Negri Concordance Output: mia
SIGNORE, come offerendoui in breue compendio
ristrette tutte le fatiche di mia vita, & in picciolo vasetto
rinchiuso tutto il succo della longa, & diuota seruitù mia.
Nella quale si come io seruendo à Cauaglieri Milansei vostri Vassalli, à gli Eccellentissimi
fine voi ci hauete così gran parte. Riceuete andunque INVITTISSIMO
PRENCIPE l'humile sì, ma affettuosa mia offerta. In cui già che pel graue
peso de gli anni io non posso più (come solea) mouere il piede; ho voluto
peso de gli anni io non posso più (come solea) mouere il piede; ho voluto
almeno, per più certo argomento della diuotion mia verso la MAESTA
VOSTRA, mouer la mano & la penna nell'angusto Teatro di questo libro:
ad'acquistare d'Illustre; tuttavia, per non mancar à me stesso, & à molti,
che pur hanno desiderato nella mia Città di Milano, & in tutta Italia che si
riducesse à qualche forma & regola l'arte del ballare; ho stimato di far quant'io
questa opera che de'salti del fiocco, & di capriole, & di passi, & di salti,
& di mutanze, & di balletti, dopo il suo tempo, e stata non poco per mia
inventione arricchita la virtù del ballare, cosa che è d'utile, e di gusto potrà
questa virtù, ben potrei io al lungo mostrare, se ad altri havessi questa
mia opera ad indrizzare, che à Cavalieri, & à dame; che pur fanno la maggiore,
e la più bella parte di tutta la creanza, & de'costumi esser posta nel
sia sempre stata pur'assai stimata, & accioche la memoria di coloro, che, io
ho'all'età mia conosciuti per difetto di scrittori non sia nelle tenebre se pelita,
hò deliberato per cominciamento della mia opera di quì annoverargli,
è sono questi.
Gio. Stefano Martinello da Pesaro, è venuto alla mia scuola molto tempo ad
imparare, & dopo d'havere tenuto scuola in Bologna, & in Venetia per
città. Michel Angelo Varade Milanese mio allevo, che tiene conto della
la mia Scola, & disposto nel ballare è virtuoso nel suonare.
Mà non posso io quì lasciare di descriucre, una mascherata da me inventata,
& à mia spesa fatta all'hora dinanzi alla Serenissima Altezza del detto Sig.
Don Giovanni, & Alessandro Prencipe di Parma, & à gl'altri Eccellentissimi
Mi resta hora à trattare de'salti, è particolarmente di quelli, che per la maggior parte
sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda.
Ma in questo discorso ho stimato bene di trattare prima del salto del
In gratia dell'Illustrissima, & Eccellentissima Signora patrona mia sempre
osservandissima, la Signora Donna Giovanna della Lama, Duchessa
In gratia dell'Illustriss. Sig. Patrona mia sempre osservandiss. la Sig. Donna
Isabella figliuola dell'Eccellentiss. Sig. Don Alvaro de Sandi,
In gratia dell'Illustriss. & Eccellentiss. Signora, Patrona mia sempre osservandissima
la Signora Donna Anna de Cordoa Marchesa D Ayamonte
In ogni parte, onde'l suo nome sia
Canora tromba à l'humil Musa mia.
Ninfa gentil, & ciò che vuoi richiedi. Chiedi
Fiero serpe mia donna, e vita ha spenta
Fia morta sempre ò fia che si ravviva? Viva
Forsenato costui, come delira? Lira
Tanto dalla mia lira, & dal mio canto
Sperar mi lice, & di tornar felice? Lice