Negri Concordance Output: ma
VASSALLAGGIO certamente alla gran VOSTRA
MAESTA più conueneuole; ma allo stato mio perauentura
non più opportuno pagare io vi poteuo, POTENTISSIMO
fine voi ci hauete così gran parte. Riceuete andunque INVITTISSIMO
PRENCIPE l'humile sì, ma affettuosa mia offerta. In cui già che pel graue
peso de gli anni io non posso più (come solea) mouere il piede; ho voluto
riseruandomi in quel poco di vita, che m'auanza, di mouer'anche le labra;
non solo à celebrare le grandezze vostre & d'Animo, & d'Impero; ma
molto più à pregare il grande Iddio, che così ben'prosperi la grandissima vostra
Son chiari raggi, al cui splendor t'inostri.
Ma chi t'infiamma il cor? A gli alti chiostri,
L'alma d'eterni honor, d'eterni fregi?
Ferir' i cor di sasso;
Ma di colpi sì cari, e sì graditi
Ch'ogn'hor bramar gli amanti esser feriti.
ballare: e vero, che l'armeggiare essercitio è molto nobile, il che dico etiandio
del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire,
che di Marte sieno proprij, non di Venere, come è il nostro, albergatrice,
vita, alla gratia, con che accompagnava tutti i movimenti suoi ben detto
harebbe quegli è ballarino. mastro egli fu mio, mentre stette in Milano; ma
richiesto da Monsignor di Brisacco, ViceRè in Piemonte, con esso lui in
Francia se n'andò, & io dopò la partenza sua, nel 1554. cominciai ad insegnare
nella detta città di Milano. Ma chi potrebbe creder gl'honori, che
gli furono fatti, & i gradi, che gli furono dati nella corte del Rè Enrico secondo,
di confermargli le piazze, e le pensioni dategli dal Rè morto, non solo sua
vita durante, ma per gli figliuoli ancora; avenga che non habbia per sua di
sgratia potuto il premio godere delle sue fatiche.
secondo, & à Delfino suo primo figliuolo, che fu poi incoronato Rè di
Francia, e detto Francesco secondo. ma sarei troppo lungo, se de gli stipendij,
e doni grandissimi, che da quel gran Rè questi hebbero, io ad uno, ad
Carlo Emmanuelle suo figliuolo, à cui non solo il ballare insegnò,
ma lo schermire ancora, & in quel seruigio con molta sua gloria e vivuto
sempre.
Et ecco tutti coloro, che degni mi sono paruti di lode, i quali ben possono col
loro essempio non solo far'istimar questa virtù, ma anche invitar molti è molti
à doverla imparare, che se essercitio vi può essere al mondo, che occasione
io per caso là ballai alla presenza di tutti questi gran Prencipi, & fuor d'ogni
mio merito, fui da tutti loro favorito; ma al primo d'Agosto l'Altezza del
Sig. Don Giovanni si partì per Napoli con le galee, e dirizzando le vele verso
22 L'Amore trionfante non à guisa di saettante, ma con l'arco nella sinistra,
& nella destra di due sorti di dardi, cioè di piombo, & d'oro nel resto, come
Ma poi d'ogni altra cosa questa mascherata tal'è, gratioso era il vedere, che ottantadue
personaggi ballassero tutti à tempo del brando; & erano i sonatori
di Varalle; fù honorato dal Castellano di Vercelli; alli 27. con una bellissima
festa, & iui ballai dinanzi à S. Altezza; ma il giorno seguente ancora ballai
dinanzi à Sua Altezza d'ordine suo, nel suo Palagio; e fui da quel gran
MA prima, che io venga à raccontargli, dirò come in quel tempo io diedi
principio ad usare certi balletti vaghi, e leggiadri; in parte de'quali
cioè, alle capriolle trecciate, & alcuni salti, & alle girate sopr'un piede
si fanno le medesime attioni, della prima cadenza, ma si casca à piè pari
con le piante delli piedi un poco in fuori.
