Caroso Concordance Output: d
[portrait]
FABRITIO CAROSO DA SERMONETA * ESSENDO NELL'ETA SUA D'ANNI LXXIIII
FARNESE,
ET D. MARGARITA
ALDOBRANDINA,
io non fosse antico, e divotissimo servitore, come
altresi son favorito, & honorato di gratie, e d'honori
particolari dall'Ill.ma Casa Aldobrandina (nell'una, e
Gloriosissimo Pontificato di Papa CLEMENTE VIII.)
si che ben mi potevo io promettere d'Esse la dipendenza
d'ogni favore, che io sapessi desiderare à queste
fatiche mie. Ma DIO benedetto, frà tante cose, con
AL SERENISS.
D. RANUCCIO
FARNESE
I gran Palagi, e i Ponti ornati e carchi
D'altissime colonne, e poggi suoi;
L'eccelse Torri, e i gran Teatri tuoi,
ALLA SERENISS.
D. MARGARITA
ALDOBRANDINA
Ove il Sommo PASTORE
Piantò sei Gigli d'aZzurro colore;
E per far che stian sempre freschi, e belli,
E dan tanto odor quelli
Alle sei Stelle d'oro, e ai tre Rastelli,
Che felici saran sempre i sei Gigli,
DON RANUCCIO FARNESE,
E D. MARGARITA ALDOBRANDINA,
DUCA, E DUCHESSA
un Spezzato; il medesimo faranno per contrario, & si lasciaranno:
finalmente faranno due Seguiti scorsi à modo d'una S; & al
fine ritrovandosi in prospettiva, uno andarà da un capo della
scorsi, & si voltaranno à man sinistra, poi à man destra, facendo
à modo d'una S, si come s'è detto di sopra, & uno andrà
da un capo della sala, overo in altro luogo ove si ballerà, & l'altro
Quanto il suo ingegno in carta ben distende.
Più d'ogni spirto lui vede, e comprende
Se miri come dolce à parte, à parte
À Voi Natura hà dato in sorte, e sete
Vero Pittor d'immagini non finte,
Cui far cento atti à vostre voglie fate.
Delle mortai Serene il canto udito,
AlZarsi al par d'ogni mortal potere:
Quanto alzarsi più ogn'hor deve, e più lieta
Nel quale s'insegnano le Regole d'apprendere i belli atti, i gratiosi
movimenti, e l'honorate creanze, che si aspettano sì à i Cavalieri,
DOVENDO io trattare dell'arte del Ballare,
sì delle Basse, come de i Balletti, & d'altre
sorti di Balli, sì all'uso d'Italia, come à quello
di Francia, & di Spagna, & insieme delle
Continenza semibreve d'una battuta, questa và fatta à Pavaniglia,
& à Gagliarda di Spagna.
Passo puntato semibreve d'una battuta, e questo và fatto alle Cascarde,
alla Pavaniglia, & alla Gagliarda di Spagna.
Passo grave, cioè semibreve d'una battuta per passo, e questo và
fatto alle Basse, & à i Balletti.
Passi presti d'una battuta tripla presta per passo, e questi van fatti
alle Cascarde, & alla Gagliarda.
D. DITE MI di gratia Sig. Maestro, s'io volessi
hora far'un Ballo, qual principio, &
M. H'ai da sapere, caro il mio Discepolo, ch'il
principio, e il moto d'alzar il braccio destro
questo è il primo moto: il secondo pigliar con
D. Questo cavar di berretta, ò cappello, che significa egli? & per
qual ragione si cava egli più con la man destra, che con la man sinistra?
degna, & la più nobil parte che habbia l'huomo, & per questo deve
esser cavata con la man destra, perche è più atta d'apprendere, &
pigliar ogni qualunque cosa, atteso ch'ella è più degna, & più nobile
D. SIG. Maestro mio, le dico, che molto m'hà sodisfatto
U.S. con havermi assignate cosi efficaci, & autentiche
alcune sono biasmevoli, & alcune lodevoli; biasmevol'è il cavarsi la
berretta sia di velluto, ò di teletta, ò d'ormesino à man piena, ò pren
derla per lo giro, ò per l'orlo, che vogliam dire; & quella, che si costuma,
D. Dopò cavata, che haverò la berretta, ò cappello, volendo far'un
Balletto con una Dama, che cosa hò io da fare prima, che cominci
D. Dicami di gratia, donde è deverivato questo nome di Riverenza?
D. Con qual piede dee ella esser fatta, col piè destro, ò col sinistro?
D. Perche più col sinistro, & non col destro, atteso che poco prima
U.S. m'hà detto, che nel cavar la berretta, si deve cavar con la mano
perche il piè destro è la fermezza, & la stabilità della persona; però
essendo la fortezza d'essa, bisogna ch'il moto sia fatto col piè sinistro,
perche è più debole del destro: & questa è la prima ragione.
che sempre la cava con la man destra, eccetto se quel tale non
fosse mancino, overo d'altra cagione impedito, che è contra natura.
Et parimente vedrai in Chiesa ogn'uno ingenocchiarsi prima col
D. NON hò Sig. Maestro mio mai da persona alcuna altra inteso
tale ammaestramento, ch'ella m'hà dato; le dico certo,
vi corrano altre due battute di Musica. Nel terzo, & ultimo
tu dei alzarti à tempo d'altre due battute, tornando pure il piè sinistro
con la punta al vano del piè destro, acciò possa egli succedere à fare
questo uso è restato à gli Hebrei. Però con ogni effetto si deve sempre
honorare, & riverire quella persona la qual tu intendi d'honorare,
& di riverire, & fuggire il moto fatto à quell'altra maniera:
e sempre tutte le Riverenze si debbon fare col detto piè sinistro, perche
quella è la porta d'entrare nel Palazzo, & è la medesima che si
vuol tenere in uscirne. Cosi quando tu, od altri, che si metterà à
D. COME bisogna farsi la Riverenza lunga, & perche cosi si
chiami desidero che me ne facciate capace.
M. Si chiama questa Riverenza lunga, perche và lunga, &
questo nome d'una lunga nella Musica è di quattro battute, &
perciò lunga vien nominata. Volendola poi fare hai da tenere il
D. DEH non v'incresca dirmi per qual cagione la breve cosi
venga nomata, & donde derivata sia.
D. SIG. Maestro, desidererei saper da U.S. donde è derivato
questo nome di Continenza, acciò accadendo à disputare,
fare, come altri sogliono, i quali tralasciando di pavoneggiarsi con
quella gratia di calarsi un poco poco, & d'alzarsi con le calcagna,
paiono spiritati quando si scongiurano: & alcun'altri la soglion fare
D. DESIDEREREI intender la ragione, perche hoggi non
chiamiate questa Continenza Ordinaria, si come haveva
Salomone, egli si vede in stampa di rame, che andava in carrucula,
perche non poteva più caminare, perciò andava à modo d'un putto
d'un'anno, ch'essendo egli vecchissimo d'età di tanti, e tanti anni,
gli piaceva imparare, però diceva: Dum pedes usque ad foveam
viene à dire: Io son vecchissimo, & hò l'un piede nella fossa, &
pure io desio d'imparare. Però ogn'un dee pigliar essempio da lui,
conciosia cosa, che sin'alla morte ogn'un deve imparare.
