Caroso Concordance Output: che
Gloriosissimo Pontificato di Papa CLEMENTE VIII.)
si che ben mi potevo io promettere d'Esse la dipendenza
d'ogni favore, che io sapessi desiderare à queste
fatiche mie. Ma DIO benedetto, frà tante cose, con
fatiche mie. Ma DIO benedetto, frà tante cose, con
che hà voluto consolare il Mondo, sono state le felicissime
Nozze dell'AA. VV. Ser.me onde hà levato à
Nozze dell'AA. VV. Ser.me onde hà levato à
me ogni velo di dubitatione, e congiunto quel che
era diviso, e m'hà dato ombra sicurissima sotto due
Padroni, & salda protettione sotto due suggetti cosi
Grandi, anzi i Primi, & i Maggiori che hoggi vivano
in questo secolo, risguardando la mia ardentissima di
al Mondo, donata, e consacrata all'AA. VV. Ser.me in
consideratione ancora particolare del suo Titolo, che
chiamandosi NOBILTA DI DAME, mi par di dare
chiamandosi NOBILTA DI DAME, mi par di dare
un raro essempio à questa età, della qualità che se le
converrebbe; tanto più vedendosi posti nella prima
faccia i felicissimi nomi dell'AA. VV. Serenissime,
Grandissime, e Fortunatissime, che l'Onnipotente
IDDIO mantenga tali per lunghissimi anni, & me suo
Fama t'accresce, e preso hai un gran Thesauro
Dal gran PASTOR, che fà tuoi giorni Conti:
Hor coi miei spiriti pronti
Ti dedico, e consacro est'Opra mia,
Che la gradischi, acciò illustrata sia.
Per dar à questa et à lume, e sostegno,
Che de suoi raggi homai spenta cadea:
Se ben più tardo assai, ch'io non dovea
E quest'opra vi sacro, e questo ingegno,
Che di donarla à VOI, il cor m'ardea;
Farò quall'Huom, ch'à far lungo viaggio
Piantò sei Gigli d'aZzurro colore;
E per far che stian sempre freschi, e belli,
A sei Stelle gli appoggia, e à tre Rastelli.
Alle sei Stelle d'oro, e ai tre Rastelli,
Che felici saran sempre i sei Gigli,
Le sei Stelle, e i Rastelli, & i lor figli.
faranno due Passi in aria presti, prima col destro, poi col sinistro,
& poi col detto piè faranno due Fioretti, & con il piè sinistro che si
troveranno haver in aria, faranno una mezza Riverenza, & con
Segue detta Sonata, in cui si fà mutatione, che sono
otto Tempi di Gagliarda.
seconda volta
che comincia
le riprese.
Al Mar; cosi del Ballo ogni dotta arte
À costui fà; che col bel piè comparte
Quanto il suo ingegno in carta ben distende.
Rinuova l'arte: e i cor ferisce, e incende.
Ò fortunato; che sì altera guida
Amor ti mostra, onde Tù poi te ingegni
TU che guidi con passi hor presti, hor lenti,
In nobil danZa vaga donna, e bella,
Mentre la giri in questa parte, e'n quella,
Fai che l'huom'hora speri, et hor paventi;
Hor la fermi cortese, & hor consenti,
Hor la fermi cortese, & hor consenti,
Che via ne porti e l'una, e l'altra stella
Quasi in fuga, portando accolti in ella
Qui ordisce inganni, e de qui il tempo fura,
Mentre che'l Ballo rendi Tu perfetto,
E fai, che ceda la Natura à l'Arte.
QUEL che con penne, e con vivi colori
Fea mille morti ritornare in vita
Cui far cento atti à vostre voglie fate.
E sarete immortal, poi che non pinte
Son le pitture vostre, anZi incarnate,
Son le pitture vostre, anZi incarnate,
Si che felice tener vi possete.
Da spirti à fama sempiterna alZati.
Beato, che con nuovi, rari, e grati
Balli leggiadri, & amorose rime
luogo l'uso del Ballare, parte di non minor dilettatione, ornamento,
& stima dell'altre; poi che nelle conversationi, & società humane eccita
gli animi alle allegrezze, & quando quelli si trovano oppressi da
poiche è congionta con la Poesia, & con la Musica, facultà frà
l'altre molto degna: & è parte di quella imitatione, che representa
gli effetti dell'animo con movimento del corpo; oltre che conviene talmente
à persona Nobile, che dove ella manca, s'attribuisce ad imperfettione,
& biasmo notabile. Si fanno ancora nel Ballare acquisti
& biasmo notabile. Si fanno ancora nel Ballare acquisti
di molte cose lodevoli, & honorate, che ne vengono in consequenza:
perche si essercitano le forze del corpo, & si rende l'huomo agile, e destro,
& si apprendono maniere grate in ricevere, & render cortesia,
& honore, e tutti quelli portamenti che occorrono nelle creanze, &
complimenti; & in somma aggiunge gratia, bellezza, & decoro a' riguardanti.
E se l'eccellenza, e dignità delle cose si giudica dalla stima,
in che elle sono, ò siano state: non è dubbio, che non pur'hoggi cominci
questo essercitio ad esser' in conto; perche fù anchora stimato, & usa
Hora havendo io già consumato anni cinquanta in questa professione,
& considerato, che il ridurre sotto determinate Regole il Ballare, &
assegnare la varietà de i Balli gravi, Balletti, del Ballo della Gagliarda,
delle Cascarde, del Passo mezzo, di Tordiglione, di Pavaniglia,
& del Canario, sarebbe stata cosa grata à qualunque persona, che di
ciò fosse desiderosa; per questo hò voluto fare, si come fà l'Orsa, che
nel partorire ella fà un pezzo di carne, cosa che non fanno gli altri ani
mali rationali, & irrationali; onde con tanto leccarlo con la lingua,
lo reduce à perfettione: Tal'hò fatto io, con l'immitare, & disrugginare
il mio ingegno, & studiare notte, e giorno, dove che la prima
mia opera, che tant'anni sono hò messa à luce, l'hò corretta con Regola
terminata, & con vera Theorica, si come in quest'altra mia chiaramente
terminata, & con vera Theorica, si come in quest'altra mia chiaramente
ve lo dimostro, che dove quella era imperfetta, hoggi questa
l'hò ridotta à vera perfettione. Per tanto mi sono affaticato à dare
in luce il presente volume, più tosto per compiacimento, & servitio
di quelle, che per desiderio, ch'io n'havessi di conseguirne alcuna
gloria. Godinlo hora, & se ne vagliano quei spirti più Nobili, a' quali
fia più aggradito; ch'io da loro maggior contento non potrò ricevere,
che l'udire essi dalle mie fatiche haverne qualche buon ammaestramento,
& dilettevole recreatione ritratta. Però, col desiderare
Nel quale s'insegnano le Regole d'apprendere i belli atti, i gratiosi
movimenti, e l'honorate creanze, che si aspettano sì à i Cavalieri,
come alle Dame nell'arte del Ballare, & anco fuori del Ballo,
Quali & quanti siano i nomi di tutti gl'atti, e movimenti,
che intervengono in ogni sorte di Balli,
& come si debbon fare.
sin'hora trattata: VIRTU tanto lodevole,
& necessaria, & che rende & può rendere ornato
ogni Principe, & Principessa, ogni Signore, & Signora, ogni
il dimostrare la varietà de' nomi, ch'io soglio attribuire à ciascun
de gli atti, & de movimenti, che possono intervenire à tutte
le sorti de Balletti, e del Ballo alla Gagliarda, & al Canario; acciò
le sorti de Balletti, e del Ballo alla Gagliarda, & al Canario; acciò
che da ogn'uno nel progresso del mio ragionamento io possa più facilmente
esser'inteso. Sappiano i benigni Lettori dunque, che
questi sono li nomi.
CHE FA IL DISCEPOLO
COL MAESTRO.
Come, & con che Regola debbon sapersi i nomi de
movimenti: & perche ragione si chiamano
hora far'un Ballo, qual principio, &
qual moto hò da fare? & con che Regola?
questo è il primo moto: il secondo pigliar con
la stessa mano la berretta, ò il cappello, che
harai in testa gentilmente per l'orlo, ò giro; & poi questo fatto,
D. Questo cavar di berretta, ò cappello, che significa egli? & per
qual ragione si cava egli più con la man destra, che con la man sinistra?
dicamelo di gratia.