La terza si fa, come la prima; ma nel finire il tempo del suono co'l piè sinistro,
ò co'l destro senza fermarsi, si fà un fioretto à piè pari, ò passi, ò salti
NON basta Signori sapere le cadenze; ma è di mestiero ancora sapere le
scambiate; è però sia il terzo avertimento, che le scambiate di piedi, si
MA non voglio lasciare i movimenti de i piedi, i quali si fanno stando in
passo col piè sinistro inanzi, si gettarà co'l piè destro indietro, & inanzi,
MA come potrò io lasciare i sotto piedi tanto frequenti nel ballare; i quali
si fanno stando col piè sinistro inanzi alto, nel calare esso piede si alzarà
distese, con le mani alquanto serrate, & portare la persona dritta, la testa
alzata, gli occhi che guardino più presto un poco più basso, che alto, ma non
fissi in un luogo avertendo nel fare la campanella, à gettare la gamba indietro;
non starò à trattare d'alcuna delle dette maniere per non essere, troppo lungo.
ma tratterò del più bel modo, che si deve tenere per cavarla con quella miglior
gratia, che alla vista de riguardanti si richiede, onde per cavarla di testa,
Nel terzo modo si fà col medesimo ordine; ma si fanno li passetti piccioli, & minuti.
Perche sono cinque botte nel medesimo tempo; si fanno con grande
Il terzo modo, si fà il medesimo, come prima; ma nel fare il primo saltino si fà
una capriuola dritta levandosi con ambidue li piedi; passata quattro volte cascando
SI fanno in questo modo stando col piede sinistro innanzi. Si faranno
tre botte una indietro, & inanzi col piede destro, ma la terza
botta si darà un saltino, più alto, & si farà tremare esso piede tre
sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda.
Ma in questo discorso ho stimato bene di trattare prima del salto del
fiocco; il qual'è di diverse sorti, per essere il più difficile, è faticoso, è poi de salti
Il secondo salto trecciato seruirà à imparare ancora la capriuola trecciata, ma differenza
è da un'salto all'altro; perche il salto si volta atorno, & la capriuola si fà
Il terzo modo cascando in passo, si fà nel modo del salto di sopra, ma in quello si
casca à piè pari, & in questo si casca in passo co'l piè destro in dietro in foggia
cioè in quattro, & in sei, è si faranno con li medesimi passi, che si fa la capriuola
passata, dritta; ma la differenza è, che la dritta si leverà da terra in passo,
è la trecciata à pie pari.
la faccia, avvertendo à non far sentire il rumore delle pianelle, ne meno
alzare gl'occhi alti nel ballare, ma con bel modo tenerli un poco bassi, & non
fermi in un'luogo è andare leggiadra è diritta sopra la vita, farà bella è gratiosa
Quanto al secondo modo poco è differente dal primo, facendosi con le già dette attioni,
ma ballano insieme due Cavalieri, è due Dame, finito di ballare i Cavalieri
tornano al suo luogo, & le Dame restando in ballo ne pigliano due altri cavalieri,
mà perche si suona in diversi modi, non istarò à dare regola di mutanza,
ma tratterò d'alcuni passi conformi al suono, che s'usa in essa, quali
ogn'uno potrà fare à suo piacere, è sono questi. cioè fioretti spezzati, fioretti di
semiminime, delle cascate non tratterò: poiche quà in Milano non
s'usano; ma però essorto ch'ella si faccia nel modo, che si è detto di sopra
nella riverenza minima, che così verrà ad essere vaghissima, & giusta.
spingere innanzi, come prima si fece; poi nella terza battuta si spinge innanzi
il sinistro, con l'ordine medesimo, ma però restando con ambidue li
piedi piani in terra, & in questo modo ha da trattenersi, come si è detto, lo
la persona a piè pari ha da muovere il piè sinistro, & senza punta levarlo da
terra; ma schisciandolo ò come voglian dire strascinandolo per terra ha da
spingerlo tanto innanzi, che co'l calcagno di esso giunga quasi alla fine della
punta del destro, & distante da quello uno, ò due dita in circa; poi movendo'l
piè destro ha da spingerlo quasi sino a mezo'l piè sinistro; ma levando'l
calcagno solo con la punta dinanzi, ò palmo di quello ha da schisciarlo; poi
persona, ha da tenere le gambe ben distese avvertendo che nel cominciare'l
secondo passo ha d'alzarsi & abbassarsi alquanto con la vita; ma con gratia.
