Negri Concordance Output: che
seruito alla Real Persona Vostra: cosi non in altro finalmente douea ella
terminare, che in voi, suo vnico, & principale oggetto. Dal quale traendo
ella quella grandezza, & nobiltà, clie per se stessa non hà; mi sono assicurato
ella quella grandezza, & nobiltà, clie per se stessa non hà; mi sono assicurato
di porgeruela in dono; dandomi à credere, che non sdegnerete cosa, in
cui, & per ragion di dominio, & per ragion di motore, & per ragion di
fine voi ci hauete così gran parte. Riceuete andunque INVITTISSIMO
PRENCIPE l'humile sì, ma affettuosa mia offerta. In cui già che pel graue
peso de gli anni io non posso più (come solea) mouere il piede; ho voluto
VOSTRA, mouer la mano & la penna nell'angusto Teatro di questo libro:
riseruandomi in quel poco di vita, che m'auanza, di mouer'anche le labra;
non solo à celebrare le grandezze vostre & d'Animo, & d'Impero; ma
non solo à celebrare le grandezze vostre & d'Animo, & d'Impero; ma
molto più à pregare il grande Iddio, che così ben'prosperi la grandissima vostra
Monarchia, che il continuato suono de'vostri commandi, come in Danza
signorile, si moua in giro tutto il Mondo. Con che alla Potentissima V. M.
riuerente m'inchino. Di Milano il dì primo Agosto MDCII.
Fortuna ingiuriosa non contrasti.
Non t'arrestar, che la vittoria appare,
Maggior, quanto maggior son le contese,
Odore, e lume tale,
Che vi mostran celeste, ed immortale.
Flora, Siringa, e Filli,
Che con un dolce inchino, un giro, un passo
Ferir' i cor di sasso;
DI costumati balli
Gentil Moderator, che d'Arpe al suono
Sì ben misuri i passi, che non falli;
S'à sì concorde tuono
Ben puoi senz'altro tù degno d'alloro,
Saggio mastro che sei regger'il choro.
L'ARTE che di natura
Imitò scaltra l'orme, e la possanza,
Tanto per te s'auanza,
Che fatta gran maestra,
Al'istessa Natura insegna, e addita
Et ecco ella abbellita,
Che imitata dal'arte, hor l'arte imita
Artefice felice, arte felice,
TAVOLA
Delli Capitoli che si contengono in questo Libro
cioè, del primo Trattato, del secondo, & del
NOmi di tutti i più famosi Ballarini, che fiorirno
nel tempo dell'Auttore. Cap. I
Sig. Don Gio. d'Austria, alla presenza
de molti Principi, che con esso lui si trovarano.
Cap. III. 9
Nomi de i Cavalieri, & delle Dame di Milano
che al tempo dell'Auttore hanno leggiadramente
ballato al tempo dell'Eccellentissimo
Nomi de i Cavalieri, & delle Dame che hanno
ballato al tempo dell Eccellentissimo Signor
Nomi di Cavalieri e delle Dame, che hanno
ballato al tempo dell'Eccellentissimo Signor
Nomi de i Cavalieri, & delle Dame, che hanno
ballato al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Duca
Nomi de i Cavalieri, e Dame, & delle Cittelle,
che hanno ballato al tempo dell'Eccellentissimo
Sig. Contestabile di Castiglia Governatore
& delli avertimenti, passi, mutanze,
salti, & altri movimenti che intervengono
nel ballare la gagliarda. a fo. 31
Regola 5. del modo che hanno à tenere il Cavaliero,
& la Dama per ballare insieme, &
TAvola de nomi brevi che io soglio attribuire
alle riverenze, & à passi, &
alle riverenze, & à passi, &
movimenti che intervengono ne i balli.
a fogli 103
Regola ; & avvertimenti a'dubij, che sogliono
occorrere nel ballare i balletti, & fare li altri
occorrere nel ballare i balletti, & fare li altri
movimenti che sono necessarij alli altri
balli di più sorte. 114
Dove si contengono i nomi de più famosi Ballarini che fiorirono al tempo
dell'Autore, i luoghi è grandi personaggi, dove,& dinanzi
Nome de'Cavalieri, & delle Dame di Milano, che nel tempo dell'Auttore hanno
leggiadramente Ballato.
mezo delle loro fatiche giuuti à qualche grado di perfettione,
si sono ingegnati di far in maniera, che nella memoria
de gl'huomini vivessero pur anche morti, è non fusse del tutto
de gl'huomini vivessero pur anche morti, è non fusse del tutto
col corpo spenta la fama delle loro gloriose attioni. & avvenga, che per
lo mio poco valore, io cosa in luce mandar non possa, che nome habbia,
ad'acquistare d'Illustre; tuttavia, per non mancar à me stesso, & à molti,
ad'acquistare d'Illustre; tuttavia, per non mancar à me stesso, & à molti,
che pur hanno desiderato nella mia Città di Milano, & in tutta Italia che si
riducesse à qualche forma & regola l'arte del ballare; ho stimato di far quant'io
potrò, per appagar questo lor honorato disio; & se non arriverò à quel
segno, ch'eglino meritano, aprirò almeno gl'occhi à gl'arlti, che meglio
di me lo potranno fare, & desterò ne gl'animi loro spirito tale, che forse à
quel poco ch'io faccio hora, aggiugneranno poscia essi col tempo quel molto,
quel poco ch'io faccio hora, aggiugneranno poscia essi col tempo quel molto,
che fanno. ne da questo pensiero m'ha potuto rimuovere il sapere, che
molti già intorno à ciò habbiano scritto, fra quali v'è il non mai abastanza
molti già intorno à ciò habbiano scritto, fra quali v'è il non mai abastanza
lodato Messer Fabritio Carroso da Sermoneta, che nelle mani di tutti i virtuosi
di quest'arte, se ne và con molta sua lode; E s'è vero, come è verissimo,
di quest'arte, se ne và con molta sua lode; E s'è vero, come è verissimo,
che alle ritrovate cose di qualch'altra aggiugner se ne possa ; si vedrà da
questa opera che de'salti del fiocco, & di capriole, & di passi, & di salti,
& di mutanze, & di balletti, dopo il suo tempo, e stata non poco per mia
& di mutanze, & di balletti, dopo il suo tempo, e stata non poco per mia
inventione arricchita la virtù del ballare, cosa che è d'utile, e di gusto potrà
esser à chiunque che di saper varie cose cura si prenda; ancorche per fine non
habbia d'attender all'essercitio nostro. Hora, in quanto pregio sia stata sempre
questa virtù, ben potrei io al lungo mostrare, se ad altri havessi questa
mia opera ad indrizzare, che à Cavalieri, & à dame; che pur fanno la maggiore,
e la più bella parte di tutta la creanza, & de'costumi esser posta nel
e la più bella parte di tutta la creanza, & de'costumi esser posta nel
ballare: e vero, che l'armeggiare essercitio è molto nobile, il che dico etiandio
del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire,
del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire,
che di Marte sieno proprij, non di Venere, come è il nostro, albergatrice,
e posseditrice de cuori gentili, Ballano i Prencipi, è nel ballare più che in altra
cosa la loro gravità mostrano, ballano i Cavalieri, e con ciò la lor leggiadria
fanno vedere; ballano, le Dame, & ecco il vero mezo di scoprire la gratia,
che serbano in tutti i movimenti; Finalmente balla tutto il mondo, e chi
d'agilità, chi di prestezza, chi di forza, e chi d'una, & chi d'altra cosa, ne riporta
& in ogni parte maestri in quest'arte Illustri; chiaro inditio è segno, ch'ella
sia sempre stata pur'assai stimata, & accioche la memoria di coloro, che, io
ho'all'età mia conosciuti per difetto di scrittori non sia nelle tenebre se pelita,
Nomi di tutti i più famosi ballarini, che fiorirono nel secolo dell'Autore.
Cap. I.
ad altri Prencipi, assai lo fanno sapere gli stipendij, c'hebbe, & i doni con
che fù riconosciuto, che per esser noti al mondo, non starò à raccontargli.
d'una suelta, bella, e proportionata vita; ben si può dire, con pace de
gl'altri, che tra i maestri della nostra arte, egli n'habbia la corona riportata;
e chi conosciuto non l'havesse giamai, all'andar gaio, al portamento della
e chi conosciuto non l'havesse giamai, all'andar gaio, al portamento della
vita, alla gratia, con che accompagnava tutti i movimenti suoi ben detto
harebbe quegli è ballarino. mastro egli fu mio, mentre stette in Milano; ma
Francia se n'andò, & io dopò la partenza sua, nel 1554. cominciai ad insegnare
nella detta città di Milano. Ma chi potrebbe creder gl'honori, che
gli furono fatti, & i gradi, che gli furono dati nella corte del Rè Enrico secondo,
che pur Governatore la costituì del suo secondo figliuolo Carlo Duca
d'Orleans, e stipendij gl'assegnò di ballarino di 200. franchi, & di valletto
d'Orleans, e stipendij gl'assegnò di ballarino di 200. franchi, & di valletto
di camera di 260. che piu? havea mille franchi ancora di pensoine, e 160.
per lo vestire; ne potrei così tosto annoverar i gran presenti, che da diversi
Principi furlongli in poco tempo fatti; e se à Dio fusse piaciuto, che più lungo
corso di vita havesse havuto il Duca, dopoi che Rè fù incoronato di Francia,
è Carlo nono chiamato, forse la città nostra di Milano haurebbe veduto
in persona d'un suo cittadino, i maggiori gradi di tutta Francia ne mancò
pur tuttavia dopò la morte di Carlo nono, Enrico terzo che succedesse,
di confermargli le piazze, e le pensioni dategli dal Rè morto, non solo sua
di confermargli le piazze, e le pensioni dategli dal Rè morto, non solo sua
vita durante, ma per gli figliuoli ancora; avenga che non habbia per sua di
sgratia potuto il premio godere delle sue fatiche.
Virgilio Bracesco milanese, insegnò anch'egli à ballare al Rè di Francia, Enrico
secondo, & à Delfino suo primo figliuolo, che fu poi incoronato Rè di
Francia, e detto Francesco secondo. ma sarei troppo lungo, se de gli stipendij,
Francia, e detto Francesco secondo. ma sarei troppo lungo, se de gli stipendij,
e doni grandissimi, che da quel gran Rè questi hebbero, io ad uno, ad
uno in questo luogo raccontar volessi, basta à dire che non gli mancò fortuna
al suo merito corrispondente, e che tutte le provisioni, & piazze dategli
dal Rè Francesco, benignamente furongli da successori di lui confermate.
Alessandro Barbetta, nella scuola successe del Manzino, che sopra habbiamo
nominato, & è poi stato un tempo al servigio dell'Altezza del Duca di Baviera,
nominato, & è poi stato un tempo al servigio dell'Altezza del Duca di Baviera,
stipendiato convenevolmente da par suo; oltre che era dispostissimo
nel ballare la gagliarda, è miracoloso nel volteggiare à cavallo, & in fare
Zaccheria cremonese, molt'anni hà, che fa scuola di ballare in Padova, & ha
insegnato la virtù à diversi Signori, e Cavalieri, & tramontani, & ad altre
Rè di Francia stette sempre alla sua corte sin'alla sua morte, con una piazza
di 300. franchi con la spesa che faceua per lui, & per un servitore, oltre ad
un'altra pensione di 800. franchi, & altri doni che da Sua Maestà gli furono
dati.
dell'Altezza del Duca di Baviera, dal quale oltra li donatiui era benissimo
stipendiato, e per non passarla con molte parole, dirò che egli ha havuto
pochi pari, e niuno superiore.
la sua agilità, & gratia insegna la virtù ad una gran parte della nobiltà di detta
città. Michel Angelo Varade Milanese mio allevo, che tiene conto della
la mia Scola, & disposto nel ballare è virtuoso nel suonare.
Et ecco tutti coloro, che degni mi sono paruti di lode, i quali ben possono col
loro essempio non solo far'istimar questa virtù, ma anche invitar molti è molti
loro essempio non solo far'istimar questa virtù, ma anche invitar molti è molti
à doverla imparare, che se essercitio vi può essere al mondo, che occasione
porga all'huomo di farsi conoscere da gran Signori è Prencipi, questo senz'
porga all'huomo di farsi conoscere da gran Signori è Prencipi, questo senz'
altro, è'l primo, & acciò che più chiaro appaia quanto io dico, non voglio
lasciare d'annoverare trà infinite alcune memorabili occasioni che à me sono
avvenute di ballare, & d'essere da Prencipi amato e favorito.
dapoi dell'Eccellentiss. Sig. Duca d'Alva, & dell'Eccellentissimo
Sig. Don Giovanni di Figaroa, mentre che erano questi Prencipi
al governo di Milano, è per non far confusione de'nomi, spieghe
Quando venne al governo di Milano l'Eccellentissimo Sig. Duca dal Borcheccho
mio Signor mi commisse che io andassi à servire l'Illustrissimo Sig. Conte
de Cifonte, che fu poi Castellano di Milano, il quale era venuto di Spagna,
per andare alla giornata di Malta, all'hor che il Turco, havendo preso Sant'
Elmo assediava il borgo di Malta, è cosi in tutto quel viaggio non l'abbandonai
ch'erano venuti à quella giornata; In Saragozza dinanzi al Duca di Ter
ranuova che fu poi Governatore di Milano, un'altra volta, à Napoli nel ritorno
dinanzi al Duca di Mont'Alto.
navi grosse l'altezza del Sig. Don Giovanni d'Austria co'due Prencipi Ridolfo
hora Imperadore, & Ernesto suo fratello, che dalla corte se ne veniuano
del Re Filippo II. N.S. & à 29. di detto mese l'Eccellentissimo Sig. Gio. Andrea
Adi 6.di Maggio 1574. ballai dinanzi all'Altezza del Sig. Don Giovanni d'Austria
nel palazzo di Vigeuano, dove era alloggiata sua Altezza, che pur all'hora
se ne veniva dall'impresa di Tunisi di Barberia; Hora io stetti colà otto
se ne veniva dall'impresa di Tunisi di Barberia; Hora io stetti colà otto
giorni, & insegnai à sua Altezza molte e molte cose, che sommamente
gli gustarono, onde ordinò che mi fussero fatti infiniti donatiui.