M. Il cavarsi la berretta, od il cappello, figliuolo, mio, sappi, che non
significa altro, che honorare quella persona, la quale hai animo di
honorare, & questo è l'honor che le si fà, atteso che se le scopre la più
degna, & la più nobil parte che habbia l'huomo, & per questo deve
esser cavata con la man destra, perche è più atta d'apprendere, &
%SECTION "Regola Prima -- Doffing One's Hat"
De diversi modi, che si usano sì nel cavarsi la berretta,
come nel tenerla in mano, dopò cavata: & quale
D. SIG. Maestro mio, le dico, che molto m'hà sodisfatto
U.S. con havermi assignate cosi efficaci, & autentiche
U.S. con havermi assignate cosi efficaci, & autentiche
ragioni. Di gratia ch'ella mi dica, dopò che m'haverò cavata
la berretta, ò il cappello, che m'hà già detto, che significa quell'honore,
che si dee fare al suo Maggiore, che regola hò da tener in
cavarmela?
M. Perche frà gli effetti, che più importano, caro figliuol mio, & che
prima ne i Balli intervengono, (nell'uso delle belle, & honorate
creanze) il cavarsi della berretta, ò il cappello tien'il primo luogo,
come quello, che fù trovato da gli huomini per honorarsi, & riverirsi
l'un l'altro, anco fuori de i Balli. Hor prima che veniamo
alla dimostratione de gli atti, e de movimenti nominati, ti voglio
alcune cose sopra questo effetto discorrere. Varie dunque, come tutto
dì veggiamo, sono le maniere, che si costumano, sì nel cavarsi la
berretta di testa, come nel tenerla in mano dopò cavata. La onde
berretta sia di velluto, ò di teletta, ò d'ormesino à man piena, ò pren
derla per lo giro, ò per l'orlo, che vogliam dire; & quella, che si costuma,
& che s'usa col tenerla in mano dopò cavata col braccio retirato,
& quello volto col fondo della berretta in sù, ò dinanzi; ò
col braccio disteso, & col fondo verso la parte dinanzi, ò verso
quella di dietro, son tutte maniere poco lodevoli. Conciosia che, se
l'huomo tien'il braccio retirato, & la berretta volta col fondo in
l'huomo tien'il braccio retirato, & la berretta volta col fondo in
sù, sembra uno di quelli poveri struppiati, che vanno accattando
l'elemosina; se anco lo tiene disteso, & col fondo della berretta
volto verso la parte dinanzi, ò quella di dietro, dimostra alle persone
dinanzi, ò à quelle di dietro, il sudore, che suol'essere attaccato
à gli orli della berretta, non potendo ogn'uno portarla sempre nuova:
la vista de riguardanti. Onde per cavarsela di testa, & per tenerla
in mano dopò cavata con quella maggior gratia, & bellezza, che
altrui possa rendere ornato; fia bene prendendo la berretta, ò cappello
gentilmente per lo giro di essa, ò per la falda del cappello levarsela
di testa, & calando ben giù il braccio destro; avertendo però che cavata,
che l'hà non faccia finta di baciar detta berretta, nè men la
porga innanzi à quella persona à chi la cava, atteso che fà, si come hò
detto di sopra, schifa vista à colui à cui vien cavata, & anchora à
riguardanti: ma si dee ben tenerla volta col fondo verso quella parte
della coscia, che si sarà cavata, & con la man sinistra fingersi di ba
sciarsela; e per esser quella la man del cuore, si dimostra l'atto esser cor
sciarsela; e per esser quella la man del cuore, si dimostra l'atto esser cor
diale: atteso che in questa maniera facendo, oltre che farà bella, &
gratiosa vista à riguardanti, si verrà egli anchora à fuggire ogni
gratiosa vista à riguardanti, si verrà egli anchora à fuggire ogni
nota di vitio, che in alcun de i primi modi detti potesse esserle opposto.
D. Dopò cavata, che haverò la berretta, ò cappello, volendo far'un
Balletto con una Dama, che cosa hò io da fare prima, che cominci
il Ballo?
M. Prima che tu venghi al moto di pigliar la Dama, bisogna, cavata
la berretta con la man destra, la dei subito porgere alla sinistra;
la man sinistra della Dama; & queste sono le mani ordinarie: poi
ciò fatto, farai la riverenza; & questo è quanto che hai da fare
prima che tu cominci il Balletto, perche col cavarsi la berretta si honora
colei, & con farli la riverenza si riverisce.
M. Ti dico, che sempre deve farsi col piè sinistro.
D. Perche più col sinistro, & non col destro, atteso che poco prima
U.S. m'hà detto, che nel cavar la berretta, si deve cavar con la mano
destra, perche è più nobile, che la sinistra; di gratia ch'ella mi di
chiari questo dubbio?
perche è più debole del destro: & questa è la prima ragione.
La seconda è, che si riverisce quella persona di cuore, à cui hai animo
di far riverenza; & essendo il piè sinistro membro, che risponde
alla banda del cuore, per questa ragione bisogna sempre si faccia col
è con la man destra honorare, e pigliare, e col piè destro fermare, &
adorare; & si vede per isperienza ad ogni persona, che cava la berretta,
che sempre la cava con la man destra, eccetto se quel tale non
fosse mancino, overo d'altra cagione impedito, che è contra natura.
Et parimente vedrai in Chiesa ogn'uno ingenocchiarsi prima col
con la man sinistra, & con la destra la piglierai. Volendo tu tagliare
con la man destra pane, ò sia che si voglia, fermerai prima la cosa,
che vuoi tagliar con la man sinistra. Volendo caminare, & fare
il primo moto del passo, et ogn'altra cosa, si vuol fare col piè sinistro,
perche è più debole, si come t'hò detto di sopra. Et il riverire parimente
sempre col piè sinistro. Di modo, che l'honorare, il pigliare,
e l'adorare si faranno con le membra destre: il fermare, il caminare,
pari pari le tre attioni son divise da i tre movimenti: & questa è la
regola, che tu hai da tenere.
tale ammaestramento, ch'ella m'hà dato; le dico certo,
che m'è piaciuto oltre à modo; però non vorrei, che
vi fosse restato di spianarmi un cosi fatto dubbio, per quanto hò caro
vi fosse restato di spianarmi un cosi fatto dubbio, per quanto hò caro
la mia vita; onde la prego, che mi dia una regola, come debbe
far la Riverenza grave.
M. Sappi, caro il mio discepolo, che la regola di far la Riverenza grave,
la quale và ad un Ballo chiamato Bassa, & Alta, & ad un'altro
distesa la vita, & le gambe, con la metà del piè sinistro più innanzi
del destro, tanto che la punta del detto piè destro sia al diritto paro
del vano del piè sinistro, lontano l'un piè dall'altro quattro dita in
del vano del piè sinistro, lontano l'un piè dall'altro quattro dita in
circa; avertendo, che le punte de'piedi stieno ben diritte, & volte
in prospettiva alla Dama, od à qualunque altra persona, che la farai,
sia ballando, ò fuor de balli, e pon mente di non fare, come generalmente
sia ballando, ò fuor de balli, e pon mente di non fare, come generalmente
fanno tutti, che l'un piede mira à Sirocco, & l'altro à
Tramontana, che paion, che habbiano naturalmente i piè storti, &
questo genera bruttissima vista. Ma perche questa Riverenza non
questo genera bruttissima vista. Ma perche questa Riverenza non
si fà se non solo à questi due Balli, bisogna, che nel principio delle sonate
loro tu alzi un poco la punta del piè sinistro, che troverai haver
innanzi, e poi lo tiri per dritta linea in dietro, al tempo di due battute
innanzi, e poi lo tiri per dritta linea in dietro, al tempo di due battute
di Musica, dopo averti, che nel tirare in dietro il piè sinistro, sia la
punta sua al paro del calcagno del destro, tenendolo spianato in terra,
punta sua al paro del calcagno del destro, tenendolo spianato in terra,
e non punto elevato dalla parte del calcagno; & che non la facci
con la punta del piè, nè meno lo tiri troppo indietro, nè l'allarghi, come
sogliono fare certi, i quali con allargar troppo le ginocchia, paion
che vogliono orinare, nè men bisogna incrocechiar il predetto piè dietro
al destro, perche tutte queste maniere fan bruttissima vista à circostanti.
soleva già fare, ò con qual si voglia altra persona fuor del Ballo, perche
in quel modo par che si disprezzi la Dama con cui si balla, &
questo uso è restato à gli Hebrei. Però con ogni effetto si deve sempre
e sempre tutte le Riverenze si debbon fare col detto piè sinistro, perche
quella è la porta d'entrare nel Palazzo, & è la medesima che si
vuol tenere in uscirne. Cosi quando tu, od altri, che si metterà à
fare questo Ballo, il comincierà con la Riverenza grave, & deve con
D. COME bisogna farsi la Riverenza lunga, & perche cosi si
chiami desidero che me ne facciate capace.
