Caroso Concordance Output: hor
Dal gran PASTOR, che fà tuoi giorni Conti:
Hor coi miei spiriti pronti
Ti dedico, e consacro est'Opra mia,
Amor ti mostra, onde Tù poi te ingegni
Hor col spron, hor col fren, mover Natura.
E come l'arte à dar la vita ancida
TU che guidi con passi hor presti, hor lenti,
In nobil danZa vaga donna, e bella,
Mentre la giri in questa parte, e'n quella,
Fai che l'huom'hora speri, et hor paventi;
Hor la fermi cortese, & hor consenti,
Che via ne porti e l'una, e l'altra stella
AlZarsi al par d'ogni mortal potere:
Quanto alzarsi più ogn'hor deve, e più lieta
Mostrarsi per FABRITIO alto, e gradito
debbono impararsi, & imprimere nella memoria; perche con più
facilità ciascuno à suo piacere, hor questo, & hor quell'altr'atto,
& movimento nominando, & tutto à tempo facendo, possa insieme,
come quello, che fù trovato da gli huomini per honorarsi, & riverirsi
l'un l'altro, anco fuori de i Balli. Hor prima che veniamo
alla dimostratione de gli atti, e de movimenti nominati, ti voglio
M. Mi piace, che tu mi venghi movendo ogni hor novelli dubbi, però
dei saper, che questo nome di Continenza, deriva da questa ragione,
M. Hor hora ti vengo à solverti questo dubbio; ti dico, che questo
Passo ci è dalla propria, natura insegnato, come tutti veggiamo,
D. HOR bramo (Maestro mio) d'intender la ragione, perche
il Seguito spezzato grave si nomini così.
ch'egli sia semi, ma ornato; & per questo gli hò dato questo nome.
Hor sarà bene che ragioniamo del Seguito Trangato.
La derivatione del nome è questa, che hor piegandosi nel principio,
& hora nell'ultimo alzandosi, par che la persona si tranga,
D. HOR capisco la cosa, seguite pure.
passo: & questo è il modo, & la Regola come si vuol fare.
Hor di questo non ti dirò altro, ma passerò à dichiararti il Doppio
alla Francese.
D. HOR che U.S. m'hà parlato di questi Doppi, la prego à
dirmi quai movimenti seguitino lor dietro.
doppo calandolo, si daranno altre cinque battute, restando all'ultima
il sinistro inarborato, come hor hora t'hò detto del destro; &
questi due Fioretti fatti col sinistro, & l'altro col destro, si faranno
M. Rispondo, che ciò chiaramente t'hò dimostrato nella Regola di far
la Riverenza, che sempre si dee fare col piè sinistro. Hor di nuovo
ti dico, che la Riverenza è come una porta d'una prospettiva d'un
col sinistro; & l'altre Mutanza, & attioni
van fatte pari. Hor mi passerò
à ragionarti de'Salti, &
D. HOR sì, che m'havete liberato d'ogni dubbio, come vi
prego à voler far de'Salti.
D. HOR v'ascolterò intorno à quanto m'havete promesso à
dirmi del Molinello.
queste volte tonde de'cinque Passi, ò cinque battute di piede, che
vogliam dirle, hanno preso nome queste attioni di Molinello. Hor
veniamo à ragionare del Sottopiede.
M. Il Trito minuto si fà trovandosi co'piedi un poco dispari
hor alla destra, hor alla sinistra, come occore nel far le mutanze: e
però principiandosi con quel piè, che si trova innanzi, si fanno tre
nel modo, che s'hanno principiati, alquanto distante dal luogo dove
si trovavano; & cosi saltando in Balzetto, hor alla sinistra, &
hor alla destra, secondo l'occorrenze, questo effetto, perche è simile
à quello de'Balzi, hà pigliato nome di Balzetto, che và cosi fatto,
Dal qual'effetto di toccar con l'uno de i piedi la terra, hor con la
punta, & hor col calcagno, hà pigliato questi atti il nome di Punta,
& di Calcagno. Et cosi verrò à ragionarti della Schisciata.
D. HOR che U.S. hà compiuto di ragionare de'
Movimenti, mi sarà molto caro, ch'ella m'ap
viso bascierà il memoriale, & accompagnando quell'atto con un'altra
riverenza glielo porgerà. Hor dopò, che egli haverà da S. Maestà
ottenuto il suo intento, ò conveneuole risposta, da lei si licentierà,
à sedere; ma sopra tutto con gli occhi modesti, che non gli vaccilla
hor quà, hor là, perche non sarebbe stimata persona savia, e di
valore, ma vana.
D. HOR che m'havete insegnato la vera, & bella maniera,
con la quale la Sposa hà da ricevere la Principessa, che
Ben al Vostro hò desio pari, ò simile,
Arte non già, c'hor vien che me l'invole;
Ma non fia (ch'io mi creda) almen disdetto
À voi gloria, e splendor del secol nostro
Quiui le Muse ogn'hor, e Febo udrete
Le vostre lodi altrui far chiare, e conte,
Se ben in vece mia Amor tù dei
Non tacer com'ad hor, ad hor si vede
Arder costei mill'alme, e farne prede,
Arder costei mill'alme, e farne prede,
Tal che t'inalZa ogn'hor nuovi Trofei.
Poi che tosto ch'appar sì vaga in vista
Anzi in Voi, com'il Sol, di raggi accesa,
Troppo guardando, all'hor forse potea
Rimaner cieco, e non finir l'impresa,
L'ali già tronchi à mille Cigni impiumi,
Ond'è ch'illustre schiera ogn'hor ne vole,
Le Tue virtù cantando uniche, e sole,
E gioia, se ben fosser freddi, e mesti:
Hor col mio stile i piei veloci, e presti
Muovi; e'l tuo vago, e natural colore
Cosi far sempre eternamente chiara
Spero la Tua virtù, ch'ogn'hor tranquille
Fa l'alme, e i miei pensier vince d'assai.
Ballo chiamato il Contrapasso Nuovo; & sempre i Cavalieri toccaranno
le mani alle Dame, hor la destra, & hor la sinistra, cambiando
sempre Dama: il medesimo faranno le Dame per contrario.
In costei sono; & ben Amor tu'l sai.
Secol aventuroso, hor mentre, ch'Ella
Con dotta mano, e con maniere accorte
Ciascun in Lei di gioia, e di stupore
S'abbaglia; Hor quando hebbe altra Donna in sorte
Gratie cotante da benigna Stella?
Gir pingendo con lieti, e bei colori
Quel ch'oro, ostro, e piropi ogn'hor mantiene.
Mentre ogni mio desire in Te s'appoggia,
Conforme à le mie voglie ardite, e pronte,
Hor che nuovo accidente no'l distorna,
Ricevete il mio don, ch'in Voi s'aggiorna,