Negri Concordance Output: molto
non solo à celebrare le grandezze vostre & d'Animo, & d'Impero; ma
molto più à pregare il grande Iddio, che così ben'prosperi la grandissima vostra
Monarchia, che il continuato suono de'vostri commandi, come in Danza
DAPOI d'hauer tra me stesso molto tempo considerato sopra
il fuggeuole corso di questa nostra vita mortale, emmi
di me lo potranno fare, & desterò ne gl'animi loro spirito tale, che forse à
quel poco ch'io faccio hora, aggiugneranno poscia essi col tempo quel molto,
che fanno. ne da questo pensiero m'ha potuto rimuovere il sapere, che
e la più bella parte di tutta la creanza, & de'costumi esser posta nel
ballare: e vero, che l'armeggiare essercitio è molto nobile, il che dico etiandio
del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire,
PIetro Martire Milanese al tempo di Paolo Terzo, fù dal Sereniss.
Duca Ottavio Farnese in Roma per molto tempo, con buonissimi
stipendij ritenuto, è da S.A. pur'assai amato, & egli col valor
Bernardino de'Giusti da Turino Maestro di ballare molto garbato qual è sempre
stato al servitio dell'Altezza Serenissima del Duca di Savoia fà buonissima
del Rè di Francia Enrico terzo, dapoi hà sempre fatto scuola in Roma
molto honorata, & è sempre stato nella virtù agile, & garbato nel ballare
la gagliarda, & il canario, & altre sorti di balli, & è stato inventore di
insegnato la virtù à diversi Signori, e Cavalieri, & tramontani, & ad altre
nationi, & è molto prattico, è gentile nell'insegnare questa virtù.
è pure anco al presente fa buonissima scuola in Milano, è stato molt'anni
al servigio d'un gran Duca di Pollonia molto bene stipendiato, è con reali
doni bene spesso riconosciuto.
Cesare Appiano milanese è stato mio discepolo, molto disposto, è garbato nel
ballar gagliarde, & hà insegnato la virtù à diversi Cavalieri della nostra
Pietro Francesco Rombello, è stato discepolo del mio Maestro, & ha fatto
in Milano, in Pavia, in Padova, & in altri luoghi scuola molto honorata,
poi se n'è ritornato à Pavia dove à buona parte de Signori studenti,
Gio. Stefano Martinello da Pesaro, è venuto alla mia scuola molto tempo ad
imparare, & dopo d'havere tenuto scuola in Bologna, & in Venetia per
in Venetia, & in altre Città, & al presente fa scuola magnifica in Padova, &
è molto favorito per la sua gran gentilezza, la quale accompagna molto questa
virtù del ballare.
Cesare Agosto Parmegiano, è stato mio discepolo molto leggiero, disposto, &
garbato nel ballare la gagliarda, e virtuoso nella musica, & nel sonare di
à suoi creati, & à Baroni, & Signori della Corte del Duca Ernesto, & è stato
molto favorito da quei Signori per la sua virtù.
Girolamo Cremonese ha imparato alcune mutanze da me, & è molto garbato
nel ballare la gagliarda, & baletti, & al presente fa bonissima scuola in Cremona,
nelle guerre. Sò che parrà forse à molti che non faccia à proposito, essendo
molto differente da quello ch'io ho proposto di trattare, mà poi che essa fu
all'hora stimata cosa degna di Prencipi, penserò che non dourà esser hora
di sua Sereniss. Maestà non faccio altra mentione havendone trattato minutamente
spirti di questà nobilissima Città molto Illustri, è principali.
intorno alla gagliarda; mà prima che io venga alle regole,
& alli precetti, hò stimato di dover porre alcuni avvettimenti molto
necessarii.
fare, come alcuni spensierati, che fanno il detto salto voltando prima la persona,
è poi la testa, overo la testa, è poi la persona; che è cosa molto sconcia è brutta
da vedere, questa regola si terrà nell'imparare, le altre tredeci sorti de salti
in ogni intermedio, da quali tutti si possono trar molti sensi allegorici confa
cevoli molto all'occasione, che si rappresentava della Serenissima Infante, e
del Serenissimo Arciduca.
venivano ad ammazzarsi tra loro, & à ciascuna impresa, & attione, & alle seguenti
diceva Giasone parole di molto cuore, & d'animo veramente magnanimo.