alla sinistra, & poi dinanzi, & indietro, e girando la detta gamba quattro volte attorno, ò più se si potrà, fermandosi, come si è detto. La settima si fa stando co'l piè sinistro dinanzi, è si volterà con prestezza alla sinistra sopra il petto del detto piè, portando dinanzi il piè destro, e battendo quattro volte indietro co'l petto del piè destro al pari del sinistro nel girare attorno fermandosi, come si è detto. L'ottava si fa stando co'l piè sinistro inanzi, e si volterà una volta, ò più attorno alla sinistra sopra il petto del piè destro, è in un medesimo tempo si girerà sopra il piè sinistro almeno tre volte attorno fermandosi, come si è detto. La nona si fa stando co'l piè sinistro inanzi, e si voltarà una volta alla sinistra sopra il petto del detto piè col destro inanzi cascando à piè pari, & nel detto modo si andera sempre con più prestezza girando intorno le volte ad una ad una sino à à dieci, ò dodici volte; & in un'istesso tempo se gli attacherà la girata voltando quanto più si potrà e fermandosi, come si è detto. La decima si fa stando co'l piè sinistro inanzi, e si farà un saltino sopra il detto piè voltando una volta intorno alla sinistra, e levando il piè destro inanzi. poi tirandolo indietro, e mettendo il detto piè al calcagno del sinistro in un medesimo tempo si levarà un saltino sopra il destro cascando à piè pari è in questo modo si replicarà tre volte la girata, cascando l'ultima à piè pari, e in un medesimo tempo si leverà il salto tondo con le gambe stese cascando in punta de piedi con allargare alquanto le ginocchia per darli maggior gratia, come si è detto. Doppo l'haver datto la regola d'imparare le girate, tratterò nel fine di esse, otto girate semplici e d'alcuni salti conformi per abbellirle, avvertendo che tutte le girate, & li salti si devono fare al tempo della gagliarda, & perche sono alcuna volta incerte, se gli aggiungerà qualche passetto, ò più, ò meno, secondo l'occasione. La prima girata co'l piè destro dinanzi si farà nel finirla il salto tondo con le gambe stese cascando a piè pari. La seconda co'l saltino co'l piè destro dinanzi, e si faranno due salti l'uno mettendo il piè al calcagno del sinistro; l'altro tondo cascando, come si è detto di sopra. La terza co'l piè destro dietro alla gamba sinistra, è si farà un salto tondo con le gambe crocciate la destra sopra la sinistra, cascando come si è detto. La quarta con la gamba destra sopra il ginocchio della sinistra, è si farà voltando con la gamba destra crocciata sopra il ginocchio della sinistra, cascando come si è detto. La quinta con la gamba destra in alto si faranno due passetti, & due botte in un saltino, è si leverà il salto tutto intorno, spiccando la gamba sinistra, è cascando come si è detto. La sesta co'l piè destro dinanzi, è poi adietro, è si farà il salto trecciato levandosi à piè pari, e crocciando egualmente la gamba destra sopra la sinistra, & la sinistra sopra la destra cascando, come si è detto. La settima con le battute indietro, e col piè destro, è si faranno tre salti tondi levandosi à piè pari. Il primo picciolo. Il secondo un'poco più, il terzo alto, quanto più si potrà. L'ottava, si gira sopra il piè destro una volta, poi nel medesimo tempo si gira sopra il sinistro, è finita la girata si faranno due cascate una co'l piè sinistro indietro, l'altra co'l destro, & un saltino con ambidue i piedi; doppò si leverà quanto più si potrà co'l salto tondo cascando, come si è detto. REGOLA XLI. Tavola delli cinque passi di due, & de tre tempi di gagliarda contrapassando, & delle mutanze doppie tutte intorno, & di quelle, che si fanno inanzi, & indietro atorno senza salti, & delle mutanze tutte intorno, & di quelle, che si fanno innanzi, & indietro è intorno tutte disposte, & altre da terra con capriuole, è con diversi salti. Questa sorte de passi si deve fare con un piè, & poi con l'altro, & cosi si devono fare ancora tutte le mutanze. Sei sono le sorti delli cinque passi, di due tempi, è in contratempo. Quattro sono le sorti delli cinque passi di due, è tre tempi con capriuole, & altri salti. Sei sono le sorti delle mutanze doppie tutte intorno à terra à terra. Sei le sorte delle mutanze tutte intorno alto da terra con diversi salti. Sei le sorti delle mutanze inanzi, è indietro intorno alte da terra con salti. REGOLA XLVII. LI primi cinque passi di due tempi, si fanno stando co'l piè sinistro inanzi come mostra la figura antecedente delli cinque passi contrapassando, e si fa un saltino inanzi con ambidue li piedi, un passo inanzi co'l destro, è la cadenza co'l sinistro, un'passo innazi co'l detto, un fioretto co'l destro è la cadenza co'l sinistro voltando il fianco destro. queste sono sette botte, & si fanno adagio; è son due tempi di suono. Nel secondo modo si fa un fioretto contratempo co'l piè destro, è due botte innanzi, è indietro co'l sinistro, un sottopiedi co'l detto; due passi innanzi, un col destro, e nell'altro la cadenza co'l sinistro voltando il fianco sinistro; due saltini innanzi à piè pari, due botte ferme co'l sinistro. una appresso al piè destro, & l'altra in passo; due passi in saltino, uno col destro, & nell'altro la cadenza col sinistro. queste sono tredeci botte, è si fanno presto, è sono due tempi di suono. Nel terzo si fa un fioretto contratempo col piè destro, alzando il sinistro, è si fanno due botte, una innanzi con esso piede, l'altra alzando il destro, co'l detto, e si fà la cadenza finta voltando esso fianco, e si fà una botta inanzi co'l sinistro, & la cadenza col detto, voltando il medesimo fianco, una battuta innanzi, è tre botte con esso piè, una dietro alla gamba destra, l'altra innanzi alta co'l detto, due passi presto, uno co'l destro, l'altro, & la cadenza co'l sinistro. queste sono quindici botte, & si fanno con prestezza, è sono due à tempo di suono. Nel quarto si fa un fioretto contratempo è due botte una innanzi, facendo tremar' il piè sinistro, l'altra indietro col destro. un fioretto con esso piede, è si fanno due passetti uno innanzi co'l sinistro, l'altro indietro co'l destro. due ricacciate co'l sinistro , è co'l destro, voltando il detto fianco; quattro passetti presti inanzi, trè à piè pari co'l sinistro; l'altro passo con esso piede alto. Queste sono quindici botte, & si fanno con prestezza, è sono due tempi di suono. Nel quinto si fanno tre saltini contratempo innanzi, due co'l piè sinistro alto, & ad ogni saltino si farà tremare, ò battere esso piede in terra; nell'altro si cascherà sopra detto piede co'l destro indietro alto, è si retirerà indietro. due saltini à piè pari, voltando il fianco sinistro, è si fanno tre botte, una indietro, l'altra innanzi alla gamba, l'altra mettendo il piè destro in terra, e voltando esso fianco; è si fanno due battute, & la cadenza co'l piè sinistro alzando il piè destro alto; queste sono quattordeci botte, è si fanno con prestezza, è sono due tempi di suono. Nel sesto si fanno due saltini innanzi per fianco à piè pari contratempo. due passi fermi co'l piè destro uno innanzi, l'altro indietro al piè sinistro, mettendo esso piè in terra, è si fanno tre passettini in dietro senza saltino, & l'ultimo col piè sinistro alto, è si fà tremare con una battuta, dando del petto del detto piede in terra innanzi al piè destro; è si fanno due ricacciate alte, una co'l sinistro, voltando esso fianco; l'altra co'l destro, & la cadenza co'l sinistro. queste sono quattordeci botte, e si fanno con prestezza, & sono due tempi di suono. REGOLA XLVIII. DElli cinque passi di due tempi gagliardi. si fa un salto buttando il destro adietro al sinistro alto, e si fanno tre passetti inanzi in fuga co'l detto piede, & una capriuola spezzata co'l sinistro cascando sopra esso pie due passi inanzi e una capriuola spezata col pie destro, e si fa una capriuola dritta passata cinque volte, e la cadenza co'l pie sinistro; queste sono undeci botte, & si fanno dispostamente; è sono due tempi di suono. Nel secondo modo stando co'l fianco sinistro inanzi, si fa una capriuola trecciata nel detto luogo, e voltando il fianco destro due passi in fuga, una capriuola spezzata co'l pie sinistro, cascando sopra esso pie, e si fanno due passi inanzi, & la capriuola spezzata co'l destro si fa un salto trecciato intorno alla sinistra, e queste sono dodeci botte, & si fanno leggiadri, e sono due tempo di suono. Nel terzo si fa un salto sopra il pie sinistro, due botte inanzi è indietro in capriuola, col pie destro, un sottopiede con esso, e la capriuola spezzata co'l sinistro; un fioretto col detto pie, due capriuole innanzi sopra un piede, e la cadenza col destro; si fa una capriuola dritta passata cinque volte, e la cadenza co'l pie sinistro: e queste sono undici botte, & si fanno disposti, è sono due tempi di suono. Nel quarto si fa un fioretto contratempo co'l pie destro due botte indietro e inanzi co'l sinistro, un sottopiede in capriuola, un fioretto con esso piede, è si fa una capriuola cascando sopra il destro, e gettando il sinistro adietro, e innanzi al detto piede, e si fanno due passi innanzi in fuga, è una capriuola spezzata col sinistro voltando il fianco destro, e si fa un sottopiede finto, e voltando il fianco sinistro si fa una botta indietro, e una capriuola spezzata intorno alla sinistra, e la cadenza con esso piede. Queste sono venti botte, e tre tempi di suono, e si fanno disposte, e preste. REGLA XLIX. LA prima mutanza tutta intorno, si fa un salto inanzi mettendo la punta del pie destro dietro al calcagno del sinistro, e si fanno quattro passi innanzi intorno al sinistro co'l pie destro, con esso un sotto sbalzo in capriuola, e co'l pie sinistro alto si fanno due ricacciate, una à basso, l'altra alta à modo di un'salto tondo; due botte una inanzi, e la cadenza co'l sinistro, due battute col pie destro; quattro botte di campanella inanzi, e indietro col sinistro; e la cadenza con esso pie. questa mutanza e di ventiuna botta, & di tre tempi di suono. Nel secondo modo si fanno due botte inanzi co'l pie destro alto intorno al sinistro, cinque botte della campanella co'l sinistro, due cascate una sopra esso pie co'l destro alto indietro, e l'altra co'l sinistro; e si fanno due sincope co'l detto, due botte indietro, & innanzi; due fioretti, una botta indietro, un sottopiede co'l destro, e la cadenza co'l sinistro. Questa mutanza e di 23. botte, & di quattro tempi di suono. Nel terzo si fanno due saltini a piè pari, tutti intorno a man sinistra, un sottopie co'l destro cinque passetti in fuga co'l sinistro, e tre recacciate una con esso piè l'altra col destro, e l'ultimo a modo d'un salto tondo trecciato; una botta innanzi co'l sinistro; è due fioretti e tre botte di campanella, e la cadenza co'l detto piede. è questa mutanza ha vinti botte, & tre tempi di suono. Nel quarto si fa un saltino à pie pari intorno alla sinistra; due botte, una innanzi co'l sinistro; l'altra adietro co'l destro; un sottopiede con esso; due scambiate co'l sinistro, due botte inanzi co'l destro, & due indietro, e innanzi, due fioretti, è un passo co'l sinistro, un'altro passo co'l destro, è la cadenza co'l sinistro, questa mutanza ha diecinove botte, & è di tre tempi di suono. Nel quinto si fanno due botte intorno alla sinistra con esso pie alto; due botte di campanella, e la cadenza co'l destro, due botte in girata; una inanzi; l'altra indietro, mettendo il detto piede in terra; due botte innanzi, e indietro, e la cadenza co'l sinistro; tre scambiate in saltino adagio con esso; un saltino sopra il pie destro, e punta, e calcagno co'l sinistro, tre cascate, la prima sul detto piede, l'altre due sopr'un piede, & su l'altro una botta innanzi, & la cadenza co'l sinistro; questa mutanza ha vint'una botta, & quattro tempi di suono. Nel sesto si fanno due botte, una innanzi, l'altra indietro co'l pie destro intorno alla sinistra; due botte indietro, e innanzi co'l sinistro, due riccacciate, una con esso piede; l'altra co'l destro, un sottopiede co'l detto, è la cadenza co'l sinistro; un passo ponendo la punta del pie destro al calcagno del sinistro; tre passetti in fuga, & con esso piede una botta indietro un sottopiè co'l destro, e la cadenza co'l sinistro. questa mutanza ha diciotto botte, & tre tempi di suono. Delle mutanze, che si fanno à terra innanzi, & intorno. REGOLA L. NElla prima mutanza si fanno due saltini con ambidue i piedi; uno alla sinistra; l'altro alla destra, & con esso tre passi intorno alla sinistra, e la cadenza co'l detto innanzi; due botte, una adietro alla gamba destra; l'altra innanzi co'l tremar del piede mettendolo in terra; un saltino buttando esso piede indietro un sottopiede, e la cadenza co'l destro; due scambiate adagio; una co'l destro voltando il detto fianco; l'altra co'l sinistro; due botte innanzi, e due cascate intorno alla sinistra; una con esso, l'altra co'l destro; due botte indietro, & innanzi co'l sinistro, tre passetti caminando innanzi co'l detto piede; due saltini, un sopra il destro: l'altro sopra'l sinistro; Questa mutanza ha 25. botte, & cinque tempi di suono. Nella seconda si fa un fioretto contratempo co'l pie destro, tre fioretti innanzi di due botte alte per piede, facendoli tremar'un col sinistro, e l'altro co'l destro, e'l terzo col sinistro, ponendo esso piede in terra innanzi al destro con un poco d'inchino, un passo indietro col detto piede, cinque passetti presti col destro intorno alla sinistra, & la cadenza con esso piede; Una scambiata col detto piede voltando esso fianco; due botte, una innanzi, l'altra indietro col destro; un sottopiede col detto intorno alla sinistra, e la cadenza con esso; due sbalzetti a pie pari per fianco alla destra; un passo innanzi col detto piede; due sbalzetti alla sinistra; un sottopiede col destro, è la cadenza col sinistro; Questa mutanza ha 26. botte, & quattro tempi di suono. Nella terza si fa una battuta contratempo col pie destro per fianco alla sinistra; una botta innanzi con esso piede, e un sottopiede col destro, e la cadenza col sinistro, una scambiata col detto piede, cinque passi in saltino sopra il destro andando indietro è la cadenza col sinistro alto, col tremare del piede; due saltini col detto, e tre botte di campanella intorno alla sinistra, e la cadenza col destro; un passo indietro adagio col sinistro, un sottopiede col destro, e la cadenza col sinistro. Questa mutanza ha 21. botta, & 4. tempi di suono. Nella quarta si fa una battuta contratempo, un passo, & un fioretto andando innanzi col pie destro, e la cadenza col sinistro, due saltini a pie pari, un passo in saltino col destro, un sottopiede intorno alla sinistra con esso piede; due sottopiedi per fianco; uno alla sinistra mano, & l'altro alla destra, e la cadenza col sinistro alto con far tremar il piede; tre passi intorno ad essa mano adagio; uno col detto piede; l'altro col destro, & il terzo innanzi, e la cadenza col sinistro. Questa ha 21. botta, & quattro tempi di suono. Nella quinta si fa un fioretto contratempo per fianco alla sinistra, col pie destro quattro cascare sopra il sinistro, & sopra il destro; due ricacciate intorno alla sinistra; una con esso piede, e l'altra col destro; due botte indietto; e innanzi tre passetti caminando innanzi col pie sinistro; un sottopiede col destro, e la cadenza col sinistro; una battuta e girare intorno sopra il calcagno; due botte indietro, e innanzi, e la cadenza col sinistro, una finta col pie destro, gettando esso piede innanzi, e indietro alto tre passi, e ritirandosi adietro, e la cadenza col sinistro. Questa mutanza ha 31. botta, & 5. tempi di suono. Nella sesta si fa un saltino col pie destro innanzi con ambidue li piedi; due passi col sinistro uno innanzi voltando esso fianco, l'altro intorno alla sinistra; una botta innanzi, e la cadenza col destro; due botte, una adietro alla gamba sinistra; l'altra innanzi col tremar del piede, e mettendolo in terra con un poco d'inchino; una botta indietro; un sottopiede co'l destro alto; due sottopiedi per fianco, uno alla destra, l'altro alla sinistra. un fioretto col detto piede, e la cadenza col destro; una scambiata intorno alla destra; una botta indietro col sinistro. Questa mutanza ha 22.botte, e 4.tempi di suono. Delle mutanze intorno gagliarde. REGOLA V. NElla prima si fanno due botte indietro, e innanzi in un saltino intorno alla sinistra con esso piede alto: due sottosbalzi in capriola col destro; due botte in un salto, come le prime col sinistro alto. due ricacciate in salto dietro alla gamba destra, ponendo esso piede sempre in terra; due botte innanzi, e indietro in un salto col pie destro indietro alto, un sottopiede col detto; una botta indietro, & una capriuola spezzata passata quattro volte col pie sinistro. Questa mutanza tutta intorno ha 13.botte tutte alte da terra, e tre tempi di suono. Nella seconda si fanno due cascate intorno alla sinistra; una col pie destro, e col sinistro tre botte, una indietro, & due innanzi con esso piede alto, un salto trecciato mettendo il detto piede in terra dietro al calcagno del sinistro. due scambiate in salti spingendo il pie sinistro innanzi. tre salti tondo il primo à basso, il secondo un poco più, il terzo più alto sei passi, principiando col sinistro, e la cadenza con esso piede. Questa mutanza ha 20.botte tutte intorno, & quattro tempi di suono. Nella terza si fanno intorno due capriuole sopra un piede, cominciando col destro; una capriuola spezzata di quattro col sinistro, una capriuola dritta, passata 5. volte; due botte indietro, e innanzi, e due fioretti con esso pie; un sotto sbalzo col pie destro; due botte indietro, e inanzi in un salto col sinistro alto, un'salto sopra esso piede; due botte innanzi, e indietro. un sottopiede col destro, e la capriuola spezzata da quattro col sinistro, e la cadenza. Questa mutanza ha 21.botta tutte intorno, & quatro tempi di suono. Nella quarta si fa un salto sopra'l pie destro voltando attorno alla sinistra; un sottopie con esso, & la cadenza col destro. una scambiata alta da terra adagio. un salto col detto piede indietro. un sottopiede con esso; due botte indietro, & inanzi in un salto col sinistro alto; due sottosbalzi in capriuola due botte indietro, & inanzi in un salto con esso sinistro alto, un salto sopra il detto pie; due botte innanzi e indietro col destro, e si metterà la punta d'esso pie al calcagno del sinistro, & si farà il salto del fiocco, cascando col detto piede. Questa mutanza si fa tutta alta da terra, & ha 19.botte, & quattro tempi di suono. Nella quinta si fanno due botte inanzi col pie destro alto intorno alla sinistra; tre botte della companella, e la cadenza col sinistro, tre salti trecciati, il primo a basso; l'altro alto; il terzo più alto quattro passetti intorno presto, cominciando col sinistro; una botta indietro, & un sottopiede col destro, e la cadenza col sinistro, con una girata sopra esso piede col destro inanzi. Questa mutanza senza la girata ha 15.botte, & 4. tempi di suono, & se la girata non finirà la cadenza giusta, se gli potrano aggiungere alcuni passetti per finirla. Nella sesta si fanno tre salti intorno a man sinistra, uno sopra'l destro; l'altro sopra'l sinistro, e l'ultimo sopra'l destro, con una botta indietro, & la cadenza innanzi senza salti con esso piede; due botte intorno sempre inanzi adagio con un poco d'inchino col detto piede. un salto sopra'l destro, & una botta, & cadenza col sinistro innanzi. due ricacciate alte con esso piede. un sottopiede co'l destro. due botte indietro, & innanzi in un salto col sinistro alto. due sbalzi, uno sopra'l detto piede; l'altro cascando a pie pari; e si fa un salto trecciato, con sei passetti, cominciando col detto sinistro, e la cadenza con esso piede; Questa mutanza ha 25.botte, e cinque tempi di suono. Delle mutanze gagliarde innanzi, & indietro, e intorno. REGOLA LII. NElla prima mutanza si fa un saltino a pie pari per fianco alla sinistra; due botte innanzi, & indietro col pie destro, girando intorno alla sinistra; un sottopiede con esso una capriuola spezzata di quattro col sinistro, e col pie destro alto due passi andando innanzi una capriuola spezzata di quattro col detto piede. una capriuola dritta passata cinque volte. due saltini a pie pari, uno indietro; l'altro intorno alla sinistra, una capriuola dritta di quattro, cascando sopra'l sinistro; un saltino sul pie destro; un passo sopra'l sinistro, due botte in giro intorno alla detta mano innanzi, & indietro, & un sottopiede col destro. una capriuola spezzata da quattro col sinistro, e la cadenza con esso piede. Questa mutanza ha 19.botte, è quattro tempi di suono. Nella seconda si fa una capriuola spezzata sopra'l pie sinistro, buttando innanzi, & indietro il pie destro. un sottopiede con esso; una capriuola spezzata di quattro col sinistro; una capriuola dritta, passata di cinque; una botta indietro; una capriuola spezzata intorno alla sinistra, cascando sopra esso piede. due sottopiedi in capriuola, uno sopra'l destro; l'altro sopra'l sinistro, due sottosbalzi in capriuola per fianco alla destra col detto piede; un passo innanzi col sinistro alto; un salto intorno alla destra sopra'l sinistro. due passi, & una capriuola spezzata di quattro col destro; una capriuola dritta di quattro, cascando sopra'l sinistro tre passi ritirandosi indietro, & la cadenza col pie sinistro. Questa mutanza ha 29.botte, & sei tempi di suono. Nella terza si fanno due saltini a pie pari per fianco alla sinistra, e un salto intorno alla detta mano sopra'l pie destro; un sottopiede col sinistro, col pie destro alto indietro un passo ponendo innanzi esso piede in terra con un poco d'inchino; un sottopiede col destro; un salto sopra'l sinistro; tre passi intorno alla detta mano col destro. una capriuola spezzata col pie sinistro; una capriuola dritta da quattro, saltando innanzi. un passo innanzi col sinistro, un poco per fianco. un sottopie col destro. un salto sopra'l sinistro: tre passi intorno a essa mano col destro, una capriuola spezzata, e la cadenza col pie sinistro. Questa mutanza ha 23.botte, & cinque tempi di suono. Nella quarta si fa un saltino per fianco a pie pari presto intorno alla sinistra; una capriuola spezzata; una battuta per fianco alla destra tutte col pie sinistro. due saltini, uno con esso piede, l'altro co'l destro, un sottopiede col sinistro, un fioretto co'l pie destro, un saltino sopra'l sinistro, due botte innanzi, è in dietro, & un sottopiede co'l destro, è la capriuola spezzata co'l sinistro, un saltino con ambidue li piedi, il destro indietro, una botta indietro; un sottopiede col sinistro. una capriuola spezzata col pie destro. due salti adagio gittando la gamba dietro l'altra. uno sopra'l sinistro, l'altro sopra'l destro; due trecciate. una co'l sinistro; l'altra co'l destro, un saltino innanzi à pie pari. una capriuola trecciata di sei passando prima'l sinistro sopra il destro, è la cadenza co'l sinistro. Questa mutanza ha 29.botte, & sei tempi di sono. Nella quinta si fa una capriuola sopra'l sinistro buttando in dietro il destro; un sottopiede con esso. una recacciata co'l sinistro intorno alla detta mano, due fioretti innanzi col destro. Un sotto sbalzo in capriuola, due botte indietro, & innanzi in un salto col destro alto intorno a essa mano; un passo col detto piede; due botte intorno in giro; una innanzi; l'altra indietro. un sottopiede co'l sinistro. una capriuola spezzata co'l destro due trecciate, una co'l sinistro; l'altra co'l destro un saltino a pie pari. una capriuola trecciata di quattro passando'l destro sopra'l sinistro, è la cadenza con esso piede. questa mutanza ha 21.botte, & quattro tempi di suono. Nella sesta si fa un fioretto contratempo per fianco alla sinistra co'l pie destro voltando esso fianco un passo co'l sinistro. una capriuola spezzata co'l destro, una battuta co'l sinistro; voltando esso fianco. due saltini, un sopra il detto piede; l'altro co'l destro; un sottopiede co'l sinistro. un fioretto co'l destro; tre capriuole intorno alla sinistra. due sopra un piede; l'altra spezzata co'l sinistro. due sbalzetti alla destra. un passo innanzi co'l detto piede. due sbalzetti alla sinistra. un sottopiede co'l destro; una capriuola spezzata, è la cadenza co'l sinistro. Questa mutanza si fa presto, & ha 25.botte, & quattro tempi di suono. REGOLA LIIII. REgola è forma con la quale debbono le vaghe, e leggiadre Dame ballare la gagliarda sopra le feste co'l Cavaliero, Avvertendo che'n tutte le mutanze che si fanno in essa gagliarda, si volgeranno sempre amendue à faccia, à faccia dopò haver fatta la Reverenza è passeggiato, l'uno à piedi, & l'altro à capo del ballo voltandosi all'incontro. La Dama farà quattro volte i cinque.P. co'l pie sinistro, è co'l destro voltando sempre mezza volta passando l'uno al luogo dell'altro all'incontro. Prima mutanza, la Dama fa due .P. co'l sinistro ponendo il piede in terra, un'innanzi l'altro in dietro un.P. innanzi alto, è la cadenza co'l destro poi si fa'l medesimo con esso pie destro, doppo si farà tre .P. senza saltino co'l sinistro per fianco passando alla destra voltando'l detto fianco si fa un' .P. innanzi co'l pied'alto è la cadenza con esso piè, poi si fara'l medesimo per fianco alla destra co'l detto piè, questa mutanza è 18.botte, & è quattro tempi di suono doppo farà tre tempi di suono scorrendo con i passi minuti dando due volte alla sinistra, è alla destra à modo di due circoli che si tocchano insieme tornando al suo luogo, poi si farà quattro tempi di suono, scorrendo con passi minuti, dando quattro mezze volte alla sinistra, & alla destra andando l'uno al luogo dell'altro, voltandosi la faccia, avvertendo à non far sentire il rumore delle pianelle, ne meno alzare gl'occhi alti nel ballare, ma con bel modo tenerli un poco bassi, & non fermi in un'luogo è andare leggiadra è diritta sopra la vita, farà bella è gratiosa vista à gl'assistenti. Seconda mutanza, la Dama farà un P. co'l piè sinistro alto voltando il fianco destro è un P. con esso piè alto è la cadenza col detto piè, poi farà due riprese minute per fianco, una indietro co'l sinistro, l'altra innanzi co'l destro, si farà il medesimo co'l piè destro, questa mutanza è de 15.botte, & di quattro tempi di suono dopò farà scorrendo due volte attorno come di sopra, à modo di due circoli tornando al suo luogo, poi farà quattro volte li cinque P. contrapassando l'uno al luogo dell'altro come s'è fatto di sopra. Terza mutanza, la Dama farà quattro P. sempre co'l piè sinistro per fianco alla destra un'innanzi co'l pied'alto, l'altro indietro à modo di cadenza, si ritornarà poi à fare gl'altri due P. co'l detto piede, poi si fanno cinque P. minuti scorrendo attorno alla destra è la cadenza con esso e due P. un'innanzi, è l'altro indietro, ponendo tutti due li piedi in terra, un P. innanzi co'l destro alto è la cadenza con esso piè si fa poi altretanto per fianco alla sinistra co'l piè destro, questa mutanza è di 13.botte, & di tre tempi di suono, poi si faranno quattro tempi di suono scorrendo con li passi minuti come s'è fatto di sopra, passando l'uno al luogo dell'altro, voltandosi all'incontro. Quarta mutanza, la Dama farà una volta i cinque P. co'l piè sinistro voltando esso fianco, poi si fanno due riprese minute, una innanzi co'l sinistro, è l'altra indietro co'l destro poi si faranno li cinque P. una volta co'l piè destro, voltando esso fianco, è le due riprese come, s'è già fatto questa mutanza è di 13.botte, & è tre tempi di suono; doppo farà scorrendo le due volte attorno come di sopra à modo di dui circoli, tornando al suo luogo, poi si farà la .Rx. insieme con l'attioni dette di sopra nella regola quinta. In questo ballo della gagliarda si potrebbono fare molti passi è mutanze, mà per non arreccar noia tralasciarolle è basterà haver quì posto'l fiore del ballare con gravità, & decoro di una Dama Illustrissima, & con questo parmi di haver detto quanto può essere di mestieri. REGOLA LIIII. DApoi d'haver dato la regola di tutti i movimenti, che intervengono nel ballare la gagliarda; hò stimato che sia à proposito dare ancora qualche breve regoletta cosi alla sfuggita intorno al ballo del piantone, ò sia del favore. Questo ballo si fà in due modi; quanto al primo, Il Cavalliero và à pigliare la Dama, è fatte insieme la Riverenza, passeggieranno un poco per il ballo, si lascierà poi la Dama con le attioni dette di sopra, è dapoi che havranno passeggiato è ballato à suo piacere, il Cavaliero si volterà all'incontro della Dama, è faranno insieme la riverenza, poscia tornerà egli al suo luogo, & la Dama in quel tempo passeggierà un poco; il che fatto piglierà un'altro Cavaliero è faranno insieme le medesime attioni, si di riverenza come d'altro di sopra detto, è ballato insieme qualche poco lascierà la Dama il Cavaliero in ballo, & essa andrà al suo luogo à sedere. così seguirassi di man'in mano insino che il detto ballo sia finito. Quanto al secondo modo poco è differente dal primo, facendosi con le già dette attioni, ma ballano insieme due Cavalieri, è due Dame, finito di ballare i Cavalieri tornano al suo luogo, & le Dame restando in ballo ne pigliano due altri cavalieri, & ballano insieme, è poi anch'esse al suo luogo se ne vanno, è cosi si seguita sempre come di sopra, sino che il ballo sia finito. REGOLA LV. HOr quì farei torto à me stesso, sapendo che la zoppa nella gagliarda si balla alcuna volta volentieri per diporto, s'io me la passassi tacendo. mà perche si suona in diversi modi, non istarò à dare regola di mutanza, ma tratterò d'alcuni passi conformi al suono, che s'usa in essa, quali ogn'uno potrà fare à suo piacere, è sono questi. cioè fioretti spezzati, fioretti di gagliardi, passetti per fianco à piè pari, battute firmate, saltini inanzi è indietro à pie pari, sottopiedi per fianco, capriole sopra un piede ricacciate. Questi sono tutti i passi che interuengono nel ballare essa zoppa, avvertendo, che tutti i movimenti si debbono fare hora basso, & hora alto da terra, secondo l'occorenza del suono, & andar' sempre à tempo di quello, & per cominciarla si serverà questo modo; Il Cavaliere dapoi d'haver ballato la gagliarda dato principio al suono di essa zoppa, farà la sua riverenza, poi piglierà la Dama, & insieme passeggieranno un poco con fioretti spezzati, ilche fatto si volterà all'incontro è faranno per fianco alla sinistra i saltini à pie pari; gireranno poscia attorno ad essa mano, & il simile faranno à man destra, lasciandosi quiui, & andando l'uno à piè e l'altro à capo del ballo, dove all'incontro faranno altre sorti di passi per fianco, è d'intorno dall'una parte, è dall'altra; poi si tornerà à contrapassare, è si faranno altri passi col medesimo ordine, mà differenti da'secondi. Quando si finirà essa zoppa, tornerassi à ballare la gagliarda, quale finita si piglierà la Dama menandola al suo luogo, e faranno la solita riverenza dando fine al ballo con bellissima, è gentil gratia. IL FINE DEL SECONDO TRATTATO. LE GRATIE D'AMORE Trattato Terzo. HO finito quanto basta intorno alli passi è salti, è capriole, è girate sopra à un piede, & mutanze d'ogni sorte, come di sopra s'è potuto vedere; Hora me ne vengo al Trattato Terzo, & ultimo; nel quale s'insegnano le regole d'apprendere gl'atti belli, è gratiosi movimenti, e l'honorate creanze che s'aspettano cosi à Cavalieri, come alle Dame nella virtù del ballare, con la dechiaratione de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze, & à tutte le sorti de Passi, & altri movimenti più usati, che si fanno, ne i balli, & balletti, & ne Brandi all'uso di Milano è d'Italia, è come quello di Spagna è di Francia ornate di diverse belle figure. Tavola de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze & a'passi, & movimenti che intervengono ne i balli. Prima le Riverenze s'intendono per un' Rx tagliata. Le continenze per un .Cc. Li passi puntati per un' .P*. col punto. Li seguiti finti per un' .SF. Li seguiti ordinarij per un' .S. Li doppi per un' .D. Le riprese per un' .R. Li seguiti scorsi per un .SC. Li passi gravi per un' .P. Li fioretti spezzati per un' .SP. Li trabucchetti per un' .T. Li fioretti in saltino per un' .F. Tre sono le sorti delle Riverenze, cioè. Grave, minima, & semiminima. Due sono le sorti delle continenze. Grave, & minima. Due quelle delle puntate. Grave, & minima. Tre