D. IO prego U.S. che mi voglia dire perche queste due Continenze,
l'una la domandi Breve, & l'altra Semibreve.
M. Io son contento, però dei sapere, che la Breve si dee fare con quelle
gratie, & modi, si come t'hò nell'altre detto; ma questa hà d'esser
fatta à tempo di due battute di Musica perfette, ch'è una Breve, la
D. INTORNO à questo Passo trovo, (Sig. Maestro mio)
che nella prima opera vostra diceste Puntata, & non
se farà un passo col piè sinistro, il piè destro, ch'è sussequente,
convien che s'alzi alquanto il calcagno d'esso, & con ragione non
può fermarsi; ma se farà in questo modo, come ti mostro, che dopò
D. VI prego, caro Sig. Maestro, mi dichiariate come van fatti
questi Passi, & ditemi anco perche non gli chiamate
Il Semibreve, si chiama in questo modo, perche và fatto à tempo
d'una battuta, la quale è Semibreve, la metà meno della Breve, &
da questa ragione hanno pigliato questi nomi. Hora ti mostrerò come
li dei fare; in prima alzarai un poco il piè sinistro, & farai un
passo à tempo d'una battuta di Musica, dopò moverai il piè destro,
& il metterai al vano del sinistro, calandoti un poco col mettere
%SECTION "Regola Decima -- Passi Naturali Semibrevi"
Il modo d'imparare i Passi Naturali
Semibrevi.
D. PER qual cagione fatte chiamare (Signor Maestro) hora
questo nome di Passo Naturale, & non di Passo
in terra con amendue i piedi, & lo terrà sotto le braccia, ò maniche
del vestito, onde il primo moto che farà, sarà d'alzare il piede,
& poi da se l'appianerà in terra; & questo si chiama un passo.
D. VORREI, che mi dichiaraste la maniera da fare i predetti
Passi.
M. Il modo, & la Regola d'imparare à fare detti Passi Minimi
è questa; in prima alzarai il piè sinistro à tempo d'una Minima,
che è mezza battuta, & poi lo spingerai innanzi, come appunto
con gratia, & con vaghezza, accompagnandoli alquanto con la persona;
avertendo d'alzar la punta del piè, quando farai quel moto
dell'alzare, atteso che ci dà più gratia, perche si stende più il ginocchio
D. SEGUITE dunque, perche volontieri v'acolto.
che si chiamino Minimi, perche ogn'un và à tempo
d'una Minima, che nella Musica vale mezza battuta, &
per questo si chiamano Minimi. Il modo di farli è, che tu seguiti
D. DESIDERO che mi diciate come detti Passi larghi vadino
fatti.
fare col piè destro à modo di Cadenza dando à ciascun passo il tempo
d'una battuta Semibreve. Ma veniamo à i Passetti presti.
D. MI sarà caro d'intendere, come vadino fatti questi Passetti.
similmente à modo di Cadenza, & alle Cascarde si faranno
caminando innanzi à tempo d'una battuta tripla per ciascun
passo.
D. HOR bramo (Maestro mio) d'intender la ragione, perche
il Seguito spezzato grave si nomini così.
D. Poi ch'ella m'hà favorito d'insegnarmi l'origine del suo proprio nome,
la prego anchora à volermi apprendere la maniera come egli
però al calcagno del destro, & in tempo che metti la predetta
punta del piè, hai d'alzare il sinistro, che ti troverai havere innanzi,
stendendo bene il ginocchio, & poi si calla à piombo nel medesimo
luogo dove giuntamente stava; avertendo di fare (quando poni
la punta del destro dietro al sinistro) à guisa d'un sottopiede;
& in questa maniera và fatto, seguendo poi il destro di mano in
D. DICAMI di gratia U.S. perche questo Seguito vole
che si chiami Ordinario, & Breve, e donde derivino questi
D. In che maniera, & con qual regola, & con che gratia, & misura
s'hà egli à fare?
Semibreve fanno una Breve. Appresso bisogna cominciarlo nella
seguente maniera; & prima hai d'alzare la punta del piè sinistro,
stendendo ben'il ginocchio, & il calerai subito in terra; avertendo à
stendendo ben'il ginocchio, & il calerai subito in terra; avertendo à
non spianarlo, & vi ballarai un poco à modo d'un saltetto; poi
farai un'altro passetto col destro piede, tanto che il vano di questo
D. ESÌ grande l'allegrezza, & il piacer che sento, che mi impara
i significati de' nomi di cotesti vostri giudiciosamen
havere inarborato innanzi; poi farà tre altri passi un poco più
adagio, d'una battuta per ciaschedun passo, al fin de'quali unirà
il piè destro al pari del sinistro. Avertendo, che quando farà quelli
D. IO vi ringratio, di quanto fino à quì v'è piaciuto dirmi,
con non minor efficacia vi prego a seguitare.
Furioso, & al Ballo del Fiore, che nello spatio di due battute di Musica
si fà, cioè prima farai due Passi minimi à tempo d'una battuta,
& dopò farai un Seguito spezzato à tempo d'un altra battuta;
avertendo, che il primo passo il farai in punta de piede, il secondo spianato;
D. SE il ragionar non vi stanca, seguite di gratia dichiarandomi,
da che il capricioso moto nomato Seguito Trangato
fare al tempo di due battute di Musica; nel primo dunque alzerai il
piè sinistro à tempo d'una Minima, poi calerai il piè piegando il ginocchio
con gratia à tempo d'un'altra Minima; & col destro piè,
D. PER qual cagione (Sig. Maestro) chiamate voi Finto questo
Seguito, & da che hà egli havuto cosi fatto nome?
in dietro, ponendo la punta di esso in terra, & piegando un poco il
corpo in dietro con gratia; & questo si farà à tempo d'una battuta
Minima; il medesimo farai col destro, à tempo d'un'altra Minima
battuta; l'ultimo passo, che ti troverai havere in aria, il calerai
spianato in terra, à tempo d'una battuta Semibreve, in quel medesimo
luogo ove era prima; & questo ultimo passo farassi col calarlo
luogo ove era prima; & questo ultimo passo farassi col calarlo
à tempo d'una Semibreve, come hò detto di sopra, talche queste
due Minime, & una Semibreve fanno due battute di Musica, ch'è
una Breve; & per questa ragione si chiama Seguito Finto, perche
finge d'andare in dietro, & ritorna nel medesimo luogo il piè dove
stava prima; & ciò facendo ne i Balli, fà bellissimo vedere. Credo
D. QUI mi nasce un dubbio, che non mi par picciolo.
D. Di sopra mi ragionaste del Seguito spezzato grave, saprei
volentieri, se nell'arte vostra si trova moto alcuno, che si nomina
che terrai à mente; ne altro di lui ragionerò, ma passerò à parlarti
d'altri movimenti, & massime del Seguito Scorso.
