Caroso Concordance Output: non
Casa Farnese (prima, e più riguardevole frà le Romane)
io non fosse antico, e divotissimo servitore, come
altresi son favorito, & honorato di gratie, e d'honori
Che de suoi raggi homai spenta cadea:
Se ben più tardo assai, ch'io non dovea
A riverirui, & adorarvi vegno,
Fra speranZa, e timor l'alma assicura,
Sì ch'ogni moto osserva, e non sen parte.
Qui ordisce inganni, e de qui il tempo fura,
À Voi Natura hà dato in sorte, e sete
Vero Pittor d'immagini non finte,
Cui far cento atti à vostre voglie fate.
Cui far cento atti à vostre voglie fate.
E sarete immortal, poi che non pinte
Son le pitture vostre, anZi incarnate,
attioni dilettevoli, e gioconde; frà le quali hà
luogo l'uso del Ballare, parte di non minor dilettatione, ornamento,
& stima dell'altre; poi che nelle conversationi, & società humane eccita
E se l'eccellenza, e dignità delle cose si giudica dalla stima,
in che elle sono, ò siano state: non è dubbio, che non pur'hoggi cominci
questo essercitio ad esser' in conto; perche fù anchora stimato, & usa
questo essercitio ad esser' in conto; perche fù anchora stimato, & usa
to appresso à gl'antichi, i quali non solo se ne servirono ne i trattenimenti
Comici, e Tragici, ò feste publiche, ma anco nelli atti della loro
ciò fosse desiderosa; per questo hò voluto fare, si come fà l'Orsa, che
nel partorire ella fà un pezzo di carne, cosa che non fanno gli altri ani
mali rationali, & irrationali; onde con tanto leccarlo con la lingua,
gloria. Godinlo hora, & se ne vagliano quei spirti più Nobili, a' quali
fia più aggradito; ch'io da loro maggior contento non potrò ricevere,
che l'udire essi dalle mie fatiche haverne qualche buon ammaestramento,
M. Il cavarsi la berretta, od il cappello, figliuolo, mio, sappi, che non
significa altro, che honorare quella persona, la quale hai animo di
dinanzi, ò à quelle di dietro, il sudore, che suol'essere attaccato
à gli orli della berretta, non potendo ogn'uno portarla sempre nuova:
& in qualunque di questi modi, viene à fare sconcia, & schifa
di testa, & calando ben giù il braccio destro; avertendo però che cavata,
che l'hà non faccia finta di baciar detta berretta, nè men la
porga innanzi à quella persona à chi la cava, atteso che fà, si come hò
la berretta con la man destra, la dei subito porgere alla sinistra;
dopò farai finta di baciarti la tua man destra, non arrivandola però
alla bocca, et ella farà il medesimo: allhora tu la piglierai per la mano
D. Perche più col sinistro, & non col destro, atteso che poco prima
U.S. m'hà detto, che nel cavar la berretta, si deve cavar con la mano
adorare; & si vede per isperienza ad ogni persona, che cava la berretta,
che sempre la cava con la man destra, eccetto se quel tale non
fosse mancino, overo d'altra cagione impedito, che è contra natura.
D. NON hò Sig. Maestro mio mai da persona alcuna altra inteso
tale ammaestramento, ch'ella m'hà dato; le dico certo,
tale ammaestramento, ch'ella m'hà dato; le dico certo,
che m'è piaciuto oltre à modo; però non vorrei, che
vi fosse restato di spianarmi un cosi fatto dubbio, per quanto hò caro
in prospettiva alla Dama, od à qualunque altra persona, che la farai,
sia ballando, ò fuor de balli, e pon mente di non fare, come generalmente
fanno tutti, che l'un piede mira à Sirocco, & l'altro à
Tramontana, che paion, che habbiano naturalmente i piè storti, &
questo genera bruttissima vista. Ma perche questa Riverenza non
si fà se non solo à questi due Balli, bisogna, che nel principio delle sonate
loro tu alzi un poco la punta del piè sinistro, che troverai haver
punta sua al paro del calcagno del destro, tenendolo spianato in terra,
e non punto elevato dalla parte del calcagno; & che non la facci
con la punta del piè, nè meno lo tiri troppo indietro, nè l'allarghi, come
il moto delle due Continenze; & in questo modo hà da farsi la Riverenza
grave, divisa in sei battute: avertirai di non far detta Riverenza
volto con la prospettiva à circostanti, con salutarli, si come si
D. DEH non v'incresca dirmi per qual cagione la breve cosi
venga nomata, & donde derivata sia.
tutti i moti, & di tutte le attioni, che farò; & insieme dichiararmi,
come vadi fatta; vi prego à non mancar di farmi questa
gratia.
che il muovi, hai da piegare un poco il fianco sinistro, ponendo
ben mente di tener la testa diritta, & che non cali giù la spalla
sinistra, ma solo gli dii un cenno di gratia; & in dar quella gratia
ilqual'effetto si suol fare con alzarsi alquanto con le calcagna, & subito
calarle al tempo del suono; cosi si finisce la Continenza: & non
fare, come altri sogliono, i quali tralasciando di pavoneggiarsi con
D. DESIDEREREI intender la ragione, perche hoggi non
chiamiate questa Continenza Ordinaria, si come haveva
Salomone, egli si vede in stampa di rame, che andava in carrucula,
perche non poteva più caminare, perciò andava à modo d'un putto
d'un'anno, ch'essendo egli vecchissimo d'età di tanti, e tanti anni,
Si che dico, ch'io non sapevo allhora tanto di questa professione quanto
hora, che hò dirugginato il mio cervello, però l'hò ridotta à vera
D. INTORNO à questo Passo trovo, (Sig. Maestro mio)
che nella prima opera vostra diceste Puntata, & non
Passo Puntato; à me certo pare, che rimoviate cosi i nomi,
come i Balli tutti sottosopra: dicami di gratia, con che ragione si
sia mossa à ciò fare, & perche lo dimandi Passo Puntato, & non
Puntata, come prima si dimandava.
è derivato da quattro ragioni, cioè s'un Cavaliere, over Dama farà
un passo, non si fermerà mai con quello cosi sbarrato, come ad alcuni
male insegnati si vede spesso fare, perche non v'è stabilità alcuna,
si come si prova, perche s'un passeggia, ò (per dir meglio) camina,
se farà un passo col piè sinistro, il piè destro, ch'è sussequente,
convien che s'alzi alquanto il calcagno d'esso, & con ragione non
può fermarsi; ma se farà in questo modo, come ti mostro, che dopò
L'ultima ragione è, si come ogni dì si vede, in animale, ò cavallo
restio, il qual veggendo alcuna cosa, che gli faccia ombra, non segue
il suo camino, ma si ferma con i piedi tutti pari, & non dispari;
& colui, che il vede à quella maniera fermato, dice, Ò quella bestia
s'è appuntata. Da queste ragioni adunque si deve chiamare
Passo Puntato, & non Puntata.
che questo Passo Puntato Semigrave, si usa fare nella Bassa,
& Alta, & non ne i Balletti, & si fà con tre battute ordinarie
di Musica, & però si dimanda Semigrave; & prima che si
figliuol mio, spianato il tuo dubbio, perche hora chiamo Passo
Puntato, & non Puntata. Hora discorrerò sopra i Passi Puntati
Brevi, & Semibrevi.
D. VI prego, caro Sig. Maestro, mi dichiariate come van fatti
questi Passi, & ditemi anco perche non gli chiamate
più Puntata, come prima.
