Negri Concordance Output: de
Opera vaghissima
DE CESARE NEGRI MILANESE
detto il Trombone,
PRENCIPE l'humile sì, ma affettuosa mia offerta. In cui già che pel graue
peso de gli anni io non posso più (come solea) mouere il piede; ho voluto
almeno, per più certo argomento della diuotion mia verso la MAESTA
E mille illustri palme, e mille pregi
De tuoi grand'Aui Imperadori, e Regi,
Son chiari raggi, al cui splendor t'inostri.
Contempri l'alma, e i sensi vaghi assesti,
De le Muse celesti,
Ben puoi senz'altro tù degno d'alloro,
CESARE al suon de musicali accenti,
Mentre concorde il piè stendi, e raggiri
Tavola de i Capitoli del Trattato primo.
Luoghi è gran personaggi dove, & alla presenza
de quali ha l'Auttore ballaro. Cap II. 7
Sig. Don Gio. d'Austria, alla presenza
de molti Principi, che con esso lui si trovarano.
Cap. III. 9
Nomi de I Prencipi alla presenza de quali hà
l'Auttore ballato. 12
Theatro del Palazzo Ducale di Milano con
le quadriglie delle Dame, & de Cavalieri
Milanesi lui comparsi mascherati. 14
Nomi de i Cavalieri, & delle Dame di Milano
che al tempo dell'Auttore hanno leggiadramente
Tempo nel quale l'Auttore diede principio all'uso
de balletti di più sorti, vaghi, è leggiadri.
18
Nomi de i Cavalieri, & delle Dame che hanno
ballato al tempo dell Eccellentissimo Signor
Duca d'Alborquerque, & dell Eclentissimo
Signor Don Alvaro de Sande Governatori
di Milano. 18
& dell'Eccellentissimo Sig. Don
Sanchio de Padiglia Governatori di Milano.
20
Nomi de i Cavalieri, & delle Dame, che hanno
ballato al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Duca
Nomi de i Cavalieri, e Dame, & delle Cittelle,
che hanno ballato al tempo dell'Eccellentissimo
Regola 12. de cinque passi col saltino, gittando
la gamba destra dietro è dinanzi alla sinistra.
Regola 13. de cinque passi contratempo battendo
il piede innanzi, & in dietro. 58
Regola 14. de cinque passi contratempo buttan
[column 2]
Regola 15. de cinque passi contra tempo con
due scambiate de piedi. 59
Regola 17. de cinque passi contratempo col fioretto,
& con una cadenza finta. 61
Regola 18. de cinque passi, contratempo con
due saltini a piè pari. 62
Tavola de i salti del fiocco.
Regola 34. de salti tondi overo pirlotto, &
trecciati, e di quelli al roverscio. 72
Regola 36. de salti trecciati in un tempo di gagliarda.
77
Regola 37. de salti al rovescio. 78
Regola 48. de detti passi in gagliarda in capriole.
95
Tavola de balli del terzo Trattato, col nome delle
Dame alle quali sono dedicate.
TAvola de nomi brevi che io soglio attribuire
alle riverenze, & à passi, &
Tavola de i balli, e brandi del Trattato
Terzo.
Dopò il foglio 214. s'è fatto errore nella Stampa,
nel numero de fogli, & segue sino al fine
dell'opera.
LE GRATIE D'AMORE
DI CESARE DE NEGRI MILANESE
DETTO IL TROMBONE,
Dove si contengono i nomi de più famosi Ballarini che fiorirono al tempo
dell'Autore, i luoghi è grandi personaggi, dove,& dinanzi
& altre mascherate fatte con altri gran principi, alla presenza
de quali ha l'Auttore Ballato.
si sono ingegnati di far in maniera, che nella memoria
de gl'huomini vivessero pur anche morti, è non fusse del tutto
col corpo spenta la fama delle loro gloriose attioni. & avvenga, che per
che di Marte sieno proprij, non di Venere, come è il nostro, albergatrice,
e posseditrice de cuori gentili, Ballano i Prencipi, è nel ballare più che in altra
cosa la loro gravità mostrano, ballano i Cavalieri, e con ciò la lor leggiadria
Pompeo Diobono milanese, del quale è pur fresca la memoria dotato dalla natura
d'una suelta, bella, e proportionata vita; ben si può dire, con pace de
gl'altri, che tra i maestri della nostra arte, egli n'habbia la corona riportata;
secondo, & à Delfino suo primo figliuolo, che fu poi incoronato Rè di
Francia, e detto Francesco secondo. ma sarei troppo lungo, se de gli stipendij,
e doni grandissimi, che da quel gran Rè questi hebbero, io ad uno, ad
à suoi creadi, finalmente per buona pezza in cotal servigio dimorato havendo
à molta parte de Baroni, & Signori della Corte di S. Maestà Cattolica insegnato,
si partì per Italia con l'Altezza Serenissima dell'Infante Donna Caterina
in Milano, in Pavia, in Padova, & in altri luoghi scuola molto honorata,
poi se n'è ritornato à Pavia dove à buona parte de Signori studenti,
& di quei Cavalieri con molta sua lode hà insegnato gagliarde, è balletti.