Adi 26. del detto mese andai un'altra volta dinanzi à S.A. & all'Eccellentiss.
Sig. Marchese d'Aiamonte mio patrone, che all'hora lo Stato di Milano go
vernava, & con esso meco condussi cinque giovani disposti miei discepoli,
pur mi favorirono di vederla passar sopra'l corso di Porta Romana, luogo à
cotali spettacoli destinato, stando eglino nel palaggio che fu d'Agosto Vicino;
& hora della Sig. Contessa Delia Angosciuola, nella facciata d'esso, è
& hora della Sig. Contessa Delia Angosciuola, nella facciata d'esso, è
dipinto Carlo Quinto Imperatore, e diversi Prencipi Italiani che servirono
nelle guerre. Sò che parrà forse à molti che non faccia à proposito, essendo
molto differente da quello ch'io ho proposto di trattare, mà poi che essa fu
all'hora stimata cosa degna di Prencipi, penserò che non dourà esser hora
discaro à lettori miei Signori di quì vederla in quel miglior modo, che sia
possibile rappresentare, il che fatto seguirò poi anche il filo di quei Prencipi,
che mi hanno favorito di vedere à ballare.
il Sig. Don Giovanni d'Austria, alla presenza di molti Prencipi
che con esso lui si trovauano. Cap. III.
quadro perfetto, & così assentato andava, & haveua un gufo sopra le spalle,
che significa la notte, è sosteneva con la man destra la guancia.
Seguiva un Pastore sonando il cornetto.
3 L'Ardimento con corazza, e con scimitarra all'antica, che cavalcava un leone.
Seguiva un pastore sonando una cornamusa.
10 Lo Sdegno havea la pietra, è l'accialino in mano. e s'ingegnava di far cader
le fauille sopra un fascetto di paglia, che teneva legato al braccio, & era vestito
all'antica.
18 La Fede che teneva la mano destra alzata coperta di panni bianchi, & nella
sinistra un'anello.
19 Il Riso rappresentato da un huomo matto, allegro, coronato di fiori con
due amoretti di mille fiori inghirlandati, che gli giravano attorno facendo
diversi atti per muoverlo pur à dolci, e piacevoli sogghigni.
20 Il Contento rappresentato da un giovane, & da una vaga donzella, che
sotto l'ombra se ne stavano sollazzando d'un pomo, ambedue assentati, ella
due per mano, portavano per impresa i quattro elementi, il primo la perla,
che significa l'acqua; l'altro la rosa, che significa la terra; il terzo la saetta,
che significa l'aria; il quarto la facella, che significa'l fuoco. Iui si trovavano
quattro nani, che servivano le Reine per fanti. V'erano quattro huomini
selvatichi, che servivano alli Rè per cavalli: portavano un grande bastone
groppoloso in mano, & per iscudo una gran conchiglia di mare, inargentata
huomini selvatichi fecero un abbattimento con bastoni, & scudi; i quattro
nani fecero una mattaccinata, che fù di gran gusto à quei Prencipi.
al piede, & col menero alla gola inargentato, essendo sopra il carro una
Venere con le tre gratie, con una lira da gamba, & trè voci che cantavano
madrigali, & altre cose che significavano i tre Prencipi che erano presenti,
mentre che passavano à uno à uno li 23. personaggi dinanzi à detti Prencipi;
iui si trovava Un bell'ingegno Milan vestito in habito da Zanni, che gli nomi
nava per nome, & à ciascuno di quei personaggi mentre passava haveva composto
Ma poi d'ogni altra cosa questa mascherata tal'è, gratioso era il vedere, che ottantadue
personaggi ballassero tutti à tempo del brando; & erano i sonatori
i primi huomini d'Italia; si ripose la mascherata in ordine del palagio di Tomaso
Marino, e segnì poi con quell'ordine, che di sopra habbiamo detto &c.
à Cremona, e poi à Polezzo ad incontrare la Maestà del Rè di Francia
Enrico Terzo, che era venuto di Pollonia à Vinegia, & per lo fiume Pò
se ne veniva accompagnato dall'Altezza del Duca di Savoia, e dal Duca di
à S.M. con Gio.Stefano Faruffino mio discepolo, dove si trovavano
tutti que'Prencipi, che di sopra hò detto: e S.M. ci fece far un'bel donativo,
poi il medesimo giorno andò ad alloggiate à Mazenta; & iui ballò dinanzi
ad alloggiare con l'Illustriss. Sig. Conte Pirro Visconte, & havendo poi
detto il Sig. Conte à S. Altezza, che v'era una figliuola del Sig. Rinaldo Tettone
d'Età di nove anni, la qual era miracolosa in ballare, in la musica de sonare,
LA Sereniss. Regina di Spagna Donna Margherita d'Asutria fece l'entrata
in Milano per porta Romana, il giorno di Sant'Andrea Apostolo, che fù
alli 30. di Novembre 1598. à hore vintidue in circa, accompagnata dalla Serenissima
trine d'oro. Entrarono nella Città sei numerose, e belle compagnie di cavalli
leggieri cioè tre per vanguardia, che la prima era dell'Illustriss.generale, il S.
Don Alonso Diaquez, la seconda del Sig. Conte di S.Secondo, & la terza del
cavallo di terse, & lucid'armi coperto, & conducendo ogn'un di loro avanti
sopra à possenti cavalli i paggi, & scudieri loro che con ricchissime sopravesti
ricamate d'oro che vaga, è pomposa vista faceuano, & l'altre tre per retroguardia
D. Gieronimo di Silva, D. Gonzalo de Olivera il Conte Rugier Margliano.
Legato di sua Santità seguitando il suo viaggio, & arrivata, & smontata
che fù alla porta della Chiesa Maggiore, entrata dentro con quelle cerimonie
che à si gran Regnia far si sogliono, doppò l'haver ringratiato Iddio
del felice suo arrivo, & havuto la benedittione da Monsig. Illustriss. Legato,
entrò à piedi nel palazzo ducale, alle scale del quale fù incontrata dall'Eccellentiss.
Sig. Contessa d'Aro, che seco haveva molte signore Milanese, accompagnata
alle sue stanza, dallaquale poco dopò l'Illustriss. & Reverendiss. Legato,
Alli 8. di Decembre del detto anno, andai nel palazzo Ducale, & con l'occasione
che quiui si trovava con la Regina nostra Sig. il Sereniss. Arciduca Alberto
dinanzi à sua Altezza con otto valorosi giovani miei scolari, cioè Giacomo Filippo
Si partì sua Maestà da Milano per Spagna il giorno di S. Biagio che fù alli 3. di
Febraio 1599. accompagnata dalla Sereniss. sua Madre, & dal Sereniss Arciduca,
La Dominica seguente, che fù alli 18. del detto la sera si fece una bellissima festa
dinanzi alle dette due Altezze, nel teatro del Palagio ducale, fatto d'ordine
è vestite pomposamente, con diverse inventioni d'habiti, & di musici,
& le prime Dame, che entrarono sopra le festa, furono la Sig. Ambasciatrice
di Savoia con la sua quadriglia di diece Dame, vestite tutte d'una livrea,
Entrò prima un alpa e un leuto sonando, e poi quatro figliuolini vestiti à livrea,
entrorno ballando di concerto che fu di gran gusto alle due Altezze.
matrone erano, la sig. Maria Brivia, è Canevesa, la sig. Livia Bertola, è Varesina,
la sig. Isabella Brivia, e Melza, la sig. Lucretia di Grassi è Rombella, che
in tutto erano quatordeci Dame.
Nella terza quadriglia che entrò de sei Dame, con le torcie accese in mano furono
la signora Lavinia Visconta, è Vistarina, è la signora Donna Costanza
Cicogna, e Crivella, le quali fecero tutti insieme un'intrata, con un
ballo che se dirà al suo luogo, & alle dette Dame precedevano cinque violoni
che sonavano il ballo, poi Pietr'Antonio musico dell'Altezza del signor
Duca di Parma, & un paggio con un cesto in mano pieno de diversi bei fiori,
i quali si presentorno à sua Altezza, & le sei dame à due à due con le torcie
accese in mano, & dato che hebbero fine al ballo, che se dirà se n'andarono
al loro luogo, il sudetto musico sonò una tiorba, & cantò alcuni leggiadretti
Nella quarta quadriglia che entrò di diece Dame, delle quali era capo la signora
Anna Arconata, la qual per alcuni giusti impedimenti non vi andò, furono
Nella prima quadriglia che entrò di sei Cavalieri vestiti pomposamente all'un
garesca, alli detti cavaglieri precedevano quattro sonatori con quattro alpi
à due, poi seguivano li altri due con l'Amore nel mezo, il qual recitò alcuni
versi in lode delle dette Altezze, poi seguivano sei cavalieri, i due primi che
guidavano il ballo erano il sig. Conte Filiberto figliuolo del sig. Conte Antonio
Nella seconda quadriglia, che entrò di dodeci Cavalieri con quattro violoni,
& trè leutti facendo un bel ballo furono,
Nella terza quadriglia, che entrò di otto cavalieri furono,
Il Sig. Aluigio Arconato. Il Sig. Cesare Visconte.
Nella quarta quadrilia, che entrò di dodeci Cavalieri à tre à trè, con quattro
flauti, e una tiorba, & uno leuto, facendo anco essi uno bel ballo furono
Hora il trattar de tutti queste quadriglie, & balli che fecero, sarebbe troppo lungo,
& io à due sole mi appigliaro in servigio de'quali mi affaticai, come se
Nomi de'Cavalieri, & delle Dame di Milano, che al tempo dell'Auttore
hanno leggiadramente ballato. Cap. V.
c'hanno apparato questa virtù da me, & da altri; non voglio man
care di far mentione ancora di quei Cavalieri, & Dame, che dopo
l'anno 1554. nel quale io cominciai la Scuola nella nobilissima,
e non mai à bastanza lodata Città di Milano hanno portato
nome di leggiadri ballatori, & ballatrici, cominciando da quei che ballarono
al tempo dell'Eccellentiss. Sig. Don Gonzalo Ernando di Cordova Duca
MA prima, che io venga à raccontargli, dirò come in quel tempo io diedi
principio ad usare certi balletti vaghi, e leggiadri; in parte de'quali
riconosceva mè per inventore, e in parte altri honorati, e valoresi
spiriti; erano adunque questi balletti in maniera ordinati, che si potevano
fare à due à due, ò à quattro, ò à sei, come più piaceva, & in molte parti
De i cinque passi, passetti, è salti, capriole, è girate di diverse sorti, mutanze, &
altri movimenti che intervengono nel uso del ballar la gagliarda,
Con le figure che rappresentano tutti gli atti, è movimenti che più importano in essa
gagliarda, con un breve ballo per dame, come à suo luogo si dirà.
& Signore come veduto havete, & ho certe belle cose raccon
tate, che se bene del tutto non facevano à nostro proposito;
erano però degne di qualche memoria. Hora vengo à quelle
erano però degne di qualche memoria. Hora vengo à quelle
trattare che nell'arte nostra più d'ogn'altra importano massime
intorno alla gagliarda; mà prima che io venga alle regole,
& alli precetti, hò stimato di dover porre alcuni avvettimenti molto
IL primo è, che tutta l'importanza del ben ballare la gagliarda, od altri balli
oltre la gratia, & agilità, che si deve possedere, consiste nello stare attento
con l'orecchia al suono come quello, ch'è Instrumento del ballo, & ballare
con l'orecchia al suono come quello, ch'è Instrumento del ballo, & ballare
à tempo con la misura di quello, offervando quello, che si è detto di sopra.
IL secondo è che cinque sono le sorti delle cadenze; che si fanno nel ballare.
la gagliarda cascando con ambidue li piedi in terra, la prima è ordinaria, le
Nella seconda, che si fa al tempo del suono cascando con ambidue li piè pari,
cioè, alle capriolle trecciate, & alcuni salti, & alle girate sopr'un piede
ò co'l destro senza fermarsi, si fà un fioretto à piè pari, ò passi, ò salti
secondo che occorre, & per questo non femarsi, si dice contratempo.
il piede inanzi, è indietro alto, seguitando quello c'haverà cominciato
sin che farà finito il tempo del suono, & per questo cascare in passo con ambi
li piedi, si domanda cadenza finta.
La quinta, & ultima è, che si fà contratempo con le botte à i cinque passi, ò alle
mutanze, & alle capriuole spezzate in aria; & perche in questa cadenza si
NON basta Signori sapere le cadenze; ma è di mestiero ancora sapere le
scambiate; è però sia il terzo avertimento, che le scambiate di piedi, si
fanno stando in passo col piè sinistro inanzi, lontano quattro dita l'un dall'altro;
DOPPO le scambiate, è necessario saper le battute, è sia il quarto avvertimento,
che le battute delli piedi, che si fanno per terra stando in passo
co'l piè sinistro inanzi, e si farà un saltino alzando il piè destro inanzi,
MAncherei à me stesso sapendo io che la maggior gratia del ballare viene
dal tremare de i piedi, quando io non ne facessi la douuta mentione; Il
in quattro modi ballando la Gagliarda. Il primo modo si fan cinque passi in
un tempo di suono d'essa Gagliarda. Il secondo modo si fan quattro passi che
è una botta di manco del tempo del suono, & si fanno un poco più adagio.
maggior prestezza si hà poi da tener la medesima regola nel far le mutanze
che sono manco, ò più botte del suono della Gagliarda per andar'ben'à
tempo di quello.