D. PER qual cagione fatte chiamare (Signor Maestro) hora
questo nome di Passo Naturale, & non di Passo
Grave, come diceva prima, & dicami di gratia donde
Dopò con l'altro piede, che havrà indietro, farà il medesimo caminando
innanzi, & questo già non gli lo impara la Balia, nè men la
Madre, atteso che la natura da sè gli fà fare detti moti, & non le
predette donne, si come gl'imparano il parlare; & per isperienza,
che è mezza battuta, & poi lo spingerai innanzi, come appunto
s'è detto della Puntata Semibreve, avertendo di non farlo troppo
sforzato; poi succederà il destro, che sarà indietro, & lo sporgerai innanzi,
di quel piè, e fà bellissima vista; & anco di portar le punte
de i piedi diritte, & non come alcuni fanno, che una punta de piè
mira à Levante, & un'altra à Ponente; & per questa ragione è
mira à Levante, & un'altra à Ponente; & per questa ragione è
necessario ad ogni persona imparare il ballare, se non per altro, solo
per il saper passeggiar bene, acciò sia aggradito, & non deriso da
chi lo vede passeggiare. Hora tratterò come si debban far i Passi
M. La ragion'è, che in far questo Seguito spezzato grave, si
fà la metà più grave, che non si fà nel Seguito spezzato ordinario;
& cosi l'ho voluto hoggi nominare, perche si dee fare secondo la
del Passeggio, & da cosi fatto spezzamento hà egli acquistato il
proprio nome di Spezzato grave, il qual non serve però ad altro Ballo,
che à quello di Tordiglione.
s'appartiene cosi al Cavaliere, come alla Dama con cui ballerà; &
ogn'uno deve schiffare di non fare quel moto, che prima si faceva
al primo passo, che sporgevano la vita innanzi, & poi la tiravano
stendendo ben'il ginocchio, & il calerai subito in terra; avertendo à
non spianarlo, & vi ballarai un poco à modo d'un saltetto; poi
farai un'altro passetto col destro piede, tanto che il vano di questo
piede sia al pari della punta del sinistro; l'ultimo passo, che sarà
Semibreve, spingerai innanzi, ma non che sia sforzato, ma che sia
spianato, facendolo però nel medesimo modo, si come di sopra t'hò
Maestro alcuno, potrà da quì innanzi facilissimamente apprendere
cotesta nobil virtù del Ballare; però di nuovo la prego non le
rincresca dirmi, come hò da fare questo Seguito Doppio, & donde
D. IO vi ringratio, di quanto fino à quì v'è piaciuto dirmi,
con non minor efficacia vi prego a seguitare.
M. Non è cosa, che (per farti in questa scienza a riuscir valen
te) io sia per negarti. La onde ti dico, che segue al già insegnato
il Spezzato farai, si come t'hò dimostrato nella Regola sua.
Per questa ragione adunque lo chiamo Semidoppio Ornato, non già
ch'egli sia semi, ma ornato; & per questo gli hò dato questo nome.
D. SE il ragionar non vi stanca, seguite di gratia dichiarandomi,
da che il capricioso moto nomato Seguito Trangato
M. Non ti paia capricioso cosi fatto nome, perche è molto proprio;
& questo Seguito Trangato và fatto ad un Ballo detto il Conto
quasi dicat, pare, che qualche cosa nel far quel moto gli habbia punto
quel piè, & si ritranga di caminare, atteso, che non fà il moto naturale
del caminare, come quando non vi era puntione; onde da questo
trangare, è derivato questo nome Seguito Trangato, si come por
rò nel suo luogo nella Regola del Passo Trangato, come debba farsi.
Ma non più di questo, bastando quanto t'hò detto, e ragionarotti
del Seguito Finto.
D. QUI mi nasce un dubbio, che non mi par picciolo.
poi col destro bisogna porre la punta di dietro al calcagno del sinistro,
e questo và fatto ad una battuta tripla; & non porla al pari,
come altri fanno, perche à questo modo facendo, sarebbe falso, atteso,
& calare và fatto ad un'altra battuta come di sopra: avertendo
di non fare quelli moti di spingere innanzi, nè ritirare in dietro
la persona, atteso che fà un moto lussurioso, & schiffo a'riguardanti
sempre agilmente, & in punta di piedi; avertendo, che la Dama
nel farli, non faccia sentir niente il rumor delle pianelle, & porti
la persona dritta, & non passi con la punta del piè sinistro la metà
del destro, portandoli distanti se non due dita l'un dall'altro;
& questo ella hà da fare sino al numero de detti dieci passetti; &
M. Pochi più mi restano à dichiararti, & per non tenerti
à bada, ti dico, che volendo far il Seguito Spezzato schisciato,
nel fargli sempre si strascinano, ò si schisciano i piedi. Onde vengo
à dirti alcune cose di non picciol momento intorno à i Doppi.
& però si chiama Passo Puntato Doppio, & da questo hà egli preso
cosi fatto nome; ne di lui altro mi resta dirti, se non, che và fatto
alli Balletti.
& questo và alle Cascarde. M'intendi
tu? Et quì non lascierò di dichiararti come
vadi fatto il Doppio alla
D. VI hò inteso, & non mi si scorderà; venite pure à questo
alla Spagnuola.
passo: & questo è il modo, & la Regola come si vuol fare.
Hor di questo non ti dirò altro, ma passerò à dichiararti il Doppio
alla Francese.
D. SE io non erro, non vi resta più intorno à questi Doppi dirmi,
se non di quello alla Francese.
si posa in terra, s'hà da levare il destro in aria, unendolo intorno
à due dita vicino al sinistro; ma averti di non posarlo in terra,
& questo farai leggiermente in punta di piede, tenendo amendue
punta del calcagno del destro, & distante due dita; ma che le punte
de'piedi vadino sempre dritte, & non storte, come hoggidì si
vede fare à coloro, che gli fanno; & questo si farà sempre in punta
si fà cosi nella Gagliarda, come in qual si voglia altro Ballo,
perche non facendovisi Fioretti tramischiati in essa, pare un'attione
mota; ma col fare questi Fioretti s'adorna, & si fiorisce
M. Ascoltami pure, che non mancherò. Stando tu con la persona
dritta, & con le gambe ben distese, inarborerai un poco il piè sinistro
fatti à piè pari per fianco, che cercherai di ricordarti, perche di lui
non ti dirò altro; ma verrò à dirti del Fioretto battuto al Canario.
D. BEN me ne ricorderò io, (non temete) ne lasciate d'andarmi
con cosi facile ordine disgrossando.
