Negri Concordance Output: ballare
detto il Trombone,
Famoso et eccellente Professore di Ballare.
beretta del fare la riverenza, accomodare
la cappa è la spada nel ballare, del pigliare
la Dama per condurla al ballo con leggiadria,
salti, & altri movimenti che intervengono
nel ballare la gagliarda. a fo. 31
da nel ballare. 41
Regola 4. del modo, col qual hà il Cavaliero à
pigliare la Dama per ballare. 43
Regola 5. del modo che hanno à tenere il Cavaliero,
& la Dama per ballare insieme, &
le Dame per accommodare le loro vesti nel
le Dame per accommodare le loro vesti nel
ballare. 45
Regola 55. del modo d'imparare la zoppa
nel ballare la gagliarda. 102
Regola ; & avvertimenti a'dubij, che sogliono
occorrere nel ballare i balletti, & fare li altri
movimenti che sono necessarij alli altri
DETTO IL TROMBONE,
MAESTRO DI BALLARE.
che pur hanno desiderato nella mia Città di Milano, & in tutta Italia che si
riducesse à qualche forma & regola l'arte del ballare; ho stimato di far quant'io
potrò, per appagar questo lor honorato disio; & se non arriverò à quel
& di mutanze, & di balletti, dopo il suo tempo, e stata non poco per mia
inventione arricchita la virtù del ballare, cosa che è d'utile, e di gusto potrà
esser à chiunque che di saper varie cose cura si prenda; ancorche per fine non
e la più bella parte di tutta la creanza, & de'costumi esser posta nel
ballare: e vero, che l'armeggiare essercitio è molto nobile, il che dico etiandio
del cavalcare, ma non tutti sono à ciò far atti; e sembra, per vero dire,
che di Marte sieno proprij, non di Venere, come è il nostro, albergatrice,
e posseditrice de cuori gentili, Ballano i Prencipi, è nel ballare più che in altra
cosa la loro gravità mostrano, ballano i Cavalieri, e con ciò la lor leggiadria
Stefano figliuolo del Manzino da Bologna, nel volteggiar à cavallo, & nel far
salti mortali, & altri, & nell'andare sopr'haste, & nel ballare la gagliarda
fu stupendo, & à tutti si rendè gratissimo, & hora molti scolari, & allievi
Virgilio Bracesco milanese, insegnò anch'egli à ballare al Rè di Francia, Enrico
secondo, & à Delfino suo primo figliuolo, che fu poi incoronato Rè di
Lucio Compasso Romano, è stato valenthuomo nella professione del ballare alla
gagliarda; hà scritto diverse mutanze della gagliarda, ha fatto scuola in
Gasparo di Avanzi Veronese, qual è nella professione del ballare eccellente, ha
sempre fatto scuola honorata in molte città di Lombardia.
Gio. Pietro Fabianino, detto Ruffino Lodigiano, ha insegnato la virtù del ballare
in Milano à diverse Dame, & mercè della bella gratia, ch'egli haueua
Bernardino de'Giusti da Turino Maestro di ballare molto garbato qual è sempre
stato al servitio dell'Altezza Serenissima del Duca di Savoia fà buonissima
Gio. Paolo Ernandes romano ha fatto scuola di ballare in Napoli, & in Roma,
& è stato in Francia per la sua rara virtù stipendiato dal gran Priore fratello
del Rè di Francia Enrico terzo, dapoi hà sempre fatto scuola in Roma
molto honorata, & è sempre stato nella virtù agile, & garbato nel ballare
la gagliarda, & il canario, & altre sorti di balli, & è stato inventore di
Emanuel Filiberto Duca di Savoia, è fù fatto mastro del Serenissimo
Carlo Emmanuelle suo figliuolo, à cui non solo il ballare insegnò,
ma lo schermire ancora, & in quel seruigio con molta sua gloria e vivuto
stipendiato convenevolmente da par suo; oltre che era dispostissimo
nel ballare la gagliarda, è miracoloso nel volteggiare à cavallo, & in fare
molte sorti di salti al presente fà con grand'honore scuola in Bologna.
Martino da Asso milanese, è stato discepolo del mio Maestro, & hà sempre tenuto
scuola in Milano, & è stato agile nel ballare la gagliarda, & ha composto
belle bizzarie, & molte da mattaccino.
