Negri Concordance Output: da
Mira, doue s'addita
Virtù da te gradita
Di bel diporto, e degno,
la Maestà del Rè di Franza Enrico terzo
ritornato da Pollonia Cap. IIII. 11
da nel ballare. 41
Ballo fatto da sei Dame. 271
Ballo fatto da sei Cavalieri. 274
quel poco ch'io faccio hora, aggiugneranno poscia essi col tempo quel molto,
che fanno. ne da questo pensiero m'ha potuto rimuovere il sapere, che
molti già intorno à ciò habbiano scritto, fra quali v'è il non mai abastanza
molti già intorno à ciò habbiano scritto, fra quali v'è il non mai abastanza
lodato Messer Fabritio Carroso da Sermoneta, che nelle mani di tutti i virtuosi
di quest'arte, se ne và con molta sua lode; E s'è vero, come è verissimo,
di quest'arte, se ne và con molta sua lode; E s'è vero, come è verissimo,
che alle ritrovate cose di qualch'altra aggiugner se ne possa ; si vedrà da
questa opera che de'salti del fiocco, & di capriole, & di passi, & di salti,
d'agilità, chi di prestezza, chi di forza, e chi d'una, & chi d'altra cosa, ne riporta
da gli spettatori loda non picciola. Fiorirono anche in tutti i tempi,
& in ogni parte maestri in quest'arte Illustri; chiaro inditio è segno, ch'ella
Duca Ottavio Farnese in Roma per molto tempo, con buonissimi
stipendij ritenuto, è da S.A. pur'assai amato, & egli col valor
suo molte belle invenzioni, & di balletti, & di gagliarde recò
Stefano figliuolo del Manzino da Bologna, nel volteggiar à cavallo, & nel far
salti mortali, & altri, & nell'andare sopr'haste, & nel ballare la gagliarda
harebbe quegli è ballarino. mastro egli fu mio, mentre stette in Milano; ma
richiesto da Monsignor di Brisacco, ViceRè in Piemonte, con esso lui in
Francia se n'andò, & io dopò la partenza sua, nel 1554. cominciai ad insegnare
di camera di 260. che piu? havea mille franchi ancora di pensoine, e 160.
per lo vestire; ne potrei così tosto annoverar i gran presenti, che da diversi
Principi furlongli in poco tempo fatti; e se à Dio fusse piaciuto, che più lungo
Francia, e detto Francesco secondo. ma sarei troppo lungo, se de gli stipendij,
e doni grandissimi, che da quel gran Rè questi hebbero, io ad uno, ad
uno in questo luogo raccontar volessi, basta à dire che non gli mancò fortuna
al suo merito corrispondente, e che tutte le provisioni, & piazze dategli
dal Rè Francesco, benignamente furongli da successori di lui confermate.
Finalmente in Ispagna se n'andò con la Serenissima Reina, sorella d'Enrico
in Milano à diverse Dame, & mercè della bella gratia, ch'egli haueua
fu ricercato da alcuni Cavalieri, & Dame genovesi, & egli colà se ne andò,
& hà poi sempre insegnato balletti ad una gran parte delle Dame nobili di
Bernardino de'Giusti da Turino Maestro di ballare molto garbato qual è sempre
stato al servitio dell'Altezza Serenissima del Duca di Savoia fà buonissima
Fabricio Caroso da Sermoneta, di cui habbiamo di sopra fatto mentione non
solo è stato di molte belle cose in questa virtù inventore, mà come dicemmo,
Gio. Ambrosio Valchiera milanese, ha fatto scuola in Milano poi ricercato da
alcuni Prencipi Fiammenghi, quiui se ne andò, & hebbe da quei Signori
quanto potè desiderare giamai. Ultimamente venne al servigio del Serenissimo
nominato, & è poi stato un tempo al servigio dell'Altezza del Duca di Baviera,
stipendiato convenevolmente da par suo; oltre che era dispostissimo
nel ballare la gagliarda, è miracoloso nel volteggiare à cavallo, & in fare
Martino da Asso milanese, è stato discepolo del mio Maestro, & hà sempre tenuto
scuola in Milano, & è stato agile nel ballare la gagliarda, & ha composto
scuola in Milano, & è stato agile nel ballare la gagliarda, & ha composto
belle bizzarie, & molte da mattaccino.
di 300. franchi con la spesa che faceua per lui, & per un servitore, oltre ad
un'altra pensione di 800. franchi, & altri doni che da Sua Maestà gli furono
dati.
moglie del Serenissimo Duca di Savoia, & amendue questi benignissimi
Principi lo riconobbero con larghi presenti, così solo da lor'preso congedo,
da Turino se ne venne à Milano, dove fa honoratissima scuola.
Gio. Stefano Martinello da Pesaro, è venuto alla mia scuola molto tempo ad
imparare, & dopo d'havere tenuto scuola in Bologna, & in Venetia per
Orlando Botta da Compiano è stato mio discepolo, & ha fatto scuola in Pavia,
in Venetia, & in altre Città, & al presente fa scuola magnifica in Padova, &
à suoi creati, & à Baroni, & Signori della Corte del Duca Ernesto, & è stato
molto favorito da quei Signori per la sua virtù.
Girolamo Cremonese ha imparato alcune mutanze da me, & è molto garbato
nel ballare la gagliarda, & baletti, & al presente fa bonissima scuola in Cremona,
à doverla imparare, che se essercitio vi può essere al mondo, che occasione
porga all'huomo di farsi conoscere da gran Signori è Prencipi, questo senz'
altro, è'l primo, & acciò che più chiaro appaia quanto io dico, non voglio
lasciare d'annoverare trà infinite alcune memorabili occasioni che à me sono
avvenute di ballare, & d'essere da Prencipi amato e favorito.
io per caso là ballai alla presenza di tutti questi gran Prencipi, & fuor d'ogni
mio merito, fui da tutti loro favorito; ma al primo d'Agosto l'Altezza del
Sig. Don Giovanni si partì per Napoli con le galee, e dirizzando le vele verso
Ferrara, arrivò con li già detti due Prencipi, & alloggio à Tessarolo, dove
l'Eccellentissimo Signor Duca dal Borcheccho, accompagnato da tutti i
Feudatari di Milano, andò à riceverlo, quindi poi andando à Brussello, luogo
vernava, & con esso meco condussi cinque giovani disposti miei discepoli,
vestiti da mattaccino, è quiui ballammo la gagliarda, poi si fecero moresche,
& molti givochi da mattaccino, de'quali questi Prencipi presero grandissimo
gusto per non haver altra volta veduto far simili givochi con tanta
Mà non posso io quì lasciare di descriucre, una mascherata da me inventata,
& à mia spesa fatta all'hora dinanzi alla Serenissima Altezza del detto Sig.
nelle guerre. Sò che parrà forse à molti che non faccia à proposito, essendo
molto differente da quello ch'io ho proposto di trattare, mà poi che essa fu
all'hora stimata cosa degna di Prencipi, penserò che non dourà esser hora
pelli, & piume conforme all'impresa di S.A. Serenissima poi veniva
un vestito superbamente all'antica da Gratiano; à quali andava
dietro Pane Dio de'Pastori con la Siringa in mano.
cuore.