Et ecco tutti quei avvertimenti che à mio giuditio sono paruti degni d'essere
intesi, da quali hora me ne vengo à trattare della gagliarda, mà dovendo io
à ogni persona ben nata; discorrerò prima delle regole, nelle quali si
apprendono i begl'atti, & gratiosi movimenti, & le honorate creanze, che
si convengono, sì à Cavalieri, come alle Dame, nella virtù del ballare; Tratterò
del fare la riverenza, dell'accommodare ben la cappa, & la spada, del
modo d'andare à pigliare la Dama, & delle attioni che si fanno nel ballare
insieme. Avvertirò anco che le Dame nel ballare non alzino mai la coda
della veste con le mani; poi de'primi cinque passi che si fanno andando inanzi
à dritta linea spingendo sempre inanzi i piedi, & poi delle cinque battute
à dritta linea spingendo sempre inanzi i piedi, & poi delle cinque battute
della campanella che si fanno buttando la gamba indietro, & inanzi, de quali
due movimenti per esser il principio, & il compendio, e la guida di tutti
due movimenti per esser il principio, & il compendio, e la guida di tutti
li passi, e mutanze, & attioni, che intervengono nel ballare alla gagliarda,
& altri balli, è necessario saperli ben fare à tempo del suono, con portare ben
distese, con le mani alquanto serrate, & portare la persona dritta, la testa
alzata, gli occhi che guardino più presto un poco più basso, che alto, ma non
fissi in un luogo avertendo nel fare la campanella, à gettare la gamba indietro;
piè un poco inanzi, ponendo il petto di amendue li piedi in terra, lontano
un poco più di mezo palmo l'un dall'altro, & il calcagno del piè, che
resta dinanzi guardi quasi à mezo il piè di dietro, con le punte un poco in fuora,
Questi avvertimenti seruiranno à tutte le cadenze che si faranno nel ballare la
gagliarda con le figure, che si vedranno, che rappresenteranno tutti li gesti,
& atti, che più sono necessarij da sapersi, come si dirà al suo luogo.
Don Amadeo, dal Signor Marchese da Este, & da nobilissima
schiera di Principi, di Titolati, & d'altri gran Signori suoi Vassalli, che
al numero di trecento arrivavano, per complire con quella Maestà se ne
stato, Duca d'Umala, Principe d'Oranges, & di tutta la nobiltà si
Milanese, come forastiera, à colpi di Artigliaria che dal Castello bella &
lunga salva gli fecero, al Palagio Ducale fù condotto. Iui alloggiò in ricchissimo
DIversi sono adunque li modi, che si tengono nell'andare, come tutto il
giorno vediamo, alcuni vanno per le strade con li piedi discosti l'uno
innanzi con la vita, altri vanno con certi passetti presti, è minuti, con le punte
de'piedi in fuora, che pare c'habbino grandi negoci dà fare, & altri vanno
con li piedi discosti, & le ginocchia, che sitoccano l'un con l'altro nell'andare,
& in tutte queste maniere si offende la vista de'riguardanti, onde
& in tutte queste maniere si offende la vista de'riguardanti, onde
per ben andare sopra la vita con quella migliore gratia, & dispostezza, che
altrui possa rendere honorato, è, bene andar con la persona dritta, & le braccia
il piede innanzi l'uno dall'altro, hà da essere discosto due dita; avvertendo
che secondo la portione, e della vita si deve fare il passo innanzi lungo un
poco più d'un palmo.
%SECTION "Rule 2"
Del modo, nel quale s'ingegna la regola come si dimostra nel presente disegno, che si usa
nel cavarsi la beretta, e nel tenerla in mano doppo cavata è poi delle Riverenze,
nel cavarsi la beretta, e nel tenerla in mano doppo cavata è poi delle Riverenze,
& prima delle grave che si fanno col piede sinistro alli baletti,
e poi col piede destro balando la gagliarda.
UNo de gli effetti che più importi nell'uso delle belle, & honorate
creanze, & che prima nei balli intervenga, è il cavarsi la beretta come
quello che fù trovato dalli huomini per honorarsi, & riverirsi
l'un l'altro fuori de balli. Variè sono dunque le maniere, & i costumi
non starò à trattare d'alcuna delle dette maniere per non essere, troppo lungo.
ma tratterò del più bel modo, che si deve tenere per cavarla con quella miglior
gratia, che alla vista de riguardanti si richiede, onde per cavarla di testa,
& per tenerla in mano si prenderà la berretta gentilmente per la piega overo
in questa maniera farà bella vista a gli assistenti, è si verrà à fuggire ogni nota
di vitio, che potesse esser apposta la riverenza grave si fà stando col piede sinistro
innanzi alla punta del pie destro discosto tre dita l'un dall'altro, avvertendo
innanzi alla punta del pie destro discosto tre dita l'un dall'altro, avvertendo
che le punte d'amendue li piedi stiano un poco in fuora; accioche le
gambe, & le ginocchia stiano ben dritte. Si caverà la beretta, come si è detto;
gambe, & le ginocchia stiano ben dritte. Si caverà la beretta, come si è detto;
è doppo si tirerà il piede sinistro indietro, à dritta linea; tal che la punta di esso
sia quasi alpari del calcagno destro, tenendolo ben spianato in terra, e fermando
sia quasi alpari del calcagno destro, tenendolo ben spianato in terra, e fermando
la vita dritta sopra il piede, che resta indietro, nel tirare indietro esso sinistro
si femerà mezo tempo di suono, poi s'inchinerà alquanto aprendo le ginocchia,
si femerà mezo tempo di suono, poi s'inchinerà alquanto aprendo le ginocchia,
& accompagnando la vita con quella gratia, che meglio saprà; si principierà,
& fornirà la riverenza in un tempo di gagliarda, & co'l medesimo ordine
& fornirà la riverenza in un tempo di gagliarda, & co'l medesimo ordine
si farà essa riverenza co'l piè destro. Non voglio lasciare d'avertire, che
la riverenza breve si fa nella metà del tempo della grave con la detta attione.
DIversi sono li modi, che si tengono nell'accommodare la cappa, volendo
ballare la Gagliarda. Nel primo si pigliano amendue le ali
giù al pari amendue le ali della cappa, overo cappotto, secondo
l'occorrenza. La prima cosa che farà nel passare per il ballo, caverà
la berretta sendoui presenti principali persone di grande autto
il ballo faranno insieme la riverenza, e si piglierà la Dama baciando la
mano con riverenza, è menandola al suo luogo, si faranno l'attioni che si sono
fatte prima. quando si piglieranno per la mano; si tornarà al suo luogo,
posta in testa la berretta, & accommodata la cappa, & la spada con le
attioni che dette si sono, passeggiando un poco insieme l'uno à capo,
& l'altro à piè del ballo si comincierà à ballare, contrapassando con
li cinque passi, ò con altre mutanze, l'uno al luogo dell'altro, voltandosi la faccia,
avvertendo, che tutte le mutanze che si faranno, ò innanzi, o per fianco,
ò voltando intorno, sì dal Cavaliere, come dalla Dama, si faranno sempre in
prospettiva con la faccia voltata l'uno all'altro; la medesima regola si terrà doppo
che si farà contrapassato l'uno al luogo dell'altro, con pavoneggiarsi alquanto,
per darli la sua gratia, & così seguendo di mano, in mano sin che finirà il
ballo, & dopò si farà la riverenza insieme, accompagnando la Dama al suo luogo,
ballo, & dopò si farà la riverenza insieme, accompagnando la Dama al suo luogo,
con le attioni dette di sopra, & il medesimo ordine si terrà da quello, che
ballarà con la cappa sola, & anco da quelli che balleranno senza, & cosi tenendo
detta regola farà bella, & gratiosa vista.
della robba, eccetto s'ella non si ritrovasse in luogo tanto stretto, ò disagevole,
che non potesse far dimeno; perche fa bruttissima vista; mà dandoci bel
garbo nel fare li cinque passi contrapassando, & le altre attioni, che sono dette,
voltando hor'il fianco destro, & hor'il sinistro con una meza volta in capo del
la coda della veste co'piedi, dando due volte, l'una alla sinistra, è l'altra alla
destra, à modo di due circoli, che si toccano insieme, con pavoneggiarsi,
dandogli ogni gratia con la vita, e seguitando questo modo detto. quando la
ballato esso mentre sarà inchinata con la riverenza, si voltarà un poco
con la faccia, & con la vita alla Dama, che le sarà à man destra, facendole honore,
la quale nell'assentarsi non levi con le mani la coda della veste; mà con bel
al pari della terra, il qual modo di stare assentata fà gratiosissima vista. Doppò
voltandosi alla sinistra con la testa saluterà l'altra Dama, che le sarà vicina.
Delli primi cinque passi, che si fanno andando innanzi, come si dimostra nel
presente dissegno.
quasi à dritta linea, con la punta del piè un poco in fuora,
acciò che le gambe, & le ginocchia stiano ben dritte, fermando la
vita sopra il pie destro, si farà un saltetto col pie sinistro, alzando il destro innanzi,
l'altro co'l sinistro si fanno due passi innanzi col destro alto, & il secondo passo
un poco più alto, che il primo. Poi un passo col sinistro un poco più presto,
& la cadenza con esso sinistro; Queste sono sei botte in un tempo.
ben fermi li piedi in terra, stando sempre gagliardo sù le ginocchia. Questi
avvertimenti seruiranno à molte cose, che intervengono nella scienza del ballare
alla gagliarda, & altri balletti.
Del modo, nel quale s'insegna a fare la capriuola spezzata in aria con un piede,
come si dimostra nel disegno, che si vede.
Delli cinque passi contra passando e voltando meza volta. Come si dimostra
con la figura che si vede.
fuora in contratempo discosto l'un piede dall'altro mezo palmo, si faranno
gli altri passi che si son detti di sopra, & la cadenza col piè sinistro; & perche
sono otto botte in un tempo di suono, si faranno con gran prestezza con le attioni
Nel secondo modo si faranno due saltini, quasi à piè pari con le punte un poco
più in fuora in contratempo, si faranno gli altri passi, che si son detti di sopra,
& la cadenza col piede sinistro; & perche sono sette botte in un'tempo si faranno
quattro volte, & con esso si fà la cadenza; & sono sette botte, & si fanno presto
in un tempo di suono. Si faranno le attioni, che si sono dette di sopra.
Nel secondo si faranuo le medesima botte, che si sono fatte nel finire il fioretto,
si faranno due botte innanzi col piè sinistro, è con esso piè si finirà come di so-
Nel terzo. si faranno tutte le botte, che si sono fatte nelli cinque passi, & nel fare
la cadenza col piè sinistro; si farà una capriola spezzata passata quattro volte.
Mi resta hora à trattare de'salti, è particolarmente di quelli, che per la maggior parte
sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda.
fiocco; il qual'è di diverse sorti, per essere il più difficile, è faticoso, è poi de salti
in aria tondi, overo pirlotti, che si fanno intorno, levandosi da terra con ambedue
i piedi. Però dirò prima del salto tondo sodettu di diverse sorti con le gambe
in capriuola, & poi delli sottopiede, si come quì di sotto s'intenderà, dirò anco
delle girate sopra un piede, overo zurlo, che si fanno in più modi. Di questi
movimenti gagliardi c'hò detto di sopra mi è paruto conveneuole; prima che
io venga alla narratione delle regole, dimostrare la varietà de'salti, è de i nomi
io venga alla narratione delle regole, dimostrare la varietà de'salti, è de i nomi
che io soglio attribuire ad essi atti, è movimenti gagliardi, acciò che da ogn'uno
nel progresso del mio raggionamento possa più facilmente essere inteso.
Saprassi dunque che due sono li primi salti del fiocco, che s'imparano; prima, uno
col piè sinistro alto à dritta linea del fiocco, l'altro fermato in passo con la
Tredici sono li salti del fiocco, che si fanno in un tempo della gagliarda.
Primo salto dritto con la scorsa à modo d'una capriola sopra un piede.
Nove sono le sorti de'i salti tondi, overo birlotti che si fanno di diverse sorti, & si levano
da terra con ambidue li piedi in un tempo del suono della gagliarda.
da terra con ambidue li piedi in un tempo del suono della gagliarda.
Cinque li salti da rovescio, che si fanno differentemente in un tempo della gagliarda.
Nove le capriuole, che si fanno levandosi da terra, con ambidue li piedi passate,
dritte, in quarto, in quinto, & sesto, & una allargando amendue le gambe al pari
per fianco in un tempo alla gagliarda.
Sette le capriuole trecciate, che si fanno passate in quarto, & in sesto in un'tempo
della gagliarda.
Diece sono le capriuole s'un piè spezzato in aria, che si fanno in un tempo della
gagliarda, cioe passato in quarto, & battute sopra il collo del piede, è passate in
con la persona a imparare, & fare li suoi movimenti garbati, & leggieri, & più
disposto che sia possibile, per poter poi seruirsene à tutti li altri salti che si diranno
più à basto.
Dichiararo adunque il primo modo, che si deve tener per imparare il detto salto,
come si mostra nel presente dissegno.
più forza nel levarsi da terra, si piegherà un poco sopra il detto
ginocchio, levandosi con tutta la persona più che si potrà cavalcando la gamba
destra, & alzando la punta del detto piede tanto, che tocchi nel fiocco e lasciandosi
cadere leggiero, nel medesimo luogo con l'istesso piede, voltandosi
meza volta alla sinistra con la scheina rivolta al fiocco; questo si esserciterà tanto
che si vada alto un poco più di due braccia.
