Negri Concordance Output: dal
seruito alla Real Persona Vostra: cosi non in altro finalmente douea ella
terminare, che in voi, suo vnico, & principale oggetto. Dal quale traendo
ella quella grandezza, & nobiltà, clie per se stessa non hà; mi sono assicurato
Emulo sei di Giove, e di Natura.
E mentre altrui dal sen la noia scoti
L'alme inalzando à cose vaghe, e belle
PIetro Martire Milanese al tempo di Paolo Terzo, fù dal Sereniss.
Duca Ottavio Farnese in Roma per molto tempo, con buonissimi
pur tuttavia dopò la morte di Carlo nono, Enrico terzo che succedesse,
di confermargli le piazze, e le pensioni dategli dal Rè morto, non solo sua
vita durante, ma per gli figliuoli ancora; avenga che non habbia per sua di
al suo merito corrispondente, e che tutte le provisioni, & piazze dategli
dal Rè Francesco, benignamente furongli da successori di lui confermate.
Finalmente in Ispagna se n'andò con la Serenissima Reina, sorella d'Enrico
Gio. Paolo Ernandes romano ha fatto scuola di ballare in Napoli, & in Roma,
& è stato in Francia per la sua rara virtù stipendiato dal gran Priore fratello
del Rè di Francia Enrico terzo, dapoi hà sempre fatto scuola in Roma
molt'anni, pregato se n'andò al servitio dell'Arcivescouo di Colonia, fratello
dell'Altezza del Duca di Baviera, dal quale oltra li donatiui era benissimo
stipendiato, e per non passarla con molte parole, dirò che egli ha havuto
Quando venne al governo di Milano l'Eccellentissimo Sig. Duca dal Borcheccho
mio Signor mi commisse che io andassi à servire l'Illustrissimo Sig. Conte
Ferrara, arrivò con li già detti due Prencipi, & alloggio à Tessarolo, dove
l'Eccellentissimo Signor Duca dal Borcheccho, accompagnato da tutti i
Feudatari di Milano, andò à riceverlo, quindi poi andando à Brussello, luogo
un'arco, & una saetta rotta nella man destra, nell'altra mano un vase con una
cornacchia dal medesimo lato.
Seguiva un Pastore con una Diana.
9 La Gelosia c'havea velati gl'occhi cominciando dal piede tutta, è traversa
ta d'un serpente; il quale uscendole per lo braccio destro passava à ferirle il
Enrico Terzo, che era venuto di Pollonia à Vinegia, & per lo fiume Pò
se ne veniva accompagnato dall'Altezza del Duca di Savoia, e dal Duca di
Ferrara, e dall'Eccellentiss.Sig.Duca d'Anversa, e dal gran Priore di Francia,
e dà molti Cavalieri Francesi, & Italiani fù ricevuto sua Maestà con questi
Et alli 25. del detto essendo venuto il Sereniss. Sig. Duca di Savoia dal sepolcro
di Varalle; fù honorato dal Castellano di Vercelli; alli 27. con una bellissima
festa, & iui ballai dinanzi à S. Altezza; ma il giorno seguente ancora ballai
alli 30. di Novembre 1598. à hore vintidue in circa, accompagnata dalla Serenissima
Arciduchessa Donna Maria di Baviera sua Madre, dal Sereniss. Arciduca
Alberto d'Austria, dall'Illustriss. & Reverendiss. Monsig. Cardinale
Signori Duca di Candia, Duca d'Humala, e Principe d'Oranges Monsiur
de Barlamonte, dal Conte d'Agamonte, & altri Principi, & Governatori,
& Ambasciatori, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa di Candia Camariera
Si partì sua Maestà da Milano per Spagna il giorno di S. Biagio che fù alli 3. di
Febraio 1599. accompagnata dalla Sereniss. sua Madre, & dal Sereniss Arciduca,
& da molti altri Prencipi Cavalieri, & Dame, uscendo per Porta Ticcinese.
Adi 16. del detto à hore 24. l'Illustriss. & Reverendiss. Monsig. Cardinale Diatristano
legato di sua Santità fece l'entrata in Milano, incontrato dal Serenissimo
Arciduca d'Austria, & dall'Eccellentiss. Signor Contestabile, & da tutta
Il signor Francesco Ghiringhello.
Il signor Gio. Aluigi dal Rosas.
Il signor Gio. Angelo Coiro.
MAncherei à me stesso sapendo io che la maggior gratia del ballare viene
dal tremare de i piedi, quando io non ne facessi la douuta mentione; Il
tremare adunque de'piedi si fà in tre modi. Il primo stando col piè sinistro
Savoia, il quale accompagnato dall'Eccellentissimo Signor
Don Amadeo, dal Signor Marchese da Este, & da nobilissima
schiera di Principi, di Titolati, & d'altri gran Signori suoi Vassalli, che
venne. Entrò in Milano à gl'undeci di Decembre 1599. Et alla porta della
Città fù incontrato dal Serenissimo Arciduca Alberto, con l'assistenza
de gli Eccellentissimi Signori Contestabile di Castiglia Governator di questo
stato, Duca d'Umala, Principe d'Oranges, & di tutta la nobiltà si
Milanese, come forastiera, à colpi di Artigliaria che dal Castello bella &
lunga salva gli fecero, al Palagio Ducale fù condotto. Iui alloggiò in ricchissimo
avvertendo, che tutte le mutanze che si faranno, ò innanzi, o per fianco,
ò voltando intorno, sì dal Cavaliere, come dalla Dama, si faranno sempre in
prospettiva con la faccia voltata l'uno all'altro; la medesima regola si terrà doppo
SI fanno in questo modo stando in passo col piede sinistro quattro de
ta innanzi dal destro, quasi à dritta linea, si farà uno saltino sopra il
piede sinistro alzando il destro innanzi, poi si alza il sinistro indietro,
Salti con la faccia volta al detto con un saltino in volta levandosi à piè pari.