Et di quì è derivato questo nome, che sempre và battuto, & non
và fatto, come gli altri; & per questa ragione si chiama Fioretto
M. Hora sappi, che anticamente questo nome de i cinque Passi
era falso, non essendo il numero loro in effetto più di due; & ciò ti
mostro io cosi. Prima farai un Zoppetto col piè destro in terra,
inarborando il sinistro innanzi; poi lo calerai giù dritto à piombo,
& questo è un passo, & non salterai, stendendo bene il ginocchio;
et non bisogna fare, come già si soleva far, che quando si calava il piè
sinistro, in quello istante s'alzava il destro in dietro, che pareva proprio,
trovava prima, si alza di nuovo il destro innanzi: & questo si chiama
Passo in aria; talche son due, si come t'hò detto, & non cinque;
cioè il secondo fermato in terra; & questo, ch'è alla quarta battuta
alquanto le ginocchia; avertendo nel far la predetta Cadenza, che i
piedi non sieno troppo sgarrati, ma tanto, che la punta del destro sia
distante dal calcagno del sinistro quattro dita in circa, con tener le
sempre porta i piedi dritti; & l'una mano, la quale sarà la sinistra,
porrai sopra il pomo della spada, acciò non vada anchora ella ballando;
& la destra la terrai ben stesa giù, movendola secondo che à te
& la destra la terrai ben stesa giù, movendola secondo che à te
parrà in maniera più gratiosa, che non sarebbe tenendola calata senza
moverla; onde parerebbe, che havessi il rottorio, ò cauterio à quel
faccia movimento con le dita, ma vò che porti la persona dritta,
& la testa alzata; ma non gli occhi tanto disformi alzati, che sii tacciato
da tutti, con dir che par che sii Astrologo, che contempli le stelle;
due Mutanza, quella che si fà col sinistro, si faccia col destro;
& non facci, come sogliono fare alcuni, li quali, come col piede sinistro
havran fatta una Mutanza di quattro, ò di sei tempi; col destro
poi ne faranno un'altra in un'altro modo, ma pur di tanti
tempi. Ti dico, che la Mutanza andrà bene, ma non già secondo la
Regola che t'hò detto, perche bisogna, che i moti, & l'attioni sieno
Ballo della Gagliarda) che principiano la Mutanza col piè sinistro,
& à tempo del suono col destro innanzi la finiscono, non fan bene.
gratia, & conclusa la Mutanza al tempo del suono; ma guarda se tu
l'hai fatta con misura; ch'altro non vuol dire la misura, ch'il compassare
con regola, quella cosa che si fà, come t'hò mostrato nel principio
che si farà col sinistro, si hà da fare col destro. Perche dunque si fà
nel principiare la Riverenza col sinistro, & non si dee finire col
destro, accioche questo moto, tanto ne habbia l'uno, come l'altro
luogo nel quale haverà cominciato à farlo, con l'istesso piè destro.
Altro non sò, che mi resta dirti intorno à prenomati Salti. Hora è
tempo di ragionarti delle Capriole.
& s'hà da ritrovare con i piedi, si come l'hà principiata, altrimente
sarebbe falsa, & pessima, che non ti scorderai. Et sopra ciò
havendoti detto à bastanza, resta hora che ti dica della Capriola
al sinistro, lasciandosi cader leggiermente in punta de piedi col
piè destro un poco in dietro; & non cadere co i piedi larghi, come
alcuni fanno, perche fà bruttissima vista; & dando gratia ad ogni
Cadenza, con allargare alquanto le ginocchia; però cosi và
fatta, & non altrimente: & dall'incrocicchiare,
overo intrecciare i piedi, procede questo
D. MI pare che non resta più che dire intorno alle Capriole, onde
vi prego, che vi piaccia di venire à mostrarmi come
overo Scambiata, perche cambia il movimento, col qual và fatto,
atteso che non se ne può fare, se non un solo; & questo ti può bastare:
& venirò à dichiararti, come si dee fare il Trango, & da
D. NON lasciate, di gratia, di dire come si debba fare.
D. DEH non tardate più à ragionare del Sottopiede, perche
molto desidero à saperlo.
gratiosamente, con allargare alquanto le ginocchia; avertendo nel
farlo di non trabuccare da nessuna banda, (come alcuni fanno) &
per questo girare à modo d'un pirlo (che altri chiamano gomitolo,
à guisa del martello, che suona la Campanella, la prima botta nel sonar
la dà in dietro, & in dietro finisce di dar la botta, quando non
vol, che suoni più. Et per questo hà preso il nome di Campanella:
medesimo ordine. Et però da questo effetto, ch'un piede ricaccia l'altro;
hà preso tal nome di Recacciata; ma non vò restare di discorrer
come van fatti questi moti di punta, e calcagno.
D. SE questo moto non è molto difficile, vò subito impararlo.
M. Questo si farà nel medesimo modo, si come t'hò mostrato
nella Regola di far lo Spezzato, altro non resta solo, che
se lo farai col sinistro, unirai al fin di detto Spezzato il piè destro;
& da questo effetto di puntare il piè al detto Spezzato, hà preso
quest'atto il nome di Spezzato puntato; che non è però tanto difficile,
quanto tu credevi. Hora dirotti dello Spezzato finto.
& è falsissimo quel moto, si come ti hò detto ad un'altra mia
Regola, atteso che quel piè, che si trova innanzi, non può caminare
innanzi, perche è moto contra la natura fatto, & per questo bisogna
& perche fingi d'andare in dietro, & poi torni subito in detto
luogo; da questo hà pigliato cosi fatto nome, e di ciò non hò altro che
dirti; ma ti dichiarerò dello Spezzato Alterato come dee farsi.
& per questa ragione si chiama Spezzato Alterato; perche egli và
alterato con farli quel Zoppetto nel principiarlo; ma non vò restar
di ragionarti dello Spezzato Doppio alterato, quale è un moto molto
donde è derivato questo Dattile, & come dee esser
fatto, atteso che nell'altra opera sua, non v'era nè Dattilo,
nè Spondeo, nè Saffice, nè Destice, nè Corinto; però io desidero
M. Sommamente mi piace il desiderio tuo, però non vò restare di farti
capace de detti moti, & la ragione donde son derivati; onde in prima
piede destro, che prima si soleva far un Spezzato, che alle volte
non tornava bene à far quel Spezzato ad alcuni Balli, & massime
alle Cascarde, perche si trovava falso col piè, ma facendo in questo
questa sua sufficienza, hà preso questo nome di Saffice, che ti pareva
nome tanto scabroso: ma con tutto ciò, non vò restare di mostrarti,
come hai da fare il Destice.
hà dato, che m'hà fatto capace della vera Regola, ch'ella
hà data, però desidero non resti, di mostrarmi questo
Destice, & donde deriva.
i nomi, e cognomi di tutti i Moti, che vanno ad ogni sorte
de Balli, onde per questo non vò mancare gratiosamente mostrarteli,
acciò possi essere d'essi eccellente possessore; per tanto à voler fare
gratiosissima vista; onde da questo destriggiar di vita, hà preso
questo nome di Destice; però non vò mancare di mostrarti, come
hai da far il Corinto.
ordini dell'Architettura, nel quarto vi và il Corinto, però desidero
che non resti dirmelo, che mi sarà oltra modo carissimo.
Tempo, e Misura. Per tanto ti dico, che se un Architetto vol
fare un bel Palazzo, & che non sia eccellente, lo farà, ma alle volte
vi sarà alcun mancamento, non per questo lascierà di chiamarsi
Palazzo, ma sempre sarà tassato di quel mancamento c'hà fatto.
