Caroso Concordance Output: fia
gloria. Godinlo hora, & se ne vagliano quei spirti più Nobili, a' quali
fia più aggradito; ch'io da loro maggior contento non potrò ricevere,
che l'udire essi dalle mie fatiche haverne qualche buon ammaestramento,
in mano dopò cavata con quella maggior gratia, & bellezza, che
altrui possa rendere ornato; fia bene prendendo la berretta, ò cappello
gentilmente per lo giro di essa, ò per la falda del cappello levarsela
che unendo quel piè, secondo la Regola, quello s'harebbe à movere.
Per questa ragione fia bene di porlo, come hò detto, al calcagno
di detto piè sinistro, & in quello stante far come un sottopiè del
che poco honore fà à quella Dama che l'invita, che la fà aspettare
tanto tempo. Però fia bene à portar i guanti più tosto larghetti,
che tanto stretti, che alle volte hò visto che in voler cavarselo co i
à nostri tempi, non sono anchora molti anni, s'è veduto avenire;
però fia bene portar le mani scoperte, & la Cappa, ò Ferraiolo
nel modo predetto. Oltre à ciò bisogna, che si cavi la berretta,
al pavimento. Accioche dunque il detto Cavaliere non possa esser
da nessuno tacciato, fia bene à sedere à mezza sedia, che cosi facendo
i piedi giungeranno al pari della terra, ò pavimento; avertendo,
ma la disfavorisce. Dunque per evitare i scandali, che potrebbono
quiui succedere, fia bene, che quel tale Principe, ò Cavaliere
che guidarà il Ballo, & ch'invitarà le Dame, contempla bene
per non saperle portare le schiantano, & più delle volte cascano,
come ne i Festini, & alle Chiese s'è visto, e vede; però fia bene nel
movere il passo, alzar la punta di quel piè, che move prima, perche
con quella maggior gratia, bellezza, & leggiadria, che può render
ornata la persona sua; fia bene avanti che sieda voltar il viso con
la vita verso quella Principessa, od altra Signora che visiterà,
proprio di quelli contadini che spargono la semenza del grano,
quando vanno à seminarlo) ch'è brutta usanza. Ma fia bene
quando Ballerà di muovere un poco il braccio destro con gratia, si
guanto in mano, il che facendo, come ad alcune hò veduto fare,
sono poi da tutti derise, & beffeggiate; talche fia bene nel fare
questi Balli, come sono il Furioso, il Contrapasso, & il Ballo del
quei tali un'affronto; & di quì alle volte aviene che si finisce la
festa con poca sodisfattione d'ogn'uno. Però fia bene, che quando
una Dama è invitata à Nozze, over Festino, ove sà che vi si
E noi di meraviglia, e di splendore;
Qual fia la man, ch'al Vostro alto valore
Giunga scrivendo mai? qual fia l'inchiostro;
Poi ch'in parte si leva il valor Vostro.
Ove giunger non può pensando il core?
Dunque non fia chi troppo audace pensi
Render con opra di terreno stile
Arte non già, c'hor vien che me l'invole;
Ma non fia (ch'io mi creda) almen disdetto
A sì alta Regina, in Tempio humile
Risplende à par del Sole almo, e superno;
Ond'honorato grido fia in eterno
Udito in questo, e'n quell'altro Hemispero.
E vedrà ancor, mentre i begli occhi move
Al suo valor, quanto fia piano, e leve
Volger i monti, & arrestar'il Sole.
À questo Ballo, ch'io t'hò dedicato,
Acciò col Tuo favor'ei fia lucente.
Apre, e dispiega, e'l Ciel v'orna, e rischiara.
Qual alma dunque fia sì bassa, e vile,
Ch'al dolce sfavillar de'Vostri sguardi,