sono le sorti de i passi. Gravi, minimi, & in saltino. Otto sono li seguiti. Gravi finti al tordiglione, grave, ordinarij, co'l piede alto, spezzati, scorsi, spezzati al Canario, & battuti al Canario. Due li doppi. Grave, & minimo. Quattro sono le riprese. Grave e in sotto piede, minima, & minuita. Due sono li trabucchetti. Gravi, & minimi. Quattro sono le sorti de fioretti. Spezzati gravi, spezzati minimi, in saltino grave, & in saltino minimo. Hora di tutti questi nomi ne trattaremo à suoi luoghi; insegnando, quali debbano mandarsi à memoria, & in un'istesso tempo trattando della qualità del nome, è del vero effetto d'essi, accioche l'huomo se ne possa far'eccellente possessore; oltra di ciò, non bastando à saper le riverenze i passi i movimenti è l'attioni. Bisogna anco havere à memoria il tempo del suono, del ballare à tempo, è con gratia è misura, si che la persona stia dritta, & falda, è tutti gli altri suoi movimentti siano con bella, e gentilissima maniera, accioche ella si mostri con gesto nobile, è signorile, & insieme pieno di gravità con aspettare il tempo, andar' col tempo, è star' col tempo. Delle Riverenze, & prima delle gravi. REGOLA I. LA Riverenza si fa tenendo ben distesa la persona, & le gambe con la metà del pie sinistro più innanzi del destro, & lontano quattro dita da quello; & perche nella maggior parte de i balletti intervengono otto battute perfette di musica; che sono sedeci battute ordinarie; si ha da sapere, che nelle quattro prime battute si comincia, & si finisce tutta la riverenza, & nelle quattro ultime le due continenze, come si dirà al suo luogo, femandosi adunque come si è detto, con la faccia volta à quella della Dama; la quale con ogni affetto si deve sempre riverire, & honorare, nel primo tempo, si sta col piè sinistro innanzi, com'ho detto; nel secondo tempo si hà da tirare il piè sinistro indietro con la persona à dritta linea, talche la punta d'esso sia pari al calcagno destro, tenendolo steso in terra, e tenendo anco bene stese le gambe, è la persona; nel terzo tempo si deve inchinare la persona con allargare alquanto le ginocchia con bella gratia; nel quarto, & ultimo, deve alzarsi tornando'l piè sinistro al pari del destro. avvertendo anco, ch'ogni atto, ò movimento nel principiare de'balli, si deve fare co'l piè sinistro; Ne voglio lasciare di dire, che da molti questa riverenza vien' diversamente fatta; mà per non essere lungo, dirò solo, che questa è la più vaga, & usata d'Italia. Della Riverenza minima. REGOLA II. LA Riverenza minima, si fa in quattro mezzi tempi, cioè in quattro battute di musica; però quando si comincia la sonata si stà mezza battuta di tempo in prospettiva; nell'altra mezza battuta si tira il piede sinistro in dietro accompagnandolo, com'hò detto con la Riverenza grave alquanto con la persona, & nella terza mezza battuta si piegano con gratia le ginocchia, allargandole un poco, & nella quarta, & ultima si finisce con giungere i piedi al pari delle Riverenze semiminime, delle cascate non tratterò: poiche quà in Milano non s'usano; ma però essorto ch'ella si faccia nel modo, che si è detto di sopra nella riverenza minima, che così verrà ad essere vaghissima, & giusta. Delle due continenze gravi, & minimè. REGOLA III. LA prima continenza grave si hà da cominciare in questo modo; fatta che si haverà la Reverenza grave, la quale s'incomincia, & finisce in quattro battute perfette, di musica, & col piede sinistro; Il Cavaliero ha da muoversi al fianco sinistro per quattro dita, aggiungendo il calcagno del pie destro verso la parte di mezo del sinistro; & nel far questo atto ha da abbassarsi alquanto in giù con la persona alzandosi più gratiosamente, che potrà, come già ho detto nel fare della Riverenza grave, & pavoneggiandosi un poco verso quella parte, ove si fa; il qual effetto suol farsi con alzarsi alquanto col fianco da quella parte, ove si finisce la continenza, & non fare, com'altri sogliono, è quelli tralasciando di calare, & alzare con gratia restino à pie pari, il qual modo, è assai sgarbato, ancor che si facesse à tempo, & bene: però è da essere schiuato. La seconda continenza, che è detta minima, deve essere divisa per la metà del tempo di quella di sopra, facendosi due battute per continenza, & deve essere fatta con tutti gli atti, & modi di sopra detti. Delle puntate gravi, & ordinarie. REGOLA IIII. LA puntata grave si fa in due battute, movendo nella prima il pie sinistro, & spingendolo tanto innanzi, che passi co'l calcagno di esso alquanto per la punta del piede, & per larghezza sia distante quattro, ò cinque dita dal medesimo piede, pavoneggiandosi sempre, & poi fermandosi un pochetto. poscia nel mezo della seconda battuta muover'il pie destro, e giungerlo al pari del sinistro, & abbassandosi in giù con la persona alquanto, & alzandosi con gratia come s'è detto nella Regola del fare la riverenza grave. La puntata ordinaria detta minima, si fà nel medesimo modo, che quella di sopra, eccetto che quella si fa in due battute, & questa in una; & in quella si abbassa la persona nel giungere il pie destro al sinistro; & in questa subito giunto senza calarlo s'alza un pochetto il calcagno insieme con la persona, & questi con gratia si tornano ad abbassare. Del modo d'Imparare à fare i passi gravi ne i balletti. REGOLA V. I Passi gravi ne i balletti si fanno tutti in una battuta di tempo; movendo'l pie sinistro, & spingendolo innanzi, come a punto s'è detto della puntata grave; poi passando il pie destro, si farà il medesimo che s'è fatto del sinistro, & tutto con gratia, & vaghezza accompagnandoli alquanto con la persona, avvertendo di portare la punta de i piedi dritta, & le ginocchia ben distese. De i passi presti. REGOLA VI. I Passi presti, si fanno, come di sopra; eccetto che quelli si fanno in una battuta di tempo, & questi in meza, & presto. De i passetti firmati in saltino. REGOLA VII. I Passetti fermati si fanno, come li primi cinque passi della gagliarda, che si fa a dritta linea la differenza è, che quelli si fanno disposti, & questi un poco più piano, si farà dunque mettendo il piè sinistro innanzi un palmo lontano dal destro tre dita, con piegare, & allargare gratiosamente alquanto le ginocchia; il medesimo si haverà da fare col pie destro dando a ciascun passo'l tempo d'una battuta d'essa in gagliarda. De i seguiti, & prima del seguito grave à tordiglione. REGOLA VIII. QUesto seguito grave finto, si fa in tre passi, & nel tempo di tre battute ordinarie, facendo un passo ad ogni battuta in questo modo, trovandosi la persona in prospettiva s'ha d'alzare nella prima battuta il pie sinistro, & spingerlo mezo palmo innanzi, & altretanto distante per larghezza dal destro, & prima che l'abbassi, ha da spingerlo gratiosamente verso'l sinistro; poi ritornandolo dove ha d'abbassarlo, & ha da levare nell'istesso tempo'l destro, & questo ha da fare nella prima battuta, poi nel cominciare la seconda battuta ha d'abassare'l pie destro, & levare'l sinistro, & nell'abbassare'l sinistro, & levar'il destro far' questi effetti hor co'l ritirarsi indietro, & hora con lo spingersi gratiosamente alquanto con la persona innanzi. poi seguitando detti seguiti nella seguente battuta, si farà il medesimo col pie destro, & con questa regola seguirà a fare tanti seguiti, quanti saranno ne i balli necessari; & questi seguiti hanno preso il nome di finti; perche fingendo d'andare innanzi se ne restono per quello tempo nel loro luogo medesimo. Seguito ordinario REGOLA IX. IL seguito grave si fa similmente in tre passi, & in quattro battute ordinarie, e vero, che all'ultima battuta, si sta tutto quel spatio di tempo con la persona ferma, & si fa in questo modo; si comincia nella prima battuta col pie sinistro spingendolo in punta di piedi tanto innanzi, che col calcagno arrivi alla punta del destro, & distante circa due dita da quello. poi levando il destro alla seconda battuta, si ha da spingere innanzi, come prima si fece; poi nella terza battuta si spinge innanzi il sinistro, con l'ordine medesimo, ma però restando con ambidue li piedi piani in terra, & in questo modo ha da trattenersi, come si è detto, lo spatio della quarta battuta; poi nel principiarsi della quinta battuta, s'ha di novo a seguitare col pie destro innanzi, secondo l'ordine dato nel sinistro; avvertendo che ad ogni seguito ha con la persona d'habilirse alquanto. Seguito semidoppio REGOLA X. NEllo spatio di quattro battute ordinarie, si fa questo seguito, cominciando col pie sinistro, & nelle prime due battute facendo due passi come di sopra, & nell'altre due battute un seguito spezzato, principiandolo col pie sinistro, & accompagnando ciascun passo, & seguito con quella gratia, & leggiadria che a simili effetti si ricercano. Del seguito col piede alto alla battuta. REGOLA XI. IL seguito col piede alto alla battuta si fa in quattro battute in questo modo; alla prima battuta si fa un passo col pie sinistro, alla seconda un'altro passo col destro, alla terza un'altro passo, piegando ad un tempo amendue le ginocchia, & alla quarta battuta si fa un zopetto col pie sinistro, alzando gratiosamente il destro indietro; poi incominciando col pie destro s'hanno da seguitare i detti seguiti. Questo seguito si finisse in due modi; nel primo, come si è detto di sopra; nel secondo si fanno i detti passi; poi nel fine si fa il saltino col pie destro innanzi alto con gratia è decoro. Del seguito spezzato. REGOLA XII. SI fa questo seguito spezzato in due battute ordinarie in questo modo, prima trovandosi la persona a pie pari, nella prima battuta ha da spingere il pie sinistro mezo palmo innanzi, & due dita distante dal destro, tenendolo ben in terra spianato. poi nel cominciare la seconda battuta, ha da muovere il pie destro con alzare prima il calcagno, & con la punta d'esso ha d'avvicinarlo al calcagno del pie sinistro, & nel tempo medesimo, che mette in terra la punta del destro, ha da levare amendue i calcagni, & la persona insieme alquanto, poi nel fine della battuta ha d'abbassare insieme con la persona il calcagno del sinistro, poi nel cominciare la terza battuta, ha da passare innanzi col destro, nel modo c'ha fatto col sinistro, & questo seguito è detto spezzato ; perche nel tempo, che si fa'l seguito ordinario spezzandolo, se ne fanno due de i sopradetti. Del seguito scorso. REGOLA XIII. SI fanno questi seguiti scorsi in otto meze battute, & in otto passetti presti è minuti in questo modo; trovandosi la persona ha da cominciare à levare il piè sinistro, o'l destro secondo che si converrà ne i balli, & far un mezo passo innanzi in punta di piedi leggiermente, talche la dama non faccia, che nel muoversi si oda il rumore della pianella, & portando la persona dritta col pavoneggiarsi alquanto cioè, che'l piè sinistro, ò destro, che prima si muoverà, non passi la punta di quel piede, alla metà dell'altro; distante due dita l'uno dall'altro, & ad ogni battuta facendo due passetti presti nel modo detto; & cosi seguendo insin'al numero di otto; i quali si finiranno in quattro battute ordinarie, avvertendo ogn'uno di muovere i piedi leggiermente, & sopra tutto che la dama non faccia rumore con le pianelle nel metterli in terra, & di portare la persona dritta con agilità, & gratia. Del seguito battuto al canario. REGOLA XIIII. OGni seguito battuto si fa in una battuta ordinaria in questo modo, cioè. Prima movendo'l piè sinistro, e levandolo con la punta, ha da stirarlo alquanto innanzi col calcagno. poi subito mettendo la punta del detto piede in terra ha da schisciarla nel luogo medesimo indietro tenendo alzato il calcagno di quello; Ultimamente ha da spingerlo innanzi sin'a mezo'l piè destro tenendolo in terra spianato, & nel porlo in terra battendolo, com'a punto si fa quando si calzano le scarpe; poi seguendo a far detti seguiti col piè destro; si farà'l medesimo, che s'è fatto del sinistro, & in questi seguiti, & in ogn'altra attione ò movimento nel ballo del canario la persona ha sempre da battere i piedi talmente che si comprenda da gli astanti che le battute hanno fatte con misura, & con arte, dal qual battere di piedi questi seguiti hanno preso'l nome di battute. Del seguito spezzato al canario. REGOLA XV. QUesti seguiti si fanno in due battute ordinarie in questo modo; trovandosi la persona a piè pari ha da muovere il piè sinistro, & senza punta levarlo da terra; ma schisciandolo ò come voglian dire strascinandolo per terra ha da spingerlo tanto innanzi, che co'l calcagno di esso giunga quasi alla fine della punta del destro, & distante da quello uno, ò due dita in circa; poi movendo'l piè destro ha da spingerlo quasi sino a mezo'l piè sinistro; ma levando'l calcagno solo con la punta dinanzi, ò palmo di quello ha da schisciarlo; poi seguendo à schisciare un'altra volta'l sinistro l'hà da spingere la seconda volta alquanto più innanzi del destro, & muovendo'l piè destro la seconda volta; ha poi da spingerlo quasi al fine del sinistro, come da principio fece co'l sinistro; quasi alla fine del destro, & in questo modo haurà da seguitare detti seguiti; facendone tanti, quanti bisogneranno & pavoneggiando alquanto la persona, ha da tenere le gambe ben distese avvertendo che nel cominciare'l secondo passo ha d'alzarsi & abbassarsi alquanto con la vita; ma con gratia. E questi seguiti si dimandano schisciati; perche nel farli sempre si schisciano, ò tirano dietro i piedi. Del modo del fare i dopij, & prima del doppio grave. REGOLA XVI. IL doppio grave si fa nello spacio di due battute co'l fare tre passi gravi, cominciandoli co'l piè sinistro, & aggiungendo al quarto passo il piè destro, e piegando un poco le ginocchia ogni volta che si giungeranno al pari, & alzando, & abbassando poi con gratia alquanto le calcagna, e i piedi, & sempre portando la persona dritta con leggiadria, avertendo di mover sempre, ò innanzi, ò indietro quel piede che si giunge al pari nella maniera, che si dirà nel secondo trattato, dove si mostrerà'l modo di far leggiadramente i balli. Del doppio minimo. REGOLA XVII. IL doppio minimo si fa nel medesimo modo, che'l doppio grave; la metà del tempo più presto d'esso però i passi si faranno più presto. Del modo di fare la ripresa grave. REGOLA XVIII. LE riprese gravi si fanno trovandosi la persona à piè pari, e movendo prima'l piè sinistro per fianco quattro dita distanti dal destro, & dopò levando alquanto amendue le calcagna; poi giungendo'l destro al sinistro gli hà da calare amendue insieme, & ad ogni battuta perfetta s'ha da far una ripresa, come si può vedere nella musica; facendone più, & meno, secondo, che si troverà ne i balli. Della ripresa in sottopiede. REGOLA XIX. LA ripresa in sottopiede s'hà da fare trovandosi col piè sinistro alto innanzi, nel calare esso piede s'alzera'l destro indietro e col detto si porrà la punta al calcagno del sinistro; & esso s'alzerà, e questo e uno sottopiede, se ne faranno poi quanti fara bisogno alli balletti, avvertendo che questi passi si faranno con un poco d'un saltivo. Della ripresa minima. REGOLA XX. LA ripresa minima si ha da fare nel tempo d'una battuta minima, come si dimostra: però sminuendola; il che si fa con tenere il piè sinistro due, o tre dita più innanzi del destro, & due dita sole distante da quello; amendue spianati in terra. poi s'hanno da muovere insieme le calcagna verso la parte sinistra ò destra, s'habbia da fare, & doppo quelli le farete co'l medesimo ordine precedendo à farne tanti, quanti comanderà'l ballo avvertendo à tener le gambe ben distese, & la persona dritta senza far alcuno movimento di mano, ò di testa. Della ripresa minuita. REGOLA XXI. LA ripresa minuita delle dame si fa in questo modo stando con amendue i piè pari con le calcagna appresso un dito, & le punte de'piedi discoste quattro l'uno dall'altro: poi si giungeranno tutte due le punte de i piedi al pari, & allargando altretanto le calcagna si farà'l medesimo giungendo esse calcagna, & allargando le punte, & queste si faranno quattro volte alla sinistra con prestezza, avvertendo, che s'hà da stare con la persona dritta tenendo bene spianati i piedi in terra, & non muoverà altro, che li piedi soli, & così farà bella, è gratiosa vista, questa ripresa con li piedi pari ha preso questo nome di minuita. Del modo di fare il trabuchetto grave. REGOLA XXII. SI fa'l trabocchetto grave in questo modo cioè trovandosi la persona à piè pari hà d'allargare per fianco in modo di saltetto il piè sinistro un palmo lontano dal destro, & nel tempo medesimo che'l sinistro si posa in terra; s'ha da levar il destro, giungendolo intorno a due dita vicino al sinistro, leggiermente in punta di piedi tenendo ambedue le gambe ben distese, non toccando però con esso piè destro la terra; poi ritirando'l pie destro al luogo, dove si trovaua; s'hà da ritornare col sinistro a far l'effetto, c'haurà fatto col destro avvertendo di pavoneggiarsi alquanto ad ogni trabucchetto, & farlo con agilità, & destrezza di vita, & schivando di farlo com'altri costumano; i quali doppo che hanno nel principio fatto'l saltetto col pie sinistro, nell'accompagnare, com'hò detto'l destro a quello; lo tirano con la punta del piede tanto sgarbatamente dietro al sinistro che paiono più tosto tirar calci, che altro, & il medesimo faranno poi col sinistro dal qual difetto è da guardarsi, & chi l'usa doveria correggersi, & emendarsene; il tempo di ciascun di questi trabucchetti è una battuta perfetta di musica. Del trabocchetto minimo. REGOLA XXIII. IL trabocchetto minimo, hà da essere fatto nella medesima maniera, che'l grave, eccetto che'l tempo di questo non e', se non per la metà dell'altro; onde dove in una battutta perfetta di tempo si farà un trabocchetto grave; nella medesima battuta hanno da farsene due, & questo basti, quanto a i trabocchetti. Del modo di fare il fioretto ordinario alli balletti. REGOLA XXIIII. IL fioretto ordinario alli balletti s'hà da fare non alto da terra, ma piano e sodo, levando'l piè sinistro alto quattro dita da terra, & spingendolo innanzi alla punta del destro; ma distante da quello due dita con le ginocchia distese; poi ad un tempo istesso, levandosi alquanto con la persona fatto un balzetto; ha da trovarsi col piè sinistro, dove prima l'haveva, & co'l destro tanto innanzi, che'l calcagno sia vicino alla punta del sinistro, & distante due dita da quello, & in punta di piedi; poi levando'l sinistro, ha da porlo nel luogo del destro; il quale ha da alzarsi, come fece del sinistro, quando cominciò'l detto fioretto, & ha da tener il medesimo ordine, che tiene del sinistro, con ornare la vita; & con andare agile, e leggiero, e con posare il piede in terra spianato; il tempo di ciascun di questi fioretti si farà in una battuta minima, de gl'altri fioretti diversi non ne tratterò per non essere lungo; poiche a bastanza n'ho discorso nella regola de'fioretti alla gagliarda. Del fioretto battuto al Canario. REGOLA XXV. ALzando il piè sinistro inanzi distante dal destro, intorno a cinque dita, & tutto ad un tempo si farà un zoppetto, col destro; poi calando al medesimo luogo dove si troverà alzato; si daranno quattro battute preste di piedi; la prima con l'istesso piede, quando si cala; la seconda col destro; la terza col sinistro, & l'ultima col destro alzando ancora'l sinistro; il quale poi calando a mezo'l piè destro s'alzarà subito il destro con la medesima distanza, & altezza, che si fece prima col sinistro poi calando si daranno altre quattro battute, restando all'ultima'l destro inarborato, come di sopra si dice del sinistro; & questi due fioretti fatti un col sinistro; & l'altro co'l destro si faranno nel tempo di quattro battute minime di musica. Poiche a bastanza nelle regole precedenti della terza parte, habbiamo dichiarato se i nomi brevi alle Rx. & passi, & gli effetti di tutti gli atti, & movimenti, che spettano a i Cavalieri, & alle dame nell'uso de i balli, come anche le creanze, che ad amendue ne'medesimi convengono; resta hora solamente a dar'principio ad insegnare, come detti balli più agevolmente possano impararsi; Tratterò adunque prima d'alcuni avvertimenti che sono necessarij ad essi balli. Avvertimenti à dubij, che sogliono occorrere nel ballare balletti, & fare gli altri movimenti, che sono necessarij à gli altri balli di più forte. PRimo Avvertimento; come si piglierà la mano ordinaria alla dama, nel cominciare essi balli, si piglierà la sinistra; come si farà .Rx. senza dire altro ella si farà col piè sinistro; come si comincieranno a fare tutte l'altre sorti di passi, che si fanno a detti balli; si principieranno col detto piè sinistro; poi si seguiteranno detti passi di mano in mano col piè destro, & all'incontro come si cominciarà col piè destro si seguiterà col sinistro, col medesimo ordine, s'ha sempre da seguitare questa regola, accioche i detti passi che si fanno in essi balli, siano giusti, & si facciano con l'un piede, & con l'altro, con quella miglior gratia, & decoro, che più si saprà. Secondo Avvertimento, havendo il cavaliero pigliato la dama per la mano, overo stando all'incontro d'essa senza pigliarla mentre fanno insieme le R. si volteranno a faccia a faccia, e mentre faranno inchinati si volteranno un poco al incontro a gl'assistenti salutandoli col finire, la .Rx. leggiadramente. Terzo Avvertimento, quando'l cavaliero lascierà le mani della sua dama si caverà la berretta, è faranno sempre insieme un pocho d'inchino in foggia d'una mezza R. col piede che resta in dietro nel finire il tempo della cadenza per honorarsi l'un l'altro. Quarto Avvertimento, nel passare il cavaliero, è la dama l'uno al luogo dell'altro s'ha sempre da pigliare un poco di volta a mano sinistra a modo di due mezzi circoli poi a mezzo'l ballo nel pigliar la mano, o'l braccio alla dama, ò senza pigliarsi come faranno all'incontro, si farà la mezza .Rx. & nell'andare l'uno al luogo dell'altro si volteranno un poco alla sinistra quasi in quella medesima guisa, come se volessero fare la lettera .S. per far ciò con quella gratia, che si convie ne voltandosi nel finire i passi sempre a faccia, a faccia, & avvertendo che tutti i passi andando innanzi, ò intorno, ò per fianco hanno d'andare sempre con i piedi discosto due dita l'uno dall'altro, & nell'andare innanzi con essi passi si faranno più presto un puoco più corti che lunghi, e ne gli altri movimenti, che si fanno insieme s'ha sempre da stare all'incontro, ò al pari secondo l'occorenza de balli, poi finirli sempre dove si sono principiati i detti balli, Avvertendo che la medesima regola si deve sempre tenere con gl'altri balli, cioè, a trè è due cavalieri con una dama in mezzo, & poi in quadrangolo due cavalieri, & due dame, & con altri quattro, cioè un cavalier, & una dama a capo, l'altro cavalier, & la dama, a piè del ballo, & in più numero di cavalieri e di dame, come si dità al suo luogo, questo basti al mio giudicio, intorno a gl'avertimenti detti di sopra. Hora me ne vengo a dar principio ad insegnar con che modo, e gratia, e gravità, e leggiadria debbono i cavalieri, e le dame ballare insieme essi balli, e balletti, e brandi, che si contengono nell'ultimo mio trattato, adunque il primo ballo che si farà, farà lo Spagnoletto. BALLETTO A QUATTRO DELL'AUTTORE detto lo Spagnoletto, ballano due cavalieri, & due dame. In gratia dell'Illustrissima, & Eccellentissima Signora patrona mia sempre osservandissima, la Signora Donna Giovanna della Lama, Duchessa Dalborquerque Governatrice di Milano. PRIMA PARTE. TUtti quattro si fermano in mezo del ballo in quadrangolo come si vede nella presente figura; fanno insieme la .Rx. breve in saltino, un .S. due fioretti .SP. un .S. andando attorno à man sinistra, e voltandosi à faccia à faccia fanno insieme tre sottopiedi per fianco alla sinistra, e la cadenza sopra esso piede, uno .T. sopra il destro, uno .S. in volta alla sinistra; tre sottopiedi uno .T. e uno .S. per fianco intorno alla destra con esso piede; fanno insieme due .P. indietro rivolgendosi'l fianco destro & il sinistro, uno .S. innanzi co'l sinistro due .P. indietro co'l destro, come prima. uno .S. co'l detto, stando tutti al suo luogo. Questi sottopiedi per fianco e .T. e .S. intorno si fanno in tutte le parti del ballo, con li due passi in dietro, e il seguito innanzi come di sopra. SECONDA PARTE. LE dame solo fanno due passi gravi e uno .S. innanzi col sinistro due .SP. uno .S. intorno alla destra, tre sottopiedi per fianco, uno .S. intorno alla sinistra, si fa altre tanto alla destra; tutti insieme fanno li .P. indietro uno .S. innanzi, come di sopra con un piede, & con l'altro il medesimo che hanno fatto le dame, fanno i cavalieri soli eccetto li .P. indietro, & .S. innanzi che si fanno tutti insieme. TERZA PARTE. TUtti insieme fanno due .SP. uno .S. con il sinistro, e due .SP. uno .S. co'l destro andando attorno alla sinistra, e voltandosi à faccia à faccia fanno insieme li sottopiedi, & il .S. intorno alla sinistra, & alla destra fanno insieme li .P. indietro, & il .S. innanzi le due volte, come di sopra. QUARTA PARTE. LE dame sole fanno, alla sinistra, voltandosi il fianco destro due .P. due .T. uno .S. co'l sinistro fanno li .P. & il .S. co'l destro rivolgendo'l fianco sinistro, e tornando al suo luogo fanno i sottopiedi, & il .S. intorno alla sinistra; & il medesimo alla destra. Fanno tutti insieme li .P. indietro e'l .S. innanzi due volte, come prima; li cavalieri soli fanno la medesima parte, c'hanno fatto le dame, & insieme li duoi .P. indietro, & il .S. innanzi due volte come prima. QUINTA PARTE. I Cavalieri pigliano le lor dame per il braccio destro, è fanno due .SP. & uno .S. co'l sinistro in volta alla destra e voltando à faccia à faccia pigliand'il braccio sinistro dell'altra dama, è fanno due .SP. è uno .S. in volta alla sinistra, e tornando al suo luogo fanno insieme i sottopiedi, & li .S. intorno, & li .P. indietro, & .S. innanzi due volte, come di sopra. doppò fanno insieme la .Rx. & si finisce gratiosamente'l ballo. La Musica della sonata con l'intavolatura di liuto della Spagnoletto. E tre parti di suono, & si fanno due volte per parte insino al fine del ballo. BALLETTO A QUATTRO DETTO IL VILLANICCO, messo in uso dall'Auttore, ballano due Cavalieri, & due dame. In gratia dell'Illustrissima Signora, la Signora Aluigia Doria è Marina, Marchesa di Castel Nuovo. PRIMA PARTE. TUtti quattro si fermano in quadrangolo in mezo'l ballo, come si vede nelle figure; e fanno insieme la .Rx. grave, tre .S. andando intorno à man sinistra cominciando col detto piede, e voltandosi à faccia à faccia si fanno quattro .P. fermi in saltino co'l piè destro, due fioretti .SP. uno .S. intorno alla destra con esso piede, e la cadenza col sinistro. SECONDA PARTE. TUtti insieme fanno cinque .S. attorno alla sinistra, e voltandosi à faccia à faccia fanno i quattro .P. fermi in saltino co'l piè destro, è due .SP. & uno .S. intorno alla destra con esso piede; avvertendo che sempre han da voltarsi à faccia à faccia, nel pigliarsi'l braccio, e nel lasciarlo s'ha sempre da far un poco d'inchino. TERZA PARTE. I Cavalieri soli fanno due .P. gravi, e uno .S. innanzi, l'uno contra l'altro co'l sinistro uno .P*. indietro col destro, due .Cc. brevi; una R. alla destra, è cadenza co'l detto piede, si fanno li quattro .P. fermi in saltino, due .SP. uno .S. attorno à man destra come di sopra con esso piede, le dame sole fanno la medesima mutanza c'hanno fatto i cavalieri. QUARTA PARTE. IL Cavaliero, che guida'l ballo, piglia la sua dama per lo braccio destro, è fanno due .S. attorno à man destra col piè sinistro, e tornando al suo luogo si lasciano con un poco d'inchino, e fanno due .S. intorno alla sinistra, e voltandosi à faccia à faccia fanno due .R. alla sinistra, & alla destra. due .S. intorno alla sinistra. la dama si ferma; il cavaliero, che guida piglia l'altra dama per il braccio destro, è fanno i medesimi .S. come li primi, e tornando al suo luogo si fanno due .S. uno innanzi, l'altro indietro, è li due .S. intorno alla sinistra. si balla poi due volte per persona; una fanno la .R. per fianco all'incontro, & l'altra l'uno contra l'altro li due .S. la dama, ch'e a man destra fa altretanto con gl'altri due cavalieri, com'ha fatto'l detto una volta per ciascuno tornando sempre ogn'uno al suo luogo il cavaliero che seguita fa'l medesimo. L'ultima dama, come ha fatto la prima parte, cioè pigliato'l braccio al suo cavaliero si pigliano tutti quattro insieme per lo braccio e fanno la medesima parte poi li detti pigliano, l'altra dama, e fanno la detta parte, che s'è fatta tornando ogn'uno al suo luogo. QUINTA PARTE. TUtti insieme fanno due .P. gravi & uno .S. andando a man sinistra co'l detto piede si voltano à faccia à faccia, e fanno due .P. e uno .S. alla destra tornando al suo luogo ogn'uno. SESTA PARTE. TUtti insieme fanno la medesima mutanza, che fecero i cavalieri soli, & poi le dame, cioè quella de andare avanti; e ritirarsi a dietro con quello, che seguita, sino al fine della mutanza. poi fanno insieme la .Rx. & si finisce con bel modo'l ballo. Essendo questo ballo di buona conversatione, è piacciuto; si suol ballare con più cavalieri; è dame; mà più breve doppo havere fatte tutti insieme le due prime parti, e poi li cavalieri soli fatta la terza parte, & le dame fatto il medesimo, il cavaliero, che guida il ballo, piglia la sua dama per il braccio destro, è fanno le medesime attioni, che si sono fatte nel primo ballo; l'altro, che seguita a mano destra fa altre tanto; & cosi fanno una volta per ciascuno poi fornite queste fanno due volte tutti insieme le medesime attioni, cioè scambiando la prima volta la dama; & la seconda pigliano la sua dama, è fanno insieme quello che si è fatto nel fine del detto ballo finendolo con gentil maniera. La musica della sonata con l'intavolatura di liuto del Villanicco. E una parte sola, è si fa sempre sino al fine del ballo. LA BARRIERA MESSA IN USO IN MILANO dall'Auttore, si balla in due, & in più persone. In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Antonia Somaglia, è Visconte. PRIMA PARTE. IL Cavaliero si ferma à man destra della dama, e volgendosi à faccia à faccia piglia con la sinistra la man destra della dama, come dimostrano le figure, e fanno la .Rx. grave, due .Cc. alla sinistra, & alla destra, due .S. il Cavaliero và al luogo della dama, & essa voltandosi alla destra và al luogo di lui, è si pigliano le mani ordinarie, è fanno la .Rx. grave. SECONDA PARTE. FAnno insieme co'l sinistro andando innanzi due .P*. è quattro .P. gravi, uno .S & una .R. co'l destro, è due .Cc. andando à piè del ballo, e volgendo la faccia à capo del ballo questi due .P*. è .P. è .S. .R. e .Cc. si fanno tre volte la prima, come si è detto, la seconda si torna in capo del ballo, la terza si và à piedi; ma in cambio delle due Cc. fanno la .Rx. grave, è questi sono tre parti. QUINTA PARTE. LAsciano la mano, e pigliano la destra, e fanno li due .P*. e si lasciano il Cavaliero và à capo del ballo, e voltando alla sinistra fanno li medesimi altri .P. che si sono fatti cominciando co'l sinistro; la dama in quel tempo volta alla detta mano è fa altretanto, e rivolti à faccia à faccia fanno la .Rx. insieme. SESTA PARTE. IL Cavaliero fà co'l sinistro quattro fioretti .SP. innanzi à rimpetto della dama. doppo alza con un saltino'l piè sinistro, e volgendo'l fianco destro, fa la meza .Rx. con esso piede, cavandosi la berretta; poi alza il detto co'l saltino, è fa meza .Rx. co'l sinistro, e volgendo esso fianco si fanno quattro .SP. indietro fiancheggiando; fanno insieme la .Rx. grave, è la dama fà il medesimo, c'ha fatto il Cavaliero è fanno poi la .Rx. insieme. Avertasi che questa parte si fa due volte perche serue per la sesta & settima. OTTAVA PARTE. Mutatione della sonata. FAnno insieme due .D. uno alla sinistra, per fianco col medesimo piede, & l'altro alla destra co'l detto piede due .P*. innanzi, l'uno contra l'altro, due .S. uno indietro, l'altro innanzi, toccando ambedue le mani della dama con un poco d'inchino e si fanno quattro .SP. indietro fiancheggiando due .S. involta alla sinistra, e fanno li medesimi .D. e li .P. e li .S. che si sono fatti, e la dama tocca ambe le mani al cavaliero, e fanno li .SP. indietro, & la Rx. Mutatione della sonata. NONA PARTE. FAnno insieme all'incontro co'l sinistro quattro .SP. & quattro .Cc. brevi in saltino, la prima alla sinistra dando il cavaliero sopra le mani della dama; la seconda la dama da sopra la mano di lui, la terza, si da con la destra, l'altra con la sinistra, e fanno due .Cc. gravi poscia pigliano la man destra, è fanno la .Rx. grave. DECIMA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. LAsciata la mano fanno insieme quattro .S. in gagliarda col sinistro, andando indietro fiancheggiando; poi fanno quattro .S. due intorno ad essa mano, & due intorno alla destra; e volgendosi à faccia à faccia, fanno quattro .SP. all'incontro fiancheggiando, e contrapassandosi un poco fanno due .S. la dama si volge alla destra, e và in capo del ballo, & il cavaliero volta alla sinistra, & và a pigliarle la mano, è fanno la .Rx. insieme dando fine al ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Barrera. La prima parte si fa sette volte, la seconda due volte, la terza una volta, la quarta due volte, & la quinta parte una volta, e si finisce il ballo. IL BRANDO GENTILE DELL'AUTTORE, SI BALLA IN quattro, due Cavalieri, & due dame. In gratia dell'Illustre Signora la Signora Clara Settala è Carcana. PRIMA PARTE. TUtti quattro si fermano à mezo'l ballo, in quadrangolo come dimo strano le figure; e fanno insieme la .Rx. breve, due saltini alla sinistra, e alla destra, uno .S. attorno alla sinistra, e pigliano amendue le mani delle lor dame con un poco d'inchino, e fanno due battute in saltino col piè destro, è col sinistro con un saltino à piè pari, queste battute, & il saltino si fanno nel fine à tutte ueste prime parti del brando. SECONDA PARTE. FAnno insieme per fianco alla sinistra, un .P. è un sottopiede, & un saltino in ripresa e fanno'l medesimo per fianco alla destra, è poi un .S. intorno alla sinistra; pigliano ambidue le mani dell'altra dama, e fanno le battute col saltino, come s'è già fatto di sopra co'l saltino à piè pari. TERZA PARTE. FAnno insieme andando attorno à man sinistra quattro. SP. tornando al suo luogo. poi si fà un .S. intorno alla sinistra senza pigliar le mani, e volgendosi à faccia à faccia fanno le battute, come di sopra col saltino. QUARTA PARTE. FAnno insieme due .R. alla sinistra, & alla destra un .S. intorno alla sinistra, e si pigliano tutte quattro per amendue le mani, e fanno le battute, come di sopra col saltino. Mutation della sonata. QUINTA PARTE. FAnno insieme quattro .S. due andando alla sinistra, & due volgendosi per di fuori, e tornando al suo luogo, faranno un .S. col sinistro, l'uno contra l'altro, voltando esso fianco un saltino sopra detto piede col destro indietro alto uno sottopiede, e con esso un saltino col sinistro alto, è due .P. intorno alla detta mano, uno con esso piede, l'altro col destro, è poi la cadenza con un saltino a piè pari. questi .S. è i saltini è li .P. intorno si fanno nel fine di tutte queste quattro parti. SESTA PARTE. I Cavalieri pigliano la man destra della lor dama, e fanno due .S. un passando al luogo dell'altro, e volgendosi à faccia à faccia, poi fanno l'altro .S. pigliando la man sinistra tornando al suo luogo. si lasciano i cavalieri, e fanno due .S. intorno alla sinistra, le dame nel medesimo tempo fanno due .R. alla sinistra, & alla destra, e fanno insieme li S. e li saltini & li .P. intorno, come s'è fatto di sopra. SETTIMA PARTE. I Cavalieri pigliano la mano destra dell'altra dama è fanno insieme i medesimi .S. passando l'uno al luogo dell'altro; poi pigliano la man sinistra tornando al suo luogo è li detti fanno due .R. alla sinistra, & alla destra. è le dame nel medesimo tempo fanno due .S. intorno alla sinistra è fanno insieme il .S. & i saltini, & li .P. intorno, come s'è fatto di sopra. OTTAVA PARTE. FAnno insieme due .S. uno contra l'altro andando innanzi, è l'altro .S. intorno alla sinistra; è si fanno poi quattro .SP. un poco indietro; l'uno contra l'altro fiancheggiando e fanno il .S. & li saltini, & li .P. intorno, come s'e fatto di sopra. Mutatione della sonata. NONA PARTE. I Cavalieri soli faranno due .R. alla sinistra è alla destra due .P. è un saltino à piè pari intorno alla sinistra, tre .P. un indietro, & due innanzi col detto piede, due .T. uno sopra à esso, & l'altro sopra il piè destro. due .P. è un saltino, come s'è fatto, intorno alla sinistra col detto piede; le dame sole faranno le medesime .R. & l'attioni che s'è già fatta di sopra con alzar un poco la vita incambio de saltini. Mutatione della sonata. DECIMA PARTE. I Cavalieri faranno due .P*. uno innanzi col sinistro voltando esso fianco, l'altro indietro col piè destro, due .S. un voltando'l detto fianco, & l'altro .S. voltando il sinistro fanno quattro .SP. intorno à essa man sinistra; le dame sole faranno i medesimi .P*. e li .S. & li .SP. che si sono fatti di sopra. Mutatione della sonata. UNDECIMA PARTE. I Cavalieri pigliano amendue le mani delle loro dame, e fanno una .R. di quattro saltini col sinistro girando attorno à essa mano, & andando l'uno al luogo dell'altro, è fanno poi quattro .T. su'l piè destro, & su'l sinistro poi si ritorna à fare la .R. alla mano destra col detto piede tornando al suo luogo è fanno li. T. come di sopra col sinistro. Mutatione della sonata. DUODECIMA PARTE. I Cavalieri soli faranno due saltini, uno alla sinistra, è l'altro alla destra, due .S. l'uno passando al luogo dell'altro, e voltandosi à faccia à faccia fanno un poco d'inchino all'altra dama, poi tornando al suo luogo è con l'altro .S. fanno un'altro poco d'inchino alla sua dama, e fanno tutti insieme due .S. intorno alla sinistra; le dame sole fanno i saltini è li .S. come si è fatto di sopra, & tutti insieme fanno li .S. intorno al suo luogo. Mutatione della sonata nella prima parte. DECIMA TERZA PARTE. I Cavalieri pigliano la man destra della lor dama, passando nel mezo. poi pigliano la sinistra dall'altra passando per di fuori, e fanno quattro .SP. è due .S. in treccia pigliando le mani quattro volte, e ritornando ogn'uno al suo luogo. DECIMA QUARTA PARTE. FAnno insieme uno .P. è uno sottopiede, è uno saltino in .R. per fianco alla sinistra, e si fa altretanto dalla destra; fanno due .SP. indietro fiancheggiando, l'uno contra l'altro, & uno .S. innanzi col piè sinistro. poi faranno insieme la .Rx. con finire gratiosamente'l ballo &c. La Musica della sonata con l'Intavolatura del liuto del Brando gentile. La prima parte, si fa quattro volte, la seconda quattro, la terza due, la quarta due, la quinta due, la sesta due volte poi si torna à far due volte la prima parte, & si finisce il Brando. PAVANIGLIA ALLA ROMANA MESSA IN USO Dall'Autore, si balla in due, In gratia dell'Illustriss. Sig. Patrona mia sempre osservandiss. la Sig. Donna Isabella figliuola dell'Eccellentiss. Sig. Don Alvaro de Sandi, Governator è Castellano di Milano. PRIMA PARTE. SI fermano in capo del ballo voltati à faccia come si vede nel presente dissegno è fanno la .Rx. grave, de tre tempi, & due .Cc. alla sinistra, & alla destra, poi si fa un .P. innanzi col piede sinistro alto, e una botta sopra la gamba destra, è la cadenza è un sottopiede col sinistro, & due .P. fermi in saltini è la cadenza à piè pari col piè destro. Avvertendo che questi ultimi due .P. è la cadenza à piè pari, si fanno in fine di tutte le parti d'essa Pavaniglia, eccetto l'ultima parte, che si fà poi in cambio d'essi, la .Rx. grave. SECONDA PARTE. FAnno insieme un .P*. grave andando innanzi col piè sinistro, è un .P. col destro & un'altro .P. innanzi col piede sinistro alto è una botta sopra la gamba destra, è la cadenza, & un sottopiede col sinistro al piè destro. Avvertendo che nel cominciare tutte l'altre parti che seguono di essa Pavaniglia si han sempre prima da far tutti li .P. è sottopiedi, che si sono già fatti di sopra, cominciando con un piede, & con l'altro si fà poi col piè destro otto fioretti andando innanzi è la cadenza col piè destro, voltando la dama all'incontro con allargar un poco le ginocchie, poi si fanno li due .P. in saltino è la cadenza à piè pari col destro, doppo si fà col piè destro la medesima parte in dietro tornando al suo luogo, poi fanno li due .P. è la cadenza col sinistro come di sopra. TERZA PARTE. FAnno insieme il .P*. è il .P. grave, & il .P. alto col sinistro è una botta sopra la gamba destra col sinistro è il sottopiede al piè destro, è la cadenza con esso piede voltando il viso alla dama, poi fanno due balzetti minuti à piè pari per fianco alla sinistra, andando innanzi à piè del ballo, & due passetti uno col piè sinistro alto, è l'altro col piè destro, questi balzetti con i passetti si faranno tre volte, & l'ultima si fa poi un .P. col piè destro alto, & due ricacciate una con esso piede, è l'altra col sinistro è la cadenza col piè destro doppio si fanno li due .P. è la cadenza come di sopra, la dama fà il medesimo, eccetto che ha di principiare questa parte col piè destro, & in luogo delle ricacciate farà due .P. gravi un poco indietro, & la cadenza con li due .P. come di sopra, poi faranno ambidue un'altra volta la medesima parte, tornando al suo luogo sempre per fianco, principiando il cavaliero col piè destro, & la dama col sinistro doppo li .P. è la cadenza à piè pari come di sopra col sinistro. QUARTA PARTE. FAranno insieme il .P*. è il .P. grave & il .P. alto col sinistro è la botta sopra la gamba destra è la cadenza è il sottopiede col sinistro, è poi la cadenza col piè destro dopoi faranno due saltini à piè pari per fianco alla sinistra, & poi tre .T. alla sinistra, & alla destra, & un sottopiede col detto è la cadenza col sinistro, poi fanno altretanto per fianco alla destra con esso piede, dapoi si fanno li due .P. è la cadenza à piè pari come di sopra, poi si farà la medesima parte, cominciando col piè destro, & li ultimi .P. si fanno col piè sinistro. QUINTA PARTE. FAranno insieme un .P*. & il .P. grave, & il .P. alto col piè sinistro è la botta sopra la gamba destra, è il sottopiede col sinistro, alzando il destro, è con esso si farà otto fioretti, si lasciano le mani à mezo'l ballo con un poco d'inchino, la dama si volta alla destra è torna à capo del ballo, il cavaliero volta anch'esso alla sinistra, & và à piè del ballo, poi fanno insieme all'incontro la cadenza; poi si farà li ultimi .P. come di sopra col piè destro. SESTA PARTE. FAranno insieme il .P*. & il .P. grave, & il .P. alto col piè sinistro, è la botta sopra la gamba destra è il sottopiede, è la cadenza col sinistro un .P. alto col piè destro, & tre sottopiedi col sinistro per fianco alla destra un saltino sopra il piè destro alzando'l piè sinistro innanzi poi si fa altri tre sottopiedi per fianco alla sinistra col piè destro, & un saltino sopra'l sinistro, alzando'l piè destro innanzi, & un saltino sopra esso piede, due botte indietro è innanzi, è un saltino sopra'l sinistro, è due botte indietro è innanzi è la cadenza col piè destro, poi si fà li due ultimi .P. è la cadenza col piè destro, si torna à far questa medesima parte un'altra volta cominciando col piè destro, & li due ultimi .P. è la cadenza si fà col piè sinistro. SETTIMA PARTE. FAranno insieme il .P*. il .P. grave, & il .P. alto col piè sinistro è la botta sopra la gamba destra, è la cadenza col sinistro, con esso un sottopiede al piè destro è con il detto si fà un fioretto contratempo alla sinistra, voltando il fianco destro è una botta innanzi col sinistro alto un P. innanzi col destro, è un fioretto col detto è due .P. è la cadenza col sinistro, voltandosi essò fianco, poi si fa il fioretto contratempo alla destra, è una botta innanzi col piè destro alto è un .P. innanzi col sinistro è un fioretto col destro, è due .P. è la cadenza con esso piede, poi si fà li due .P. ultimi come di sopra col detto piede, poi la dama in cambio di fare li fioretti contratempo, farà per fianco alla sinistra tre battute col piè destro, doppo si voltarano il fianco sinistro, è farà una battuta è un .P. innanzi, ponendo il piè sinistro in terra, è un sottopiè con esso, è la cadenza col destro è col detto piede si fà li ultimi .P. come di sopra, si fà poi altretanto, cominciando col piè destro & li ultimi .P. si fanno col sinistro. OTTAVA PARTE. FAranno insieme il .P*. il .P. grave & il .P. alto col sinistro è la botta sopra la gamba destra, è il sottopiede col sinistro, voltando il fianco destro, si fà poi altri due sottopiedi, uno col destro, voltandosi il fianco sinistro, è l'altro con esso piede, voltando il fianco destro, contrapassandosi un poco innanzi dalla banda sinistra della dama, fanno un saltino col piè destro alto, è due .P. intorno alla destra uno col detto piede, l'altro col sinistro, è due fioretti per fianco col piè sinistro è la cadenza con esso piede, la dama in luogo delli .P. intorno, farà un .S. scorrendo intorno alla destra, & all'incontro farà li due fioretti, è la cadenza col piè destro; poi si fanno li ultimi .P. come di sopra, doppo si farà un'altra volta la medesima parte, cominciando col piè destro, & li ultimi .P. si fanno col piè sinistro. NONA PARTE. FAranno insieme il .P. è il .P. grave & il .P. alto col sinistro è la botta sopra la gamba destra, è un sottopiede col sinistro, al piè destro, & con esso piè si faranno otto fioretti. Avvertendo che la dama li ha da fare col piè destro andando innanzi à mezo'l ballo, à modo d'un circolo, voltando alla sinistra, e poi alla destra tornando al suo luogo. il cavaliero in quel tempo seguitarà la dama, voltando alla sinistra tornando anch'esso à cappo del ballo, pigliando le mani è fanno li ultimi .P. come di sopra col piè destro. DECIMA PARTE. Nell'ultima parte fanno il .P*. il .P. grave & il .P. alto col sinistro è la botta sopra la gamba destra è la cadenza è il sottopiede col sinistro, è poi la cadenza col piè destro doppo si fa tre .P. gravi innanzi col detto piede è due .P. indietro col piè sinistro; poi fanno la .Rx. con esso sinistro, & con quella maggior gratia, & vaghezza, che potranno finiranno detta Pavaniglia. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Pavaniglia. E una parte sola, è si fa sempre sino al fine del ballo. BALLETTO A TRE DELL'AUTORE DETTO'L GRATIOSO ballano due Cavalieri, & una Dama. In gratia dell'Illustrissima Sig. la Sig. Contessa Ottavia Marliana, e Trivulza. PRIMA PARTE. TUTTI tre si fermarono in capo del ballo in fila, la dama, che guida il ballo si ferma nel mezo, come si vede nel presente dissegno. pigliano le mani e fanno la .Rx. grave insieme lasciano la dama la quale fa due .R. minuite alla sinistra, & alla destra, li Cavalieri in quel tempo fanno due .S. intorno alla sinistra tutti tre si pigliano poi la mano, è si fanno due .P. è un .S. andando innanzi col sinistro, e poi due .P. e un .S. scorrendo à piedi, e volgendo la faccia à capo del ballo. lasciano le mani, e'l Cavaliero, ch'è à man destra entra nel mezo, volgendo alla sinistra, è si fanno quattro .S. scorrendo in treccia, e fermandosi nel mezo quegli, che era alla man destra. gl'altri due in un medesimo tempo fanno quattro .SP. andando l'uno al luogo dell'altro, è quello, che era alla destra passa avanti; & l'altro passa dall'altra parte; poi fanno due .S. intorno alla destra; e si torna poi à far la .Rx. & questa parte si replica tre volte, cioè una per ciascuno, e tornando poi l'ultima volta la dama nel mezo, restano tutti trè à piè del ballo in fila, & in prospettiva. SECONDA PARTE. SI fa la .Rx. grave; la dama fa due .S. uno innanzi, l'altro intorno alla sinistra con esso piede; & li cavalieri. In quel tempo fanno due .S. intorno alla sinistra restando tutti tre in triangolo rivolti à faccia à faccia, & la dama resta nel mezo, è fa due .R. minuite, & due .S. intorno alla sinistra col detto piede. I cavalieri nel medesimo tempo pigliano la mano destra, e fanno due .P. gravi, e si lasciano poi fanno un .S. intorno alla sinistra mutando luogo, poi pigliano la sinistra, & si fa altretanto col piè destro tornando al suo luogo, e tutti insieme fanno scorrendo in circolo alla sinistra tre .S. tornando al suo luogo, è poi si fa un .S. intorno alla sinistra col piè destro; si fa poi altretanto attorno alla destra, come s'è fatto; tornando ogn'uno al suo luogo, e volgendosi alla destra. TERZA PARTE. LA dama fa la .Rx. grave. poi fa due .S. volgendo alla sinistra, e tornando in capo del ballo, & i cavalieri, in quel medesimo tempo fanno due .P. gravi, & due .S. giungendosi tutti tre in fila, dove s'incominciò il ballo. & la dama si ferma nel mezo; faranno insieme due .R. alla sinistra, & alla destra; è poi due .S. intorno alla sinistra; la dama volta à essa mano è piglia la man sinistra del detto, è poi la destra dell'altro Cavaliero, e si fà la treccia doppia, con otto S. scorsi pigliando le mani nove volte, e volgendo attorno alla sinistra, & alla destra, e tornando ogn'uno al suo luogo come si stava, quando s'incominciò'l ballo con la dama nel mezo. fanno poi la .Rx. insieme dando fine al ballo con gratia, e leggiadria. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del detto gratioso. A due parti, & si fanno due volte per parte, sino al fine del ballo, BALLETTO CORRETTO DELL'AUTTORE DETTO IL Torneo Amoroso si balla in due. In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Anna Visconte è Arconata. PRIMA PARTE. SI fermeranno all'incontro, come si vede nel presente dissegno è faranno insieme la .Rx. grave, due .SP. è uno .S. intorno alla sinistra con esso piede, e pigliaranno la mano, è faranno duoi .P*. col piè destro, è due .P. gravi, & uno .S. andando innanzi. due .Cc. alla sinistra, & alla destra. si lasciano, e fanno due .S. e scorrendo la dama si rivolgerà alla destra, & il cavaliero alla sinistra tornando in capo del ballo. poi pigliano la mano. SECONDA PARTE. FAranno due .P*. è due .S. col sinistro andando innanzi. e si lasciano à piè del ballo, è due .P. gravi è un .S. col sinistro, passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendosi à faccia à faccia si fanno due .R. alla destra, è alla sinistra, e si torna à fare'l medesimo col piè destro, tornando al suo luogo, & le .R. si fanno alla sinistra & alla destra. TERZA PARTE. PIgliano la mano con un poco d'inchino, e fanno due .P. gravi, & un .S. col sinistro. poi altre due .P. è il .S. col piè destro, girando attorno alla destra mano à modo d'un circolo, e tornando al suo luogo. si lasciano, è fanno due .SP. è un .S. col destro, andando la dama in capo, & il cavaliero à piè del ballo, e volgendosi à faccia à faccia. QUARTA PARTE. FAranno insieme all'incontro quattro .P*. il cavaliero ne fà un col sinistro, è la dama un'altro, egli fa l'altro col piè destro, è la dama fa'l medesimo; il cavaliero fa poi un .D. innanzi, e la dama un'altro, e fanno poi insieme due .S. attorno alla sinistra allontanandosi un poco l'uno dall'altro. QUINTA PARTE. IL Cavaliero farà per fianco alla sinistra con esso piede due .SP. & un .S. è la meza .Rx. col destro, è la dama fa'l medesimo. il cavaliero torna à fare altretanto alla destra con esso piede poi la dama fa'l medesimo. SESTA PARTE. Mutatione della sonata. FAranno insieme otto .SP. quattro intorno alla sinistra con esso piede è gli altri quattro attorno alla destra à modo di due circoli voltandosi all'incontro; fanno poi altri otto .SP. brevi, due andando innanzi, l'un contra l'altro battendo la man destra insieme, ne fanno poi altri due passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo alla sinistra, si fa altretanto toccando la man sinistra, e volgendo poi alla destra ritornano al suo luogo. SETTIMA PARTE. Mutatione della sonata. FAranno insieme all'incontro quattro .SP. è poi quattro .Cc. brevi una alla sinistra, battendo la man destra, l'altra alla destra battendo essa mano da roverscio, & queste battute di mani si fanno cinque volte tutte alte, & le due ultime il reversio, è il pigliare delle mani si fanno un poco più presto fermandosi al suo loco con amendue le mani pigliando insieme alto stando un poco fermato. OTTAVA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAnno insieme la .Rx. è due .Cc. gravi; poi pigliano il braccio destro, è fanno quattro volte li cinque .P. col sinistro due volte attorno alla destra, tornando al suo luogo si lasciano, è fanno gli altri due attorno alla sinistra. NONA PARTE. Mutatione della sonata. FAranno insieme all'incontro col sinistro quattro .SP. doppo fatti li due, si piglia la mano sinistra della dama, & si fanno gli altri due, e poi due .S. andando in capo del ballo e rivolgendo alla destra. la dama in cambio delli detti .P. va sempre scorrendo, è si lasciano all'incontro, dove s'è cominciato'l ballo. poi fanno due .SP. indietro col sinistro, è col destro fiancheggiando un .S. innanzi con esso piede si fa poi il medesimo col destro. poscia faranno insieme la .Rx. dando fine al ballo con gratia. La Musica della sonata con l'intavolatura di liuto del Torneo amoroso. Le prime tre parti si fanno due volte per parte, poi si tornano à far altre due volte, le dette tre parti, la quarta si fa due volte, la quinta si fa due volte, la sesta si fa due volte, la settima due volte, la gagliarda due volte, la nona si fa due volte, et l'ultima parte si fa anch'essa due volte, & si finisce il detto Torneo. BALLETTO A QUATTRO DELL'AUTTORE DETTO IL bianco fiore ballano due Cavalieri, & due dame. In gratia dell'Illustre Signora la Signora Vittoria Castelletta e Rhò. PRIMA PARTE. TUtti quattro si fermano in mezo del ballo in quadrangolo, come mostra'l presente dissegno; e faranno tutti insieme la .Rx. grave due .Cc. alla sinistra, & alla destra, due .S. andando attorno alla sinistra, & due .S. intorno alla detta mano, stando ogn'uno al suo luogo, i cavalieri fanno due .P. è uno .S. innanzi l'un contra l'altro, è due fioretti .SP. & uno .S. intorno alla destra, & le dame fanno ancora loro il medesimo, faranno poi insieme per fianco alla sinistra tre sottopiedi in ripresa, & la cadenza sopra esso piede, uno .T. sopra'l destro, è un .S. intorno alla sinistra si tornano à fare li sottopiedi, & il .T. & il .S. come s'è fatto à mano destra, & al fine de tutte le parti di questo ballo faranno le dette riprese da una parte è dall'altra; e che si sono fatte di sopra. SECONDA PARTE. I Cavalieri faranno quattro .SP. girando attorno alla dama, ch'è à mano sinistra. poi due .S. intorno alla destra, tornando al suo luogo, & le dame faranno altretanto tornando anch'esse al suo luogo i cavalieri faranno due saltini innanzi, col piè sinistro alto, & tre botte della campanella, con la cadenza col piè destro; un saltino indietro con ambidue li piedi una botta indietro, è un sottopiede col destro, è due fioretti innanzi col sinistro, un .P. intorno sopra à esso piede, due botte innanzi & indietro, è la cadenza col destro, due botte innanzi, & indietro alte, col detto piede, è tre .P. indietro la cadenza col sinistro, questa mutanza è di botte 21. & è di quattro tempi di gagliarda; le dame in cambio d'essa mutanza faranno uno .S. innanzi & una .R. indietro per fianco è due .S. scorrendo intorno alla sinistra, e tornando al suo luogo, e faranno tutti insieme le .R. per fianco come di sopra. TERZA PARTE. I Cavalieri pigliano la lor dama per lo braccio destro, e fanno quattro .S. due intorno alla destra tornando al suo luogo, e voltandosi la faccia si lasciano, è fanno gli altri due intorno alla sinistra, poi pigliano il braccio sinistro dell'altra dama, e fanno altri quattro .S. dall'altra parte, come s'e fatto prima essi soli faranno un saltino col piè sinistro alto, & un .P. innanzi col destro alto, è la cadenza con esso piede, & un .P. innanzi mettendo'l piè in terra con un poco d'inchino una battuta, & un .P. innanzi alto, e la cadenza col detto piede volgendo esso fianco destro, e si fà poi altretanto col detto piede, volgendo'l fianco sinistro; questa mutanza e di sette botte, è si fà adagio, & è di due tempi della gagliarda, le dame sole fanno due volte la medesima mutanza, e tutti insieme faranno le .R. per fianco come di sopra. QUARTA PARTE. PIgliano la man destra della sua dama, e fanno quattro .SP. è due .S. in treccia attorno alla destra passando prima i cavalieri dentro, è poi di fuora e pigliando quattro volte le mani, & all'ultimo voltando la dama all'incontro si torna à fare la medesima treccia della parte sinistra, tornando ogn'uno al suo luogo; e tutti insieme faranno un saltino col piè sinistro alto, uno .P. innanzi senza saltino col destro, è la cadenza con esso piede uno .P. indietro col sinistro, una botta indietro, & uno sottopiede col destro, è la cadenza col sinistro; questa mutanza si fà adagio, & è di sette botte, è di due tempi di gagliarda fanno due .SP. & uno .S. intorno alla sinistra con esso piede. si fà poi la medesima mutanza dall'altra parte col piè destro; poi faranno le .R. per fianco come di sopra, e la .Rx. facendo fine con buona gratia al ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del detto Bianco fiore. A tre parti e si fà due volte per parte, sino al fine del ballo. BALLETTO DETTO'L CESARINO MESSO IN USO dall'Autore, si balla da due Cavalieri è due dame. In gratia dell'Illustre Signora la Signora Contessa Ippolita Porra è Visconte. PRIMA PARTE. I Cavalieri si fermano con le lor dame l'uno in capo, & l'altro à piè del ballo all'incontro, come si vede nel dissegno, avvertendo che s'hà sempre da star al paro della sua dama, & à dritta linea di quelli che gli sono all'incontro, & come si lascian le mani, & come si tornan'à repigliare s'hà sempre da fare un poco d'inchino, i cavalieri pigliano le mani delle lor dame è fanno insieme la .Rx. grave poi si lasciano è fanno tutti insieme quattro .S. due volgendo alla sinistra tornando al suo luogo, è volgendosi la faccia pigliano le mani è fanno gli altri due .S. andando innanzi l'uno contra l'altro, fanno insieme due .R. alla sinistra, & alla destra, lasciano le mani con un poco d'inchino poi fanno quattro .S. due passando i cavalieri l'uno al luogo dell'altro volgendo, alla sinistra le dame fanno'l medesimo tornando al suo luogo volgendo'l viso, poi si fanno gl'altri due .S. le dame si voltano alla destra, & i cavalieri vanno à pigliare le mani alle lor dame. SECONDA PARTE. FAranno insieme quattro .S. passando l'uno al luogo dell'altro, è voltando alla sinistra si lasciano i cavalieri fanno altri due .S. tornando al suo luogo, è volgendo à essa mano, le dame fanno'l medesimo attorno alla sinistra, nell'istesso luogo si fanno insieme due saltini à pie pari alla sinistra, & alla destra, è poi quattro .P. fermi in saltino col sinistro, i cavalieri soli fanno due .S. per fianco un alla sinistra, è l'altro alla destra, poi fanno due .R. innanzi per fianco col sinistro, è poi col destro incontro alle sue dame con un poco d'inchino, fanno poi due .S. intorno alla sinistra tornando al suo luogo, fanno tutti insieme i due saltini, & i quattro .P. come s'è fatto di sopra, le dame sole fanno li .S. per fianco, & le .R. innanzi, è li due .S. intorno, poi si fanno tutti insieme i saltini, è li quattro .P. come s'è fatto di sopra. TERZA PARTE. FAnno insieme quattro .S. passando l'uno al luogo dell'altro, è fatti i due .S. si pigliano la man destra à mezo'l ballo con una meza .Rx. doppo fanno gli altri due .S. intorno alla sinistra andando l'uno al luogo dell'altro è poi fanno li .S. per fianco, & le .R. innanzi, & i due .S. intorno tornando ogn'uno al suo luogo, è si fanno i due saltini, & i quattro .P. come di sopra. QUARTA PARTE. FAranno insieme due .R. una per fianco alla sinistra è quattro .P. in saltino con essi piedi, & l'altro alla destra con i detti .P. è fanno due .Cc. gravi, & due .S. le dame voltano alla destra tornando al suo luogo, i cavalieri vanno à pigliare le mano della lor dama, volgendo alla sinistra, poi faranno due .R. alla sinistra, & alla destra due saltini, & i quattro passi volgendo la faccia alla sua dama, si fà poi la .Rx. insieme volgendosi tutti la faccia pongono fine gratiosamente al ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Cesarino. E una parte sola, & si fa sempre sino al fine del ballo. BRANDO DI CALES DELL'AUTTORE, BALLANO TRE Cavalieri, & tre dame. In gratia dell'Illustre Signora la Signora Cavaliera Isabella Borromea è Visconte PRIMA PARTE. TUtti sei si fermano in mezo dell ballo in circolo, il Cavaliero che guida il Brando, farà insieme con la sua dama la .Rx. grave pigliandola per la mano faranno insieme due .R. per fianco alla sinistra è alla destra, lasciano la mano è fanno due .P. & uno .S. breve intorno alla sinistra, poi si fanno i medesimi passi intorno alla destra in quel tempo che si fanno i .P. e il .S. alla destra, Il secondo cavaliero farà la .R. alla sua dama pigliando lei sola per la mano, è si fanno insieme le due .R. come di sopra, si lascia la mano, è poi fanno intorno i medesimi .P. che si son fatte di sopra, l'altro cavaliero fà la .Rx. alla sua dama pigliandola per la mano fanno la .R. lasciano la mano, è fanno i .P. & il .S. attorno come sopra fermandosi in circolo, tutti si pigliano per ambedue le mani, è fanno due .R. una attorno alla sinistra, & l'altra alla destra, il che fatto si lasciano, e poi fanno insieme i .P. è il .S. intorno alla sinistra è alla destra. SECONDA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. TUtti insieme faranno due saltini à piè pari alla sinistra, e alla destra i cavalieri pigliano il braccio destro della sua dama, e poi faranno cinque battute in saltino col sinistro attorno alla destra tornando al suo luogo si lasciano, e fanno una volta i cinque passi col sinistro poi pigliano'l braccio sinistro dell'altra dama, è fanno attorno le medesime battute, & i cinque passi col piè destro come s'è già fatto di sopra. TERZA PARTE. Mutatione della sonata. I Cavalieri soli fanno due .P. gravi, è uno .S. col piè sinistro andando innanzi l'uno contra l'altro, poi fanno altri due .P. & il .S. col piè destro attorno alla sinistra, tornando al suo luogo, le dame sole fanno anch'esse'l medesimo, che s'è fatto. QUARTA PARTE Mutatione della sonata. Il Cavaliero che guida'l brando piglia la sua dama per la mano, è fanno due .SP. è uno .S. innanzi e due .SP. & un .S. indietro tornando al suo luogo lasciano la mano poi fanno due .Rx. brevi una col piè sinistro alla dama ch'è à man sinistra, l'altra .Rx. si fà col piè destro alla sua dama, poi pigliano la mano è fanno due saltini à piè pari alla sinistra, & alla destra, & due .S. innanzi si lasciano, è fanno altri due .S. attorno alla sinistra tornando al suo luogo, Il cavaliero che è à man destra piglierà la sua dama per la mano, è fanno i due .SP. & il .S. inannzi & indietro, è poi le .Rx. brevi, & i saltini & i .S. innanzi, & intorno come s'è fatto di sopra, l'altro cavaliero con la sua dama farà'l medesimo c'han fatto gli altri due cavalieri. QUINTA PARTE. Mutatione della sonata. TUtti insieme in uno circolo si pigliano con ambedue le mani, è fanno intorno alla sinistra una .R. doppia di quattro tempi in corrente, & al fine d'essa si fa un saltino insieme, con ambidue li piedi, poi si fà altretanto alla destra col saltino, tornando tutti al suo luogo si lasciano. SESTA PARTE. Mutatione della sonata. LE dame si fermano, i cavalieri fanno uno .S. col sinistro, andando meza volta intorno alla destra dinanzi alle sue dame, poi pigliano tutte due le mani della lor dama, è fanno insieme un saltino con ambidue li piedi, & questo .S. insieme col saltino si farà tre volte, una volta per ciascheduna dama tornando ogn'uno al suo luogo. SETTIMA PARTE. SI torna un'altra volta à far queste due ultime parti della sonata tutti insieme in un circolo si tornano à pigliare con amendue le mani, è fanno la .R. doppia col saltino alla sinistra, è poi alla destra come s'è già fatto di sopra, si lasciano i cavalieri si fermano, & le dame fanno il .S. col piè sinistro, & il saltino pigliando tutte due le mani alli cavalieri, & questo si fà tre volte andando intorno alla destra tornando le dame al suo luogo, è si fa poi la .Rx. tutti insieme dando fine al brando con gratia, & decoro. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del detto Brando, di Cales. La prima parte per la .R. si fa tre volte, la seconda parte si fa due volte, poi si tornano à far esse due parte tre volte, & due volte per parte, la seconda si fa due volte, la terza due volte, la quarta due volte, la quinta due volte, la sesta due volte, l'ultima parte, si far tre volte, di queste due parti ultime, la prima si fa due volte, & l'altra tre volte, & si finisse il brando. LA PAVANIGLIA DELL'AUTORE ALL'USO DI MILANO, si balla in due, & in quattro. In gratia dell'Illustriss. & Eccellentiss. Signora, Patrona mia sempre osservandissima la Signora Donna Anna de Cordoa Marchesa D Ayamonte Governatrice di Milano. PRIMA PARTE. IL Cavaliero & la dama si fermano in capo del ballo rivolti à faccia à faccia si come nel presente dissegno si dimostra fanno a .Rx. grave di tre tempi di suono due .Cc. & due .R. alla sinistra & alla destra due .P. in saltino col destro, e la cadenza col piè sinistro, un saltino un poco in dietro, à pie pari. La Pavaniglia all'uso di Milano si fa il saltino indietro contratempo à piè pari al fine delle parti, il quale se si fa bene, ha buona gratia, à chi non piacesse di farlo, poco importa, si potrà far la cadenza à piè pari. SECONDA PARTE. FAnno insieme due .P*. innanzi col sinistro, e col destro, e una botta sopra esso destro, e la cadenza col piè sinistro innanzi, un saltino à piè pari per fianco alla detta mano, un sottopiede col destro e la cadenza col sinistro, si fa'l medesimo alla destra con due botte innanzi con esso piede alto, due .P. è due fioretti e la cadenza col detto, si fanno due .P. e la cadenza col piè sinistro, come s'è fatto di sopra, si fa poi il saltino indietro à piè pari, e si fa altretanto indietro, cominciando col piè destro voltando la dama all'incontro. TERZA PARTE. FAnno insieme un .P*. innanzi col sinistro, & un .P. col destro, & una botta sopra esso destro, la cadenza col sinistro alto tre .P. in saltino, col destro due saltini à piè pari, per fianco alla detta mano tre cascate, un sottopiede e la cadenza con esso piede, e si fa'l medesimo alla sinistra ma fatti i sottopiedi, si lascia la mano della dama, essa in cambio delli due fioretti scorre à pie del ballo voltando alla sinistra, & il cavaliero fa due fioretti in dietro è la cadenza col sinistro, si fa poi il saltino, & fanno altretanto insieme all'incontro col piè destro. QUARTA PARTE. FAnno un .P*. col sinistro, è un .P. col destro, e due battute ferme col detto, è la cadenza col piè sinistro alto due .P. è tre fioretti innanzi col detto piede, due saltini à piè pari per fianco alla sinistra, & un .P. con esso piede alto due saltini alla destra, e tre sotto piedi col destro, e col sinistro fiancheggiando, e la cadenza col piè sinistro, come si fanno i fioretti, i saltini, e i sottopiedi si và à pigliar la mano alla dama, & ella doppo d'haver fatto li .P. e le battute e la cadenza, in quel tempo medesimo che si fanno le dette attioni, la dama scorre, e và due volte intorno, una alla sinistra, & l'altra alla destra, in forma di due circoli, tornando al suo luogo, e pigliano la mano e fanno due .P. col piè destro, e la cadenza col sinistro; & il saltino; fan poi altrotanto col piè destro, nel detto luogo. QUINTA PARTE. FAnno insieme un .P*. col sinistro e un .P. innanzi col destro una botta sopra esso destro, e la cadenza col piè sinistro alto, due .P. in saltino col destro, e la cadenza col sinistro tre botte indietro, & innanzi due saltini à piè pari alla destra, voltando il fianco sinistro, e fanno un .P. e la cadenza, col destro fanno le medesime botte e'l saltino, e .P. alla sinistra, lasciano la mano la dama scorre à capo del ballo voltandosi à faccia à faccia il cavaliero fa due fioretti indietro col sinistro e la cadenza con esso piè, & il saltino si fa poi all'incontro, altretanto alla sinistra col piè destro. SESTA PARTE. FAnno un .P*. col sinistro, & due battute ferme col piè destro, e la cadenza col sinistro alto, e due botte indietro, & innanzi in contratempo con esso piede poi si fà quattro .P. in saltino cominciando col piè destro un fioretto col sinistro voltando il detto fianco due .P. e un fioretto col destro, questi altri due .P. & i fioretti che seguono, si faranno altre due volte sempre fiancheggiando, andando à piè del ballo; la dama in quello medesimo tempo che si fanno li .P. & i fioretti và due volte intorno una alla sinistra, l'altra alla destra, com'ha fatto di sopra, poi pigliano la mano, e fanno due .P. col destro e la cadenza col piè sinistro, e poi il saltino indietro; si fa altretanto col piè destro con tutte le sue attioni fatte di sopra, tornando à capo del ballo voltandosi la faccia, si fa poi la cadenza col piè destro. SETTIMA PARTE. FAnno un .P*. col sinistro, un .P. innanzi col destro, una botta sopra esso destro, col sinistro alto tre .P. in saltino, col destro due saltini per fianco alla destra tre cascate, un sottopiede col sinistro, lasciano la mano, la dama fa una volta larga atorno alla destra, il cavaliero fa due ricacciate attorno alla destra, una col destro, l'altra col sinistro, un fioretto col destro, & una ricacciata attorno alla sinistra con esso piede, e la cadenza col destro, e fanno all'incontro tre scambiate di piedi in saltino, e la cadenza col sinistro, si fa l'altra parte con le medesime attioni col piè destro, andando a man sinistra, si fa poi la cadenza col piè destro, e poi si pigliano la mano. OTTAVA PARTE. FAnno un .P*. col sinistro, & un .P. col destro, & una botta sopra esso destro e la cadenza col sinistro alto due .P. in saltino, e la cadenza con esso piede tre .P. gravi, andando innanzi con esso piede un .P. indietro col piè destro è la .Rx. col sinistro, con finire la Pavaniglia con gratia & misura del suono. La Musica della sonata con l'intavolatura di leuto della Pavaniglia. E una parte sola, è si fa sempre sin'al fin del ballo. LA CORTESIA AMOROSA MESSA IN USO dall'Autore, si balla in due. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Contessa Ippolita Borromea Belgioiosa. PRIMA PARTE IL Cavaliero si ferma, come si vede nel dissego à man destra della dama. all'incontro fanno la .Rx. grave. due .Cc. è due .S. passando l'uno al luogo dell'altro, e voltando alla sinistra una .R. & la Rx. breve col piè destro due .S. attorno alla detta mano. una .R. ad essa mano, è la .Rx. breve col piè sinistro, è pigliano la mano. SECONDA PARTE. FAnno due .P. & un .S. innanzi col sinistro, due .Cc. & due .S. col destro, è la .Rx. grave col sinistro. si lasciano, e fanno due .S. attorno alla sinistra, il cavaliero và in capo del ballo. la dama à piè, e si fanno due .SP. all'incontro, è tre .P. in saltino, è la cadenza col sinistro. due .P. indietro, & trè .P. in saltino alla cadenza, è la .Rx. grave col piè destro. TERZA PARTE. FAnno insieme per fianco alla destra con esso piede voltando'l fianco sinistro. un .P*. è due .P. è la cadenza col detto. un .P. è due .P. alla sinistra voltando il destro, & la cadenza con esso piede. fanno due .R. innanzi per fianco all'incontro col detto piede, l'altro col sinistro; e pigliano'l braccio destro, e si fà uno .S. passando, l'uno al luogo dell'altro. si lasciano e fanno un .P. è la cadenza col sinistro tornando al suo luogo. si fanno le due .R. innanzi, come s'è fatto prima, una con esso piede, l'latra col destro, pigliano'l braccio sinistro è fanno un .S. due .P. è la cadenza col destro tornando ogn'uno al suo luogo. QUARTA PARTE. FAnno insieme due .P. innanzi. due .T. è la .Rx. grave all'incontro col piè sinistro. due .S. intorno alla destra. due .R. all'incontro. doppo si piglia'l braccio sinistro, e si fà un .S. attorno ad essa mano. si lasciano, e fanno due .P. è la cadenza col piè destro, è la .Rx. col sinistro. QUINTA PARTE. FAnno insieme due .Cc. è due .SP. è un .S. intorno alla sinistra. due .SP. col piè destro all'incontro, & tre .P. gagliarde col detto piede due .T. è la .Rx. breve col sinistro. due .SP. è tre .S. due attorno alla destra in ruota, tornando al suo luogo, l'altro .S. si volta intorno alla sinistra. SESTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAnno insieme col piè destro innanzi due saltini, uno con ambidue li piedi, l'altro con esso destro alto; si fanno due botte della campanella, è la cadenza col sinistro; un saltino in dietro amendue li piedi, una botta indietro, & un sottopiede col sinistro, è la cadenza col piè destro. in questa mutanza vi sono nove botte, & due tempi di suono, & si fa'l medesimo con l'altro piede. si fanno i cinque .P. due volte per fianco cambiando luogo, un saltino innanzi e tre .P. indietro. due .F. innanzi, due .P. indietro, & la cadenza col piè sinistro. questa mutanza è d'undeci botte è di due tempi di suono, e si fanno due volte i cinque .P. intorno alla sinistra, il cavaliero và in capo del ballo; la dama à piedi, e si fà un'altra volta la mutanza delle undeci botte col piè sinistro, & la cadenza col destro. SETTIMA PARTE. Mutatione della sonata in sciolta. FAnno insieme due .SP. & un .S. col piè destro alla detta mano, e voltandosi'l fiando sinistro si fà altretanto dall'altra parte. due .R. all'incontro voltando'l fianco una col destro, e l'altra col sinistro si piglia'l braccio destro, e fannosi due .S. uno in ruota, e si lasciano, e l'altro intorno alla sinistra, e poi quattro .S. due andando l'uno al luogo dell'altro à modo d'un circolo; la dama volta gli altri due .S. alla destra il cavalier in quel tempo torna in capo del ballo, pigliano la mano, è fanno la .Rx. dando fine al ballo gratiosamente. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Cortesia. La prima parte si fè cinque volte, la gagliarda si fa due volte, e la sciolta si fà due volte, & poi si finisce'l ballo. BRANDO DELL'AUTORE DETTO LA BISCIA Amorosa, ballano due Cavalieri, & due dame. In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Contessa Giustina Visconte è Biglia. PRIMA PARTE. TUtti quattro si fermano à mezo'l ballo in quadrangolo, come si vede nel presente dissegno. Il cavaliero, che guida'l ballo, è la sua dama fanno insieme la .Rx. grave, & un .S. andando innanzi alla sinistra con esso piede. due .Cc. breve alla destra, & alla sinistra rivolti à faccia à faccia, e fanno due .P. gravi, & un .S. attorno alla destra, è poi due .P. gravi, & un .S. attorno alla sinistra, & il cavalier solo fa due saltini alla sinistra, & alla destra un .D. intorno alla sinistra con esso piede in quel tempo, che la dama sola farà altretanto, come ha fatto'l cavaliero gli altri due, che seguono faranno la .Rx. insieme & un .S. andando alla sinistra con esso piede. due .Cc. brevi alla destra, & alla sinistra fanno poi altretanto volgendosi la faccia, & andando alla destra col detto piede, pigliano il braccio destro della sua dama. e fanno due .P. gravi, & uno .S. attorno ad essa mano, passando l'uno al luogo dell'altro, e pigliando'l braccio sinistro dell'altra dama, fanno'l medesimo attorno alla detta mano passando l'uno al luogo dell'altro, è le dame sole fanno i due saltini, come di sopra, & uno .D. intorno alla sinistra con esso piede. i cavalieri soli faranno'l medesimo, che s'è già fatto. SECONDA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. I Cavalieri faranno quattro volte i cinque passi col sinistro, due volte passando l'uno al luogo dell'altro, & l'altre due si volgeranno attorno alla sinistra, & alla destra; le dame sole si contrapassano, & fanno'l medesimo, che s'è già fatto; faranno insieme un saltino innanzi col piè sinistro alto un passo col destro alto è la cadenza con esso piede. Un saltino indietro col sinistro con ambidue li piedi, una botta indietro, & un sottopiede, è la cadenza col destro alto. Si torna poi à far'altretanto col destro; questa mutanza è di sette botte, è di due tempi di suono. TERZA PARTE. TUtti insieme faranno quattro battute un poco alto col piè sinistro, & col destro all'incontro della sua dama. poi pigliano il braccio destro di lei, è si fà un saltino con ambidue li piedi in terra; un passo, è la cadenza col sinistro, & con esso cinque .P. attorno alla destra ritornando ogn'uno al suo luogo. questa mutanza è di diciasette botte, & quattro tempi della gagliarda, si fanno poi all'incontro dell'altra dama le quattro battute, è si piglia'l braccio sinistro d'essa dama, è si fà altretanto col piè destro attorno alla sinistra, ritornando tutti al suo luogo. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata. TUtti insieme faranno un .S. alla sinistra con esso piede, due .Cc. brevi alla destra, & alla sinistra un .S. alla destra, è due .Cc. brevi alla sinistra, & alla destra, pigliano poi la mano destra della sua dama, e si fanno due .P. gravi, & un .S. volgendo attorno alla destra, & andando l'uno al luogo dell'altro. è pigliano la man sinistra dell'altra dama, è fanno altretanto col piè destro attorno alla sinistra mutando luogo tutti insieme, fanno due saltini alla sinistra, & alla destra un .S. attorno alla sinistra; si fa poi altretanto attorno alla destra. QUINTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. IL Cavaliero, che guida'l ballo, piglia la sua dama per lo braccio destro, è si fanno quattro volte i cinque .P. due volte attorno alla destra, tornando al suo luogo. lasciano'l braccio è fanno gli altri cinque passi attorno alla sinistra. il cavaliero si ferma e la dama piglia l'altro per lo braccio, e ritornano à far li medesimi passi; la dama si ferma, & il cavaliero piglia'l braccio dell'altra è fanno altretanto, come s'è fatto prima, tornando sempre al suo luogo rivolti à faccia à faccia. SESTA PARTE. Mutatione della sonata. I Cavalieri pigliano la man destra della sua dama passando nel mezo; poi pigliano la sinistra dell'altra, passando per di fuori. così facendo si pigliano quattro volte le mani, & si farà in questo tempo la terza con far otto .SP. brevi. poi si pigliano ambedue le mani della sua dama, è si fanno attorno alla destra. due .S. andando l'uno al luogo dell'altro. poscia fanno altri due .S. attorno alla sinistra. ritornando ogn'uno al suo luogo. fanno poi la .Rx. insieme dando leggiadramente fine al brando. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Brando detto la Biscia. Le prime tre parte si fanno due volte per parte, le tre parte della gagliarda, si fà due volte, la prima parte si torna à far due volte per parte la gagliarda, si fa altre due volte, le due ultime parte, si fanno una volta per parte, dando fine al detto Brando. BASSA GIOIOSA DI M. STEFANO, si balla in due. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Contessa Livia Belgioiosa e Morona. PRIMA PARTE. IL Cavaliero si ferma à capo del ballo, come si vede nel dissegno fanno amendue insieme la .Rx. grave è due .Cc. è poi due .P*. innanzi, & due .S. andando à capo del ballo. poi piglia la man destra. fanno due .SP. & uno .S. cambiando luogo fanno due .S. attorno alla destra con esso piede. si piglia la man sinistra è fanno li due .SP. & il .S. col piè destro è li due .S. attorno alla sinistra col detto piede. SECONDA PARTE. FAnno insieme due .S. passando l'uno al luogo dell'altro, e voltando meza volta alla destra. è poi due .S. intorno alla sinistra. il cavaliero và à piè del ballo, è la dama in capo e gli solo fa due .T. è una .R. è cadenza col piè destro. la dama anch'essa fa'l medesimo, c'ha fatto il cavaliero poi fanno insieme due .SP. è uno .S. attorno alla destra col detto piede è due .P. indietro col sinistro, & una .R. innanzi per fianco col piè destro è la cadenza col sinistro. poi si torna un'altra volta à fare esso .SP. & il .S. e i .P. & la R. è la cadenza come s'è fatto di sopra. TERZA PARTE. FAranno insieme andando innanzi due .S. & all'incontro alla banda destra fanno la meza .Rx. poi due .S. attorno alla sinistra cambiando luogo fanno tre .P. innanzi, & tre .P. indietro col sinistro, è col destro, è due .T. è una .R. col piè destro, è la cadenza col sinistro, poi due .P. & uno .S. con esso piede, cambiando luogo, e voltandosi il viso fanno due .P. indietro col piè destro, & una .R. innanzi col sinistro, è la cadenza col destro, si fanno due .SP. & uno .S. intorno alla destra con esso piede, è due .P. indietro col sinistro, & una .R. innanzi col destro, e la cadenza col sinistro. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAranno insieme quattro volte i cinque .P. in gagliarda col sinistro due volte passando l'uno al luogo dell'altro, è poi fanno altre due volte intorno alla destra; si tornano à fare altre quattro volte li cinque .P. due volte tornando al suo luogo, & due intorno alla sinistra: doppò'l cavaliero solo, fà la mutanza un saltino per fianco à piè pari alla destra, è due botte una innanzi alta con esso piede, è l'altra indietro col sinistro, & un sottopiede col destro, è la cadenza col sinistro alto, è poi due zoppette attorno alla sinistra sopra'l piè destro, & un .P. sopra'l sinistro è due botte indietro, & innanzi; è la cadenza col piè destro. si fanno poi due .P. ponendo'l piede in terra uno innanzi, è l'altro in dietro girando attorno alla destra sopra esso piede, & una botta innanzi, è la cadenza col sinistro. doppo si fanno due botte innanzi, è indietro col detto piede alto, è quattro passetti ritirandosi un poco indietro col piè sinistro, è la cadenza col destro. questa mutanza ha venti botte, & è di quattro tempi della gagliarda. la dama sola farà la medesima mutanza, c'ha fatto'l cavaliero. QUINTA PARTE. Mutatione nella prima sonata. FAranno insieme la .Rx. grave è due .Cc. & due .P* una innanzi col sinistro, l'altra indietro col piè destro. si fanno poi due .S. per fianco, un'alla sinistra, & l'altro alla destra voltando'l fianco e due .T. uno innanzi, è l'altro indietro per fianco, è una .R. innanzi con esso, è la cadenza col piè destro. doppo fanno i due .T. è la .R. & la cadenza come di sopra voltando'l fianco destro. poi quattro .S. il cavaliero ne fà due voltando alla sinistra, & due alla destra tornando à capo del ballo. la dama in quel tempo anch'essa fa'l medesimo voltando alla sinistra, & alla destra poi si pigliano la mano, è fanno insieme la .Rx. finendo'l ballo con bella gratia. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Bassa Gioiosa. La prima parte si fà tre volte, la gagliarda due volte, è poi la prima parte si fa una volta, e si finsice il ballo. BASSA DELLE NINFE MESSA IN USO DALL'AUTTORE, si balla in quattro due Cavalieri, & due Dame. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Ottavia Cusana. PRIMA PARTE. SI fermano i Cavalieri con le sue dame l'uno in capo, & l'altro à piè del ballo all'incontro, come si vede nelle presenti figure avertendo, che si deve sempre stare al paro della sua dama, & à dritta linea di quelli, che sono all'incontro; pigliano le mani, e voltandosi'l viso fanno insieme la .Rx. grave un .S. col sinistro andando un poco innanzi un .P. indietro col destro è la cadenza col piè sinistro tre .P. fermi in saltino con esso piede un saltino à piè pari per fianco alla detta mano due .P. uno innanzi col detto piede, è l'altro indietro e un sottopiede col destro due .P. e la cadenza col sinistro, è questa mutanza è di botte sette, è si fà poi un saltino à piè pari; due .P. alla destra nell'altre parti di questo ballo, come si dirà si fa la prima mutanza col saltino, & li due .P. s'intendono queste sette botte co'l suo fine, avertendo, che sempre tutti quattro si voltino à faccia à faccia. SECONDA PARTE. FAnno quattro .S. innanzi col sinistro, andando ambidue l'uno al luogo del l'altro. poi tornando à mezo'l ballo, e voltandosi la faccia fanno la meza .Rx. col destro innanzi; si lasciano, è fanno un fioretto .SP. è un .S. voltando alla sinistra. le dame vanno una à piede, & l'altra in capo del ballo; i Cavalieri fanno'l medesimo fermandosi all'incontro della sua dama, è fanno due .T. alla sinistra, & alla destra. TERZA PARTE. I Cavalieri soli fanno due .S. per fianco uno alla sinistra, l'altro alla destra. poi quattro .SP. intorno alla sinistra. fanno tutti insieme uno .P. indietro grave col destro, è la .Rx. grave col sinistro. Un .P*. innanzi col sinistro, voltando esso fianco, & tre .S. uno alla destra, l'altro alla sinistra, e'l terzo indietro col destro; una botta con esso piede sopra la gamba destra, e la cadenza col sinistro con esso piede. tre .P. in saltino, & la mutanza è di sette botte col suo fine, le dame sole fanno li .S. per fianco e gli .SP. intorno come han fatto i cavalieri, poi fanno il .P. in dietro tutti insieme, & la .Rx. il .P*. innanzi & li tre .S. e la botta sopra la gamba e la mutanza delle sette botte col suo fine come si è fatto di sopra. Avvertendo come si ballerà questa bassa in due si farà li quattro .SP. andando innanzi contra la sua dama, ma ballando in quattro si fanno andando intorno per star tutti quattro al paro, per non voltarsi la sciena, l'uno à l'altro. QUARTA PARTE. FAnno insieme sei .S. due andando innanzi, e toccando la mano destra con una meza .Rx. e fanno gli altri quattro .S. passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo attorno alla sinistra, è fanno due .T. uno sopra esso piede, è l'altro sopra'l destro. QUINTA PARTE. LE dame sole fanno tre .P. in saltino co'l sinistro un .P. con esso piede, un sottopiede co'l destro un'altro .P. & un sottopiede per fianco alla sinistra; due fioretti, & tre .P. innanzi, & la cadenza col detto piede. un saltino indietro, & due .P. innanzi un col piè destro, & l'altro col sinistro, col destro alto due fioretti, & la cadenza con esso piè tre .P. in saltino, & la prima mutanza di sette botte per fianco alla destra col suo fine, i cavalieri soli fanno la medesima mutanza, cioè fatti gli altri .P. & li due fioretti fanno due botte per piede andando innanzi è la cadenza col sinistro. due saltini indietro à piè pari col resto che segue c'hanno fatto le dame sole alla cadenza col piè sinistro alto. SESTA PARTE. FAnno insieme due fioretti contratempo gagliardi, è tre .P. in saltino col sinistro andando innanzi, e fanno altri sei .P. in saltino fiancheggiando un saltino innanzi con ambidue li piedi due .P. gravi passando l'uno al luogo dell'altro, e voltando alla sinistra un .S. grave innanzi. tre .P. in saltino col destro, & la prima mutanza col suo fine alla man destra. si tornano poi à fare alla sinistra co'l piè destro le medesime attioni, che si sono fatte voltando intorno alla destra, e tornando ogn'uno al suo luogo s'alle dame non piacesse far li due fioretti faranno col piè sinistro quattro volte li tre .P. in saltino con tutto quel che segue. SESTA PARTE. FAnno insieme col sinistro quattro .S. uno per fianco alla detta mano. gli altri tre .S. la dama volta alla destra, & i cavalieri in quel tempo vanno à pigliare la mano voltando alla sinistra, e fanno due .SP. innanzi con esso piede. un .P. indietro co'l destro, & la .Rx. col sinistro, dando fine al ballo gratiosamente. La Musica della sonata con l'intavolatura di leuto deall Bassa delle Ninfe. E una parte sola, & si fa sempre sin'al fine del ballo. BALLO DELL'AUTTORE DETTO AMOR FELICE, si balla in due. In gratia dell Illustre Signora Ottavia Marchesa e Mandella. PRIMA PARTE. IL Cavaliero ha da pigliare la mano, come si mostra nel presente dissegno, facendosi la .Rx. grave. poi due .Cc. alla sinistra & alla destra. due .P. gravi, e uno .S. andando innanzi col piè sinistro. due .T. gravi alla destra, & alla sinistra. una .R. alla destra lasciano la mano con un poco d'inchino il cavaliero farà due .SP. e un .S. col sinistro andando innanzi due .SP. è un .S. col destro voltando alla sinistra tornando à capo del ballo. la Dama in quel tempo fa il medesimo voltando alla destra tornando anch'essa à capo del ballo. poi pigliano la mano. SECONDA PARTE. FAranno due. .P. gravi, & due .S. andando innanzi col sinistro. si lasciano in mezo'l ballo. poi pigliano la man destra con meza .Rx. è si lasciano, e fanno due .SP. gravi, & un .S. col sinistro intorno ad essa mano; il detto cavaliero và in capo; & la dama à piè del ballo rivolti à faccia à faccia, e si fanno due .T. brevi alla destra, & alla sinistra. due .SP. indietro fiancheggiando col piè destro si fà un fioretto di gagliarda presto con esso piè col sinistro alto, & tre .P. innanzi, è la cadenza col detto sinistro innanzi: poi fanno due .SP. andando innanzi toccandosi la mano sinistra con un poco d'inchino e un .S. attorno alla sinistra passando l'uno al luogo dell'altro, poi fanno li .SP. & il .S. & li .T. e li .SP. & il fioretto e li .P. che si sono già fatti di sopra. TERZA PARTE. SI faranno insieme due .P. gravi col sinistro, & un .S. & due .SP. & un'altro .S. passando l'uno al luogo dell'altro volgendo alla sinistra, e si fanno due .SP. innanzi fiancheggiando, & due .P. brevi è tre .T. presto col sinistro. due .P. & due fioretti col destro, è due .P. gravi con esso piede volgendo il fianco sinistro; poi si tornano à fare col piè destro li .SP. indietro, & li .P. innanzi, & li .T. e li .P. con li fioretti, è li due .P. gravi, come s'è fatto di sopra voltandosi la faccia. QUARTA PARTE. SI fanno insieme due .P. gravi & un .S. per fianco alla sinistra con esso piede; poi fanno altretanto alla destra col detto piede. la dama si ferma, & il cavaliero fa un .P. innanzi in saltino col sinistro alto un .P. grave innanzi e la cadenza col piè destro, un saltino indietro col sinistro con tutti due li piedi, una botta indietro è un sottopiede col destro e la cadenza col sinistro un .P. grave intorno alla destra col piè sinistro con un poco d'inchino, & un .P. innanzi e la cadenza col piè destro si fa poi il medesimo con esso piede intorno alla sinistra, la dama farà altretanto, & in cambio delli .P. intorno farà due. R. alla sinistra è alla destra. QUINTA PARTE. FAranno insieme una .R. in sottopiede per fianco alla sinistra, & due .T. uno alla sinistra, l'altro alla destra. un .S. intorno alla sinistra con esso piede, si fa poi altretanto alla destra come s'è fatto è pigliano la man destra è fanno due .P. gravi col sinistro, & un .S. andando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano e fanno due .SP. e un .S. intorno alla destra; poi pigliano la man sinistra, e fanno li .P. gravi, & il .S. ritornando al suo luogo, è si lasciano, e fanno li due .SP. è il .S. intorno alla sinistra. SESTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAranno insieme la .Rx. grave, & due .SP. & un .S. intorno alla sinistra con esso piede, una .R. innanzi l'uno contra l'altro col piè destro volgendo'l detto fianco; due .SP. indietro col sinistro, e fiancheggiando. si fanno duoi .S. con esso piede passando l'uno al luogo dell'altro; poi fanno la .R. innanzi per fianco, col sinistro, e gli .SP. indietro col destro si fanno due .S. la dama si volta alla destra, & il cavaliero in quel tempo volta alla sinistra, & và a pigliare la mano; tutta questa parte si balla in foggia di gagliarda, faranno poi la .Rx. insieme facendo fine gratiosamente al ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto d'Amor Felice. La prima parte, si fa tre volte, è la gagliarda una volta sola, è poi si finisce'l ballo. ALTA VISCONTE BALLETTO DELL'AUTTORE si balla in due. In gratia dell Illustriss. Sig. la Sig. Contessa Camilla Marina, e Visconte. PRIMA PARTE. IL Cavaliero & la sua Dama si fermano come si vede nella presente figura a man destra della Dama, all'incontro d'essa poi fanno insieme la .Rx. grave e un .P. & un sotto piede, e la cadenza per fianco alla sinistra col detto piede, doppo fanno altretanto à man destra con esso piede, si fan due .P*. brevi, uno innanzi col sinistro l'altro in dietro col destro, è fanno un saltino con ambidue i piedi in terra, & un .S. intorno alla sinistra col piè destro, poi si pigliano per il braccio destro e fanno due .SP. e un .S. intorno alla sinistra, passando l'uno al luogo dell'altro lascion il braccio poi fanno due .SP. & un .S. intorno alla sinistra voltandosi la faccia. SECONDA PARTE. SI piglia la mano, è si fanno quattro .S. due andando innanzi, è si lasciano à mezo'l ballo con un poco d'inchino, poi fanno gl'altri due .S. intorno alla sinistra, tornando'l cavaliero in capo, & la dama à piè del ballo; si fanno all'incontro due .P*. brevi uno innanzi, l'altro indietro; un saltino con ambidue li piedi, & uno .S. intorno alla sinistra col piè destro, come s'è fatto di sopra, poi fanno due .SP. & un .S. intorno alla sinistra. si fa altretanto intorno alla destra. TERZA PARTE. IL cavaliero solo farà due .S. uno innanzi col sinistro, l'altro indietro col destro; poi si fanno tre .T. alla sinistra, & alla destra, una .R. à essa mano. Faranno insieme li due .P*. innanzi, è indietro, & il saltino, & il .S. intorno col piè destro come s'è fatto di sopra; poi fanno due .SP. & un .S. passando l'uno al luogo dell altro, volgendo alla sinistra, è si fanno altre due .SP. & il .S. intorno alla destra. QUARTA PARTE. LA dama sola fa li due .S. è li. T. & la .R. poi si fanno insieme li .P*. & il saltino, & il .S. intorno com'il detto hà fatto di sopra. poi fanno li due .SP. & il .S. intorno alla sinistra, & altretanto attorno alla destra. QUINTA PARTE. SI fanno insieme innanzi, & all'incontro tre battute brevi col piè sinistro, & un .S. grave indietro è tre .T. col sinistro, & la .R. col destro, come s'è fatto di sopra, è si faranno poi quattro .SP. innanzi l'uno con l'altro fiancheggiando, e fermandos'all'incontro à mezo'l ballo con meza .Rx. si fanno due .SP. & un .S. intorno alla sinistra tornando al suo luogo, poi altre due .SP. è un .S. la dama volta alla destra il cavaliero và à pigliare le mani, dove si diede principio al ballo volgendo alla sinistra; poi fanno la .Rx. mettendo fine con bella gratia al ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo dett'Alta Visconte. La prima parte, si fa una volta, la seconda e la terza si fa due volte, e cosi si segue sino al fin del ballo. BALLETTO DELL'AUTTORE DETTO L'ALEMANA d'Amore si balla in quattro, due cavalieri, & due dame. In gratia dell Illustriss. Signora la Signora Contessa Delia Spinola, & Angosciuola. PRIMA PARTE. TUTTI quattro si fermano in mezo del ballo in quadrangolo, come si vede nel presente dissegno; faranno insieme la .Rx. & due .Cc. alla sinistra, & alla destra; i cavalieri piglieranno'l braccio destro della sua dama, faranno due .SP. & uno .S. attorno alla destra tornando al suo luogo; poi pigliano'l braccio sinistro, e fanno li .SP. è il .S. attorno alla detta mano, tornando al suo luogo, & le cadenze di questo ballo si faranno con un poco d'un saltino. SECONDA PARTE. TUtti insieme faranno tre .S. in giro andando alla sinistro, e volgendosi à faccia à faccia. fanno un .S. indietro col piè destro; due .SP. è un .S. intorno alla sinistra. fanno poi altretanto attorno alla destra, tornando al suo luogo. TERZA PARTE. LE dame sole l'una al dirimpetto dell'altra fanno due .P. & un .S. innanzi col sinistro, & due .P. & un .S. intorno alla destra; pigliano'l braccio destro, e fanno passando l'uno al luogo dell'altro due .SP. & un .S. attorno alla sinistra; poi pigliano esso braccio è fanno altretanto, tornando al suo luogo, i cavalieri soli faranno'l medesimo c'hanno fatto le dame tornando al suo luogo. QUARTA PARTE. LE dame solo fanno due .P. per fianco alla sinistra volgendo'l fianco destro. due .T. alla sinistra, & alla destra, un. S. volgendosi à faccia à faccia. si fà altretanto alla destra; volgendo'l fianco sinistro; i cavalieri pigliano'l braccio destro della lor dama è fanno due .SP. & un .S. intorno alla destra tornando al suo luogo: poi pigliano'l braccio sinistro dell'altra dama, è fanno altretanto attorno ad essa mano tornando al suo luogo i cavalieri soli fanno'l medesimo .P. è li .T. è il .S. per fianco c'hanno fatto le dame. poi esse da me pigliano'l braccio destro dell'un cavaliero, & il sinistro dell'altro, & tutti insieme fanno l'attioni di sopra SESTA PARTE. TUtti insieme faranno due .P. & un .S. andando alla sinistra con esso piede, è poi altretanto tornando alla destra. si fanno due .SP. & un .S. intorno alla sinistra, il medesimo si fa attorno alla destra ritornando al suo luogo. SETTIMA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. TUtti insieme faranno andando alla sinistra quattro .SP. è due .S. col detto piè volgendosi à faccia à faccia. si fanno due .SP. & un .S. intorno alla sinistra, e poi li .SP. è il .S. attorno alla destra. OTTAVA PARTE. LE dame sole fanno due .S. all'incontro uno innanzi, e l'altro indietro. due fioretti di gagliarda innanzi, è due .T. alla sinistra, & alla destra un .S. intorno alla sinistra. si pigliano per lo braccio destro, e fanno due .SP. si lasciano è fanno un .S. attorno alla sinistra. poi pigliano'l braccio sinistro, è si fa altretanto; tornando al suo luogo; i cavalieri faranno li medesimi .S. è li fioretti, & l'attioni delle dame. NONA PARTE. TUtti insieme faranno otto .SP. in treccia passando prima i cavalieri nel mezo, è poi di fuori, è nel mezo, è di fuora. che sono quattro volte tornando ogn'uno al suo luogo; pigliano'l braccio della lor dama, è fanno due .SP. è un .S. attorno alla destra tornando al suo luogo, poi pigliano'l braccio sinistro è fanno'l medesimo tornando al suo luogo, e volgendosi tutti à faccia à faccia faranno la .Rx. con finir'il ballo gratiosamente. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto dell'Alemana d'Amore. Le prime due parti si fanno sei volte, è due volte per parte, la gagliarda si fa tre volte, è due volte per parte, sin'al fin del ballo. BALLETTO A QUATTRO DE M. STEFANO DETTO LA Galleria d'Amore, si balla in due Cavalieri, & due Dame. In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Lavinia Visconte è Vistarina. PRIMA PARTE. SI fermano i Cavalieri con le sue dame l'un in capo, & l'altra à piè del ballo all'incontro, come mostra la figura avvertendo che s'hà sempre da stare al pari della sua dama; & à dritta linea di quelle, che sono all'incontro. pigliano la mano voltandosi'l viso, e fanno la .Rx. grave, è due .Cc. alla sinistra, & alla destra. poi pigliano'l braccio destro, è fanno due .SP. passando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano è si fa un .S. attorno alla sinistra. pigliano'l detto braccio è fanno li due .SP. è il .S. attorno alla destra tornando al suo luogo. SECONDA PARTE. PIgliano le mani, e fanno quattro .S. andando ambidue l'uno al luogo dell'altro, e voltandosi'l viso; & all'incontro à mezo'l ballo, si fa meza .Rx. pigliano'l braccio destro fanno du .SP. passando l'uno al luogo dell'altro. un .S. attorno alla sinistra pigliano'l detto braccio, e fanno'l medesimo co'l piè destro ritornando al suo luogo. TERZA PARTE. FAnno insieme quattro .S. i cavalieri, e vanno l'uno, al luogo dell'altro voltandosi alla sinistra, è poi alla destra; le dame in quel tempo fanno il medesimo intorno stando al suo luogo voltandosi'l viso fanno due .P. co'l sinistro, e col destro, uno innanzi, è l'altro indietro, un .R. innanzi volgendo'l detto fianco; fanno altretanto innanzi l'un incontra all'altro col piè destro, e voltando esso fianco destro. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. PIglian la mano destra, e fanno la .Rx. grave. due .Cc. poi pigliano'l braccio destro, e fanno quattro volte i cinque .P. col sinistro, o col destro due volte attorno ad essa mano, e tornando al suo luogo si lasciano, e volgendo alla sinistra fanno le'altre due volte i cinque .P. i cavalieri, & le dame tornano in capo e a piè del ballo volgendosi à faccia, à faccia. fanno insieme un saltino à piè pari per fianco à man destra. un .P. con esso piede alto, una botta indietro col sinistro. un sottopiede col detto piede, quattro saltini due sopra'l piè destro, & due sopra'l sinistro, un'altro sopra'l destro. un sottopiede co'l sinistro, è la cadenza co'l destro. questa mutanza è di botte undeci, & è di due tempi di suono; si fa altretanto per fianco alla sinistra co'l detto piede, e fanno quattro volte li cinque .P. passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo alla sinistra cominciando con esso piede e si voltano à faccia à faccia. QUINTA PARTE. Mutatione della sonata nel canario. FAnno insieme quattro fioretti .SP. del canario, intorno alla sinistra voltandosi la faccia. due .P. indietro volgendosi'l fianco destro, è poi il sinistro due .P. innanzi, & un saltino à piè pari con esso piede. i cavalieri fanno tre alzate di piede innanzi col sinistro, e volgendo il detto fianco mettono ad ogni alzata esso piede in terra innanzi al destro. si fa uno .R. & una battuta di canario co'l medesimo piede, e si fa altretanto innanzi col pie destro volgendo'l detto fianco; si fa poi altretanto indietro due volte, come s'è fatto innanzi co'l sinistro, e col destro. fanno insieme i quattro .SP. intorno, & i due .P. indietro, & il .S. innanzi, come di sopra; le dame sole fanno in cambio delle due alzate de piedi due .P. e una .R. minuita col piè sinistro voltando esso fianco si fa poi altretanto innanzi col piè destro con un poco d'inchino, si torna à far il medesimo altre due volte tornando al suo luogo. SESTA PARTE. FAnno insieme i quattro .SP. intorno alla sinistra, & altri quattro all'incontro toccandosi la mano destra à mez'il ballo. con una meza .Rx. ne fanno poi altre quattro volgendo alla sinistra, e passando l'uno al luogo dell'altro; si fa li .P. indietro è innanzi, come di sopra; i cavalieri fanno col piè sinistro tre battute di canario alto da terra, è tre .S. battute à terra, & una .R. minuta, & un .S. battuto, volgendo esso fianco; si fa altretanto innanzi co'l destro volgendo'l detto fianco; e si fa indietro due .P. adagio, battendo'l piè sinistro in terra; poi se ne fanno altre tre un poco più presto; si fa'l medesimo andando indietro col piè destro, poi una battuta indietro col piè sinistro in terra. si fanno due .S. battute del canario col destro, & il sinistro, volgendo il fianco destro, si fa'l medesimo col piè destro volgendo'l fianco sinistro, poi si fa altre due volte tornando al suo luogo, e fanno insieme il paseggio intorno come di sopra, le dame fanno due battute col sinistro, e col destro, è una .R. minuta, questo si fa due volte andando innanzi con un poco d'inchino fanno altre due battute col sinistro e col destro e la .R. per fianco, alla sinistra voltando il fianco destro, poi si fa'l medesimo voltando'l sinistro fanno indietro un poco fiancheggiando due .SP. breve e una .R. minuta col sinistro si fa il medesimo col piè destro tornando al suo loco, fanno insieme il passaggio intorno poi fanno all'incontro quattro .SP. pigliano il braccio destro e fanno attorno quattro .SP. con un poco d'inchino si lasciano, e fanno quattro .SP. à man sinistra, li cavalieri vanno l'uno à capo, e l'altro à piè del ballo le da me in quel tempo fanno il medesimo voltando un poco alla sinistra, e poi alla destra tornando al suo luoco, si pigliano la mano, e fanno la .Rx. con finire'l ballo dove si diede principio. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Galleria d'Amore. La prima parte si fa tre volte la gagliarda, due volte, e poi il canario si fa sin'al fin del ballo. TORDIGLIONE NUOVO CON LE MUTANZE dell'Auttore, si balla in due. In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Donna Isabella Londonia, e Trivulza. IL Cavaliero piglierà la mano della dama, come dimostra'l dissegno. si fa la .Rx. grave, è due .Cc. poi passeggiando faranno quattro .SF. finti doppo il Cavaliero piglierà la mano destra della dama, & insieme faranno co'l pie sinistro due .T. presti & una .R. & questi. .T. e .R. si faranno quattro volte girando attorno in ruota alla sinistra si lasciano con un poco d'inchino, e voltando alla sinistra fanno tre .S. ordinarie intorno. poi un .S. all'incontro con meza .Rx. pigliano'l braccio destro, e fanno quattro .S. scorsi, tre in ruota alla destra cambiando luogo, e si lasciano con un poco d'inchino. si fa l'altro .S. intorno alla sinistra, il Cavaliero torna in capo. la dama a pie del ballo, e fanno insieme la meza .Rx. avvertendo che questa meza .Rx. si fa sempre finita la mutanza, e'l passeggio volgendosi a faccia a faccia. Prima mutanza del Cavaliero, & passeggio della dama. IL Cavaliero farà un saltino col destro con amendue li piedi, & un passo innanzi col sinistro. due passi intorno alla sinistra, un con esso piede, l'altro con la cadenza; si fa col destro un passo innanzi adagio con un poco d'inchino. una botta indietro alta; tre sottopiedi un con l'istesso piede, l'altro col sinistro, e'l terzo col destro un fioretto col sinistro, e la cadenza col destro. due battute, & una scambiata stando fermato, e tre botte della campanella, attorno alla destra, & la cadenza col detto piede. questa mutanza e de botte 22. & de quattro tempi di suono. si fa altretanto con l'altro piede. La dama in questo tempo passeggiando farà quattro .S. correndo, e voltando intorno alla sinistra, & poi alla destra in foggia di due circoli quattro .SF. finti per fianco. due alla sinistra, & due alla destra. Prima mutanza della dama, & passeggio del Cavaliero. LA dama farà due .P. ponendo li piedi in terra uno innanzi, l'altro indietro col sinistro. poi alzerà'l pie destro innanzi, e la cadenza con esso piede si fanno due tempi di .R. minuita con li piedi al pari, una alla sinistra, l'altra alla destra li cinque .P. scorrendo una volta attorno alla sinistra, & il medesimo si fa col pie destro. questa mutanza e di botte 21. e di quattro tempi di suono. Il Cavaliero in questo tempo passeggiando farà quattro .S. finti per fianco. due alla sinistra, & due alla destra, & quattro .S. ordinarij due intorno alla sinistra, & due alla destra. si fanno questi .S. in due modi per variar li detti .P. à chi piacerà a passeggiar essi .P. senza voltarsi intorno si pon far'a suo piacere. Seconde mutanze del Cavaliero, & passeggio della dama. IL Cavaliero farà in contratempo una battuta innanzi. un passo, un fioretto col pie sinistro, e la cadenza col destro; due saltini indietro a pie pari. un saltino attorno alla destra sopra'l pie sinistro, col destro indietro alto, tre sottopiedi in prospettiva. un con esso piede, l'altro col sinistro, il terzo, & la cadenza col destro alto. quattro passi attorno alla destra. un col detto piede, l'altro col sinistro, l'altro passo innanzi, e la cadenza col pie destro. questa mutanza è di botte 21. & di quattro tempi di suono. si fa'l medesimo con l'altro piede. La dama in questo tempo passeggiando farà li quattro .S. scorsi intorno, & li quattro .S. finti alla sinistra, & alla destra, come di sopra. Seconda mutanza della dama, & passeggio del Cavaliero. LA Dama farà un .P. adagio levando innanzi'l pie sinistro, è doppo ne farà un'altro col destro, e la cadenza con esso pie voltand'il detto fianco. tre .P. uno innanzi, l'altro indietro ponendo'l piede in terra, e'l terzo innanzi, e la cadenza con esso piede, cinque .P. col detto intorno alla sinistra voltando esso fianco, si fan li due .P. adagio, che si sono fatti al principio della mutanza, & la cadenza col pie destro voltando'l detto fianco. questa mutanza è di botte 15. & di quattro tempi di suono. si fa'l medesimo con l'altro piede. Il Cavaliero in questo tempo passeggiando farà li .S. già detti c'ha fatto di sopra. Pigliano poi'l braccio destro, e fanno quattro .S. scorsi tre in ruota attorno alla sinistra cambiando luogo, si lasciano con un poco d'inchino e fanno l'altro .S. intorno ad essa mano. fanno parimente insieme'l passeggio, cioè gli otto .S. finti. quattro alla sinistra voltando'l fianco destro, e quattro alla destra voltando'l sinistro. il Cavaliero farà essi .S. finti con un fioretto contratempo nel fine delle cadenze. e la dama farà poi li medesimi S. finti c'ha fatto di sopra, fanno insieme quattro .R. minuite innanzi, l'uno contra l'altro voltandosi'l fianco sinistro, e poi il destro. quattro volte con un poco d'inchino, si fa'l medesimo indietro, tornando al suo luogo. Terza mutanza del Cavaliero, & passeggio della Dama. IL Cavaliero farà un fioretto contratempo col pie sinistro voltando esso fianco, & andando alla destra. un passo innanzi col destro, & la cadenza finta col detto piede. un .P. col sinistro innanzi, & la cadenza col destro. una battuta alla sinistra voltando'l fianco destro. due sbalzetti un con esso piede, l'altro col sinistro. un sottopiede col destro. un fioretto col sinistro una botta innanzi, & un saltino sopra'l destro; & due botte innanzi, e indietro. un sottopiede col sinistro, è la cadenza col destro. due sbalzetti a pie pari alla sinistra un .P. innanzi con esso piede alto. due sbalzetti alla destra, un sottopiede col sinistro. e la cadenza col destro. due sbalzetti à pie pari alla sinistra un .P. innanzi con esso piede alto. due sbalzetti alla destra, un sottopiede col sinistro, è la cadenza col destro. questa mutanza e de botte 29. & di quattro tempi di suono. il medesimo si farà con l'altro piede. La dama in questo tempo passeggiando farà li .S. già detti di sopra. Terza mutanza della dama, & passeggio del Cavaliero. LA dama farà cinque passetti intorno alla destra col piè sinistro, e la cadenza col destro. due battute adagio per fianco alla sinistra voltando'l fianco destro. una botta con esso piede alto voltando'l fianco sinistro. una botta innanzi con esso piede alto voltando'l detto fianco. un .P. innanzi, è la cadenza col piè destro. questa mutanza e de botte 15. e quattro tempi di suono. il medesimo si fà con l'altro piede. Il Cavaliero in questo tempo passeggiando farà li .S. già detti di sopra. Quarta mutanza del Cavaliero, & passeggio della dama. Il Cavaliero farà tre salti à pie pari contratempo col pie destro per'fianco alla detta mano. un .P. innanzi con esso piede alto; un sottopiede col sinistro, e la cadenza col destro; una scambiata di piede fermata. tre saltini andando un poco indietro. un sopra'l sinistro, l'altro col destro, e poi col sinistro, & un sottopiede col destro, & la cadenza con esso piede alto. due saltini innanzi, è tre botte di campanella col sinistro intorno alla destra, e col detto piede la cadenza; un saltino indietro con ambidue li piedi. il medesimo indietro, è una botta in dietro. un sottopiede col sinistro, & la cadenza col destro. questa mutanza e di botte 22. & e di quattro tempi di suono. si fa altretanto con l'altro piede. La dama in questo tempo passeggiando fara'l .S. che s'è già fatto di sopra. Quarta mutanza della Dama, & passeggio del Cavaliero. LA dama farà un passo adagio levand'innanzi il piè sinistro; poscia un'altro col destro, e la cadenza, voltando esso fianco. si fanno tre .P. uno innanzi, l'altro indietro, mettendo'l piede in terra, e'l terzo innanzi, e la cadenza col destro voltando'l detto fianco. si fanno due .R. minuite un poco per fianco una indietro à dritta linea col sinistro, l'altro innanzi, e la cadenza col pie destro. questa mutanza è di botte 13. & sono quattro tempi di suono, e si fa altretanto con l'altro piede. Il detto, in questo tempo passeggiando farà'l .S. che s'è già fatto di sopra. FAnno poi insieme un saltino col piè sinistro innanzi con muover esso piede in sù, & in giù mettendolo in terra con un poco d'inchino, due .P. un col detto, l'altro col destro, un fioretto con esso piede, è la cadenza col sinistro alto, questi passi, è fioretti si fanno tre volte contratempo, passando l'uno al luogo dell'altro in forma di meza Luna fanno un .S. intorno alla sinistra, alzando'l piè destro, & col detto piede altretanto, tornando ogn uno al suo luogo fanno il .S. attorno alla destra con esso piede, & se la dama non potesse fare li .P. col fioretto potrà fare quattro .S. & fatto li due all'incontro farà un poco d'inchino, ò altri passi, come le farà più commodo, poi fanno quattro .S. il cavaliero, ne fa due intorno alla sinistra, & due andando in capo del ballo. la dama in questo tempo scorre intorno alla sinistra, è poi alla destra, & nel fine delli quattro .S. si pigliano con bel modo la mano, è fanno insieme la .Rx. mettendo gratiosamente fine al ballo. Questo Tordiglione si fà ancora in quattro, stando un cavaliero con la sua dama in capo, l'altro à piè del ballo, & nel finire la prima parte, si cambia luogo l'uno con l'altro, e la dama si metterà al pari dell'altro cavaliero all'incontro del suo, è faranno i cavalieri insieme le sopradette mutanze, & il passeggio; le dame faranno ancor loro le sue mutanze, & il passeggio, è l'attioni, che si sono fatte prima ballando in due. La Musica della sonata con l'Intavolatura del liuto del Tordiglione. E una parte sola, à si fa sempre sin'al fin del ballo. IL CANARIO DELL'AUTTORE CON le sue mutanze. In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Marchesa Giulia de Vecchi, è Cusana. NEL principiare questo ballo, il cavaliero pigliarà la mano della dama, come si vede nella figure, & insieme faranno la .Rx. grave con due .Cc. alla sinistra, & alla destra. poi faranno dodeci fioretti .SP. schisciati quattro, andando innanzi sino à mezo il ballo; pigliaranno poi'l braccio destro, & se ne faranno altri quattro attorno alla destra con una meza .Rx. si lascieranno, è faranno gl'altri quattro .SP. intorno alla sinistra. il cavaliero và à piè del ballo, è la dama ritorna à capo, voltandosi à faccia, è fanno insieme la .Rx. la dama si ferma, il cavaliero fa quattro .SP. in saltino intorno alla sinistra, & due .P. presti andando innanzi, è la cadenza à piè pari. questo è'l passeggio che faranno insieme amendue è poi si farà ancora innanzi, che si facciano le mutanze, avvertendo che come si faranno questi .P. si fa'l medesimo passeggio, come di sopra. voltandosi nel far le mutanze, e l'altre attioni sempre all'incontro à dritta linea. Prima mutanza del Cavaliero. IL Cavaliero farà'l passeggio intorno, come fece di sopra, è poi col piè sinistro quattro battute andando innanzi; e voltando esso fianco una alta da terra, & l'altra battuta si batte co'l mezo del piè sinistro nel calcagno del piè destro, & queste due battute si faranno un'altra volta con esso piede è poi due .S. battuti, & una .R. minuta, & un .S. battuto, & tutta questa mutanza si farà col piè sinistro, poi col destro altretante, come s'è fatto voltando'l detto fianco. dopò si farà la ritirata battendo'l piè sinistro indietro con una .R. doppia minuta. si fa'l medesimo col piè destro fiancheggiando, poi si fanno cinque .P. in dietro battuti, due adagio, & gl'altri trè presto col sinistro, è col destro si fa altretante col piè destro tornando al suo luogo, si fa poi il passeggio intorno alla sinistra, & insieme la .Rx. Mutanza della Dama. LA Dama farà'l passeggio intorno, è poi otto .S. battute andando innanzi, è due .R. minute per fianco alla sinistra, & alla destra, & un .S. minuto scorrendo intorno alla sinistra, si farà altretanto dalla parte destra, è la ritirata indietro, fiancheggiando con quattro .P. gravi battendo'l piede in terra. poi fa'l passeggio intorno e la .Rx. insieme. Seconda mutanza del cavaliero. IL Cavaliero fa'l passeggio intorno, è li .P. innanzi, & il saltino, poi sette botte preste col piè sinistro, tre botte battendo'l calcagno, & la punta del pied'in terra nel detto luogo, & due botte toccando con la punta del piè, e del calcagno in terra sopra'l piè destro, & una botta indietro, è la cadenza con esso piede, due .P. è due .S. battute, & due .R. minute alla destra, & alla sinistra, è poi due ricacciate con due .S. battuti si farà poi la medesima mutanza col piè destro, è la ritirata indietro con tre botte presto col sinistro, toccando col calcagno è con la punta del piede in terra. si fanno due .T. & un saltino à piè pari voltando'l fianco destro, & un .P. tirando indietro à terra'l piè destro, e voltando'l fianco sinistro, & questa ritirata si farà quattro volte indietro con un piede, & con l'altro. poi si fa'l passeggio intorno, e la .Rx. d'amendue insieme. Mutanza della Dama. LA Dama fara'l passeggio intorno, è tre .T. innanzi, & indietro voltando esso fianco sinistro sopra'l detto piede, & sopra'l destro. poi fa due .R. minuite una indietro, l'altra innanzi; & questa mutanza si farà quattro volte sempre innanzi con un piede, è con l'altro fiancheggiando poi quattro .S. scorsi minuti intorno alla sinistra, & alla destra, à modo di due circoli, e tornando al suo luogo si farà la ritirata indietro con quattro battute, tirando indietro'l piede per terra con quattro .R. minuite col sinistro voltando'l fianco destro. e poi con esso destro, voltando'l sinistro, & questo si farà quattro volte. Il passeggio insieme. FAranno insieme'l passeggio intorno, è poi quattro .SP. schisciate andando l'uno verso l'altro toccando la man destra à mezo'l ballo con una meza .Rx. lasciano la mano, è fanno quattro altre .SP. andando l'uno al luogo dell'altro, e voltando alla sinistra faranno la .Rx. insieme. Terza mutanza del Cavaliero. IL Cavaliero farà'l passeggio intorno, e tre .S. battuti in prospettiva un col sinistro, & due col destro piede, & sei battute presto, tre innanzi, è indietro col sinistro, & tre col piè destro, è poi altre tre battute indietro, è innanzi, è la cadenza col sinistro, ponendo'l piè destro di dietro al detto con esso piede, si fa un .P. & due saltini à piè pari per fianco alla detta mano, un saltino innanzi sopra'l piè sinistro, & un .P. col destro è un .S. battuto col sinistro, & un saltino sopra à esso piede, & un .S. battuto col detto, si farà poi la medesima mutanza cominciando co'l piè destro. doppo si far la ritirata indietro due botte gravi indietro, un saltino battendo in terra indietro'l piè sinistro, & due scambiate di piede in saltino andando innanzi, una col piè destro, l'altra col sinistro, & una .R. minuita con esso piede, è due .S. battuti, un col destro, & l'altro, è la cadenza col sinistro. doppo si fa'l medesimo, che s'è fatto cominciando col piè destro. poi fatto'l passeggio faranno insieme la .Rx. Mutanza della Dama. LA Dama fara'l passeggio intorno, poi andando innanzi una .R. doppia minuita col piè sinistro, voltando esso fianco, è tre .T. uno sopra detto piede, l'altro sopra'l destro, un'altra .R. col sinistro. doppo col piè destro altretanto andando innanzi, e voltando esso fianco fa poi otto .P. gravi intorno alla sinistra voltando due volte intorno à dritta linea, e tornando al suo luogo, e voltando'l fianco destro; doppò farà tornando innanzi altretanto, come s'è già fatto col detto piede, è col sinistro: poi si faranno le due volte intorno, alla destra due .R. indietro minuite una col sinistro, l'altra col piè destro tornando al suo luogo poi fatto'l passeggio fanno insieme la .Rx. Quarta mutanza del Cavaliero. IL Cavaliero solo farà'l passeggio intorno. poi un .F. contratempo per fianco alla destra col piè sinistro, è due botte innanzi, una col destro alto; & l'altra con la cadenza col piè sinistro, è due battute col piè destro per fianco alla sinistra; una botta indietro, è un sottopiè col destro, & una capriuola spezzata col sinistro, è due .R. minute alla destra, & alla sinistra, è tre .P. presto andando innanzi col piede alto, e battendo tre volte'l piede innanzi, è indietro col sinistro, è col destro, e poi fa la cadenza col sinistro, è due .P. indietro adagio battendo'l piede in terra, è tre .P. presto anco indietro tirando adietro'l piè destro, & il sinistro, è la cadenza col destro, è tre scambiate di piede di tre botte l'una tenendo sempre spianati li piedi in terra col piè destro, è col sinistro spingendo due volte'l piede innanzi à dritta linea, è poi indietro, è la cadenza col sinistro, è quattro battute, una alta da terra, & l'altra battendo una botta col mezo del piè destro nel calcagno del sinistro, & queste due botte si faranno un'altra volta con esso piede, & un sottopiede col detto, e poi una capriuola spezzata è la cadenza col sinistro, & una .R. innanzi minuta voltando'l fianco destro, è poi un'altro sottopiede con esso, è la capriola è la .R. minuta col destro voltando'l fianco sinistro si fanno doppò cinque botte adagio col sinistro, una battendo'l calcagno al paro del piè destro, è due botte dando della punta & del calcagno in terra sopra d'esso piè destro intorno alla detta mano, & una botta indietro è la cadenza col sinistro. tutta questa mutanza si tornerà à fare un'altra volta cominciando col piè destro. e dopò fatto'l passeggio intorno, fanno insieme la .R. Mutanza della Dama. LA Dama fara'l passeggio intorno poi cinque botte adagio col piè sinistro, una battendo del calcagno in terra al pari del piè destro, è due botte dando della punta, & del calcagno in terra sopra al piè destro, e voltando'l fianco sinistro fa poi una botta battendo la punta del pie indietro, è la cadenza à pie pàri col sinistro; è due .S. battuti col destro, e col sinistro; è due .R. minuite con un piede è con l'altro. questa mutanza si farà quattro volte andando innanzi, e voltando'l fianco sinistro, & il destro. poi farà la ritirata. doppo si fanno cinque botte indietro, due adagio battendo'l piede indietro in terra, & nell'altre tre botte si fa'l medesimo, ma un poco più presto col piè sinistro. si fa poi altretanto col destro un .P. battuto, è una .R. minuita col sinistro voltando'l fianco destro. poi si fara'l medesimo con esso piede voltando'l fianco sinistro. faranno insieme il passeggio intorno poi quattordici .SP. due andando innanzi, pigliano'l braccio à mezo'l ballo, & ne faranno sei altri attorno alla destra cambiando luogo. lasciano'l braccio con un poco d'inchino poi fanno altri sei .SP. la dama volta alla sinistra, e poi alla destra, e torna à capo del ballo. il Cavaliero in quel tempo si volta alla sinistra, & và à pigliare la mano della Dama. e fanno la .R. finendo'l Canario gratiosamente. Si potrebbero fare in questo ballo molte altre mutanze, ma per non esser troppo lungo con haver messe queste quattro mi pare d'haver fatto à bastanza. Il detto Canario alcuni fanno'l passeggio à un'altro modo doppo fatto la Rx. & li quattro .SP. lasciano la mano, Il Cavaliero torna à capo e la dama a piè del ballo, dopo haver fatto le due mutanze, & il passeggio passano l'uno al luoco dell'altro toccandosi la mano, fatto l'altro passeggio e le due mutanze, vanno à pigliar il braccio destro, girando attorno alla sinistra cambiando luoco, si lasciano con un poco d'inchino, la dama volta alla sinistra, & alla destra, & torna a capo del ballo il cavalier volta alla sinistra è và à pigliar la mano, fanno la .Rx. questi doi modi di passeggio stanno tutte due bene, & si potrà fare quello che più piacerà, è à me pare che'l primo passeggio sia più commodo per le Dame. La Musica della sonata con l'Intavolatura di leuto del Canario, è una parte sola, è si fa sempre siu'al fin del ballo. BASSA IMPERIALE, MESSA IN USO DALL'AUTTORE, si balla in quattro, due Cavalieri, & due Dame. In gratia della Illustrissima Signora la Signora Donna Beatrice da Este. PRIMA PARTE. SI fermano i Cavalieri con le sue Dame, l'uno in capo, & l'altro a piedi del ballo all'incontro, come mostrano le presenti figure, avvertendo, che s'hà sempre da star al pari della dama, & a dritta linea di quelle, che sono all'incontro. Pigliano la mano, e fanno la .Rx. grave due .Cc. alla sinistra, & alla destra due .SP. & un .S. due .P. gravi, & una .R. alla destra andando innanzi l'uno al luogo dell'altro, e voltandosi a faccia a faccia. SECONDA PARTE. SI fanno poi due .SP. & un .S. andando innanzi, & a mezo'l ballo un poco d'inchino all'incontro. lasciano la mano, i cavalieri, e fanno due .SP. & un .S. tornando dove si principiò'l ballo, le dame in quel tempo fanno'l medesimo scorrendo, & si voltano alla sinistra al dirimpetto. TERZA PARTE. PIglieranno la mano destra della Dama, è faranno due .SP. & un .S. col sinistro, volgendo esso fianco. lasciano la mano è fanno due saltini un'indietro sopra'l destro, l'altro innanzi sopra'l sinistro, e un .S. indietro col destro; pigliano poi la man sinistra, e fanno altretanto, tornando al suo luogo, e voltando'l fianco destro; ma li due saltini si fanno uno innanzi sopra esso piede, l'altro indietro, sopra'l sinistro, & il .S. col destro. QUARTA PARTE. I Cavalieri faranno due .SP. & un .S. passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo alla sinistra; le dame in quel tempo fanno'l medesimo al suo luogo intorno ad essa mano, e fanno insieme all'incontro due .SP. brevi indietro, e fiancheggiando uno col destro, l'altro col sinistro, & un .S. innanzi col destro. QUARTA PARTE. I Cavalieri soli, faranno due saltini a pie pari alla sinistra, & alla destra, e poi quattro .SP. gagliardi, due innanzi fiancheggiando incontro alle sue dame, e due indietro, cominciando col sinistro, & un .S. con esso piede tornando al suo luogo. poi fanno altretanto cominciando col pie destro, e le dame sole faranno quello, che si è già fatto dalli cavalieri stando sempre all'incontro. SESTA PARTE. Mutatione della sonata. FAranno tutti insieme li due saltini à pie pari, & un fioretto di gagliarda col sinistro, & un .S. col destro, scorrendo l'uno contra l'altro all'incontro alla sinistra della sua dama, si fa meza .Rx. volgendosi la faccia poi due .SP. & un .S. volgendo attorno alla sinistra, e tornando al suo luogo, si farà poi altretanto sopra'l pie destro scorrendo alla destra della sua dama. doppo volgendosi intorno alla destra, tornano al suo luogo con le dette attioni fatte di sopra. SETTIMA PARTE. FAranno insieme andando innanzi l'uno verso l'altro; e passando i Cavalieri alla sinistra della sua dama un .P. col sinistro, & un fioretto gagliardo col pie destro, & questo si farà due volte. doppò fermandosi all'incontro a mezo il ballo si fa un .P. col destro alto, & due fioretti per fianco alla cadenza con meza .Rx. con esso pie destro, & le dame in cambio di questo, che si è fatto, fanno due .SP. & un .S. col sinistro, poi la meza .Rx. col destro; fanno insieme due .SP. è uno .S. con esso, passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo attorno alla detta mano, si fermano all'incontro. OTTAVA PARTE. LE dame sole faranno quattro .SP. in un circolo intorno alla sinistra. due .P. gravi innanzi, & una .R. per fianco alla detta mano, si fa altretanto intorno alla destra con esso piede, i cavalieri soli faranno'l medesimo, c'hanno fatto le dame; ma li due .P. li faranno brevi con due fioretti gagliardi, e la R. per fianco. NONA PARTE. Faranno insieme un .P. col sinistro, & un fioretto gagliardo col destro, & questo si fa due volte, andando innanzi dalla parte sinistra della sua dama; e fermandosi all'incontro a mezo'l ballo. si fanno col sinistro alto due fioretti per fianco, e la cadenza con meza .Rx. con esso piede, & le dame in cambio di questo, fanno due .S. con la meza .Rx. poi insieme due .SP. e un .S. col sinistro, tornando al suo luogo, e volgendo ad essa mano fanno altretanto col pie destro, passando alla destra della dama, e tornando al suo luogo, volgono attorno dalla destra. DECIMA PARTE. FAranno insieme quattro .SP. col sinistro, l'uno contra all'altro fiancheggiando; e passando alla sinistra della dama. fanno poi due .S. le dame voltano alla destra, & i cavalieri in quel tempo voltano alla sinistra, e vanno à pigliare la mano, facendo fine con la .Rx. dove s'è principiato'l ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Bassa Imperiale. La prima parte si fa cinque volte, la seconda parte si fa sin'al fin del ballo. LAURA GENTILE, MESSO IN USO DALL'AUTTORE, si balla in due. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Innocenza Raynolda, è Coria. PRIMA PARTE. STand'il Cavalier'è la dama all'incontro, come dimostra'l dissegno, fanno la .Rx. grave, due .Cc. è due .P. & uno .S. passando l'uno al luogo dell'altro, e pigliando la man destra, pigliano la sinistra, e fanno'l medesimo tornando al suo luogo: pigliano la mano, e fanno due .R. e tre .T. alla sinistra, e duoi .S. intorno alla destra; si piglia la sinistra, e si fa altretanto alla destra, & i due .S. intorno alla sinistra. SECONDA PARTE. PIgliano la mano, e fanno andando innanzi due .P*. due .P. & uno .S. col pie sinistro. due .P*. due .P. & uno .S. col destro volgendosi la faccia in capo del ballo. si fa la .R. li .T. e li .S. come s'è fatto di sopra alla sinistra, & alla destra. TERZA PARTE. IL Cavaliero solo fa innanzi alla dama due .P. & uno .S. col sinistro due .P. adietro, e tre .T. col destro, e fanno insieme la .Rx. e gli con due .S. va al luogo della dama; & essa si volge alla sinistra cambiando luogo; la dama fa'l medesimo; c'ha fatto'l cavaliero tornando l'uno, e l'altro al suo luogo. QUARTA PARTE. PIgliano la mano, e fanno due .P. & uno .S. col sinistro si lasciano, e si fanno due .P. & uno .S. col destro intorno alla sinistra, restando per fianco, si fanno due .P. indietro col sinistro, & due .P. & uno .S. intorno alla destra. fanno poi le .R. alla destra. QUINTA PARTE. PIgliano amendue le mani, e fanno la .Rx. due .Cc. e due .S. indietro, è due .S. innanzi. quattro .T. e tre .P. indietro. si lasciano; e fanno due .S. intorno alla destra. quattro .T. innanzi e tre .P. indietro, & due .S. intorno alla sinistra; poi fanno quattro .S. cambiando luogo, e voltando ad essa mano, & all'incontro fanno due .S. adietro, & due innanzi, e quattro .T. è tre .P. indietro, & due .S. intorno alla destra. quattro .T. innanzi tre .P. indietro. la dama volta alla destra con due .S. & il Cavaliero in quel tempo và a pigliarle la mano, e fanno insieme con gratia la .Rx. finendo il ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto della Laura gentile à due parte, è si fanno due volte per parte, & si replicano quattro volte, la gagliarda si fa otto volte, è due volte per parte. BALLETTO A DUE DETTO ALTA MENDOZZA, di M. Stefano. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Donna Isabella Mendozza, e Olivara. PRIMA PARTE. PIgliano la mano, come si vede nel presente dissegno, e fanno la .Rx. grave. lasciano la mano, è fanno due .S. uno attorno alla sinistra con esso piede, & l'altro indietro col destro. pigliano la mano, è fanno due .P*. e due .SP. & un .S. andando innanzi a piè del ballo. lasciano la mano, e fanno due .R. voltandosi'l viso, & due .SP. indietro, è quattro .P. fermi con la cadenza poi pigliano amendue la mano, & fanno due volte i cinque .P. passando l'uno, al luogo dell'altro lasciano le mani, e fanno altre due .R. & due .SP. indietro, & i quattro .P. fermi con la cadenza, come s'è fatto di sopra. pigliano ambedue le mani, e fanno altre due volte i cinque .P. tornando amendue al suo luogo lasciano le mani. Mutatione della sonata in Nizzarda. SECONDA PARTE. FAnno insieme due .SP. & un .S. il cavaliero volta alla sinistra, & la dama in quel tempo volta alla detta mano, & và a capo del ballo voltando'l viso al cavaliero e fanno due .SP. indietro, & un .S. innanzi poi si fa la mutanza due segnate col pie sinistro innanzi, & due ricacciate indietro, & un'altra segnata innanzi con esso piede. si fa poi'l medesimo col pie destro, e quattro battutte di canario con un piede, e con l'altro, & un .S. innanzi con un saltino a pie pari col destro toccandosi amendue le mani. Mutatione nella prima sonata. TERZA PARTE. FAnno insieme la .Rx. grave, & due volte li cinque .P. attorno alla sinistra. poi pigliano'l braccio destro e fanno due volte i cinque .P. attorno ad essa mano. si lasciano, & fanno altre due volte i cinque .P. attorno alla sinistra. il cavalier piglia la mano della dama; & fanno due volte i cinque .P. per fianco alla destra, & alla sinistra. poi altre due volte i cinque .P. voltando à man sinistra, & a mezo la volta si lascia la mano, e mentre che'l cavaliero fa l'altra meza volta la dama fa li cinque .P. fermati, poi pigliano'l braccio sinistro, e fanno due volte cinque .P. attorno ad essa mano. lasciano'l braccio, & la dama piglia la mano sinistra del cavaliero, e fanno i cinque .P. per fianco, & altre due volte attorno a man sinistra, poi a meza la volta si lascia la mano, & mentre la dama fa l'altra meza volta il cavaliero fa li cinque .P. fermati, come di sopra, pigliano'l braccio destro, e fanno due volte i cinque .P. attorno ad essa mano. lasciano'l braccio, & pigliano la mano, e fanno la .Rx. finendo gratiosamente'l ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto dell'Alta Mendozza. Le prime due parte si fanno due volte per parte, la seconda due volte, la terza si fa tre volte, è poi si fa la prima parte sin'al fin del ballo. BALLETTO A DUE DELL'AUTTORE DETTO Adda Felice. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Beatrice Adda. PRIMA PARTE. SI fermano à capo del ballo rivolte à faccia, à faccia pigliano la mano, come mostrano le figure. fanno la .Rx. grave due .Cc. alla sinistra, alla destra due fioretti .SP. indietro l'uno contra l'altro fiancheggiando. un .S. innanzi con esso sinistro. due .SP. indietro col dritto .S. innanzi col detto piede, come si dirà, li .SP. indietro, & il .S. innanzi, & hanno à far questi passi nell'ultimo della prima parte, avvertendo à tutte le parti, e senza che si dica altro, si rivolgeranno sempre la faccia. SECONDA PARTE. PIgliano la mano, e fanno quattro .S. innanzi, andando à piè del ballo. si lasciano, e fanno due .SP. & un .S. attorno alla sinistra con esso piede. due .SP. & un .S. attorno alla destra con detto piede tornando al suo luogo. TERZA PARTE. PIgliano la mano, e fanno quattro .S. due innanzi, & à mezo'l ballo volgendosi la faccia. si lasciano con un poco d'inchino. poi fanno gl'altri due .S. il cavaliero torna in capo, e la dama à piè del ballo. volgendo alla sinistra, fanno li .SP. indietro, & il .S. innanzi, come di sopra. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAnno insieme due zoppette per fianco col piè destro alto con far tremare sempre'l piede, e cascare à piè pari. un saltino sopra esso piede e cadenze. un .P. sopra'l piè sinistro cinque .P. presto attorno alla destra col detto piede. tre .P. innanzi con esso piede fiancheggiando, & ad ogni .P. far tremar'il piede, & la cadenza col detto piede innanzi. cinque .P. intorno alla destra, & la cadenza col detto piede; questa mutanza è di botte 22. & di quattro tempi di suono, e si fa l'altra dall'altra parte con l'altro piede; la dama in quel tempo fa una .R. per fianco, d'un tempo col piè destro. quattro .P. intorno alla detta mano, col sinistro due battute, & una botta innanzi, e la cadenza con esso piede. tre .P. indietro col destro, e la cadenza col detto piede. questa mutanza è di botte 15. & e di quattro tempi di suono, si fa altretanto dall'altra parte. QUINTA PARTE. Mutation della sonata. FAnno insieme due .P. gravi, & un .S. per fianco à man sinistra, e col detto piede. due .P. & un .S. alla destra. due .SP. & un .S. attorno alla sinistra. due .SP. & un .S. attorno alla destra fanno due .R. all'incontro per fianco alla sinistra, & alla destra; pigliano la man destra, e fanno un .S. col sinistro, passando l'uno al luogo dell'altro, e pigliano la sinistra, e fanno l'istesso tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno due .S. attorno alla sinistra. SESTA PARTE. PIgliano'l braccio destro, e fanno due .P. gravi, & un .S. col sinistro, passando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano, e fanno due .SP. & un .S. attorno alla destra; pigliano la sinistra, & fanno'l medesimo, tornando al suo luogo. si lasciano e fanno i due .SP. e il .S. attorno alla sinistra volgendo esso fianco. fanno due .R. una innanzi l'un contra l'altro col sinistro; l'altra indietro col destro, e fanno un .P. adagio levando'l piè sinistro. doppo un'altro col destro, e la cadenza con esso piede volgendo'l detto fianco si fanno tre .P. un'innanzi, l'altro indietro mettendo'l piede in terra, l'altro .P. innanzi alto, e la cadenza con esso piede. si fa altretanto col pie destro volgendo'l fianco sinistro; questa mutanza è di botte 7. e di due tempi di suono. SETTIMA PARTE. Mutatione della sonata in canario. FAnno insieme quattro fioretti .SP. del Canario, passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo à man destra. due .SP. indietro, & un .D. innanzi, fanno tre saltini un sopra'l piè sinistro, l'altro sopra'l destro, e poi sopra'l sinistro, volgendo esso fianco, fanno due .R. minute una indietro, e l'altra innanzi. fanno altretanto col piè destro, volgendo'l detto fianco. OTTAVA PARTE. FAnno insieme'l passeggio. poi pigliano'l braccio destro, e fanno quattro .S. scorsi del canario attorno alla destra, cambiando luogo, si lasciano, con un poco d'inchino, e fanno quattro fioretti .SP. del canario, attorno alla sinistra; il cavaliero và à piè del ballo, e la dama a capo. NONA PARTE. FAranno insieme col piè sinistro cinque battute gravi, una battendo'l calcagno al par del piè destro, & due la punta e'l calcagno sopra esso destro, voltando il fianco sinistro, & altre due botte si fanno, una con la punta, e l'altra à piè pari. poi si fanno due .S. battuti col destro, e col sinistro, e due .R. minute alla destra, e alla sinistra. si farà doppo altretanto voltando'l fianco destro col detto piede. fanno indietro insieme la ritirata, battendo indietro in terra il piè sinistro. si fa una .R. minuta voltandosi'l fianco destro, e poi si fa'l medesimo con esso piè voltandosi'l fianco sinistro. si fanno quattro .SP. del Canario. il Cavalier và à pigliar la mano alla dama, & essa in quel tempo si volta alla destra. poi fanno la .Rx. finendo'l ballo con bella gratia. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto d'Adda Felice. La prima parte si fa tre volte, la gagliarda due volte, le quattro parti che seguono si fanno due volte per parte, si tornano a fare queste quattro parti, altre due volte per parte, si fa poi il canario sin'al fin del ballo. BALLETTO DETTO IL BIZZARRO MESSO IN USO dall'Auttore, si balla in due. In gratia dell'Illustrissima Signora la Signora Contessa Barbara Sala. e Canta Croia. PRIMA PARTE. IL Cavaliero piglia la mano della dama, come si vede nel presente dissegno, è fanno la .Rx. grave due .Cc. e quattro .SP. andando innanzi, & una .R. alla sinistra; poi si fa altretanto indietro col piè destro, tornando al suo luogo. SECONDA PARTE. FAnno insieme due .Cc. e quattro .S. andando innanzi due .S. scorrendo voltando alla sinistra, e tornando al suo luogo, e fanno uno .R. alla sinistra, e tre .T. e uno .S. intorno ad essa. si piglia la mano, e poi si fa altretanto alla destra, e pigliano la mano. TERZA PARTE. In sciolta. FAnno insieme due .Cc. con un poco d'inchino, poi due .S. scorsi; il cavaliero volta alla sinistra, è và à piè del ballo. la dama volta alla destra, e resta à capo del detto, e fanno insieme per fianco alla sinistra. due .SP. e un .P. e una .Rx. breve col piè destro. poi si fa'l medesimo alla destra, e la .Rx. breve col sinistro, il cavaliero solo fa un .S. innanzi e due .SP. indietro fiancheggiando, & una .R. & due .T. un .S. attorno alla sinistra. poi fa altretanto alla destra. e fanno insieme per fianco alla sinistra due .SP. & una .R. altretanto per fianco alla destra; la dama sola fa il .S. innanzi li .SP. in dietro, la .R. e li .T. & il .S. attorno alla sinistra, & altretanto alla destra, fanno insieme per fianco alla sinistra due .SP. & un .P. e la .Rx. breve col destro, & altretanto alla destra, e la .Rx. col sinistro. QUARTA PARTE. FAnno insieme all'incontro due .S. pigliano la man destra à meza'l ballo, e fanno una .R. alla sinistra, & un .S. intorno ad essa mano. poi pigliano la man sinistra, e fanno'l medesimo alla destra; fanno insieme per fianco alla sinistra due .SP. & una .R. altretanto per fianco alla destra. QUINTA PARTE. FAnno insieme due .Cc. e due .S. scorsi; il cavalier volta alla sinistra, e la dama alla destra. tornando a capo del ballo; pigliano la man destra, poi fanno tre tempi di .R. in giro attorno alla sinistra, andando l'uno al luogo dell'altro; poi pigliano la man sinistra, e fanno altretanto attorno alla destra, tornando al suo luogo; pigliano la mano ordinaria, e fanno due .S. innanzi. si lasciano, e fanno due .S. scorsi. il cavalier volta alla sinistra, e la dama alla destra, tornando in capo del ballo. pigliano la mano, e fanno la .Rx. finendo'l ballo gratiosamente. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Bizzarro. La prima parte si fa una volta, la seconda due volte, la prima due volte, la seconda due volte, la sciolta si fa cinque volte, si fan poi l'altre prime parti due volte, e si finisce'l ballo. BALLETTO SO BEN MI CHI HA BUON TEMPO corretto dall'Auttore si balla in due. In gratia dell'Illustrissima Signora, la Signora Donna Isabella Borromea Contessa di San Secondo. PRIMA PARTE. PIgliano la mano volgendosi la faccia, come dimostra'l dissegno, e fanno la .Rx. due .R. alla sinistra, & alla destra, due .P*. e due .S. con esso piede andando innanzi à piè del ballo, e volgendo la dama all'incontro si lasciano, e fanno due doppi in .R. minuta un col piè sinistro; il cavaliero va innanzi, e la dama indietro; l'altro .R. si fa col piè destro, la dama và innanzi. il cavaliero indietro fanno due fioretti. SP. & un S. col sinistro passando l'uno al luogo dell'altro, e volgendo alla detta mano; fanno le istesse .R. doppie col pie destro, e la dama va innanzi, e'l cavaliero indietro esso và innanzi, & ella indietro; fanno li due .SP. & il .S. col detto piede, tornando al suo luogo, e volgendosi'l viso. SECONDA PARTE. IL Cavaliero piglia la man sinistra della dama, e fanno due .P*. e due .S. col piè sinistro, e tornano in capo del ballo, e volgendosi'l viso fanno all'incontro due .P*. indietro, due fioretti gagliardi e tre .P. in saltino con esso piede il cavaliero solo fa due .R. la dama fa altretanto. poi piglia il braccio destro della dama, e fanno insieme due .SP. & uno .S. col sinistro attorno alla destra tornando al suo luogo. si lasciano e fanno due .SP. e un .S. col piè destro intorno alla sinistra, la dama va à piè del ballo, & il cavaliero resta a capo voltandosi à faccia à faccia. TERZA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. IL Cavaliero fa cinque .P. della gagliarda; quattro volte fiancheggiando col piè sinistro, voltando sempre la faccia alla dama; la quale fa li medesimi cinque .P. che si sono fatti il cavaliero fa due .P. & una botta innanzi col sinistro, & la cadenza con esso piede si fanno due .P. indietro in saltino, & una botta innanzi col destro, e la cadenza, & due battute ferme in saltino col detto piede, & la cadenza col sinistro. si fanno una volta li cinque .P. con esso piede attorno alla destra, e la cadenza co'l detto piede. Questa mutanza è di 17. botte, & quattro tempi della gagliarda, si tornano à far col destro li .P. innanzi, &, indietro come s'è fatto prima. questa mutanza è di botte 8. & è di due tempi di gagliarda fanno insieme due volte i cinque .P. col sinistro passando l'uno al luogo dell'altro; e voltando alla detta mano rivolgendosi la faccia. QUARTA PARTE. LA dama sola fa quattro volte i cinque .P. il cavaliero fa'l medemo ella fa la mutanza delle 17. botte, & quella d'otto botte; fanno insieme due volte i cinque .P. come prima cambiando luogo, e voltandosi la faccia. QUINTA PARTE. Mutatione della prima sonata. IL cavaliero fa un .P*. innanzi col sinistro. la dama fa'l medesimo, e gli ne fa un'altra innanzi. essa fa'l medesimo. si pigliano amendue le mani, e fanno per fianco due .R. alla sinistra, & alla destra. lasciano le mani. poi battono insieme la man destra passando l'uno al luogo dell'altro con due .S. voltando alla sinistra. poi fanno due .SP. & un .S. intorno alla detta mano due .SP. e un .S. intorno alla destra. due .SP. e un .S. contrapassando pigliano la man sinistra voltano attorno è essa mano, e fanno altre due .SP. si lasciano, e fanno il .S. il cavaliero và à pigliar la mano, & la dama in quello istesso tempo fa'l medesimo, voltandosi alla destra. si pigliano la mano, e fanno la .Rx. insieme, e finiscono gratiosamente'l ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo so ben mi chi hà buon tempo La prima parte si fa quattro volte, due per parte, la gagliarda si fa anch'essa quattro volte, due volte per parte, poi si tornano à far le due prime parte due volte per parte, sin'al fin del ballo. BALLETTO DELL'AUTTORE DETTO IL PASTOR Leggiadro, fatta da quattro Pastori, nel Palazzo Ducale, in occasione della Commedia, & intermedij di Fetonte, recitata d'ordine dell'Illustri Signori della Communità di Milano; Nelle noZZe & in gratia dell'Illustrissima Signora Donna Maddalena Borgia, Contessa d'Aro, & Nuora dell'Eccellentissimo Sig. Contestabile di Castiglia Governatore di Milano. L'Entrata del detto Ballo, entraron prima 4. musici con le viole da braccio vestiti da Pastori, e poi li quattro Pastori, à uno à uno, & fece quattro .S. col saltino, e fiancheggiando col piè sinistro, girando attorno in circolo, poi fanno doi .S. attorno alla sinistra, il primo Pastore e il terzo, e poi li altri duoi anch'essi fanno le due .S. intorno, poi fanno insieme all'incontro due .SP. indietro col sinistro un .S. innanzi, e una capriuola con ambedue li piedi, poi fanno altretanto indietro, e innanzi col piè destro, come si è fatto di sopra, poi si dà principio al ballo. PRIMA PARTE. TUtti quattro si fermano in mezo del ballo, come stanno le figure, fanno insieme la .Rx. breve in saltino, e poi due saltini à piè pari, un sopra'l sinistro, e l'altro sopra'l piè destro, & due .S. attorno alla sinistra. poi si fanno due .S. un innanzi all'incontro, & l'altro indietro, e due .S. attorno alla sinistra. doppo due sottopiedi per fianco alla sinistra col destro, & un .T. sopra'l sinistro col piè destro alto indietro, e un .P. innanzi con esso piede col sinistro alto, e poi un .P. indietro in cadenza col detto piè sinistro, voltando'l fianco destro. doppo faranno un saltino indietro à piè pari, avvertendo che questi sottopiedi per fianco, & il .T. & li .P. innanzi, & indietro col saltino à piè pari si faranno sempre al fine di tutte l'altre parti, che seguono. SECONDA PARTE. FAranno insieme otto fioretti .SP. in trezza attorno alla sinistra pigliando la man destra della sua dama, e passando nel mezo, e poi la sinistra dell'altra dama, & si pigliano quattro volte, & nel pigliare l'ultima la mano sinistra all'altra dama, si gira attorno una volta ad essa mano, voltandosi'l viso. poi si torna à pigliar la man destra della dama, e faranno un'altra volta gli otto .SP. in treccia, pigliandosi cinque volte per la mano, e tornando ogn'uno al suo luogo voltandosi à faccia, à faccia, poscia fanno insieme li sottopiedi per fianco, & il .T. & li .P. & il saltino à piè pari, come s'è fatto di sopra. TERZA PARTE. FAranno insieme due .S. per fianco, uno alla sinistra, l'altro alla destra tornando al suo luogo. poi fanno due .S. attorno alla sinistra. li cavalieri soli faranno due .S. passando l'uno al luogo dell'altro toccandosi la man destra, e voltando attorno alla sinistra. le dame anch'esse fanno'l medesimo. doppo si fanno insieme li sottopiedi, & il .T. & li .P. & il saltino indietro, come di sopra. QUARTA PARTE. IL cavaliero, che guida'l ballo, piglierà la sua dama per lo braccio destro. poi faranno due .S. uno attorno alla destra tornando sempre ogn'uno al suo luogo. si lasciano, & fanno l'altro .S. intorno alla sinistra, la dama piglia'l braccio destro all'altro cavaliero. poi fanno li due .S. come si è già fatto. il cavaliero piglia l'altra dama, & fa'l medesimo. ella piglia poi'l braccio di quello che guida, & anch'essa fa'l medesimo tornando tutti al suo luogo. questo si farà quattro volte. doppo si fanno insieme li sottopiedi, & il .T. & li .P. & il saltino indietro come di sopra. QUINTA PARTE. I Cavalieri faranno un saltino sopra'l piè destro col sinistro alto, & un .P. & una .R. breve innanzi con esso piede, e poi due .P. indietro, e la cadenza col piè destro, e due .SP. e un .S. attorno alla detta man destra con esso piede. le da me anch'esse fanno'l medesimo. doppo fanno insieme li sottopiedi, & il .T. e li P. & il saltino indietro, come di sopra. SESTA PARTE. TUtti insieme faranno atto .SP. in una treccia senza pigliar la mano. li cavalieri passano nel mezo delle dame; e poi per di fuora; & questo si farà quattro volte attorno alla sinistra tornando tutti al suo luogo. i cavalieri soli fanno due .S. intorno alla sinistra. le dame anch'esse fanno'l medesimo. doppo fanno insieme di sottopiedi & il .T. è li .P. & il saltino indietro come di sopra. poi faranno insieme la .Rx. finendo con buona gratia'l ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Pastor leggiadro. E tre parte si fa due volte per parte, sin'al fin del ballo. BALLETTO A DUE DI M. STEFANO DETTO ALTA Somaglia. In gratia dell'Illustrissima Signora, la Signora Deidamia Somaglia, e Visconta. PRIMA PARTE. SI fermano à capo del ballo, come si vede nel presente dissegno, e pigliata la mano faranno la .Rx. grave, & due saltini à piè pari alla sinistra, & alla destra, si fanno quattro .P. in saltino nel detto luogo, poi faranno andando innanzi à piè del ballo due .S. e li due saltini, & i quattro .P. fermati in saltino come s'è fatto di sopra. lasciano la mano. il cavaliero volta alla sinistra, & fa due .S. tornando à capo del ballo. la dama in quel tempo si volta alla destra, e fa due .S. & torna à capo à pigliare la mano, e fanno insieme i due saltini e i quattro .P. firmati come s'è fatto di sopra. SECONDA PARTE. FAranno insieme due .P. col sinistro uno innanzi, e l'altro indietro, due .S. andando innanzi à piè del ballo, poi due .S. in un circolo andando l'uno al luogo dell'altro, & l'ultimo .P. delli due .S. si fà alla destra un poco lontano dall'altro piede. lasciano la mano, e fanno due .SP. e un .S. intorno alla sinistra, il cavaliero torna à piè, & la dama va à un capo del ballo. fanno poi all'incontro col piè sinistro due .F. di gagliarda, e due .P. e due .T. brevi, & un .S. andando innanzi à man destra della dama, & a mezo'l ballo si fa un poco d'inchino due .SP. e un .S. attorno alla sinistra, tornando ogn'uno al suo luogo. TERZA PARTE. IL cavaliero solo fa quattro .S. innanzi fiancheggiando, & andando à pigliare la mano alla dama, & ponendola al fianco destro si fanno due .S. in un circolo, & l'ultimo .P. un poco lontano, come s'è fatto di sopra. si lasciano, e poi fanno due .SP. e un .S. attorno alla sinistra, tornando al suo luogo, si fanno due .S. andando innanzi, toccando la mano destra à mezo'l ballo, con un poco d'inchino poi fanno altre due .SP. e un .S. passando l'uno al luogo dell'altro. la dama sola fa i quattro .S. & và à pigliar la mano al cavaliero. poi fanno insieme l'altre attioni, come di sopra. Mutatione della sonata in gagliarda. QUARTA PARTE. FAranno insieme quattro volte i cinque .P. col sinistro, il cavaliero và à piè del ballo, e poi ritorna à capo coltando alla sinistra. la dama in quel tempo fa i cinque .P. fiancheggiando, & due volte attorno alla destra andando anch'essa à capo del ballo. poi pigliano la mano, e si fà insieme la mutanza cioè due .P. innanzi col sinistro, & una botta innanzi alta, e la cadenza con esso piede. si lasciano, e fanno due saltini indietro à piè pari, voltando'l fianco destro. si fanno una volta i cinque .P. attorno alla sinistra col piè destro, e due battute ferme all'incontro, una col detto, l'altra col sinistro. poi pigliano la man destra, e fanno i cinque .P. una volta con esso piede attorno alla destra, passando l'uno al luogo dell'altro. la dama piglia la man sinistra del cavaliero. si fà doppo un'altra volta la medesima mutanza col piè destro come di sopra. questa mutanza è di 20. botte, & quattro tempi della gagliarda. poi pigliano la mano e fanno la .Rx. finendo con bella gratia'l ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo alto Somaglia. Le prime due parti si fanno otto volte, & due volte per parte, poi si fa la gagliarda sin'al fin del ballo. BALLETTO A DUE DETTO IL BIGARA. In gratia della Illustrissima Signora la Signora Claudia delle Serenne, & della Torre Ambasciatrice di Savoia. PRIMA PARTE. SI fermano à capo del ballo, come mostra le presenti figure fanno insieme la .Rx. grave, e due .S. col saltino uno andando innanzi col sinistro, & l'altro indietro col destro. si fanno due saltini à piè pari alla sinistra, & alla destra, e tre .P. fermi in gagliarda, avvertendo che le cadenze di questo ballo si fanno col suo saltino, eccetto la gagliarda, che si balla al solito. SECONDA PARTE. FAnno insieme quattro .SP. innanzi, & un .P. e un sottopiede, & un saltino per fianco alla sinistra con esso piede, & un .P. e un sottopiede, & il saltino alla destra. lasciano le mani, e fanno due .SP. e un .S. col saltino col sinistro, andando'l cavalier à piè del ballo, & la dama à capo, voltandosi alla sinistra à faccia à faccia. TERZA PARTE. IL cavaliero solo farà col sinistro due botte, una innanzi, col piede alto, e l'altra à piè pari col saltino. fa poi altre due botte col destro, una sopra'l collo del piè sinistro, & l'altra à piè pari, si fà poi il medesimo col piè destro. si fanno quattro .SP. fiancheggiando, due andando innanzi, e due indietro. fanno insieme col sinistro due .SP. e un .S. toccandosi la man destra con un poco d'inchino, passano l'uno al luogo dell'altro, voltando ad essa mano; la dama sola fa le botte, & le .SP. che si sono fatte. poi fanno insieme li .SP. e il .S. toccandosi la man sinistra, e tornando al suo luogo. QUARTA PARTE. SI pigliano amendue le mani, e fanno insieme per fianco alla sinistra un .P. e un sottopiede, & un saltino à piè pari. altretanto alla destra con esso piede. poi pigliano la man destra, e fanno due .SP. e un .S. in circolo attorno alla sinistra tornando al suo luogo. si pigliano amendue le mani. e fannosi due saltini à piè pari, e tre .P. fermi, come di sopra, e lasciano amendue le mani. QUINTA PARTE. FAnno insieme quattro .S. brevi minuti in saltino sempre col piè sinistro, & un saltino con amendue li piedi, e due .SP. e un .S. col saltino, passando l'uno al luogo dell'altro. poi fanno all'incontro due saltini a piè pari, e tre .P. fermi, come di sopra. doppo si tornano à fare un'altra volta li .S. minuti, & il saltino e li .SP. e li due saltini, & li .P. fermo come di sopra col piè destro tornando ogn'uno al suo luogo. SESTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAnno insieme la gagliarda, due volte li cinque .P. fiancheggiando. poi pigliano'l braccio destro, e fanno altre due volte li cinque .P. attorno alla destra. si lasciano, & fanno altre due volte li cinque .P. attorno alla sinistra, doppo si fa la mutanza con un saltino à piè pari per fianco alla destra, & una botta innanzi col piede alto, e la cadenza col destro, due battute col sinistro, e col piè destro voltandosi amendue al detto fianco. poi si fanno due ricacciate, & due .P. brevi andando indietro col piè destro, l'uno al luogo dell'altro voltandosi la faccia. e fanno una volta li cinque .P. fermi col sinistro, e due SP. e un .S. attorno alla destra col saltino con esso piede. SETTIMA PARTE. Mutatione nella prima sonata. FAnno insieme voltando alla sinistra con esso piede due .SP. e un .S. andando'l cavaliero à piè del ballo, & la dama à capo. poi si fanno altre due. SP. e un .S. col destro il cavaliero torna à capo del ballo. la dama in quel tempo si volta alla destra. poi pigliano la mano e fanno due saltini à piè pari, e tre .P. fermi come si e fatto di sopra, dando fine con bel modo al ballo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del ballo Bigarà. La prima parte si fa sette volte, e la gagliarda si fa due volte, si torna poi à far la prima parte una volte, e si finisce'l ballo. BALLETTO NUOVO DELL'AUTTORE DETTO Leggiadra Marina, si balla in due. In gratia della Illustrissima Signora la Signora Cecilia Grimalda, e Marina Marchesa di Castel nuovo. PRIMA PARTE. PIgliano la mano, e fanno la .Rx. come mostra la figura. due .Cc. pigliano'l braccio destro, e fanno due fioretti .SP. e un .S. intorno alla destra, tornando al suo luogo. si lasciano e fanno due. SP. e un .S. intorno alla sinistra. poi pigliano la mano. SECONDA PARTE. FAnno due .P. gravi, & un .S. col sinistro, e due .P. e un .S. col destro andando innanzi. si lasciano à mezo'l ballo. si fanno due .SP. e un .S. passando la dama à piè del ballo, & il cavaliero torna à capo voltando alla sinistra, e fanno altretanto intorno alla destra. TERZA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAnno insieme tre volte, li cinque .P. due volte contrapassando, e voltando'l fianco sinistro e poi il destro. il cavaliero và à piè del ballo, e la dama a capo, e fanno gl'ultimi cinque .P. intorno alla destra voltandosi la faccia. si tornano à fare i medesimi .P. tornando ciascuno al suo luogo, e voltando gl'ultimi .P. alla sinistra, fanno insieme per fianco alla sinistra un .P. col detto piede alto, un .P. innanzi col destro, e la cadenza con esso piede. tre battute presto, andando innanzi per fianco. due .P. uno innanzi, l'altro indietro ponendo amendue li piedi in terra. un .P. innanzi, e la cadenza col detto, piè destro. questa mutanza è di 13. botte, & quattro tempi di suono si fa la medesima mutanza per fianco, dall'altra parte cominciando col piè destro. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata. FAnno insieme quattro .SP. & alli due .SP. batteno la man destra insieme, passando l'uno al luogo dell'altro, e si fa poi un .S. intorno alla sinistra, si tor na poi à far il medesimo .SP. battendo le mani tornando al suo luogo, e voltando il .S. alla destra. QUINTA PARTE. SI fanno poi quattro .P*. andando innanzi. il cavaliero ne fa un col piè sinistro. la dama un'altro, e si fanno gl'altri due, come li primi col piè destro; fanno iniseme due saltini à piè pari, e un .S. intorno alla sinistra. due saltini & uno .S. intorno alla destra. SESTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. IL cavaliero solo fa li cinque .P. voltando'l fianco sinistro, & fa due .R. una innanzi, & l'altra indietro; si tornano poi à fare cinque .P. & le .R. voltando'l fianco destro; e la dama sola fa'l medesimo, c'hà fatto'l cavaliero. SETTIMA PARTE. Mutatione della sonata. FAnno insieme andando innanzi due .SP. e quattro .Cc. brevi, una sopra'l piè sinistro, battendo la mano destra; l'altra sopra'l destro, battendo la sinistra; & queste battute si fanno quattro volte, poi fanno due .SP. & due .S. intorno alla sinistra, tornando ciascuno al suo luogo. OTTAVA PARTE. Mutation della sonata. PIgliano'l braccio destro, e fanno tre .S. in circolo attorno alla destra, tornando al suo luogo, si lasciano con un poco d'inchino, e fanno un .S. intorno alla sinistra. poi due .SP. & un .S. attorno alla detta mano voltandosi la faccia. si fanno altre due .SP. e un .S. la dama volta un poco alla destra scorrendo, e torna à capo del ballo, e'l cavalier in quel tempo le và à pigliar la mano, dando fine gratiosamente al ballo con la .Rx. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo Leggiadra Marina. Le prime due parti si fanno due volte per parte, la gagliarda si fa due volte, & due volte la sciolta, poi si torna à far la prima parte due volte, e la gagliarda due volte la prima parte, e si finisce'l ballo. BALLETTO NUOVO IN TERZO DELL'AUTTORE detto la fedeltà d'Amore si balla in due Cavalieri, & una dama nel mezo. In gratia della Illustrissima Signora la Signora Lucia Cusana e Litta Marchesa de Gambalò. PRIMA PARTE. TUtti tre si fermeranno in fila in capo del ballo. la dama, che guida'l ballo si ferma nel mezo, come si vede nel presente dissegno, pigliano le mani, e fanno insieme la .Rx. e due .R. lasciano le mani, e fanno quattro .S. due intorno alla sinistra, e due alla destra, poi fanno insieme andando innanzi due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col piè destro, volgendo alla sinistra a piè del ballo. si fermano in fila voltati à capo del ballo con la dama nel mezo, & essa, che guida'l ballo passa innanzi à quello, ch'è à man sinistra. poi fanno insieme otto .SP. gravi, a modo di una treccia, restando nel mezo il cavaliero, che già era à man destra, piglia poi'l braccio destro della dama, ch'è ad essa mano, e fanno insieme due volte li cinque .P. in gagliarda attorno alla destra, tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno altre due volte li cinque .P. attorno alla sinistra, pigliano'l braccio sinistro dell'altro cavaliero, e si tornano à fare li medesimi .P. gagliardi, che sono già fatti, tornando tutti al suo luogo. SECONDA PARTE. FAranno insieme quattro .S. ritornando à capo, e volgendo la faccia à piè del ballo. si fanno due sottopiedi per fianco alla sinistra, e due .T. un sopra esso piede, e l'altro sopra'l destro, e un .S. attorno alla sinistra; si farà poi altretanto à man destra, & il cavaliero, ch'è nel mezo, si volta alla sinistra, e faranno insieme la treccia, com'hanno fatto di sopra, restando nel mezo quello, ch'era alla destra, poi esso piglia'l braccio destro di quel, ch'è à essa mano, e poi il sinistro, dell'altro, e fanno li cinque .P. in gagliarda, come di sopra tornando tutti al suo luogo. TERZA PARTE. FAranno insieme due .SP. & un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col piè destro, tornando à piè del ballo; si fanno le due .R. e due .S. intorno alla sinistra; il cavaliero, ch'e nel mezo, fa la treccia, & la dama, che guida'l ballo, ritorna nel mezo, e piglia'l braccio, e fanno li cinque .P. come si fecero le altre volte, tornando tutti al suo luogo. QUARTA PARTE. QUella, che guida, fa due .S. andando un poco innanzi, e volgendo alla sinistra, fermasi in triangolo nel mezo delli due cavalieri rivolti tutti tre a faccia, & i detti cavalieri in quel tempo fanno due .S. attorno alla sinistra, poi fanno insieme due .R. e due .S. attorno ad essa mano. fanno insieme due .S. uno andando innanzi l'uno contra l'altro, e volgendo'l fianco sinistro, l'altro .S. si fà tornando al suo luogo; fanno altre due .S. intorno ad essa mano, e si pigliano poi per ambedue le mani, e fanno due .T. presti alla sinistra, & alla destra, & una .R. e questo si fa due volte girando attorno alla sinistra à modo d'un circolo, e tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno due .S. attorno alla detta mano, andando tutti al suo luogo. si fà poi la gagliarda. la dama, che guida fa la sua mutanza, cioè tre .P. col piè sinistro, uno innanzi, e l'altro indietro, mettendo'l piede in terra, & l'altro .P. innanzi alto, & la cadenza con esso piede. poi due .R. minute alla destra, & alla sinistra. poi li cinque .P. scorrendo intorno ad essa mano, e la cadenza col detto sinistro. questa mutanza e di botte 17. & è di quattro tempi di gagliarda. nel medesimo tempo i cavalieri fanno un saltino sopra'l piè destro, e tre .P. indietro, e la cadenza col sinistro alto, e due zoppette con esso piede alto, & due botte indietro, & innanzi, e la cadenza col piè destro, e poi tre .P. indietro col sinistro alzando'l piè destro, e uno fioretto con esso piede, e due botte innanzi & indietro, & un sottopiede col sinistro, e una botta innanzi col piè destro, e un .P. e la cadenza col sinistro. questa mutanza e di botte venti, & di quattro tempi di gagliarda. e fermandosi poi tutti al suo luogo, si voltano à faccia à faccia. QUINTA PARTE. FAranno insieme due .SP. e un .S. e quella, che guida, si volge alla sinistra; & i cavalieri vanno innanzi giungendosi tutti tre al pari. poi faranno altre due .SP. e il .S. tornando à capo del ballo, e volgendo alla sinistra tutti tre in fila; si faranno due .R. una ad essa mano, l'altra alla destra, e due .S. attorno alla sinistra; quella, che guida, si volta alla destra, e piglia la mano del cavaliero, & fanno quattro .S. scorrendo in una treccia, e pigliandosi sempre le mani, tornano poi ciascuno al suo luogo, come quando s'incominciò'l ballo. poi faranno insieme la .Rx. dando fine al ballo con bella gratia, e restando la dama nel mezo. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Balletto detto la Fedeltà d'Amore. è tre parti di suono, & si fa una volta per parte, sin'al fin del ballo. BALLETTO NUOVO DELL'AUTTORE DETTO Leggiadra Gioiosa, si balla in due. In gratia dell'Illustrissima Signora, la Signora Contessa Anna Carcana, è Belgioiosa. PRIMA PARTE. SI ferma'l cavaliero all'incontro della dama e si pigliano la mano, come si mostra nel presente dissegno; fanno insieme la .Rx. grave due .Cc. brevi, si lasciano e fanno due .P. col piè sinistro un' innanzi l'altro indietro voltando esso fianco sinistro. si fanno due S. intorno alla destra, e si piglia la man destra della dama, e si fanno due .S. passando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano voltando alla sinistra, e fanno quattro .SP. intorno ad essa mano. il cavaliero solo fa due saltini alla sinistra, & alla destra, la dama fa'l medesimo; poi fanno insieme due .S. intorno alla sinistra. la dama fa due saltini, & egli fa gli stessi. fanno due .S. la dama volta alla destra, & esso và à pigliarle la mano al luogo, dove s'è incominciato'l ballo. SECONDA PARTE. FAnno due .SP. e un .S. andando innanzi col piè sinistro, & una .R. per fianco alla destra. fanno altri due .SP. & il .S. e la .R. medesima col destro. si lasciano, con un poco d'inchino il cavaliero farà due .SP. e un .S. alla destra, tornando à capo del ballo, poi fa altre due .SP. e un .S. intorno alla sinistra, la dama in quel tempo resta à piede, & fà anch'essa altrotando voltando alla sinistra, & alla destra, e gli solo fa quattro .SP. innanzi all'incontro, & un .P. grave indietro col piè destro, e la .Rx. grave col sinistro. in quel medesimo tempo la dama fa due .S. intorno alla sinistra, e sola fa poi li .SP. innanzi, & il .P. e la .Rx. & esso volta due .S. intorno alla sinistra; voltando a faccia à faccia. TERZA PARTE. FAnno insieme un .S. e due .SP. & un .S. intorno alla sinistra. altretanto fanno, attorno alla destra, due .R. un'innanzi volgendosi'l fianco sinistro, e l'altr'indietro, due .S. intorno alla destra fermandosi appresso quattro .SP. indietro fiancheggiando col piè sinistro, due .S. passando l'uno al luogo dell'altro, e voltando ad essa mano si tornano poi à far i .SP. indietro, & insieme all'incontro la .Rx. grave. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda. FAnno insieme la gagliarda cinque .P. fermi col sinistro, & un .P. con esso piede, & due sottopiedi per fianco alla sinistra, e col piè sinistro si fanno quattro saltini à piè pari, due alla detta mano, & due alla destra, e tre .P. andando innanzi col piè sinistro un .P. innanzi alto, e una ricacciata col destro, e la cadenza col sinistro, e due .SP. e un .S. attorno à essa mano col detto piede. poi si fanno tre .T. alla destra, e alla sinistra, & una .R. alla sinistra; si torna poi à fare altre tre .T. col piè sinistro, e col destro, e la .R. col destro fanno quattro .S. il cavaliero ne fà due attorno alla sinistra con esso piede, & gli altri due andando à capo del ballo, la dama in quel tempo si volta alla sinistra, e poi alla destra, e fa'l medesimo, ultimamente pigliano le mani, e fanno la .Rx. finendo'l ballo con gravità, e leggiadria. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo Leggiadra Gioiosa. Le prime tre parte si fanno due volte per parte, & si replicano tre volte, poi la gagliarda si fa una volta, & si finisce'l ballo. BALLETTO NUOVO DELL'AUTTORE DETTO Nobiltà d'Amore, si balla in due & in quattro. In gratia dell Illustrissima Signora la Signora Clemenza Visconte, e Arconata. PRIMA PARTE. IL Cavaliero si ferma à man destra della dama all'incontro, e piglia la detta mano come si vede nel presente dissegno. fanno insieme la .Rx. grave, una .R. girando un poco attorno alla sinistra, due .S. e una .R. col destro passando alla man sinistra della dama; l'uno al luogo dell'altro, poi si piglia la mano sinistra, e faranno quattro .S. due andando innanzi. lasciano la mano à mezo'l ballo, e fanno gl'altri due .S. il cavaliero torna à capo del ballo, e la dama scorre à piedi, volgendosi alla sinistra. si fanno due .S. per fianco, uno alla detta mano, l'altro alla destra, e fanno la .Rx. grave insieme. SECONDA PARTE. FAnno due .S. pigliando la man destra, e passando l'uno al luogo dell'altro; pigliano poi la sinistra, tornando al suo luogo, e fanno due .S. intorno alla sinistra, & due .P. indietro, un .S. innanzi con esso piede. altri due .P. & il .S. col destro, un .P. innanzi, & una .R. col sinistro, voltando'l detto fianco, si fà altretanto indietro col piè destro. TERZA PARTE. Mutatione della sonata. FAnno insieme all'incontro voltando'l fianco sinistro quattro passetti, e due fioretti .SP. e un .S. intorno alla sinistra; si torna poi à fare'l medesimo col piè destro, e fanno quattro .S. due passando l'uno al luogo dell'altro, e toccando la mano destra à mezo'l ballo con un poco d'inchino, & gl'altri due voltando attorno alla sinistra. si fanno due .T. e un .R. per fianco alla sinistra con esso piede, il medesimo si fà à man destra. QUARTA PARTE. Mutatione della sonata. SI piglia'l braccio destro, e fanno due S. attorno alla detta mano, tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno due .S. intorno alla sinistra, si torna à pigliare esso sinistro, e si fa altretanto, tornando al suo luogo, fanno il .P. innanzi, e la .R. col sinistro per fianco, come di sopra. il medemo si fa indietro col piè destro. QUINTA PARTE. Mutatione della sonata. FAnno insieme per fianco alla sinistra con esso piede due .SP. & un .S. & Rx. breve col piè destro. fanno altretanto à man destra, & la .Rx. col piè sinistro, due .SP. un .S. intorno alla sinistra, e si fa poi il medesimo alla destra. fanno quattro .S. la dama ne fa due, voltando alla sinistra, & gl'altri due, voltando alla destra. il cavaliero in quel medesimo tempo, voltando alla sinistra và à prendere ambedue le mani. SEXTA PARTE. Mutatione della sonata. FAnno quattro .S. due intorno alla destra tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno gl'altri due intorno alla sinistra. pigliano amendue le mani, e fanno altri quattro .S. due intorno alla sinistra tornando al suo luogo, & gli altri due intorno alla destra; fanno uno .P*. & una .R. andando innanzi l'uno, e l'altro col piè sinistro voltando esso fianco, e fanno poi altretanto ritirandosi un poco indietro. fanno insieme la .Rx. dando fine al ballo con bella gratia. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo detto Nobiltà d'Amore. Sono quattro parti, & si fanno sempre due volte per parte sino al fin del ballo. BALLETTO NUOVO DELL'AUTTORE DETTO Bizzarria d'Amore, si balla à quattro, due Cavalieri, & due dame. In gratia della Illustrissima Signora la Signora Caterina Balba e Rhò. PRIMA PARTE. SI fermano à mezo'l ballo in quadrangolo, come si vede nel dissegno i cavalieri fanno insieme la .Rx. grave, & le dame un poco d'inchino, poi due .R. di sottopiede alla sinistra, & alla destra. le dame fanno anch'esse la .Rx. & le .R. faranno tuttì insieme due saltini à piè pari, e due .R. minute alla sinistra e alla destra si torna à fare'l medesimo, à man destra poi si fa due .SP. indietro col sinistro, & un .S. innanzi con esso piede. fanno'l medesimo col piè destro. questi saltini, & le .R. & li .SP. indietro, & il .S. innanzi si fanno al fine di tutte le parti di questo ballo. SECONDA PARTE. I Cavalieri andando innanzi fanno l'uno al luogo dell'altro due .SP. grave, & un .S. col sinistro. poi due .SP. e un .S. col piè destro attorno alla sinistra. le dame anch'esse fanno'l medesimo, tutti insieme fanno li saltini, le .R. e li .SP. indietro, & il .S. innanzi, come s'è fatto di sopra. TERZA PARTE. I Cavalieri pigliano'l braccio destro, e fanno due .S. attorno ad essa mano con la sua dama, tornando al suo luogo. si lasciano, e si fanno altri due .S. attorno alla sinistra, poi pigliano'l braccio sinistro dell'altra dama, e fanno li detti .S. che si son fatti tornando al suo luogo. fanno li saltini, & le .R. e li .SP. e il .S. come di sopra. QUARTA PARTE. I Cavalieri soli pigliano'l braccio destro, e fanno due .SP. un .S. attorno alla destra passando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano e fanno poi altre due .SP. e un .S. attorno alla sinistra, le dame sole fanno'l medesimo, che si e fatto di sopra, e fanno tutti insieme i saltini, & le .R. e li .SP. e li .S. come s'è fatto. QUINTA PARTE. I Cavalieri pigliano la man destra della sua dama, e fanno un .S. col sinistro passando l'uno, al luogo dell'altro. poi pigliano la sinistra, e fanno col destro un'altro .S. tornando al suo luogo. si lasciano, e si fanno due .S. attorno alla sinistra con esso piede. poi si piglia la man destra dell'altra dama, & si torna à far altretanto, come s'è fatto tornando tutti al suo luogo. fanno i saltini, e li .R. e li .SP. e il .S. come di sopra. SESTA PARTE. I Cavalieri pigliano'l braccio destro della sua dama, e fanno otto .S. due girando attorno alla destra, & andando l'uno al luogo dell'altro, e voltandosi il viso si lasciano, poi pigliano la man sinistra dell'altra dama, e fanno sei .S. in una treccia attorno alla sinistra, pigliando le mani cinque volte sempre scambiandosi, e tornando ogn'uno al suo luogo voltandosi'l viso. doppo fanno i saltini e la .R. e li .P. e il .S. come s'è fatto di sopra, e fanno insieme la .Rx. finendo'l ballo, con gratia e decoro. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Ballo detto Bizzarria d'Amore. Sono tre parti, & si fanno due volte per parte, sino al fin del Ballo. LA BATTAGLIA A QUATTRO DUE CAVALIERI & due dame. In gratia dell Illustrissima Signora la Signora Barbara Belgioiosa. LE PRIME PARTE SONO DUE. AMendue i cavalieri con le sue dame si fermano all'incontro, quello che guida à capo del ballo, & l'altro con la sua dama à piede, e voltata la faccia, come si vede nel presente dissegno, fanno insieme la Rx. grave, e due .Cc. poi fanno quattro .S. due andando innanzi, si lasciano, e si fanno gli altri due attorno alla sinistra tornando tutti al suo luogo. Mutatione della sonata. TERZA PARTE. FAnno insieme otto .SP. in treccia passando con la sua dama, l'uno al luogo dell'altro, e voltando alla sinistra, e poi alla destra tornando ogn'uno al suo luogo. Mutatione della sonata. QUARTA PARTE. POi fanno quattro .P*. innanzi, i Cavalieri, ne fanno un col sinistro; le dame fanno'l medesimo, i detti fanno l'altro .P*. con il piè destro, e le dame fanno altretanto. Mutatione della sonata. QUINTA PARTE. FAranno insieme sei .S. scorsi, i cavalieri pigliano'l braccio destro della sua dama, & faranno quattro .S. girando attorno alla destra, passando l'uno al luogo dell'altro con la sua dama, si lasciano con un poco d'inchino, poi fanno gli altri due .S. intorno alla sinistra voltandosi la faccia. Mutatione della sonata. SESTA PARTE. DOppo si faranno sei .S. sfidandosi à battaglia l'uno, & l'altro, il cavaliero, che guida'l ballo, fa un .S. innanzi poi fa finta di dare un colpo alla sua dama, battendo insieme tutte due le mani, & essa farà finta di schiuarlo con un poco d'inchino, egli si ritirarà al suo luogo con un'altro .S. la dama lo seguita, & anco essa fa finta da dargli un'altro colpo con le mani, poi l'altra dama seguita lei sino al suo luogo, e l'altro cavaliero seguita essa dama, come s'è fatto di sopra, l'altro cavaliero con la sua dama seguita'l detto, & essa torna al suo luogo, & insieme con l'altra dama, torna à seguitare gl'altri sino al suo luogo. sempre con li .S. poi fanno insieme due .S. attorno alla sinistra tornando tutti al suo luogo. Mutatione della sonata. SETTIMA PARTE. FAnno insieme quattro .SP. andando innanzi, e voltando'l fianco destro poi sei botte due battendo ambedue le mani insieme, & l'altre quattro si battono presto insieme con la man destra della sua dama, si fanno poi tre botte alte, & adagio con la sinistra, e con la destra. doppo si volta'l fianco sinistro, e si fanno altretante botte con essa mano, come s'è fatto di sopra. Mutatione della sonata. OTTAVA PARTE. FAnno insieme quattro .SP. indietro fiancheggiando, tornano al suo luogo. e fanno insieme la .Rx. grave. Mutatione della sonata. NONA PARTE. TUtti insieme fanno otto .SP. scorrendo, due andando à pigliare'l braccio destro della sua dama, si fanno due altri .SP. attorno alla sinistra, & gli altri quattro attorno alla destra, tornando i cavalieri con la sua dama al so luogo, fermandosi in quadrangolo. Mutatione della sonata in gagliarda. DECIMA PARTE. SI lasciano, e fanno insieme una .R. in sottopiede per fianco alla sinistra col piè destro indietro alto, e con esso pie tre .P. innanzi adagio, e la cadenza poi altri tre .P. adagio indietro col sinistro, e tre battute preste fermate col detto piede, poi si fa altretanto col piè destro come s'è fatto. questa mutanza è di 17. botte, & quattro tempi di gagliarda, & si fermano in quadrangolo. Mutatione della sonata. UNDECIMA PARTE. FAnno insieme otto .SP. gravi in treccia, li cavalieri pigliano la man destra dell'altra dama, che è all'incontro passando di fuori, e poi la man sinistra della sua dama passando nel mezo, e pigliano le mani quattro volte, tornando tutti al suo luogo, e ripigliando la mano della sua dama con meza .Rx. fermandosi come sopra. Mutatione della sonata. DUODECIMA PARTE. I Cavalieri soli fanno due .P*. innanzi, & due .S. passando l'uno al luogo dell'altro, & due .R. per fianco alla sinistra, & alla destra, le dame anch'esse fanno i medesimi .P*. e il .S. passando l'uno al luogo dell'altro, & le .R. per fianco fermandosi come sopra. Mutatione della sonata. TERZADECIMA PARTE. PIgliano'l braccio destro, e fanno insieme due .S. attorno ad essa mano, e tornando al suo luogo, si lasciano, e fanno due .S. attorno alla sinistra, e poi due saltini alla sinistra, & alla destra, e due .S. attorno alla sinistra, poi pigliano'l braccio sinistro dell'altra dama, & fanno insieme i quattro .S. e i due saltini, & i due .S. come s'e fatto di sopra, & fanno insieme la .Rx. finendo gratiosamente la detta battaglia. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto di detta Battaglia. Le prime tre parti si fanno due volte per parte, la quarta si fà una volta, la quinta una volta, la sesta; quattro volte, la settima due volte, l'ottava una volta, la nona due volte, la decima una volta, l'undecima una volta, la duodecima una volta; l'ultime due parte si fanno quattro volte, e due volte per parte poi si finisce la battaglia. BALLETTO A DUE DETTO LA CORRENTE, MESSO IN uso dall'Auttore. In gratia dell Illustrissima Signora la Signora Anna Coira, è Raverta. VOlendo ballare esso ballo in Compagnia, il Cavaliero acciò che più leggiadro sia, porrà in disparte la sua cappa, e la spada, poi anderà à pigliar la dama, come si vede nella seguente figura, & insieme faranno la .Rx. dapoi passeggieranno un puoco per lo ballo, e tantosto faranno il passeggio, con li .S. de quattro .P. in fuga col saltino, cominciando col piè sinistro innanzi, ponendo il primo passo il piè destro al calcagno del sinistro, si fa poi un .P. con esso piede, dopò si farà un'altro .P. in saltino, e la cadenza col piè destro; innanzi, & il medesimo si fa cominciando col detto piè destro, come il cavaliere haverà fatto li .P. à suo piacere, contrapassando si farà poi li sottopiedi per fianco da una parte, & dall'altra, & le ricacciate si fanno andando indietro, & aggirando intorno da una parte e dall'altra, scambiando hora una mano, & hora un'altra, se la dama non potesse fare li detti .P. farà li .S. ordinarij col saltino, & in cambio delli sottopiedi farà la .R. & delle recacciate farà li fioretti .SP. poi che haveranno ballato al suo piacere, un'altro cavaliere anderà à pigliare essa dama e balleranno insieme, e faranno le medesime attioni, il primo Cavaliero, fa la .Rx. & torna al suo luogo, un'altra dama andarà à pigliar il Cavaliero, e balleranno anch'essi insieme, come fecero li primi, l'altra dama anch'ella fa la .Rx. & poi torna al suo luogo, & cosi si seguita essa corrente di mano in mano sino che farà finito'l ballo. La Musica con la Intavolatura di leuto del ballo della Corrente, è tre parti, la prima si fa due volte, la seconda due volte, la terza due volte, e cosi si seguita sino al fin del ballo. BALLETTO DETTO LA NIZZARDA, SI BALLA IN DUE & in più persone. In gratia della Illustriss. Signora la Sig. Donna Costantia de Medici. LA Nizzarda e un ballo allegro, alquale se non si può dar regola certa, come à gli altri balli, perche ogn'uno nel suo paese la balla à suo modo, ne discorrerò nondimeno un puoco nel miglior modo, che farà possibile, accioche il cavaliero e la dama possano ballar insieme con qualche leggiadria. Si fermano adunque ambedoi à capo del ballo, come mostrano la figure, facendo insieme la .Rx. breve, e poi il passeggio. andando innanzi cioè doi .P. col piè sinistro, & un zoppetto e la cadenza col piè destro, questo e un .S. che si fa con l'un piè, e con l'altro, sempre allegro col saltino, poi si fanno per fianco li sottopiedi dall'una parte, & dall'altra, e poi si voltano intorno, pigliando ambedue le mani della dama, si farà un salto dritto à tempo di suono, poi si lascierà la man destra, & si tornerà à far il passeggio, girando attorno, andando innanzi, cambiando hora una mano, & hora un'altra, facendo le ricacciate poi pigliano la dama col braccio destro sotto al suo sinistro, & il braccio sinistro di esso, ponendolo sopra la spalla, pigliando poi sotto'l braccio la dama, e fanno i saltini attorno, & cosi seguitano col passeggio e i saltini, hora à un modo, & hora ad un altro, sino che'l ballo sia finito, poi fanno insieme la .Rx. con gratia, e decoro. La Musica con la intavolatura di leuto della Nizzarda, è tre parti la prima si fa due volte, la seconda due, e la terza una volta, sin'al fin del ballo: CANZONE DEL SIG. GHERARDO BORGOGNI, L'ERRANTE ACADEMICO INQUIETO DI MILANO, Nelle Nozze de'Serenissimi Donna ISABELLA D'Austria Infante di Spagna &c. Et dell'Arciduca ALBERTO d'Austria. [first column] Nov'archi, nove pompe, e novi fregi, Erga Insubria felice à l'alta figlia, Hor dono, e meraniglia Del gran FILIPPO almo splendor de'Regi, E sian trionfi egregi In ogni parte, onde'l suo nome sia Canora tromba à l'humil Musa mia. Questa, cast'Himeneo, vaga conduce In grembo à le tranquille onde marine, Di lei, qual vino Sol splende, e riluce; E seco'l sommo Duce Invito ALBERTO stassi, e'l bel sembiante Di lei vagheggia, hor fatto sposo, e amante. Di ricche gemme cinte aurea corana L'alta fronte le adorna, e'l chiaro volto In cui stassi raccolto Quant'ha di bel natura; onde risuona Gran fama in Helicona; E s'orman mille carte, e'l grido è tale, Ch'adeguar no'l potrà lingua mortale. Al dipartir che fe o dal grand'Ibero, Questa del ricco Tago, e fama, e grido Lasciò dolente'l nido, On'hà d'immensi Regui il fort'Impero, FILIPPO'l terzo hor vero Splendor del padre, e de grand'Avi suoi, Ch'à un mondo impera ne'gran lidi Eoi. Al'apparir del ventrand'aspetto Di lei, risero i campi, e d'ogn'intorno Si fè più chiaro'l giorno; E pien d'immensa gioia, e di diletto, Entro'l bel casto petto Stauasi Amor, che di pudico ardore Incende l'alme, ne l'incendio more. Liet'Himeneo la face, e'l croceo velo, Già intorno scopre à l'alta coppia, e bella; Ed'ALBERTO, e ISABELLA, [second column] Cantaua i nomi il Dio, che nacque in Delo; E con ardente Zelo Stringeua'l nodo sacr'Amor con Fede, Amor, che d'ambi trionfar si vede. Già in ricco, e bel Teatro, e in ampia Scena, Appar d'Illustri Ninfe ornata schiera, Ch'indi letitia vera Apporta con gli accenti, e con serena Fronte di gioia piena, Spiega d'alta, e gran sposa i Regi honori, Fra l'ombre assise di ben vaghi Allori. Del chiaro Lambro sù le sponde amene, S'ergono i pregi suoi, ch'omai son tali, Ch'al ciel spiegano l'ali; Scorti dal canto d'immortal Camene, Di Cigni, e di Sirene: E ne và'l grido ove Sequana inonda I campi, e'l Belga d'alta gioia abonda. Lungo l'amateriue, ovne la Mosa I campi irriga in ben feconda parte, Son d'ogn'intorno sparte Chiare voci di lodi, onde famosa Se'n và la Regia sposa Col gran DUCE di nome inuitto ALBERTO A cui con l'alma ha'l casto seno offerto. Coppia, tù d'Austria i pregi, e la corone Accresci, e co'gran figli indi vedremti A le future genti Aportar fregi eterni, onde ne suone Parnaso, e ne ragione Gran Tosca Musa, sovra l'alto monte, Ove poscia d'Allor s'orna la fronte. Vanne Canzon humile à piè di lei, Ondre fregiata sei; E dille: A te m'inchino alma felice, Nè più dir'oso, nè più dir mi lice. BALLO NUOVO DELL'AUTTORE, Fatto in gratia della Serenissima Infante Donna Isabella d'Austria, nell'occasione della sesta fatta nel Teatro del Palazzo Ducale di Milano, dalle sei nobilissime Dame, dinanzi allo due Serenissime Altezze; & all'Illustriss. & Reverendiss. Monsig. Cardinal Diatristano, Legato di sua Santità, & alla Nobiltà di Milano. PRIMA PARTE. PRimieramente entrarono à due à due in fila; quelle, ch'erano à man destra, tenevano la torcia con essa mano, quelle, ch'erano alla sinistra, anch'esse la tenevano nella detta mano; fanno insieme andando innanzi un .S. col piè sinistro, due .P*. un innanzi, e l'altro indietro, voltando esso fianco; poi fanno un'altro .S. col destro, andando sempre innanzi. due .P*. col destro, e col sinistro. voltando esso fianco; poi fanno due .P. gravi, e un .S. passando le Dame, che sono alla sinistra dinanzi à quelle, che sono alla destra, passando l'una al luogo dell'altra; si torna à fare li due .P. gravi col .S. tornando tutti al suo luogo; quelle dame, che passarono avanti passeranno à dietro alle altre, poi fanno all'incontro due saltini à piè pari, e quattro .P. in saltino, nel detto luogo. poi fanno due .S. passando l'una al luogo dell'altra, come s'è fatto la prima volta, quando si contrapassò. SECONDA PARTE. SI torna à fare il .S. e li due .P*. due volte andando sempre innanzi, & contrapassando, come s'è fatto di sopra. poi fanno li due .P. gravi, & il .S. cambiando luogo, e fanno all'incontro li due saltini à piè pari, e li quattro .P. in saltino, poi fanno li due .S. tornando à passare tutti al suo luogo. TERZA PARTE. NElla terza parte si tornano à fare tutti li medemi .P. che si sono fatti nelle altre due parti andando sempre innanzi, e cambiandosi tre volte. QUARTA PARTE. LA Dama, à man sinistra che guida'l ballo, si volta à essa mano, e fanno insieme due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col destro, l'altra dama, che guida alla destra, si volta alla detta mano, e fanno insieme li medesimi .SP. e li .S. fermandosi in foggia d'una meza luna, & quelle che guidano sono ambedue al pari. fanno insieme due saltini e quattro .P. col sinistro come si e fatto di sopra. poi si fa'l medesimo col piè destro tutti insieme spingendo un poco le torchie innanzi e poi fanno la .Rx. grave di quattro tempi di suono alle due Serenissime Altezze. Il sudetto musico che già era vicino alle sue Altezze, cominciò à sonare e cantare le lodi delle sue Altezze. finito di cantare la Signora Lavinia pigliò'l cesto de'fiori, & li presentò alla Serenissima Infante Donna Isabella; nel medesimo tempo che la detta Signora tornò al suo luogo; l'altre dame andarono ad incontrarla; poi si voltarono parte alla sinistra, & parte alla destra fermandosi à modo d'una meza luna, come s'è fatto prima. poi fanno la medesima .Rx. grave, ponendo le torcie andando al suo luogo, dando fine al ballo con decoro, & gravità. La Musica della sonata con la intavolatura di leuto d'Austria Felice, è tre parte, e si fanno due volte per parte un poco adagio sin'al fine del ballo. In questi Brandi, e Balli, che si ballano in più di quattro, cioè tre Cavalieri e tre Dame, non si son potute mettere le sue figure, per non essere il luogo commodo, ma si sono però messe quattro figure al Brando di Cales, che si balla in sei, perche si balla in circolo. BALLO NUOVO DELL'AUTTORE, DETTO DI SOPRA. Fatto da sei Cavalieri Milanesi, vestiti all'Ongaresca, dinanzi alle due Serenissime Altezze. PRima entrarono quattro sonatori con quattro alpi vestiti à liurea. poi sei paggi con le torcie accese in mano, quattro innanzi à due à due; poi seguivano gl'altri due con l'Amore nel mezo, il quale recitò alcuni versi in lode delle dette Altezze. poi seguivano i sei Cavalieri, & li due primi, che guidavano'l ballo erano, il Sig. Conte Filiberto figliuolo del Sig. Conte Antonio della Somaglia, Il Sig. Conte Giacobo figliuolo del Sig. Conte Ta tio Mandello, il Sig. Ottavio figliuolo del Sig. Marchese Oratio Pallavicino; Il Sig. Cavalier Gabrio figliuolo del Sig. Conte Gio. Battista Serbellone, Il Signor Aluigi Trotto, & il Signor Fabricio Melzi; Entrarono questi Cavalieri à due à due, con le torcie accese in mano. quelli, che erano à man sinistra; la portavano con detta mano, & quelli alla destra alla detta mano. Tutti insieme fanno due .S. col sinistro, andando sempre innanzi, quelli, che sono alla sinistra passano dinanzi à quelli, che son alla destra l'uno al luogo dell'altro voltandosi all'incontro. poi fanno insieme due salti à piè pari col sinistro, e col destro, e quattro .P. brevi, e disposti ogn'uno al suo luogo; questa parte si farà tre volte andando sempre innanzi con detti .S. e salti, e li .P. che si sono fatti di sopra, cambiando luogo tre volte, e fermandosi larghi in foggia di meza luna; e poi tutti insieme spingono un poco le torcie innanzi, e fanno la .Rx. grave di quattro tempi di suono alle due Altezze Serenissime, cominciò l'Amore à dire i suoi versi in lode delle due Altezze, quali finiti andarono seguendo altri quattro paggi, e si fece poi il balletto. PRIMA PARTE. IL Cavaliero, che guida'l ballo à man sinistra con i suoi compagni, si volta ad essa mano, e torna à capo del ballo con due .SP. e un .S. col piè sinistro, e due .SP. e un .S. col destro, l'altro Cavaliero, che guida, alla destra con li suoi, si volta anch'esso alla detta mano, e fa nel medesimo tempo gl'istessi .SP. e li .P. poi pigliano la mano à due à due con un poco d'inchino, e fanno insieme andando innanzi due .S. si lasciano, e fanno all'incontro due salti à piè pari, e quattro .P. brevi gagliardi. SECONDA PARTE. POi pigliano'l braccio destro, e fanno due .S. passando l'uno al luogo dell'altro voltando atorno alla sinistra e fanno due .R. una ad essa mano, e l'altra alla destra; li due che guidano'l ballo con li suoi compagni fanno otto .SP. col sinistro, e col destro in una treccia, cambiando sempre con le mani le torcie, e pigliano quattro volte le mani, tornando tutti al suo luogo, e voltando alla sinistra à faccia à faccia. TERZA PARTE. Tutti insieme pigliano la man destra, e fanno un .S. col sinistro passando l'uno al luogo dell'altro, poi pigliano la sinistra, & fanno un'altro .S. tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno due .S. intorno alla sinistra voltandosi all'incontro; quel, che guida'l ballo alla destra và à pigliar'il braccio destro dell'ultimo, che è alla fila sinistra, e fanno tutti insieme otto .SP. in treccia tornando tutti a'suoi luoghi. QUARTA MUTANZA. IL Cavaliero, che guida'l ballo alla sinistra con la sua fila si volta ad essa mano, e fa due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col destro tornando à capo del ballo, & l'altro si volta alla destra con la sua fila, e fanno i medesimi .SP. e .S. fermandosi à foggia di meza luna, tutti insieme fanno due .R. alla sinistra, & alla destra poi spingendo un poco le torcie innanzi fanno la .Rx. grave alle sue Altezze; quello che guida alla destra, si volta ad essa mano con la sua fila, & l'altro, che è alla sinistra anch'esso con la sua fila volta alla detta mano, e fa insieme quattro .S. e poi due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col destro andando tutti in fila à finire gratiosamente il ballo. La Musica della sonata con la intavolatura di leuto dell'entrata, e del ballo fatto dalli sei Cavalieri. L'entrata e la prima parte sola si fa quattro volte, si fa poi la sonata del ballo che e la prima parte, e la seconda insieme e si farà quattro volte, una volta per parte, sino al fin del ballo. LA CATENA D'AMORE DELL'AUTTORE LA QUALE SI balla con molti Cavalieri, & Dame insieme. In gratia dell Illustrissima & Eccellentiss. Signora, la Signora Donna Margherita Somaglia, e Peretta. IN questo ballo della Catena d'Amore suol nascere gran confusione, & massime nel cominciarlo, percioche i cavalieri corrono à gara à pigliare le dame, & massime quando s'incontra, che due Cavaliero vadano per pigliare una dama; la quale, per non far torto all'uno, ne all'altro, resta tal hora d'andare à ballare; Però essorto ch'ogni cavaliero vadi modestamente à pigliar la dama, che gli parrà; & accioche detta Catena possa da ogn'uno con maggior facilità esser ballata; si faranno nel passeggio, & nelle mutanze i .S. ordinarij & le .Cc. & le .R. come si dirà al suo luogo cioè, nel fare i passeggi, & le mutanze, avvertendo che tutti i passi e l'attioni, che si fanno in questo ballo s'incominciano col piè sinistro; poi si finiscono col destro, è poi quello che guiderà'l ballo, non lo cominciarà insino che ciascuno non habbia pigliata la sua dama. poi si porranno tutti per ordine in fila. IL PRIMO PASSEGGIO. FAranno insieme la .Rx. grave, e due .R. voltandosi la faccia e due .Cc. poi quattro .S. due andando innanzi, & due tornando alquanto indietro, volgendo la faccia alle dame. fanno poi due .R. e ritornano à fare i quattro .S. e le .R. andando à piè del ballo; quello, che guida fà due .S. innanzi, & gl'altri due si voltano à man destra ll'incontro al secondo filo. gli altri in quel tempo fanno i .S. innanzi, & indietro come s'è fatto; poi fanno due .Rx. tutti insieme. PRIMA MUTANZA. IL Cavaliero del secondo filo passerà sotto'l braccio di quello, che guida'l ballo stando in quadrangolo; si fanno i .S. innanzi & indietro, & le .R. tutte insieme, come s'è fatto di sopra. poi quegli del secondo filo anderanno innanzi con due .S. volgendo la sua dama alla destra; all'incontro al terzo