che la fà, convien che la faccia con vera Regola, e con perfetta
Theorica, & non per prattica; & à voler far questo Corinto, bisogna
col piè sinistro facci tre Riprese, & un Trabucchetto fiancheggiato,
M. Mi piace questo tuo honesto desiderio, & per
ciò non vò mancare di compiacerti; però dico, che ne i Balletti, ò nelle
Basse gravi, porterà la Cappa, ò il Ferraiolo con i lembi di essi giù,
che stieno pari, & col braccio sinistro alzerà la metà della banda
sinistra di esso, ponendola sopra la spalla sinistra, & averta di non
coprire la guardia della Spada; & col braccio sinistro hà da stringerla,
coprire la guardia della Spada; & col braccio sinistro hà da stringerla,
acciò non caschi, & il lembo di essa hà da porlo di dietro alla
guardia della Spada; perche se la portasse con amendue i lembi calati
giù, senza alzar quello, parerebbe un Pedante; perche se fosse la
Cappa d'ormesino, ò telletta facilmente li potrebbe cascare, & non
sarebbe cosa da Cavaliere, & massime ballando la Gagliarda, ò la
si come ti mostra le figure del Ballo chiamato Contentezza
d'Amore: avertendo di non ballar giamai senza la Cappa, perche
fà bruttissima vista, ne è cosa da Nobile. Ballando detti Balli alterati,
& trovandosi la Spada, terrà quella con la sinistra mano,
acciò ch'ella non vada vaneggiando; & ritrovandosi nel Ballo haver
poco campo, tenendola con la mano, la rivolterà alquanto con
poco campo, tenendola con la mano, la rivolterà alquanto con
l'istessa mano, facendo che la punta penda dinanzi, acciò non offenda
coloro che gli stan di dietro assettati. Et havendo campo la lascia
coloro che gli stan di dietro assettati. Et havendo campo la lascia
andar al solito; ma averta di non calar con la mano tanto la
guardia d'essa, che la punta risguarda l'aria, che cosi facendo, parerebbe
tanto stretti, che essendo invitati dalle Dame, nel voler andare à
pigliar la mano, stanno più di un'Ave Maria à cavarselo, & non
potendo con la mano, vi adoprano anco i denti; & alle volte in far
di far'è goffo, & stà male, perche alle Dame è lecito portare alle
veste loro lo strascino, ò la coda, che vogliam dire, ma non già a'
Cavalier ciò si conviene. Ci sono ancora altri, li quali, ballando pure,
l'uno è, che vengono à coprir la guardia della Spada; & l'altro è,
che la Spada resta impedita sì, che s'accadesse lor di seruirsene, non
potrebbono, & correrebbono pericolo della vita, ch'è maniera brutta,
M. Si che s'usano, ma come cosa fuori della profession mia non te ne
voleva ragionare, ma poi che me ne domandi son costretto à dirti il
à portare i lembi della Cappa, ò del Mantello, che si sia, uguali sì
che l'un non penda più dell'altro, perche oltre che fà brutto vedere,
è necessario anchora, ch'egli scuopra le parti dinanzi della vita
sua, & che porti le mani pendenti giù, & tenendo con esse amendue
le parti della Cappa, ò Ferraiolo; & questo per non dar sospetto
alcuno à quel Re di portarsi sotto alcuna cosa da nuocergli, come
alcuno à quel Re di portarsi sotto alcuna cosa da nuocergli, come
à nostri tempi, non sono anchora molti anni, s'è veduto avenire;
però fia bene portar le mani scoperte, & la Cappa, ò Ferraiolo
tornando di nuovo à far vista di volerle baciare il ginocchio. Dei
sapere, che nel farle l'ultima riverenza non dee stare in prospettiva
di S. Maestà, ma un poco dal lato, sì che il Re stia à man dritta;
D. SIGNOR Maestro, vi prego non mancate à dirmi,
come un Cavaliere debba star assettato, atteso che questo
modi è commendato, et in essa si potrà tener il fazzoletto, i guanti,
overo fiore, per darle vaghezza; & averta in appoggiarsi di non ritirarsi
troppo in dietro, atteso che s'è visto cadere alle volte, quando
troppo in dietro, atteso che s'è visto cadere alle volte, quando
la sedia non è stata appoggiata al muro, od à qualche altro luogo,
& etiam che stia appoggiata, non stà bene che egli s'appoggia con
la vita troppo in dietro, perche convien per forza, ch'egli alza i piedi,
& alzandoli, oltre che fà brutta, & sconcia vista alli astanti,
più tosto si conquassa, che si riposa, & questo perche non posa i piedi
al pavimento. Accioche dunque il detto Cavaliere non possa esser
da nessuno tacciato, fia bene à sedere à mezza sedia, che cosi facendo
i piedi giungeranno al pari della terra, ò pavimento; avertendo,
che i detti piedi stiano quasi al pari, e non incrocicchiati, & allar
gati, come alcuni sogliono fare; & in questo modo starà da vero
Cavaliere, & con ogni regola, & con ogni decoro assettato, & si
riposerà meglio. Averta anco di non tener tanto la berretta, ò il
cappello calata giù, che appena si vedan gli occhi, ne meno la tenga
D. NON mi date (Signor Maestro) alcuno ammaestramento,
come i Cavalieri sù le feste si debbono governare?
Principe, ò un Cavaliere anderà ad un festino, & essendo egli da
una Dama invitato, non stà bene che un'altro si ponga nel suo
luogo; & se pur vi si porrà, quando quello havrà finito di ballare,
sarà ragionevole cosa ch'egli gli renda con ogni creanza il luogo suo;
& se questo, per soverchia sua modestia, non volesse che si levasse,
fingerà almen di volersi levar, per restituirgli, come il dover richiede,
acconsentendo ch'egli si levi, glie ne offerir à la metà, accioche
non sia costretto di starsi sempre in piedi: & ciò facendo, oltre che
sarà da ogn'uno amato, & lodato, farà atto degno da Gentil'huo
Cavalieri, di stare à i lor luoghi deputati, che questo richiede l'ordine
cavalleresco; & non fare, come hoggidì si costuma, se uno stà à
sedere, che sia gionto prima al festino, un'altro si fà portare una
anzi si mettono innanzi à Cardinali, à Signori, & ad Ambasciatori,
& vengono à restringere il campo dove si balla; & questo non
per altro lo fanno, se non per essere invitati dalle Dame à ballare;
& da quei pigliano esempio i Cavalieri, & i Gentil'huomini,
& da quei pigliano esempio i Cavalieri, & i Gentil'huomini,
di porse anco loro avanti, & di fare strepito; che alle volte per non
esservi luogo da poter ballare, & anco per star i Cavalieri à sedere
appresso alle Dame, i Padroni de i festini fanno finire più tosto,
che non farebbono la festa, anzi molto peggio, alle volte è
avenuto, che son nate delle questioni. Però è bene d'osservare
& ogn'uno vorrebbe ballar con quelle; & al fin, quelli
che guida, & che hà dato principio al Ballo, resta che non balla con
quella Dama che hà levata prima, che di giusta ragione verebbe
à restare in Ballo, dopò finito detto Furioso; onde resta per tal dissunione
un'altra in Ballo; & per questo non la favorisce quel Cavaliere,
ma la disfavorisce. Dunque per evitare i scandali, che potrebbono
& humil natura; avisando, che se eglino fossero scarsi, & privi di
parole, come sono d'opere, che gli huomini non gli potrebbero sofferire;
e nel vero cosi è.
cosa, & tanto maggiormente à quelle che son Nobili, & Nobilissime;
la ragione è, che se non le san fare, le persone che vedranno
quelle, dicono questa Dama fà del grande, & non si degna; ma non
penetrano, che ciò procede dal non saperle fare. Però in prima bisogna,
che la Dama impara di fare la Riverenza grave, & quando
Ballo: decima come hà da stare nel Festino mentre
non è presa à Ballare: & in fine,
come s'hà da licentiare.
