Caroso Concordance Output: terra
Pirlotto in terra, overo Zurlo, e questo và fatto alla Gagliarda.
destro, perche è più stabile; & s'un Cavaliere vorrà montare à
cavallo, si fermarà col piè destro in terra, perche è più stabile, e forte;
& col piè sinistro, ch'è più debole fà il primo moto à por'il piè nella
di Musica, dopo averti, che nel tirare in dietro il piè sinistro, sia la
punta sua al paro del calcagno del destro, tenendolo spianato in terra,
e non punto elevato dalla parte del calcagno; & che non la facci
mese, lo incomincierà à vestire, & vestito che sarà, lo metterà
in terra con amendue i piedi, & lo terrà sotto le braccia, ò maniche
del vestito, onde il primo moto che farà, sarà d'alzare il piede,
del vestito, onde il primo moto che farà, sarà d'alzare il piede,
& poi da se l'appianerà in terra; & questo si chiama un passo.
Dopò con l'altro piede, che havrà indietro, farà il medesimo caminando
passo co'l piè sinistro innanzi à tempo di una battuta minima,
spianando il piè in terra; & all'altra battuta spingerai il destro,
& con la sua punta lo porrai di dietro al calcagno del sinistro, alzando
seguente maniera; & prima hai d'alzare la punta del piè sinistro,
stendendo ben'il ginocchio, & il calerai subito in terra; avertendo à
non spianarlo, & vi ballarai un poco à modo d'un saltetto; poi
del Seguito Breve; ma però bisogna alzare il piè sinistro, & tirarlo
in dietro, ponendo la punta di esso in terra, & piegando un poco il
corpo in dietro con gratia; & questo si farà à tempo d'una battuta
battuta; l'ultimo passo, che ti troverai havere in aria, il calerai
spianato in terra, à tempo d'una battuta Semibreve, in quel medesimo
luogo ove era prima; & questo ultimo passo farassi col calarlo
ultimamente hai da spingerlo innanzi sino à mezzo il piè destro,
spianandolo tutto in terra, facendo una battuta à tempo del suono,
battendolo à modo, come si fà, quando si calzano le scarpe; poi il medesimo
stando con i piedi pari moverai prima il piè sinistro, senza punto levarlo
da terra, ma schisciandolo, ò, come vogliam dire, strisciandolo
per terra, hai da spingerlo tanto innanzi, che col suo calcagno giunga
quasi alla fine della punta del destro, & distante da quello uno
ò due dita in circa; poi movendo il destro, hai da spingerlo innanzi,
strisciando per terra con la punta, & col calcagno alzato, si che
la punta del destro sott'entri di dietro al calcagno del sinistro, &
la punta del destro sott'entri di dietro al calcagno del sinistro, &
lo calerai in terra nel medesimo luogo à piombo, si come lo tenevi alzato,
facendo una battuta, come à punto se volessi calzarti la scar
lontano dal destro; & nel tempo medesimo, che il piè sinistro
si posa in terra, s'hà da levare il destro in aria, unendolo intorno
à due dita vicino al sinistro; ma averti di non posarlo in terra,
& questo farai leggiermente in punta di piede, tenendo amendue
& s'andrà più agile in punta di piedi, che col mettere un di loro
in terra spianato; & il tempo di ciascun di questi Fioretti si farà
in una battuta, & si finirà sempre con l'un piede in aria.