D. DI quanto m'hà U.S. detto, la ringratio senza fine, & la
prego di mostrarmi come vadi fatto questo Seguito Scorso,
M. Questo moto si fà con dieci passettini minuti, e presti, fatti à tempo
d'una Breve, nel seguente modo. Tu dei cominciar alzar il piè
sinistro, & fare un mezzo passo innanzi con gli altri sussequenti,
D. SEGUITE vi prego à dichiararmi tutte queste belle maniere
de moti.
M. Ogni Seguito Battuto del Canario và fatto à tempo d'una
battuta tripla di Musica, in questo modo, cioè; prima alzarai la
D. MI è stato molto caro questo vostro dire, & perche credo,
che molti altri ce ne sieno, m'appresso ad ascoltarvi.
sempre con la persona dritta. Avertendo che nel cominciare
il secondo passo hai d'alzarti, & calarti alquanto con la vita,
& con gratia. Et questi Seguiti si dimandino schisciati, perche
D. HOR capisco la cosa, seguite pure.
ò in dietro quel piè, che si congiunge al pari, nella guisa,
che si dirà nel Secondo Libro, dove si parlerà della maniera d'imparare
à fare i Balli, i Balletti, & altre sorte di Balli.
D. A CHE pensate, di gratia, così fissamente, Signor Maestro
mio?
D. VI hò inteso, & non mi si scorderà; venite pure à questo
alla Spagnuola.
D. SE io non erro, non vi resta più intorno à questi Doppi dirmi,
se non di quello alla Francese.
D. HOR che U.S. m'hà parlato di questi Doppi, la prego à
dirmi quai movimenti seguitino lor dietro.
secondo accaderà, dei farlo sì alli Balletti, come alla Gagliarda;
hai d'alzare quel piede, che ti troverai havere unito, overo che ti
troverai havere in dietro, per fianco in modo di saltetto, cioè il piè sinistro
D. VI prego (Signor Maestro) à dichiararmi quest'altro
Trabucchetto.
da tenere nel fare il Trabucchetto Minimo, si come s'è tenuto nel
Trabucchetto Breve, che è d'una battuta; & questo và fatto per
la metà: & ciò basti in quanto à i Trabucchetti, onde passerò à dirti
D. TOSTO vi siete spedito da questi Trabucchetti, che son
però belli; stò con desiderio attento ad ascoltarvi sopra
M. Hora ti vò ragionare d'essi, che sono bellissimi, & molto necessarii
per quest'arte. Dico adunque, che il Fioretto Ordinario
D. CERTO sì, che resto sodisfatto di questi documenti, &
la prego à seguire.
M. Al già dichiarato, seguita il Fioretto fiancheggiato, il qual
si fà nello stesso modo, che si fanno gli altri, nel tempo d'una battuta,
eccetto, che dove gli Ordinarii si fanno per dritta linea innanzi,
D. ASSAI sufficientemente di questo m'havete voi ammaestrato,
venite hora (vi prego) à darmi ammaestramen
battuta; & con la punta del detto caverai il destro, & il metterai
nel suo medesimo luogo, facendo à modo d'un sottopiede, & in
quello s'hà da inarborare il piè destro; poi pur per fianco alluntanan
D. BEN me ne ricorderò io, (non temete) ne lasciate d'andarmi
con cosi facile ordine disgrossando.
distante, & alto dal destro, quattro, ò cinque dita, e tutto
ad un tempo lo calerai, facendo à modo d'un saltetto, & batterai
in terra detto piè, & in quel tempo alzerai il destro; poi calandolo
D. O QUANTO piacer mi fatte in questo, perche è buona pezza,
che desiderava me ne ragionaste.
haver di dietro, lo spingerai, facendo un sottopiede; avertendo
che la punta d'esso vadi dritto in dietro al calcagno del sinistro, alzando
immantinente esso sinistro, il quale calandosi al luogo, dove si
Questo è il fondamento d'ogni sorte di Ballo, & la vera Regola,
perche con quel piè, che si comincia, con quello medesimo si dee finire:
ne gli altri Balli, & Cascarde, che di tutte le Mutanza, ò partite di
questo Ballo di Gagliarda, tanto n'hà d'havere il sinistro, quanto
il destro; & cosi parimente in ogni sorte di Ballo, & ogni sorte di
il destro; & cosi parimente in ogni sorte di Ballo, & ogni sorte di
attioni, & moti, tanto n'hà d'havere uno come l'altro piede, altramente
è falso il Ballo. Et pon mente, che se ad un Ballo vi saranno
D. Pian, di gratia, Signor Maestro. A me pare, che questa Mutanza
stia bene, perch'è fatta à tempo, atteso che hà voluto osservare
i cinque Passi col sinistro, col medesimo debbe finirli, & cosi parimente
col destro: per tanto tutte le Mutanze, & ogni sorte d'attioni,
& di moti, sì in questo Ballo della Gagiarda, come in ogni altra
D. Pur (se ben mi ricordo) poco fà m'havete detto, che ogni moto,
che si farà col sinistro, si hà da fare col destro. Perche dunque si fà
la Riverenza, che sempre si dee fare col piè sinistro. Hor di nuovo
ti dico, che la Riverenza è come una porta d'una prospettiva d'un
Palazzo, con buona architettura fatto, che volendo entrare in esso
D. HOR sì, che m'havete liberato d'ogni dubbio, come vi
prego à voler far de'Salti.
D. DA cotesto vostro dire comprendo, che ci sono diversi Salti,
qual'è questo Salto riverso?
D. COME si fà egli questo Salto?
D. A ME pare, che meglio, ne più compiutamente con parole
si possi altrui insegnare. Però venite pure ad inse
s'alza à farla con muover presto i piedi innanzi, e in dietro à modo
d'un Capriolo; & poi si chiama Capriola terza, perche si passano
tre volte li piedi. Veniamo hora alla Capriola quarta.
D. QUESTA capisco, venite pure all'altre.
D. VI prego à ragionarmi di queste Capriole spezzate.
D. ASSAI me n'havete detto, & ve ne ringratio, passate
pur à dirmi della intrecciata.