Poscia che si è, trattato del modo, che si deve tenere a imparare il primo salto; si
tratterà ancora come si deve fermare con garbo sù la vita, come mostrarà la
tratterà ancora come si deve fermare con garbo sù la vita, come mostrarà la
presente figura, volendo imparare il primo salto del fiocco, che si fà con la
schiena rivolta à quello rivolgendo una volta attorno, questi avertimenti, che
si daranno, seruiranno ancora à tutti gli altri salti, & questo si farà alzando il
vita dritta, le braccia stese, alzando un poco il destro, & la mano serrata, per
dar la forza, nel levarsi da terra, la testa dritta la bocca serrata, gli occhi, che
guardino un poco più à basso, che alto senza far movimento sgarbato con la
faccia, oltra che farà bella è gratiosa vista a gli assistenti, si verrà à fuggire ogni
nota di vitio, come sarebbe il fermarsi con li piedi, & le gambe, & la vita storta,
nota di vitio, come sarebbe il fermarsi con li piedi, & le gambe, & la vita storta,
la testa bassa, ò da una parte, ò dall'altra, la bocca aperta, gli occhi che mirino
l'aria. Tutti questi difetti si deono fuggire; perche vengono à far sconcia
schiena rivolta al detto con ambi due li piedi in terra, come si vede
nel presente dissegno; nel medesimo modo che si è detto, si volterà
un poco la vita alla sinistra, alzando alquanto la vita sù la punta
con la persona quanto più potrà cavalcando la gamba destra sopra la sinistra,
& alzando la punta del detto piede, tanto che tocchi nel fiocco, aiutandosi co'l
braccio destro, e lasciandosi cadere leggiero nel medesimo luogo, con l'istesso
tempo alzandosi con la persona, quanto più potrà, e cavalcando la
gamba destra sopra la sinistra, alzando la punta del detto piede, tanto che con
esso tocchi il fiocco, aiutandosi co'l braccio destro, e lassandosi cadere leggiero
nel medesimo luogo, è con l'istesso piede voltandosi à man sinistra con la
schiena rivolta verso il fiocco, avvertendo questo, & tutti li salti del fiocco che
seguono. Si metterà nel levarlo da terra la punta del piede destro al calcagno
QUesto salto si fa nel medesimo modo, come di sopra, eccetto che si
ferma co'l piè sinistro alto nel medesimo luogo co'l detto piè si
e levandola altra da terra almeno un'braccio, voltando due volte
la sinistra sino che arrivi sotto al fiocco in un'medesimo tempo metterà il detto
al calcagno del sinistro, è si leverà con tutta la persona, toccando il fiocco co'l
si lascierà poi cadere sopra il ginocchio destro in terra colla punta
del piè alto che non tocchi terra. poi si alzerà sopra il piè sinistro mettendo
il destro al calcagno del detto, in un'istesso tempo si leverà con tutta la vita,
cioè li salti tondi in aria, overo birlotti, & le altre cinque
sorti di salti da rovescio, che si levano da terra sopra un piè. Io tratterò
prima come si deve fermare con tutta la vita accioche li detti salti si facciano
riguardanti. Dichiararò anco il modo di fare gli atti, & movimenti, è le
attioni, che si devono fare con più leggiadria è facilità, che sia possibile nell'imparare
à fare il primo salto tondo, questo seruirà, quando si verrà alla narratione
di fare gli detti altri salti al tempo della gagliarda. Non starò poi à replicare,
quello, che già si è detto di sopra per non essere lungo, e questi avertimenti
devono essere imparari, & impressi nella memoria.
DE' salti, & prima del salto tondo in aria per esser il più usato, & quello
che con facilità fà poi fare tutti li altri, stando à piè pari con le calcagna
appresso due dita lontano l'uno dall'altro avertendo, che in tutti li salti,
che si fanno intorno à piè pari, si ha da fermare nel modo, che s'è detto di sopra;
e si leverà un poco su la punta delli piedi. nel medesimo tempo alzando alquanto
si darà una volta è meza, & à farla perfettamente bisogna voltare due volte, fermandosi
in prospettiva nel medesimo luogo; & sono alcuni, che l'hanno voltato
intorno due volte è meza, avertendo che nel voltare attorno si hà d'accompagnare
la vita dritta è raccolta insieme, cioè la testa, le braccia, le gambe, & non
la vita dritta è raccolta insieme, cioè la testa, le braccia, le gambe, & non
fare, come alcuni spensierati, che fanno il detto salto voltando prima la persona,
è poi la testa, overo la testa, è poi la persona; che è cosa molto sconcia è brutta
da vedere, questa regola si terrà nell'imparare, le altre tredeci sorti de salti
Il terzo si fà nel modo, come il primo, e la differenza è, che si fanno tre salti à piè
pari; il primo alto un palmo da terra, il secondo due; il terzo tre palmi; e tutti
ambedue le gambe uguali, e la destra sopra la sinistra, e lasciandosi cadere à piè
pari. poi si tornerà à replicare incrocciando la sinistra sopra la destra. doppo che
si haverà ben fatto questo, si leverà da terra con prestezza mettendo la destra sopra
Il quarto salto si fà nel modo delli tre salti. la differenza è, che si fanno questi tre salti
con le gambe piegate, è a destra sopra la sinistra; Il primo piccolo, Il secondo
Modo d'imparare i cinque salti da rovescio, che si fanno levandosi da terra sopra
un'piede, in un'tempo della gagliarda.
Il secondo con le gambe piegate si fà nel modo, che si è fatto l'altro, con un'
saltino inanzi un passo indietro, ponendo il piede sinistro al calcagno del destro,
LA capriuola in terzo s'impara facilmente appoggiandosi con le mani
à qualche cosa, che sia commoda, e tenendo il piè sinistro inanzi
al destro, tanto che il calcagno del sinistro giunga tre dita alla punta
del piè destro. poi alzandosi sù la forza delle braccia, le quali insieme
Le capriuole in quarto in quinto, & in sesto, si faranno nel medesimo modo, eccetto
che le gambe vanno passate quattro volte à quelle in quarto, & à quelle in quinto
cinque volte cascando col sinistro indietro, & à quella in sesta vanno passate sei
cadere leggiermente in punta di piedi; nel qual modo essercitandosi più facilmente
s'imparano à fare senza stare appoggiato à cosa alcuna avvertendo che si
ha da fermare come di sopra levandosi leggiermente da terra con le gambe stese,
indietro, tenendo stese à dritta linea del fianco le braccia, & alzandole ambedue
inanzi stese almeno un palmo; nel levare la capriuola, & nel cadere, che le braccia
tornino al suo luogo.
Sono adunque otto le capriuole passate dritte con le gambe stese, che si levano da
terra con ambidue i piedi, che si fanno in un tempo di gagliarda, cioè in quarto,
in quinto, & in sesto.
con allargare alquanto le ginocchia, è questa è la vera capriuola trecciata
in sei, & è difficile il farla bene è giusta avertendo alle attioni dette di sopra, che
nel levarsi da terra, & nel cadere hanno sempre da essere più larghe le ginocchia,
nel levarsi da terra, & nel cadere hanno sempre da essere più larghe le ginocchia,
che i piedi.
Sono adunque sette le capriuole trecciate, che si fanno in un tempo della gagliarda,
cioè in quattro, & in sei, è si faranno con li medesimi passi, che si fa la capriuola
passata, dritta; ma la differenza è, che la dritta si leverà da terra in passo,
è la trecciata à pie pari.
Sono adunque dieci le capriuole sopra un piè spezzato in aria, che si fanno in un
tempo della gagliarda, cioè passate in quarto, & battute sopra il collo del piede,
intorno da una parte, & dall'altra, & li detti sottopiedi à terra si fanno per
fianco, & intorno nel detto modo, eccetto che quelli si fanno con la capriuola,
& questi à terra, terra.
al gombito un poco larghe, & girando attorno una volta adagio tornarà à replicare
sino à tanto, che si volterà intorno almeno tre volte, ò quattro, ò più
che si potrà, tenendo il medesimo ordine, & al fine di esso si troverà in prospettiva
nel medesimo luogo dandogli un poco di gratia nel finire con allargare al
nel medesimo luogo dandogli un poco di gratia nel finire con allargare al
quanto le ginocchia avertendo nel girare intorno che si ha da tenere la persona,
& la testa dritta, & gli occhi balli, & non fare, come alcuni sgarbati, che voltano
prima la persona, è poi la testa, overo stanno con la bocca aperta guardando
all'aria. è questi difetti si devono fuggire per non fare sconcia vista à riguardanti;
& acciò che si possa finire gratiosamente la detta girata; questa regola si
terrà sempre nell'imparare altre girate, che si diranno più à basso.
Diece sono le sorti delle girate, che si fanno in diversi modi.
LA prima girata si fà nel modo, che si è detto, stando co'l piè sinistro inanzi,
è si voltarà con prestezza alla sinistra sopra il petto del detto piè, portando
Doppo l'haver datto la regola d'imparare le girate, tratterò nel fine di esse, otto girate
semplici e d'alcuni salti conformi per abbellirle, avvertendo che tutte le girate,
& li salti si devono fare al tempo della gagliarda, & perche sono alcuna volta
Tavola delli cinque passi di due, & de tre tempi di gagliarda contrapassando, &
delle mutanze doppie tutte intorno, & di quelle, che si fanno inanzi, & indietro
atorno senza salti, & delle mutanze tutte intorno, & di quelle, che si
fanno innanzi, & indietro è intorno tutte disposte, & altre da
%SECTION "Rule 50"
Delle mutanze, che si fanno à terra innanzi, & intorno.
la gagliarda sopra le feste co'l Cavaliero, Avvertendo che'n tutte
le mutanze che si fanno in essa gagliarda, si volgeranno sempre
amendue à faccia, à faccia dopò haver fatta la Reverenza è passeggiato, l'uno
farà tre tempi di suono scorrendo con i passi minuti dando due volte alla sinistra,
è alla destra à modo di due circoli che si tocchano insieme tornando al suo luogo,
poi si farà quattro tempi di suono, scorrendo con passi minuti, dando quattro
DApoi d'haver dato la regola di tutti i movimenti, che intervengono
nel ballare la gagliarda; hò stimato che sia à proposito dare ancora
qualche breve regoletta cosi alla sfuggita intorno al ballo del piantone,
un poco per il ballo, si lascierà poi la Dama con le attioni dette di sopra, è
dapoi che havranno passeggiato è ballato à suo piacere, il Cavaliero si volterà all'incontro
della Dama, è faranno insieme la riverenza, poscia tornerà egli al
della Dama, è faranno insieme la riverenza, poscia tornerà egli al
suo luogo, & la Dama in quel tempo passeggierà un poco; il che fatto piglierà
un'altro Cavaliero è faranno insieme le medesime attioni, si di riverenza come
in ballo, & essa andrà al suo luogo à sedere. così seguirassi di man'in mano
insino che il detto ballo sia finito.
& ballano insieme, è poi anch'esse al suo luogo se ne vanno, è cosi si
seguita sempre come di sopra, sino che il ballo sia finito.
HOr quì farei torto à me stesso, sapendo che la zoppa nella gagliarda si
balla alcuna volta volentieri per diporto, s'io me la passassi tacendo.
mà perche si suona in diversi modi, non istarò à dare regola di mutanza,
ma tratterò d'alcuni passi conformi al suono, che s'usa in essa, quali
ogn'uno potrà fare à suo piacere, è sono questi. cioè fioretti spezzati, fioretti di
à pie pari, sottopiedi per fianco, capriole sopra un piede ricacciate. Questi sono
tutti i passi che interuengono nel ballare essa zoppa, avvertendo, che tutti i movimenti
si debbono fare hora basso, & hora alto da terra, secondo l'occorenza
le regole d'apprendere gl'atti belli, è gratiosi movimenti, e
l'honorate creanze che s'aspettano cosi à Cavalieri, come alle Dame nella virtù
del ballare, con la dechiaratione de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze,
del ballare, con la dechiaratione de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze,
& à tutte le sorti de Passi, & altri movimenti più usati, che si fanno,
ne i balli, & balletti, & ne Brandi all'uso di Milano è d'Italia, è come quello di
Tavola de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze & a'passi, & movimenti
che intervengono ne i balli.
Bisogna anco havere à memoria il tempo del suono, del ballare à tempo, è con gratia
è misura, si che la persona stia dritta, & falda, è tutti gli altri suoi movimentti
siano con bella, e gentilissima maniera, accioche ella si mostri con gesto nobile,
da quello; & perche nella maggior parte de i balletti intervengono
otto battute perfette di musica; che sono sedeci battute ordinarie; si
ha da sapere, che nelle quattro prime battute si comincia, & si finisce tutta la riverenza,
& nelle quattro ultime le due continenze, come si dirà al suo luogo,
nel principiare de'balli, si deve fare co'l piè sinistro; Ne voglio lasciare
di dire, che da molti questa riverenza vien' diversamente fatta; mà per non essere
lungo, dirò solo, che questa è la più vaga, & usata d'Italia.
semiminime, delle cascate non tratterò: poiche quà in Milano non
s'usano; ma però essorto ch'ella si faccia nel modo, che si è detto di sopra
nella riverenza minima, che così verrà ad essere vaghissima, & giusta.
LA prima continenza grave si hà da cominciare in questo modo;
fatta che si haverà la Reverenza grave, la quale s'incomincia, &
finisce in quattro battute perfette, di musica, & col piede sinistro;
& nel far questo atto ha da abbassarsi alquanto in giù con la persona
alzandosi più gratiosamente, che potrà, come già ho detto nel fare della
Riverenza grave, & pavoneggiandosi un poco verso quella parte, ove
tralasciando di calare, & alzare con gratia restino à pie pari, il qual modo,
è assai sgarbato, ancor che si facesse à tempo, & bene: però è da essere schiuato.