mio Signor mi commisse che io andassi à servire l'Illustrissimo Sig. Conte
de Cifonte, che fu poi Castellano di Milano, il quale era venuto di Spagna,
per andare alla giornata di Malta, all'hor che il Turco, havendo preso Sant'
denti, & con la bocca insanguinata.
Seguiva un Pastore con un contralto de viola.
detto il Sig. Conte à S. Altezza, che v'era una figliuola del Sig. Rinaldo Tettone
d'Età di nove anni, la qual era miracolosa in ballare, in la musica de sonare,
e cantare, volse Sua Altezza vederla ballare, così il Sig. Conte d'ordine
Signori Duca di Candia, Duca d'Humala, e Principe d'Oranges Monsiur
de Barlamonte, dal Conte d'Agamonte, & altri Principi, & Governatori,
& Ambasciatori, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa di Candia Camariera
& Ambasciatori, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa di Candia Camariera
maggior di S. Maestà, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa de Erias, e
da molte Dame Fiammenghe, & Todesche, & dall'Eccellentiss. Senato, dall'Illustriss.
ricamate d'oro che vaga, è pomposa vista faceuano, & l'altre tre per retroguardia
D. Gieronimo di Silva, D. Gonzalo de Olivera il Conte Rugier Margliano.
De gl'archi, porte trionfali, statue colossi, trofei, imprese ornamenti, abbellimen
ti, & altre superbe opre, & inventioni fatte, nella Città di Milano, per la venuta
Nella terza quadriglia che entrò de sei Dame, con le torcie accese in mano furono
la signora Lavinia Visconta, è Vistarina, è la signora Donna Costanza
che sonavano il ballo, poi Pietr'Antonio musico dell'Altezza del signor
Duca di Parma, & un paggio con un cesto in mano pieno de diversi bei fiori,
i quali si presentorno à sua Altezza, & le sei dame à due à due con le torcie
versi in lode delle due Altezze Serenissime, ilqual canto finito, la sig.
Lavinia Vistarina pigliando il cesto de fiori, & andando à tempo di suono
lo presentò à sua Altezza, facendo una riverenza grave, ritornando al suo luogo
Nella quinta quadriglia entraron tre Dame e sei paggi, quattro de quali fecero
un combattimento di spada e rotella, & un'altro recitò alcuni leggiadri versi
Hora il trattar de tutti queste quadriglie, & balli che fecero, sarebbe troppo lungo,
& io à due sole mi appigliaro in servigio de'quali mi affaticai, come se
DApoi d'haver trattato de i Maestri miei antecessori, & di quelli
c'hanno apparato questa virtù da me, & da altri; non voglio man
di Sessa, & dell'Eccellentiss. Sig. Ferrante Francesco d'Avolos Marchese
di Pescara, seguendo poi de gli altri d'hanno ballato al tempo de gl'altri Governatori
di Milano.
di Milano.
La sign. Barbara Sforza de Medici Marchesa di Melegnano.
La signora Contessa Barbera da Este, e Trivulza.
della Cueva Duca del Borqueque, & dell'Eccellentis. Sig.
Don Alvaro de Sande Marchese di Piovera,
mentre erano al governo dello Stato
L'Illustriss. sign. Don Beltramo della Cueva Nipote del Sig. Duca Del Borqueque.
L'Illustriss. sig. Don Roderigo figliuolo di Don Alvaro de Sande Castellano
di Milano.
La signoraVittoria Gambarina Cittella.
La signora Isabella de Negri Cittella.
La signora Cristierna Bossa Cittella, tutte ballarine eccellentissime.
Marchese d'Aiamonte, & dell'Eccellentiss. Sig. Don Sanchio di
Padiglia, Castellano è Governatore de Milano.
Il signor Giacomo Antonio Arconato.
Il signor Don Martino de Leva.
Il signor Conte Pirro Visconte.
L'Illustrissima, & Eccelentissima Sig. Donna Anna de Cordova Marchesa
d'Aiamonte Governatrice de Milano.
L'illustrissima, & Eccelentissima signora Donna Brianda moglie del Sig.