perciò lunga vien nominata. Volendola poi fare hai da tenere il
medesimo modo; & il medesimo ordine, che s'è tenuto nel far la Riverenza
grave; nel primo tempo della battuta tu alzerai un poco
M. Per compiacerti, dico, che questa Riverenza per questa cagione
vien cosi chiamata, perche una breve nella Musica è di due
quarta battuta t'alzerai, & unirai il piè nel modo dell'altre Riverenze,
che sia fatta à tempo di detta sonata: e questa và fatta alla
Pavaniglia, & alla Gagliarda di Spagna. Mi resta hora à dimostrarti
io ne possa render ragione à chi disputasse meco, di
tutti i moti, & di tutte le attioni, che farò; & insieme dichiararmi,
come vadi fatta; vi prego à non mancar di farmi questa
M. Mi piace, che tu mi venghi movendo ogni hor novelli dubbi, però
dei saper, che questo nome di Continenza, deriva da questa ragione,
che ti vò dire, cioè che nel movimento di far questa Continenza ci si
contiene tutta la gratia, e tutto il decoro di tutti gli atti, & di tutti
contiene tutta la gratia, e tutto il decoro di tutti gli atti, & di tutti
i movimenti, che si richieggono nell'arte del Ballare, & è sommamente
necessario il sapere come vadi fatta, tanto al Cavaliere, quanto
necessario il sapere come vadi fatta, tanto al Cavaliere, quanto
alla Dama. Però avanti, che tu la vogli cominciare à fare, bisogna
che tu alzi un poco il piè sinistro, & l'allarghi al lato sinistro,
discostando l'un piè dall'altro quattro, ò cinque dita; & prima
discostando l'un piè dall'altro quattro, ò cinque dita; & prima
che il muovi, hai da piegare un poco il fianco sinistro, ponendo
ben mente di tener la testa diritta, & che non cali giù la spalla
sinistra, ma solo gli dii un cenno di gratia; & in dar quella gratia
sinistra, ma solo gli dii un cenno di gratia; & in dar quella gratia
à quel moto, cosi il Cavaliere, come la Dama, che il farà, oltre
che in essa consiste ogni cosa, si pavoneggia, & se ne contiene; perche
da questo suo movimento, tutti gli altri sussequenti convien che pigliano
da lui quell'atteggiare, & quella gratia, che questa nobile arte
richiede; & in questo consiste il decoro di coloro, che ballano: però
da questo contenerse, è derivato questo nome di Continenza. Hora
da questo contenerse, è derivato questo nome di Continenza. Hora
ripigliando il nostro dire, dico, che in volerla fare, allargato che
havrai il piè sinistro, si come di sopra hò detto, con far quella gratia,
havrai il piè sinistro, si come di sopra hò detto, con far quella gratia,
innanzi che unirai il piè destro al pari del sinistro, te intertenerai
cinque battute, & alla sesta unirai il destro, & nell'unitlo dei
paiono spiritati quando si scongiurano: & alcun'altri la soglion fare
con allargar al primo movimento, che fà il piè sinistro, tanto discosto
dal destro, che pare propriamente, che quel tal voglia orinare;
& unendo poi il piè destro à piè pari, il cui modo è assai sgarbato,
si come hò di sopra detto, & in questa maniera và fatta, &
cosi si deve chiamare; & questo vò che mi basti per insegnarti questo
movimento. Adunque passerò à ragionarti della Continenza
M. Io son contento, però ascoltami, si suol dir per proverbio, che quanto
più l'huomo stà nel mondo, tanto più impara. Et nelli Proverbi di
più l'huomo stà nel mondo, tanto più impara. Et nelli Proverbi di
Salomone, egli si vede in stampa di rame, che andava in carrucula,
perche non poteva più caminare, perciò andava à modo d'un putto
gli piaceva imparare, però diceva: Dum pedes usque ad foveam
teneo, oportet me discere. Il che in nostro volgare
viene à dire: Io son vecchissimo, & hò l'un piede nella fossa, &
pure io desio d'imparare. Però ogn'un dee pigliar essempio da lui,
conciosia cosa, che sin'alla morte ogn'un deve imparare.
Che se dormendo vol'esser da poco,
Prendon di lui le scimie sesta, e gioco.
Si che dico, ch'io non sapevo allhora tanto di questa professione quanto
hora, che hò dirugginato il mio cervello, però l'hò ridotta à vera
Regola, & perfetta Theorica; & la dimandava Continenza Ordinaria,
& ne i Balletti. Hora havendo più studiato, son venuto à conoscere,
che si deve chiamare Continenza Semigrave, perche bisogna
dividerla à tempo di tre battute ordinarie di Musica; & per questa
cagione si dimanda Continenza Semigrave, perche è la metà
meno della Grave; & è di mestieri, che quelli che la farà, la faccia
con i modi, & con gli atti di sopra dimostrati. Ma passerò hormai
D. IO prego U.S. che mi voglia dire perche queste due Continenze,
l'una la domandi Breve, & l'altra Semibreve.
M. Io son contento, però dei sapere, che la Breve si dee fare con quelle
gratie, & modi, si come t'hò nell'altre detto; ma questa hà d'esser
D. INTORNO à questo Passo trovo, (Sig. Maestro mio)
che nella prima opera vostra diceste Puntata, & non
Passo Puntato; à me certo pare, che rimoviate cosi i nomi,
come i Balli tutti sottosopra: dicami di gratia, con che ragione si
sia mossa à ciò fare, & perche lo dimandi Passo Puntato, & non
ti piacerà via più di qual si voglia dubbio, ch'io t'habbia anchora
spianato. Dei dunque sapere, che il nome di questo Passo Puntato
è derivato da quattro ragioni, cioè s'un Cavaliere, over Dama farà
se farà un passo col piè sinistro, il piè destro, ch'è sussequente,
convien che s'alzi alquanto il calcagno d'esso, & con ragione non
può fermarsi; ma se farà in questo modo, come ti mostro, che dopò
che havrà fatto co'l piè sinistro un passo, bisogna che aggiunga al
suo pari il destro; & questo ben ci dimostrò l'immortal Poeta Ovidio
ne suoi versi, perche si dimanda quell'unione de piede Cesura,
conciosia cosa, che ad un suo verso Pentametro nello scandere ponga
prima un Dattile, poi uno Spondèo, & ultimamente una
Cesura, & quiui si ferma un poco; & per questo fermiarsi hà pigliato
questo nome di Passo Puntato. La seconda ragione è, che
s'alcun vuole scrivere, finito ch'egli hà il suo concetto quiui fà
& quiui prende il fiato in restando di leggere; & per questa
ragione anchora si dimanda Puntato. La terza ragione è, che
parlando del vulgo, vediamo, che quando uno camina, over passeggia,
alcune fiate fermarsi, & chi riguarda dice, ò giudica, che quel
tale ad alcuna cosa fissamente pensa, per vederlo fermato, ch'è come
L'ultima ragione è, si come ogni dì si vede, in animale, ò cavallo
restio, il qual veggendo alcuna cosa, che gli faccia ombra, non segue
il suo camino, ma si ferma con i piedi tutti pari, & non dispari;
il suo camino, ma si ferma con i piedi tutti pari, & non dispari;
& colui, che il vede à quella maniera fermato, dice, Ò quella bestia
s'è appuntata. Da queste ragioni adunque si deve chiamare
Hora veniamo al modo come questo si vuol fare, & diciamo,
che questo Passo Puntato Semigrave, si usa fare nella Bassa,
& Alta, & non ne i Balletti, & si fà con tre battute ordinarie
& Alta, & non ne i Balletti, & si fà con tre battute ordinarie
di Musica, & però si dimanda Semigrave; & prima che si
muova il piè sinistro, faccia il movimento del fianco, pavoneggiandosi
gratioso movimento del fianco, farà un passo innanzi col medesimo
piede, spingendolo però tanto innanzi, che passi col suo calcagno
alquanto la punta del piede destro, & la larghezza sia distante quattro,
ò cinque dita dal medesimo piede, & poi fermandosi alquanto,
cioè, come sarebbe un sospiro, il che si dee fare nella prima battuta,
e poi moverà il piè destro pavoneggiandosi, & il congiungerà al piè
%SECTION "Regola Nona -- Passi Puntati Brevi & Semibrevi"
Che cosa siano i Passi Puntati Brevi,
& Semibrevi.
M. Ti dico, che prima nell'altra opera mia, certo gli faceva chiamare
Puntata; hoggi nomino il primo Passo Puntato Breve, perche egli
Puntata; hoggi nomino il primo Passo Puntato Breve, perche egli
và fatto à tempo di due battute perfette di Musica, che fà una
Breve; & da questo hà preso il nome di Passo Puntato Breve.
