Negri Concordance Output: quei
Gio. Ambrosio Valchiera milanese, ha fatto scuola in Milano poi ricercato da
alcuni Prencipi Fiammenghi, quiui se ne andò, & hebbe da quei Signori
quanto potè desiderare giamai. Ultimamente venne al servigio del Serenissimo
poi se n'è ritornato à Pavia dove à buona parte de Signori studenti,
& di quei Cavalieri con molta sua lode hà insegnato gagliarde, è balletti.
à suoi creati, & à Baroni, & Signori della Corte del Duca Ernesto, & è stato
molto favorito da quei Signori per la sua virtù.
discaro à lettori miei Signori di quì vederla in quel miglior modo, che sia
possibile rappresentare, il che fatto seguirò poi anche il filo di quei Prencipi,
che mi hanno favorito di vedere à ballare.
huomini selvatichi fecero un abbattimento con bastoni, & scudi; i quattro
nani fecero una mattaccinata, che fù di gran gusto à quei Prencipi.
iui si trovava Un bell'ingegno Milan vestito in habito da Zanni, che gli nomi
nava per nome, & à ciascuno di quei personaggi mentre passava haveva composto
un terzetto, perche si sapesse il nome de'personaggi, ch'erano nella
alli 12. andò à Vercelli; ove l'Eccellentiss. Sig. Marchese d'Ayamonte con
quei Feudatari prese licenza da S. Maestà, & se ne ritornò a Milano, &c.
gagliarda, la Pauaniglia il Canario, & altri balletti nella camera del detto
Sig. Conte con molta maraviglia di quella Altezza, & di quei Cavalieri, sì
per la poca età, come per l'agilità, leggerezza, & portatura di vità, & osservanza
& si fecero molte belle bizzarie di balli, combattimenti, & mattaccini, con grandissimo
spasso di quei sig. miei padroni, da qual fussimo con doni riconosciuti.
c'hanno apparato questa virtù da me, & da altri; non voglio man
care di far mentione ancora di quei Cavalieri, & Dame, che dopo
l'anno 1554. nel quale io cominciai la Scuola nella nobilissima,
e non mai à bastanza lodata Città di Milano hanno portato
nome di leggiadri ballatori, & ballatrici, cominciando da quei che ballarono
al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Don Gonzalo Ernando di Cordova Duca
Et ecco tutti quei avvertimenti che à mio giuditio sono paruti degni d'essere
intesi, da quali hora me ne vengo à trattare della gagliarda, mà dovendo io