Negri Concordance Output: quale
Nella quale si danno i giusti modi del ben portar la vita, e di accomodarsi
con leggiadria di movimento alle creanze, e grazie d'Amore,
rinchiuso tutto il succo della longa, & diuota seruitù mia.
Nella quale si come io seruendo à Cauaglieri Milansei vostri Vassalli, à gli Eccellentissimi
Vostri Luogotenenti, & a SERENISSIMI RODOLFO,
seruito alla Real Persona Vostra: cosi non in altro finalmente douea ella
terminare, che in voi, suo vnico, & principale oggetto. Dal quale traendo
ella quella grandezza, & nobiltà, clie per se stessa non hà; mi sono assicurato
Tempo nel quale l'Auttore diede principio all'uso
de balletti di più sorti, vaghi, è leggiadri.
Pompeo Diobono milanese, del quale è pur fresca la memoria dotato dalla natura
d'una suelta, bella, e proportionata vita; ben si può dire, con pace de
molt'anni, pregato se n'andò al servitio dell'Arcivescouo di Colonia, fratello
dell'Altezza del Duca di Baviera, dal quale oltra li donatiui era benissimo
stipendiato, e per non passarla con molte parole, dirò che egli ha havuto
in Venetia, & in altre Città, & al presente fa scuola magnifica in Padova, &
è molto favorito per la sua gran gentilezza, la quale accompagna molto questa
virtù del ballare.
mio Signor mi commisse che io andassi à servire l'Illustrissimo Sig. Conte
de Cifonte, che fu poi Castellano di Milano, il quale era venuto di Spagna,
per andare alla giornata di Malta, all'hor che il Turco, havendo preso Sant'
9 La Gelosia c'havea velati gl'occhi cominciando dal piede tutta, è traversa
ta d'un serpente; il quale uscendole per lo braccio destro passava à ferirle il
cuore.
d'Ayamonte à li 8. fece Sua Maestà l'entrata in Cremona, dove fù ricevuto
da quel popolo con gran trionfo; il quale fatto molte belle compagnie di
fanteria ben armate; & una bellissima salua d'Archibugi, & d'artiglieria; alli
di S. Altezza mandò due dame à levar di casa questa figliuola, & fece chia
mar me, suo maestro, acciò la facessi ballare; la quale ballò dinanzi à S.A. la
gagliarda, la Pauaniglia il Canario, & altri balletti nella camera del detto
del felice suo arrivo, & havuto la benedittione da Monsig. Illustriss. Legato,
entrò à piedi nel palazzo ducale, alle scale del quale fù incontrata dall'Eccellentiss.
Sig. Contessa d'Aro, che seco haveva molte signore Milanese, accompagnata
care di far mentione ancora di quei Cavalieri, & Dame, che dopo
l'anno 1554. nel quale io cominciai la Scuola nella nobilissima,
e non mai à bastanza lodata Città di Milano hanno portato
Nel quale s'insegnano le regole del ben portar la vita, del cauar la beretta, del
far riverenza; & accomodar la cappa, è spada nel ballare, del pigliar la
con la presenza del Serenissimo Carlo Emanuelle Duca di
Savoia, il quale accompagnato dall'Eccellentissimo Signor
Don Amadeo, dal Signor Marchese da Este, & da nobilissima
%SECTION "Rule 1"
Del modo, col quale s'insegna la regola d'andare sù la vita con bella gratia, come dimostra
il presente disegno, si nel ballare, come ancora dell'andare
%SECTION "Rule 2"
Del modo, nel quale s'ingegna la regola come si dimostra nel presente disegno, che si usa
nel cavarsi la beretta, e nel tenerla in mano doppo cavata è poi delle Riverenze,
%SECTION "Rule 3"
Del modo, nel quale s'insegna accomodare la cappa, è la spada, come dimostra il presente
dissegno, volendo ballare in una festa la gagliarda, ò altri balli.