& il metterai al vano del sinistro, calandoti un poco col mettere
che'l farai, & poi subito alzarai le calcagna un poco; & questo
moto sia fatto à tempo d'un'altra battuta, & al fin in quell'instante
col medesimo ordine, ma à tempo di due battute triple; quale
due è una Semibreve: & averti, che sempre quel
piè che tu unirai al pari, quello harai da movere,
& questo ti basti de i Passi Puntati.
M. Hor hora ti vengo à solverti questo dubbio; ti dico, che questo
Passo ci è dalla propria, natura insegnato, come tutti veggiamo,
Passo ci è dalla propria, natura insegnato, come tutti veggiamo,
quando una Balia, od una Madre, che azzinano, overo allatino
un putto, ò putta, pervenuto ch'egli sia al settimo, overo all'ottavo
un putto, ò putta, pervenuto ch'egli sia al settimo, overo all'ottavo
mese, lo incomincierà à vestire, & vestito che sarà, lo metterà
in terra con amendue i piedi, & lo terrà sotto le braccia, ò maniche
in terra con amendue i piedi, & lo terrà sotto le braccia, ò maniche
del vestito, onde il primo moto che farà, sarà d'alzare il piede,
& poi da se l'appianerà in terra; & questo si chiama un passo.
& poi da se l'appianerà in terra; & questo si chiama un passo.
Dopò con l'altro piede, che havrà indietro, farà il medesimo caminando
innanzi, & questo già non gli lo impara la Balia, nè men la
innanzi, & questo già non gli lo impara la Balia, nè men la
Madre, atteso che la natura da sè gli fà fare detti moti, & non le
predette donne, si come gl'imparano il parlare; & per isperienza,
predette donne, si come gl'imparano il parlare; & per isperienza,
poni il detto putto in una carrucula, vedrai che da sè caminerà.
Et però questo moto si può chiamare legittimamente Passo Naturale,
D. VORREI, che mi dichiaraste la maniera da fare i predetti
Passi.
è questa; in prima alzarai il piè sinistro à tempo d'una Minima,
che è mezza battuta, & poi lo spingerai innanzi, come appunto
s'è detto della Puntata Semibreve, avertendo di non farlo troppo
s'è detto della Puntata Semibreve, avertendo di non farlo troppo
sforzato; poi succederà il destro, che sarà indietro, & lo sporgerai innanzi,
si come hai fatto col sinistro, & sempre pavoneggiandoti
avertendo d'alzar la punta del piè, quando farai quel moto
dell'alzare, atteso che ci dà più gratia, perche si stende più il ginocchio
di quel piè, e fà bellissima vista; & anco di portar le punte
di quel piè, e fà bellissima vista; & anco di portar le punte
de i piedi diritte, & non come alcuni fanno, che una punta de piè
mira à Levante, & un'altra à Ponente; & per questa ragione è
M. Questi Passi, che soleva chiamar prima Presti, hora voglio,
che si chiamino Minimi, perche ogn'un và à tempo
d'una Minima, che nella Musica vale mezza battuta, &
per questo si chiamano Minimi. Il modo di farli è, che tu seguiti
ciò che t'hò detto nella Regola del Passo Semibreve. Hora ti dichiararò
come debbon farsi i Passi larghi fermati alla Gagliarda.
D. DESIDERO che mi diciate come detti Passi larghi vadino
fatti.
De i Seguiti, & prima del Seguito spezzato grave,
che si fà al Ballo di Tordiglione.
M. La ragion'è, che in far questo Seguito spezzato grave, si
fà la metà più grave, che non si fà nel Seguito spezzato ordinario;
& cosi l'ho voluto hoggi nominare, perche si dee fare secondo la
proprio nome di Spezzato grave, il qual non serve però ad altro Ballo,
che à quello di Tordiglione.
M. A voler far questo Seguito spezzato, bisogna che tu facci un
passo co'l piè sinistro innanzi à tempo di una battuta minima,
& con la sua punta lo porrai di dietro al calcagno del sinistro, alzando
però al calcagno del destro, & in tempo che metti la predetta
punta del piè, hai d'alzare il sinistro, che ti troverai havere innanzi,
stendendo bene il ginocchio, & poi si calla à piombo nel medesimo
s'appartiene cosi al Cavaliere, come alla Dama con cui ballerà; &
ogn'uno deve schiffare di non fare quel moto, che prima si faceva
al primo passo, che sporgevano la vita innanzi, & poi la tiravano
in dietro, & in ultima pur la sporgevano innanzi; & questa è la
in dietro, & in ultima pur la sporgevano innanzi; & questa è la
più vituperosa schivevol vista, che chi riguarda possa vedere;
ch'è quanto intorno à questo ti possa dire. Passerò à discorrere del
D. DICAMI di gratia U.S. perche questo Seguito vole
che si chiami Ordinario, & Breve, e donde derivino questi
nomi.
M. Ti dico, figliuol mio, che si chiama Seguito Ordinario, per questa
ragione, che nel farlo si segue il movimento naturale dell'ordine de'
piedi, quando egli si fà. Si chiama anco Breve, perche và in due
D. In che maniera, & con qual regola, & con che gratia, & misura
s'hà egli à fare?
far queste attioni, & questi moti di piedi, fanno il tempo di una
Breve, che son due battute, di maniera, che due Minime, & una
Semibreve fanno una Breve. Appresso bisogna cominciarlo nella
non spianarlo, & vi ballarai un poco à modo d'un saltetto; poi
farai un'altro passetto col destro piede, tanto che il vano di questo
piede sia al pari della punta del sinistro; l'ultimo passo, che sarà
Semibreve, spingerai innanzi, ma non che sia sforzato, ma che sia
spianato, facendolo però nel medesimo modo, si come di sopra t'hò
spianato, facendolo però nel medesimo modo, si come di sopra t'hò
dimostrato; & poni mente di dargli quella gratia, che t'hò detto;
& in questa maniera sarà gratiosamente fatto, & darà bella, e gratiosa
D. ESÌ grande l'allegrezza, & il piacer che sento, che mi impara
i significati de' nomi di cotesti vostri giudiciosamen
M. Appunto quì ti voleva io, però vò che sappi, ch'egli si farà sempre
ogni volta, che trovandosi l'huomo con i piedi uniti, dee con il piè,
che si troverà appareggiato, cominciare, & seguiterà nella seguente
maniera; egli farà un Trabucchetto col piè sinistro in dietro in punta
maniera; egli farà un Trabucchetto col piè sinistro in dietro in punta
di piede, tanto, che quella punta sia al pari del destro, & in quello
istante alzerà il destro, col qual farà il medesimo; & questi son
istante alzerà il destro, col qual farà il medesimo; & questi son
Passi minimi, & uno ne farà Breve col piè sinistro, che si troverà
havere inarborato innanzi; poi farà tre altri passi un poco più
adagio, d'una battuta per ciaschedun passo, al fin de'quali unirà
il piè destro al pari del sinistro. Avertendo, che quando farà quelli
passi in dietro, piegherà gratiosamente un poco il corpo con la testa
Ordinario, ò Breve, come habbiamo detto, vanno tre movimenti
di piedi, & à questo ne vanno sei; avertendo ch'ogni volta, che
unirà i piedi pari, sempre gli darà la gratia del piegar un poco le
Regola della Continenza, & de' Passi puntati: nè più di questo
discorerotti; ma è tempo, che ti parli del Seguito Semidoppio
Ornato.
M. Non è cosa, che (per farti in questa scienza a riuscir valen
te) io sia per negarti. La onde ti dico, che segue al già insegnato
moto, il Seguito Semidoppio Ornato, da me cosi chiamato, perche
adorna il Ballo, quando egli si fà, & massime al Ballo chiamato il
Furioso, & al Ballo del Fiore, che nello spatio di due battute di Musica
si fà, cioè prima farai due Passi minimi à tempo d'una battuta,
& dopò farai un Seguito spezzato à tempo d'un altra battuta;
avertendo, che il primo passo il farai in punta de piede, il secondo spianato;
il Spezzato farai, si come t'hò dimostrato nella Regola sua.
ch'egli sia semi, ma ornato; & per questo gli hò dato questo nome.
Hor sarà bene che ragioniamo del Seguito Trangato.
D. SE il ragionar non vi stanca, seguite di gratia dichiarandomi,
da che il capricioso moto nomato Seguito Trangato
habbi acquistato cosi fatto nome, & come debba farsi.
& questo Seguito Trangato và fatto ad un Ballo detto il Conto
dell'Orco, & ad un'altro anchora detto la Moresca, che si vuol
fare al tempo di due battute di Musica; nel primo dunque alzerai il
con gratia à tempo d'un'altra Minima; & col destro piè,
che ti troverai havere in aria, farai un passo innanzi col destro à
tempo d'un'altra Minima; & ultimamente farai un'altro passo
và fatto à tempo d'un'altra Minima; talche quattro Minime
fanno due battute, che è una Breve, & cosi con questo ordine
và fatto.