Gio. Battista Varade milanese, detto il Cibrè, è stato discepolo del mio Maestro,
ha fatto scuola in Milano, & in Roma di ballare, & di schermire, &
è stato valente Maestro nell'una, & nell'altra professione.
Zaccheria cremonese, molt'anni hà, che fa scuola di ballare in Padova, & ha
insegnato la virtù à diversi Signori, e Cavalieri, & tramontani, & ad altre
Milano, andò con buona provisione, à servire alla corte del potentissimo
Rè Filippo II. nostro Signore, & insegnò à ballare, & volteggiare à cavallo
à suoi creadi, finalmente per buona pezza in cotal servigio dimorato havendo
è molto favorito per la sua gran gentilezza, la quale accompagna molto questa
virtù del ballare.
Cesare Agosto Parmegiano, è stato mio discepolo molto leggiero, disposto, &
garbato nel ballare la gagliarda, e virtuoso nella musica, & nel sonare di
Liuto, & è stato in Fiandra al servitio di gran Prencipi, & al presente serve
Carlo Beccaria Milanese, è stato mio discepolo, se n'andò poi alla Corte dell'Imperatore
Ridolfo, ove hà insegnato à ballare, & à volteggiare à cavallo
à suoi creati, & à Baroni, & Signori della Corte del Duca Ernesto, & è stato
Pompeo è Ruggiero figliuoli di Stefano Faruffino ambidue Maestri, vanno per
le Città d'Italia à insegnare la virtù del ballare, & sono eccellenti nella professione,
è molti garbati.
Girolamo Cremonese ha imparato alcune mutanze da me, & è molto garbato
nel ballare la gagliarda, & baletti, & al presente fa bonissima scuola in Cremona,
& insegna alla maggior parte della nobiltà.
Claudio Pozzo Milanese è stato mio discepolo, & ha insegnato à ballare alla
corte del Duca di Lorena, al presente fa scuola in Bergamo con suo grande
Gio. Domenico Martinelli Maestro di ballare, fa buona scuola in Milano, &
è disposto & polito nel ballare la gagliarda, & altri balli.
Gio. Maria Genovese detto il Coralliero, fa scuola di ballare in Genova, & per
la sua agilità, & gratia insegna la virtù ad una gran parte della nobiltà di detta
città. Michel Angelo Varade Milanese mio allevo, che tiene conto della
la mia Scola, & disposto nel ballare è virtuoso nel suonare.
Aurelio Melira, Gio. Paulo Porrone, Gio. Battista Sovico nel volteggiare
al cavallo quasi al pari d'ogni eccellente maestro, sono disposti nel ballare
la gagliarda, & altri balli, come anco Gio. Andrea Mellera, & Annibale
lasciare d'annoverare trà infinite alcune memorabili occasioni che à me sono
avvenute di ballare, & d'essere da Prencipi amato e favorito.
LA prima volta ch'io entrassi giamai à ballare in luogo degno di
memoria fù alla presenza dell'Illustriss. Sig. Cardinale di Trento,
Ho ballato alla presenza dell'Eccellentissimo Sig. Marchese di Pescara mentre
era al governo di Milano, e più volte ho à sua Eccellenza insegnato à ballare,
poscia andai à Mantoua con esso lui alle nozze del Serenissimo Sig. Duca
possibile rappresentare, il che fatto seguirò poi anche il filo di quei Prencipi,
che mi hanno favorito di vedere à ballare.
à S. Maestà Giulio Cesare Lampugnano mio discepolo, & Martino da
Asso ambidue maestri di ballare e S.M. fece à loro donare molte belle cose.
alli 12. andò à Vercelli; ove l'Eccellentiss. Sig. Marchese d'Ayamonte con
detto il Sig. Conte à S. Altezza, che v'era una figliuola del Sig. Rinaldo Tettone
d'Età di nove anni, la qual era miracolosa in ballare, in la musica de sonare,
e cantare, volse Sua Altezza vederla ballare, così il Sig. Conte d'ordine
di S. Altezza mandò due dame à levar di casa questa figliuola, & fece chia
di S. Altezza mandò due dame à levar di casa questa figliuola, & fece chia
mar me, suo maestro, acciò la facessi ballare; la quale ballò dinanzi à S.A. la
gagliarda, la Pauaniglia il Canario, & altri balletti nella camera del detto
Nel quale s'insegnano le regole del ben portar la vita, del cauar la beretta, del
far riverenza; & accomodar la cappa, è spada nel ballare, del pigliar la
Dama per condurla al ballo con leggiadria,
Aggiontoui anche un picciolo discorso del ballo del piantone, ò sia del fanore, & atre cose
necessarie appartenenti all'arte del ballare.