D. MI pare che non resta più che dire intorno alle Capriole, onde
vi prego, che vi piaccia di venire à mostrarmi come
la persona à piedi pari, hà da movere il piè sinistro, & spingerlo
tanto innanzi al destro, che quasi col calcagno d'esso stia dritto alla
punta del destro, però distante per larghezza mezzo palmo da quello,
tenendo il piè sinistro ben spianato in terra, & le gambe stese;
poi movendo il piè destro, con la punta d'esso hà da porla di dietro
al calcagno del sinistro, à modo d'un sottopiede. Poi alzando il piè
sinistro in quel medesimo tempo tre dita alto da terra, & quello havendo
spinto innanzi per dritta linea tre altre dita dalla punta del
destro, ritornandolo in dietro, hà d'unirlo al destro, & tutto ad
un tempo chinando un poco le ginocchia, con allargarle alquanto,
D. HORA venite pur à parlarmi di questo Trango.
stesso tempo da chinar ambe le ginocchia, con allargarle alquanto;
& nel finirlo si hà d'alzare alquanto il calcagno destro, nello
spatio d'una battuta Semibreve di Musica, & questo và fatto
alla Barriera; si dee poi subito alzando il piè destro, con quello levare
D. NON lasciate, di gratia, di dire come si debba fare.
D. HOR v'ascolterò intorno à quanto m'havete promesso à
dirmi del Molinello.
D. DEH non tardate più à ragionare del Sottopiede, perche
molto desidero à saperlo.
D. ASPETTO d'udire ciò che vi piace à dirmi di questa
Sommessa.
D. MOLTO breve sete stato, venite hora à dirmi alcuna cosa
del Trito minuto.
D. HO molto ben capita la predetta Regola, e desidero dicapir
similmente questa, che de'Balzetti mi volete insegnare.
D. DITE ciò, che del Groppo havete proposto, perche desidero
assai d'impararlo.
D. SIGNOR Maestro desidero sommamente, che mi dichiarate,
come si debba fare questo Pirlotto, & da che derivi.
farlo di non trabuccare da nessuna banda, (come alcuni fanno) &
per questo girare à modo d'un pirlo (che altri chiamano gomitolo,
ò ghiomero di rese) quando si sghiombera, perche gira; hà pigliato
D. ASPETTO che mi ragioniate de Tremolanti.
D. QUANTO prima, di gratia, U.S. mel dica, che mi sarà
carissimo.
D. DITE pure, che volontieri v'ascolto.
D. O QUANTO mi piacete, però seguite.
Sommessa, cioè, un Sottopiede al destro, & questi due moti gli farai
à tempo d'una battuta di Musica; & in questo modo và fatta
la Recacciata, & cosi tu seguirai à farla col piè destro, tenendo il
D. OLTRE modo io desidero d'imparare questi bei moti, però
m'apparecchio d'udirvi.
D. ASPETTO mi dica U.S. perche questo moto sia chiamato
Schisciata, & come si debba fare.
D. BEN tosto vi sete spedito, veniamo pure alla Cadenza.
amendue i piedi; hà preso quest'atto il nome di Cadenza, & facendo
qualche mutanze trovandosi al fin d'esse per concluderla faranno, col
piede che si truova in aria, la medesima Cadenza. Ch'è quanto di
D. SE questo moto non è molto difficile, vò subito impararlo.
D. SIGNOR Maestro, ditemi per cortesia, è egli necessario
questo Spezzato finto?
che ti troverai havere in aria, lo calerai à piombo nel medesimo luogo:
& perche fingi d'andare in dietro, & poi torni subito in detto
luogo; da questo hà pigliato cosi fatto nome, e di ciò non hò altro che
D. DI GRATIA U.S. mi dechiari quanto prima questo Spezzato
Alterato, perche desio molto d'apprenderlo, massime
per esser moto alla Franzese.
D. O QUANTO mi sono stati grati questi moti, & trà gli
altri, questo mi hò impresso nella mia idea; ma vi prego
che facci un Zoppetto nel modo sopradetto; & dopò farai col
piè sinistro, che ti troverai alzato, lo calerai, à modo d'un passo, &
subito farai un sottopiede col destro, medesimamente tornerai à fare
D. SIGNOR Maestro, dichiaratemi, di gratia, & risolvetemi,
donde è derivato questo Dattile, & come dee esser
comincierò dal Dattile, dicoti che questo nome è Latino, & và
fatto à i versi di Virgilio, come à quelli d'Ovidio, il quale ascandirlo
hà un piè longo, e due brevi, & cosi nel farlo, convien che il primo
hà un piè longo, e due brevi, & cosi nel farlo, convien che il primo
Passo lo spingi innanzi in punta di piede à modo d'un Trabucchetto,
à tempo d'una battuta di Musica, & i due altri Passi sussequenti
gli hai da fare presti, cioè, d'una minima l'uno, che faranno
un'altra battuta spianando però i piedi in terra dando lor gratia à
D. O QUANTO U.S. m'hà consolato d'havermi dato cogni
tione del Dattile, hora la prego, che essendo io studente,
tione del Dattile, hora la prego, che essendo io studente,
mi faccia gratia d'insegnarmi, come io debba fare questo
Spondeo nel Ballare; & dopò si degna dirmi donde è derivato questo
M. Molto di cuore te lo mostrerò, & ti dirò anco donde deriva. Hai
da sapere che gratissimo m'è stato d'haver inteso che sii studente, hora
tanto più mi piace d'insegnartelo, s'hai letto Ovidio, ò Virgilio,
nel scandire detti versi, sai ben che vi sono de Dattili, & de
lunghi, e però nel Ballo havrai da fare dui Passi Semibrevi, cioè
d'una battuta di Musica per ciascun piede, & in questa maniera
và fatto. Il nome poi, deriva del dito grosso della mano, atteso
diti, per questa ragione è derivato questo nome di Spondeo. Et vedi,
che nel primo verso d'Ovidio, che dice:
D. SIGNOR Maestro questo nome di Saffice mi par molto
Scabroso, & mai l'hò inteso dire à ness'un Maestro, però
D. O QUANTO m'è stato grato il documento che U.S. mi
hà dato, che m'hà fatto capace della vera Regola, ch'ella
de Balli, onde per questo non vò mancare gratiosamente mostrarteli,
acciò possi essere d'essi eccellente possessore; per tanto à voler fare
questo Destice, ti bisogna tener la medesima Regola del Saffice;
D. SAPPIA U.S. che mi sono invaghito in tal maniera,
havendomi ella spianate tanto chiaramente queste sue Regole,
come fù quel gran Michel Angelo Buona Rota, qual sì di Pittura,
come di Scoltura, & d'Architettura, è stato unico al Mondo, &
vedi à Roma quel bellissimo e gran Palazzo del Sereniss. Duca di
D. HOR che U.S. hà compiuto di ragionare de'
Movimenti, mi sarà molto caro, ch'ella m'ap
giù, senza alzar quello, parerebbe un Pedante; perche se fosse la
Cappa d'ormesino, ò telletta facilmente li potrebbe cascare, & non
sarebbe cosa da Cavaliere, & massime ballando la Gagliarda, ò la
si come ti mostra le figure del Ballo chiamato Contentezza
d'Amore: avertendo di non ballar giamai senza la Cappa, perche
fà bruttissima vista, ne è cosa da Nobile. Ballando detti Balli alterati,
andar al solito; ma averta di non calar con la mano tanto la
guardia d'essa, che la punta risguarda l'aria, che cosi facendo, parerebbe
un Capitano Spagnuolo, che recita in comedia, & più tosto
D. DI GRATIA S. Maestro vi prego m'insegnate il modo,
che il Cavaliere dee tenere ritrovandosi à feste.
