Negri Concordance Output: hora
CHI di saper desia,
Mouere i passi hora veloci, hor lenti
Con gratia, e leggiadria
Sig. Don Gio. d'Austria, con i due Prencipi
Rodolfo hora Imperatore, & Erneste suo
fratello, nel loro ritorno dalla Corte del Rè
di me lo potranno fare, & desterò ne gl'animi loro spirito tale, che forse à
quel poco ch'io faccio hora, aggiugneranno poscia essi col tempo quel molto,
che fanno. ne da questo pensiero m'ha potuto rimuovere il sapere, che
esser à chiunque che di saper varie cose cura si prenda; ancorche per fine non
habbia d'attender all'essercitio nostro. Hora, in quanto pregio sia stata sempre
questa virtù, ben potrei io al lungo mostrare, se ad altri havessi questa
salti mortali, & altri, & nell'andare sopr'haste, & nel ballare la gagliarda
fu stupendo, & à tutti si rendè gratissimo, & hora molti scolari, & allievi
suoi rendono di loro in quest'arte non poco conto.
men'esperto in questa professione, hà tenuto scuola molt'anni in Pavia,
& ha insegnato la virtù à molti Cavalieri, & Dame, & hora fa scuola honorata
quanto si può più dire in Milano.
Gio. Battista Pescorino Milanese è stato mio discepolo, hà fatto scuola in Milano,
& in altre città con molta sua riputatione, & hora fa scuola in Venetia.
navi grosse l'altezza del Sig. Don Giovanni d'Austria co'due Prencipi Ridolfo
hora Imperadore, & Ernesto suo fratello, che dalla corte se ne veniuano
del Re Filippo II. N.S. & à 29. di detto mese l'Eccellentissimo Sig. Gio. Andrea
Adi 6.di Maggio 1574. ballai dinanzi all'Altezza del Sig. Don Giovanni d'Austria
nel palazzo di Vigeuano, dove era alloggiata sua Altezza, che pur all'hora
se ne veniva dall'impresa di Tunisi di Barberia; Hora io stetti colà otto
giorni, & insegnai à sua Altezza molte e molte cose, che sommamente
Adi 26. del detto mese andai un'altra volta dinanzi à S.A. & all'Eccellentiss.
Sig. Marchese d'Aiamonte mio patrone, che all'hora lo Stato di Milano go
vernava, & con esso meco condussi cinque giovani disposti miei discepoli,
Mà non posso io quì lasciare di descriucre, una mascherata da me inventata,
& à mia spesa fatta all'hora dinanzi alla Serenissima Altezza del detto Sig.
Don Giovanni, & Alessandro Prencipe di Parma, & à gl'altri Eccellentissimi
cotali spettacoli destinato, stando eglino nel palaggio che fu d'Agosto Vicino;
& hora della Sig. Contessa Delia Angosciuola, nella facciata d'esso, è
dipinto Carlo Quinto Imperatore, e diversi Prencipi Italiani che servirono
molto differente da quello ch'io ho proposto di trattare, mà poi che essa fu
all'hora stimata cosa degna di Prencipi, penserò che non dourà esser hora
discaro à lettori miei Signori di quì vederla in quel miglior modo, che sia
per la poca età, come per l'agilità, leggerezza, & portatura di vità, & osservanza
di tempo, & intelligenza di suono. Finito il ballo d'un hora dopo Sua
Altezza, andò à cena, la qual finita si mise à givocare con diversi Cavalieri,
Hora il trattar de tutti queste quadriglie, & balli che fecero, sarebbe troppo lungo,
& io à due sole mi appigliaro in servigio de'quali mi affaticai, come se
tate, che se bene del tutto non facevano à nostro proposito;
erano però degne di qualche memoria. Hora vengo à quelle
trattare che nell'arte nostra più d'ogn'altra importano massime
Et ecco tutti quei avvertimenti che à mio giuditio sono paruti degni d'essere
intesi, da quali hora me ne vengo à trattare della gagliarda, mà dovendo io
trattare della virtù del ballare alla gagliarda, virtù tanto necessaria, & lodevole
Mi resta hora à trattare de'salti, è particolarmente di quelli, che per la maggior parte
sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda.
tutti i passi che interuengono nel ballare essa zoppa, avvertendo, che tutti i movimenti
si debbono fare hora basso, & hora alto da terra, secondo l'occorenza
del suono, & andar' sempre à tempo di quello, & per cominciarla si serverà questo
à un piede, & mutanze d'ogni sorte, come di sopra s'è potuto vedere;
Hora me ne vengo al Trattato Terzo, & ultimo; nel quale s'insegnano
le regole d'apprendere gl'atti belli, è gratiosi movimenti, e
Hora di tutti questi nomi ne trattaremo à suoi luoghi; insegnando, quali debbano
mandarsi à memoria, & in un'istesso tempo trattando della qualità del nome,
nell'abbassare'l sinistro, & levar'il destro far' questi effetti hor co'l ritirarsi
indietro, & hora con lo spingersi gratiosamente alquanto con la persona innanzi.
poi seguitando detti seguiti nella seguente battuta, si farà il medesimo
che spettano a i Cavalieri, & alle dame nell'uso de i balli, come anche
le creanze, che ad amendue ne'medesimi convengono; resta hora solamente
a dar'principio ad insegnare, come detti balli più agevolmente possano
Hora me ne vengo a dar principio ad insegnar con che modo, e gratia, e gravità,
e leggiadria debbono i cavalieri, e le dame ballare insieme essi balli, e balletti,
si fanno andando indietro, & aggirando intorno da una parte e dall'altra,
scambiando hora una mano, & hora un'altra, se la dama non potesse fare li
detti .P. farà li .S. ordinarij col saltino, & in cambio delli sottopiedi farà
à tempo di suono, poi si lascierà la man destra, & si tornerà à far il passeggio,
girando attorno, andando innanzi, cambiando hora una mano, & hora
un'altra, facendo le ricacciate poi pigliano la dama col braccio destro sotto al
poi sotto'l braccio la dama, e fanno i saltini attorno, & cosi seguitano col passeggio
e i saltini, hora à un modo, & hora ad un altro, sino che'l ballo sia finito,
poi fanno insieme la .Rx. con gratia, e decoro.
che due Cavaliero vadano per pigliare una dama; la quale, per
non far torto all'uno, ne all'altro, resta tal hora d'andare à ballare;
Però essorto ch'ogni cavaliero vadi modestamente à pigliar
percioche i Cavalieri corrono à gara à pigliare la dama.
onde tal hora ne seguono de gli odij, quando s'incontra,
che due cavalieri vanno per pigliare una dama: la quale, per
alla sinistra, & vanno à capo, e poi ritornano à piè del ballo, con far otto
.S. in trezza, pigliando hora la man destra, & hora la sinistra, fermandosi ogn'uno
con la faccia rivolta alla sua dama con un poco d'inchino, quello che guida
impetrare da Plutone la gratia di rihaver la desiata moglie; & cosi indrizzando
i passi verso l'Inferno al canto, & suono suo s'aprì la porta, Orfeo all'hora
cessando dal canto, si misse à contemplar l'Inferno, dove si vedeva Plutone
& à godere le delitie delle loro stanze con fine di far li precipitare nell scogli,
all'hora gl'Argonauti dalla lor suavissima melodia allettati fecero segno di vo
ler seguire; Ma Orfeo, ch'era in prora, si levò in piedi, & con la mano fece lor
Hora in questo intermedio si vidde comparire da un canto Nettunno per mare in
atto di Maestà sopra una gran concha marina, tirata da cavalli marini, accompagnata