La derivatione del nome è questa, che hor piegandosi nel principio,
& hora nell'ultimo alzandosi, par che la persona si tranga,
quasi dicat, pare, che qualche cosa nel far quel moto gli habbia punto
quel piè, & si ritranga di caminare, atteso, che non fà il moto naturale
del caminare, come quando non vi era puntione; onde da questo
D. PER qual cagione (Sig. Maestro) chiamate voi Finto questo
Seguito, & da che hà egli havuto cosi fatto nome?
& con qual misura, & Regola si dee egli fare?
M. Questa tua domanda mi piace, & però ti dico, che questo moto
và fatto nel tempo di due battute, si come s'è detto nella Regola
Minima; il medesimo farai col destro, à tempo d'un'altra Minima
battuta; l'ultimo passo, che ti troverai havere in aria, il calerai
spianato in terra, à tempo d'una battuta Semibreve, in quel medesimo
stava prima; & ciò facendo ne i Balli, fà bellissimo vedere. Credo
che tu resti hormai di questo moto assai ammaestrato, onde vò che
passiamo ad altri Seguiti.
D. QUI mi nasce un dubbio, che non mi par picciolo.
D. Di sopra mi ragionaste del Seguito spezzato grave, saprei
volentieri, se nell'arte vostra si trova moto alcuno, che si nomina
Seguito Spezzato.
M. Si che si truova, anzi senza che tu me ne parlassi, te ne voleva io
parlare; & però dei sapere, ch'egli hà havuto cosi fatto nome di
parlare; & però dei sapere, ch'egli hà havuto cosi fatto nome di
Seguito Spezzato, perche il Seguito Ordinario, ò Breve, che vogliam
chiamarlo, và fatto à tempo di due battute, si come hò detto
il moto del caminare, si come hò detto nella Regola del Seguito
spezzato grave, che si suol fare al Ballo detto Tordiglione.
La ondo si fà questo Seguito Spezzato à tempo di due battute triple;
come altri fanno, perche à questo modo facendo, sarebbe falso, atteso,
che unendo quel piè, secondo la Regola, quello s'harebbe à movere.
Per questa ragione fia bene di porlo, come hò detto, al calcagno
di detto piè sinistro, & in quello stante far come un sottopiè del
piè che cavasti, & alzando il sinistro con gratia, con la gamba distesa,
& la persona dritta, lo calarai à piombo; & in questo alzare,
di non fare quelli moti di spingere innanzi, nè ritirare in dietro
la persona, atteso che fà un moto lussurioso, & schiffo a'riguardanti
che terrai à mente; ne altro di lui ragionerò, ma passerò à parlarti
d'altri movimenti, & massime del Seguito Scorso.
sinistro, & fare un mezzo passo innanzi con gli altri sussequenti,
sempre agilmente, & in punta di piedi; avertendo, che la Dama
nel farli, non faccia sentir niente il rumor delle pianelle, & porti
ò movimento del Canario, hai sempre da battere i piedi, talmente,
che si comprenda da gli astanti, che le battute sieno fatte con
misura, & con arte, Dal cui battere de piedi, questi Seguiti hanno
misura, & con arte, Dal cui battere de piedi, questi Seguiti hanno
pigliato il nome di Battuti. Et vò, che sappi, che il Seguito
Doppio lo dei fare col medesimo piè due volte, come hai
fatto il primo; nè altro intorno à questo mi resta
à dirti, solo che questo nome di Canario,
l'hà preso da quei che ballano in
tal maniera nell'Isola
D. MI è stato molto caro questo vostro dire, & perche credo,
che molti altri ce ne sieno, m'appresso ad ascoltarvi.
M. Pochi più mi restano à dichiararti, & per non tenerti
à bada, ti dico, che volendo far il Seguito Spezzato schisciato,
stando con i piedi pari moverai prima il piè sinistro, senza punto levarlo
da terra, ma schisciandolo, ò, come vogliam dire, strisciandolo
per terra, hai da spingerlo tanto innanzi, che col suo calcagno giunga
quasi alla fine della punta del destro, & distante da quello uno
ò due dita in circa; poi movendo il destro, hai da spingerlo innanzi,
strisciando per terra con la punta, & col calcagno alzato, si che
la punta del destro sott'entri di dietro al calcagno del sinistro, &
pa; il medesimo farai col piè destro, & cosi seguirai di mano in mano,
sempre con la persona dritta. Avertendo che nel cominciare
il secondo passo hai d'alzarti, & calarti alquanto con la vita,
unendo al quarto passo il piè destro al sinistro, piegando
un poco le ginocchia ogni volta, che s'uniranno al pari, & alzando,
& calando poi con gratia alquanto le calcagna; & nel primo
con bella leggiadria, ponendo ben mente di muover sempre, ò innanzi,
ò in dietro quel piè, che si congiunge al pari, nella guisa,
che si dirà nel Secondo Libro, dove si parlerà della maniera d'imparare
à fare i Balli, i Balletti, & altre sorte di Balli.
Et però si chiama Doppio, conciosia che à far un Passo puntato,
si fà un passo, & dopò s'unisce il piede sussequente, & à questo
& però si chiama Passo Puntato Doppio, & da questo hà egli preso
cosi fatto nome; ne di lui altro mi resta dirti, se non, che và fatto
alli Balletti.
D. A CHE pensate, di gratia, così fissamente, Signor Maestro
mio?
in guisa simile al Doppio lungo all'Italiana; però ti dirò solamente,
che se ben và fatto nella medesima maniera, và nondimeno
più tosto, cioè ad ogni Semiminima farai un passo, ma picciolo;
M. Al già detto, seguita il Doppio alla Spagnuola, che si fà
nel medesimo modo, che s'è fatto il Seguito Doppio, & però si dimanda
Doppio, perche và fatto ad un Ballo chiamato Bassa, &
M. Cosi è vero. Onde ti dico, che questo Doppio alla Francese
và fatto in questa maniera, cioè; ritrovandoti i piedi uniti, col
destro; poi caminerai innanzi, & farai tre passi, & all'ultimo,
che saranno quattro, unirai il piede destro al sinistro; & in quel
che tu unisci, calerai un poco, & alzerai le calcagna, & di nuovo
le calerai, come s'è detto nel far la Continenza; & in questo modo
%SECTION "Regola XXIX -- Trabucchetto Breve"
Del Trabucchetto Breve, che prima si chiamava Grave,
& donde egli habbia havuto cosi fatto nome.
D. HOR che U.S. m'hà parlato di questi Doppi, la prego à
dirmi quai movimenti seguitino lor dietro.
secondo accaderà, dei farlo sì alli Balletti, come alla Gagliarda;
hai d'alzare quel piede, che ti troverai havere unito, overo che ti
troverai havere in dietro, per fianco in modo di saltetto, cioè il piè sinistro
troverai havere in dietro, per fianco in modo di saltetto, cioè il piè sinistro
lontano dal destro; & nel tempo medesimo, che il piè sinistro
si posa in terra, s'hà da levare il destro in aria, unendolo intorno
con agilità, & con destrezza della vita: & schifar di farlo, come
altri costumano, li quali dopò, che hanno nel principio fatto il saltetto
col piè sinistro, nell'accompagnare, come hò detto, il destro,
quello il tirano con la punta del piè tanto sgarbatamente dietro al sinistro,
che paion più tosto tirar calci, che altro; & il medesimo farai
poi col destro: & altri nel far questo Trabucchetto allargano
poi col destro: & altri nel far questo Trabucchetto allargano
tanto le gambe, che par proprio, che voglin'orinare, cosa bruttissima
à vederli, & di questi effetti è da guardarsi, & chi l'usa do
Trabucchetto, perche nel far il saltetto, poi stringendo il piede
(come hò detto di sopra) fà quel moto, che par proprio, che quel che
lo fà, voglia trabuccare, perche pendendo à man sinistra, con tenere
lo fà, voglia trabuccare, perche pendendo à man sinistra, con tenere
il piè destro in aria, par che quello trabucca; & da questo è derivato
il nome di Trabucchetto. Hora seguirò à dirti del Trabucchetto
M. Vengo à compiacerti, & dico, che il medesimo modo hai
da tenere nel fare il Trabucchetto Minimo, si come s'è tenuto nel
da tenere nel fare il Trabucchetto Minimo, si come s'è tenuto nel
Trabucchetto Breve, che è d'una battuta; & questo và fatto per
la metà: & ciò basti in quanto à i Trabucchetti, onde passerò à dirti
D. TOSTO vi siete spedito da questi Trabucchetti, che son
però belli; stò con desiderio attento ad ascoltarvi sopra
M. Hora ti vò ragionare d'essi, che sono bellissimi, & molto necessarii
per quest'arte. Dico adunque, che il Fioretto Ordinario
si fà inarborando il piè sinistro, & spingendolo tant'oltre del
si fà inarborando il piè sinistro, & spingendolo tant'oltre del
destro, che sia col calcagno sinistro vicino due dita alla sua punta,
ma distante però da quello un dito, & alto due, con le ginocchia
alquanto con la persona, farà la cadenza à modo della Gagliarda,
tanto che il piè sinistro si ritrovi un dito discosto con la
punta del calcagno del destro, & distante due dita; ma che le punte
de'piedi vadino sempre dritte, & non storte, come hoggidì si
de'piedi vadino sempre dritte, & non storte, come hoggidì si
vede fare à coloro, che gli fanno; & questo si farà sempre in punta
de'piedi per andar più lesto; dopò col piè sinistro, che si troverà
havere in dietro spingerà al vano del piede antecedente, & in
& nel far il sottopiede al pari, alzano il destro, & in quel
modo lo finiscono. Et anchora, che cosi paia star bene, nondimeno
à me piace molto più il primo, rendendo più ornata la vita, & si
à me piace molto più il primo, rendendo più ornata la vita, & si
può far meglio il sottopiede, & con più regola, che in quell'altro modo,
& s'andrà più agile in punta di piedi, che col mettere un di loro
in terra spianato; & il tempo di ciascun di questi Fioretti si farà
D. CERTO sì, che resto sodisfatto di questi documenti, &
la prego à seguire.
