Negri Concordance Output: far
Regola 18. del modo di far la ripresa grave.
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mezo delle loro fatiche giuuti à qualche grado di perfettione,
si sono ingegnati di far in maniera, che nella memoria
de gl'huomini vivessero pur anche morti, è non fusse del tutto
che pur hanno desiderato nella mia Città di Milano, & in tutta Italia che si
riducesse à qualche forma & regola l'arte del ballare; ho stimato di far quant'io
potrò, per appagar questo lor honorato disio; & se non arriverò à quel
ballare: e vero, che l'armeggiare essercitio è molto nobile, il che dico etiandio
del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire,
che di Marte sieno proprij, non di Venere, come è il nostro, albergatrice,
Stefano figliuolo del Manzino da Bologna, nel volteggiar à cavallo, & nel far
salti mortali, & altri, & nell'andare sopr'haste, & nel ballare la gagliarda
Sig. Don Giovanni di Figaroa, mentre che erano questi Prencipi
al governo di Milano, è per non far confusione de'nomi, spieghe
rò ad uno ad uno questi gran personaggi. Hò ballato alla presenza dell'Eccellentissimo
& molti givochi da mattaccino, de'quali questi Prencipi presero grandissimo
gusto per non haver altra volta veduto far simili givochi con tanta
agilità è destrezza.
10 Lo Sdegno havea la pietra, è l'accialino in mano. e s'ingegnava di far cader
le fauille sopra un fascetto di paglia, che teneva legato al braccio, & era vestito
à S.M. con Gio.Stefano Faruffino mio discepolo, dove si trovavano
tutti que'Prencipi, che di sopra hò detto: e S.M. ci fece far un'bel donativo,
poi il medesimo giorno andò ad alloggiate à Mazenta; & iui ballò dinanzi
che fù alla porta della Chiesa Maggiore, entrata dentro con quelle cerimonie
che à si gran Regnia far si sogliono, doppò l'haver ringratiato Iddio
del felice suo arrivo, & havuto la benedittione da Monsig. Illustriss. Legato,
c'hanno apparato questa virtù da me, & da altri; non voglio man
care di far mentione ancora di quei Cavalieri, & Dame, che dopo
l'anno 1554. nel quale io cominciai la Scuola nella nobilissima,
Nel quale s'insegnano le regole del ben portar la vita, del cauar la beretta, del
far riverenza; & accomodar la cappa, è spada nel ballare, del pigliar la
Dama per condurla al ballo con leggiadria,
quanto più sono li detti passi in uno tempo di Gagliarda, tanto si fanno con
maggior prestezza si hà poi da tener la medesima regola nel far le mutanze
che sono manco, ò più botte del suono della Gagliarda per andar'ben'à
del piede, e sondando solo la gamba al ginocchio, buttandola tanto inanzi
come indietro, e nel tirare il piè indietro è far la cadenza, si spingerà l'altro
piè un poco inanzi, ponendo il petto di amendue li piedi in terra, lontano
della robba, eccetto s'ella non si ritrovasse in luogo tanto stretto, ò disagevole,
che non potesse far dimeno; perche fa bruttissima vista; mà dandoci bel
garbo nel fare li cinque passi contrapassando, & le altre attioni, che sono dette,
dar la forza, nel levarsi da terra, la testa dritta la bocca serrata, gli occhi, che
guardino un poco più à basso, che alto senza far movimento sgarbato con la
faccia, oltra che farà bella è gratiosa vista a gli assistenti, si verrà à fuggire ogni
la testa bassa, ò da una parte, ò dall'altra, la bocca aperta, gli occhi che mirino
l'aria. Tutti questi difetti si deono fuggire; perche vengono à far sconcia
vista a i risguardanti.
LA prima capriuola trecciata in quarto si far contrapassando inanzi à
dritta linea, stando co'l pie sinistro inanzi, e si faranno due saltini per
sottopiedi per fianco; uno alla sinistra mano, & l'altro alla destra, e la cadenza
col sinistro alto con far tremar il piede; tre passi intorno ad essa mano adagio;
uno col detto piede; l'altro col destro, & il terzo innanzi, e la cadenza
mezze volte alla sinistra, & alla destra andando l'uno al luogo dell'altro, voltandosi
la faccia, avvertendo à non far sentire il rumore delle pianelle, ne meno
alzare gl'occhi alti nel ballare, ma con bel modo tenerli un poco bassi, & non
dita, aggiungendo il calcagno del pie destro verso la parte di mezo del sinistro;
& nel far questo atto ha da abbassarsi alquanto in giù con la persona
alzandosi più gratiosamente, che potrà, come già ho detto nel fare della
minuti in questo modo; trovandosi la persona ha da cominciare à levare il
piè sinistro, o'l destro secondo che si converrà ne i balli, & far un mezo passo
innanzi in punta di piedi leggiermente, talche la dama non faccia, che nel
in terra spianato, & nel porlo in terra battendolo, com'a punto si fa quando
si calzano le scarpe; poi seguendo a far detti seguiti col piè destro; si farà'l
medesimo, che s'è fatto del sinistro, & in questi seguiti, & in ogn'altra attione
ò indietro quel piede che si giunge al pari nella maniera, che si dirà nel secondo
trattato, dove si mostrerà'l modo di far leggiadramente i balli.