Salto stando discosto dal detto con un passo, & un sotto piede in volta.
Salto stando discosto dal detto con tre salti in volta spiccando la gamba destra.
Salto con la schiena involta al detto con due sottosbalzi in volta.
IN questo salto si finirà la cadenza col piè destro in dietro, stando
lontano circa quattro braccia dal fiocco; poscia si farà un saltino col
detto piede alto, & tre passi in fuga correndo innanzi, è alzando il
SI fermerà à man sinistra, discosto un braccio dal fiocco co'l piè sinistro
indietro, poi si farà un passo adagio inanzi col detto piede, voltando
QUesto salto si fà fermandosi un poco discosto dal fiocco con la faccia rivolta
à quello col piè sinistro indietro, e si farà un passo col detto piede,
QUesto salto si farà stando dinanzi dal fiocco co'l fianco rivolto al detto
per dritta linea; poi si leverà con ambidue li piedi, & farà una meza
Quanto al secondo modo poco è differente dal primo, facendosi con le già dette attioni,
ma ballano insieme due Cavalieri, è due Dame, finito di ballare i Cavalieri
alquanto per la punta del piede, & per larghezza sia distante quattro,
ò cinque dita dal medesimo piede, pavoneggiandosi sempre, & poi fermandosi
un pochetto. poscia nel mezo della seconda battuta muover'il pie
più piano, si farà dunque mettendo il piè sinistro innanzi un palmo lontano
dal destro tre dita, con piegare, & allargare gratiosamente alquanto
le ginocchia; il medesimo si haverà da fare col pie destro dando a ciascun
il pie sinistro, & spingerlo mezo palmo innanzi, & altretanto distante per
larghezza dal destro, & prima che l'abbassi, ha da spingerlo gratiosamente
verso'l sinistro; poi ritornandolo dove ha d'abbassarlo, & ha da levare nell'istesso
da spingere il pie sinistro mezo palmo innanzi, & due dita distante
dal destro, tenendolo ben in terra spianato. poi nel cominciare la seconda
battuta, ha da muovere il pie destro con alzare prima il calcagno, & con la
talmente che si comprenda da gli astanti che le battute hanno fatte con
misura, & con arte, dal qual battere di piedi questi seguiti hanno preso'l
nome di battute.
LE riprese gravi si fanno trovandosi la persona à piè pari, e movendo prima'l
piè sinistro per fianco quattro dita distanti dal destro, & dopò levando alquanto
amendue le calcagna; poi giungendo'l destro al sinistro gli hà da calare
piè pari hà d'allargare per fianco in modo di saltetto il piè sinistro un
palmo lontano dal destro, & nel tempo medesimo che'l sinistro si posa
in terra; s'ha da levar il destro, giungendolo intorno a due dita vicino
punta del piede tanto sgarbatamente dietro al sinistro che paiono più tosto tirar
calci, che altro, & il medesimo faranno poi col sinistro dal qual difetto
è da guardarsi, & chi l'usa doveria correggersi, & emendarsene; il tempo di
ALzando il piè sinistro inanzi distante dal destro, intorno a cinque dita,
& tutto ad un tempo si farà un zoppetto, col destro; poi calando al
Al dipartir che fe o dal grand'Ibero,
Questa del ricco Tago, e fama, e grido
Ch'al ciel spiegano l'ali;
Scorti dal canto d'immortal Camene,
Di Cigni, e di Sirene:
i passi verso l'Inferno al canto, & suono suo s'aprì la porta, Orfeo all'hora
cessando dal canto, si misse à contemplar l'Inferno, dove si vedeva Plutone
& Prosperina sua Moglie sedenti in trono di maestà con i lor Giudici, con le
Forsenato costui, come delira? Lira
Tanto dalla mia lira, & dal mio canto
Sperar mi lice, & di tornar felice? Lice
proseguire il viaggio e l'honorata, benche faricosa, & perigliosa impresa, col
quale mostrava, ch'al pari della sua, pocho vale la lor melodia. la onde dal
canto di lui vinte, & confuse le Sirene si partirno, & la nave seguitò'l suo
della nave di poter sbarcare, bramando di fare al Rè la devuta riverenza
e spiegarli à parte à parte la cagione della lor venuta, e cosi conceduta dal
Rè la dimandata licenza, essi uscirono dalla nave, & si sonarono le
Sbarcati tutti s'inviarono al Rè, al quale Giasone narrò brevemente'l suo desio,
& ricevuto dal Rè risposta, accetta l'inuito di gir à riposar al Real Palagio,
nel quale entrando finisce l'intermedio seguendo Musici di voci, & varij instromenti,
gettando loro adosso l'incantata herba, gli rese humili, & piaceuoli, & se gli
accostò, & fece loro carezze, facendosi dar il giogho, & poi l'aratro dal suo paggio,
arando la terra, seminando i denti nascevano li huomini armati, contro, i
battè col serpente, & con l'herba incantata gettatagli adosso lo fece dormire, &
cosi entrò à pigliar il velo d'oro pendente dal ramo de l'arboro d'oro, poi se n'uscì
trionfante, sostenendo col braccio alto il detto velo d'oro, & versi dicendo d'allegrezza,