Negri Concordance Output: erano
dapoi dell'Eccellentiss. Sig. Duca d'Alva, & dell'Eccellentissimo
Sig. Don Giovanni di Figaroa, mentre che erano questi Prencipi
al governo di Milano, è per non far confusione de'nomi, spieghe
Malta, dopò la partita del Turco, dinanzi al gran Maestro, & à molti Cavalieri
ch'erano venuti à quella giornata; In Saragozza dinanzi al Duca di Ter
ranuova che fu poi Governatore di Milano, un'altra volta, à Napoli nel ritorno
che significa l'aria; il quarto la facella, che significa'l fuoco. Iui si trovavano
quattro nani, che servivano le Reine per fanti. V'erano quattro huomini
selvatichi, che servivano alli Rè per cavalli: portavano un grande bastone
Venere con le tre gratie, con una lira da gamba, & trè voci che cantavano
madrigali, & altre cose che significavano i tre Prencipi che erano presenti,
mentre che passavano à uno à uno li 23. personaggi dinanzi à detti Prencipi;
nava per nome, & à ciascuno di quei personaggi mentre passava haveva composto
un terzetto, perche si sapesse il nome de'personaggi, ch'erano nella
mascherata.
Ma poi d'ogni altra cosa questa mascherata tal'è, gratioso era il vedere, che ottantadue
personaggi ballassero tutti à tempo del brando; & erano i sonatori
i primi huomini d'Italia; si ripose la mascherata in ordine del palagio di Tomaso
la sig. Catarina Campina è Castel san Pietro, la sig. Ippolita Rhò, è Figgina, le
matrone erano, la sig. Maria Brivia, è Canevesa, la sig. Livia Bertola, è Varesina,
la sig. Isabella Brivia, e Melza, la sig. Lucretia di Grassi è Rombella, che
la sig. Isabella Brivia, e Melza, la sig. Lucretia di Grassi è Rombella, che
in tutto erano quatordeci Dame.
versi in lode delle dette Altezze, poi seguivano sei cavalieri, i due primi che
guidavano il ballo erano il sig. Conte Filiberto figliuolo del sig. Conte Antonio
della Somaglia, il sig. Conte Giacobo figliuolo del sig. Azzo Mandello,
& il sig. Fabritio Melzo, entrarno questi cavalieri a due a due, con le torcie
accese in mano, quelli ch'erano à man sinistra la portavano con la detta mano,
& quelli alla destra, alla detta mano, fecero una entrata con un ballo come
Don Alvaro de Sande Marchese di Piovera,
mentre erano al governo dello Stato
di Milano l'anno 1569.
riconosceva mè per inventore, e in parte altri honorati, e valoresi
spiriti; erano adunque questi balletti in maniera ordinati, che si potevano
fare à due à due, ò à quattro, ò à sei, come più piaceva, & in molte parti
tate, che se bene del tutto non facevano à nostro proposito;
erano però degne di qualche memoria. Hora vengo à quelle
trattare che nell'arte nostra più d'ogn'altra importano massime
PRimieramente entrarono à due à due in fila; quelle, ch'erano
à man destra, tenevano la torcia con essa mano, quelle, ch'erano
alla sinistra, anch'esse la tenevano nella detta mano; fanno
versi in lode delle dette Altezze. poi seguivano i sei Cavalieri, & li
due primi, che guidavano'l ballo erano, il Sig. Conte Filiberto figliuolo del Sig.
Conte Antonio della Somaglia, Il Sig. Conte Giacobo figliuolo del Sig. Conte Ta
Aluigi Trotto, & il Signor Fabricio Melzi; Entrarono questi Cavalieri à
due à due, con le torcie accese in mano. quelli, che erano à man sinistra; la portavano
con detta mano, & quelli alla destra alla detta mano.
& cosi faranno tutte le file di mano in mano, tornando ogn'uno al suo luogo
dove erano prima.
re, da lei inventate, & parimente seguita dalla dea Bellona, & dalla Vittoria, &
dalla dottrina, & queste tutte erano cantatrici, se bene nell'arrivo loro non cantavano,
gionta al destinato luogo disse essa certi versetti alle compagne con avvisarle,
facesse nascere cose più utili al mondo nel cielo, si vedeva Giove in trono di
Maestà con tutti gli dei celesti, che erano aspettatori, & giudici di questa prova.