Caroso Concordance Output: quelle
IDDIO mantenga tali per lunghissimi anni, & me suo
humiliss. SER.re Loro, nella buona gratia di Quelle, alle
quali con ogni dovuta riverenza bascio le mani.
queste si torneranno à fare un'altra volta per piede: poi la Dama
darà una battuta con amendue le mani à quelle del Cavaliere; il
medesimo farà il Cavaliere alla Dama. Faranno poi un Passo puntato
in luce il presente volume, più tosto per compiacimento, & servitio
di quelle, che per desiderio, ch'io n'havessi di conseguirne alcuna
gloria. Godinlo hora, & se ne vagliano quei spirti più Nobili, a' quali
Tre sono quelle de Passi pontati.
volto verso la parte dinanzi, ò quella di dietro, dimostra alle persone
dinanzi, ò à quelle di dietro, il sudore, che suol'essere attaccato
à gli orli della berretta, non potendo ogn'uno portarla sempre nuova:
battute, & spartendole queste due battute, se ne fanno quattro preste;
& in una di quelle alzerai un poco il piè sinistro; nella seconda
lo tirerai indietro; nella terza piegherai un poco le ginocchia; nella
M. Io son contento, però dei sapere, che la Breve si dee fare con quelle
gratie, & modi, si come t'hò nell'altre detto; ma questa hà d'esser
ne sono brevi, cioè, più picciole, & tanto è quell'una di lunghez
za; quanto quelle due, si come ampiamente si vede hoggidì, & mi
surarle poi; & per questa ragione è derivato questo nome di Dattile
& vedi al frontespitio di questa mia Opera, che tutto stà con vera
Architettura fatto, onde ad una di quelle due imprese, v'è il Com
passo, e l'Oriolo, dove il motto, ch'è in esso avolto, dice Regola,
Credo ad accommodarsi, solo perche vi saranno due, ò tre Dame bellissime,
& ogn'uno vorrebbe ballar con quelle; & al fin, quelli
che guida, & che hà dato principio al Ballo, resta che non balla con
Principe, ò Cavaliere che sia, il dare il Fiore, à qual si voglia
di quelle Dame, che ballino questo Ballo: stà egli cosi, ò nò?
per ciò si pensano di guadagnare, tanto perdono, onde per la loro lu
singhevol maniera, sono etiamdio à quelle spiacevoli, & noiosi. Et
quei che si sforzano di farle cosi affettate, & fuori del convenevole,
D. INSINO à quì m'havete insegnato le creanze, che i Cavalieri
deono fare; vorrei hora mi mostraste quelle,
che le Dame hanno à tenere.
belle, & honorate creanze, & le cerimonie, più che qual si voglia
cosa, & tanto maggiormente à quelle che son Nobili, & Nobilissime;
la ragione è, che se non le san fare, le persone che vedranno
la ragione è, che se non le san fare, le persone che vedranno
quelle, dicono questa Dama fà del grande, & non si degna; ma non
penetrano, che ciò procede dal non saperle fare. Però in prima bisogna,
rendere, & dare honore all'altre, che le vanno à visitare; ma ce
ne sono anco di quelle che le visitano, che peccano, ò per non saperle
creanze, ò per superbia non le fanno: quelle che per ignoranza
non le fanno, doveranno volontieri impararle, accioche ritrovandosi
M. Varii, & diversi modi s'usano sì nel sedere, come anco
dopò che sono assettate, ò per dir meglio, che sedono. Quelle che generalmente
vanno à sedere, senza usar nessun termina di creanza,
si farà con gratia vento col detto ventaglio, overo si sforzerà
di tenere qualche ragionamento con quelle che appresso à lei staranno
à sedere; ma sopra tutto con gli occhi modesti, che non gli vaccilla
le Dame debbon tenere sedendo; vorrei che mi dice ste hora
alcuna cosa di quelle, che Ballando doveran fare.
& prima che seda, le hà da fare un'altra Riverenza; &
la Principessa hà da renderle honore avanti che segga; & quelle Signore,
che l'hanno fatto honore, con farle insieme Riverenza; non
con l'altre facciano il medesimo, & s'hà da voltare con la testa
à quelle salutandole, come dire che le perdonino, perche le conviene
d'andare accompagnare detta Signora, & cosi detta Sposa si porrà
M. Aviene spesse volte, che alcune Dame stanno à Festini,
senza esser giamai invitate à Ballare, onde non bisogna che quelle tali
stiano malenconiche, nè meste, ma che sforzino la natura loro, &
Non stà bene à Cavalieri anchor di usar soverchio favore alle
Dame, & deono invitare, & favorire quella, ò quelle che non son
mai state invitate: & cosi facendo saran graditi, & amati da quelle,
& da'lor parenti, & da tutti i festeggianti.
Luce, operando avicinar si suole.
Nascon da Te quei fior, quelle viole,
Del cui soave odor pres'e invaghita
Udito in questo, e'n quell'altro Hemispero.
Et quelle che'l Ciel largo vi comparte
Gratie, e belleZze, con pura honestade
che starà à fare il Ballo del Fiore andarà ad invitare
due Dame, una per volta, ma però che quelle
sappiano farla; poi si ponerà in Ruota pigliandosi
Onde il Ciel de la terra s'innamora;
Queste son quelle guancie, ove l'Aurora
Coglie le rose in sù l'aprir del giorno.
semidoppi, allargandosi un poco le Dame, acciò che i Cavalierei possino
passare in mezzo à quelle che andaranno dalle bande; & la
Dama, che starà in mezzo, passarà in mezzo a' Cavalieri; & nel
Gli occhi, e i piè destri fra le Donne prime,
El vostro pregio à quelle tutte è Duce.
Il Cavaliere solo farà la prima Mutanza di quattro tempi di Gagliarda,
una di quelle che meglio gli parerà; & se non la saprà fare,
faccia due Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, &