La seconda continenza, che è detta minima, deve essere divisa per la metà del
tempo di quella di sopra, facendosi due battute per continenza, & deve essere
LA puntata grave si fa in due battute, movendo nella prima il pie sinistro,
& spingendolo tanto innanzi, che passi co'l calcagno di esso
alquanto per la punta del piede, & per larghezza sia distante quattro,
La puntata ordinaria detta minima, si fà nel medesimo modo, che quella di
sopra, eccetto che quella si fa in due battute, & questa in una; & in quella
si abbassa la persona nel giungere il pie destro al sinistro; & in questa subito
pie sinistro, & spingendolo innanzi, come a punto s'è detto della
puntata grave; poi passando il pie destro, si farà il medesimo che
s'è fatto del sinistro, & tutto con gratia, & vaghezza accompagnandoli alquanto
I Passi presti, si fanno, come di sopra; eccetto che quelli si fanno in una battuta
di tempo, & questi in meza, & presto.
I Passetti fermati si fanno, come li primi cinque passi della gagliarda, che si
fa a dritta linea la differenza è, che quelli si fanno disposti, & questi un poco
più piano, si farà dunque mettendo il piè sinistro innanzi un palmo lontano
il pie sinistro, & spingerlo mezo palmo innanzi, & altretanto distante per
larghezza dal destro, & prima che l'abbassi, ha da spingerlo gratiosamente
verso'l sinistro; poi ritornandolo dove ha d'abbassarlo, & ha da levare nell'istesso
IL seguito grave si fa similmente in tre passi, & in quattro battute
ordinarie, e vero, che all'ultima battuta, si sta tutto quel spatio di
tempo con la persona ferma, & si fa in questo modo; si comincia
nella prima battuta col pie sinistro spingendolo in punta di piedi
tanto innanzi, che col calcagno arrivi alla punta del destro, & distante circa
due dita da quello. poi levando il destro alla seconda battuta, si ha da
novo a seguitare col pie destro innanzi, secondo l'ordine dato nel sinistro;
avvertendo che ad ogni seguito ha con la persona d'habilirse alquanto.
principiandolo col pie sinistro, & accompagnando ciascun
passo, & seguito con quella gratia, & leggiadria che a simili effetti si ricercano.
punta d'esso ha d'avvicinarlo al calcagno del pie sinistro, & nel tempo medesimo,
che mette in terra la punta del destro, ha da levare amendue i calcagni,
& la persona insieme alquanto, poi nel fine della battuta ha d'abbassare
terza battuta, ha da passare innanzi col destro, nel modo c'ha fatto col sinistro,
& questo seguito è detto spezzato ; perche nel tempo, che si fa'l seguito
ordinario spezzandolo, se ne fanno due de i sopradetti.
minuti in questo modo; trovandosi la persona ha da cominciare à levare il
piè sinistro, o'l destro secondo che si converrà ne i balli, & far un mezo passo
innanzi in punta di piedi leggiermente, talche la dama non faccia, che nel
muoversi si oda il rumore della pianella, & portando la persona dritta col pavoneggiarsi
muoversi si oda il rumore della pianella, & portando la persona dritta col pavoneggiarsi
alquanto cioè, che'l piè sinistro, ò destro, che prima si muoverà,
non passi la punta di quel piede, alla metà dell'altro; distante due dita l'uno
ordinarie, avvertendo ogn'uno di muovere i piedi leggiermente, & sopra
tutto che la dama non faccia rumore con le pianelle nel metterli in terra, & di
portare la persona dritta con agilità, & gratia.
si calzano le scarpe; poi seguendo a far detti seguiti col piè destro; si farà'l
medesimo, che s'è fatto del sinistro, & in questi seguiti, & in ogn'altra attione
ò movimento nel ballo del canario la persona ha sempre da battere i piedi
ò movimento nel ballo del canario la persona ha sempre da battere i piedi
talmente che si comprenda da gli astanti che le battute hanno fatte con
misura, & con arte, dal qual battere di piedi questi seguiti hanno preso'l
terra; ma schisciandolo ò come voglian dire strascinandolo per terra ha da
spingerlo tanto innanzi, che co'l calcagno di esso giunga quasi alla fine della
punta del destro, & distante da quello uno, ò due dita in circa; poi movendo'l
facendone tanti, quanti bisogneranno & pavoneggiando alquanto la
persona, ha da tenere le gambe ben distese avvertendo che nel cominciare'l
secondo passo ha d'alzarsi & abbassarsi alquanto con la vita; ma con gratia.
co'l piè sinistro, & aggiungendo al quarto passo il piè destro, e
piegando un poco le ginocchia ogni volta che si giungeranno al pari, & alzando,
& abbassando poi con gratia alquanto le calcagna, e i piedi, & sempre portando
la persona dritta con leggiadria, avertendo di mover sempre, ò innanzi,
ò indietro quel piede che si giunge al pari nella maniera, che si dirà nel secondo
trattato, dove si mostrerà'l modo di far leggiadramente i balli.
amendue insieme, & ad ogni battuta perfetta s'ha da far una ripresa, come
si può vedere nella musica; facendone più, & meno, secondo, che si troverà
ne i balli.
calcagno del sinistro; & esso s'alzerà, e questo e uno sottopiede, se ne faranno
poi quanti fara bisogno alli balletti, avvertendo che questi passi si faranno con
un poco d'un saltivo.
LA ripresa minima si ha da fare nel tempo d'una battuta minima, come si dimostra:
però sminuendola; il che si fa con tenere il piè sinistro due, o tre
dita più innanzi del destro, & due dita sole distante da quello; amendue spianati
calcagna, & allargando le punte, & queste si faranno quattro volte alla sinistra
con prestezza, avvertendo, che s'hà da stare con la persona dritta tenendo
bene spianati i piedi in terra, & non muoverà altro, che li piedi soli,
& così farà bella, è gratiosa vista, questa ripresa con li piedi pari ha preso
& farlo con agilità, & destrezza di vita, & schivando di farlo com'altri
costumano; i quali doppo che hanno nel principio fatto'l saltetto col pie
sinistro, nell'accompagnare, com'hò detto'l destro a quello; lo tirano con la
sinistro, nell'accompagnare, com'hò detto'l destro a quello; lo tirano con la
punta del piede tanto sgarbatamente dietro al sinistro che paiono più tosto tirar
calci, che altro, & il medesimo faranno poi col sinistro dal qual difetto
è da guardarsi, & chi l'usa doveria correggersi, & emendarsene; il tempo di
porlo nel luogo del destro; il quale ha da alzarsi, come fece del sinistro, quando
cominciò'l detto fioretto, & ha da tener il medesimo ordine, che tiene del
sinistro, con ornare la vita; & con andare agile, e leggiero, e con posare il piede
calando a mezo'l piè destro s'alzarà subito il destro con la medesima distanza,
& altezza, che si fece prima col sinistro poi calando si daranno altre quattro
battute, restando all'ultima'l destro inarborato, come di sopra si dice del
se i nomi brevi alle Rx. & passi, & gli effetti di tutti gli atti, & movimenti,
che spettano a i Cavalieri, & alle dame nell'uso de i balli, come anche
le creanze, che ad amendue ne'medesimi convengono; resta hora solamente
a dar'principio ad insegnare, come detti balli più agevolmente possano
a dar'principio ad insegnare, come detti balli più agevolmente possano
impararsi; Tratterò adunque prima d'alcuni avvertimenti che sono necessarij
ad essi balli.
Avvertimenti à dubij, che sogliono occorrere nel ballare balletti, & fare gli altri
movimenti, che sono necessarij à gli altri balli di più forte.
essi balli, si piglierà la sinistra; come si farà .Rx. senza dire altro ella si farà
col piè sinistro; come si comincieranno a fare tutte l'altre sorti di passi, che si
fanno a detti balli; si principieranno col detto piè sinistro; poi si seguiteranno
col piè destro si seguiterà col sinistro, col medesimo ordine, s'ha sempre
da seguitare questa regola, accioche i detti passi che si fanno in essi balli,
siano giusti, & si facciano con l'un piede, & con l'altro, con quella miglior gratia,
siano giusti, & si facciano con l'un piede, & con l'altro, con quella miglior gratia,
& decoro, che più si saprà.
la berretta, è faranno sempre insieme un pocho d'inchino in foggia d'una
mezza R. col piede che resta in dietro nel finire il tempo della cadenza per honorarsi
l'un l'altro.
dell'altro si volteranno un poco alla sinistra quasi in quella medesima guisa,
come se volessero fare la lettera .S. per far ciò con quella gratia, che si convie
ne voltandosi nel finire i passi sempre a faccia, a faccia, & avvertendo che tutti
i passi andando innanzi, ò intorno, ò per fianco hanno d'andare sempre con
i piedi discosto due dita l'uno dall'altro, & nell'andare innanzi con essi passi si
faranno più presto un puoco più corti che lunghi, e ne gli altri movimenti, che
si fanno insieme s'ha sempre da stare all'incontro, ò al pari secondo l'occorenza
de balli, poi finirli sempre dove si sono principiati i detti balli, Avvertendo
che la medesima regola si deve sempre tenere con gl'altri balli, cioè, a trè è due
cavalieri con una dama in mezzo, & poi in quadrangolo due cavalieri, & due
Hora me ne vengo a dar principio ad insegnar con che modo, e gratia, e gravità,
e leggiadria debbono i cavalieri, e le dame ballare insieme essi balli, e balletti,
e leggiadria debbono i cavalieri, e le dame ballare insieme essi balli, e balletti,
e brandi, che si contengono nell'ultimo mio trattato, adunque il primo ballo
che si farà, farà lo Spagnoletto.
sinistra, si fa altre tanto alla destra; tutti insieme fanno li .P. indietro uno .S.
innanzi, come di sopra con un piede, & con l'altro il medesimo che hanno
fatto le dame, fanno i cavalieri soli eccetto li .P. indietro, & .S. innanzi
fatto le dame, fanno i cavalieri soli eccetto li .P. indietro, & .S. innanzi
che si fanno tutti insieme.
faccia fanno i quattro .P. fermi in saltino co'l piè destro, è due .SP. &
uno .S. intorno alla destra con esso piede; avvertendo che sempre han da
voltarsi à faccia à faccia, nel pigliarsi'l braccio, e nel lasciarlo s'ha sempre da
IL Cavaliero, che guida'l ballo, piglia la sua dama per lo braccio destro, è fanno
due .S. attorno à man destra col piè sinistro, e tornando al suo luogo si
à faccia à faccia fanno due .R. alla sinistra, & alla destra. due .S. intorno
alla sinistra. la dama si ferma; il cavaliero, che guida piglia l'altra dama
per il braccio destro, è fanno i medesimi .S. come li primi, e tornando al
con gl'altri due cavalieri, com'ha fatto'l detto una volta per ciascuno
tornando sempre ogn'uno al suo luogo il cavaliero che seguita fa'l medesimo.
L'ultima dama, come ha fatto la prima parte, cioè pigliato'l braccio al suo cavaliero
si pigliano tutti quattro insieme per lo braccio e fanno la medesima
parte poi li detti pigliano, l'altra dama, e fanno la detta parte, che s'è fatta
tornando ogn'uno al suo luogo.
TUtti insieme fanno la medesima mutanza, che fecero i cavalieri soli, & poi
le dame, cioè quella de andare avanti; e ritirarsi a dietro con quello, che
seguita, sino al fine della mutanza. poi fanno insieme la .Rx. & si finisce con
parti, e poi li cavalieri soli fatta la terza parte, & le dame fatto il medesimo, il
cavaliero, che guida il ballo, piglia la sua dama per il braccio destro, è fanno
le medesime attioni, che si sono fatte nel primo ballo; l'altro, che seguita a mano
destra fa altre tanto; & cosi fanno una volta per ciascuno poi fornite queste
volta la dama; & la seconda pigliano la sua dama, è fanno insieme quello
che si è fatto nel fine del detto ballo finendolo con gentil maniera.
LAsciano la mano, e pigliano la destra, e fanno li due .P*. e si lasciano il Cavaliero
và à capo del ballo, e voltando alla sinistra fanno li medesimi altri .P. che
si sono fatti cominciando co'l sinistro; la dama in quel tempo volta alla detta
fiancheggiando; fanno insieme la .Rx. grave, è la dama fà il medesimo, c'ha
fatto il Cavaliero è fanno poi la .Rx. insieme. Avertasi che questa parte si fa
due volte perche serue per la sesta & settima.
un poco d'inchino e si fanno quattro .SP. indietro fiancheggiando due .S.
involta alla sinistra, e fanno li medesimi .D. e li .P. e li .S. che si sono fatti,
e la dama tocca ambe le mani al cavaliero, e fanno li .SP. indietro, & la Rx.
come s'è fatto, intorno alla sinistra col detto piede; le dame sole faranno
le medesime .R. & l'attioni che s'è già fatta di sopra con alzar un poco la vita
incambio de saltini.
il sinistro fanno quattro .SP. intorno à essa man sinistra; le dame sole
faranno i medesimi .P*. e li .S. & li .SP. che si sono fatti di sopra.
col sinistro, & due .P. fermi in saltini è la cadenza à piè pari
col piè destro. Avvertendo che questi ultimi due .P. è la cadenza à piè pari, si
fanno in fine di tutte le parti d'essa Pavaniglia, eccetto l'ultima parte, che si fà
poi in cambio d'essi, la .Rx. grave.
destra, è la cadenza, & un sottopiede col sinistro al piè destro. Avvertendo
che nel cominciare tutte l'altre parti che seguono di essa Pavaniglia si han sempre
prima da far tutti li .P. è sottopiedi, che si sono già fatti di sopra, cominciando
con un piede, & con l'altro si fà poi col piè destro otto fioretti andando
con esso piede, è l'altra col sinistro è la cadenza col piè destro doppio si fanno
li due .P. è la cadenza come di sopra, la dama fà il medesimo, eccetto che
ha di principiare questa parte col piè destro, & in luogo delle ricacciate farà
la gamba destra, è un sottopiede col sinistro, al piè destro, & con esso piè
si faranno otto fioretti. Avvertendo che la dama li ha da fare col piè destro
andando innanzi à mezo'l ballo, à modo d'un circolo, voltando alla sinistra, e
.P. indietro col piè sinistro; poi fanno la .Rx. con esso sinistro, & con quella
maggior gratia, & vaghezza, che potranno finiranno detta Pavaniglia.
