Caroso Concordance Output: oue
Givan scherZando i pargoletti Amori.
Ove il Sommo PASTORE
Piantò sei Gigli d'aZzurro colore;
à modo d'una S, si come s'è detto di sopra, & uno andrà
da un capo della sala, overo in altro luogo ove si ballerà, & l'altro
da un'altro capo, ritrovandosi al fin del tempo in prospettiva
spianato in terra, à tempo d'una battuta Semibreve, in quel medesimo
luogo ove era prima; & questo ultimo passo farassi col calarlo
à tempo d'una Semibreve, come hò detto di sopra, talche queste
in questo modo và fatto. Et perche questi passetti si fanno presti
correndo per sala, od altro luogo ove si balli, per questa ragione è dimandato
Seguito Scorso, perche si fà scorrendo.
principierà à voler fare detto Ballo, piglierà nove Dame, & tutte
le porrà al filo da un capo della sala, ò luogo ove si ballerà; dopò
inviterà otto Principi, ò Cavalieri, & pigliati si porranno ad un'altro
dritto della sua sedia, ò seggia che vogliam dire, distante intorno à
mezzo braccio, ove facendo la Riverenza à quella Principessa, ò à
qualunque altra persona si sia, prima che si ponga à sedere la salu
festa con poca sodisfattione d'ogn'uno. Però fia bene, che quando
una Dama è invitata à Nozze, over Festino, ove sà che vi si
Balli, gionta che sarà nella sala dove sarà la Sposa, gli faccia la sua
Poi ch'in parte si leva il valor Vostro.
Ove giunger non può pensando il core?
Dunque non fia chi troppo audace pensi
S'alza sovente de l'eternitate,
Ove l'alte frà noi cose create
Come in puro cristallo intende, e vede:
detto, restando però con il piè destro innanzi. Et perche questo è
un tempo solo, ove ci vanno tanti belli Moti, lo chiamo Tempo
Terminato, quasi dicat, che à dividere un pezzo di Terra frà due
RICCA Donna di pregio, e di valore
Più ch'altra in terra, ove il Ciel largo pose
L'eterne e vive sue belleZze ascose,
In VERGINIA s'appoggia il ricco Tempio
Ove à casta belleZza al tempo tolti
Mille Trofei consacra immortal gloria.
Nome, quel grado, che più quà giù s'ama,
Sì, ch'ei non s'alzi, ove con lodi aspira
Per quel sentiero, che virtù l'hà mostro
& due Continenze semigravi di tre battute per ciascheduna;
poi passeggiaranno per il luogo ove si ballarà con fare quattro
Seguiti brevi; dopò faranno due Passi semibrevi, & un Seguito
col piè destro. Dopò si voltaranno in prospettiva all'altro capo del luogo
ove si ballarà, senza lasciarsi, facendo due Trabucchetti gravi
d'una battuta l'uno, & tre presti, fatti à tempo di due battute,
per contrario, principiandolo col piè destro, ritornando però nel
luogo ove haran principiato il Ballo.
poi si voltaranno à man sinistra, facendo altri due Seguiti, &
uno andarà da un capo del luogo ove si ballarà, e l'altro dall'altro
capo; dopò ciò, all'incontro faranno due Passi puntati, & altri due
OCCHI sereni, ove s'annida Amore,
Vivi raggi del Sol, dolci facelle,
Di Voi la Gierarchia sola favelle,
Ove alZarsi non vaglia human valore.
Lumi leggiadri in cui mirar n'è dato
gli parerà, mà però invitando una per volta, &
le fermarà in capo della sala, ò in qualunque altro luogo ove si ballarà;
poi se son quattro, ò sei, egli harà da invitare un Cavaliere
Propria virtù, non valor d'altri, ò sorte,
Ove sempre vivran con raro essempio,
Lume immortal d'ogn'alma honesta, e bella;
Onde il Ciel de la terra s'innamora;
Queste son quelle guancie, ove l'Aurora
Coglie le rose in sù l'aprir del giorno.
avertendo la prima Dama come harà finito di ballare con il secondo
Cavaliere, andarà à ponersi in capo alla sala ove erano i Cavalieri;
& cosi parimente faranno i Cavalieri al luogo di Esse: l'altre Dame,
& averta, che non debba mai licentiarsi in mezzo alla sala, ma
ritirarsi incontro alla sua sedia ove stava à sedere, & voltandosi in
prospettiva al Cavaliere, amendue faranno la Riverenza à tempo
del Suono, facendo un sghinzo, con voltarsi un poco con la persona
da quella banda ove ella vedrà che sia la coda della veste: &
facendo questo gratioso Moto, si come vi hò detto all'Avertimento
Labbia, ch'a' rubin fate invidia, e scorno;
Denti di perle; gola, ove d'intorno
Volan'armati i pargoletti Amori;
SE ne la Selva Idea, ove il Pastore,
À mille Tauri diè vincendo il vanto,