un poco il corpo, & dritta la testa, & subito piegato s'alzerà pian
piano sù, unendo il piè al suo luogo; & averta di non fare, si come
sogliono fare alcune altre, che prima si ritirano in dietro piegando
che paion i Frati Zoccolanti. Onde per voler caminar bene, &
per tener ben le pianelle in piedi, acciò non si storca, ò sghinsa, che
per non saperle portare le schiantano, & più delle volte cascano,
come ne i Festini, & alle Chiese s'è visto, e vede; però fia bene nel
nell'alzare si stende il ginocchio di quel piè & stendendolo, verrà
à portare la persona leggiadra, e dritta, oltre che non le cascarà la
pianella da quel piè, & alzandola, non la strascinerà, nè meno ver
rà à fare niuno spiacevol rumore. Poi la calerà, & con l'altro piè
sussequente farà il medesimo; & cosi facendo, & osservando anderà
con ogni gratia, decoro, & bellezza, meglio che non farebbero
caminando nel modo di prima: perche altro è il naturale, altro è il
rendere, & dare honore all'altre, che le vanno à visitare; ma ce
ne sono anco di quelle che le visitano, che peccano, ò per non saperle
creanze, ò per superbia non le fanno: quelle che per ignoranza
non le fanno, doveranno volontieri impararle, accioche ritrovandosi
à nobil Feste, & venendo invitate à Ballare, non sieno
dalle altre schernite. La onde bisogna, che cosi tosto che vedrà
senza però accostarsela alla bocca, ma tenendola alquanto discosta,
& piegandola un poco, e non tener la dritta, che pareria fosse strop
piata; et nel far quel moto, farà la Riverenza grave, si come t'hò mostrato,
piata; et nel far quel moto, farà la Riverenza grave, si come t'hò mostrato,
facendo finta di baciarle la mano destra: ma se non è uguale
à quella tale Principessa, ò gran Dama, farà finta di baciarle il ginocchio.
Et quello Principessa hà da far la Riverenza, con far'il
medesimo, se sarà par sua, se non, harà da far finta d'alzarla con le
mani, & pigliar con la man destra sua, la sinistra di quella ch'è visitante;
sogliono, avanti che sedono, con la loro man destra di dietro
pigliar la veste, & alzarla per far che la coda non resti fuora
della sedia, onde anco questo è dishonesto costume, rappresentando
terà, dopò si volgerà à man destra, e salutarà l'altra gratiosamente;
& nell'assettarsi, à modo alcuno non debba alzarsi la coda della
veste, ch'è spiacevol maniera; ma verrà à por da sè la coda sotto il
di quella, i piedi si poseranno al pari della terra, & la faldiglia
con la veste similmente; avertendo di non mostrar mai le pianelle.
Et tenendo la veste in quell'altro modo alzata, la povere Dame, per
se sarà d'Estate; se sarà d'Inverno, terrà la manizza, ò mani
chetto, che altri chiami: & averta, che non stia come una statua,
ma alle volte fare alcun moto, ò mettersi i guanti; e se sarà d'Estate,
di tenere qualche ragionamento con quelle che appresso à lei staranno
à sedere; ma sopra tutto con gli occhi modesti, che non gli vaccilla
hor quà, hor là, perche non sarebbe stimata persona savia, e di
valore, ma vana.
M. Vengo, & dico, che il medesimo ordine hà da tenere la
Dama quando si vorrà sedere in sedia bassa, ma per non haver appoggi,
si porrà le mani sopra il grembo, & che la man sinistra stia
M. Ballando la Dama, nel ritirarsi, non alzerà mai con le mani la coda,
over strascino della veste, perche fà bruttissima vista, eccetto
over strascino della veste, perche fà bruttissima vista, eccetto
s'ella non si ritrovasse in luogo tanto angusto, che non potesse far di
meno; ma le darà però garbo nel ballare col primo passo, che si ritira,
più gratiosamente, che alzandola nell'altro modo. Anchor porrà
mente di non alzar mai gli occhi troppo alti ballando, come alcune
fanno; ne andrà girando mo quà mo là la testa, per riguardare questo,
parole: poi quella Signora saluterà anchora le altre Dame, che
le hanno fatto honore; & ponga mente di non sedere, se non gli vien
detto dalla Sposa, che siedi al lato suo, se vi sarà luogo; overo
detto dalla Sposa, che siedi al lato suo, se vi sarà luogo; overo
se dalle parenti sue non se le dà da sedere, perche sarebbe mala
creanza; & sedendo la Sposa hanno da seder tutte. Et anco
di baciarsi la mano; & dopò con la sua man destra, piglierà la sinistra
di detta Principessa, dandole la precedenza, se ben quella non
la volesse accettare, & cosi la condurrà à sedere dove ella stava assettata;
la Principessa hà da renderle honore avanti che segga; & quelle Signore,
che l'hanno fatto honore, con farle insieme Riverenza; non
sederano prima della Principessa. Dopoi con piacevoli, & dilettevoli
con la quale la Sposa hà da ricevere la Principessa, che
vadi ad honorar le sue Nozze; non vi sia grave insegnar
mi quella, che deve tenere nel partirsi la medesima Principessa.
d'andare accompagnare detta Signora, & cosi detta Sposa si porrà
al lato sinistro di quella Signora; & s'ella non volesse che l'accom
pagnasse per modestia, non resti di accompagnarla sino alla porta
della sala con le sue parenti, con baciarle la mano, facendo la Riverenza
M. Ballando, ci sono alcune Spose, & altre Dame, che per tener
troppo gli occhi bassi, i Cavalieri, non sapendo qual di loro sia l'invitato,
s'alza uno per un'altro; & alcune volte, per lo gran desiderio
di ballare, porgono à quella le lor mani; & cosi aviene, ch'ella
non sà qual si debba pigliare. Però è bene di portar gli occhi à mezz'aria,
& quando ella vorrà invitare alcun Cavaliere, lo dee mirare,
& quando ella vorrà invitare alcun Cavaliere, lo dee mirare,
acciò gl'altri che gli stanno à sedere vicino, ò di dietro, non
s'habbiano ad alzare, perche non habbia à succedere scandolo; &
levandosi quello Cavaliere ch'ella harà invitato, mentre gli fà la Riverenza,
guanti stretti, che per cavarsi il guanto destro, starà più d'un dir
d'Ave Maria, si come t'hò detto di sopra. Et però non è bene, che
la Dama stia all'incontro, perche par che facciano l'amor insieme;
di dietro à quello à sedero, overo starà vicino à lui, s'alzarà; & la
Dama gli farà un'affronto, con dirgli che non hà invitato lui, ma
quell'altro: questo è mal fatto, però essendosi levato colui, deve per
le creanze, convien ch'ella vadi in altro luogo à sedere: &
questo anco è mal fatto; perche dice il Proverbio, Non far ad altri,
quel che per te non vuoi.
standosi à sedere, che quella che sarà licentiata dal Ballare,
non potrà andar à sedere al suo luogo; però l'altre si devono scansare,
& farle luogo, acciò vi possa andare, nè sia costretta ch'ella si
al manicone della vesta, che sia posto mezzo dentro, e mezzo
fuori, per più vaghezza; & averta anco che non le casca qualche
guanto mentre Ballerà, perche è mal fatto, che è cagione, che si
%SECTION "Avertimento XXII"
Delle Dame che non sono invitate à Ballare.
M. Aviene spesse volte, che alcune Dame stanno à Festini,
senza esser giamai invitate à Ballare, onde non bisogna che quelle tali
stiano malenconiche, nè meste, ma che sforzino la natura loro, &
Non stà bene à Cavalieri anchor di usar soverchio favore alle
Dame, & deono invitare, & favorire quella, ò quelle che non son
mai state invitate: & cosi facendo saran graditi, & amati da quelle,
D. Piano, (Sig. Maestro mio) che desidero mi risolviate un dubbio,
che altre fiate hò sentito muovere, cioè, se non pure il Cavaliero,
ma etiamdio la Dama, che non renda il Ballo sia lodevole, ò biasimevole
creanza.