Seguiva un Pastore con una viola da gamba.
19 Il Riso rappresentato da un huomo matto, allegro, coronato di fiori con
due amoretti di mille fiori inghirlandati, che gli giravano attorno facendo
20 Il Contento rappresentato da un giovane, & da una vaga donzella, che
sotto l'ombra se ne stavano sollazzando d'un pomo, ambedue assentati, ella
& nella destra di due sorti di dardi, cioè di piombo, & d'oro nel resto, come
si usa, da cieco in fuori.
Seguiva un Pastore con una tiorba.
nella mano un'horiuolo.
Seguivano quattro Pastori con un concerto di quattro viole da braccio.
25 Un carro Trionfante tirato da otto schiavi vestiti tutti di rosso, con la catena
al piede, & col menero alla gola inargentato, essendo sopra il carro una
al piede, & col menero alla gola inargentato, essendo sopra il carro una
Venere con le tre gratie, con una lira da gamba, & trè voci che cantavano
madrigali, & altre cose che significavano i tre Prencipi che erano presenti,
mentre che passavano à uno à uno li 23. personaggi dinanzi à detti Prencipi;
iui si trovava Un bell'ingegno Milan vestito in habito da Zanni, che gli nomi
nava per nome, & à ciascuno di quei personaggi mentre passava haveva composto
ADi 6. d'Agosto 1574. l'Eccellentiss. Marchese d'Ayamonte mio Sig.
& Padrone si partì da Milano, & andò con tutti i Feudatari dello stato
à Cremona, e poi à Polezzo ad incontrare la Maestà del Rè di Francia
d'Ayamonte à li 8. fece Sua Maestà l'entrata in Cremona, dove fù ricevuto
da quel popolo con gran trionfo; il quale fatto molte belle compagnie di
fanteria ben armate; & una bellissima salua d'Archibugi, & d'artiglieria; alli
poi il medesimo giorno andò ad alloggiate à Mazenta; & iui ballò dinanzi
à S. Maestà Giulio Cesare Lampugnano mio discepolo, & Martino da
Asso ambidue maestri di ballare e S.M. fece à loro donare molte belle cose.
alli 12. andò à Vercelli; ove l'Eccellentiss. Sig. Marchese d'Ayamonte con
quei Feudatari prese licenza da S. Maestà, & se ne ritornò a Milano, &c.
festa, & iui ballai dinanzi à S. Altezza; ma il giorno seguente ancora ballai
dinanzi à Sua Altezza d'ordine suo, nel suo Palagio; e fui da quel gran
Prencipe con reali doni riconosciuto.
maggior di S. Maestà, dall'Eccellentiss. Signora Duchessa de Erias, e
da molte Dame Fiammenghe, & Todesche, & dall'Eccellentiss. Senato, dall'Illustriss.
Sign. Gran Cancelliero, da'Magistrati di S.M. Cattolica da Feudatarij,
Cavalieri, e gentil'huomini dello Stato di Milano, & à lor' fianchi
che à si gran Regnia far si sogliono, doppò l'haver ringratiato Iddio
del felice suo arrivo, & havuto la benedittione da Monsig. Illustriss. Legato,
entrò à piedi nel palazzo ducale, alle scale del quale fù incontrata dall'Eccellentiss.
Gio. Ambrosio Cattaneo, Sebastiano Carcano, Antonio Maria Mantico, Clemente
da Napoli, i quali fecero mille belle bizzarrie, e frà l'altre un combattimento
con le spade lunghe, & pugnali, & un'altro con le haste, aggiugnen
doui poi certe altre inventioni nuove di balli, e di mattaccino le quali parvero
à sua Altezza di grandissimo spasso, & noi tutti fussimo da quel gran
Prencipe benignamente con larghissimi doni riconosciuti.
& si fecero molte belle bizzarie di balli, combattimenti, & mattaccini, con grandissimo
spasso di quei sig. miei padroni, da qual fussimo con doni riconosciuti.
Si partì sua Maestà da Milano per Spagna il giorno di S. Biagio che fù alli 3. di
Febraio 1599. accompagnata dalla Sereniss. sua Madre, & dal Sereniss Arciduca,
Febraio 1599. accompagnata dalla Sereniss. sua Madre, & dal Sereniss Arciduca,
& da molti altri Prencipi Cavalieri, & Dame, uscendo per Porta Ticcinese.
d'Austria suo marito, accopagnata dall'Eccellentiss. S. Contestabile di Castiglia
Governatore dello Stato di Milano, & da tutti i Tribunali, Dottori del Collegio
di Milano, & i Feudatarij, & molti altri Cavalieri, & gentilhuomini.
legato di sua Santità fece l'entrata in Milano, incontrato dal Serenissimo
Arciduca d'Austria, & dall'Eccellentiss. Signor Contestabile, & da tutta
la Nobiltà di Milano.
di Savoia con la sua quadriglia di diece Dame, vestite tutte d'una livrea,
& dietro à queste seguivano poi quattro Dame vestite da Matrone.
la sig. Ippolita Gallia, è Rhò, la sig. Caterina Balba, è Rhò, la sig. Elena Rainolda,
è Mazenta, la sign. Laura Cuticha, e Caccia, da prò Marchesa di Castignacha,
la sig. Paola Antonia Melza, è Muggiana, la sig. Paola Fossa, e Trecca,
Il Sig. Lodovico Crivello. Il Sig. Gio. Angelo Anone; Questi
introrono con un concerto di quattro violoni da bracio, e fecero un bellissimo
ballo.
DApoi d'haver trattato de i Maestri miei antecessori, & di quelli
c'hanno apparato questa virtù da me, & da altri; non voglio man
care di far mentione ancora di quei Cavalieri, & Dame, che dopo
e non mai à bastanza lodata Città di Milano hanno portato
nome di leggiadri ballatori, & ballatrici, cominciando da quei che ballarono
al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Don Gonzalo Ernando di Cordova Duca
L'Illustriss. Sig. Don Alfonso Piamontello Castellano di Milano.
Il signor Marchese Filippo da Este.
Il signor Conte Francesco Trivulzo.
