Caroso Concordance Output: ui
A riverirui, & adorarvi vegno,
E quest'opra vi sacro, e questo ingegno,
Che di donarla à VOI, il cor m'ardea;
Viva casa Farnese, e Aldobrandina.
DIO vi mantenga, e il Cielo,
E accreschi à ogn'un di Voi l'ardente Zelo,
insieme gratiosamente la Riverenza longa di
quattro battute di Musica, si come vi mostra la Sonata,
con due Continenze brevi di due battute l'una, la prima
Son le pitture vostre, anZi incarnate,
Si che felice tener vi possete.
FRA tanti Mastri di ballar pregiati
Tal vi mostrate di virtù sublime,
Ch'à Voi si danno l'alte lodi prime
che m'è piaciuto oltre à modo; però non vorrei, che
vi fosse restato di spianarmi un cosi fatto dubbio, per quanto hò caro
la mia vita; onde la prego, che mi dia una regola, come debbe
& nel piegarle con la testa sempre alta; & à questo bisogna
vi corrano altre due battute di Musica. Nel terzo, & ultimo
tu dei alzarti à tempo d'altre due battute, tornando pure il piè sinistro
tutti i moti, & di tutte le attioni, che farò; & insieme dichiararmi,
come vadi fatta; vi prego à non mancar di farmi questa
gratia.
s'alcun vuole scrivere, finito ch'egli hà il suo concetto quiui fà
Punto. Et chi legge, dove vede il Punto vi si ferma un poco,
& quiui prende il fiato in restando di leggere; & per questa
D. VI prego, caro Sig. Maestro, mi dichiariate come van fatti
questi Passi, & ditemi anco perche non gli chiamate
stendendo ben'il ginocchio, & il calerai subito in terra; avertendo à
non spianarlo, & vi ballarai un poco à modo d'un saltetto; poi
farai un'altro passetto col destro piede, tanto che il vano di questo
D. IO vi ringratio, di quanto fino à quì v'è piaciuto dirmi,
con non minor efficacia vi prego a seguitare.
D. SE il ragionar non vi stanca, seguite di gratia dichiarandomi,
da che il capricioso moto nomato Seguito Trangato
quel piè, & si ritranga di caminare, atteso, che non fà il moto naturale
del caminare, come quando non vi era puntione; onde da questo
trangare, è derivato questo nome Seguito Trangato, si come por
D. SEGUITE vi prego à dichiararmi tutte queste belle maniere
de moti.
D. VI hò inteso, & non mi si scorderà; venite pure à questo
alla Spagnuola.
D. SE io non erro, non vi resta più intorno à questi Doppi dirmi,
se non di quello alla Francese.
D. VI prego (Signor Maestro) à dichiararmi quest'altro
Trabucchetto.
D. TOSTO vi siete spedito da questi Trabucchetti, che son
però belli; stò con desiderio attento ad ascoltarvi sopra
D. ASSAI sufficientemente di questo m'havete voi ammaestrato,
venite hora (vi prego) à darmi ammaestramen
ti intorno à quello che diceste.
attioni, & moti, tanto n'hà d'havere uno come l'altro piede, altramente
è falso il Ballo. Et pon mente, che se ad un Ballo vi saranno
due Mutanza, quella che si fà col sinistro, si faccia col destro;
bisogna, ch'entri per la porta, & che dalla medesima eschi fuori;
le finestre, & altri adornamenti, che vi saran dall'una,
à l'altra banda, saran pari. Però la Riverenza sola
D. HOR sì, che m'havete liberato d'ogni dubbio, come vi
prego à voler far de'Salti.
D. VI prego à ragionarmi di queste Capriole spezzate.
D. MI pare che non resta più che dire intorno alle Capriole, onde
vi prego, che vi piaccia di venire à mostrarmi come
vadi fatto questo Cambio, overo Scambiata.
D. ASPETTO d'udire ciò che vi piace à dirmi di questa
Sommessa.
D. BEN tosto vi sete spedito, veniamo pure alla Cadenza.
D. O QUANTO mi sono stati grati questi moti, & trà gli
altri, questo mi hò impresso nella mia idea; ma vi prego
mi dichiarate, come và fatto quest'altro.
tanto più mi piace d'insegnartelo, s'hai letto Ovidio, ò Virgilio,
nel scandire detti versi, sai ben che vi sono de Dattili, & de
Spondei; onde havendoti dichiarato come dee esser fatto il Dattile,
Vi sono in esso quattro Dattili, e due Spondei, e però averti, se tu
voi ballar giusto, & con vera Regola, bisogna che i moti, che fai,
questo Corinto: e dopò ella mi dica donde deriva, perche nelli cinque
ordini dell'Architettura, nel quarto vi và il Corinto, però desidero
che non resti dirmelo, che mi sarà oltra modo carissimo.