TUTTI tre si fermarono in capo del ballo in fila, la dama, che
guida il ballo si ferma nel mezo, come si vede nel presente dissegno.
destra entra nel mezo, volgendo alla sinistra, è si fanno quattro .S. scorrendo
in treccia, e fermandosi nel mezo quegli, che era alla man destra. gl'altri
due in un medesimo tempo fanno quattro .SP. andando l'uno al luogo dell'altro,
due in un medesimo tempo fanno quattro .SP. andando l'uno al luogo dell'altro,
è quello, che era alla destra passa avanti; & l'altro passa dall'altra parte;
poi fanno due .S. intorno alla destra; e si torna poi à far la .Rx. & questa
sottopiedi, & il .T. & il .S. come s'è fatto à mano destra, & al fine de tutte
le parti di questo ballo faranno le dette riprese da una parte è dall'altra; e che
si sono fatte di sopra.
piè del ballo all'incontro, come si vede nel dissegno, avvertendo
che s'hà sempre da star al paro della sua dama, & à dritta linea
di quelli che gli sono all'incontro, & come si lascian le mani,
& come si tornan'à repigliare s'hà sempre da fare un poco
TUtti sei si fermano in mezo dell ballo in circolo, il Cavaliero che
guida il Brando, farà insieme con la sua dama la .Rx. grave pigliandola
.S. breve intorno alla sinistra, poi si fanno i medesimi passi intorno
alla destra in quel tempo che si fanno i .P. e il .S. alla
destra, Il secondo cavaliero farà la .R. alla sua dama pigliando lei sola per la
mano, è si fanno insieme le due .R. come di sopra, si lascia la mano, è poi fanno
intorno i medesimi .P. che si son fatte di sopra, l'altro cavaliero fà la .Rx.
alla sua dama pigliandola per la mano fanno la .R. lasciano la mano, è fanno
ambedue le mani, è fanno due .R. una attorno alla sinistra, & l'altra alla destra,
il che fatto si lasciano, e poi fanno insieme i .P. è il .S. intorno alla sinistra
è alla destra.
alla sinistra, tornando al suo luogo, le dame sole fanno anch'esse'l medesimo,
che s'è fatto.
Il Cavaliero che guida'l brando piglia la sua dama per la mano, è fanno due
.SP. è uno .S. innanzi e due .SP. & un .S. indietro tornando al suo luogo
si lasciano, è fanno altri due .S. attorno alla sinistra tornando al suo
luogo, Il cavaliero che è à man destra piglierà la sua dama per la mano, è fanno
i due .SP. & il .S. inannzi & indietro, è poi le .Rx. brevi, & i saltini
si và à pigliar la mano alla dama, & ella doppo d'haver fatto li .P. e
le battute e la cadenza, in quel tempo medesimo che si fanno le dette attioni,
la dama scorre, e và due volte intorno, una alla sinistra, & l'altra alla destra,
sinistro voltando il detto fianco due .P. e un fioretto col destro, questi altri
due .P. & i fioretti che seguono, si faranno altre due volte sempre fiancheggiando,
andando à piè del ballo; la dama in quello medesimo tempo che si
fanno li .P. & i fioretti và due volte intorno una alla sinistra, l'altra alla destra,
TUtti quattro si fermano à mezo'l ballo in quadrangolo, come
si vede nel presente dissegno. Il cavaliero, che guida'l ballo, è
la sua dama fanno insieme la .Rx. grave, & un .S. andando
attorno alla sinistra, & il cavalier solo fa due saltini alla sinistra, & alla destra
un .D. intorno alla sinistra con esso piede in quel tempo, che la dama sola
farà altretanto, come ha fatto'l cavaliero gli altri due, che seguono faranno
la .Rx. insieme & un .S. andando alla sinistra con esso piede. due .Cc. brevi
fanno i due saltini, come di sopra, & uno .D. intorno alla sinistra con esso
piede. i cavalieri soli faranno'l medesimo, che s'è già fatto.
l'uno al luogo dell'altro, & l'altre due si volgeranno attorno alla sinistra, &
alla destra; le dame sole si contrapassano, & fanno'l medesimo, che s'è già fatto;
faranno insieme un saltino innanzi col piè sinistro alto un passo col destro
IL Cavaliero, che guida'l ballo, piglia la sua dama per lo braccio destro, è si
fanno quattro volte i cinque .P. due volte attorno alla destra, tornando al suo
à piè del ballo all'incontro, come si vede nelle presenti figure
avertendo, che si deve sempre stare al paro della sua dama,
& à dritta linea di quelli, che sono all'incontro; pigliano le mani,
e voltandosi'l viso fanno insieme la .Rx. grave un .S. col
mutanza col saltino, & li due .P. s'intendono queste sette botte co'l suo
fine, avertendo, che sempre tutti quattro si voltino à faccia à faccia.
per piede andando innanzi è la cadenza col sinistro. due saltini indietro à piè
pari col resto che segue c'hanno fatto le dame sole alla cadenza col piè sinistro
alto.
col destro, & la prima mutanza col suo fine alla man destra. si tornano poi à
fare alla sinistra co'l piè destro le medesime attioni, che si sono fatte voltando
intorno alla destra, e tornando ogn'uno al suo luogo s'alle dame non piacesse
far li due fioretti faranno col piè sinistro quattro volte li tre .P. in saltino
con tutto quel che segue.
attorno alla sinistra passando l'uno al luogo dell'altro, poi fanno li .SP. & il
.S. & li .T. e li .SP. & il fioretto e li .P. che si sono già fatti di sopra.
TUtti insieme faranno otto .SP. in treccia passando prima i cavalieri nel mezo,
è poi di fuori, è nel mezo, è di fuora. che sono quattro volte tornando
ogn'uno al suo luogo; pigliano'l braccio della lor dama, è fanno due .SP. è
à piè del ballo all'incontro, come mostra la figura avvertendo
che s'hà sempre da stare al pari della sua dama; & à dritta
linea di quelle, che sono all'incontro. pigliano la mano voltandosi'l
viso, e fanno la .Rx. grave, è due .Cc. alla sinistra,
si fa l'altro .S. intorno alla sinistra, il Cavaliero torna in capo. la dama a pie
del ballo, e fanno insieme la meza .Rx. avvertendo che questa meza .Rx. si
fa sempre finita la mutanza, e'l passeggio volgendosi a faccia a faccia.
con esso piede, cinque .P. col detto intorno alla sinistra voltando esso
fianco, si fan li due .P. adagio, che si sono fatti al principio della mutanza, &
la cadenza col pie destro voltando'l detto fianco. questa mutanza è di botte
La dama in questo tempo passeggiando fara'l .S. che s'è già fatto di sopra.
Il detto, in questo tempo passeggiando farà'l .S. che s'è già fatto di sopra.
suo, è faranno i cavalieri insieme le sopradette mutanze, & il passeggio; le dame
faranno ancor loro le sue mutanze, & il passeggio, è l'attioni, che si sono
fatte prima ballando in due.
si ferma, il cavaliero fa quattro .SP. in saltino intorno alla sinistra, & due
.P. presti andando innanzi, è la cadenza à piè pari. questo è'l passeggio che faranno
insieme amendue è poi si farà ancora innanzi, che si facciano le mutanze,
avvertendo che come si faranno questi .P. si fa'l medesimo passeggio, come
di sopra. voltandosi nel far le mutanze, e l'altre attioni sempre all'incontro
& una .R. minuita con esso piede, è due .S. battuti, un col destro,
& l'altro, è la cadenza col sinistro. doppo si fa'l medesimo, che s'è fatto cominciando
col piè destro. poi fatto'l passeggio faranno insieme la .Rx.
.Rx. questi doi modi di passeggio stanno tutte due bene, & si potrà fare quello
che più piacerà, è à me pare che'l primo passeggio sia più commodo per le Dame.
a piedi del ballo all'incontro, come mostrano le presenti figure,
avvertendo, che s'hà sempre da star al pari della dama, & a dritta
linea di quelle, che sono all'incontro. Pigliano la mano, e fanno
la .Rx. grave due .Cc. alla sinistra, & alla destra due .SP. &
suo luogo. poi fanno altretanto cominciando col pie destro, e le dame sole faranno
quello, che si è già fatto dalli cavalieri stando sempre all'incontro.
il ballo si fa un .P. col destro alto, & due fioretti per fianco alla cadenza con
meza .Rx. con esso pie destro, & le dame in cambio di questo, che si è fatto,
fanno due .SP. & un .S. col sinistro, poi la meza .Rx. col destro; fanno insieme
à far questi passi nell'ultimo della prima parte, avvertendo
à tutte le parti, e senza che si dica altro, si rivolgeranno sempre la faccia.
La Musica della sonata con l'Intavolatura di liuto d'Adda Felice. La prima parte si fa tre
volte, la gagliarda due volte, le quattro parti che seguono si fanno due volte per parte,
si tornano a fare queste quattro parti, altre due volte per parte, si fa poi il
piè sinistro, voltando sempre la faccia alla dama; la quale fa li medesimi cinque
.P. che si sono fatti il cavaliero fa due .P. & una botta innanzi col sinistro,
& la cadenza con esso piede si fanno due .P. indietro in saltino, & una
poi un .P. indietro in cadenza col detto piè sinistro, voltando'l fianco destro.
doppo faranno un saltino indietro à piè pari, avvertendo che questi sottopiedi
per fianco, & il .T. & li .P. innanzi, & indietro col saltino à piè pari si
per fianco, & il .T. & li .P. innanzi, & indietro col saltino à piè pari si
faranno sempre al fine di tutte l'altre parti, che seguono.
IL cavaliero, che guida'l ballo, piglierà la sua dama per lo braccio destro. poi
faranno due .S. uno attorno alla destra tornando sempre ogn'uno al suo luogo.
piglia l'altra dama, & fa'l medesimo. ella piglia poi'l braccio di quello
che guida, & anch'essa fa'l medesimo tornando tutti al suo luogo. questo si farà
quattro volte. doppo si fanno insieme li sottopiedi, & il .T. & li .P. & il
alla sinistra, & alla destra, e tre .P. fermi in gagliarda, avvertendo
che le cadenze di questo ballo si fanno col suo saltino, eccetto la gagliarda,
che si balla al solito.
passano l'uno al luogo dell'altro, voltando ad essa mano; la dama sola fa
le botte, & le .SP. che si sono fatte. poi fanno insieme li .SP. e il .S. toccandosi
la man sinistra, e tornando al suo luogo.
TUtti tre si fermeranno in fila in capo del ballo. la dama, che guida'l
ballo si ferma nel mezo, come si vede nel presente dissegno,
alla sinistra a piè del ballo. si fermano in fila voltati à capo del ballo con la dama
nel mezo, & essa, che guida'l ballo passa innanzi à quello, ch'è à man sinistra.
poi fanno insieme otto .SP. gravi, a modo di una treccia, restando nel
poi fanno insieme otto .SP. gravi, a modo di una treccia, restando nel
mezo il cavaliero, che già era à man destra, piglia poi'l braccio destro della dama,
ch'è ad essa mano, e fanno insieme due volte li cinque .P. in gagliarda
li cinque .P. attorno alla sinistra, pigliano'l braccio sinistro dell'altro cavaliero,
e si tornano à fare li medesimi .P. gagliardi, che sono già fatti, tornando
tutti al suo luogo.
piè destro, tornando à piè del ballo; si fanno le due .R. e due .S. intorno
alla sinistra; il cavaliero, ch'e nel mezo, fa la treccia, & la dama, che guida'l ballo,
ritorna nel mezo, e piglia'l braccio, e fanno li cinque .P. come si fecero le
QUella, che guida, fa due .S. andando un poco innanzi, e volgendo alla sinistra,
fermasi in triangolo nel mezo delli due cavalieri rivolti tutti tre a faccia,
.S. attorno alla detta mano, andando tutti al suo luogo. si fà poi la gagliarda.
la dama, che guida fa la sua mutanza, cioè tre .P. col piè sinistro, uno
innanzi, e l'altro indietro, mettendo'l piede in terra, & l'altro .P. innanzi alto,
FAranno insieme due .SP. e un .S. e quella, che guida, si volge alla sinistra;
& i cavalieri vanno innanzi giungendosi tutti tre al pari. poi faranno altre
in fila; si faranno due .R. una ad essa mano, l'altra alla destra, e due .S. attorno
alla sinistra; quella, che guida, si volta alla destra, e piglia la mano del
cavaliero, & fanno quattro .S. scorrendo in una treccia, e pigliandosi sempre
alla sinistra, poi pigliano'l braccio sinistro dell'altra dama, e fanno li detti .S.
che si son fatti tornando al suo luogo. fanno li saltini, & le .R. e li .SP. e il
.S. come di sopra.
destra passando l'uno al luogo dell'altro. si lasciano e fanno poi altre due .SP. e
un .S. attorno alla sinistra, le dame sole fanno'l medesimo, che si e fatto di sopra,
e fanno tutti insieme i saltini, & le .R. e li .SP. e li .S. come s'è fatto.