IL primo è, che tutta l'importanza del ben ballare la gagliarda, od altri balli
oltre la gratia, & agilità, che si deve possedere, consiste nello stare attento
oltre la gratia, & agilità, che si deve possedere, consiste nello stare attento
con l'orecchia al suono come quello, ch'è Instrumento del ballo, & ballare
à tempo con la misura di quello, offervando quello, che si è detto di sopra.
IL secondo è che cinque sono le sorti delle cadenze; che si fanno nel ballare.
la gagliarda cascando con ambidue li piedi in terra, la prima è ordinaria, le
MA come potrò io lasciare i sotto piedi tanto frequenti nel ballare; i quali
si fanno stando col piè sinistro inanzi alto, nel calare esso piede si alzarà
MAncherei à me stesso sapendo io che la maggior gratia del ballare viene
dal tremare de i piedi, quando io non ne facessi la douuta mentione; Il
HOR tutto sarebbe nulla, se de'cinque passi ne'quali si posa tutta l'arte
del ballare io non trattassi, qualche cosa. I cinque passi adunque si fanno
in quattro modi ballando la Gagliarda. Il primo modo si fan cinque passi in
intesi, da quali hora me ne vengo à trattare della gagliarda, mà dovendo io
trattare della virtù del ballare alla gagliarda, virtù tanto necessaria, & lodevole
à ogni persona ben nata; discorrerò prima delle regole, nelle quali si
apprendono i begl'atti, & gratiosi movimenti, & le honorate creanze, che
si convengono, sì à Cavalieri, come alle Dame, nella virtù del ballare; Tratterò
dunque prima del portar bene la vita, & dirittamente, del cauarsi la berretta,
del fare la riverenza, dell'accommodare ben la cappa, & la spada, del
modo d'andare à pigliare la Dama, & delle attioni che si fanno nel ballare
insieme. Avvertirò anco che le Dame nel ballare non alzino mai la coda
della veste con le mani; poi de'primi cinque passi che si fanno andando inanzi
due movimenti per esser il principio, & il compendio, e la guida di tutti
li passi, e mutanze, & attioni, che intervengono nel ballare alla gagliarda,
& altri balli, è necessario saperli ben fare à tempo del suono, con portare ben
Questi avvertimenti seruiranno à tutte le cadenze che si faranno nel ballare la
gagliarda con le figure, che si vedranno, che rappresenteranno tutti li gesti,
Del modo, col quale s'insegna la regola d'andare sù la vita con bella gratia, come dimostra
il presente disegno, si nel ballare, come ancora dell'andare
per le strade.
Del modo, nel quale s'insegna accomodare la cappa, è la spada, come dimostra il presente
dissegno, volendo ballare in una festa la gagliarda, ò altri balli.
DIversi sono li modi, che si tengono nell'accommodare la cappa, volendo
ballare la Gagliarda. Nel primo si pigliano amendue le ali
della cappa, la destra con la mano destra, & la sinistra con la detta
& con essa mano prendesi l'ala sinistra della cappa, tenendo le braccia stese,
questo modo è commodo per ballare con la cappa sola. Nel quarto, si pigliarà
il giro della cappa, con la mano sinistra voltandola sopra detta spalla, ponendo
ponendo la mano sinistra sopra'l pomo della spada, accioche non vada anch'ella
vagando, & in questo modo farà bella, & gratiosa vista nel ballare con
la cappa, & con la spada.
Del modo, nel quale s'insegna à fare la riverenza innanzi alla Dama, come si vede nel
presente dissegno, volendo ballare la Gagliarda in una festa, & finito il ballo accompagnarla
al suo luogo. Queste attioni si fanno in tre modi. Il primo con
PArtendosi dunque il cavaliere per andare a ballare in una festa la
gagliarda con una Dama con la cappa, & con la spada lascierà calare
col piè sinistro, come al suo luogo si dirà; nondimeno, hò fatto fare la riverenza
co'l piè destro invitando la Dama à ballare; poi nel pigliarla per la mano
se ne farà un'altra breve col sinistro per maggior creanza. nell'istesso modo
Avvertimento alli Cavalieri, & alle Dame, & ad ogn'altra persona bennata, come si vede nel
presente dissegno, volendo ballare in una festa la gagliarda insieme con la Dama.