M. Al già dichiarato, seguita il Fioretto fiancheggiato, il qual
si fà nello stesso modo, che si fanno gli altri, nel tempo d'una battuta,
eccetto, che dove gli Ordinarii si fanno per dritta linea innanzi,
questo si hà da fare per fianco; & quando si farà dal fianco sinistro
al destro, con la medesima Regola. Et dall'operare il fianco,
è derivato il Fioretto fiancheggiato, conciosia cosa, che sempre si va
di ad ogni Fioretto fiancheggiando. Vengo hora à ragionarti di
venite hora (vi prego) à darmi ammaestramen
ti intorno à quello che diceste.
M. Ascoltami pure, che non mancherò. Stando tu con la persona
dritta, & con le gambe ben distese, inarborerai un poco il piè sinistro
quello s'hà da inarborare il piè destro; poi pur per fianco alluntanan
dolo dal sinistro, farai il medesimo, che havrai fatto dal principio
col sinistro; & cominciando un'altra volta col sinistro, & poi
Et di quì deriva questo nome, perche sempre questi Fioretti van
fatti à piè pari per fianco, che cercherai di ricordarti, perche di lui
non ti dirò altro; ma verrò à dirti del Fioretto battuto al Canario.
%SECTION "Regola XXXIIII -- Fioretto battuto al Canario"
Del Fioretto battuto al Canario, & da che
derivi l'origin sua.
col destro; & l'ultima col sinistro, inarborando il destro, con
la medesima distanza, & altezza, che si fece prima col sinistro;
doppo calandolo, si daranno altre cinque battute, restando all'ultima
Et di quì è derivato questo nome, che sempre và battuto, & non
và fatto, come gli altri; & per questa ragione si chiama Fioretto
và fatto, come gli altri; & per questa ragione si chiama Fioretto
battuto, che facendolo fiorisce ogni sua mutanza. Ne di lui t'hò io
à dire altro; ma passerò à ragionarti de'cinque Passi.
D. O QUANTO piacer mi fatte in questo, perche è buona pezza,
che desiderava me ne ragionaste.
M. Hora sappi, che anticamente questo nome de i cinque Passi
era falso, non essendo il numero loro in effetto più di due; & ciò ti
& questo è un passo, & non salterai, stendendo bene il ginocchio;
et non bisogna fare, come già si soleva far, che quando si calava il piè
sinistro, in quello istante s'alzava il destro in dietro, che pareva proprio,
che egli volesse tirar un calcio; & nel far cosi fatto moto, faceva
brutto vedere à i riguardanti: però farai in questo modo.
brutto vedere à i riguardanti: però farai in questo modo.
Fatto che havrai il detto Zoppetto col destro, & inarborato il sinistro,
lo calerai in terra spianato à piombo; & col piè destro, che ti troverai
haver di dietro, lo spingerai, facendo un sottopiede; avertendo
haver di dietro, lo spingerai, facendo un sottopiede; avertendo
che la punta d'esso vadi dritto in dietro al calcagno del sinistro, alzando
immantinente esso sinistro, il quale calandosi al luogo, dove si
in aria; & all'ultimo si fà con quello la Cadenza, cioè quel destro,
che stà in aria si fà stare in dietro, & il sinistro innanzi. Et nel far
detta Cadenza bisogna calar con agiltà, cioè il piè sinistro spianato
in terra, & col destro in punta, dandogli però gratia, allargando
alquanto le ginocchia; avertendo nel far la predetta Cadenza, che i
piedi non sieno troppo sgarrati, ma tanto, che la punta del destro sia
distante dal calcagno del sinistro quattro dita in circa, con tener le
porrai sopra il pomo della spada, acciò non vada anchora ella ballando;
& la destra la terrai ben stesa giù, movendola secondo che à te
parrà in maniera più gratiosa, che non sarebbe tenendola calata senza
moverla; onde parerebbe, che havessi il rottorio, ò cauterio à quel
braccio, oltre che sarebbe brutto vedere; ne voglio, che quel braccio
faccia movimento con le dita, ma vò che porti la persona dritta,
& la testa alzata; ma non gli occhi tanto disformi alzati, che sii tacciato
da tutti, con dir che par che sii Astrologo, che contempli le stelle;
ma bisogna tenerli à mezz'aria.
Questo è il fondamento d'ogni sorte di Ballo, & la vera Regola,
perche con quel piè, che si comincia, con quello medesimo si dee finire:
& fatto c'havrai i predetti cinque moti, ò Passi, (che vogliam
dire) principiatoli, & finitoli col sinistro, conviene che col destro
(ch'è fratello del piè sinistro) facci il medesimo; & cosi devesi fare
(ch'è fratello del piè sinistro) facci il medesimo; & cosi devesi fare
ne gli altri Balli, & Cascarde, che di tutte le Mutanza, ò partite di
questo Ballo di Gagliarda, tanto n'hà d'havere il sinistro, quanto
attioni, & moti, tanto n'hà d'havere uno come l'altro piede, altramente
è falso il Ballo. Et pon mente, che se ad un Ballo vi saranno
due Mutanza, quella che si fà col sinistro, si faccia col destro;
& non facci, come sogliono fare alcuni, li quali, come col piede sinistro
poi ne faranno un'altra in un'altro modo, ma pur di tanti
tempi. Ti dico, che la Mutanza andrà bene, ma non già secondo la
Regola che t'hò detto, perche bisogna, che i moti, & l'attioni sieno
recipliche. Et sappi, come tutti coloro (che pur sono stimati esperti nel
Ballo della Gagliarda) che principiano la Mutanza col piè sinistro,
& à tempo del suono col destro innanzi la finiscono, non fan bene.
D. Pian, di gratia, Signor Maestro. A me pare, che questa Mutanza
stia bene, perch'è fatta à tempo, atteso che hà voluto osservare
i vostri termini. Dicendo, che chi vuol ballar bene, bisogna
che habbia queste tre cose, Tempo, Gratia, & Misura.
M. Io ti rispondo à questo dubbio, che ben stà, che habbi ballato con
gratia, & conclusa la Mutanza al tempo del suono; ma guarda se tu
l'hai fatta con misura; ch'altro non vuol dire la misura, ch'il compassare
con regola, quella cosa che si fà, come t'hò mostrato nel principio
di questa Regola, quando dissi, che una Mutanza, che si principia
col piè sinistro, con quel si dee finire; & cosi in cinque moti, ò
col piè sinistro, con quel si dee finire; & cosi in cinque moti, ò
Passi, che uogliam dire: per qual cagion dunque la finisci col destro?
& però questo è l'error de Maestri. Alla fin concludo, che chi principia
i cinque Passi col sinistro, col medesimo debbe finirli, & cosi parimente
sorte di Balli, tanto n'habbia un piè, quanto l'altro, altrimente
sarà falso ogni cosa, che si farà. Però col piè sinistro si dee cominciare
à fare ogni sorte di Balli, & col medesimo si hà da finire.