La sign. Barbara Sforza de Medici Marchesa di Melegnano.
La signora Contessa Barbera da Este, e Trivulza.
La sign. Contessa Antonia Beccaria, e Taverna.
La signora Felice Castrice, è Marzagora.
La signora Contessa Lucretia Guareria, è da Desio.
La Signora Drusilla Visconte, è Vaiana.
Il signor Conte Alberigo Belgioioso.
Il signor Barone da Rhò.
Il signor Giuseppe Pò.
La signora Contessa Aurelia Litta, è Taverna.
La signora Contessa Barbara da Sala, è Cantacroio.
La signora Contessa Isabella Arcimbolda, è Rhò.
Il signor Cavalier Aluigi Castilgione.
Il signor Don Michel Messia da Prato.
Il signor Raffaelo Baiardo.
Il signor Pompeo Lombardo.
Il signor Antonio da Leva.
Il signor Bartolomeo Porro.
signor Conte d'Aro.
L'Illustrissima signora Donna Giovanna da Cugna moglie dell'Illustrissimo
signor Don Gioseffo Castellano di Milano.
La signora Donna Barbara Stampa, è Alciata.
Li nomi delle citelle da marito.
La signora Beatrice d'Adda.
La signora Biancha da Rhò.
La signora Caterina Reina.
tremare adunque de'piedi si fà in tre modi. Il primo stando col piè sinistro
inanzi alto si farà tremare il piede movendolo da tutte due le bande quattro
volte. Il secondo si move in sù, & in giù. Il terzo modo si moverà il piede
quanto più sono li detti passi in uno tempo di Gagliarda, tanto si fanno con
maggior prestezza si hà poi da tener la medesima regola nel far le mutanze
che sono manco, ò più botte del suono della Gagliarda per andar'ben'à
Et ecco tutti quei avvertimenti che à mio giuditio sono paruti degni d'essere
intesi, da quali hora me ne vengo à trattare della gagliarda, mà dovendo io
trattare della virtù del ballare alla gagliarda, virtù tanto necessaria, & lodevole
gagliarda con le figure, che si vedranno, che rappresenteranno tutti li gesti,
& atti, che più sono necessarij da sapersi, come si dirà al suo luogo.
Savoia, il quale accompagnato dall'Eccellentissimo Signor
Don Amadeo, dal Signor Marchese da Este, & da nobilissima
schiera di Principi, di Titolati, & d'altri gran Signori suoi Vassalli, che
& doppo d'hauer con molta sodisfattione, & honore volezza complito
con la Maestà della Regina, partì da Milano alli 2. di Genaio 1600.
havendo lasciato in tutti honoratissimo nome, & amatissima memoria
in fuora, accioche le gambe, & le ginocchia stiano ben dritte, & nel passare
il piede innanzi l'uno dall'altro, hà da essere discosto due dita; avvertendo
che secondo la portione, e della vita si deve fare il passo innanzi lungo un
ballo, & dopò si farà la riverenza insieme, accompagnando la Dama al suo luogo,
con le attioni dette di sopra, & il medesimo ordine si terrà da quello, che
ballarà con la cappa sola, & anco da quelli che balleranno senza, & cosi tenendo
detta regola farà bella, & gratiosa vista.
Ballando la Dama in una festa, nel contrapassare, & nel ritirarsi, è nel voltarsi intorno
da una parte, ò dall'altra, non alzerà mai con le mani la coda della veste, overo
della robba, eccetto s'ella non si ritrovasse in luogo tanto stretto, ò disagevole,
IL fioretto ordinario si hà da fare in questo modo stando col piede sinistro
innanzi alto, si farà un saltino innanzi ponendo amendue li
fiocco; il qual'è di diverse sorti, per essere il più difficile, è faticoso, è poi de salti
in aria tondi, overo pirlotti, che si fanno intorno, levandosi da terra con ambedue
i piedi. Però dirò prima del salto tondo sodettu di diverse sorti con le gambe
stese, & piegate, poi del salto di rovescio, con l'istesso modo; dirò anco della
capriuola levandosi da terra con ambedue i piedi, cioè passate per dritta linea,
& delli intrecciatti, & anco delle capriuole sopra un piede, ò più delli soto sbalzi
io venga alla narratione delle regole, dimostrare la varietà de'salti, è de i nomi
che io soglio attribuire ad essi atti, è movimenti gagliardi, acciò che da ogn'uno
nel progresso del mio raggionamento possa più facilmente essere inteso.
col piè sinistro alto à dritta linea del fiocco, l'altro fermato in passo con la
schiena volta à quello. Da questi due salti s'imparano con facilità tutti gli altri
di esso fiocco, come più abasso si dirà.
Tavola de i salti tondi, over pirlotti, & delli salti tertiati, & salti da rovescio.
Nove sono le sorti de'i salti tondi, overo birlotti che si fanno di diverse sorti, & si levano
da terra con ambidue li piedi in un tempo del suono della gagliarda.
Cinque li salti da rovescio, che si fanno differentemente in un tempo della gagliarda.
Nove le capriuole, che si fanno levandosi da terra, con ambidue li piedi passate,
dritte, in quarto, in quinto, & sesto, & una allargando amendue le gambe al pari
SI alzerà il fiocco un'braccio da terra, poi si fermarà à dritta linea del
detto con la gamba sinistra, & la punta del piede alta mezo braccio
detto con la gamba sinistra, & la punta del piede alta mezo braccio
da terra, come si vede la figura, e si alzerà la vita un poco sù la punta
del piè destro, & il detto braccio stringendo la mano per haver
del piè destro, & il detto braccio stringendo la mano per haver
più forza nel levarsi da terra, si piegherà un poco sopra il detto
ginocchio, levandosi con tutta la persona più che si potrà cavalcando la gamba
vita dritta, le braccia stese, alzando un poco il destro, & la mano serrata, per
dar la forza, nel levarsi da terra, la testa dritta la bocca serrata, gli occhi, che
guardino un poco più à basso, che alto senza far movimento sgarbato con la
nota di vitio, come sarebbe il fermarsi con li piedi, & le gambe, & la vita storta,
la testa bassa, ò da una parte, ò dall'altra, la bocca aperta, gli occhi che mirino
l'aria. Tutti questi difetti si deono fuggire; perche vengono à far sconcia
schiena rivolta verso il fiocco, avvertendo questo, & tutti li salti del fiocco che
seguono. Si metterà nel levarlo da terra la punta del piede destro al calcagno
del sinistro aiutandosi sempre co'l braccio destro, si principiarà, & finirà in
sinistro rivolto al fiocco per darli la sua gratia, si farà un saltino à
piè pari intorno alla sinistra, voltando la schiena al fiocco si leverà da
terra quanto potrà, toccando il fiocco co'l piè destro cascando à piè
piè destro in foggia del salto del fiocco, spiccando la detta gamba stesa,
e levandola altra da terra almeno un'braccio, voltando due volte
la sinistra sino che arrivi sotto al fiocco in un'medesimo tempo metterà il detto
piegando la gamba per dritta linea del fiocco, & alzandola due braccia
da terra; è si lascierà cadere sopra il detto piè. poi si porrà in terra
il sinistro in un medesimo tempo mettendo il piè destro al calcagno del detto,
AVanti ch'io insegni la regola da imparare à fare le quindici sorti de'
salti, de'quali nove se ne fanno levandosi da terra à piè pari tutti differenti;
cioè li salti tondi in aria, overo birlotti, & le altre cinque
cioè li salti tondi in aria, overo birlotti, & le altre cinque
sorti di salti da rovescio, che si levano da terra sopra un piè. Io tratterò
prima come si deve fermare con tutta la vita accioche li detti salti si facciano
Sono adunque quattordeci le sorti delli salti detti di sopra; de quali nove si fanno
levandosi da terra con ambidue i piedi, & gli altri cinque salti da rovescio
si fanno levandosi sopra un piè, è si fanno intorno da una parte, è dall'altra in
un tempo della gagliarda.