Avvertendo à esse Dame di non alzar mai con le mani la coda della vesta.
ANdando dunque il Cavaliero à ballare con la Dama, dopò c'haverà
fatto la riverenza, & passeggiato per il ballo, & lasciata la mano, &
attioni che dette si sono, passeggiando un poco insieme l'uno à capo,
& l'altro à piè del ballo si comincierà à ballare, contrapassando con
li cinque passi, ò con altre mutanze, l'uno al luogo dell'altro, voltandosi la faccia,
ben fermi li piedi in terra, stando sempre gagliardo sù le ginocchia. Questi
avvertimenti seruiranno à molte cose, che intervengono nella scienza del ballare
alla gagliarda, & altri balletti.
Mi resta hora à trattare de'salti, è particolarmente di quelli, che per la maggior parte
sono di mia inventione, come anco de gl'altri usati nel ballare disposto alla gagliarda.
Ma in questo discorso ho stimato bene di trattare prima del salto del
REgola è forma con la quale debbono le vaghe, e leggiadre Dame ballare
la gagliarda sopra le feste co'l Cavaliero, Avvertendo che'n tutte
la faccia, avvertendo à non far sentire il rumore delle pianelle, ne meno
alzare gl'occhi alti nel ballare, ma con bel modo tenerli un poco bassi, & non
fermi in un'luogo è andare leggiadra è diritta sopra la vita, farà bella è gratiosa
In questo ballo della gagliarda si potrebbono fare molti passi è mutanze, mà per non
arreccar noia tralasciarolle è basterà haver quì posto'l fiore del ballare con gravità,
& decoro di una Dama Illustrissima, & con questo parmi di haver detto
DApoi d'haver dato la regola di tutti i movimenti, che intervengono
nel ballare la gagliarda; hò stimato che sia à proposito dare ancora
qualche breve regoletta cosi alla sfuggita intorno al ballo del piantone,
Quanto al secondo modo poco è differente dal primo, facendosi con le già dette attioni,
ma ballano insieme due Cavalieri, è due Dame, finito di ballare i Cavalieri
tornano al suo luogo, & le Dame restando in ballo ne pigliano due altri cavalieri,
à pie pari, sottopiedi per fianco, capriole sopra un piede ricacciate. Questi sono
tutti i passi che interuengono nel ballare essa zoppa, avvertendo, che tutti i movimenti
si debbono fare hora basso, & hora alto da terra, secondo l'occorenza
altri passi col medesimo ordine, mà differenti da'secondi. Quando si finirà essa
zoppa, tornerassi à ballare la gagliarda, quale finita si piglierà la Dama menandola
al suo luogo, e faranno la solita riverenza dando fine al ballo con bellissima,
l'honorate creanze che s'aspettano cosi à Cavalieri, come alle Dame nella virtù
del ballare, con la dechiaratione de'nomi brevi, ch'io soglio attribuire alle Riverenze,
& à tutte le sorti de Passi, & altri movimenti più usati, che si fanno,
Bisogna anco havere à memoria il tempo del suono, del ballare à tempo, è con gratia
è misura, si che la persona stia dritta, & falda, è tutti gli altri suoi movimentti
Avvertimenti à dubij, che sogliono occorrere nel ballare balletti, & fare gli altri
movimenti, che sono necessarij à gli altri balli di più forte.
Hora me ne vengo a dar principio ad insegnar con che modo, e gratia, e gravità,
e leggiadria debbono i cavalieri, e le dame ballare insieme essi balli, e balletti,
e brandi, che si contengono nell'ultimo mio trattato, adunque il primo ballo
Essendo questo ballo di buona conversatione, è piacciuto; si suol ballare con più
cavalieri; è dame; mà più breve doppo havere fatte tutti insieme le due prime
VOlendo ballare esso ballo in Compagnia, il Cavaliero acciò che
più leggiadro sia, porrà in disparte la sua cappa, e la spada,
che due Cavaliero vadano per pigliare una dama; la quale, per
non far torto all'uno, ne all'altro, resta tal hora d'andare à ballare;
Però essorto ch'ogni cavaliero vadi modestamente à pigliar