Caroso Concordance Output: u
D. DEH non v'incresca dirmi per qual cagione la breve cosi
venga nomata, & donde derivata sia.
un passo, non si fermerà mai con quello cosi sbarrato, come ad alcuni
male insegnati si vede spesso fare, perche non v'è stabilità alcuna,
si come si prova, perche s'un passeggia, ò (per dir meglio) camina,
D. SEGUITE dunque, perche volontieri v'acolto.
D. IO vi ringratio, di quanto fino à quì v'è piaciuto dirmi,
con non minor efficacia vi prego a seguitare.
D. HOR v'ascolterò intorno à quanto m'havete promesso à
dirmi del Molinello.
D. DITE pure, che volontieri v'ascolto.
donde è derivato questo Dattile, & come dee esser
fatto, atteso che nell'altra opera sua, non v'era nè Dattilo,
nè Spondeo, nè Saffice, nè Destice, nè Corinto; però io desidero
& vedi al frontespitio di questa mia Opera, che tutto stà con vera
Architettura fatto, onde ad una di quelle due imprese, v'è il Com
passo, e l'Oriolo, dove il motto, ch'è in esso avolto, dice Regola,
AVERTIMENTO V.
Che quanto à vera mortal Dea conviensi,
Ogn'un v'ammiri, ogn'un v'inchini humile.
Il valor senza Voi non move un'orma;
Leggiadria v'accompagna, e gentileZza,
E prende ogn'alma à i bei costumi aveZza
fiancheggiati per dentro: & avertano, che ad ogni Corinto si fanno
tre Riprese, & un Trabucchetto, si come v'hò detto nella Regola
del Corinto; & fatto c'haranno i detti Corinti, piglierannosi per
quel piè che uniranno al pari all'altro, quello l'hanno da movere, si
come v'hò detto nelle mie Regole. Dopò alli quattro Doppi faranno
due altri Passi puntati, come di sopra, due Continenze, due Riprese
Che col vago sembiante altero, e humile
Fate, ch'ogn'aspro cor v'adora, e inchina.
Se Voi sete trà noi per far rapina
In cui Natura, e DIO
Con ogni lor poter, v'han posto il mio:
Per impresa hà una Rosa,
Ballo sempre il Cavalier la dee dare alla Dama: oltra che anco mi
sono avisto dell'errore che v'era à principiarlo in quel modo, che
fatta la Riverenza, & Continenze, facevano due Seguiti ordinarii,
Tutte le gratie, e d'alto, e nobil zelo
Colui v'ornò, che'l caldo tempra, e'l gelo;
Come fian chiari i tanti preggi Vostri?
Tutti i suoi pregi, e le sue palme, e honore
Apre, e dispiega, e'l Ciel v'orna, e rischiara.
Qual alma dunque fia sì bassa, e vile,
V
VEro Amore.