amendue le calcagna; poi giungendo'l destro al sinistro gli hà da calare
amendue insieme, & ad ogni battuta perfetta s'ha da far una ripresa, come
si può vedere nella musica; facendone più, & meno, secondo, che si troverà
à farne tanti, quanti comanderà'l ballo avvertendo à tener le gambe
ben distese, & la persona dritta senza far alcuno movimento di mano, ò di
testa.
ben distese, non toccando però con esso piè destro la terra; poi ritirando'l pie
destro al luogo, dove si trovaua; s'hà da ritornare col sinistro a far l'effetto,
c'haurà fatto col destro avvertendo di pavoneggiarsi alquanto ad ogni trabucchetto,
dell'altro si volteranno un poco alla sinistra quasi in quella medesima guisa,
come se volessero fare la lettera .S. per far ciò con quella gratia, che si convie
ne voltandosi nel finire i passi sempre a faccia, a faccia, & avvertendo che tutti
voltarsi à faccia à faccia, nel pigliarsi'l braccio, e nel lasciarlo s'ha sempre da
far un poco d'inchino.
si fa quattro volte, la seconda quattro, la terza due, la quarta due, la quinta due,
la sesta due volte poi si torna à far due volte la prima parte, & si finisce
il Brando.
che nel cominciare tutte l'altre parti che seguono di essa Pavaniglia si han sempre
prima da far tutti li .P. è sottopiedi, che si sono già fatti di sopra, cominciando
con un piede, & con l'altro si fà poi col piè destro otto fioretti andando
saltino sopra'l sinistro, è due botte indietro è innanzi è la cadenza col piè destro,
poi si fà li due ultimi .P. è la cadenza col piè destro, si torna à far questa
medesima parte un'altra volta cominciando col piè destro, & li due ultimi
è quello, che era alla destra passa avanti; & l'altro passa dall'altra parte;
poi fanno due .S. intorno alla destra; e si torna poi à far la .Rx. & questa
parte si replica tre volte, cioè una per ciascuno, e tornando poi l'ultima
La Musica della sonata con l'intavolatura di liuto del Torneo amoroso. Le prime tre parti
si fanno due volte per parte, poi si tornano à far altre due volte, le dette tre parti, la
quarta si fa due volte, la quinta si fa due volte, la sesta si fa due volte, la settima
SI torna un'altra volta à far queste due ultime parti della sonata tutti insieme
in un circolo si tornano à pigliare con amendue le mani, è fanno la .R. doppia
La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del detto Brando, di Cales. La prima
parte per la .R. si fa tre volte, la seconda parte si fa due volte, poi si tornano à far
esse due parte tre volte, & due volte per parte, la seconda si fa due volte, la
terza due volte, la quarta due volte, la quinta due volte, la sesta due
volte, l'ultima parte, si far tre volte, di queste due parti ultime,
la prima si fa due volte, & l'altra tre volte,
indietro contratempo à piè pari al fine delle parti, il quale se si fa bene,
ha buona gratia, à chi non piacesse di farlo, poco importa, si potrà far la cadenza
à piè pari.
luogo. lasciano'l braccio è fanno gli altri cinque passi attorno alla sinistra. il
cavaliero si ferma e la dama piglia l'altro per lo braccio, e ritornano à far li
medesimi passi; la dama si ferma, & il cavaliero piglia'l braccio dell'altra è
la sinistra dell'altra, passando per di fuori. così facendo si pigliano quattro
volte le mani, & si farà in questo tempo la terza con far otto .SP. brevi.
poi si pigliano ambedue le mani della sua dama, è si fanno attorno alla destra.
tre parte si fanno due volte per parte, le tre parte della gagliarda, si fà due volte,
la prima parte si torna à far due volte per parte la gagliarda, si fa altre due
volte, le due ultime parte, si fanno una volta per parte, dando fine
intorno alla destra, e tornando ogn'uno al suo luogo s'alle dame non piacesse
far li due fioretti faranno col piè sinistro quattro volte li tre .P. in saltino
con tutto quel che segue.
fianco si fa poi altretanto innanzi col piè destro con un poco d'inchino, si
torna à far il medesimo altre due volte tornando al suo luogo.
avvertendo che come si faranno questi .P. si fa'l medesimo passeggio, come
di sopra. voltandosi nel far le mutanze, e l'altre attioni sempre all'incontro
à dritta linea.
un saltino sopra à esso piede, & un .S. battuto col detto, si farà poi la medesima
mutanza cominciando co'l piè destro. doppo si far la ritirata indietro due
botte gravi indietro, un saltino battendo in terra indietro'l piè sinistro, & due
piede, come si dirà, li .SP. indietro, & il .S. innanzi, & hanno
à far questi passi nell'ultimo della prima parte, avvertendo
à tutte le parti, e senza che si dica altro, si rivolgeranno sempre la faccia.