%SECTION "Rule 4"
Del modo, nel quale s'insegna à fare la riverenza innanzi alla Dama, come si vede nel
presente dissegno, volendo ballare la Gagliarda in una festa, & finito il ballo accompagnarla
grave col piè sinistro, con quelle attioni, & gratia c'haurà fatto il Cavaliere;
il quale in quel tempo tirerà indietro il piè sinistro, è farà un'altra riverenza
breve per honorare la Dama. poi alzando il braccio destrto, & la Dama
dandogli ogni gratia con la vita, e seguitando questo modo detto. quando la
Dama sarà tornata al suo luogo, farà la riverenza al Cavaliero, col quale haverà
ballato esso mentre sarà inchinata con la riverenza, si voltarà un poco
con la faccia, & con la vita alla Dama, che le sarà à man destra, facendole honore,
la quale nell'assentarsi non levi con le mani la coda della veste; mà con bel
modo, è gratia si affetti à mezo della sedia; perche se più indietro sedesse, la faldiglia
%SECTION "Rule 9"
Del modo, nel quale s'insegna a fare la capriuola spezzata in aria con un piede,
come si dimostra nel disegno, che si vede.
& ponendo la punta d'esso al calcagno del destro, si alzerà esso
destro; il quale calandosi al suo luogo si alzerà il sinistro innanzi; poi si farà la
cadenza delli cinque passi col detto piede sinistro, voltando il fianco destro
fioretto contratempo co'l destro, alzando il piede sinistro co'l
quale si farà una botta innanzi, poi due botte innanzi col destro,
un'passo innanzi col piede sinistro; & con esso la cadenza. Queste
si leverà da terra quanto più potrà tirando in sù la gamba destra, e si batterà
con la detta gamba tre volte sopra la sinistra; la quale starà con la punta del piede
alto cascando nel detto luogo in passo, come di sopra, col piè destro, è sono
d'una banda, & dall'altra, è si fa un saltino sopra il piè sinistro, & nel
calarlo si alza il destro indietro; il quale mettendo al calcagno del
sinistro in un medesimo tempo si leverà la capriuola passandola quattro volte
REgola è forma con la quale debbono le vaghe, e leggiadre Dame ballare
la gagliarda sopra le feste co'l Cavaliero, Avvertendo che'n tutte
altri passi col medesimo ordine, mà differenti da'secondi. Quando si finirà essa
zoppa, tornerassi à ballare la gagliarda, quale finita si piglierà la Dama menandola
al suo luogo, e faranno la solita riverenza dando fine al ballo con bellissima,
à un piede, & mutanze d'ogni sorte, come di sopra s'è potuto vedere;
Hora me ne vengo al Trattato Terzo, & ultimo; nel quale s'insegnano
le regole d'apprendere gl'atti belli, è gratiosi movimenti, e
femandosi adunque come si è detto, con la faccia volta à quella della Dama;
la quale con ogni affetto si deve sempre riverire, & honorare, nel primo tempo,
si sta col piè sinistro innanzi, com'ho detto; nel secondo tempo si hà da tirare
LA prima continenza grave si hà da cominciare in questo modo;
fatta che si haverà la Reverenza grave, la quale s'incomincia, &
finisce in quattro battute perfette, di musica, & col piede sinistro;
distante due dita da quello, & in punta di piedi; poi levando'l sinistro, ha da
porlo nel luogo del destro; il quale ha da alzarsi, come fece del sinistro, quando
cominciò'l detto fioretto, & ha da tener il medesimo ordine, che tiene del
di piedi; la prima con l'istesso piede, quando si cala; la seconda col destro;
la terza col sinistro, & l'ultima col destro alzando ancora'l sinistro; il quale poi
calando a mezo'l piè destro s'alzarà subito il destro con la medesima distanza,
pigliano le mani e fanno la .Rx. grave insieme lasciano
la dama la quale fa due .R. minuite alla sinistra, & alla destra,
li Cavalieri in quel tempo fanno due .S. intorno alla sinistra
un poco in dietro, à pie pari. La Pavaniglia all'uso di Milano si fa il saltino
indietro contratempo à piè pari al fine delle parti, il quale se si fa bene,
ha buona gratia, à chi non piacesse di farlo, poco importa, si potrà far la cadenza
IL Cavaliero fa cinque .P. della gagliarda; quattro volte fiancheggiando col
piè sinistro, voltando sempre la faccia alla dama; la quale fa li medesimi cinque
.P. che si sono fatti il cavaliero fa due .P. & una botta innanzi col sinistro,
sei paggi con le torcie accese in mano, quattro innanzi à due à due; poi
seguivano gl'altri due con l'Amore nel mezo, il quale recitò alcuni
versi in lode delle dette Altezze. poi seguivano i sei Cavalieri, & li
%SECTION "La Catena d'Amore"
LA CATENA D'AMORE DELL'AUTTORE LA QUALE SI
balla con molti Cavalieri, & Dame insieme.
