Caroso Concordance Output: n
In nobil danZa vaga donna, e bella,
Mentre la giri in questa parte, e'n quella,
Fai che l'huom'hora speri, et hor paventi;
Atti di sdegno, e mille strali ardenti.
Amor qui ratto corre, e'n nuovo affetto
Fra speranZa, e timor l'alma assicura,
La virtuosa schiera de Pittori
Piange hora morto, & à pianger n'invita
URBINO, e seco anchor gente infinita
in luce il presente volume, più tosto per compiacimento, & servitio
di quelle, che per desiderio, ch'io n'havessi di conseguirne alcuna
gloria. Godinlo hora, & se ne vagliano quei spirti più Nobili, a' quali
ne gli altri Balli, & Cascarde, che di tutte le Mutanza, ò partite di
questo Ballo di Gagliarda, tanto n'hà d'havere il sinistro, quanto
il destro; & cosi parimente in ogni sorte di Ballo, & ogni sorte di
il destro; & cosi parimente in ogni sorte di Ballo, & ogni sorte di
attioni, & moti, tanto n'hà d'havere uno come l'altro piede, altramente
è falso il Ballo. Et pon mente, che se ad un Ballo vi saranno
& di moti, sì in questo Ballo della Gagiarda, come in ogni altra
sorte di Balli, tanto n'habbia un piè, quanto l'altro, altrimente
sarà falso ogni cosa, che si farà. Però col piè sinistro si dee cominciare
D. ASSAI me n'havete detto, & ve ne ringratio, passate
pur à dirmi della intrecciata.
secondo dito, cioè quello presso al dito grosso. Et che sia il vero, detto
dito hà tre giunture, onde delle tre, una n'ha lunga, & due altre
ne sono brevi, cioè, più picciole, & tanto è quell'una di lunghez
voi ballar giusto, & con vera Regola, bisogna che i moti, che fai,
tanti n'habbia il piè sinistro, quanto il destro, che due Dattili, &
un Spondeo habbia ciascun piede, & cosi osservando questa mia Regola,
DONNA Real da cui begl'occhi Amore
Di beltà nuova, un nuovo Sol n'hà mostro,
Il Cielo empiendo e'l mondo, e'l secol nostro,
piè sinistro, & poi col destro. Però questo si chiama Passeggio Terminato,
perche tante attioni n'hà il piè sinistro, quanto il destro,
& in questo modo và Theoricamente fatto.
& questo si chiama Passeggio Terminato, atteso che tanti Moti,
& Attioni n'hà il sinistro quanto il destro piede, & cosi và
giustissimo.
destro, & al sinistro mai: però dico, che ogni volta che in ciaschedun
Ballo che si fà se gli Moti che si faranno, non n'havrà tanto un
piede quanto l'altro, sempre sarà falso; & cosi quando si faranno
modo, che eccovi dechiarito questo, & che bisogna far due Passeggi,
& non tre, che uno n'habbia il piè sinistro, e l'altro il destro.
L'anima Tua, à DIO si rende unita,
E se n'adorna, e se ne pregia, e cole;
Nascon da Te quei raggi, e ciò ch'induce
Ond'honorato grido fia in eterno
Udito in questo, e'n quell'altro Hemispero.
Et quelle che'l Ciel largo vi comparte
Nè vedrà poi da quì à mill'anni, e mille,
Sin che dal foco in attomi, e'n faville
Sian le gloriè del Mondo arse, e cangiate.
Per cui convien c'hoggi virtù s'impari,
E'n cui piove i suoi doni eletti, e cari
Dal terZo ciel la Dea madre d'Amore.
Ove alZarsi non vaglia human valore.
Lumi leggiadri in cui mirar n'è dato
Ciò c'han di bello il Cielo, e gli Elementi,
Piacciavi intanto questo Ballo mio
Gradir, c'hora è pur nato, e che se'n viene
Al mondo, e à Voi, per farsi più perfetto.
D'un Pianeta, ch'eccede ogni vagheZza:
Indi il Mondo n'adorna, e ogni oscureZza
Ne scaccia, e Roma, ov'egli alberga altera
BARTOLOMEA SENESIA
Baronessa. N.
Quinci mostrate nel bel Vostro volto,
E ne begli occhi, à ch'n Voi fisso miri,
Del Sole'l lume, e'l corso delle Stelle.
BARTOLOMEA SENESIA
BARONESSA N.
Stame al mio laccio, e pur m'è sì soave
Vedervi, udirvi, e'n Voi star sempre intento.
LUCRETIA gentil di virtù essempio.
Ond'è tanta armonia, che'n lui contempio?
Dalle gratie divine à un parto nate.
Vi foste ritrovata Voi, che tanto
Colma n'andate di beltà, e valore:
Perdea l'orgoglio, vinta di pallore,
N
NIdo d'Amore.