I Cavalieri c'hanno ballato al tempo dell'Illustriss. Signor Don Gio. de Velasco
Contestabile di Castiglia, Governatore de Milano.
Il signor Conte Theodoro Trivulzo.
Il signor Don Giovan de Mendozza.
Il signor Filippo del Maino Marchese di Bordolano.
Il signor Giulio Cesare Grimaldo.
Il signor Vittorio de Tassis.
Il signor Domenione d'Adda.
La signora Deidamia Somaglia.
La signora Donna Costanza de Medici.
La signora Ersilia Visconte.
La signora Antonia Vitale.
La signora Contessa Ersilia de Camerano.
La signora Lucretia Castigliona.
De i cinque passi, passetti, è salti, capriole, è girate di diverse sorti, mutanze, &
altri movimenti che intervengono nel uso del ballar la gagliarda,
MA non voglio lasciare i movimenti de i piedi, i quali si fanno stando in
passo col piè sinistro inanzi, si gettarà co'l piè destro indietro, & inanzi,
MAncherei à me stesso sapendo io che la maggior gratia del ballare viene
dal tremare de i piedi, quando io non ne facessi la douuta mentione; Il
tremare adunque de'piedi si fà in tre modi. Il primo stando col piè sinistro
à dritta linea spingendo sempre inanzi i piedi, & poi delle cinque battute
della campanella che si fanno buttando la gamba indietro, & inanzi, de quali
due movimenti per esser il principio, & il compendio, e la guida di tutti
Città fù incontrato dal Serenissimo Arciduca Alberto, con l'assistenza
de gli Eccellentissimi Signori Contestabile di Castiglia Governator di questo
stato, Duca d'Umala, Principe d'Oranges, & di tutta la nobiltà si
UNo de gli effetti che più importi nell'uso delle belle, & honorate
creanze, & che prima nei balli intervenga, è il cavarsi la beretta come
quello che fù trovato dalli huomini per honorarsi, & riverirsi
l'un l'altro fuori de balli. Variè sono dunque le maniere, & i costumi
si nel cavare la berretta di testa, come nel tenerla in mano, doppo cavata;
ma tratterò del più bel modo, che si deve tenere per cavarla con quella miglior
gratia, che alla vista de riguardanti si richiede, onde per cavarla di testa,
& per tenerla in mano si prenderà la berretta gentilmente per la piega overo
SI fanno in questo modo stando in passo col piede sinistro quattro de
ta innanzi dal destro, quasi à dritta linea, si farà uno saltino sopra il
Nel sesto si farà il fioretto, il saltino, il tremar de piedi, & la battuta, come si è fatto
prima. doppo una botta dietro la gamba sinistra, & un'passo inanzi col destro
Mi resta hora à trattare de'salti, è particolarmente di quelli, che per la maggior parte
sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda.
Ma in questo discorso ho stimato bene di trattare prima del salto del
Ma in questo discorso ho stimato bene di trattare prima del salto del
fiocco; il qual'è di diverse sorti, per essere il più difficile, è faticoso, è poi de salti
in aria tondi, overo pirlotti, che si fanno intorno, levandosi da terra con ambedue
movimenti gagliardi c'hò detto di sopra mi è paruto conveneuole; prima che
io venga alla narratione delle regole, dimostrare la varietà de'salti, è de i nomi
che io soglio attribuire ad essi atti, è movimenti gagliardi, acciò che da ogn'uno
Tavola de i salti tondi, over pirlotti, & delli salti tertiati, & salti da rovescio.
un poco la vita alla sinistra, alzando alquanto la vita sù la punta
de i piedi, & alzando insieme il braccio destro, tornando poi con la vita, & il
braccio, dove era prima, & allargando alquanto le ginocchia, ponendo la
prima come si deve fermare con tutta la vita accioche li detti salti si facciano
piu garbati, & senza alcun'movimento sconcio, o brutto alla vista de
riguardanti. Dichiararò anco il modo di fare gli atti, & movimenti, è le
Sono adunque quattordeci le sorti delli salti detti di sopra; de quali nove si fanno
levandosi da terra con ambidue i piedi, & gli altri cinque salti da rovescio
è poi la testa, overo la testa, è poi la persona; che è cosa molto sconcia è brutta
da vedere, questa regola si terrà nell'imparare, le altre tredeci sorti de salti
tutti differenti.
ha da fermare come di sopra levandosi leggiermente da terra con le gambe stese,
& la punta de piedi alta, & passarli bene, & giusti ambidue li piedi inanzi, &
indietro, tenendo stese à dritta linea del fianco le braccia, & alzandole ambedue
replicarà tre volte la girata, cascando l'ultima à piè pari, e in un medesimo tempo
si leverà il salto tondo con le gambe stese cascando in punta de piedi con allargare
alquanto le ginocchia per darli maggior gratia, come si è detto.