M. Cotesto tuo dubbio è degno di consideratione, & per ciò ti dico,
ch'è bene, che la prima volta si renda il Ballo, ma non già più, e più
volte, come alcuni inconsideratamente fanno, per ciò che cosi facendo
volte, come alcuni inconsideratamente fanno, per ciò che cosi facendo
genera nell'animo de festeggianti non picciol sospetto, che quel
Cavaliere, ò quella Dama ami più dell'honesto la persona che cosi
infastidito) manderà à dire alla sua moglie, che inviti quel
Principe, & ella risponderà, che non può, per convenirle rendere il
Ballo. Però (inquanto à me) dico, che d'una volta sola in sù, ogni
mente; & seguitando questa maniera, ogn'uno verrà à participare
del Festino: & non pur da me, ma anco trà molti Savi è stato
cosi deciso questo punto; cioè, che sia meglio à cosi fare, che non
era la prima usanza.
D. CERTO che molto bene m'havete risoluto il mio non vol
gar dubbio; però venite à dirmi, come la Dama si doverà
M. Quando la Dama Ballerà il Ballo detto il Piantone, ch'è più veduto
d'ogn'altro Ballo, non mai dee menar Ballando tanto qual si voglia
mano più dell'ordinario, come molte sogliono fare, (perche paiono
al lato sinistro. Similmente portando la pianta della mano per dentro
presso alla veste; & averta di non portarla con la pianta, ò
palma della mano volta verso la parte di dietro, come alcune fanno,
decoro, & bellezza. Et quì vò dire, che le Dame in Ballo, nel
pigliar per la mano i Cavalieri, non debbono pigliarli con havere il
guanto in mano, il che facendo, come ad alcune hò veduto fare,
ò qualunch'altra persona si sia, và ad invitare una Dama,
& ella fà resistenza di non andarci; & se ben'è pregata dal detto,
& da altre persone, con tutto ciò stà o stinata di non honorare quel
tale che la invita à Ballare. Ti dico, che non sta bene, percioche fà à
quei tali un'affronto; & di quì alle volte aviene che si finisce la
Riverenza, con le solite cerimonie convenienti à Dame; & s'ella
non hà animo di Ballare, non si smanti il panno listato, ò velo, che
harà in testa, & se ben le parenti della Sposa la sforzassero di sman
harà in testa, & se ben le parenti della Sposa la sforzassero di sman
tarla, per modo alcuno non dee consentire, più tosto se ne vadi in camera;
& se pur vol star fuori nella sala dove son l'altre à sedere,
& se pur vol star fuori nella sala dove son l'altre à sedere,
non si smanti, & debba star ad un cantone à vedere. Ma essendo
smantata, non è lecito di rifiutare l'invitto di quello che l'haverà
invitata à Ballare, perche è mala creanza; & averta, che s'ella
qual si voglia persona d'andare ad invitare à Ballare una che sederà
amantata in detta festa; e però se quella non accetta l'invitto,
non è colpa sua, ma da quel tale che la invita.
Poi ch'in parte si leva il valor Vostro.
Ove giunger non può pensando il core?
Dunque non fia chi troppo audace pensi
Render con opra di terreno stile
Honore à i pregi Vostri alteri, immensi:
Ma basti (e ciò Voi non habbiate à vile)
Che quanto à vera mortal Dea conviensi,
Ben al Vostro hò desio pari, ò simile,
Arte non già, c'hor vien che me l'invole;
Ma non fia (ch'io mi creda) almen disdetto
A sì alta Regina, in Tempio humile
quando ch'è un tempo di Sonata solo, Terminato) perche è con vera
Theorica fatto: & non al modo come si soleva far per prima,
quale era falsissimo; per questo l'hò corretta, & ridutta à vera perfettione,
di questo Ballo, che sono due battute triple; poi faranno un
Trabucchetto con il piè sinistro, & un Sottopiè col destro; & non
far la mezza Riverenza come si soleva far prima: & fatto c'haranno
la Chiusa s'haran da ritrovarsi in prospettiva, si come principiorno
il Ballo; & in evento che la Dama non sapesse far detta Mutanza
nel modo predetto, in luogo delli due Balzetti, con l'altre
Che ne i begl'occhi accolte appaion fore:
Un humil cor, che non può far'honore
Quanto conviensi alle divine cose,
se con il piè sinistro principiarà innanzi la Mutanza, harà da
finirla medesimamente con l'istesso piè innanzi; & non come molti
fanno, che principiano la Mutanza con la Cadenza, & in finirla
Hà d'avertire la Dama, mentre che il Cavaliere farà la sua Mutanza,
in quel tempo ch'egli ballarà, le dico che non stia ferma in
piedi, ma ben finga di accommodarsi la coda della veste, con far
se sarà d'Estate, havendo il ventaglio, farà qualche bel moto
con esso, acciò non paia una statua, il che facendo, con quei vaghi, &
honesti moti farà una vista gratiosissima, & da tutti gli astanti
sarà gradita, & amata. Per tanto dico, ch'ella farà la medesima
Mutanza che harà fatta il Cavaliere; & se non saprà fare Groppo,
ò Fioretti, farà questa Mutanza gratiosa, cioè, con il piè sinistro
nerà à fare di nuovo la medesima Mutanza di prima, principiandola,
& finendola con il piè destro: & averta di non farne un'altra
di quattro tempi con diversi Moti fatti, che se ben anderà fatta à
di quattro tempi con diversi Moti fatti, che se ben anderà fatta à
tempo, non per questo è buona, si come hò detto nelle Regole.
Tenuta sia fra gente basse, e ignote,
E che'l suo ben fra i saggi non si note;
Ma Voi che'l nostro secolo indorate,
Con gemme, e perle assai più ricche e belle,
Che non dona Fortuna, & hanno gl'Indi.
& con la Riverenza, come han fatta la prima, finiranno
questo Balletto, non restando però di fare le solite creanze Cavaleresche.
Con Voi si desta, e par ch'altrove dorma.
Il valor senza Voi non move un'orma;
Leggiadria v'accompagna, e gentileZza,
destro, & al sinistro mai: però dico, che ogni volta che in ciaschedun
Ballo che si fà se gli Moti che si faranno, non n'havrà tanto un
piede quanto l'altro, sempre sarà falso; & cosi quando si faranno
modo, che eccovi dechiarito questo, & che bisogna far due Passeggi,
& non tre, che uno n'habbia il piè sinistro, e l'altro il destro.
però ogn'uno al suo luogo: però avertino, che in luogo delle
Continenze, faranno la Riverenza. Et non far come prima, che si
pigliavano con la man destra sola, & mai con la sinistra, che stava
mostra nel dissegno di Nuova Regina: & quest'Atto avertirà di
farlo gratiosamente, & che non copri la guardia della sua spada,
& la stringerà col braccio sinistro, cioè dal gomito in sù; dopò il
che restano con quel piè che fanno la mezza Riverenza indietro,
non potrà fare gli quattro Spezzati retirati in dietro, perche, come
hò detto nelle mie Regole, il piè che si trova in dietro, non può
far un'altra volta in dietro: ma facendo in questo modo farà giusti
Terrai hoggi d'OLIMPIA il nome altero,
E divina sarai non mortal veste.
E mentre illusterai questo Emispero
faranno due Continenze, come di sopra, una alla sinistra, l'altra
alla destra. Avertendo, che non finisce quì la Bassa, ma và con quella
parte che dice, Il fine che và con la Bassa. Ma perche gli an
parte che dice, Il fine che và con la Bassa. Ma perche gli an
tecessori nostri incorpororno l'Alta, & il Gioioso, per questo non si
fà la Riverenza alla Bassa: & quando che sarà fatto il Gioioso, si
cavandosi il cappello, ò berretta che harà in testa: avertendo,
che non faccia più al modo di prima, perche era falso il Ballo.
la Riverenza. Il medesimo farà la Dama; ma averta, che mentre
il Cavaliere farà il detto Gioioso, ella non harà da stare come una
statua, ma far qualche gratioso Moto, si come hò detto nelli Avertimenti
delle Creanze, quando che la Dama starà ferma nel Ballo.