D. Resta à U.S. altro d'avertirmi?
D. MI è stato molto caro questo bello documento, però vi prego
à volermi dire, se i predetti manti s'usino in altre
mio parere; però dei per tanto sapere, che, se un Principe, od un
Cavaliere haverà d'andare à basciare la mano ad un gran Re, dover
à portare i lembi della Cappa, ò del Mantello, che si sia, uguali sì
D. SIGNOR Maestro, vi prego non mancate à dirmi,
come un Cavaliere debba star assettato, atteso che questo
come un Cavaliere debba star assettato, atteso che questo
è d'importanza saperlo.
e col destro (che hà il mero, & misto imperio di commandare,
& d'apprendere) l'hà da tener similmente steso sopra
l'altro poggio, ma però che penda dal polso in giù la mano destra;
D. NON mi date (Signor Maestro) alcuno ammaestramento,
come i Cavalieri sù le feste si debbono governare?
che non farebbono la festa, anzi molto peggio, alle volte è
avenuto, che son nate delle questioni. Però è bene d'osservare
i termini delle belle, & honorate creanze,
D. MI farà U.S. favore à darmi alcuno avertimento intorno
alla maniera de Principi, Signori, & Cavalieri nel
D. SIGNOR Maestro mio, ci sono alcuni, li quali son di parere,
che nel fare il Ballo del Fiore, sia in libertà di quel
D. VORREI sapere se si pecca à fare molte cerimonie, ò nò?
& humil natura; avisando, che se eglino fossero scarsi, & privi di
parole, come sono d'opere, che gli huomini non gli potrebbero sofferire;
e nel vero cosi è.
D. INSINO à quì m'havete insegnato le creanze, che i Cavalieri
deono fare; vorrei hora mi mostraste quelle,
M. Era per farlo, però dico, che alle Dame è necessario d'imparare le
belle, & honorate creanze, & le cerimonie, più che qual si voglia
%SECTION "Avertimento X"
Del modo d'imparare la Riverenza grave.
D. VENITE à dichiararmi ciascun de predetti capi, accioche
io gli sappia insegnare alle mie Donne.
D. PER lo primo m'havete à pien compiaciuto, venite al secondo.
regolato. Però caminando con quest'ordine, se ben la Dama portasse
le pianelle più d'un palmo, & mezzo alte, parerà che camini
con le pianelle di tre dita; & potrà fare nel Ballo Fioretti, & Mutanze
D. ET pur di questo ne rimango molto ben capace, venite pure
al terzo.
avanti che se le avicina farà mezza Riverenza, cioè un poco
d'inchino, & come vi si sarà avicinata si bacierà la man destra,
senza però accostarsela alla bocca, ma tenendola alquanto discosta,
Et quello Principessa hà da far la Riverenza, con far'il
medesimo, se sarà par sua, se non, harà da far finta d'alzarla con le
mani, & pigliar con la man destra sua, la sinistra di quella ch'è visitante;
& tanto più à quella che sarà sua pari; perche sempre quella
che è visitata, hà da fare ogni sorte d'accoglienza, & carezze
à quella che la visita; & se la visitata volesse porla à man destra,
D. VENITE hora à mostrarmi come la Dama doverà sedere
sù le Feste, che mi sarà carissimo.
mano verso il grembo; & alle volte terrà il fazzoletto, ò ventaglio,
se sarà d'Estate; se sarà d'Inverno, terrà la manizza, ò mani
chetto, che altri chiami: & averta, che non stia come una statua,
chetto, che altri chiami: & averta, che non stia come una statua,
ma alle volte fare alcun moto, ò mettersi i guanti; e se sarà d'Estate,
si farà con gratia vento col detto ventaglio, overo si sforzerà
D. VOI havete parlato in generale del sedere, vorrei veniste
al particolare.
D. ASSAI mi pare habbiate parlato delle belle maniere, che
le Dame debbon tenere sedendo; vorrei che mi dice ste hora
D. MOLTO m'havete sodisfatto in questo, passate hormai ad
altre maniere.
D. DESIDERO hora sapere qual maniera doverà tener la
Sposa in ricevere una Principessa, che vadi ad honorar
D. HOR che m'havete insegnato la vera, & bella maniera,
con la quale la Sposa hà da ricevere la Principessa, che
à quelle salutandole, come dire che le perdonino, perche le conviene
d'andare accompagnare detta Signora, & cosi detta Sposa si porrà
al lato sinistro di quella Signora; & s'ella non volesse che l'accom
à quell'altre Dame, & si sederanno insieme. Nel partirsi altra
Dama, la Sposa s'hà d'alzare in piedi, & farle Riverenza, &
ringratiarla, con baciarsi la mano, & toccar la sua; & poi si tornarà
D. MI havete à pien sodisfatto intorno à quanto desiderava sapere;
vi prego hora di mostrarmi il modo che le Dame
egli si caverà il suo guanto destro, se l'haverà in mano;
& ella hà da far finta d'accommodarsi la veste, con far'un sguinzo,
pavoneggiandosi alquanto, voltandosi un poco per fianco à colui
che haverà invitato. Et perche i Cavalieri alle volte tengono i
guanti stretti, che per cavarsi il guanto destro, starà più d'un dir
d'Ave Maria, si come t'hò detto di sopra. Et però non è bene, che
la Dama stia all'incontro, perche par che facciano l'amor insieme;
D. ASPETTO che U.S. mi dica anchora, come le Dame si
devono governare in licentiarsi dal Ballo.
& farle luogo, acciò vi possa andare, nè sia costretta ch'ella si
habbia d'alzarsi la faldiglia sin'alla cintura, che venga tacciata da
tutti; ma bene alzandola un poco poco calandosi con la vita passerà
D. DITEMI s'havete alcun'altro avertimento per le Dame,
che sia necessario.
D. QUESTI vostri avertimenti son buoni, però andate
dietro.
