Caroso Concordance Output: occhi
faccia movimento con le dita, ma vò che porti la persona dritta,
& la testa alzata; ma non gli occhi tanto disformi alzati, che sii tacciato
da tutti, con dir che par che sii Astrologo, che contempli le stelle;
riposerà meglio. Averta anco di non tener tanto la berretta, ò il
cappello calata giù, che appena si vedan gli occhi, ne meno la tenga
in testa da una banda, si come sogliono far alcuni, atteso che fà
di tenere qualche ragionamento con quelle che appresso à lei staranno
à sedere; ma sopra tutto con gli occhi modesti, che non gli vaccilla
hor quà, hor là, perche non sarebbe stimata persona savia, e di
più gratiosamente, che alzandola nell'altro modo. Anchor porrà
mente di non alzar mai gli occhi troppo alti ballando, come alcune
fanno; ne andrà girando mo quà mo là la testa, per riguardare questo,
M. Ballando, ci sono alcune Spose, & altre Dame, che per tener
troppo gli occhi bassi, i Cavalieri, non sapendo qual di loro sia l'invitato,
s'alza uno per un'altro; & alcune volte, per lo gran desiderio
di ballare, porgono à quella le lor mani; & cosi aviene, ch'ella
non sà qual si debba pigliare. Però è bene di portar gli occhi à mezz'aria,
& quando ella vorrà invitare alcun Cavaliere, lo dee mirare,
delle calze, & altre loro cose, che per modestia resto di dirle,
le quali io co'proprii occhi hò visto cader loro, & ricoltole; cosa
assai vergognosa. Però, prima che partano di casa, bisgona che
DONNA Real da cui begl'occhi Amore
Di beltà nuova, un nuovo Sol n'hà mostro,
L'eterne e vive sue belleZze ascose,
Che ne i begl'occhi accolte appaion fore:
Un humil cor, che non può far'honore
Al bel viso seren Venere bella,
E son gli occhi, e'l suo ciglio arco, e facella,
Ch'usa Amor, quando in cor gentil s'indon
Così ne la Tua viva, e chiara luce,
Occhi beati miei, voi pur vedete
I gran misterij del divin'Amore.
Del volto, delle chiome, e'l chiaro Sole
De bei Vostri occhi; e l'altre rare, e sole
Parti di cosi degno alto lavoro?
MENTRE tengo pur gli occhi, e'l cor avolto
A Voi Donna, più ch'altri al Ciel diletta,
Rimaner cieco, e non finir l'impresa,
O fiamma tal per gli occhi in lui scendea
Nel rimaner di dentro à l'alma appresa,
Cosi à te stessa acquistar pregio impara,
E pascer gli occhi d'immortai faville,
Che folgorando escon da tuoi bei rai:
OCCHI sereni, ove s'annida Amore,
Vivi raggi del Sol, dolci facelle,
Al suon de le dolcissime parole;
E vedrà ancor, mentre i begli occhi move
Al suo valor, quanto fia piano, e leve
Coglie le rose in sù l'aprir del giorno.
Ne gli occhi, ch'al Sol fanno illustre scorno,
Amor le faci accende, e i dardi indora
Ma che dico io? s'in mio favor tenete
Gli occhi, e i piè destri fra le Donne prime,
El vostro pregio à quelle tutte è Duce.
Quinci mostrate nel bel Vostro volto,
E ne begli occhi, à ch'n Voi fisso miri,
Del Sole'l lume, e'l corso delle Stelle.
Gite ondeggiando in su'l bel viso adorno;
Occhi usi aprire à meZza notte il giorno;
Guancie, ov'il verno ancor ridon'i fiori;
GIULIA MATTEI, che di beltà sei rara
Donna, da cui begli occhi escono fuore
Tanti rai d'honestate, e di valore,
E che non dica: Ahi perche troppo tardi,
Lassa, apersi quest'occhi in sì bel viso.
I strali. E gli color? Ardore, e gelo.
Come han quegli occhi tal virtù dal Cielo,
Ch'involan gli altrui spirti? È perche Amore