Il primo da rovescio si fa con le gambe dritte.
Il secondo si fa con le gambe piegate.
appresso due dita lontano l'uno dall'altro avertendo, che in tutti li salti,
che si fanno intorno à piè pari, si ha da fermare nel modo, che s'è detto di sopra;
e si leverà un poco su la punta delli piedi. nel medesimo tempo alzando alquanto
un poco aprendo le genocchia, è si levarà con tutta la persona con ambidue li
piedi, due palmi da terra, ponendo ambedue le mani sotto le punte de'galloni,
con le braccia al gombito un poco larghe, dando volta attorno alla sinistra, e cascando
nel medesimo luogo su la punta de'piedi con allargare alquanto le ginocchia.
si tornerà poi à fare, levandosi un poco più da terra, come si è detto, è
si darà una volta è meza, & à farla perfettamente bisogna voltare due volte, fermandosi
è poi la testa, overo la testa, è poi la persona; che è cosa molto sconcia è brutta
da vedere, questa regola si terrà nell'imparare, le altre tredeci sorti de salti
tutti differenti.
Il terzo si fà nel modo, come il primo, e la differenza è, che si fanno tre salti à piè
pari; il primo alto un palmo da terra, il secondo due; il terzo tre palmi; e tutti
intorno cascando nel medesimo luogo, & sono tre botte.
IL primo salto con le gambe piegate si fà fermandosi con i piè pari, prima
levandosi dritto da terra è piegando ambe le gambe eguali sopra
il collo del piede, la destra sopra la sinistra, & allargando le ginocchia
è cascando nel medesimo luogo, e come si fa questo, si farà il medesimo
levandosi da terra, quanto più si potrà, e voltandosi intorno alla sinistra cascando
leggiermente nel detto luogo in punta di piede, & allargando un poco
Il secondo salto trecciato seruirà à imparare ancora la capriuola trecciata, ma differenza
è da un'salto all'altro; perche il salto si volta atorno, & la capriuola si fà
in prospettiva, stando dunque à piè pari si leverà da terra dritto, incrocciando
ambedue le gambe uguali, e la destra sopra la sinistra, e lasciandosi cadere à piè
pari. poi si tornerà à replicare incrocciando la sinistra sopra la destra. doppo che
si haverà ben fatto questo, si leverà da terra con prestezza mettendo la destra sopra
la sinistra, e passando alquanto i piedi, & la sinistra sopra la detta tutto in
Si farà adunque un passo in circolo col sinistro & un saltino à piè pari, e si leverà da
terra, quanto più si potrà incrocciando due volte le gambe sopra, & sotto intorno
Il terzo con la gamba, sopra il ginocchio, è si fà stando à piè pari, levandosi da
terra dritto, e terciando la gamba sinistra stesa, la punta del piede alto, alzando
col destro, l'altro co'l sinistro, & l'altro co'l destro cascando à piè pari in un medesimo
tempo; si leverà da terra quanto più si potrà, traversando la gamba
destra sopra la sinistra, è voltando intorno alla sinistra, è cascando à piè pari, è
con le gambe piegate, è a destra sopra la sinistra; Il primo piccolo, Il secondo
più alto, Il terzo si leverà da terra, quanto più potrà, rivolgendosi attorno alla sinistra,
è cadendo à piè pari nel detto luogo allargando un puoco le ginocchia,
Modo d'imparare i cinque salti da rovescio, che si fanno levandosi da terra sopra
un'piede, in un'tempo della gagliarda.
IL primo salto da rovescio si fà stando in passo col piede sinistro,
inanzi, è si fà un saltino inanzi sopra il detto piede, & un'passo
saltino inanzi un passo indietro, ponendo il piede sinistro al calcagno del destro,
e levandosi da terra, e piegando ambedue le gambe, la sinistra sopra la
destra, rivolgendosi due volte attorno alla destra, e cascando à piè pari nel
saltino, è si leverà il salto sopra il piè destro, quanto più si potrà spiccando
stesa la gamba sinistra, come s'havesse da tirare un calcio, e tirando la detta
gamba sotto la lacca del ginocchio destro; nello spiccare della gamba cascando
Modo d'imparare le capriuole in terzo, in quarto, & in quinto, & in sesto levandosi
da terra dritto con ambidue i piedi, come nella seguente figura si può
vedere.
s'imparano à fare senza stare appoggiato à cosa alcuna avvertendo che si
ha da fermare come di sopra levandosi leggiermente da terra con le gambe stese,
& la punta de piedi alta, & passarli bene, & giusti ambidue li piedi inanzi, &
Sono adunque otto le capriuole passate dritte con le gambe stese, che si levano da
terra con ambidue i piedi, che si fanno in un tempo di gagliarda, cioè in quarto,
destro inanzi, voltando il detto fianco, e cascando in passo, nel medesimo
tempo si leverà da terra, quanto più potrà con le gambe stese, è la punta
di piedi, alto passando quattro volte la capriuola, cascando nel detto luogo
è si faranno due saltini uno per fianco, è l'altro intorno alla sinistra, cascando
in passo col detto piè in dietro, e si leverà da terra quanto più si potrà, passando
la capriuola quattro volte, e fermandosi come dice di sopra, è si farà altretanto
volta con quattro passeti presti, e col piè sinistro indietro, & in un medesimo
tempo si leverà da terra quanto più si potrà passando la capriuola quattro volte,
e cascando nel detto luogo, come di sopra. il medesimo si farà alla destra, e sono
due salti, uno indietro un poco lontano sopra il piè destro col sinistro alto;
l'altro intorno alla destra cadendo col destro indietro, e si leverà da terra, quanto
più si portà passando la capriuola quattro volte, e cascando nel detto luogo,
farà un passo gagliardo scambiato inanzi col detto piede, & un salto à piè pari.