D. Pur (se ben mi ricordo) poco fà m'havete detto, che ogni moto,
che si farà col sinistro, si hà da fare col destro. Perche dunque si fà
nel principiare la Riverenza col sinistro, & non si dee finire col
M. Rispondo, che ciò chiaramente t'hò dimostrato nella Regola di far
la Riverenza, che sempre si dee fare col piè sinistro. Hor di nuovo
ti dico, che la Riverenza è come una porta d'una prospettiva d'un
Palazzo, con buona architettura fatto, che volendo entrare in esso
bisogna, ch'entri per la porta, & che dalla medesima eschi fuori;
le finestre, & altri adornamenti, che vi saran dall'una,
à l'altra banda, saran pari. Però la Riverenza sola
D. HOR sì, che m'havete liberato d'ogni dubbio, come vi
prego à voler far de'Salti.
M. Volendo far il Salto tondo, ti dico, che stando tu à piè pari,
ti leverai con tutta la persona con amendue i piedi tanto in aria, quanto
comporterà la tua forza; & voltandoti à man sinistra, ti girerai
due volte attorno prima che tocchi tera, dove haverai da ritrovarti
in prospettiva nel luogo nel quale havrai principiato; & dei calarti
D. DA cotesto vostro dire comprendo, che ci sono diversi Salti,
qual'è questo Salto riverso?
M. Egli è tale, che bisogna cominciare cosi. Tenendo alquanto
discosti i piedi pari, farai un Zoppetto col destro in terra, & in
destra sopra la sinistra, alzerà la punta del detto piede tanto
che con essa dia nel Fiocco; lasciandosi calare in terra nel medesimo
luogo nel quale haverà cominciato à farlo, con l'istesso piè destro.
luogo nel quale haverà cominciato à farlo, con l'istesso piè destro.
Altro non sò, che mi resta dirti intorno à prenomati Salti. Hora è
tempo di ragionarti delle Capriole.
D. A ME pare, che meglio, ne più compiutamente con parole
si possi altrui insegnare. Però venite pure ad inse
ò pigliandosi ad una corda attaccata, tenendo il piè destro innanzi al
sinistro, overo il sinistro avanti tanto il destro, che la punta del sinistro
giunga al calcagno del destro; poi alzandosi sù con la forza delle
braccia, le quali insieme con le gambe stieno ben distese, passerà
prima il piè sinistro, che si troverà havere in dietro, & poi il destro;
& un'altra volta passerà il sinistro, & passerà co'piedi tre volte,
M. Le Capriole in quarta, & in quinta si fanno nel medesimo
modo, eccetto, che le gambe vanno passate quattro
volte alla Capriola in quarta; & l'ultima volta il piè sinistro, che
si troverà havere in dietro, hà da ritrovarsi nel calare pure in dietro;
volte con i piedi. Et la Capriola in quinta, si farà nella medesima
maniera, che sia ben passata co'piedi cinque volte, & con le
gambe ben distese, lasciandosi cadere, come di sopra, leggiermente in
punta de piedi: nel qual modo essercitandosi, più facilmente s'imparano
à fare, senza stare appoggiato à cosa alcuna; avertendo che il
piè sinistro che si troverà havere in dietro, nel calare si debbia trova
re innanzi. Et quì finisco di ragionarti più di loro; ma venirò à
calando il destro, si fà anco il medesimo col sinistro; portando la vita
più che si può dritta: & perche queste Capriole spezzate restarebbono
in questo modo imperfette; però nel finirle, alzandosi farà
& s'hà da ritrovare con i piedi, si come l'hà principiata, altrimente
sarebbe falsa, & pessima, che non ti scorderai. Et sopra ciò
havendoti detto à bastanza, resta hora che ti dica della Capriola
intrecciata.
M. Dico, che la Capriola intrecciata, stando nel medesimo modo,
& appoggiato con le braccia, overo tenendo la corda in mano,
D. MI pare che non resta più che dire intorno alle Capriole, onde
vi prego, che vi piaccia di venire à mostrarmi come
vadi fatto questo Cambio, overo Scambiata.
M. Il Cambio, ò Scambiata, che vogliamo dirle, si fà cosi; trovandosi
la persona à piedi pari, hà da movere il piè sinistro, & spingerlo
la persona à piedi pari, hà da movere il piè sinistro, & spingerlo
tanto innanzi al destro, che quasi col calcagno d'esso stia dritto alla
punta del destro, però distante per larghezza mezzo palmo da quello,
overo Scambiata, perche cambia il movimento, col qual và fatto,
atteso che non se ne può fare, se non un solo; & questo ti può bastare:
& venirò à dichiararti, come si dee fare il Trango, & da
& venirò à dichiararti, come si dee fare il Trango, & da
che derivi.
alla Barriera; si dee poi subito alzando il piè destro, con quello levare
il calcagno sinistro, calandolo giù nel spatio medesimo: il che
fatto col sinistro, spingendo il piè destro nel medesimo modo hà da
fatto col sinistro, spingendo il piè destro nel medesimo modo hà da
seguitare à far quanto hà fatto con l'altro piede: tal che ogni Trango
si fà nello spatio di detta battuta perfetta di Musica; nè altro richiede.
M. Egli si fà in questo modo (trovandosi la persona à piedi
pari, ò ad altra guisa, secondo l'occorrenze, che possino
occorrere ne'Balletti, ò nella Gagliarda) alzando amendue i piedi,
Da quali effetti hanno pigliato il nome di Zoppetti; perche tenendo
l'uno de'piedi alzato innanzi, si và con l'altro, che si troverà haver
in terra alzando, & saltando, come se propriamento zoppicasse;
& per questo il nome di zoppetto se gli conviene molto bene, perche
veramente nel far quel moto, par proprio che quel tale zoppica.
A questa guisa adunque t'hò io dimostrato, come questo salto ti debba
trovandosi sempre all'incontro dove si principiaranno: & da
queste volte tonde de'cinque Passi, ò cinque battute di piede, che
vogliam dirle, hanno preso nome queste attioni di Molinello. Hor
si fà un passo overo un Trabucchetto al lato sinistro pur col piè
sinistro, & nel calarlo si alza il destro, che stà in dietro; il quale ponendosi
nel luogo, dove si troverà il sinistro con la sua punta, & il
di porre l'un piede di dietro all'altro è derivato
il nome di Sottopiede, che và fatto,
come t'hò mostrato, & hora
D. ASPETTO d'udire ciò che vi piace à dirmi di questa
Sommessa.
M. La Sommessa si farà in questa maniera, che un piede stia
spianato in terra, che sarà il sinistro; & la punta del destro porrà
sotto al calcagno del sinistro, si come s'è detto di sopra al Sottopiede,
& per questo sommettere de piedi, è derivato questo nome di Sommessa,
che nella maniera detta si dee fare, ne di lei havendo altro
che dirti, verrò à parlare del Trito minuto.
hor alla destra, hor alla sinistra, come occore nel far le mutanze: e
però principiandosi con quel piè, che si trova innanzi, si fanno tre
Balzetti prestissimi, & minuti per fianco, co' piedi un poco dispari,
& stretti, & questi se si fanno al fianco sinistro, il piè sinistro
s'hà da porre un poco più innanzi, che'l destro; ma che le punte di
detti piedi vadano per dritta linea, con le calcagna alzate, & che
portano ben distese le gambe, & che vadano agili: & se si fanno
al destro, si fà per contrario; cioè, come s'è detto di sopra, & per
D. HO molto ben capita la predetta Regola, e desidero dicapir
similmente questa, che de'Balzetti mi volete insegnare.
piedi, & col calarli in un tempo medesimo, similmente tenendoli
nel modo, che s'hanno principiati, alquanto distante dal luogo dove
si trovavano; & cosi saltando in Balzetto, hor alla sinistra, &
hor alla destra, secondo l'occorrenze, questo effetto, perche è simile
à quello de'Balzi, hà pigliato nome di Balzetto, che và cosi fatto,
& del Groppo vengo à parlarti.
D. DITE ciò, che del Groppo havete proposto, perche desidero
assai d'impararlo.
in dietro, con quello stesso si fà un Trabucchetto al lato sinistro,
& nel tempo medesimo, che si cala s'incrocicchia, overo per dir
meglio, s'ingroppa di dietro il piè destro: col quale si fà un'altro
và fatto à tempo di tre battute della Gagliarda. Et per questo
incrocicchiamento, overo ingroppamento di piedi, che hà da farsi co'
piedi ben ingroppati, & stretti, hà pigliato cotal nome. Passiamo
D. SIGNOR Maestro desidero sommamente, che mi dichiarate,
come si debba fare questo Pirlotto, & da che derivi.
farlo di non trabuccare da nessuna banda, (come alcuni fanno) &
per questo girare à modo d'un pirlo (che altri chiamano gomitolo,
ò ghiomero di rese) quando si sghiombera, perche gira; hà pigliato
D. ASPETTO che mi ragioniate de Tremolanti.
M. Questi tremolanti ponno usarsi in ogni sorte di Passi, &
si fanno nel tempo istesso che si fà un Passo grave, in questo
modo, cioè alzando il piè sinistro, si move tre volte con prestezza
volta si cala esso piede in terra; poi levandosi col destro, si tiene
il medesimo ordine con esso, che s'è tenuto col sinistro. Et da questo
effetto di tremolar il piede, hanno preso il nome di Tremolanti,
D. QUANTO prima, di gratia, U.S. mel dica, che mi sarà
carissimo.