AMendue i cavalieri con le sue dame si fermano all'incontro, quello
che guida à capo del ballo, & l'altro con la sua dama à piede, e voltata
la faccia, come si vede nel presente dissegno, fanno insieme la
DOppo si faranno sei .S. sfidandosi à battaglia l'uno, & l'altro, il cavaliero,
che guida'l ballo, fa un .S. innanzi poi fa finta di dare un colpo alla sua dama,
battendo insieme tutte due le mani, & essa farà finta di schiuarlo con un
FAnno insieme otto .SP. gravi in treccia, li cavalieri pigliano la man destra
dell'altra dama, che è all'incontro passando di fuori, e poi la man sinistra della
sua dama passando nel mezo, e pigliano le mani quattro volte, tornando tutti
VOlendo ballare esso ballo in Compagnia, il Cavaliero acciò che
più leggiadro sia, porrà in disparte la sua cappa, e la spada,
detti .P. farà li .S. ordinarij col saltino, & in cambio delli sottopiedi farà
la .R. & delle recacciate farà li fioretti .SP. poi che haveranno ballato al
suo piacere, un'altro cavaliere anderà à pigliare essa dama e balleranno insieme,
insieme, come fecero li primi, l'altra dama anch'ella fa la .Rx. & poi torna
al suo luogo, & cosi si seguita essa corrente di mano in mano sino che farà
finito'l ballo.
la balla à suo modo, ne discorrerò nondimeno un puoco nel
miglior modo, che farà possibile, accioche il cavaliero e la
dama possano ballar insieme con qualche leggiadria. Si fermano
innanzi cioè doi .P. col piè sinistro, & un zoppetto e la cadenza col
piè destro, questo e un .S. che si fa con l'un piè, e con l'altro, sempre allegro
col saltino, poi si fanno per fianco li sottopiedi dall'una parte, & dall'altra, e poi
Al dipartir che fe o dal grand'Ibero,
Questa del ricco Tago, e fama, e grido
Entro'l bel casto petto
Stauasi Amor, che di pudico ardore
Incende l'alme, ne l'incendio more.
Cantaua i nomi il Dio, che nacque in Delo;
E con ardente Zelo
Stringeua'l nodo sacr'Amor con Fede,
Amor, che d'ambi trionfar si vede.
col destro, e col sinistro. voltando esso fianco; poi fanno due
.P. gravi, e un .S. passando le Dame, che sono alla sinistra dinanzi à quelle,
che sono alla destra, passando l'una al luogo dell'altra; si torna à fare li due
.P. gravi col .S. tornando tutti al suo luogo; quelle dame, che passarono
avanti passeranno à dietro alle altre, poi fanno all'incontro due saltini à piè pari,
NElla terza parte si tornano à fare tutti li medemi .P. che si sono fatti nelle
altre due parti andando sempre innanzi, e cambiandosi tre volte.
LA Dama, à man sinistra che guida'l ballo, si volta à essa mano, e fanno insieme
due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col destro, l'altra
due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col destro, l'altra
dama, che guida alla destra, si volta alla detta mano, e fanno insieme li medesimi
.SP. e li .S. fermandosi in foggia d'una meza luna, & quelle che
guidano sono ambedue al pari. fanno insieme due saltini e quattro .P. col
spingendo un poco le torchie innanzi e poi fanno la .Rx. grave di quattro
tempi di suono alle due Serenissime Altezze. Il sudetto musico che già era
vicino alle sue Altezze, cominciò à sonare e cantare le lodi delle sue Altezze.
finito di cantare la Signora Lavinia pigliò'l cesto de'fiori, & li presentò alla
Serenissima Infante Donna Isabella; nel medesimo tempo che la detta Signora
tornò al suo luogo; l'altre dame andarono ad incontrarla; poi si voltarono
In questi Brandi, e Balli, che si ballano in più di quattro, cioè tre Cavalieri
e tre Dame, non si son potute mettere le sue figure, per non essere
il luogo commodo, ma si sono però messe quattro figure al Brando di
Cales, che si balla in sei, perche si balla in circolo.
versi in lode delle dette Altezze. poi seguivano i sei Cavalieri, & li
due primi, che guidavano'l ballo erano, il Sig. Conte Filiberto figliuolo del Sig.
Conte Antonio della Somaglia, Il Sig. Conte Giacobo figliuolo del Sig. Conte Ta
Aluigi Trotto, & il Signor Fabricio Melzi; Entrarono questi Cavalieri à
due à due, con le torcie accese in mano. quelli, che erano à man sinistra; la portavano
con detta mano, & quelli alla destra alla detta mano.
Tutti insieme fanno due .S. col sinistro, andando sempre innanzi, quelli, che sono
alla sinistra passano dinanzi à quelli, che son alla destra l'uno al luogo dell'altro
voltandosi all'incontro. poi fanno insieme due salti à piè pari col sinistro, e
col destro, e quattro .P. brevi, e disposti ogn'uno al suo luogo; questa parte si
farà tre volte andando sempre innanzi con detti .S. e salti, e li .P. che si sono
fatti di sopra, cambiando luogo tre volte, e fermandosi larghi in foggia di meza
IL Cavaliero, che guida'l ballo à man sinistra con i suoi compagni, si volta ad
essa mano, e torna à capo del ballo con due .SP. e un .S. col piè sinistro, e due
essa mano, e torna à capo del ballo con due .SP. e un .S. col piè sinistro, e due
.SP. e un .S. col destro, l'altro Cavaliero, che guida, alla destra con li suoi, si
volta anch'esso alla detta mano, e fa nel medesimo tempo gl'istessi .SP. e li .P.
voltando atorno alla sinistra e fanno due .R. una ad essa mano, e l'altra
alla destra; li due che guidano'l ballo con li suoi compagni fanno otto .SP. col
sinistro, e col destro in una treccia, cambiando sempre con le mani le torcie, e
al suo luogo. si lasciano, e fanno due .S. intorno alla sinistra voltandosi
all'incontro; quel, che guida'l ballo alla destra và à pigliar'il braccio destro
dell'ultimo, che è alla fila sinistra, e fanno tutti insieme otto .SP. in treccia
tornando tutti a'suoi luoghi.
IL Cavaliero, che guida'l ballo alla sinistra con la sua fila si volta ad essa mano,
e fa due .SP. e un .S. col sinistro, e due .SP. e un .S. col destro tornando
alla sinistra, & alla destra poi spingendo un poco le torcie innanzi fanno la .Rx.
grave alle sue Altezze; quello che guida alla destra, si volta ad essa mano con
la sua fila, & l'altro, che è alla sinistra anch'esso con la sua fila volta alla detta
mano, e fa insieme quattro .S. e poi due .SP. e un .S. col sinistro, e due
sei Cavalieri. L'entrata e la prima parte sola si fa quattro volte, si fa poi la
sonata del ballo che e la prima parte, e la seconda insieme e si
farà quattro volte, una volta per parte, sino al
à gara à pigliare le dame, & massime quando s'incontra,
che due Cavaliero vadano per pigliare una dama; la quale, per
non far torto all'uno, ne all'altro, resta tal hora d'andare à ballare;
Però essorto ch'ogni cavaliero vadi modestamente à pigliar
la dama, che gli parrà; & accioche detta Catena possa
da ogn'uno con maggior facilità esser ballata; si faranno nel passeggio, & nelle
mutanze i .S. ordinarij & le .Cc. & le .R. come si dirà al suo luogo cioè,
nel fare i passeggi, & le mutanze, avvertendo che tutti i passi e l'attioni, che
si fanno in questo ballo s'incominciano col piè sinistro; poi si finiscono col destro,
si fanno in questo ballo s'incominciano col piè sinistro; poi si finiscono col destro,
è poi quello che guiderà'l ballo, non lo cominciarà insino che ciascuno
non habbia pigliata la sua dama. poi si porranno tutti per ordine in fila.
la faccia alle dame. fanno poi due .R. e ritornano à fare i quattro .S.
e le .R. andando à piè del ballo; quello, che guida fà due .S. innanzi, &
gl'altri due si voltano à man destra ll'incontro al secondo filo. gli altri in quel
IL Cavaliero del secondo filo passerà sotto'l braccio di quello, che guida'l ballo
stando in quadrangolo; si fanno i .S. innanzi & indietro, & le .R. tutte
con due .S. volgendo la sua dama alla destra; all'incontro al terzo filo, &
faranno come'l primo. in quel tempo quello che guida, farà i due .S. innanzi,
quello del terzo filo passerà sotto'l braccio medesimo, come fù fatto, andando
sempre un poco innanzi in capo del ballo. poi faranno gl'altri di mano in
mano ciò c'ha fatto quello, che guida'l ballo, finito ogn'uno la sua parte quello,
che guida, si volge in capo del ballo incontro al secondo filo, come fece la
prima volta.
POi piglia ambedue le mani della sua dama voltata la faccia; il secondo Cavaliero
passa nel mezo delle braccia, & si fanno le attioni, che si sono già fatte.
Prima'l Cavaliero passa innanzi, & la sua dama entra nel mezo, & finito'l tempo
egli si volge alla destra, e poi piglia ambedue le mani della sua dama; quello
che segue entrerà nel mazo, & terra'l medesimo stile con far le medesime
attioni; quello, che guida, anderà un poco innanzi, & farà'l medesimo. gli altri
poi faranno di mano in mano, restando tutti, come incatenati, poiche haverà
poi faranno di mano in mano, restando tutti, come incatenati, poiche haverà
finita la mutanza; quello che guida; farà'l passeggio sin che gli altri haveranno
fatto la sua parte, poi si volgerà con la sua dama à piè del ballo all'incontro
I Due primi Cavalieri, & la dama, che guidano'l ballo. si pigliano tutti tre per
le mani in un circolo, & l'altra dama resta nel mezo. si fanno le medesime attioni
le mani in un circolo, & l'altra dama resta nel mezo. si fanno le medesime attioni
dette di sopra, e quello, che guida farà'l medesimo con l'altro filo, il Cavaliero
piglia la sua dama per mano volgendola à piè del ballo; come si fece prima,
COlui, che guida'l ballo, fa'l Passeggio alla sinistra, poi la sua dama con la mano
destra piglia la sinistra del cavalier, che seguita, & la dama d'esso piglia la
mano all'altro cavalier, & cosi di mano in mano si pigliano tutti per le mani e
foggia di lumaca andando quasi tutti appresso circa mezo braccio. poscia quello,
che guida si volgerà alla sinistra, e tornerà à disfare la lumaca senza che si
lascino le mani.
COlui, che guidarà'l ballo, andarà con la sua dama all'ultimo filo, & esso ultimo
con la sua dama alzaranno le braccia, e con lei passerà sotto, & gli altri
braccia, come già s'è detto in forma di Catena, e la istessa si può disfare in doi
modi, il primo il cavalier che guida'l ballo si volta alla sinistra con la sua dama,
e passano sotto alli bracci de tutte le file, tenendosi sempre per mano sino
e passano sotto alli bracci de tutte le file, tenendosi sempre per mano sino
che la catena sia disfatta, se non fusse commodo alle dame à passar sotto il
braccio si potrà far le attioni che seguitano, si fanno poi tutti insieme per fianco
ala sinistra due .S. & altre due .S. alla destra con due .Cc. & due .R. si
TUtti insieme faranno la .Rx. grave, & quello, che guida si volgerà alla destra,
& tutti gli altri cavalieri lo seguiranno, facendo sempre i .S. e fermandosi
tutti incontro d'una dama. fanno poi la .Rx. insieme, e i cavalieri si fermano,
e la dama, che guida'l ballo con le altre insieme si volgono alla sinistra,
andando à piè del ballo, con detti .S. ogn'uno dirimpetto al suo huomo.
FAnno la .Rx. insieme quello, che guida con la sua dama sola, fa due .R. poi
piglia'l braccio destro, & fa due .S. intorno ad essa mano, passando l'uno al
& passeggiando insieme con far sempre i .S. anderà à posarla al luogo,
facendo la .Rx. in quel tempo; quello che segue con la sua dama farà la .Rx.
& due .R. poi si pigliano'l braccio destro, e fanno i .S. che si sono già
fatti, tornando al suo luogo. poi si piglia la mano accompagnandola anch'essa
fatti, tornando al suo luogo. poi si piglia la mano accompagnandola anch'essa
al luogo suo con l'attioni, che s'è già fatta; gl'altri tutti di man'in mano con
le sue dame faranno'l medesimo, & con questo ordine finiranno gratiosamente
La Musica della sonata con la intavolatura di leuto della Catena d'Amore. La prima
parte si fà sino che siano fatte le prime tre mutanze, poi la seconda parte si
fa sino al fin del ballo.
onde tal hora ne seguono de gli odij, quando s'incontra,
che due cavalieri vanno per pigliare una dama: la quale, per
non far torto, ne all'uno, ne all'altro resta tal volta d'andare
non far torto, ne all'uno, ne all'altro resta tal volta d'andare
in ballo; perciò e ben che i Cavalieri vadano modestamente
à pigliare la dama che gli parerà, & quello che guiderà'l ballo, non l'incominciarà
insino à tanto che tutti non habbiano prese le dame, e poi si porranno
tutti per ordine alla loro fila.
& si fanno altri due .S. intorno alla sinistra, restando nel detto luogo,
il cavaliere, che guida'l ballo con la sua filla si volta alla destra, & la sua dama
con la sua fila, anch'essa si volta alla sinistra, e fanno tutti insieme otto .SP.
FAranno insieme la .Rx. e due .R. quello che guida e gli altri cavalieri, si voltano
alla sinistra, & vanno à capo, e poi ritornano à piè del ballo, con far otto
.S. in trezza, pigliando hora la man destra, & hora la sinistra, fermandosi ogn'uno
con la faccia rivolta alla sua dama con un poco d'inchino, quello che guida
piglia'l braccio destro della sua dama, e fa due .S. intorno ad essa mano,
& tutti li altri seguitano anch'essa di mano, in mano tutti insieme cominciando
dalla prima dama, sino all'ultima, quello che guida si rivolge alla destra,
e torna à piè del ballo, e li altri tutti lo seguitano, & fanno quattro .S. con meze
e torna à piè del ballo, e li altri tutti lo seguitano, & fanno quattro .S. con meze
.R. alle sue dame, poi la dama, che guida, si volge alla destra con le sue compagne,
e vano in capo poi à piè del ballo con otto .S. in trezza pigliando la
man destra e la sinistra fermandosi ogn'uno all'incontro del suo cavaliere con
meza .Rx. la dama, che guida, piglia'l braccio destro del suo cavaliero, e fà li
doi .S. ad essa mano, si lasciano, & fanno due .S. intorno alla sinistra tornando
doi .S. ad essa mano, si lasciano, & fanno due .S. intorno alla sinistra tornando
al suo luogo, con un poco d'inchino, quella, che guida, con le sue dame si
volta alla sinistra, e fanno quattro .S. tornando à piè del ballo con meza .Rx.