si leverà da terra quanto più potrà tirando in sù la gamba destra, e si batterà
con la detta gamba tre volte sopra la sinistra; la quale starà con la punta del piede
tre passi inanzi presto scambiate cascando col destro in dietro in prospettiva
in un medesimo tempo, è si leverà da terra con la persona, quanto più si potrà
passando sei volte la capriuola; è cascando, come si dice di sopra in punta di piedi
La nona si fa stando con ambidue li piedi al par discosto due dita, & le punte un
poco più lontano, e si leverà da terra, quanto più si potrà, allargando alquanto
al pari ambedue le gambe alla destra, e alla sinistra cascando poi con li piedi al
al pari ambedue le gambe alla destra, e alla sinistra cascando poi con li piedi al
pari nel detto luogo, & in uno istesso tempo si leverà da terra con un salto attorno
alla sinistra, e voltando una volta, e cascando nel detto luogo allargando un
s'intrecciaranno, & si allargheranno tre volte le gambe in aria sopra, & sotto
è si leverà da terra quanto più si potrà passando sei volte le gambe, con gran
prestezza, e lasciandosi cadere leggiermente a'pie pari nel detto luogo in punta
in sei, & è difficile il farla bene è giusta avertendo alle attioni dette di sopra, che
nel levarsi da terra, & nel cadere hanno sempre da essere più larghe le ginocchia,
che i piedi.
cioè in quattro, & in sei, è si faranno con li medesimi passi, che si fa la capriuola
passata, dritta; ma la differenza è, che la dritta si leverà da terra in passo,
è la trecciata à pie pari.
inanzi, e si faranno due saltini uno per fianco, l'altro intorno alla sinistra
cascando à pie pari, e si leverà da terra la capriuola passandola quattro volte, come
si dice di sopra, e si farà altretanto dall'altra banda; e sono tre botte.
La terza si fa voltando il fianco destro co'l piè sinistro indietro, e si faranno due
saltini, uno co'l detto pie alto, l'altro cascando a pie pari, e si leverà da terra la
capriuola, passandola quattro volte, come si dice di sopra, e si farà altretanto
è si leverà il pie destro sopra il sinistro, girando intorno una volta alla detta
mano con quattro passetti presto, cascando à pie pari, e si leverà da terra la capriuola
passandola quattro volte, come si dice di sopra, è si fa altretanto dall'altra
due salti, uno indietro un poco lontano sopra il pie destro col sinistro
alto, l'altro intorno alla destra cascando a pie pari, e si leverà da terra, la capriuola
passandola quattro volte come si dice di sopra, e sono tre botte.
e si faranno tre passate inanzi presto scambiate, cascando sempre con ambedue
i piedi, & l'ultimo passo à piè pari in un medesimo tempo; è si leverà da terra
quanto più si potrà, passando con prestezza sei volte la capriuola con le attioni
L'ottava si fa stando co'l pie sinistro inanzi, e si faranno quattro passetti presto
inanzi in fuga à dritta linea, cominciando col pie destro, e si leverà da terra, quanto
più si potrà, passando col detto piè cinque volte la capriuola, e tirando indietro
La decima si fa stando col pie sinistro inanzi, e si fanno quattro passetti presto inanzi
in fuga à dritta linea, cominciando co'l pie destro e si leverà da terra, quanto
più si potrà incrocciando la detta gamba dinanzi, & di dietro alla sinistra; poi
col piè sinistro, e cascando in passo; & co'l medesimo ordine si fanno voltando
intorno da una parte, & dall'altra, & li detti sottopiedi à terra si fanno per
fianco, & intorno nel detto modo, eccetto che quelli si fanno con la capriuola,
nel medesimo luogo dandogli un poco di gratia nel finire con allargare al
quanto le ginocchia avertendo nel girare intorno che si ha da tenere la persona,
& la testa dritta, & gli occhi balli, & non fare, come alcuni sgarbati, che voltano
atorno senza salti, & delle mutanze tutte intorno, & di quelle, che si
fanno innanzi, & indietro è intorno tutte disposte, & altre da
terra con capriuole, è con diversi salti.
Sei le sorte delle mutanze tutte intorno alto da terra con diversi salti.
Sei le sorti delle mutanze inanzi, è indietro intorno alte da terra con salti.
spezzata passata quattro volte col pie sinistro. Questa mutanza tutta intorno
ha 13.botte tutte alte da terra, e tre tempi di suono.
un'salto sopra esso piede; due botte innanzi, e indietro. un sottopiede col destro,
e la capriuola spezzata da quattro col sinistro, e la cadenza. Questa mutanza
ha 21.botta tutte intorno, & quatro tempi di suono.
Nella quarta si fa un salto sopra'l pie destro voltando attorno alla sinistra; un
sottopie con esso, & la cadenza col destro. una scambiata alta da terra adagio.
un salto col detto piede indietro. un sottopiede con esso; due botte indietro,
del sinistro, & si farà il salto del fiocco, cascando col detto piede. Questa
mutanza si fa tutta alta da terra, & ha 19.botte, & quattro tempi di suono.
intorno alla detta mano innanzi, & indietro, & un sottopiede col destro.
una capriuola spezzata da quattro col sinistro, e la cadenza con esso piede.
Questa mutanza ha 19.botte, è quattro tempi di suono.
alla detta mano col destro. una capriuola spezzata col pie sinistro; una
capriuola dritta da quattro, saltando innanzi. un passo innanzi col sinistro,
un poco per fianco. un sottopie col destro. un salto sopra'l sinistro: tre passi
tutti i passi che interuengono nel ballare essa zoppa, avvertendo, che tutti i movimenti
si debbono fare hora basso, & hora alto da terra, secondo l'occorenza
del suono, & andar' sempre à tempo di quello, & per cominciarla si serverà questo
metà del pie sinistro più innanzi del destro, & lontano quattro dita
da quello; & perche nella maggior parte de i balletti intervengono
otto battute perfette di musica; che sono sedeci battute ordinarie; si
otto battute perfette di musica; che sono sedeci battute ordinarie; si
ha da sapere, che nelle quattro prime battute si comincia, & si finisce tutta la riverenza,
& nelle quattro ultime le due continenze, come si dirà al suo luogo,
la quale con ogni affetto si deve sempre riverire, & honorare, nel primo tempo,
si sta col piè sinistro innanzi, com'ho detto; nel secondo tempo si hà da tirare
il piè sinistro indietro con la persona à dritta linea, talche la punta d'esso sia pari
nel principiare de'balli, si deve fare co'l piè sinistro; Ne voglio lasciare
di dire, che da molti questa riverenza vien' diversamente fatta; mà per non essere
lungo, dirò solo, che questa è la più vaga, & usata d'Italia.