D. Piano, (Sig. Maestro mio) che desidero mi risolviate un dubbio,
che altre fiate hò sentito muovere, cioè, se non pure il Cavaliero,
più d'un'hora à sedere, senza che giamai sieno presi da Dama
alcuna; onde il marito d'alcune di loro (di cosi fatta discortesia
infastidito) manderà à dire alla sua moglie, che inviti quel
Principe, & ella risponderà, che non può, per convenirle rendere il
Ballo. Però (inquanto à me) dico, che d'una volta sola in sù, ogni
persona possa pigliar chi più le piacerà, & chi più gli và per la sua
D. CERTO che molto bene m'havete risoluto il mio non vol
gar dubbio; però venite à dirmi, come la Dama si doverà
D. PREGO U.S. mi discorri, che modo, & ordine hà da
tenere una Dama quando sede con l'altre al Festino,
andarci; il che facendo sarà da tutti lodata. Nè men convien à
qual si voglia persona d'andare ad invitare à Ballare una che sederà
amantata in detta festa; e però se quella non accetta l'invitto,
Passo e mezzo, Pavaniglia, Canario, & Gagliarde
all'uso d'Italia, Francia, & Spagna.
CATTOLICA
D. MARGARITA D'AUSTRIA,
Regina di Spagna, &c.
Però ch'in Voi, come in suo seggio tiene
Tutto il favor d'Apollo, onde à gran spene
Di prischi honori il secol nostro alzate.
Di prischi honori il secol nostro alzate.
Io già d'Amore à tesser rime aspetto,
Ben al Vostro hò desio pari, ò simile,
IN LODE DELLA SER.MA CATTOLICA
D. MARGARITA D'AUSTRIA
REGINA DI SPAGNA, &c.
Come in puro cristallo intende, e vede:
Cantino d'Adria i Cigni alteri, e voi
Sacro figlio d'Apollo; e al dolce canto
MORESINA risuoni ogni Hemispero.
triple di Musica, si come hò detto nella Cascarda
d'Alta Regina, con due Continenze Semibrevi di due battute triple,
qual'è una battuta Semibreve; poi faranno un Trabucchetto
Nel secondo tempo, passeggiaranno senza lasciarsi, con il far due
Passi puntati minimi d'una battuta perfetta di Musica della Sonata
di questo Ballo, che sono due battute triple; poi faranno un
s'hà nel presente dissegno, cioè la Dama starà in
capo alla sala, & il Cavaliere da un'altro capo d'essa,
ò ad altro luogo dove si ballerà; & nel principiarla
Hà d'avertire la Dama, mentre che il Cavaliere farà la sua Mutanza,
in quel tempo ch'egli ballarà, le dico che non stia ferma in
un sghinso con la vita gratiosamente, ponendosi il guanto, overo,
se sarà d'Estate, havendo il ventaglio, farà qualche bel moto
con esso, acciò non paia una statua, il che facendo, con quei vaghi, &
al lato destro; poi farà due Trabucchetti adagio, & un Seguito finto
con il piè sinistro, & al fin d'esso piegarà un poco le ginocchia,
facendo à modo di mezza Riverenza.
al destro. Poi faranno insieme due Doppi scorsi, voltandosi
prima à man sinistra, e poi à man destra à modo d'una S, & accostandosi
amendue si piglieranno per la mano ordinaria.
ALLA SERENISSIMA
D. LEONORA DE MEDICI
GONZAGA
IN LODE DELLA SERENISS.
D. LEONORA DE MEDICI
GONZAGA
faranno due Doppi alla Spagnuola, due Trabucchetti semibrevi
d'una battuta di Musica per ciascheduno, & un Destice, cioè
due Riprese, & un Trabucchetto al lato sinistro; li medesimi Trabucchetti,
SIGNORA
D. LIVIA DALLA ROVERE
Duchessa d'Urbino.
IN LODE DELLA SER.MA SIG.RA
D. LIVIA DALLA ROVERE
DUCHESSA D'URBINO.
& fatte à tempo del suono. Il Passeggio della Dama è questo.
Ella farà due Passi semibrevi d'una battuta l'uno, & un Seguito
semidoppio, principiandoli col sinistro, un Spezzato ordinario
ALLA SERENISSIMA
D. VERGINIA MEDICI
D'ESTE
IN LODE DELLA SERENISS.
D. VERGINIA MEDICI
D'ESTE
Nel secondo tempo, passeggiando insieme, faranno due Passi
puntati brevi di due battute l'uno, quattro Passi semibrevi d'una
battuta per passo, un Seguito ordinario di due battute, principiando
battuta per passo, un Seguito ordinario di due battute, principiando
gli detti Moti con il piè sinistro; poi faranno due Saffici d'una
battuta per uno, & al fine due Continenze di due battute per Continenza,
un poco le ginocchia à modo di mezza Riverenza; poi lasciandola,
faranno quattro Passi d'una battuta l'uno, volti alla sinistra,
cambiando luogo, & pigliando del campo assai, faranno un Seguito,
Nel sesto tempo, il Cavaliere solo farà quattro Passi semibrevi
d'una battuta l'uno fiancheggiati innanzi, & nel principiarli si
porrà il lembo destro della cappa sotto il suo braccio destro, come si
Per la terra purgar de'gravi errori,
Ò d'altro ornarla, che di gemme, od ostro:
Io questo Ballo al divin nome Vostro
Io questo Ballo al divin nome Vostro
Vi sacro; dove d'odorati fiori
Coronati vi dò debiti honori
Ma qual dono maggio vi posso fare,
Se d'ogni don del Ciel adorna sete?
ET ECCELLENTISS.
D. ANNA CORDUA CARDONA
DUCHESSA DI SESSA.
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECCELL.MA
D. ANNA CORDUA CARDONA
DUCHESSA DI SESSA.
Il Cavaliere farà questa Mutanza; in prima egli farà due Passi
puntati semibrevi d'una battuta l'uno; al lato sinistro farà una
Ripresa sottopiede, cioè un Trabucchetto, & un Sottopiede; fatta
faranno per contrario. Dopò ciò fatto, faranno due Passi puntati
semibrevi d'una battuta l'uno; poi finalmente, osservando gli medesimi
termini di Creanza Cavaleresca, si piglieranno per la mano
À cui rivolto poi come celeste
Terrai hoggi d'OLIMPIA il nome altero,
E divina sarai non mortal veste.
Come Donna divina, & Dea terreste,
D'ogni Scettro sarai degna d'Impero.
%SECTION "Altezza D'Amore, Balletto"
ALL'ILLUSTRISS.
ET ECCELL.MA
D. FLAVIA PERETTI ORSINA
Duchessa di Bracciano.
Credo che tutti i Cieli, e la Natura
Fosser d'accordo à far vostra Figura.
Ò beltà rara sovra ogni beltate,
ALTEZZA D'AMORE
BALLETTO
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECCELL.MA
D. FLAVIA PERETTI ORSINA
DUCHESSA DI BRACCIANO.
Altezza d'Amore.
col sinistro. Poi con le solite Creanze si piglieranno per le mani,
con far due Trabucchetti semibrevi d'una battuta l'uno, con un
Corinto al lato sinistro: il medesimo faranno per contrario. Il Cavaliere
Nel secondo tempo, passeggiaranno insieme, con far due Passi
puntati di due battute l'uno, due Passi semibrevi d'una battuta per
ciascheduno, & un Seguito ordinario di due battute, principiandoli
ginocchia à modo di mezza Riverenza, & passando innanzi cambiaranno
luogo, & faranno due Scorsi à modo d'una S. Dopò faranno
due Seguiti doppi alla Spagnuola, uno al lato sinistro, l'altro
MIA COLENDISS.