FAnno insieme due zoppette per fianco col piè destro alto con far tremare
sempre'l piede, e cascare à piè pari. un saltino sopra esso piede
destra col detto piede. tre .P. innanzi con esso piede fiancheggiando, & ad
ogni .P. far tremar'il piede, & la cadenza col detto piede innanzi. cinque
.P. intorno alla destra, & la cadenza col detto piede; questa mutanza è di
piede attorno alla destra, e la cadenza co'l detto piede. Questa mutanza è di
17. botte, & quattro tempi della gagliarda, si tornano à far col destro li .P.
innanzi, &, indietro come s'è fatto prima. questa mutanza è di botte 8.
La prima parte si fa quattro volte, due per parte, la gagliarda si fa anch'essa
quattro volte, due volte per parte, poi si tornano à far le due prime
parte due volte per parte, sin'al fin del ballo.
La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del ballo Bigarà. La prima parte si
fa sette volte, e la gagliarda si fa due volte, si torna poi à far la prima parte
una volte, e si finisce'l ballo.
passando l'uno al luogo dell'altro, e si fa poi un .S. intorno alla sinistra, si tor
na poi à far il medesimo .SP. battendo le mani tornando al suo luogo, e voltando
il .S. alla destra.
due parti si fanno due volte per parte, la gagliarda si fa due volte, & due volte
la sciolta, poi si torna à far la prima parte due volte, e la gagliarda due volte
la prima parte, e si finisce'l ballo.
indietro fiancheggiando col piè sinistro, due .S. passando l'uno al luogo dell'altro,
e voltando ad essa mano si tornano poi à far i .SP. indietro, & insieme
all'incontro la .Rx. grave.
alla sinistra con esso piede. poi si piglia la man destra dell'altra dama, & si torna
à far altretanto, come s'è fatto tornando tutti al suo luogo. fanno i saltini,
e li .R. e li .SP. e il .S. come di sopra.
si voltano intorno, pigliando ambedue le mani della dama, si farà un salto dritto
à tempo di suono, poi si lascierà la man destra, & si tornerà à far il passeggio,
girando attorno, andando innanzi, cambiando hora una mano, & hora
che due Cavaliero vadano per pigliare una dama; la quale, per
non far torto all'uno, ne all'altro, resta tal hora d'andare à ballare;
Però essorto ch'ogni cavaliero vadi modestamente à pigliar
egli si volge alla destra, e poi piglia ambedue le mani della sua dama; quello
che segue entrerà nel mazo, & terra'l medesimo stile con far le medesime
attioni; quello, che guida, anderà un poco innanzi, & farà'l medesimo. gli altri
che la catena sia disfatta, se non fusse commodo alle dame à passar sotto il
braccio si potrà far le attioni che seguitano, si fanno poi tutti insieme per fianco
ala sinistra due .S. & altre due .S. alla destra con due .Cc. & due .R. si
al suo luogo con un poco d'inchino; poi pigliarà la mano della sua dama,
& passeggiando insieme con far sempre i .S. anderà à posarla al luogo,
facendo la .Rx. in quel tempo; quello che segue con la sua dama farà la .Rx.
che due cavalieri vanno per pigliare una dama: la quale, per
non far torto, ne all'uno, ne all'altro resta tal volta d'andare
in ballo; perciò e ben che i Cavalieri vadano modestamente
FAranno insieme la .Rx. e due .R. quello che guida e gli altri cavalieri, si voltano
alla sinistra, & vanno à capo, e poi ritornano à piè del ballo, con far otto
.S. in trezza, pigliando hora la man destra, & hora la sinistra, fermandosi ogn'uno
Questi in vano pregai, dovr à l'Inferno
Implacabile far l'alma contenta? Tenta
Tentar non noce mai, mà gratia tale
favola di Giasone, quando con gli Argonauti suoi se ne andò nel Regno de'
Colchi à far l'acquisto del vello d'oro.
spettatori cantando insieme canzonette, inuitando gli Argnonauti à i piaceri,
& à godere le delitie delle loro stanze con fine di far li precipitare nell scogli,
all'hora gl'Argonauti dalla lor suavissima melodia allettati fecero segno di vo