Caroso Concordance Output: tal
Mille anime in un punto hoggi Tù insegni,
Ò nato in meglior'anni in tal ventura.
FRA tanti Mastri di ballar pregiati
Tal vi mostrate di virtù sublime,
Ch'à Voi si danno l'alte lodi prime
qualche perturbatione, glì solleva, e ristora, e gli tien lontani da ogni
pensiero noioso, e dispiacevole. Ne tal qualità è di poco ornamento;
poiche è congionta con la Poesia, & con la Musica, facultà frà
& asciuccarlo con i peli delle mani, dove era mostro, & imperfetto,
lo reduce à perfettione: Tal'hò fatto io, con l'immitare, & disrugginare
il mio ingegno, & studiare notte, e giorno, dove che la prima
con allargar al primo movimento, che fà il piè sinistro, tanto discosto
dal destro, che pare propriamente, che quel tal voglia orinare;
& unendo poi il piè destro à piè pari, il cui modo è assai sgarbato,
l'hà preso da quei che ballano in
tal maniera nell'Isola
del Canario.
fatto col sinistro, spingendo il piè destro nel medesimo modo hà da
seguitare à far quanto hà fatto con l'altro piede: tal che ogni Trango
si fà nello spatio di detta battuta perfetta di Musica; nè altro richiede.
medesimo ordine. Et però da questo effetto, ch'un piede ricaccia l'altro;
hà preso tal nome di Recacciata; ma non vò restare di discorrer
come van fatti questi moti di punta, e calcagno.
D. SAPPIA U.S. che mi sono invaghito in tal maniera,
havendomi ella spianate tanto chiaramente queste sue Regole,
quella Dama che hà levata prima, che di giusta ragione verebbe
à restare in Ballo, dopò finito detto Furioso; onde resta per tal dissunione
un'altra in Ballo; & per questo non la favorisce quel Cavaliere,
À far un corpo cosi Signorile?
Donde hebbe il modo, e l'arte tal'ingegno
À farlo sì magnanimo e gentile?
Ogni belleZza spiegò in Voi Natura:
Tal che sete Fenice in nostra etate,
Bella, leggiadra, gratiosa, e pura:
Maravigliosamente altrui beate.
E se tal volta humano ardir presume
Di Voi seguir l'alte vestigie, e s'erge
Che'l Sacro Monte và di gioia empiendo,
Servo vi sono, e tal, ch'appena intendo
Quanto con gran ragion brama la mente;
Volgi in me lieta il tuo sguardo giocondo,
E infondi in me virtu tal, ch'io per lei
T'innalzi à quell'honor, ch'aspettar dei
Angioletta Celeste in mortal velo,
Donna LIVIA di tal valor, ch'al Cielo
De terreni pensier gl'animi desta:
Arder costei mill'alme, e farne prede,
Tal che t'inalZa ogn'hor nuovi Trofei.
Poi che tosto ch'appar sì vaga in vista
Rimaner cieco, e non finir l'impresa,
O fiamma tal per gli occhi in lui scendea
Nel rimaner di dentro à l'alma appresa,
Io mostrarei, che sola hoggi trà noi
Voi sete tal, qual non può dirsi in carte;
Che mirando in Voi quel, che'l Ciel comparte,
Che m'illustrate, e m'abbagliate poi,
Tal ch'io perdo il veder la miglior parte:
Onde nel mirar Voi me stesso oblio,
Fama immortal di gratia, e virtù ornata,
Che tal non spande il Dio, ch'alluma il giorno.
In van si mira in questo stato vile
Per Donna tal; di cui gli human pensieri
Non san formar più saggia, ò più gentile.
POI che dal chiaro, e lucid'Orizonte
Del Vostro aspetto, à noi tal Sol ritorna,
Che maggior luce di bel lume adorna
I strali. E gli color? Ardore, e gelo.
Come han quegli occhi tal virtù dal Cielo,
Ch'involan gli altrui spirti? È perche Amore