ad un tempo lo calerai, facendo à modo d'un saltetto, & batterai
in terra detto piè, & in quel tempo alzerai il destro; poi calandolo
al medesimo luogo, dove si troverà inarborato, si daranno cinque battute
era falso, non essendo il numero loro in effetto più di due; & ciò ti
mostro io cosi. Prima farai un Zoppetto col piè destro in terra,
inarborando il sinistro innanzi; poi lo calerai giù dritto à piombo,
Fatto che havrai il detto Zoppetto col destro, & inarborato il sinistro,
lo calerai in terra spianato à piombo; & col piè destro, che ti troverai
haver di dietro, lo spingerai, facendo un sottopiede; avertendo
Passo in aria; talche son due, si come t'hò detto, & non cinque;
cioè il secondo fermato in terra; & questo, ch'è alla quarta battuta
in aria; & all'ultimo si fà con quello la Cadenza, cioè quel destro,
detta Cadenza bisogna calar con agiltà, cioè il piè sinistro spianato
in terra, & col destro in punta, dandogli però gratia, allargando
alquanto le ginocchia; avertendo nel far la predetta Cadenza, che i
M. Egli è tale, che bisogna cominciare cosi. Tenendo alquanto
discosti i piedi pari, farai un Zoppetto col destro in terra, & in
aria in dietro col sinistro, col quale farai un sottopiede al destro, il
destra sopra la sinistra, alzerà la punta del detto piede tanto
che con essa dia nel Fiocco; lasciandosi calare in terra nel medesimo
luogo nel quale haverà cominciato à farlo, con l'istesso piè destro.
& appoggiato con le braccia, overo tenendo la corda in mano,
come di sopra t'hò detto, s'imparerà meglio; però levandosi da terra,
passerà con prestezza il piede sinistro incrocicchiando sopra al
punta del destro, però distante per larghezza mezzo palmo da quello,
tenendo il piè sinistro ben spianato in terra, & le gambe stese;
poi movendo il piè destro, con la punta d'esso hà da porla di dietro
al calcagno del sinistro, à modo d'un sottopiede. Poi alzando il piè
sinistro in quel medesimo tempo tre dita alto da terra, & quello havendo
spinto innanzi per dritta linea tre altre dita dalla punta del
occorrere ne'Balletti, ò nella Gagliarda) alzando amendue i piedi,
l'uno un poco alto da terra, & l'altro passandolo innanzi: facendone
tanti quanti si dirà nelle Mutanze, tanto nella Gagliarda,
l'uno de'piedi alzato innanzi, si và con l'altro, che si troverà haver
in terra alzando, & saltando, come se propriamento zoppicasse;
& per questo il nome di zoppetto se gli conviene molto bene, perche
M. La Sommessa si farà in questa maniera, che un piede stia
spianato in terra, che sarà il sinistro; & la punta del destro porrà
sotto al calcagno del sinistro, si come s'è detto di sopra al Sottopiede,
si possono fare à piedi un poco spari, distante un dito, ò due l'uno
dall'altro, con alzarsi intorno à due dita da terra con amendue li
piedi, & col calarli in un tempo medesimo, similmente tenendoli
%SECTION "Regola LII -- Pirlotto, ò Zurlo"
Del Pirlotto, ò Zurlo in terra, & donde s'habbia
havuto cosi fatto nome.
volterà con prestezza alla sinistra, levando ambe le calcagna, & tenendo
in terra solo il petto del piè sinistro, gli dee dar gratia col braccio
destro, allargando alquanto il gomito di quello; & girandosi
grandissima, sguinzando alla sinistra, & alla destra, & all'ultima
volta si cala esso piede in terra; poi levandosi col destro, si tiene
il medesimo ordine con esso, che s'è tenuto col sinistro. Et da questo
M. Questi moti si fan, co'l fare un Zoppetto col piè destro in
terra, & ad un'istesso tempo si cala la punta del sinistro in terra.