M. A questo tuo ultimo quesito ti rispondo, che è vero che nell'Architettura
vi và il Corinto, e va nel quarto ordine, & confesso
che l'Architettura è giustissima, però vò che sappi che l'hò imitata,
fare un bel Palazzo, & che non sia eccellente, lo farà, ma alle volte
vi sarà alcun mancamento, non per questo lascierà di chiamarsi
Palazzo, ma sempre sarà tassato di quel mancamento c'hà fatto.
D. DI GRATIA S. Maestro vi prego m'insegnate il modo,
che il Cavaliere dee tenere ritrovandosi à feste.
pigliar la mano, stanno più di un'Ave Maria à cavarselo, & non
potendo con la mano, vi adoprano anco i denti; & alle volte in far
quell'atto, s'è visto ad alcuno cascarle la Cappa, ò Ferraiolo, oltre
Cavalier ciò si conviene. Ci sono ancora altri, li quali, ballando pure,
la portano à più sconcio modo, conciosia cosa, che dentro vi si cin
gono in guisa, che paiono fasciati, la qual cosa fà due cattivi effetti;
D. MI è stato molto caro questo bello documento, però vi prego
à volermi dire, se i predetti manti s'usino in altre
D. SIGNOR Maestro, vi prego non mancate à dirmi,
come un Cavaliere debba star assettato, atteso che questo
una Dama invitato, non stà bene che un'altro si ponga nel suo
luogo; & se pur vi si porrà, quando quello havrà finito di ballare,
sarà ragionevole cosa ch'egli gli renda con ogni creanza il luogo suo;
AVERTIMENTO VI.
Balletto, i predetti Signori, & Cavalieri stanno più di un dir di
Credo ad accommodarsi, solo perche vi saranno due, ò tre Dame bellissime,
& ogn'uno vorrebbe ballar con quelle; & al fin, quelli
avanti che se le avicina farà mezza Riverenza, cioè un poco
d'inchino, & come vi si sarà avicinata si bacierà la man destra,
senza però accostarsela alla bocca, ma tenendola alquanto discosta,
veste, ch'è spiacevol maniera; ma verrà à por da sè la coda sotto il
vano della sedia, & accostandosi, vi si assetterà nel mezzo; perche
se si ritirasse in dietro, la faldiglia alzarebbe tanto la veste dinanzi,
le hanno fatto honore; & ponga mente di non sedere, se non gli vien
detto dalla Sposa, che siedi al lato suo, se vi sarà luogo; overo
se dalle parenti sue non se le dà da sedere, perche sarebbe mala
con la quale la Sposa hà da ricevere la Principessa, che
vadi ad honorar le sue Nozze; non vi sia grave insegnar
mi quella, che deve tenere nel partirsi la medesima Principessa.
D. MI havete à pien sodisfatto intorno à quanto desiderava sapere;
vi prego hora di mostrarmi il modo che le Dame
deono tenere in invitare i Cavaliere à Ballare.
non potrà andar à sedere al suo luogo; però l'altre si devono scansare,
& farle luogo, acciò vi possa andare, nè sia costretta ch'ella si
habbia d'alzarsi la faldiglia sin'alla cintura, che venga tacciata da
festa con poca sodisfattione d'ogn'uno. Però fia bene, che quando
una Dama è invitata à Nozze, over Festino, ove sà che vi si
Balli, gionta che sarà nella sala dove sarà la Sposa, gli faccia la sua
DICO adunque, che volendosi far'il presente Balletto, principiarassi
stando le persone come vi dimostran le Figure, facendo
insieme la Riverenza di quattro battute triple; poi faranno due
NEL primo tempo principiarassi questa Cascarda stando
le persone si come vi dimostran le Figure, facendosi
la Riverenza Breve à tempo di quattro battute
Terminato, quasi dicat, che à dividere un pezzo di Terra frà due
fratelli, vi si pone il termine, per riconoscer ogn'uno la sua parte;
& però essendo amendue i piedi fratelli, hò fatto ch'amendue habbian
VI ha dato, ò gran Leonora, Iddio gran dote
Sì che Fortuna sempre superate,
STANDO le persone all'incontro, si come vi dimostran
le Figure, principiaranno questo Balletto con
VOLENDO far questo Passo e mezzo, si principierà
stando le persone come vi dimostrano le Figure,
facendo insieme la Riverenza longa di quattro
Io questo Ballo al divin nome Vostro
Vi sacro; dove d'odorati fiori
Coronati vi dò debiti honori
À voi gloria, e splendor del secol nostro
Povero è'l don; ricche le voglie, e pronte:
Ma qual dono maggio vi posso fare,
Se d'ogni don del Ciel adorna sete?