à gara à pigliare le dame, & massime quando s'incontra,
che due Cavaliero vadano per pigliare una dama; la quale, per
non far torto all'uno, ne all'altro, resta tal hora d'andare à ballare;
onde tal hora ne seguono de gli odij, quando s'incontra,
che due cavalieri vanno per pigliare una dama: la quale, per
non far torto, ne all'uno, ne all'altro resta tal volta d'andare
sen'andò all'Inferno per ricuperare la morta Moglie Euridice,
e prima d'ogn'altra cosa, si vedde Orfeo comparire in Scena, il quale
dolcemente cantando & sonando traheva à seguitarlo fiere, alberi, sassi, &
uccelli, onde col canto suo, che si lamentava della perduta moglie, s'udì à suoi
lamenti una dilettevole rispondenza d'Eccho, alla quale rivolgendosi parlava,
& con un assai longo dialogo fù da lei consolato, & insieme assieurato,
insieme con gl'altri ministri, con grandissimo silentio intenti stavano ad ascoltare
Orfeo, il quale supplichevolmente domandava gratia di rihaver la
moglie, & alquale un Musico in bassi modi rispose con un breve Dialogo che
Nel secondo Intermedio, poi che nel primo s'è rapresentata la favola dell'Inferno,
si passava à una favola, la quale rappresentava e terra, e mare, e parte della
favola di Giasone, quando con gli Argonauti suoi se ne andò nel Regno de'
dava aviso alle sorelle, le quali tutte andarono, poscia ad incontrarla con suoni,
e canti à quella accostandosi, la quale si fermò in prospettiva à tutti gli
spettatori cantando insieme canzonette, inuitando gli Argnonauti à i piaceri,
proseguire il viaggio e l'honorata, benche faricosa, & perigliosa impresa, col
quale mostrava, ch'al pari della sua, pocho vale la lor melodia. la onde dal
canto di lui vinte, & confuse le Sirene si partirno, & la nave seguitò'l suo
Sbarcati tutti s'inviarono al Rè, al quale Giasone narrò brevemente'l suo desio,
& ricevuto dal Rè risposta, accetta l'inuito di gir à riposar al Real Palagio,
& ricevuto dal Rè risposta, accetta l'inuito di gir à riposar al Real Palagio,
nel quale entrando finisce l'intermedio seguendo Musici di voci, & varij instromenti,
doppo la qual seguiva continouando l'atto terzo della pastorale.
Nel fine della rappresentatione della pastorale si vidde una grandissima nugola,
nella quale discendeva la felicità con molti musici apportatrice essendo di molte
gratie alla Serenissima Infante, & al Serenissimo Arciduca, andava spiegandole
si fece un bellissimo brando, nel fine de gl'Intermedij della detta Comedia Ar
menia pastorale, il quale brando fu fatto dall'Auttore di quest'opera, in gratia
della Serenissima Regina di Spagna Donna Margherita d'Austria, ma poi rappresentato