lontano quattro dita dal destro: poi facendo un'altro Zoppetto,
lontano quattro dita dal destro: poi facendo un'altro Zoppetto,
pur col destro; si cala il calcagno del sinistro in terra, tenendo la punta
di quello alzata quattro in cinque dita da terra: ultimamente
spianando il sinistro à modo di Zoppetto, si torna à principiare col
Dal qual'effetto di toccar con l'uno de i piedi la terra, hor con la
punta, & hor col calcagno, hà pigliato questi atti il nome di Punta,
tutto ad un tempo alzandosi alquanto, si casca con
amendue li piedi in terra, cioè col sinistro in dietro, & con il destro
innanzi. Et da questo effetto di cascare ad un'istesso tempo con
lerlo fare, bisogna che tu facci un Zoppetto col piè destro spianato
in terra, & in quel stante alzi il sinistro; poi col medesimo piè sinistro
farai il Spezzato Ordinario, & cosi seguirai di mano in mano:
gli hai da fare presti, cioè, d'una minima l'uno, che faranno
un'altra battuta spianando però i piedi in terra dando lor gratia à
far quel primo Passo, & questo è proprio il vero Seguito, & cosi
con la man sinistra, e sel mettono sù la spalla sinistra, & l'altro lasciano
pender giù tanto, che se lo strascinano per terra, il qual modo
di far'è goffo, & stà male, perche alle Dame è lecito portare alle
da S. Maestà farà l'ultima molto bassa, che tocchi quasi del
ginocchio terra, e mostrerà di basciarle il ginocchio, & alzando il
viso bascierà il memoriale, & accompagnando quell'atto con un'altra
mettere S. Maestà à man destra; & nel licentiarsi si chinerà
tanto che il ginocchio, col qual farà la riverenza, quasi tocchi terra,
come t'hò di sopra detto; & alzatosi poi, & ritirandosi farà pure
da nessuno tacciato, fia bene à sedere à mezza sedia, che cosi facendo
i piedi giungeranno al pari della terra, ò pavimento; avertendo,
che i detti piedi stiano quasi al pari, e non incrocicchiati, & allar
mezzo le gambe: ma stando lei (come hò detto) assettata nel mezzo
di quella, i piedi si poseranno al pari della terra, & la faldiglia
con la veste similmente; avertendo di non mostrar mai le pianelle.
si porrà le mani sopra il grembo, & che la man sinistra stia
sotto alla destra, & la veste sia similmente al pari della terra.
contrario; avertendo, che con quel piè destro che si troveranno haver
in terra, faranno un Zoppetto, un Passo in aria con il piè stesso,
& la Cadenza in Gagliarda, restando con il piè sinistro innanzi;
un tempo solo, ove ci vanno tanti belli Moti, lo chiamo Tempo
Terminato, quasi dicat, che à dividere un pezzo di Terra frà due
fratelli, vi si pone il termine, per riconoscer ogn'uno la sua parte;
faranno un Fioretto al lato sinistro, un Zoppetto col piè sinistro,
un Passo calato in terra col destro; poi spingeranno il piede sinistro
innanzi, & subito lo tiraranno in dietro à modo di mezza Riverenza;
Fioretto, un Zoppetto con l'istesso piede, & un Passo calato in
terra col sinistro, una mezza Riverenza col destro, come di sopra;
poi faranno due Trabucchetti presti, uno col piè destro, l'altro col
RICCA Donna di pregio, e di valore
Più ch'altra in terra, ove il Ciel largo pose
L'eterne e vive sue belleZze ascose,
A Voi bel Sole, il cui raggio Celeste
La Terra, e'l Mar insino à l'onda estrema
Del suo tranquillo e chiaro lume ingombra:
Carca di pretiosi, e bei thesori,
Per la terra purgar de'gravi errori,
Ò d'altro ornarla, che di gemme, od ostro:
Le vostre lodi altrui far chiare, e conte,
E'l gran valor sonar la Terra, e'l Mare.
Povero è'l don; ricche le voglie, e pronte:
Il quarto Ciel, l'altro la Dea del Mare;
Cosi nell'alto Olimpo in terra appare
Rara beltà, splendor, chiaro e lucente:
NOVELLA Dea, che per bear'il Mondo
Scesa dal maggior Cielo in terra sei;
Ascosta il suon de i caldi preghi miei,
QUEST'è il bel volto d'honestate adorno,
Onde il Ciel de la terra s'innamora;
Queste son quelle guancie, ove l'Aurora