filo, & faranno come'l primo. in quel tempo quello che guida, farà i due .S. innanzi, quello del terzo filo passerà sotto'l braccio medesimo, come fù fatto, andando sempre un poco innanzi in capo del ballo. poi faranno gl'altri di mano in mano ciò c'ha fatto quello, che guida'l ballo, finito ogn'uno la sua parte quello, che guida, si volge in capo del ballo incontro al secondo filo, come fece la prima volta. SECONDA MUTANZA. POi piglia ambedue le mani della sua dama voltata la faccia; il secondo Cavaliero passa nel mezo delle braccia, & si fanno le attioni, che si sono già fatte. Prima'l Cavaliero passa innanzi, & la sua dama entra nel mezo, & finito'l tempo egli si volge alla destra, e poi piglia ambedue le mani della sua dama; quello che segue entrerà nel mazo, & terra'l medesimo stile con far le medesime attioni; quello, che guida, anderà un poco innanzi, & farà'l medesimo. gli altri poi faranno di mano in mano, restando tutti, come incatenati, poiche haverà finita la mutanza; quello che guida; farà'l passeggio sin che gli altri haveranno fatto la sua parte, poi si volgerà con la sua dama à piè del ballo all'incontro del primo filo. TERZA MUTANZA. I Due primi Cavalieri, & la dama, che guidano'l ballo. si pigliano tutti tre per le mani in un circolo, & l'altra dama resta nel mezo. si fanno le medesime attioni dette di sopra, e quello, che guida farà'l medesimo con l'altro filo, il Cavaliero piglia la sua dama per mano volgendola à piè del ballo; come si fece prima, faranno poi tutte le fila l'istessa mutanza, fornito di fare ogni Cavaliero la sua parte, come s'è detto faranno insieme il passeggio. Mutatione della sonata. IL SECONDO PASSEGGIO. COlui, che guida'l ballo, fa'l Passeggio alla sinistra, poi la sua dama con la mano destra piglia la sinistra del cavalier, che seguita, & la dama d'esso piglia la mano all'altro cavalier, & cosi di mano in mano si pigliano tutti per le mani e fanno li .S. e si fa un gran circolo attorno alla destra; poi si và stringendo in foggia di lumaca andando quasi tutti appresso circa mezo braccio. poscia quello, che guida si volgerà alla sinistra, e tornerà à disfare la lumaca senza che si lascino le mani. QUARTA MUTANZA. COlui, che guidarà'l ballo, andarà con la sua dama all'ultimo filo, & esso ultimo con la sua dama alzaranno le braccia, e con lei passerà sotto, & gli altri seguiranno tutti à passare di mano in mano, talche li due ultimi restaranno rivolti à faccia à faccia con le braccie incrociate, e poi si tornerà à passare sotto il braccio al secondo filo, restando anch'essi con le braccia incrociate, & cosi seguiranno di mano in mano, restando tutti rivolti à faccia à faccia con le braccia, come già s'è detto in forma di Catena, e la istessa si può disfare in doi modi, il primo il cavalier che guida'l ballo si volta alla sinistra con la sua dama, e passano sotto alli bracci de tutte le file, tenendosi sempre per mano sino che la catena sia disfatta, se non fusse commodo alle dame à passar sotto il braccio si potrà far le attioni che seguitano, si fanno poi tutti insieme per fianco ala sinistra due .S. & altre due .S. alla destra con due .Cc. & due .R. si lasciano le mani, e fanno quattro .S. due intorno alla sinistra, & altretanto intorno alla destra. TERZO PASSEGGIO. TUtti insieme faranno la .Rx. grave, & quello, che guida si volgerà alla destra, & tutti gli altri cavalieri lo seguiranno, facendo sempre i .S. e fermandosi tutti incontro d'una dama. fanno poi la .Rx. insieme, e i cavalieri si fermano, e la dama, che guida'l ballo con le altre insieme si volgono alla sinistra, andando à piè del ballo, con detti .S. ogn'uno dirimpetto al suo huomo. QUINTA MUTANZA. FAnno la .Rx. insieme quello, che guida con la sua dama sola, fa due .R. poi piglia'l braccio destro, & fa due .S. intorno ad essa mano, passando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano, e fanno altre due .S. intorno alla sinistra, ritornando al suo luogo con un poco d'inchino; poi pigliarà la mano della sua dama, & passeggiando insieme con far sempre i .S. anderà à posarla al luogo, facendo la .Rx. in quel tempo; quello che segue con la sua dama farà la .Rx. & due .R. poi si pigliano'l braccio destro, e fanno i .S. che si sono già fatti, tornando al suo luogo. poi si piglia la mano accompagnandola anch'essa al luogo suo con l'attioni, che s'è già fatta; gl'altri tutti di man'in mano con le sue dame faranno'l medesimo, & con questo ordine finiranno gratiosamente senza confusione questo ballo; si potrebbono fare in questa catena molt'altre bizzarrie, ma per non essere troppo tedioso con l'haver posto queste, par mi d'haver fatto à bastanza. La Musica della sonata con la intavolatura di leuto della Catena d'Amore. La prima parte si fà sino che siano fatte le prime tre mutanze, poi la seconda parte si fa sino al fin del ballo. BALLO NUOVO DELL'AUTTORE DETTO LA CACCIA d'Amore, si balla con molti Cavalieri, e Dame. In gratia dell'Illustriss. Sig. la Sig. Donna Giovana di Cordova, seconda moglie dell'Illustriss. Sig. Conte d'Aro figliuolo dell'Eccellentiss. Signor Contestabile di Castiglia Governatore di Milano. IN questo ballo suol essere confusione, & massime nel cominciarlo; percioche i Cavalieri corrono à gara à pigliare la dama. onde tal hora ne seguono de gli odij, quando s'incontra, che due cavalieri vanno per pigliare una dama: la quale, per non far torto, ne all'uno, ne all'altro resta tal volta d'andare in ballo; perciò e ben che i Cavalieri vadano modestamente à pigliare la dama che gli parerà, & quello che guiderà'l ballo, non l'incominciarà insino à tanto che tutti non habbiano prese le dame, e poi si porranno tutti per ordine alla loro fila. PRIMA PARTE COL PASSEGGIO e la mutanza. FAranno tutti insieme la .Rx. grave, & due .Cc. si fanno andando innanzi quattro .S. lasciano le mani e fanno insieme due .S. intorno alla sinistra volgendosi à faccia à faccia, e due .R. li cavalieri pigliano'l braccio destro della sua dama, e fanno due .S. passando l'uno al luogo dell'altro, si lasciano, & si fanno altri due .S. intorno alla sinistra, restando nel detto luogo, il cavaliere, che guida'l ballo con la sua filla si volta alla destra, & la sua dama con la sua fila, anch'essa si volta alla sinistra, e fanno tutti insieme otto .SP. andando à capo del ballo, e poi tornano à piede all'incontro delle sue dame e fanno la .Rx. grave tutti insieme, e due .Cc. le dame pigliano'l braccio destro del suo cavaliero, e fanno due .S. passando l'uno al luogo dell'altro, si lasciano e fanno altri due .S. attorno alla sinistra, voltandosi'l viso, poi fanno due .R. & due .S. intorno alla sinistra, restando ogn'uno al detto luogo. SECONDA PARTE COL PASSEGGIO e con la mutanza. FAranno insieme la .Rx. e due .R. quello che guida e gli altri cavalieri, si voltano alla sinistra, & vanno à capo, e poi ritornano à piè del ballo, con far otto .S. in trezza, pigliando hora la man destra, & hora la sinistra, fermandosi ogn'uno con la faccia rivolta alla sua dama con un poco d'inchino, quello che guida piglia'l braccio destro della sua dama, e fa due .S. intorno ad essa mano, e si lasciano, e fanno due .S. intorno alla sinistra tornando al suo luogo con un poco d'inchino, poi piglia la seconda dama, & fa'l medesimo c'ha fatto con la prima, poi piglia la terza, e tutte le altre ad una ad una sino alla fine, & tutti li altri seguitano anch'essa di mano, in mano tutti insieme cominciando dalla prima dama, sino all'ultima, quello che guida si rivolge alla destra, e torna à piè del ballo, e li altri tutti lo seguitano, & fanno quattro .S. con meze .R. alle sue dame, poi la dama, che guida, si volge alla destra con le sue compagne, e vano in capo poi à piè del ballo con otto .S. in trezza pigliando la man destra e la sinistra fermandosi ogn'uno all'incontro del suo cavaliere con meza .Rx. la dama, che guida, piglia'l braccio destro del suo cavaliero, e fà li doi .S. ad essa mano, si lasciano, & fanno due .S. intorno alla sinistra tornando al suo luogo, con un poco d'inchino, quella, che guida, con le sue dame si volta alla sinistra, e fanno quattro .S. tornando à piè del ballo con meza .Rx. all'incontro de suoi cavalieri. TERZA PARTE COL PASSEGGIO e con la mutanza à modo di caccia. IL Cavaliere, che guida, piglia la mano della sua dama, e si fanno due .Cc. & due .R. all'incontro, poi lasciano la mano, il cavalier si volta alla sinistra per andar à capo del ballo à pigliar la sua dama, & essa in quel tempo si volta alla destra per andar anch'ella, in capo del ballo, & vedendo il suo cavaliere che la vol pigliar per la mano, subito ritorna adietro scorrendo, poi passa nel mezo delle due fila, & il detto la seguita, come la dama se haverà pigliato piacere à suo gusto di scorrere, si lascierà pigliar per la mano, accompagnandola poi in capo del ballo, all'ultimo delle file, il secondo che segue con la sua dama, farà altretanto come si è fatto, andando anch'esso con la dama in capo del ballo, & cosi faranno tutte le file di mano in mano, tornando ogn'uno al suo luogo dove erano prima. QUARTA PARTE CON LA MUTANZA, e'l passeggio. TUtti insieme fanno la .Rx. grave, & due .R. è poi due .S. no pigliando la man destra della sua dama passando l'uno al luogo dell'altro, poi pigliano la sinistra, & fanno l'altro .S. tornando al suo luogo, si fan poi altri due .S. intorno alla sinistra, il cavalier che guida'l ballo con la sua fila si volta alla sinistra, e la dama anch'essa con la sua fila si volta alla destra, e tornanno a capo del ballo, e fanno quattro .S. poi pigliano ogn'uno la mano della sua dama con un poco d'inchino, e fanno insieme altri quattro .S. à modo d'un circolo con tutte le dame nel mezo, quello che guida cosi passeggiando dirà uno innanzi, & subito si lascieranno la mano della sua dama, & andaranno presto à pigliar la mano di quella, che gli farà innanzi, in quel tempo un'altro cavaliero, che non farà entrato nel ballo, piglierà presto una dama, talche sempre come quel che guida'l ballo, dirà à suo piacer un'innanzi ò un indietro, ò due innanzi, ò due indietro, sempre restarà un Cavaliero senza la sua Dama, & ogn'uno si piglierà piacere infinito di questo e quello che guida con la sua dama si allargarà alquanto à modo d'un gran circolo, & tutti li altri lo seguiranno. QUINTA PARTE. Mutatione della sonata in gagliarda con la sua ripresa. IL primo Cavaliero con la sua Dama passeggierà un poco, e poi lascierà la mano e faranno insieme la .Rx. & ballaranno un poco il ballo del piantono, e poi la piglierà per la mano, & la condurrà al suo luogo, & faranno la .Rx. l'altro Cavaliero che è à man destra con la sua dama, farà altretanto, & cosi seguiranno tutti di mano in mano, in questa maniera si darà fine alla Caccia d'Amore con spasso e piacere d'ogn'uno, si potrebbero aggiongere altre bizzerie ma per non esser troppo lungo basteranno queste mutanze. La Musica della sonata con l'intavolatura di liuto della Caccia d'Amore. E tre parti le due prime parti si fanno due volte per parte sino all'ultima parte che è la gagliarda, che si fa con la sua ripresa al ballo del piantono, che finisce essa Caccia. BREVE NARRATIONE Del soggetto de gli Intermedij del Sig. Camillo Schiafenati, rappresentati nell'Ar menia Pastorale del Sig. Gio. Battista Visconte, l'uno, e l'altro Dottore dell'Illustre Collegio di Milano. Recitata alla presenza della Sereniss. Infante Donna Isabella, & del Sereniss. Arciduca Alberto d'Austria, e dell'Illustriss. e Reverendiss. Monsig. Cardinale Diattristano Legato di Sua Santità, e della Nobiltà di Milano. NEL principio, tosto, ch'al calar delle cortine fu scoperta la scena, veddesi la discordia Amorosa, che discendendo dalle nubi, recito'l Prologo della Pastorale, & questa e inventione dell'auttore d'essa. Doppo'l primo atto, fù rappresentata la favola d'Orfeo, quando sen'andò all'Inferno per ricuperare la morta Moglie Euridice, e prima d'ogn'altra cosa, si vedde Orfeo comparire in Scena, il quale dolcemente cantando & sonando traheva à seguitarlo fiere, alberi, sassi, & uccelli, onde col canto suo, che si lamentava della perduta moglie, s'udì à suoi lamenti una dilettevole rispondenza d'Eccho, alla quale rivolgendosi parlava, & con un assai longo dialogo fù da lei consolato, & insieme assieurato, che andando all'Inferno, haveria potuto con la forza del suo canto, & suono impetrare da Plutone la gratia di rihaver la desiata moglie; & cosi indrizzando i passi verso l'Inferno al canto, & suono suo s'aprì la porta, Orfeo all'hora cessando dal canto, si misse à contemplar l'Inferno, dove si vedeva Plutone & Prosperina sua Moglie sedenti in trono di maestà con i lor Giudici, con le tre furie, con molti spiriti infernali, con molte anime dannate, e con le qualità etiamdio delle loro pene, & in particolare Tantolo condennato à cibarsi di pomi, & acqua, i quai, poi dalla bocca di lui quanto più egli à loro s'accostava, si dipartivano Iscone al girar della ruota, Sisifo al rottolar del sasso sopra'l monte, & altri, come più poteano capir nel luogo; si vedevano parimente i campi Elisij pieni d'anime, che se ne stavano senza pena, anzi frà i piaceri, e contenti, frà le quali era Euridice moglie d'Orfeo. Vedevasi altre si Caronte varcar con la sua barca Euridice, vedevasi anche alla porta dell'Inferno Cerbe ro, & in somma tutte quelle cose rappresentate, che si leggano nella descrittione dell'Inferno fatta da Virgilio, da Ovidio, & da altri Poeti. ECCHO, Che risponde a' lamenti d'Orfeo. O Breve troppo ahimè conforto, e gioia Diletta moglie, hor eterno cordoglio Doglio Frà questi boschi à crude fiere albergo Chi sei pietoso, che condogli meco, Echo Acciò pensando non mi guidi à morte, Chi porgerà rimedio al dolor mio? Io Hor donque tù consiglio e aiuto dammi Ninfa gentil, & ciò che vuoi richiedi. Chiedi Fiero serpe mia donna, e vita ha spenta Fia morta sempre ò fia che si ravviva? Viva Sarà, ch'alcun'Dio pieghi à miei lamenti O pur ch'ogni fatica indarno impieghi? Pieghi Che pietà trovi ne i Tartarei Numi Credi ò più tosto ne i celesti Divi? Ivi Questi in vano pregai, dovr à l'Inferno Implacabile far l'alma contenta? Tenta Tentar non noce mai, mà gratia tale Poss io sperar di riportar da poi? Poi L'inessorabil Pluto à preghi sordo Fa che mi dice il cor, questo dispera. Spera Se tanto spero, & animoso ardisco Giovaran preghi, e doni, ò pur incanto? Canto Et ch'altro oprar potrà, ch'ogn'un non dica Forsenato costui, come delira? Lira Tanto dalla mia lira, & dal mio canto Sperar mi lice, & di tornar felice? Lice Poiche cosi m'accerti, i me ne vado Sperando al suon de lagrimosi accenti, Già che'l Ciel non piegai, mover l'Inferno. Orfeo doppò d'haver per buona pezza mirato tali cose, tornò di novo à ripigliare'l Canto, della cui soavità, frà quel penace luoco grandissimo refrigerio sen tivano l'anime dannate, e tratto etiamdio da quella melodia l'istesso Plutone insieme con gl'altri ministri, con grandissimo silentio intenti stavano ad ascoltare Orfeo, il quale supplichevolmente domandava gratia di rihaver la moglie, & alquale un Musico in bassi modi rispose con un breve Dialogo che conceduta gl'era la richiesta moglie con patto tale, che non rivolga gli occhi adietro prima, che esso, & la moglie non siano del tutto usciti fuora dell'Inferno, & se ben non pare che il decoro, & versimilitudine della favola admetta musica in Plutone, fù ciò introdotto per maggior sodisfattione de gli aspettatori, & ascoltanti, & per gusto di chi poteva commandare. Tosto che la gratia fù da Plutone conceduta comparue Caronte à passare Euridice con la sua barchetta, & perche contra'l patto Orfeo riguardò indietro, venne di traverso'l Fato in habito di diavolo, che la riportò donde s'era partita, & chiusesi l'Inferno, e tornaronsi à sentire le pene, e gli stridi de dannati, e s'ac cesero di nuovo le fiamme. Tornò Orfeo à piangere con miserabil canto, & suono la sciocchezza sua, & la irreparabile perdita della moglie, dolentemente partendosi; & alla fine dell'intermedio udisi poi una musica di voci, & instrumenti, che divise l'intermedio dell'Atto secondo della pastorale, il che seguentemente su osservato in ogni intermedio, da quali tutti si possono trar molti sensi allegorici confa cevoli molto all'occasione, che si rappresentava della Serenissima Infante, e del Serenissimo Arciduca. Nel secondo Intermedio, poi che nel primo s'è rapresentata la favola dell'Inferno, si passava à una favola, la quale rappresentava e terra, e mare, e parte della favola di Giasone, quando con gli Argonauti suoi se ne andò nel Regno de' Colchi à far l'acquisto del vello d'oro. In questa prima parte furono rappresentate le tre sirene, le quali fra i loro scogli se ne stavano sollazzando con pescare, e tesser ghirlande, & cantare diversi Madrigali; trattenuti con questo gli occhi, & gl'orecchi de gli aspertatori per honesto spacio di tempo, cominciò à scoprirsi la nave delli Argonauti da una di loro, laquale con molta allegrezza suavemente cantando ne dava aviso alle sorelle, le quali tutte andarono, poscia ad incontrarla con suoni, e canti à quella accostandosi, la quale si fermò in prospettiva à tutti gli spettatori cantando insieme canzonette, inuitando gli Argnonauti à i piaceri, & à godere le delitie delle loro stanze con fine di far li precipitare nell scogli, all'hora gl'Argonauti dalla lor suavissima melodia allettati fecero segno di vo ler seguire; Ma Orfeo, ch'era in prora, si levò in piedi, & con la mano fece lor segno, che si fermassero, & fermati cantò egli un Madrigale, essortando à proseguire il viaggio e l'honorata, benche faricosa, & perigliosa impresa, col quale mostrava, ch'al pari della sua, pocho vale la lor melodia. la onde dal canto di lui vinte, & confuse le Sirene si partirno, & la nave seguitò'l suo viaggio, & arrivò al litto del Mare, vicino alla Città Regia del Rè de' Colchi. In tanto si fingeva, ch'il detto Rè con la sua guardia à quella banda se ne fusse uscito à diporto per ricrear l'animo pieno di mille noiosi pensieri, & mentre andava discorrendo con i satrapi suoi, ecco che vede in mare una nave, che s'incammina alle spiagge del suo mare, & perche quella fu la prima nave, che solcasse'l mare, maravigliatosi di tal vista, diede ordine al Capitano della guardia, che verso lei s'inuij, & intenda, che cosa sia, che porti, dove vadi, & onde venga, ilche tutto esseguendo'l Capitano, venne poscia à fare al suo Signore compita relatione, chiedendo licenza ancora in nome de i Cavalieri della nave di poter sbarcare, bramando di fare al Rè la devuta riverenza e spiegarli à parte à parte la cagione della lor venuta, e cosi conceduta dal Rè la dimandata licenza, essi uscirono dalla nave, & si sonarono le trombe. Sbarcati tutti s'inviarono al Rè, al quale Giasone narrò brevemente'l suo desio, & ricevuto dal Rè risposta, accetta l'inuito di gir à riposar al Real Palagio, nel quale entrando finisce l'intermedio seguendo Musici di voci, & varij instromenti, doppo la qual seguiva continouando l'atto terzo della pastorale. Nel terzo intermedio si seguitò la favola di Giasone, & perche il rappresentarla tutta saria stato cosa troppo longa, si finse che già fossero seguiti nel Palggio gl innamoramenti di Medea figliuola del Rè, & i ragionamenti tra lei, & Giasone. E però seguendo questa favola comparue poscia il Rè de Colchi con la figliuola, quali fatto tra loro breve ragionamento, andarono à porsi sopra una loggia stata accommodata à posta, accioche si vedesse la pugna di Giasone. Et accommodati che furono, diedero le trombe il segno della battaglia, e subito venne fuora del palazzo Reale Giasone con gli Argonauti suoi, e nell'uscire disse certi pochi versi dimostrando l ardir suo, & la speranza della vittoria, & incamminandosi al giardino dov'era posto il vello d'oro, scoprì i tori, che contra lui se ne venivano ferocissimi, gettando fiamme dalle nari, contra i quali si presentò con diverse parole, & atti di cuore intrepido, e finalmente gettando loro adosso l'incantata herba, gli rese humili, & piaceuoli, & se gli accostò, & fece loro carezze, facendosi dar il giogho, & poi l'aratro dal suo paggio, arando la terra, seminando i denti nascevano li huomini armati, contro, i quali parimente diceva parole, & faceva atti di molta intrepidezza, al fine gettando in mezo dell'herba incantata, essi con bellissimo abbatimento venivano ad ammazzarsi tra loro, & à ciascuna impresa, & attione, & alle seguenti diceva Giasone parole di molto cuore, & d'animo veramente magnanimo. Morti questi huomini armati, s'avicinò Giasone alla porta del Giardino, dove con battè col serpente, & con l'herba incantata gettatagli adosso lo fece dormire, & cosi entrò à pigliar il velo d'oro pendente dal ramo de l'arboro d'oro, poi se n'uscì trionfante, sostenendo col braccio alto il detto velo d'oro, & versi dicendo d'allegrezza, & di trionfo, i quali durarono insino, che seguito da gli Argonauti suoi ritornò nel Palazzo Reale, ove sonarono trombe, & instromenti musicali de vittoria, e di trionfo: & quivi finì l'intermedio, poiche essendo il tempo breve e l'attioni molte, non fu possibile di rappresentare ciò che seguì poi, mentre con esso seco condusse Medea figliuola del Rè. Nel quarto intermedio restava, doppò l'inferno la terra e'l mare, à rappresentare l'aere, e'l cielo; & però si rappresentò la favola della contesa di Pallade, & di Nettunno, quando amendue à gara cercavano di dar nome alla nuova città chia mata poi da Pallade Athene, & di haverne di lei il governo. Hora in questo intermedio si vidde comparire da un canto Nettunno per mare in atto di Maestà sopra una gran concha marina, tirata da cavalli marini, accompagnata da Tritoni, & Dei marini, tutti sonando con diversi instromenti musicali, & si condusse al luogo destinato gli per ordine del celeste consiglio, dove aspettava aviso di quanto haveva à fare per meritare la vittoria della detta contesa. Dall'altro canto comparue Pallade per terra sopra un carro tirato da due serpenti, & ornato con le figure del gallo, & di civetta augelli di detta Dea, & fu accompagnata da tre donne, che figuravano l'arti del filare, del tessere, & del ricama re, da lei inventate, & parimente seguita dalla dea Bellona, & dalla Vittoria, & dalla dottrina, & queste tutte erano cantatrici, se bene nell'arrivo loro non cantavano, gionta al destinato luogo disse essa certi versetti alle compagne con avvisarle, che quello era'l luogo destinato al sudetto effetto, & l'istesso fece Nettunno rivolto a' suoi compagni. In quel ponto aprissi'l cielo, donde discese Mercurio, qual era un musico eccellente, & Come messaggiero delli dei fece saper, che la vittoria haverebbe chi di lor facesse nascere cose più utili al mondo nel cielo, si vedeva Giove in trono di Maestà con tutti gli dei celesti, che erano aspettatori, & giudici di questa prova. Pallade prima dette certe poche parole, percosse la terra con l'asta, & fece nascere un bellissimo olivo, Netunno parimente percotendo col tridente fece nascere un ferocissimo cavallo. Fra poco tornò Mercurio, & pronunciò la sentenza di Giove, & del celeste consiglio à favore di Pallade, Netunno dette alcune parole di disdegno, & di disprez zo di detta sentenza, & di Pallade se ne partì confuso; Pallade passeggiava il Campo seguita dalle compagne sue, le quali andavano cantando versi di giubilo, & di vittoria, & nel uscire del campo chiudevasi'l cielo, & finisce l'intermedio. Nel fine della rappresentatione della pastorale si vidde una grandissima nugola, nella quale discendeva la felicità con molti musici apportatrice essendo di molte gratie alla Serenissima Infante, & al Serenissimo Arciduca, andava spiegandole con un gratiosissimo madrigale, & di nuovo più che prima bello vedevasi il cielo aperto, dov'era concerto di musici eccellenti in persona delli dei d'esso, quali fecero dilettevole rispondenza à i musici discesi nella n ugola, & finito'l canto della felicità uscirono quattro pastori, & quattro ninfe, da quali si fece un bellissimo brando, nel fine de gl'Intermedij della detta Comedia Ar menia pastorale, il quale brando fu fatto dall'Auttore di quest'opera, in gratia della Serenissima Regina di Spagna Donna Margherita d'Austria, ma poi rappresentato avanti alla Serenissima Infante donna Isabella d'Austria, & al Serenissimo Arciduca Alberto d'Austria, e all'Illustrissimo, & Reverendissimo Monsignor Cardinale Diatristano, legato di sua Santità, & di tutta la nobiltà di Milano, nel theatro del Palazzo Ducale di Milano, & il brando e intavolato qui à basso. BRANDO DELL'AUTTORE ILQUAL SI BALLA IN OTTO, quattro Cavalieri, & quattro Dame. In gratia della Serenissima Donna Margherita Regina di Spagna, Nostra Signora. PRIMA PARTE. SI fermano tutti otto à capo del ballo. quattro Pastori co'l suo ba stone in mano, e quattro Ninfe con il suo dardo in due fila senza pigliar le mani. il Pastore che guida'l ballo con la sua fila, fa due .SP. e un .S. col piè sinistro, e due .SP. e un .S. col destro andando innanzi, e girando attorno alla sinistra, à modo di un circolo, tornando à capo del ballo; la Ninfa, che guida anch'essa parimente nell'istesso tempo con la sua fila, si volta attorno alla destra, e fa insieme li medemi passi fermandosi tutti otto in foggia d'una meza luna; & quelli, che guidano amendue al pari, poi fanno insieme la .Rx. grave. il Pastore che guida piglia la mano della sua ninfa, e fa due .S. andando innanzi gli altri, che seguono fanno'l medesimo. poi fanno, andando innanzi, due .SP. e un .S. col sinistro; lasciano le mani con un poco d'inchino, e fanno due .SP. e un .S. attorno alla sinistra col piè destro voltandosi la faccia. Mutatione della sonata. SECONDA PARTE. PIgliano'l braccio destro della sua Ninfa, poi fanno un .S. col sinistro passando l'uno al luogo dell'altro, e due .SP. tornando al suo luogo, & uno .S. attorno alla sinistra; quello che guida'l ballo con la sua ninfa, fa un .S. per fianco è due .SP. attorno alla destra, & un .S. attorno alla sinistra. il secondo filo seguita'l medesimo, fermandosi à piè del ballo, e voltati à faccia à faccia tutti quattro in fila, nel medesimo tempo, il terzo e quarto filo faranno altretanto fermandosi à capo del ballo all'incontro. Poi faranno insieme il .S. e li .SP. e il .S. attorno alla sinistra, & altretanto attorno alla destra fermandosi all'incontro. Mutatione della sonata. TERZA PARTE. IL Pastore, che guida piglia la man destra della sua ninfa passando fuora. poi la sinistra all'altro, passando nel mezo, e si faranno otto .SP. in una treccia, tornà do tutti al suo luogo. gli altri quattro in quel tempo fanno un .P. col destro, e la .R. grave col sinistro, e due .Cc. doppo anch'essi quattro fanno la treccia, che s'e fatta, & gli altri quattro fanno il .P. e la .R. e le .Cc. come sopra. Mutatione della sonata. QUARTA PARTE. TUtti insieme fanno un .S. innanzi. poi pigliano'l braccio destro e fanno due .S. attorno due volte alla destra, andando l'uno al luogo dell'altro; si lasciano e fanno un .S. attorno alla sinistra. poi pigliano'l braccio sinistro, e fanno li tre altri .S. girando attorno ad essa mano, e tornando tutti al suo luogo all'incontro, & l'altro .S. attorno alla destra poi fanno insieme andando innanzi l'uno contra l'altro un .S. col sinistro, e due .SP. e tre .T. e una .R. alla sinistra. poi fanno quattro .SP. indietro fiancheggiando col piè destro, e tre .T. e una .R. alla destra tornando tutti al suo luogo. Mutatione della sonata in gagliarda. QUINTA PARTE. I Due Pastori, che guidano le sue file, che sono à mano sinistra pigliano'l braccio destro della sua ninfa. Poi fanno due volte i cinque. P. attorno ad essa mano col piè sinistro tornando al suo luogo. si lasciano, e fanno altre due volte i detti .P. attorno alla sinistra tornando al suo luogo. gli altri quattro nel medesimo tempo faranno le .Rx. gravi. le due ninfe pigliano'l braccio dell'altro Pastore e fanno anch'essi quattro volte i cinque .P. quelli, che guidano fanno anch'essi la .Rx. il medesimo fa l'altro Pastore con la sua ninfa tornando tutti al suo luogo all'incontro. poi fanno insieme un saltino col piè sinistro alto voltandosi il fianco destro, & un saltino col destro alto, e la cadenza con esso piede, e poi due .P. fermi uno innanzi, e l'altro indietro ponendo'l detto piede in terra, & con esso. un saltino col pied'alto, e la cadenza col destro; questa mutanza e di sette botte, & due tempi di suono. poi si volta'l fianco sinistro, e si fa la medesima mutanza col piè destro. Mutatione della sonata. SESTA PARTE. I Quattro pastori soli fanno otto .SP. brevi in treccia senza pigliare le mani co minciando'l primo che guida'l brando, ch'è alla parte sinistra, & l'ultimo ch'è alla parte destra, poi seguitano gli altri due di man in mano voltandosi alla destra, e alla sinistra, e tornando tutti al suo luogo, & le ninfe fanno'l medesimo, che ha fatto i pastori tornando anch'esse al suo luogo. Mutatione della sonata. SETTIMA PARTE. TUtti insieme faranno al suo luogo un .S. e due .SP. e'un .S. attorno alla sinistra con esso piede. poi fanno'l medesimo attorno alla destra col sinistro tornando tutti al suo luogo. poi i due Pastori, che guidano'l ballo, pigliano la man destra della ninfa, che stà all'incontro. poi la sinistra, e fanno tutti insieme à quattro à quattro sei .SP. gravi in saltino in una treccia tornando tutti al suo luogo. poi fanno due .S. alla destra cioè intorno, è pigliano la sua ninfa per la mano ordinaria con una meza .Rx. Mutatione della sonata. OTTAVA PARTE. TUtti insieme faranno sei .S. in passeggio, voltando alla sinistra, e fermandosi in fila al lungo della sala. si lasciano, è fanno due saltini alla sinistra, & alla destra, & un .S. attorno alla sinistra con un saltino. pigliando con la man destra la sinistra della sua ninfa, e fanno due .S. attorno due volte alla destra tornando al suo luogo. si lasciano e fanno due .P. indietro col sinistro, & un .S. innanzi col detto piede. pigliando l'altra mano. poi fanno altretanto col piè destro attorno alla sinistra tornando tutti al suo luogo all'incontro. NONA PARTE. TUtti pigliano la man della sua ninfa, e fanno sedici .S. in passeggio attorno alla sala volgendosi alla sinistra, fatti li due primi .S. innanzi, i Pastori girano attorno alla sinistra, e pigliano con la man sinistra quella della sua ninfa sempre passeggiando, e fanno altri due .S. poi pigliano la mano, e fanno altri due .S. innanzi, e due .S. girando una volta attorno ad essa mano con le sue ninfe. questo si fà quattro volte, due girando attorno, li Pastori, & due fanno girare le ninfe. si fermano tutti in fila nel mezo del ballo, & il primo che guida si trova in capo del ballo con la sua ninfa. Mutatione della sonata. DECIMA PARTE. SI lasciano con un poco d'inchino dipoi egli si volta alla sinistra, & gli altri pastori lo seguitano, e fanno quattro .S. e quattro .SP. andando à piè del ballo in foggia d'una meza luna; ma nel medesimo tempo la ninfa, che guida con l'altre volta anch'essa alla destra e fa li medesimi .P. andando à piè del ballo all'incontro de suoi Pastori, fanno insieme due .Cc. e tre. T. col piè sinistro, e una .R. col piè destro. le Ninfe fanno anch'esse altretanto col piè destro. poi insieme la .Rx. grave di due tempi. Mutatione della sonata. UNDECIMA PARTE. QUello, che guida, piglia la mano della sua ninfa, e fa quattro .S. e quattro .SP. passando nel mezo delle due file, & andando in capo, e poi tornando à piè del ballo. nel medesimo tempo l'un Pastore con gl'altri due voltano alla sinistra, e tornano à piè del ballo; le ninfe anch'esse nel medesimo tempo si voltano alla destra, e tornano parimente à piè d'esso ballo. pigliano poi le mani, e seguitano quello, che guida'l brando conducendo ogn'uno la sua ninfa al suo luogo. poi fanno le .Rx. insieme finendo'l brando con gratia, & decoro. La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Brando, fatto da quattro pastori, e quattro ninfe, la prima parte si fa tre volte, la seconda tre volte, la terza due volte, la quarta due volte, la quinta due volte, la sesta che è la gagliarda, si fa due volte, poi si torna à fare la prima parte due volte, e la seconda due volte, e la terza una volte sola, la quarta due volte, e la quinta due volte, la sesta due volte, l'ultima parte si fà una volta sola, e poi si finisce il brando. IL FINE