Tavola delli cinque passi di due, & de tre tempi di gagliarda contrapassando, &
delle mutanze doppie tutte intorno, & di quelle, che si fanno inanzi, & indietro
Questa sorte de passi si deve fare con un piè, & poi con l'altro, & cosi si devono
fare ancora tutte le mutanze.
per fianco, una indietro co'l sinistro, l'altra innanzi co'l destro, si farà il medesimo
co'l piè destro, questa mutanza è de 15.botte, & di quattro tempi di suono
dopò farà scorrendo due volte attorno come di sopra, à modo di due circoli
del ballare, con la dechiaratione de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze,
& à tutte le sorti de Passi, & altri movimenti più usati, che si fanno,
ne i balli, & balletti, & ne Brandi all'uso di Milano è d'Italia, è come quello di
Tre sono le sorti de i passi.
Quattro sono le sorti de fioretti.
metà del pie sinistro più innanzi del destro, & lontano quattro dita
da quello; & perche nella maggior parte de i balletti intervengono
otto battute perfette di musica; che sono sedeci battute ordinarie; si
s'è fatto del sinistro, & tutto con gratia, & vaghezza accompagnandoli alquanto
con la persona, avvertendo di portare la punta de i piedi dritta, &
le ginocchia ben distese.
%SECTION "Rule 6 -- De i passi presti."
De i passi presti.
%SECTION "Rule 7 -- De i passetti firmati in saltino."
De i passetti firmati in saltino.
%SECTION "Rule 8 -- De i seguiti, & prima del seguito grave à tordiglione."
De i seguiti, & prima del seguito grave à tordiglione.
& questo seguito è detto spezzato ; perche nel tempo, che si fa'l seguito
ordinario spezzandolo, se ne fanno due de i sopradetti.
piè pari con le calcagna appresso un dito, & le punte de'piedi discoste
quattro l'uno dall'altro: poi si giungeranno tutte due le punte de i piedi al
pari, & allargando altretanto le calcagna si farà'l medesimo giungendo esse
in terra spianato; il tempo di ciascun di questi fioretti si farà in una battuta
minima, de gl'altri fioretti diversi non ne tratterò per non essere lungo; poiche
a bastanza n'ho discorso nella regola de'fioretti alla gagliarda.
se i nomi brevi alle Rx. & passi, & gli effetti di tutti gli atti, & movimenti,
che spettano a i Cavalieri, & alle dame nell'uso de i balli, come anche
le creanze, che ad amendue ne'medesimi convengono; resta hora solamente
si fanno insieme s'ha sempre da stare all'incontro, ò al pari secondo l'occorenza
de balli, poi finirli sempre dove si sono principiati i detti balli, Avvertendo
che la medesima regola si deve sempre tenere con gl'altri balli, cioè, a trè è due
TUtti insieme fanno la medesima mutanza, che fecero i cavalieri soli, & poi
le dame, cioè quella de andare avanti; e ritirarsi a dietro con quello, che
seguita, sino al fine della mutanza. poi fanno insieme la .Rx. & si finisce con
le medesime .R. & l'attioni che s'è già fatta di sopra con alzar un poco la vita
incambio de saltini.
In gratia dell'Illustriss. Sig. Patrona mia sempre osservandiss. la Sig. Donna
Isabella figliuola dell'Eccellentiss. Sig. Don Alvaro de Sandi,
Governator è Castellano di Milano.
SI fermano in capo del ballo voltati à faccia come si vede nel presente
dissegno è fanno la .Rx. grave, de tre tempi, & due .Cc. alla
sinistra, & alla destra, poi si fa un .P. innanzi col piede sinistro
uno .T. sopra'l destro, è un .S. intorno alla sinistra si tornano à fare li
sottopiedi, & il .T. & il .S. come s'è fatto à mano destra, & al fine de tutte
le parti di questo ballo faranno le dette riprese da una parte è dall'altra; e che
In gratia dell'Illustriss. & Eccellentiss. Signora, Patrona mia sempre osservandissima
la Signora Donna Anna de Cordoa Marchesa D Ayamonte
Governatrice di Milano.