LA prima continenza grave si hà da cominciare in questo modo;
fatta che si haverà la Reverenza grave, la quale s'incomincia, &
finisce in quattro battute perfette, di musica, & col piede sinistro;
Il Cavaliero ha da muoversi al fianco sinistro per quattro
dita, aggiungendo il calcagno del pie destro verso la parte di mezo del sinistro;
dita, aggiungendo il calcagno del pie destro verso la parte di mezo del sinistro;
& nel far questo atto ha da abbassarsi alquanto in giù con la persona
alzandosi più gratiosamente, che potrà, come già ho detto nel fare della
Riverenza grave, & pavoneggiandosi un poco verso quella parte, ove
si fa; il qual effetto suol farsi con alzarsi alquanto col fianco da quella parte,
ove si finisce la continenza, & non fare, com'altri sogliono, è quelli
tralasciando di calare, & alzare con gratia restino à pie pari, il qual modo,
è assai sgarbato, ancor che si facesse à tempo, & bene: però è da essere schiuato.
dal destro tre dita, con piegare, & allargare gratiosamente alquanto
le ginocchia; il medesimo si haverà da fare col pie destro dando a ciascun
passo'l tempo d'una battuta d'essa in gagliarda.
il pie sinistro, & spingerlo mezo palmo innanzi, & altretanto distante per
larghezza dal destro, & prima che l'abbassi, ha da spingerlo gratiosamente
verso'l sinistro; poi ritornandolo dove ha d'abbassarlo, & ha da levare nell'istesso
tempo'l destro, & questo ha da fare nella prima battuta, poi nel cominciare
la seconda battuta ha d'abassare'l pie destro, & levare'l sinistro, &
tanto innanzi, che col calcagno arrivi alla punta del destro, & distante circa
due dita da quello. poi levando il destro alla seconda battuta, si ha da
spingere innanzi, come prima si fece; poi nella terza battuta si spinge innanzi
il sinistro, con l'ordine medesimo, ma però restando con ambidue li
piedi piani in terra, & in questo modo ha da trattenersi, come si è detto, lo
spatio della quarta battuta; poi nel principiarsi della quinta battuta, s'ha di
pie sinistro, alzando gratiosamente il destro indietro; poi incominciando
col pie destro s'hanno da seguitare i detti seguiti.
Questo seguito si finisse in due modi; nel primo, come si è detto di sopra; nel
prima trovandosi la persona a pie pari, nella prima battuta ha
da spingere il pie sinistro mezo palmo innanzi, & due dita distante
dal destro, tenendolo ben in terra spianato. poi nel cominciare la seconda
dal destro, tenendolo ben in terra spianato. poi nel cominciare la seconda
battuta, ha da muovere il pie destro con alzare prima il calcagno, & con la
punta d'esso ha d'avvicinarlo al calcagno del pie sinistro, & nel tempo medesimo,
punta d'esso ha d'avvicinarlo al calcagno del pie sinistro, & nel tempo medesimo,
che mette in terra la punta del destro, ha da levare amendue i calcagni,
& la persona insieme alquanto, poi nel fine della battuta ha d'abbassare
insieme con la persona il calcagno del sinistro, poi nel cominciare la
terza battuta, ha da passare innanzi col destro, nel modo c'ha fatto col sinistro,
& questo seguito è detto spezzato ; perche nel tempo, che si fa'l seguito
SI fanno questi seguiti scorsi in otto meze battute, & in otto passetti presti è
minuti in questo modo; trovandosi la persona ha da cominciare à levare il
piè sinistro, o'l destro secondo che si converrà ne i balli, & far un mezo passo
OGni seguito battuto si fa in una battuta ordinaria in questo modo, cioè. Prima
movendo'l piè sinistro, e levandolo con la punta, ha da stirarlo alquanto
innanzi col calcagno. poi subito mettendo la punta del detto piede in terra
innanzi col calcagno. poi subito mettendo la punta del detto piede in terra
ha da schisciarla nel luogo medesimo indietro tenendo alzato il calcagno
di quello; Ultimamente ha da spingerlo innanzi sin'a mezo'l piè destro tenendolo
in terra spianato, & nel porlo in terra battendolo, com'a punto si fa quando
medesimo, che s'è fatto del sinistro, & in questi seguiti, & in ogn'altra attione
ò movimento nel ballo del canario la persona ha sempre da battere i piedi
talmente che si comprenda da gli astanti che le battute hanno fatte con
misura, & con arte, dal qual battere di piedi questi seguiti hanno preso'l
QUesti seguiti si fanno in due battute ordinarie in questo modo; trovandosi
la persona a piè pari ha da muovere il piè sinistro, & senza punta levarlo da
terra; ma schisciandolo ò come voglian dire strascinandolo per terra ha da
spingerlo tanto innanzi, che co'l calcagno di esso giunga quasi alla fine della
spingerlo tanto innanzi, che co'l calcagno di esso giunga quasi alla fine della
punta del destro, & distante da quello uno, ò due dita in circa; poi movendo'l
piè destro ha da spingerlo quasi sino a mezo'l piè sinistro; ma levando'l
calcagno solo con la punta dinanzi, ò palmo di quello ha da schisciarlo; poi
seguendo à schisciare un'altra volta'l sinistro l'hà da spingere la seconda volta
alquanto più innanzi del destro, & muovendo'l piè destro la seconda volta;
alquanto più innanzi del destro, & muovendo'l piè destro la seconda volta;
ha poi da spingerlo quasi al fine del sinistro, come da principio fece co'l sinistro;
quasi alla fine del destro, & in questo modo haurà da seguitare detti seguiti;
facendone tanti, quanti bisogneranno & pavoneggiando alquanto la
facendone tanti, quanti bisogneranno & pavoneggiando alquanto la
persona, ha da tenere le gambe ben distese avvertendo che nel cominciare'l
secondo passo ha d'alzarsi & abbassarsi alquanto con la vita; ma con gratia.