QUESTA Gagliarda di Spagna principiarassi stando
le persone come vi dimostran le Figure; e nel primo
tempo, faranno la Riverenza Breve di due battute,
Groppo, due Fioretti, due Passi innanzi, & un Saffice: in questo
vi si fermeranno mezza battuta; poi faranno di nuovo il Groppo,
con gl'altri Moti per contrario; & al fine faranno le predette Chiuse
aria col destro, con due Fioretti innanzi, e la Cadenza: fatto questi
Moti, vi si fermerà un'altra mezza battuta, principiando i detti
Moti col piè sinistro: il medesimo farà per contrario. Poi ciò fatto
Nell'ottavo tempo, amendue insieme faranno due Passi puntati
brevi, & al fin di essi vi si femeranno mezza battuta; poi faranno
due Riprese sottopiede al lato sinistro, due Fioretti innanzi,
Riprese, con gli altri Moti sussequenti faranno per contrario.
Avertendo, che al fin del Destice vi si fermeranno mezza battuta
di Musica; poi subito senza fermarsi punto, faranno le due Chiuse,
Udito in questo, e'n quell'altro Hemispero.
Et quelle che'l Ciel largo vi comparte
Gratie, e belleZze, con pura honestade
NEL principiar questo Balletto, staranno le persone si
come vi dimostra le Figure, cioè la Dama in capo
alla sala, & il Cavaliere dall'altro capo, & nel principiar
cerimonie, & con la sua man destra piglierà la sinistra
della Dama, si come vi dimostrano le Figure, & amendue
insieme faranno la Riverenza lunga, & due Continenze brevi, si
QUESTA Cascarda è divisa in cinque tempi, & standosi
all'incontro, si come vi dimostran le Figure, si piglieranno
per la man destra, facendo un Spezzato
MARGARITA gentil, alma divina,
Per le doti, ch'a Dea vi fan simile,
Che col vago sembiante altero, e humile
Se con un sguardo solo, ò con un riso
Intenerite à chi vi piace il core,
Come più aggrada al Vostro alto desio;
sappiano farla; poi si ponerà in Ruota pigliandosi
tutti per le mani, si come vi dimostra il dissegno (se ben la pittura
non può far la Ruota con dette Figure) & faranno la Riverenza, si
Che'l Sacro Monte và di gioia empiendo,
Servo vi sono, e tal, ch'appena intendo
Quanto con gran ragion brama la mente;
QUESTO Balletto principiarassi stando le persone
come vi dimostra il presente dissegno, facendo però
le solite cerimonie Cavaleresche, & con far la Riverenza
& acciò che si faccia giusto, voglio che si principia in questo modo.
Stando le persone all'incontro, come vi dimostrano le Figure di
Alta Regina, faranno la Riverenza longa, con le solite cerimonie,
Parti di cosi degno alto lavoro?
Et vi son le virtù, nobil thesoro,
Ch'ornar di Voi la miglior parte suole:
A FAR questo Contrapasso vi intervengono tre Cavalieri,
& tre Dame, lequali staranno in Ruota
STANDO le persone come vi dimostra il presente
dissegno, faranno la Riverenza breve, con due Saffici;
Nel'ottavo tempo, faranno tutte insieme la sopradetta intrecciata;
& quella coppia che non è stata in mezzo, vi si ponerà.
tempi, quella che meglio li parerà à lui, pur che sia principiata,
& finita col piè sinistro innanzi; vi può anco far delle Capriole se le
saprà fare: & se non vuol far la Mutanza alterata, farà due Seguiti
gli predetti Spezzati, & aggiongevano al terzo Passo il destro al
sinistro. onde dico, che quì vi sono due falsita: prima alli Spezzati,
che quel piè che stà innanzi non può caminare innanzi; perche, come
PRINCIPIARASSI questa Spagnoletta stando
le persone come vi dimostrano le figure di Alta
Regina, facendo la Riverenza breve; poi faranno in
il piè sinistro al destro, perche non stà bene, atteso che
vi manca un Passo minimo. Però dico, che debbano fare come dico
quì; dopò fatti i detti quattro Passi, faranno al lato sinistro due
SI pigliaranno per amendue le mani come vi dimostran
le Figure di Contentezza d'Amore, & insieme,
da quella banda ove ella vedrà che sia la coda della veste: &
facendo questo gratioso Moto, si come vi hò detto all'Avertimento
come la Dama si dee sedere, verrà la coda à ponersi dentro al vano
PRINCIPIARASSI questo Balletto stando le
persone all'incontro si come vi mostran le Figure di
Alta Regina, & con le solite cerimonie Cavaleresche
À mille Tauri diè vincendo il vanto,
Vi foste ritrovata Voi, che tanto
Colma n'andate di beltà, e valore:
Di cui fè degne il Ciel le luci nostre,
L'aureo pregio vi dava, e l'alma insieme.
Real Signora dunque, non vi annoi,
S'io che sì basso son, le virtù Vostre,
Onde s'ei fosse ben vile, & inetto,
Vi dimostro hora in parte il mio desire.
Ma non posso pensar, non ch'osi dire
Cosa degna di tanto illustre obietto;
Però vi sacro il Ballo, e l'intelletto,
Che maggior don da me non può venire.