Caroso Concordance Output: pur
Ch'à fin del suo camin col giorno arrivi;
Se pur occhio mortale in Divin raggio
Fermarsi, ò dir potrà lingua imperfetta
E se l'eccellenza, e dignità delle cose si giudica dalla stima,
in che elle sono, ò siano state: non è dubbio, che non pur'hoggi cominci
questo essercitio ad esser' in conto; perche fù anchora stimato, & usa
al primo passo, che sporgevano la vita innanzi, & poi la tiravano
in dietro, & in ultima pur la sporgevano innanzi; & questa è la
più vituperosa schivevol vista, che chi riguarda possa vedere;
nel suo medesimo luogo, facendo à modo d'un sottopiede, & in
quello s'hà da inarborare il piè destro; poi pur per fianco alluntanan
dolo dal sinistro, farai il medesimo, che havrai fatto dal principio
havran fatta una Mutanza di quattro, ò di sei tempi; col destro
poi ne faranno un'altra in un'altro modo, ma pur di tanti
tempi. Ti dico, che la Mutanza andrà bene, ma non già secondo la
Regola che t'hò detto, perche bisogna, che i moti, & l'attioni sieno
recipliche. Et sappi, come tutti coloro (che pur sono stimati esperti nel
Ballo della Gagliarda) che principiano la Mutanza col piè sinistro,
D. Pur (se ben mi ricordo) poco fà m'havete detto, che ogni moto,
che si farà col sinistro, si hà da fare col destro. Perche dunque si fà
D. ASSAI me n'havete detto, & ve ne ringratio, passate
pur à dirmi della intrecciata.
D. HORA venite pur à parlarmi di questo Trango.
M. Si fà sempre il Sottopiede, ò per fianco in questo modo; prima
si fà un passo overo un Trabucchetto al lato sinistro pur col piè
sinistro, & nel calarlo si alza il destro, che stà in dietro; il quale ponendosi
lontano quattro dita dal destro: poi facendo un'altro Zoppetto,
pur col destro; si cala il calcagno del sinistro in terra, tenendo la punta
di quello alzata quattro in cinque dita da terra: ultimamente
una Dama invitato, non stà bene che un'altro si ponga nel suo
luogo; & se pur vi si porrà, quando quello havrà finito di ballare,
sarà ragionevole cosa ch'egli gli renda con ogni creanza il luogo suo;
D. ET pur di questo ne rimango molto ben capace, venite pure
al terzo.
mente; & seguitando questa maniera, ogn'uno verrà à participare
del Festino: & non pur da me, ma anco trà molti Savi è stato
cosi deciso questo punto; cioè, che sia meglio à cosi fare, che non
tarla, per modo alcuno non dee consentire, più tosto se ne vadi in camera;
& se pur vol star fuori nella sala dove son l'altre à sedere,
non si smanti, & debba star ad un cantone à vedere. Ma essendo
Così ne la Tua viva, e chiara luce,
Occhi beati miei, voi pur vedete
I gran misterij del divin'Amore.
Quanto con gran ragion brama la mente;
Pur eccitando in me le forZe spente,
Me stesso affretto, e mia tardanZa emendo.
MENTRE tengo pur gli occhi, e'l cor avolto
A Voi Donna, più ch'altri al Ciel diletta,
Ch'ornan l'anima Tua candida, e pura;
Perche pur non capisce human pensiero,
Non ch'altri lo descriva in roZze carte
E mi consumo, & non hò chi m'affrene;
Ch'io pur vorrei star fisso in tant'obietto.
Piacciavi intanto questo Ballo mio
Piacciavi intanto questo Ballo mio
Gradir, c'hora è pur nato, e che se'n viene
Al mondo, e à Voi, per farsi più perfetto.
Il Cavaliere farà questa prima Mutanza di Gagliarda di quattro
tempi, quella che meglio li parerà à lui, pur che sia principiata,
& finita col piè sinistro innanzi; vi può anco far delle Capriole se le
Nè li cal, che l'ottava Sfera orbata
Ne sia, pur che ne resti il Mondo adorno
Di vista sì celeste, e così grata;
LAURA, se pur sei Laura,
Ch'ogn'arso cor d'Amor dolce ristaura;
Voi sete, e foste nel primiero assalto
Stame al mio laccio, e pur m'è sì soave
Vedervi, udirvi, e'n Voi star sempre intento.
È Vener forse, ò di tre Gratie l'una,
Ò Ninfa, ò pur del Sol l'alma sorella?
Vener saria s'havesse in man facella,