Avertendo che non scorra, come si soleva far prima.
Il Cavaliere tornarà à fare la medesima Mutanza di prima,
principiandola, & finendola col piè destro; avertendo di non farla
in altro modo, perche se ben la principiasse, & finesse à tempo di
in altro modo, perche se ben la principiasse, & finesse à tempo di
suono, & col piè destro innanzi, non sarebbe Theoricamente fatta,
si come hò detto nelle mie Regole.
SE d'Apollo non hò l'alta possanZa
Di porvi in Ciel frà la più degna Sfera,
DONNA, à cui par non vidde unqu'altra etate,
Nè vedrà poi da quì à mill'anni, e mille,
Di Voi seguir l'alte vestigie, e s'erge
La've ingegno mortal non giunse ancora:
Del suo folle sperar pentito allhora,
col sinistro: gli medesimi faranno per contrario. Et avertano
di non fare quattro Spezzati, ò Passi trangati, perche trovandosi
il piè sinistro in dietro, non può far il Spezzato, ò Passo in dietro,
perche sarebbe falso, & contra la Regola. Poi finalmente
Del Mondo tutto, & opre eccelse sesti,
Onde la gloria tua giamai non more.
Se lode unqua per alto, e gran valore
Debb'io temere, che con lieto viso
Non riceviate questo Ballo mio?
tutti per le mani, si come vi dimostra il dissegno (se ben la pittura
non può far la Ruota con dette Figure) & faranno la Riverenza, si
come hò detto ad Alta Regina; dopò si lascieranno con far le debite cerimonie,
facendo tutti insieme due Saffici fiancheggiati in dietro,
& non come prima, che facevano due Spezzati, & col piè sinistro
che havevano innanzi, con l'istesso caminavano innanzi, & questo
& cosi parimente seguirà l'altra voltando à man sinistra del
Cavaliere: avertendo di non toccar mai le mani come si faceva prima,
perche non è ben fatto: di modo che fatti che havranno gl'otto
Spezzati, ogn'uno si ritroverà al suo luogo. Poi il Cavaliere
Il ferro, e l'opre de'più gran Scultori;
Ma non può già de'Vostri eterni honori
La Gloria viva estinguer', ò mancare.
Beata dunque, che schernite l'ira
Del Tempo; e Lethe non può torre al Vostro
Nome, quel grado, che più quà giù s'ama,
Nome, quel grado, che più quà giù s'ama,
Sì, ch'ei non s'alzi, ove con lodi aspira
Per quel sentiero, che virtù l'hà mostro
& si lasciavano, con voltarsi à man sinistra, facendo altri due
Seguiti, & à man destra non si voltavano, & per questo era falso;
& acciò che si faccia giusto, voglio che si principia in questo modo.
cerimonie, facendo altri due Seguiti scorsi, uno à man sinistra,
l'altro à man destra, & se non vorrano fargli scorsi, gli potranno
fare fiancheggiati in dietro; poi all'incontro faranno due Spezzati,
Ch'ornar di Voi la miglior parte suole:
Che non bastano à ciò voci, e parole
De quanti fur giamai degni d'alloro.
POI che non posso à pien ne i versi miei
Alzar Donna di gloria eterna herede
Se ben in vece mia Amor tù dei
Non tacer com'ad hor, ad hor si vede
Arder costei mill'alme, e farne prede,
Nel secondo tempo, passeggiaranno insieme con la man pigliata,
& non al modo di prima, che passeggiava prima la Dama, e dopò il
Cavaliere: dico che era falso il Ballo; però bisogna, che amendue facciano
Dico; qual mai beltà fù vista, ò letta,
À cui Fama non toglia un sì bel volto?
Lume d'ogn'altro pregio, in Voi raccolto
Troppo guardando, all'hor forse potea
Rimaner cieco, e non finir l'impresa,
O fiamma tal per gli occhi in lui scendea
Ch'ornan l'anima Tua candida, e pura;
Perche pur non capisce human pensiero,
Non ch'altri lo descriva in roZze carte
Il bel, che di morir non hà pavra.
questo modo, ad ogni tempo, ogni persona si trovarà al suo luogo,
il che non haverebbe, se tutti nel principiare di detta catena, ò intrecciata
si voltassero à man sinistra, come già detto Ballo si usava
Et se ben la volessero fare à mezza Luna, similmente sarà
mal fatta: & poi non stà bene, che Cavalieri con Cavalieri si tocchino
le mani, & cosi parimente le Dame. Però dico, che è bene
In questo tempo, in luogo dove prima facevano gli Cavalieri
la Riverenza, & dopò le Dame, dico che non stava bene, perche
si trovavano haver il piè sinistro in dietro, & con quell'istesso
si trovavano haver il piè sinistro in dietro, & con quell'istesso
non potevano fare la Riverenza in dietro, si come hò detto nelle mie
Regole: & per questa ragione era falso il Ballo. Però, in luogo delle
Di Voi la Gierarchia sola favelle,
Ove alZarsi non vaglia human valore.
Lumi leggiadri in cui mirar n'è dato
Ò dell'anima mia specchi lucenti,
Non vieti à me giamai contrario fato,
Acciò non fian da Voi miei Balli spenti.
Io mostrarei, che sola hoggi trà noi
Voi sete tal, qual non può dirsi in carte;
Che mirando in Voi quel, che'l Ciel comparte,
Onde nel mirar Voi me stesso oblio,
E mi consumo, & non hò chi m'affrene;
Ch'io pur vorrei star fisso in tant'obietto.
in mezzo, passeggiaranno con due Seguiti semidoppi, al fin
de'quali si pigliaranno amendue le mani, & non la man dritta come
prima, perche sarebbe falso. Ciò fatto, si pigliaranno di nuovo
Nel'ottavo tempo, faranno tutte insieme la sopradetta intrecciata;
& quella coppia che non è stata in mezzo, vi si ponerà.
FRANCESCA SFORZA delle Donne mostro;
Che vedrà gratie non più viste altrove,
Giacciar'il fuoco, & abbrusciar la neve
un poco le ginocchia à modo di mezza Riverenza: il medesimo
faranno per contrario. & avertano di non fare come facevano per
avanti, che voltavano due Seguiti à man sinistra, & altri due à
nel terzo, & nel quarto tempo, faranno il medesimo per contrario
passeggiando al lato destro: avertendo di non fare come che facevano
prima, che passeggiavano in Ruota con otto Seguiti sempre al
il medesimo faranno per contrario, le Dame innanzi, & i Cavalieri
in dietro. & avertano non far come prima, che facevano due
Passi innanzi, & un Seguito, et poi con l'istesso piè sinistro che si trovavano
un'altra, & poi al fine di questo tempo un'altra: dico, che era malissimo
fatto, perche in un tempo non può stare tre Riverenze; &
poi, ch'è peggio, ritrovandosi haver fatto gli quattro Seguiti, non
ponno far la Riverenza, si come hò detto di sopra, con l'istesso piè sinistro.
