Caroso Concordance Output: gran
quanto mai hò saputo della mia
professione, sarei stato in gran dubbio
della dedicatione, e della protettione,
I sacri Tempi, e gli Colossi, e gli Archi,
I gran Palagi, e i Ponti ornati e carchi
D'altissime colonne, e poggi suoi;
D'altissime colonne, e poggi suoi;
L'eccelse Torri, e i gran Teatri tuoi,
Sopra di sette Monti ornati, e carchi
Sopra di sette Monti ornati, e carchi
Di PAPA, Cardinali, e gran Monarchi,
I cui fatti immortal son quì frà Noi:
Ma hora più dalli sacrati Monti
Fama t'accresce, e preso hai un gran Thesauro
Dal gran PASTOR, che fà tuoi giorni Conti:
Hor coi miei spiriti pronti
Farò quall'Huom, ch'à far lungo viaggio
A gran dì move, onde per via s'affretta
Ch'à fin del suo camin col giorno arrivi;
Et per questo bisogna che ogn'uno al suo essercitio sia eccellentissimo
come fù quel gran Michel Angelo Buona Rota, qual sì di Pittura,
come di Scoltura, & d'Architettura, è stato unico al Mondo, &
come di Scoltura, & d'Architettura, è stato unico al Mondo, &
vedi à Roma quel bellissimo e gran Palazzo del Sereniss. Duca di
Parma, & la prospettiva della Chiesa del Giesu, ch'è miracolosissima
mio parere; però dei per tanto sapere, che, se un Principe, od un
Cavaliere haverà d'andare à basciare la mano ad un gran Re, dover
à portare i lembi della Cappa, ò del Mantello, che si sia, uguali sì
facendo finta di baciarle la mano destra: ma se non è uguale
à quella tale Principessa, ò gran Dama, farà finta di baciarle il ginocchio.
Et quello Principessa hà da far la Riverenza, con far'il
troppo gli occhi bassi, i Cavalieri, non sapendo qual di loro sia l'invitato,
s'alza uno per un'altro; & alcune volte, per lo gran desiderio
di ballare, porgono à quella le lor mani; & cosi aviene, ch'ella
Alcun'altre sono, che per la gran moltitudine loro impediscono,
standosi à sedere, che quella che sarà licentiata dal Ballare,
QUESTA, che di valore, e di beltate
Il sommo pregio à gran ragione ottiene,
Poi ch'in sè chiude quanto il Ciel di bene
Però ch'in Voi, come in suo seggio tiene
Tutto il favor d'Apollo, onde à gran spene
Di prischi honori il secol nostro alzate.
Gran Duchessa di Toscana.
Gran Duchessa di Toscana.
VI ha dato, ò gran Leonora, Iddio gran dote
Sì che Fortuna sempre superate,
Le vostre lodi altrui far chiare, e conte,
E'l gran valor sonar la Terra, e'l Mare.
Povero è'l don; ricche le voglie, e pronte:
Occhi beati miei, voi pur vedete
I gran misterij del divin'Amore.
Rara beltà, splendor, chiaro e lucente:
Et opra del gran Giove in cui sovente
Si scorgon luci assai del Sol più chiare,
Spiega ogni raro ingegno in chiare carte
Con gran desire. Ò della nostra etade
Ornamento, e splendor, GIULIA COLONNA.
insieme faranno la Riverenza lunga, & due Continenze brevi, si
come hò detto nel Ballo della gran Duchessa di Toscana; poi faranno
una Ripresa sottopiede, & un Fioretto al lato sinistro: il medesimo
Onde la gloria tua giamai non more.
Se lode unqua per alto, e gran valore
À Donna Illustre degnamente desti
Per li suoi chiari, e gloriosi gesti;
Dalla à GIOVANNA, ch'è tuo gran splendore.
Questa è quella COLONNA, in cui scolpio
Ben può l'avaro tempo consumare
Il ferro, e l'opre de'più gran Scultori;
Ma non può già de'Vostri eterni honori
Servo vi sono, e tal, ch'appena intendo
Quanto con gran ragion brama la mente;
Pur eccitando in me le forZe spente,
Più conforme al tuo merto, alto e profondo.
Cosi potrò poi far del tuo gran Tempio
Ricche le sponde anch'io del più bel Lauro,
Facendo invidia à i raggi ardenti, & chiari
Del gran pianeta, che distingue l'hore;
Dentro al tuo Giovanil pudico petto,
Muovi; e'l tuo vago, e natural colore
D'ostro pingi, e di minio, e'l gran splendore
Spargi à la vista altrui con atti honesti:
Infiammate d'un dolce, e puro ardore.
Dissegnò l'altrui vite il gran Motore,
E à Voi diè la virtù c'han l'altre Stelle;
Tutti i gesti Roman, tutti gli honori,
Ch'à par de'Tuoi gran frutti, herbetti, e fiori
Son gli altrui pregi, e di sì larga spene:
Eran l'aure soavi, e'l Ciel sereno,
Del gran Signor del Ciel correano al seno
In un raccolte le Stelle migliori;
Ne la cui fronte più serena, e chiara,
Che'l gran Pianeta, che distingue l'hore,
Tutti i suoi pregi, e le sue palme, e honore
LAura Suave.
Alla Sereniss. gran Duchessa di Toscana. 111