Caroso Concordance Output: mio
lo reduce à perfettione: Tal'hò fatto io, con l'immitare, & disrugginare
il mio ingegno, & studiare notte, e giorno, dove che la prima
mia opera, che tant'anni sono hò messa à luce, l'hò corretta con Regola
le sorti de Balletti, e del Ballo alla Gagliarda, & al Canario; acciò
che da ogn'uno nel progresso del mio ragionamento io possa più facilmente
esser'inteso. Sappiano i benigni Lettori dunque, che
M. H'ai da sapere, caro il mio Discepolo, ch'il
principio, e il moto d'alzar il braccio destro
M. Il cavarsi la berretta, od il cappello, figliuolo, mio, sappi, che non
significa altro, che honorare quella persona, la quale hai animo di
D. SIG. Maestro mio, le dico, che molto m'hà sodisfatto
U.S. con havermi assignate cosi efficaci, & autentiche
M. Perche frà gli effetti, che più importano, caro figliuol mio, & che
prima ne i Balli intervengono, (nell'uso delle belle, & honorate
D. NON hò Sig. Maestro mio mai da persona alcuna altra inteso
tale ammaestramento, ch'ella m'hà dato; le dico certo,
M. Sappi, caro il mio discepolo, che la regola di far la Riverenza grave,
la quale và ad un Ballo chiamato Bassa, & Alta, & ad un'altro
Si che dico, ch'io non sapevo allhora tanto di questa professione quanto
hora, che hò dirugginato il mio cervello, però l'hò ridotta à vera
Regola, & perfetta Theorica; & la dimandava Continenza Ordinaria,
D. INTORNO à questo Passo trovo, (Sig. Maestro mio)
che nella prima opera vostra diceste Puntata, & non
M. Il dichiararti questo dubbio, figliuol mio, se mi presterai l'orecchie,
ti piacerà via più di qual si voglia dubbio, ch'io t'habbia anchora
con gratia, come si hà nella Regola di far la Continenza. Eccoti dunque,
figliuol mio, spianato il tuo dubbio, perche hora chiamo Passo
Puntato, & non Puntata. Hora discorrerò sopra i Passi Puntati
D. HOR bramo (Maestro mio) d'intender la ragione, perche
il Seguito spezzato grave si nomini così.
M. Ti dico, figliuol mio, che si chiama Seguito Ordinario, per questa
ragione, che nel farlo si segue il movimento naturale dell'ordine de'
dee esser chiamato, & dee anco esser fatto, & massimamente nel
Ballo del Fiore, & del Contrapasso; però, figliuol mio, ti rispondo
al quesito che m'hai fatto, donde deriva questo nome, havendoti dato
M. Molto volontieri figliuol mio, averti che volendo far questo Saffice,
ti bisogna far col piè sinistro, una Ripresa sottopiede al lato sinistro,
voleva ragionare, ma poi che me ne domandi son costretto à dirti il
mio parere; però dei per tanto sapere, che, se un Principe, od un
Cavaliere haverà d'andare à basciare la mano ad un gran Re, dover
D. SIGNOR Maestro mio, ci sono alcuni, li quali son di parere,
che nel fare il Ballo del Fiore, sia in libertà di quel
D. Piano, (Sig. Maestro mio) che desidero mi risolviate un dubbio,
che altre fiate hò sentito muovere, cioè, se non pure il Cavaliero,
D. CERTO che molto bene m'havete risoluto il mio non vol
gar dubbio; però venite à dirmi, come la Dama si doverà
Che meraviglia è dunque, se si muove
Lo spirto mio à celebrarla in carte
Con questo Ballo, ch'io le sacro, e dono?
Sotto si saggia, & immortal guerriera,
Per illustrar ogni mio Ballo, e DanZa.
Di rose, gigli, fiori, e di viole
À Voi Donna FELICE eguale al Sole;
Nè del mio troppo ardir punto mi doglio,
Ch'io cosi picciol lume, allumi il Sole,
In cui Natura, e DIO
Con ogni lor poter, v'han posto il mio:
Per impresa hà una Rosa,
E gioia, se ben fosser freddi, e mesti:
Hor col mio stile i piei veloci, e presti
Muovi; e'l tuo vago, e natural colore
OS'io potessi col mio ingegno, & arte,
Donna, lodar quanta belleZza è in Voi,
Ch'io pur vorrei star fisso in tant'obietto.
Piacciavi intanto questo Ballo mio
Gradir, c'hora è pur nato, e che se'n viene
Quel ch'oro, ostro, e piropi ogn'hor mantiene.
Mentre ogni mio desire in Te s'appoggia,
Mentre più ardito à Te m'accosto, e mentre
Hor che nuovo accidente no'l distorna,
Ricevete il mio don, ch'in Voi s'aggiorna,
E in Voi desia far le sue glorie conte:
Far chiaro un c'hà mestier di Vostra luce:
Ma che dico io? s'in mio favor tenete
Gli occhi, e i piè destri fra le Donne prime,
Voi sete, e foste nel primiero assalto
Stame al mio laccio, e pur m'è sì soave
Vedervi, udirvi, e'n Voi star sempre intento.
Onde s'ei fosse ben vile, & inetto,
Vi dimostro hora in parte il mio desire.
Ma non posso pensar, non ch'osi dire