IL fioretto ordinario alli balletti s'hà da fare non alto da terra, ma piano
e sodo, levando'l piè sinistro alto quattro dita da terra, & spingendolo
e sodo, levando'l piè sinistro alto quattro dita da terra, & spingendolo
innanzi alla punta del destro; ma distante da quello due dita con
le ginocchia distese; poi ad un tempo istesso, levandosi alquanto con la persona
prima, come si è detto, la seconda si torna in capo del ballo, la terza si và à piedi;
ma in cambio delle due Cc. fanno la .Rx. grave, è questi sono tre parti.
due saltini à piè pari, per fianco alla detta mano tre cascate, un sottopiede e la
cadenza con esso piede, e si fa'l medesimo alla sinistra ma fatti i sottopiedi, si
lascia la mano della dama, essa in cambio delli due fioretti scorre à pie del ballo
come si è fatto di sopra. Avvertendo come si ballerà questa bassa in due si
farà li quattro .SP. andando innanzi contra la sua dama, ma ballando in quattro
si fanno andando intorno per star tutti quattro al paro, per non voltarsi
fanno cinque botte indietro, due adagio battendo'l piede indietro in terra, &
nell'altre tre botte si fa'l medesimo, ma un poco più presto col piè sinistro. si fa
poi altretanto col destro un .P. battuto, è una .R. minuita col sinistro voltando'l
della Dama. e fanno la .R. finendo'l Canario gratiosamente. Si potrebbero
fare in questo ballo molte altre mutanze, ma per non esser troppo lungo
con haver messe queste quattro mi pare d'haver fatto à bastanza.
pigliano poi la man sinistra, e fanno altretanto, tornando al suo luogo, e voltando'l
fianco destro; ma li due saltini si fanno uno innanzi sopra esso piede,
l'altro indietro, sopra'l sinistro, & il .S. col destro.
alla destra con esso piede, i cavalieri soli faranno'l medesimo, c'hanno fatto
le dame; ma li due .P. li faranno brevi con due fioretti gagliardi, e la
R. per fianco.
e tre Dame, non si son potute mettere le sue figure, per non essere
il luogo commodo, ma si sono però messe quattro figure al Brando di
Cales, che si balla in sei, perche si balla in circolo.
senza confusione questo ballo; si potrebbono fare in questa catena molt'altre
bizzarrie, ma per non essere troppo tedioso con l'haver posto queste, par
mi d'haver fatto à bastanza.
con spasso e piacere d'ogn'uno, si potrebbero aggiongere altre bizzerie
ma per non esser troppo lungo basteranno queste mutanze.
all'hora gl'Argonauti dalla lor suavissima melodia allettati fecero segno di vo
ler seguire; Ma Orfeo, ch'era in prora, si levò in piedi, & con la mano fece lor
segno, che si fermassero, & fermati cantò egli un Madrigale, essortando à
menia pastorale, il quale brando fu fatto dall'Auttore di quest'opera, in gratia
della Serenissima Regina di Spagna Donna Margherita d'Austria, ma poi rappresentato
avanti alla Serenissima Infante donna Isabella d'Austria, & al Serenissimo
lo seguitano, e fanno quattro .S. e quattro .SP. andando à piè del ballo
in foggia d'una meza luna; ma nel medesimo tempo la ninfa, che guida con
l'altre volta anch'essa alla destra e fa li medesimi .P. andando à piè del ballo