piè sinistro per fianco quattro dita distanti dal destro, & dopò levando alquanto
amendue le calcagna; poi giungendo'l destro al sinistro gli hà da calare
amendue insieme, & ad ogni battuta perfetta s'ha da far una ripresa, come
si può vedere nella musica; facendone più, & meno, secondo, che si troverà
LA ripresa in sottopiede s'hà da fare trovandosi col piè sinistro alto innanzi,
nel calare esso piede s'alzera'l destro indietro e col detto si porrà la punta al
LA ripresa minima si ha da fare nel tempo d'una battuta minima, come si dimostra:
però sminuendola; il che si fa con tenere il piè sinistro due, o tre
però sminuendola; il che si fa con tenere il piè sinistro due, o tre
dita più innanzi del destro, & due dita sole distante da quello; amendue spianati
in terra. poi s'hanno da muovere insieme le calcagna verso la parte sinistra
ò destra, s'habbia da fare, & doppo quelli le farete co'l medesimo ordine precedendo
à farne tanti, quanti comanderà'l ballo avvertendo à tener le gambe
calcagna, & allargando le punte, & queste si faranno quattro volte alla sinistra
con prestezza, avvertendo, che s'hà da stare con la persona dritta tenendo
bene spianati i piedi in terra, & non muoverà altro, che li piedi soli,
palmo lontano dal destro, & nel tempo medesimo che'l sinistro si posa
in terra; s'ha da levar il destro, giungendolo intorno a due dita vicino
al sinistro, leggiermente in punta di piedi tenendo ambedue le gambe
ben distese, non toccando però con esso piè destro la terra; poi ritirando'l pie
destro al luogo, dove si trovaua; s'hà da ritornare col sinistro a far l'effetto,
c'haurà fatto col destro avvertendo di pavoneggiarsi alquanto ad ogni trabucchetto,
calci, che altro, & il medesimo faranno poi col sinistro dal qual difetto
è da guardarsi, & chi l'usa doveria correggersi, & emendarsene; il tempo di
ciascun di questi trabucchetti è una battuta perfetta di musica.
IL trabocchetto minimo, hà da essere fatto nella medesima maniera,
che'l grave, eccetto che'l tempo di questo non e', se non per la metà
dell'altro; onde dove in una battutta perfetta di tempo si farà un trabocchetto
grave; nella medesima battuta hanno da farsene due, & questo basti,
quanto a i trabocchetti.
IL fioretto ordinario alli balletti s'hà da fare non alto da terra, ma piano
e sodo, levando'l piè sinistro alto quattro dita da terra, & spingendolo
innanzi alla punta del destro; ma distante da quello due dita con
le ginocchia distese; poi ad un tempo istesso, levandosi alquanto con la persona
le ginocchia distese; poi ad un tempo istesso, levandosi alquanto con la persona
fatto un balzetto; ha da trovarsi col piè sinistro, dove prima l'haveva, &
co'l destro tanto innanzi, che'l calcagno sia vicino alla punta del sinistro, &
co'l destro tanto innanzi, che'l calcagno sia vicino alla punta del sinistro, &
distante due dita da quello, & in punta di piedi; poi levando'l sinistro, ha da
porlo nel luogo del destro; il quale ha da alzarsi, come fece del sinistro, quando
cominciò'l detto fioretto, & ha da tener il medesimo ordine, che tiene del
sinistro, con ornare la vita; & con andare agile, e leggiero, e con posare il piede
col piè destro si seguiterà col sinistro, col medesimo ordine, s'ha sempre
da seguitare questa regola, accioche i detti passi che si fanno in essi balli,
siano giusti, & si facciano con l'un piede, & con l'altro, con quella miglior gratia,
Quarto Avvertimento, nel passare il cavaliero, è la dama l'uno al luogo dell'altro
s'ha sempre da pigliare un poco di volta a mano sinistra a modo di due mezzi
circoli poi a mezzo'l ballo nel pigliar la mano, o'l braccio alla dama, ò senza pigliarsi
faranno più presto un puoco più corti che lunghi, e ne gli altri movimenti, che
si fanno insieme s'ha sempre da stare all'incontro, ò al pari secondo l'occorenza
de balli, poi finirli sempre dove si sono principiati i detti balli, Avvertendo
faccia fanno i quattro .P. fermi in saltino co'l piè destro, è due .SP. &
uno .S. intorno alla destra con esso piede; avvertendo che sempre han da
voltarsi à faccia à faccia, nel pigliarsi'l braccio, e nel lasciarlo s'ha sempre da
far un poco d'inchino.
saltino, la prima alla sinistra dando il cavaliero sopra le mani della dama; la
seconda la dama da sopra la mano di lui, la terza, si da con la destra, l'altra con
la sinistra, e fanno due .Cc. gravi poscia pigliano la man destra, è fanno la
che nel cominciare tutte l'altre parti che seguono di essa Pavaniglia si han sempre
prima da far tutti li .P. è sottopiedi, che si sono già fatti di sopra, cominciando
con un piede, & con l'altro si fà poi col piè destro otto fioretti andando
la gamba destra, è un sottopiede col sinistro, al piè destro, & con esso piè
si faranno otto fioretti. Avvertendo che la dama li ha da fare col piè destro
andando innanzi à mezo'l ballo, à modo d'un circolo, voltando alla sinistra, e
FAranno insieme all'incontro quattro .SP. è poi quattro .Cc. brevi una alla
sinistra, battendo la man destra, l'altra alla destra battendo essa mano da roverscio,
& queste battute di mani si fanno cinque volte tutte alte, & le due ultime
sottopiedi, & il .T. & il .S. come s'è fatto à mano destra, & al fine de tutte
le parti di questo ballo faranno le dette riprese da una parte è dall'altra; e che
si sono fatte di sopra.
BALLETTO DETTO'L CESARINO MESSO IN USO
dall'Autore, si balla da due Cavalieri è due dame.