IL Cavaliere, che guida, piglia la mano della sua dama, e si fanno due .Cc. &
due .R. all'incontro, poi lasciano la mano, il cavalier si volta alla sinistra per
andar à capo del ballo à pigliar la sua dama, & essa in quel tempo si volta alla
destra per andar anch'ella, in capo del ballo, & vedendo il suo cavaliere che la
vol pigliar per la mano, subito ritorna adietro scorrendo, poi passa nel mezo
suo gusto di scorrere, si lascierà pigliar per la mano, accompagnandola poi in
capo del ballo, all'ultimo delle file, il secondo che segue con la sua dama, farà
altretanto come si è fatto, andando anch'esso con la dama in capo del ballo,
la sinistra, & fanno l'altro .S. tornando al suo luogo, si fan poi altri due .S. intorno
alla sinistra, il cavalier che guida'l ballo con la sua fila si volta alla sinistra,
e la dama anch'essa con la sua fila si volta alla destra, e tornanno a capo del ballo,
d'inchino, e fanno insieme altri quattro .S. à modo d'un circolo con tutte
le dame nel mezo, quello che guida cosi passeggiando dirà uno innanzi, &
subito si lascieranno la mano della sua dama, & andaranno presto à pigliar la
subito si lascieranno la mano della sua dama, & andaranno presto à pigliar la
mano di quella, che gli farà innanzi, in quel tempo un'altro cavaliero, che non
farà entrato nel ballo, piglierà presto una dama, talche sempre come quel che
guida'l ballo, dirà à suo piacer un'innanzi ò un indietro, ò due innanzi, ò due
indietro, sempre restarà un Cavaliero senza la sua Dama, & ogn'uno si piglierà
piacere infinito di questo e quello che guida con la sua dama si allargarà alquanto
à modo d'un gran circolo, & tutti li altri lo seguiranno.
la piglierà per la mano, & la condurrà al suo luogo, & faranno la .Rx. l'altro
Cavaliero che è à man destra con la sua dama, farà altretanto, & cosi seguiranno
tutti di mano in mano, in questa maniera si darà fine alla Caccia d'Amore
La Musica della sonata con l'intavolatura di liuto della Caccia d'Amore. E tre parti le
due prime parti si fanno due volte per parte sino all'ultima parte che è la gagliarda,
che si fa con la sua ripresa al ballo del piantono, che
finisce essa Caccia.
NEL principio, tosto, ch'al calar delle cortine fu scoperta la
scena, veddesi la discordia Amorosa, che discendendo dalle
nubi, recito'l Prologo della Pastorale, & questa e inventione
dolcemente cantando & sonando traheva à seguitarlo fiere, alberi, sassi, &
uccelli, onde col canto suo, che si lamentava della perduta moglie, s'udì à suoi
lamenti una dilettevole rispondenza d'Eccho, alla quale rivolgendosi parlava,
& con un assai longo dialogo fù da lei consolato, & insieme assieurato,
che andando all'Inferno, haveria potuto con la forza del suo canto, & suono
impetrare da Plutone la gratia di rihaver la desiata moglie; & cosi indrizzando
monte, & altri, come più poteano capir nel luogo; si vedevano parimente i
campi Elisij pieni d'anime, che se ne stavano senza pena, anzi frà i piaceri, e
contenti, frà le quali era Euridice moglie d'Orfeo. Vedevasi altre si Caronte
varcar con la sua barca Euridice, vedevasi anche alla porta dell'Inferno Cerbe
ro, & in somma tutte quelle cose rappresentate, che si leggano nella descrittione
dell'Inferno fatta da Virgilio, da Ovidio, & da altri Poeti.
Che risponde a' lamenti d'Orfeo.
Frà questi boschi à crude fiere albergo
Chi sei pietoso, che condogli meco, Echo
Acciò pensando non mi guidi à morte,
Hor donque tù consiglio e aiuto dammi
Ninfa gentil, & ciò che vuoi richiedi. Chiedi
Fiero serpe mia donna, e vita ha spenta
Fiero serpe mia donna, e vita ha spenta
Fia morta sempre ò fia che si ravviva? Viva
Sarà, ch'alcun'Dio pieghi à miei lamenti
O pur ch'ogni fatica indarno impieghi? Pieghi
Che pietà trovi ne i Tartarei Numi
Credi ò più tosto ne i celesti Divi? Ivi
L'inessorabil Pluto à preghi sordo
Fa che mi dice il cor, questo dispera. Spera
Se tanto spero, & animoso ardisco
Orfeo, il quale supplichevolmente domandava gratia di rihaver la
moglie, & alquale un Musico in bassi modi rispose con un breve Dialogo che
conceduta gl'era la richiesta moglie con patto tale, che non rivolga gli occhi
adietro prima, che esso, & la moglie non siano del tutto usciti fuora dell'Inferno,
& se ben non pare che il decoro, & versimilitudine della favola admetta
musica in Plutone, fù ciò introdotto per maggior sodisfattione de gli
Tosto che la gratia fù da Plutone conceduta comparue Caronte à passare Euridice
con la sua barchetta, & perche contra'l patto Orfeo riguardò indietro, venne
con la sua barchetta, & perche contra'l patto Orfeo riguardò indietro, venne
di traverso'l Fato in habito di diavolo, che la riportò donde s'era partita,
& chiusesi l'Inferno, e tornaronsi à sentire le pene, e gli stridi de dannati, e s'ac
irreparabile perdita della moglie, dolentemente partendosi; & alla fine
dell'intermedio udisi poi una musica di voci, & instrumenti, che divise l'intermedio
dell'Atto secondo della pastorale, il che seguentemente su osservato
in ogni intermedio, da quali tutti si possono trar molti sensi allegorici confa
in ogni intermedio, da quali tutti si possono trar molti sensi allegorici confa
cevoli molto all'occasione, che si rappresentava della Serenissima Infante, e
del Serenissimo Arciduca.
Nel secondo Intermedio, poi che nel primo s'è rapresentata la favola dell'Inferno,
si passava à una favola, la quale rappresentava e terra, e mare, e parte della
ler seguire; Ma Orfeo, ch'era in prora, si levò in piedi, & con la mano fece lor
segno, che si fermassero, & fermati cantò egli un Madrigale, essortando à
proseguire il viaggio e l'honorata, benche faricosa, & perigliosa impresa, col
uscito à diporto per ricrear l'animo pieno di mille noiosi pensieri, & mentre
andava discorrendo con i satrapi suoi, ecco che vede in mare una nave,
che s'incammina alle spiagge del suo mare, & perche quella fu la prima nave,
che solcasse'l mare, maravigliatosi di tal vista, diede ordine al Capitano
della guardia, che verso lei s'inuij, & intenda, che cosa sia, che porti, dove
vadi, & onde venga, ilche tutto esseguendo'l Capitano, venne poscia à fare
Nel terzo intermedio si seguitò la favola di Giasone, & perche il rappresentarla
tutta saria stato cosa troppo longa, si finse che già fossero seguiti nel Palggio
gl innamoramenti di Medea figliuola del Rè, & i ragionamenti tra lei,
stata accommodata à posta, accioche si vedesse la pugna di Giasone. Et accommodati
che furono, diedero le trombe il segno della battaglia, e subito
venne fuora del palazzo Reale Giasone con gli Argonauti suoi, e nell'uscire
disse certi pochi versi dimostrando l ardir suo, & la speranza della vittoria,
& incamminandosi al giardino dov'era posto il vello d'oro, scoprì i tori, che
contra lui se ne venivano ferocissimi, gettando fiamme dalle nari, contra i
trionfante, sostenendo col braccio alto il detto velo d'oro, & versi dicendo d'allegrezza,
& di trionfo, i quali durarono insino, che seguito da gli Argonauti
suoi ritornò nel Palazzo Reale, ove sonarono trombe, & instromenti musicali
de vittoria, e di trionfo: & quivi finì l'intermedio, poiche essendo il tempo breve
e l'attioni molte, non fu possibile di rappresentare ciò che seguì poi, mentre
con esso seco condusse Medea figliuola del Rè.
& ornato con le figure del gallo, & di civetta augelli di detta Dea, & fu accompagnata
da tre donne, che figuravano l'arti del filare, del tessere, & del ricama
re, da lei inventate, & parimente seguita dalla dea Bellona, & dalla Vittoria, &
gionta al destinato luogo disse essa certi versetti alle compagne con avvisarle,
che quello era'l luogo destinato al sudetto effetto, & l'istesso fece Nettunno
rivolto a' suoi compagni.
In quel ponto aprissi'l cielo, donde discese Mercurio, qual era un musico eccellente,
& Come messaggiero delli dei fece saper, che la vittoria haverebbe chi di lor
facesse nascere cose più utili al mondo nel cielo, si vedeva Giove in trono di
facesse nascere cose più utili al mondo nel cielo, si vedeva Giove in trono di
Maestà con tutti gli dei celesti, che erano aspettatori, & giudici di questa prova.
gratie alla Serenissima Infante, & al Serenissimo Arciduca, andava spiegandole
con un gratiosissimo madrigale, & di nuovo più che prima bello vedevasi
il cielo aperto, dov'era concerto di musici eccellenti in persona delli dei
stone in mano, e quattro Ninfe con il suo dardo in due fila senza
pigliar le mani. il Pastore che guida'l ballo con la sua fila, fa
due .SP. e un .S. col piè sinistro, e due .SP. e un .S. col destro
andando innanzi, e girando attorno alla sinistra, à modo di
un circolo, tornando à capo del ballo; la Ninfa, che guida anch'essa
parimente nell'istesso tempo con la sua fila, si volta attorno alla destra, e fa
insieme li medemi passi fermandosi tutti otto in foggia d'una meza luna; &
quelli, che guidano amendue al pari, poi fanno insieme la .Rx. grave. il Pastore
che guida piglia la mano della sua ninfa, e fa due .S. andando innanzi gli altri,
che seguono fanno'l medesimo. poi fanno, andando innanzi, due .SP. e un
.S. col sinistro; lasciano le mani con un poco d'inchino, e fanno due .SP. e
l'uno al luogo dell'altro, e due .SP. tornando al suo luogo, & uno .S. attorno
alla sinistra; quello che guida'l ballo con la sua ninfa, fa un .S. per fianco
è due .SP. attorno alla destra, & un .S. attorno alla sinistra. il secondo filo
IL Pastore, che guida piglia la man destra della sua ninfa passando fuora. poi la
sinistra all'altro, passando nel mezo, e si faranno otto .SP. in una treccia, tornà
e la .R. grave col sinistro, e due .Cc. doppo anch'essi quattro fanno la treccia,
che s'e fatta, & gli altri quattro fanno il .P. e la .R. e le .Cc. come sopra.
I Due Pastori, che guidano le sue file, che sono à mano sinistra pigliano'l braccio
destro della sua ninfa. Poi fanno due volte i cinque. P. attorno ad essa mano
tempo faranno le .Rx. gravi. le due ninfe pigliano'l braccio dell'altro Pastore
e fanno anch'essi quattro volte i cinque .P. quelli, che guidano fanno anch'essi
la .Rx. il medesimo fa l'altro Pastore con la sua ninfa tornando tutti al suo
I Quattro pastori soli fanno otto .SP. brevi in treccia senza pigliare le mani co
minciando'l primo che guida'l brando, ch'è alla parte sinistra, & l'ultimo ch'è alla
parte destra, poi seguitano gli altri due di man in mano voltandosi alla destra,
e alla sinistra, e tornando tutti al suo luogo, & le ninfe fanno'l medesimo,
che ha fatto i pastori tornando anch'esse al suo luogo.
sinistra con esso piede. poi fanno'l medesimo attorno alla destra col sinistro
tornando tutti al suo luogo. poi i due Pastori, che guidano'l ballo, pigliano la
man destra della ninfa, che stà all'incontro. poi la sinistra, e fanno tutti insieme
à quattro à quattro sei .SP. gravi in saltino in una treccia tornando tutti al
sue ninfe. questo si fà quattro volte, due girando attorno, li Pastori, & due fanno
girare le ninfe. si fermano tutti in fila nel mezo del ballo, & il primo che
guida si trova in capo del ballo con la sua ninfa.
lo seguitano, e fanno quattro .S. e quattro .SP. andando à piè del ballo
in foggia d'una meza luna; ma nel medesimo tempo la ninfa, che guida con
l'altre volta anch'essa alla destra e fa li medesimi .P. andando à piè del ballo
QUello, che guida, piglia la mano della sua ninfa, e fa quattro .S. e quattro
.SP. passando nel mezo delle due file, & andando in capo, e poi tornando à
alla destra, e tornano parimente à piè d'esso ballo. pigliano poi le mani,
e seguitano quello, che guida'l brando conducendo ogn'uno la sua ninfa al suo
luogo. poi fanno le .Rx. insieme finendo'l brando con gratia, & decoro.
quattro ninfe, la prima parte si fa tre volte, la seconda tre volte, la terza due volte, la
quarta due volte, la quinta due volte, la sesta che è la gagliarda, si fa due volte,
poi si torna à fare la prima parte due volte, e la seconda due volte, e la