Qui CATERINA ORSINA, e à l'alma velo
Non fà col vitio, ò con le gemme, e gli ostri:
Poi che in Voi sola accolse à tempi nostri
D'Eternitade, e gli consacra à quella
Propria virtù, non valor d'altri, ò sorte,
Ove sempre vivran con raro essempio,
di quattro tempi. La Dama farà una Mutanza di Tordiglione,
& se non la saprà fare, farà dui Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti
semibrevi, & un Seguito finto; principiando, tanto il
Egli tornarà à far di nuovo la predetta partita, principiando,
& finendola col piè destro: avertendo di non farla in altro modo,
perche sarebbe il Ballo falso. La Dama farà la medesima Mutanza,
Com in LAURA CARRAFA illustre prole
Non vide accolte alcun dopò, che'l Sole
Spiega nel Mondo i suoi lucenti rai.
Et al fine si ritrovaranno in prospettiva, principiando tutti i detti
Moti col piè sinistro; & non far come prima, che si voltavano solo
à man sinistra: & questo era falso.
& finita col piè sinistro innanzi; vi può anco far delle Capriole se le
saprà fare: & se non vuol far la Mutanza alterata, farà due Seguiti
fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, cioè gravi, d'una
& cosi similmente la finirà col piè sinistro innanzi, altramente sarebbe
falsa: & s'Ella non saprà far detta Mutanza, la faccia come
l'havrà fatta il Cavaliere, con gli due Seguiti fiancheggiati, due
fatto, & era falso il Ballo; perche ritrovandosi col piè sinistro in
dietro, non puole con l'istesso fare la Riverenza, perche è contra
moto di Natura, & contra la Regola. Però dico per far detto Ballo
sopra hò detto; & accostandosi si pigliaranno per la man' ordinaria,
con le solite Creanze: avertendo il Cavaliere non coprirsi in
questo puoco tempo che farà quattro Spezzati, & poi lasciarsi, &
Spezzato innanzi: il medesimo faranno per contrario, voltandosi
à man destra. Avertendo di non far come prima, che si voltavano
solo à man sinistra con quattro Spezzati, & alla destra mai: &
Avertendo di non far come prima, che facevano due Spezzati in
dietro, & col piè sinistro che si trovavano haver innanzi, con quello
sinistro. onde dico, che quì vi sono due falsita: prima alli Spezzati,
che quel piè che stà innanzi non può caminare innanzi; perche, come
hò detto di sopra, è contra Natura, & contra la Regola: seconda,
& averta la Dama, mentre il Cavaliere farà la sua Mutanza,
di far qualche gratioso Moto, acciò non paia una statua.
Fama immortal di gratia, e virtù ornata,
Che tal non spande il Dio, ch'alluma il giorno.
Ruota quattro Spezzati, con quattro Passi minimi
in prospettiva: avertendo di non fare due Passi innanzi dopò appareggiare
il piè sinistro al destro, perche non stà bene, atteso che
vi manca un Passo minimo. Però dico, che debbano fare come dico
Riprese, due Trabucchetti, & un Doppio minimo volto à man
sinistra; & se non volessero voltare, faranno detto Doppio innanzi,
principiando tutti i detti Moti col piè sinistro: le medesime Riprese,
del Doppio, che facendo in questo modo è più vago il Ballo: il medesimo
faranno per contrario. Avertendo anco, che non facciano gli
Spezzati in dietro come prima, che fatti c'haveano i detti due Spezzati
Per Donna tal; di cui gli human pensieri
Non san formar più saggia, ò più gentile.
Per Voi gli scettri, e i verdi antiqui allori
detto Ballo si trovarà con la sua Dama, & potrà pigliare la
man destra con meglior ordine, che non si faceva per avanti. Di nuovo
faranno il medesimo Passeggio con tutte l'Attioni; & al fine, tanto
alcuni fanno, dico che detta Mutanza sarà falsissima: & averta di
non fare alla fine di detta Sonata la Mutanza con la Ripresa sotto
piede, & dopò calare il Passo sinistro adaggio innanzi, perche non
stà bene; ma bisogna che faccia nel modo che hò detto di sopra, perche
La Dama farà la medesima Mutanza con l'uno, & l'altro piede
si come harà fatto il Cavaliere; & in evento che non la sapesse fare,
principiarà à fare due Passi semibrevi, cioè adaggio, con due Saffici
col piè sinistro innanzi: la medesima Mutanza farà per
contrario. Et se per caso non sapesse farla nel modo predetto, potrà
farla in quest'altro modo grave, cioè. In prima al lato sinistro farà
finiranno con la Riverenza grave questo gratiosissimo Ballo. Avertendo
di non farlo come si faceva prima, perche era falso; la ragione
è, che gli Passeggi non andavano bene, perche facevano tre Spezzati
gravi al lato sinistro, & dopò ne facevano tre altri al lato destro, &
due fiancheggiati; & per questo eran detti Passeggi falsi, perche
non finivano al tempo della Sonata il Passeggio che si faceva al lato
sinistro, atteso che col quarto Spezzato che principiavano al lato destro,
Che maggior luce di bel lume adorna
Non può mostrargli alteramente il fronte.
Conforme à le mie voglie ardite, e pronte,
& insieme le dette Continenze, & Riverenze, con gli
due Trabucchetti; & in evento che non sapesse fare i Fioretti, overo
non sapesse far detta Mutanza, potrà fare quest'altra più facile,
in questo modo. Ella, dopò fatto che harà con il Cavaliere i detti
Et neghi d'esser Laura, e Laura sei,
Per non refrigerar i spirti miei.
& un Seguito breve; & questo và con più gravità fatto:
& averta, che non debba mai licentiarsi in mezzo alla sala, ma
ritirarsi incontro alla sua sedia ove stava à sedere, & voltandosi in
sinistro. Finalmente cosi seguirà di mano in mano,
& non mancarà di fare come hò detto nello
Avertimento delle mie Regole come si
Adorni, e fai sì chiare, e dolci l'onde,
Ch'ivi mai non appar vent'ò procella:
Ò dulce Nume, ò fiameggiante Stella,
Il Cavaliere solo farà la prima Mutanza di quattro tempi di Gagliarda,
una di quelle che meglio gli parerà; & se non la saprà fare,
faccia due Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, &
La Dama farà una Mutanza di Tordiglione; & se non la saprà
fare, faccia li predetti Seguiti, Trabucchetti, & Seguito finto
principiandola, & finendola col piè destro; altramente facendone
un'altra con altri Moti, se ben fosse fatta à tempo, non andarebbe
bene, perche bisogna che siano gli medesimi Moti che fece col
Al lampeggiar de l'angelico riso,
Non si facci più d'altra, alta, e gentile;
E che non dica: Ahi perche troppo tardi,
Lassa, apersi quest'occhi in sì bel viso.
L'aureo pregio vi dava, e l'alma insieme.
Real Signora dunque, non vi annoi,
S'io che sì basso son, le virtù Vostre,
un Sottopiede, & la Cadenza, principiandola, & finendola col piè
sinistro: & in evento che non sapesse far questa Mutanza, faccia
due Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, cioè gravi,
La Dama farà la medesima Mutanza, & se non la saprà fare,
faccia due Seguiti fiancheggiati, con due Spezzati, & due Passi
Ch'ogn'uno l'ami, riverisca, e honori.
Non di colpi mortali i petti impiaga,
Nè trà lascivie humane alberga, e regna,
Vi dimostro hora in parte il mio desire.
Ma non posso pensar, non ch'osi dire
Cosa degna di tanto illustre obietto;
Però vi sacro il Ballo, e l'intelletto,
Che maggior don da me non può venire.
Ben certo sono, alma gentil, se Voi
Lieti, e sicuri da l'invidia andranno;
E non sol da gli Hesperi à i Liti Eoi
Il Vostro altero nome, matrà gente
che eschino di casa. 84
Delle Dame che non sono invitate à Ballare.
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