piè del ballo all'incontro, come si vede nel dissegno, avvertendo
che s'hà sempre da star al paro della sua dama, & à dritta linea
di quelli che gli sono all'incontro, & come si lascian le mani,
di quelli che gli sono all'incontro, & come si lascian le mani,
& come si tornan'à repigliare s'hà sempre da fare un poco
d'inchino, i cavalieri pigliano le mani delle lor dame è fanno
IL Cavaliero ha da pigliare la mano, come si mostra nel presente
dissegno, facendosi la .Rx. grave. poi due .Cc. alla sinistra
altretanto attorno ad essa mano tornando al suo luogo i cavalieri soli fanno'l
medesimo .P. è li .T. è il .S. per fianco c'hanno fatto le dame. poi esse da
me pigliano'l braccio destro dell'un cavaliero, & il sinistro dell'altro, & tutti
à piè del ballo all'incontro, come mostra la figura avvertendo
che s'hà sempre da stare al pari della sua dama; & à dritta
linea di quelle, che sono all'incontro. pigliano la mano voltandosi'l
li .P. indietro è innanzi, come di sopra; i cavalieri fanno col piè sinistro tre
battute di canario alto da terra, è tre .S. battute à terra, & una .R. minuta,
& un .S. battuto, volgendo esso fianco; si fa altretanto innanzi co'l destro
attorno quattro .SP. con un poco d'inchino si lasciano, e fanno quattro
.SP. à man sinistra, li cavalieri vanno l'uno à capo, e l'altro à piè del ballo le da
me in quel tempo fanno il medesimo voltando un poco alla sinistra, e poi alla
IL Cavaliero farà'l passeggio intorno, come fece di sopra, è poi col piè sinistro
quattro battute andando innanzi; e voltando esso fianco una alta da terra, &
l'altra battuta si batte co'l mezo del piè sinistro nel calcagno del piè destro, &
due volte'l piede innanzi à dritta linea, è poi indietro, è la cadenza col
sinistro, è quattro battute, una alta da terra, & l'altra battendo una botta col
mezo del piè destro nel calcagno del sinistro, & queste due botte si faranno
In gratia della Illustrissima Signora la Signora Donna
Beatrice da Este.
a piedi del ballo all'incontro, come mostrano le presenti figure,
avvertendo, che s'hà sempre da star al pari della dama, & a dritta
linea di quelle, che sono all'incontro. Pigliano la mano, e fanno
BALLETTO DELL'AUTTORE DETTO IL PASTOR
Leggiadro, fatta da quattro Pastori, nel Palazzo Ducale, in occasione della
Commedia, & intermedij di Fetonte, recitata d'ordine dell'Illustri
L'Entrata del detto Ballo, entraron prima 4. musici con le viole da
braccio vestiti da Pastori, e poi li quattro Pastori, à uno à uno, & fece
quattro .S. col saltino, e fiancheggiando col piè sinistro, girando
.R. breve innanzi con esso piede, e poi due .P. indietro, e la cadenza col piè
destro, e due .SP. e un .S. attorno alla detta man destra con esso piede. le da
me anch'esse fanno'l medesimo. doppo fanno insieme li sottopiedi, & il .T.
poco d'inchino, egli si ritirarà al suo luogo con un'altro .S. la dama lo seguita,
& anco essa fa finta da dargli un'altro colpo con le mani, poi l'altra dama
seguita lei sino al suo luogo, e l'altro cavaliero seguita essa dama, come s'è fatto
come il cavaliere haverà fatto li .P. à suo piacere, contrapassando si
farà poi li sottopiedi per fianco da una parte, & dall'altra, & le ricacciate
si fanno andando indietro, & aggirando intorno da una parte e dall'altra,
scambiando hora una mano, & hora un'altra, se la dama non potesse fare li
Fatto da sei Cavalieri Milanesi, vestiti all'Ongaresca, dinanzi
alle due Serenissime Altezze.
la dama, che gli parrà; & accioche detta Catena possa
da ogn'uno con maggior facilità esser ballata; si faranno nel passeggio, & nelle
mutanze i .S. ordinarij & le .Cc. & le .R. come si dirà al suo luogo cioè,
lamenti una dilettevole rispondenza d'Eccho, alla quale rivolgendosi parlava,
& con un assai longo dialogo fù da lei consolato, & insieme assieurato,
che andando all'Inferno, haveria potuto con la forza del suo canto, & suono
che andando all'Inferno, haveria potuto con la forza del suo canto, & suono
impetrare da Plutone la gratia di rihaver la desiata moglie; & cosi indrizzando
i passi verso l'Inferno al canto, & suono suo s'aprì la porta, Orfeo all'hora
ro, & in somma tutte quelle cose rappresentate, che si leggano nella descrittione
dell'Inferno fatta da Virgilio, da Ovidio, & da altri Poeti.
Tentar non noce mai, mà gratia tale
Poss io sperar di riportar da poi? Poi
L'inessorabil Pluto à preghi sordo
Canto, della cui soavità, frà quel penace luoco grandissimo refrigerio sen
tivano l'anime dannate, e tratto etiamdio da quella melodia l'istesso Plutone
insieme con gl'altri ministri, con grandissimo silentio intenti stavano ad ascoltare
Tosto che la gratia fù da Plutone conceduta comparue Caronte à passare Euridice
con la sua barchetta, & perche contra'l patto Orfeo riguardò indietro, venne
dell'Atto secondo della pastorale, il che seguentemente su osservato
in ogni intermedio, da quali tutti si possono trar molti sensi allegorici confa
cevoli molto all'occasione, che si rappresentava della Serenissima Infante, e
per honesto spacio di tempo, cominciò à scoprirsi la nave delli Argonauti
da una di loro, laquale con molta allegrezza suavemente cantando ne
dava aviso alle sorelle, le quali tutte andarono, poscia ad incontrarla con suoni,
trionfante, sostenendo col braccio alto il detto velo d'oro, & versi dicendo d'allegrezza,
& di trionfo, i quali durarono insino, che seguito da gli Argonauti
suoi ritornò nel Palazzo Reale, ove sonarono trombe, & instromenti musicali
Nettunno, quando amendue à gara cercavano di dar nome alla nuova città chia
mata poi da Pallade Athene, & di haverne di lei il governo.
Hora in questo intermedio si vidde comparire da un canto Nettunno per mare in
atto di Maestà sopra una gran concha marina, tirata da cavalli marini, accompagnata
da Tritoni, & Dei marini, tutti sonando con diversi instromenti musicali,
& si condusse al luogo destinato gli per ordine del celeste consiglio, dove
Dall'altro canto comparue Pallade per terra sopra un carro tirato da due serpenti,
& ornato con le figure del gallo, & di civetta augelli di detta Dea, & fu accompagnata
& ornato con le figure del gallo, & di civetta augelli di detta Dea, & fu accompagnata
da tre donne, che figuravano l'arti del filare, del tessere, & del ricama
re, da lei inventate, & parimente seguita dalla dea Bellona, & dalla Vittoria, &
dalla dottrina, & queste tutte erano cantatrici, se bene nell'arrivo loro non cantavano,
d'esso, quali fecero dilettevole rispondenza à i musici discesi nella n ugola, &
finito'l canto della felicità uscirono quattro pastori, & quattro ninfe, da quali
si fece un bellissimo brando, nel fine de gl'Intermedij della detta Comedia Ar
La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto del Brando, fatto da quattro pastori, e
quattro ninfe, la prima parte si fa tre volte, la seconda tre volte, la terza due volte, la