D. FELICE MARIA ORSINA
CAETANA
SE d'Apollo non hò l'alta possanZa
Di porvi in Ciel frà la più degna Sfera,
MIA COLENDISS.
D. FELICE MARIA ORSINA
CAETANA
con le solite cerimonie per la man'ordinaria; poi faranno due Spezzati
innanzi, due Fioretti, & due Trabucchetti semibrevi d'una
battuta di Musica per ciascheduno; & ciò fatto, al lato sinistro faranno
Appena dir potria Vostra beltate;
Quel, che d'Ulisse, e pria canto d'Achille:
Poi che sol con le luci, alme e tranquille
di Musica, & due Continenze brevi di due battute l'una;
dopò si voltaranno con due Passi semibrevi d'una battuta l'uno
à man sinistra, & un Seguito ordinario di due battute in prospettiva:
SIGNORA
D. GIOVANNA COLONNA
D'ORIA
Principessa d'Oria.
SUPERBA Roma già d'Italia honore,
Ch'invitta un tempo il grand'Impero havesti
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECC.MA SIG.
D' GIOVANNA COLONNA
D'ORIA
Principessa d'Oria.
%SECTION "Allegrezza D'Amore, Cascarda"
ALL'ILLUSTRISS.
SIGNORA
D. MARGARITA GONZAGA
CARAFA
Se Voi sete trà noi per far rapina
D'ogni virtù, fuggendo il basso, e'l vile;
S'havete quante son dal Gange al Thile
ALLEGREZZA D'AMORE
CASCARDA
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECC.MA SIG.
D. MARGARITA GONZAGA
CARAFA
Allegrezza d'Amore.
Vostre virtù divine, alte ne i Cori
Passano accese d'immortali ardori,
E serban sempre Vostre fiamme chiare;
%SECTION "Forza D'Amore, Balletto"
ALL'ILLUSTRISS.
FRA tanti, che le chiare orme seguendo
Vanno d'Apollo, e desiose, e intente
Odono il suon della beata gente,
FORZA D'AMORE
BALLETTO
Seguiti ordinarii brevi, al fin de'quali si lascieranno con le solite
Creanze; facendo altri due Scorsi à modo d'una S.
Forza d'Amore.
Che co'l Tempo contenda invido, & empio.
Cosi la tua virtù, che'l secol d'auro
Trà noi rinova, andrassi, e senza essempio,
SIGNORA
D. LIVIA ORSINA CESARINA
Duchessa di Cività Nuova.
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECC.MA SIG.
D. LIVIA ORSINA
CESARINA
%SECTION "Bellezze D'Olimpia, Balletto"
ALL'ILLUSTRISSIMA
BELLEZZE D'OLIMPIA
BALLETTO
Bellezze d'Olimpia.
Che non bastano à ciò voci, e parole
De quanti fur giamai degni d'alloro.
Venga colui, che te pianta gentile
IL CONTRAPASSO FATTO CON VERA MATHEMATICA
sopra i versi d'Ovidio
%SECTION "Specchio D'Amore, Cascarda"
ALL'ILLUSTRISS.
SIGNORA
DUCHESSA D'ATRI.
Ogni cor resta preso, e à te soggetto,
Ne d'esser giunto in servitù s'attrista;
Anzi legato in sì bel nodo stretto
SPECCHIO D'AMORE
CASCARDA
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECC.MA SIG.
DUCHESSA D'ATRI.
col piè sinistro: avertendo, che tutti i detti Moti vanno fatti
à tre tempi di detta Sonata. Poi ad un tempo d'una Ripresa
di detta Sonata faranno un Spezzato puntato col piè sinistro
Specchio d'Amore.
%SECTION "Contentezza D'Amore, Balletto"
ALL'ILLUSTRISS.
E'n cui piove i suoi doni eletti, e cari
Dal terZo ciel la Dea madre d'Amore.
Tu col bel guardo il tenebroso horrore
CONTENTEZZA D'AMORE
BALLETTO
ove si ballarà, senza lasciarsi, facendo due Trabucchetti gravi
d'una battuta l'uno, & tre presti, fatti à tempo di due battute,
principiandoli col piè sinistro. Ultimamente faranno due Continenze
Contentezza d'Amore.
Passi, & un Seguito come di sopra, passeggiando à man sinistra,
principiandoli col piè sinistro; poi faranno due Trabucchetti d'una
battuta di Musica l'uno, il primo col piè destro, il secondo col sinistro,
Muovi; e'l tuo vago, e natural colore
D'ostro pingi, e di minio, e'l gran splendore
Spargi à la vista altrui con atti honesti:
Cosi à te stessa acquistar pregio impara,
E pascer gli occhi d'immortai faville,
Che folgorando escon da tuoi bei rai:
Spero la Tua virtù, ch'ogn'hor tranquille
Fa l'alme, e i miei pensier vince d'assai.
il Cavaliere, & la Dama, che si trovaranno nel mezzo guidaranno
il Ballo, facendo due Seguiti semidoppi innanzi, & al fine d'essi
Seguiti piegaranno un poco le ginocchia à modo di mezza Riverenza,
Hassi anco d'avertire, che ogn'uno che si ritrouvarà in mezzo ha
rà da far il suo tempo, come haranno fatto i primi, & da cambiar
%SECTION "Ghirlanda D'Amore, Cascarda"
ALL'ILLUSTRISSIMA
ET ECCELL.MA SIG.
MARFISA D'ESTE CIBBO
Marchesa di Carrara.
Che le più gelid'alme, e le più belle
Infiammate d'un dolce, e puro ardore.
Dissegnò l'altrui vite il gran Motore,
GHIRLANDA D'AMORE
CASCARDA
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECC.MA SIG.
D. MARFISA D'ESTE CIBBO
MARCHESA DI CARRARA.
Ghirlanda d'Amore.
nel medesimo ordine che principiorno detto Ballo. Ultimamente
faranno due Passi puntati semibrevi d'una battuta tripla l'uno,
& la Riverenza di quattro battute, & con ogni vaghezza finiranno
%SECTION "Nido D'Amore, Balletto"
ALL'ILLUSTRISSIMA
Poi che in Voi sola accolse à tempi nostri
Tutte le gratie, e d'alto, e nobil zelo
Colui v'ornò, che'l caldo tempra, e'l gelo;
Questi porta la Fama al sacro Tempio
D'Eternitade, e gli consacra à quella
Propria virtù, non valor d'altri, ò sorte,
Ove sempre vivran con raro essempio,
NIDO D'AMORE
BALLETTO
Moti scorsi, voltandosi prima à man sinistra, por à man destra
à modo d'una S. Al fin si ritrovaranno in prospettiva.
