Caroso Concordance Output: te
Ò fortunato; che sì altera guida
Amor ti mostra, onde Tù poi te ingegni
Hor col spron, hor col fren, mover Natura.
havrai il piè sinistro, si come di sopra hò detto, con far quella gratia,
innanzi che unirai il piè destro al pari del sinistro, te intertenerai
cinque battute, & alla sesta unirai il destro, & nell'unitlo dei
i significati de' nomi di cotesti vostri giudiciosamen
te ritrovati, & insieme il modo col quale altri, senza
Maestro alcuno, potrà da quì innanzi facilissimamente apprendere
M. Non è cosa, che (per farti in questa scienza a riuscir valen
te) io sia per negarti. La onde ti dico, che segue al già insegnato
moto, il Seguito Semidoppio Ornato, da me cosi chiamato, perche
M. Si che si truova, anzi senza che tu me ne parlassi, te ne voleva io
parlare; & però dei sapere, ch'egli hà havuto cosi fatto nome di
porrai sopra il pomo della spada, acciò non vada anchora ella ballando;
& la destra la terrai ben stesa giù, movendola secondo che à te
parrà in maniera più gratiosa, che non sarebbe tenendola calata senza
M. Molto di cuore te lo mostrerò, & ti dirò anco donde deriva. Hai
da sapere che gratissimo m'è stato d'haver inteso che sii studente, hora
M. Si che s'usano, ma come cosa fuori della profession mia non te ne
voleva ragionare, ma poi che me ne domandi son costretto à dirti il
questo anco è mal fatto; perche dice il Proverbio, Non far ad altri,
quel che per te non vuoi.
Luce, operando avicinar si suole.
Nascon da Te quei fior, quelle viole,
Del cui soave odor pres'e invaghita
E se n'adorna, e se ne pregia, e cole;
Nascon da Te quei raggi, e ciò ch'induce
Il Santissimo moto, e la quiete
Far più ricca, e maggior Doride infesta.
À te convien, cui diede Apollo, & Clio
L'avorio, e i nervi suoi dolci, e canori,
De quanti fur giamai degni d'alloro.
Venga colui, che te pianta gentile
Amò già in corpo humano; e infonde, e spira
Poi che tosto ch'appar sì vaga in vista
Ogni cor resta preso, e à te soggetto,
Ne d'esser giunto in servitù s'attrista;
Com'in lor fido albergo hanno ricetto.
Scorta da Te suo maggior lume oblia
L'età nostra ogni vil terreno affetto,
Scherzando con le Gratie, e con Amore,
Rechi à Te gloria, à gl'altri accresci ardore,
E gioia, se ben fosser freddi, e mesti:
Spargi à la vista altrui con atti honesti:
Cosi à te stessa acquistar pregio impara,
E pascer gli occhi d'immortai faville,
Quel ch'oro, ostro, e piropi ogn'hor mantiene.
Mentre ogni mio desire in Te s'appoggia,
Mentre più ardito à Te m'accosto, e mentre
Mi stringo appresso al già bramato oggetto,
Per illustrar'ogni offuscata mente;
Spargi'l chiaro splendor, ch'in Te riluce,
À questo Ballo, ch'io t'hò dedicato,