%SECTION "La Galleria d'Amore"
BALLETTO A QUATTRO DE M. STEFANO DETTO LA
Galleria d'Amore, si balla in due Cavalieri, & due Dame.
indietro, & il .S. innanzi, come di sopra; le dame sole fanno in cambio delle
due alzate de piedi due .P. e una .R. minuita col piè sinistro voltando esso
fianco si fa poi altretanto innanzi col piè destro con un poco d'inchino, si
& una scambiata stando fermato, e tre botte della campanella, attorno alla destra,
& la cadenza col detto piede. questa mutanza e de botte 22. & de quattro
tempi di suono. si fa altretanto con l'altro piede.
esso piede alto. due sbalzetti alla destra, un sottopiede col sinistro, è la cadenza
col destro. questa mutanza e de botte 29. & di quattro tempi di suono. il medesimo
si farà con l'altro piede.
esso piede alto voltando'l detto fianco. un .P. innanzi, è la cadenza col piè
destro. questa mutanza e de botte 15. e quattro tempi di suono. il medesimo
si fà con l'altro piede.
In gratia dell'Illustriss. Signora la Signora Marchesa Giulia
de Vecchi, è Cusana.
In gratia della Illustrissima Signora la Signora Lucia Cusana e Litta
Marchesa de Gambalò.
& insieme faranno la .Rx. dapoi passeggieranno un puoco
per lo ballo, e tantosto faranno il passeggio, con li .S. de
quattro .P. in fuga col saltino, cominciando col piè sinistro
In gratia della Illustriss. Signora la Sig. Donna Costantia de Medici.
FILIPPO'l terzo hor vero
Splendor del padre, e de grand'Avi suoi,
Ch'à un mondo impera ne'gran lidi Eoi.
modi, il primo il cavalier che guida'l ballo si volta alla sinistra con la sua dama,
e passano sotto alli bracci de tutte le file, tenendosi sempre per mano sino
che la catena sia disfatta, se non fusse commodo alle dame à passar sotto il
percioche i Cavalieri corrono à gara à pigliare la dama.
onde tal hora ne seguono de gli odij, quando s'incontra,
che due cavalieri vanno per pigliare una dama: la quale, per
volta alla sinistra, e fanno quattro .S. tornando à piè del ballo con meza .Rx.
all'incontro de suoi cavalieri.
Del soggetto de gli Intermedij del Sig. Camillo Schiafenati, rappresentati nell'Ar
menia Pastorale del Sig. Gio. Battista Visconte, l'uno, e l'altro Dottore
Poiche cosi m'accerti, i me ne vado
Sperando al suon de lagrimosi accenti,
Già che'l Ciel non piegai, mover l'Inferno.
& se ben non pare che il decoro, & versimilitudine della favola admetta
musica in Plutone, fù ciò introdotto per maggior sodisfattione de gli
aspettatori, & ascoltanti, & per gusto di chi poteva commandare.
di traverso'l Fato in habito di diavolo, che la riportò donde s'era partita,
& chiusesi l'Inferno, e tornaronsi à sentire le pene, e gli stridi de dannati, e s'ac
cesero di nuovo le fiamme.
se ne stavano sollazzando con pescare, e tesser ghirlande, & cantare diversi
Madrigali; trattenuti con questo gli occhi, & gl'orecchi de gli aspertatori
per honesto spacio di tempo, cominciò à scoprirsi la nave delli Argonauti
vadi, & onde venga, ilche tutto esseguendo'l Capitano, venne poscia à fare
al suo Signore compita relatione, chiedendo licenza ancora in nome de i Cavalieri
della nave di poter sbarcare, bramando di fare al Rè la devuta riverenza
E però seguendo questa favola comparue poscia il Rè de Colchi con la figliuola,
quali fatto tra loro breve ragionamento, andarono à porsi sopra una loggia
battè col serpente, & con l'herba incantata gettatagli adosso lo fece dormire, &
cosi entrò à pigliar il velo d'oro pendente dal ramo de l'arboro d'oro, poi se n'uscì
trionfante, sostenendo col braccio alto il detto velo d'oro, & versi dicendo d'allegrezza,
suoi ritornò nel Palazzo Reale, ove sonarono trombe, & instromenti musicali
de vittoria, e di trionfo: & quivi finì l'intermedio, poiche essendo il tempo breve
e l'attioni molte, non fu possibile di rappresentare ciò che seguì poi, mentre
finito'l canto della felicità uscirono quattro pastori, & quattro ninfe, da quali
si fece un bellissimo brando, nel fine de gl'Intermedij della detta Comedia Ar
menia pastorale, il quale brando fu fatto dall'Auttore di quest'opera, in gratia
l'altre volta anch'essa alla destra e fa li medesimi .P. andando à piè del ballo
all'incontro de suoi Pastori, fanno insieme due .Cc. e tre. T. col piè sinistro,
e una .R. col piè destro. le Ninfe fanno anch'esse altretanto col piè destro. poi