Seguito battuto col sinistro: la Dama farà gli medesimi Moti reciplichi;
& questo faranno un'altro tempo per uno. Al fin d'esso
faranno insieme un Spezzato puntato col sinistro, & mezza
Nido d'Amore.
Continenze brevi di due battute l'una; poi passeggiaranno con due
Passi puntati brevi, & quattro Passi semibrevi d'una battuta
per Passo, & due Continenze. Dopò faranno due Seguiti brevi,
Dama da un'altro capo, facendo due Seguiti scorsi, voltandosi
prima à man sinistra, & dopò à man destra, à modo d'una S.
Et al fine si ritrovaranno in prospettiva, principiando tutti i detti
saprà fare: & se non vuol far la Mutanza alterata, farà due Seguiti
fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, cioè gravi, d'una
battuta l'uno, con un Seguito breve finto, & al fin d'esso piegarà
un poco le ginocchia facendo à modo di mezza Riverenza, cavandosi
fiancheggiati, con due Destici, overo due Continenze. Dopò ciò
fatto, scorreranno à modo d'una S, con due altri Seguiti, come di
sopra hò detto; & accostandosi si pigliaranno per la man' ordinaria,
per la man destra, al fin de'quali si lasciaranno, facendone altri
quattro scorsi à modo d'una S, cambiando luogo, & al fine della
Scorsa piegaranno un poco le ginocchia à modo di mezza Riverenza:
Quì si mutarà la Sonata d'un tempo.
Priva Giove la più sublime Sfera
D'un Pianeta, ch'eccede ogni vagheZza:
Indi il Mondo n'adorna, e ogni oscureZza
QUEST'è il bel volto d'honestate adorno,
Onde il Ciel de la terra s'innamora;
passare che faranno, tutti insieme piegaranno un poco le ginocchia
facendo à modo d'una mezza Riverenza, cavandosi i Cavalieri
gentilmente la berretta, ò cappello di testa; poi faranno gli altri due
quattro Spezzati gravi; ciò fatto, al lato sinistro faranno una Ripresa
sottopiede, due Trabucchetti, & tre Passi semibrevi d'una
battuta l'uno, principiando tutti i detti Moti col piè sinistro: la
altri due Scorsi, prima à man sinistra, & poi à man destra, à
modo d'una S, cambiando luogo, ritrovandosi al fin d'essi Spezzati
scorsi in prospettiva, piegando un poco le ginocchia, facendo à
SI pigliaranno per amendue le mani come vi dimostran
le Figure di Contentezza d'Amore, & insieme,
& con le solite Creanze faranno la Riverenza
LAURA, se pur sei Laura,
Ch'ogn'arso cor d'Amor dolce ristaura;
Deh perche m'ardi il Core
Deh perche m'ardi il Core
D'inusitato ardore.
Ahi, che cangi costume,
Acciò che mi consume;
Et neghi d'esser Laura, e Laura sei,
Per non refrigerar i spirti miei.
QUELLA virtù ch'à vera gloria adduce,
Donna d'ogni valor degno ricetto,
Nel divin Vostro angelico intelletto
Scorge di DIO le meraviglie belle,
E d'i celesti segni, i moti, e i giri.
Quinci mostrate nel bel Vostro volto,
da un capo della sala, & la Dama farà il medesimo, andando
da un'altro capo d'essa sala. Et questo Passeggio starà ad arbitrio
del Cavaliere di quanti tempi lo vorrà fare; finalmente accostandosi
due Scorsi, voltandosi prima à man sinistra, & poi à man destra, à
modo d'una S, & al fin della Sonata restaranno in prospettiva:
avertendo, che tutti i primi Moti si principiaranno col piè sinistro,
faccia due Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, &
un Seguito finto, & al fin d'esso farà à modo di mezza Riverenza,
principiandola, & finendola col piè sinistro.
CRIN d'ambra, e d'or, che con lascivi errori
Gite ondeggiando in su'l bel viso adorno;
Labbia, ch'a' rubin fate invidia, e scorno;
Denti di perle; gola, ove d'intorno
Volan'armati i pargoletti Amori;
altri due volti à man sinistra, discostandosi alquanto, & cambiando
luogo, & al fin d'essi, si ritrovaranno in prospettiva, facendo due
Passi puntati brevi, con due altri Seguiti fiancheggiati; al fine tornaranno
Donna, da cui begli occhi escono fuore
Tanti rai d'honestate, e di valore,
Quanti hà fior campo à la stagion più cara;
Al lampeggiar de l'angelico riso,
Non si facci più d'altra, alta, e gentile;
E che non dica: Ahi perche troppo tardi,
Chi pone i lumi, e i pretiosi panni?
Timor d'infamia, e volontari honori,
Che fanno al Tempo, e à Morte illustri inganni.
farne altri due Scorsi, voltandosi prima à man sinistra, & poi à
man destra, à modo d'una S. & questo è tempo Regolato: avertendo,
che il Cavaliere andarà da un capo della sala, & la Dama
Ad ALESSANDRO la congiunse Amore,
(Fratello amato) pien d'alto valore,
E de i doni del Cielo, e di Natura.
Che cosa siano i Passi puntati. 21
Il modo d'imparare i Passi Naturali. 22
Il modo da far i Passi minimi. 23
74
Del modo d'imparare la Riverenza grave.
75
ALLEGREZZA d'Amore.
Alla Illustriss. & Eccellentiss. Principessa di Stigliano.
All'Illustriss. Sig. Marchesa di Calice. 296
Altezza d'Amore.
All'Illustriss. & Eccellentiss. Sig. Duchessa di Bracciano. 172
All'Illustriss. & Eccellentiss. Duchessa di Castel Candolfo. 257
Bellezze d'Olimpia.
All'Illustriss. & Eccellentiss. Duchessa d'Acqua Sparta. 236
All'Illustriss. & Eccellentiss. Marchesa di Castiglione. 284
Contentezza d'Amore.
All'Illustriss. & Eccellentiss. Duchessa di Poli. 251
D
DOnna Leggiadra.
Doria Colonna.
All'Illustriss. & Eccellentiss. Principessa d'Oria. 196
F
FOrza d'Amore.
All'Illustriss. & Ecclenntiss. Duchessa di Segne. 217
All'Illustriss. & Eccellentiss. Sig. Duchessa di Sessa. 156
Ghirlanda d'Amore.
All'Illustriss. & Eccellentiss. Marchesa di Carrara. 273
N
NIdo d'Amore.
All'Illustriss. Sig. Marchesa di Torreto. 289
PAsso e mezzo.
Alla Sereniss. Duchessa d'Urbino. 130
Piantone.
All'Illustriss. Sig. Marchesa Montoro. 311
Specchio d'Amore.
All'Illustriss. & Eccellentiss. Duchessa d'Atri. 247