D. DITE pure, che volontieri v'ascolto.
M. La Campanella si principia tirando in dietro il sinistro, che
si trovarà havere innanzi; & tutto ad un tempo alzandosi,
battuta: cosi seguendo di mano in mano si essercita à farla con gratia:
& col medesimo ordine possono farsi in volta, avertendo che
in dietro si principia la battuta, & in dietro deve finire. Et dà questo
modo di spingero in dietro, & innanzi per dritta linea il piede,
à guisa del martello, che suona la Campanella, la prima botta nel sonar
la dà in dietro, & in dietro finisce di dar la botta, quando non
la dà in dietro, & in dietro finisce di dar la botta, quando non
vol, che suoni più. Et per questo hà preso il nome di Campanella:
però in ogn'altro modo, che si nomini; sarà falso, & ciò ti basterà
per impararlo, & perciò mi verrò à dirti della Recacciata.
%SECTION "Regola LVI -- Recacciata"
Della Recacciata, come và fatta, & da che habbia
pigliato questo nome.
M. Farai una battuta di Campanella in dietro col piè sinistro,
che ti trovarai haver innanzi; poi coll'istesso farai una
Sommessa, cioè, un Sottopiede al destro, & questi due moti gli farai
qualche mutanze trovandosi al fin d'esse per concluderla faranno, col
piede che si truova in aria, la medesima Cadenza. Ch'è quanto di
lei t'habbia à dire, volendo passare à ragionar dello Spezzato
M. Questo si farà nel medesimo modo, si come t'hò mostrato
nella Regola di far lo Spezzato, altro non resta solo, che
se lo farai col sinistro, unirai al fin di detto Spezzato il piè destro;
& da questo effetto di puntare il piè al detto Spezzato, hà preso
quest'atto il nome di Spezzato puntato; che non è però tanto difficile,
quanto tu credevi. Hora dirotti dello Spezzato finto.
dove ci và la sciolta della sonata di quel Ballo, come dire ad Alta
Vittoria; che tutti fanno due Spezzati in dietro, uno col sinistro,
& l'altro col destro, & col piè sinistro, che si trovano havere innanzi,
caminano similmente innanzi; & questo và contra la Regola,
& è falsissimo quel moto, si come ti hò detto ad un'altra mia
Regola, atteso che quel piè, che si trova innanzi, non può caminare
innanzi, perche è moto contra la natura fatto, & per questo bisogna
impararlo, & è necessariissimo. Questo è il modo da farsi; quel
piè destro, che ti troverai havere innanzi, lo tirarai in dietro in punta
di piede; poi farai un Trabucchetto col sinistro, & col destro,
di piede; poi farai un Trabucchetto col sinistro, & col destro,
che ti troverai havere in aria, lo calerai à piombo nel medesimo luogo:
& perche fingi d'andare in dietro, & poi torni subito in detto
& perche fingi d'andare in dietro, & poi torni subito in detto
luogo; da questo hà pigliato cosi fatto nome, e di ciò non hò altro che
dirti; ma ti dichiarerò dello Spezzato Alterato come dee farsi.
anco si può fare alle Cascarde, perche è moto gratiosissimo; però à vo
lerlo fare, bisogna che tu facci un Zoppetto col piè destro spianato
in terra, & in quel stante alzi il sinistro; poi col medesimo piè sinistro
M. Ti dico, che à voler far questo Spezzato Doppio alterato; bisogna
che facci un Zoppetto nel modo sopradetto; & dopò farai col
piè sinistro, che ti troverai alzato, lo calerai, à modo d'un passo, &
subito farai un sottopiede col destro, medesimamente tornerai à fare
un'altro passo col sinistro, & un'altro sottopiè col destro, &
in questa maniera và fatto, averti che bisogna che lo facci à tempo
di due battute triple; & se tu userai à farne due alle Cascarde, con
farai una vista mirabile, & gratiosissima alli Astanti;
atteso che questo è moto nuovo; & per questo si chiama Spezzato
Doppio alterato, perche s'altera, & và doppio fatto più dell'altro.
donde è derivato questo Dattile, & come dee esser
fatto, atteso che nell'altra opera sua, non v'era nè Dattilo,
nè Spondeo, nè Saffice, nè Destice, nè Corinto; però io desidero
capace de detti moti, & la ragione donde son derivati; onde in prima
comincierò dal Dattile, dicoti che questo nome è Latino, & và
fatto à i versi di Virgilio, come à quelli d'Ovidio, il quale ascandirlo
fatto à i versi di Virgilio, come à quelli d'Ovidio, il quale ascandirlo
hà un piè longo, e due brevi, & cosi nel farlo, convien che il primo
Passo lo spingi innanzi in punta di piede à modo d'un Trabucchetto,
à tempo d'una battuta di Musica, & i due altri Passi sussequenti
gli hai da fare presti, cioè, d'una minima l'uno, che faranno
un'altra battuta spianando però i piedi in terra dando lor gratia à
Ballo del Fiore, & del Contrapasso; però, figliuol mio, ti rispondo
al quesito che m'hai fatto, donde deriva questo nome, havendoti dato
la regola come l'hai da fare, ti dico hora, che questo nome di Dattile,
derivatur à digito, che volgarmente parlando è derivato dal
secondo dito, cioè quello presso al dito grosso. Et che sia il vero, detto
dito hà tre giunture, onde delle tre, una n'ha lunga, & due altre
surarle poi; & per questa ragione è derivato questo nome di Dattile
dal dito; & questo ti basta, & tiendo ben à memoria, che mai da
nessuno tu l'hai inteso, solo che da me, che sono l'inventore, & parimente
di mano in mano, ti dichiarerò l'altri quattro, & massime
D. O QUANTO U.S. m'hà consolato d'havermi dato cogni
tione del Dattile, hora la prego, che essendo io studente,
mi faccia gratia d'insegnarmi, come io debba fare questo
M. Molto di cuore te lo mostrerò, & ti dirò anco donde deriva. Hai
da sapere che gratissimo m'è stato d'haver inteso che sii studente, hora
tanto più mi piace d'insegnartelo, s'hai letto Ovidio, ò Virgilio,
tanto più mi piace d'insegnartelo, s'hai letto Ovidio, ò Virgilio,
nel scandire detti versi, sai ben che vi sono de Dattili, & de
Spondei; onde havendoti dichiarato come dee esser fatto il Dattile,
Spondei; onde havendoti dichiarato come dee esser fatto il Dattile,
& donde è derivato; al presente ti dico, che lo Spondeo hà due piedi
lunghi, e però nel Ballo havrai da fare dui Passi Semibrevi, cioè
diti, per questa ragione è derivato questo nome di Spondeo. Et vedi,
che nel primo verso d'Ovidio, che dice:
Vi sono in esso quattro Dattili, e due Spondei, e però averti, se tu
voi ballar giusto, & con vera Regola, bisogna che i moti, che fai,
tanti n'habbia il piè sinistro, quanto il destro, che due Dattili, &
un Spondeo habbia ciascun piede, & cosi osservando questa mia Regola,
un Spondeo habbia ciascun piede, & cosi osservando questa mia Regola,
tutti i Balli che farai saranno giustissimi, & da nessuno sarai
tacciato; & cosi per contrario, se sarai qual si voglia Balletto, dando
tacciato; & cosi per contrario, se sarai qual si voglia Balletto, dando
più moti ad un piede che all'altro, sempre saranno falsissimi, si
come t'hò detto un'altro fiata, nella Regola di far i cinque Passi alla
M. Molto volontieri figliuol mio, averti che volendo far questo Saffice,
ti bisogna far col piè sinistro, una Ripresa sottopiede al lato sinistro,
& un Trabucchetto con l'istesso piede, il medesimo farai col
piede destro, che prima si soleva far un Spezzato, che alle volte
non tornava bene à far quel Spezzato ad alcuni Balli, & massime
questo Saffice è la sufficienza di fare tutti i moti difficili, &
facendolo reduci il Ballo, che farai alla vera perfettione, e però da
questa sua sufficienza, hà preso questo nome di Saffice, che ti pareva
nome tanto scabroso: ma con tutto ciò, non vò restare di mostrarti,
D. O QUANTO m'è stato grato il documento che U.S. mi
hà dato, che m'hà fatto capace della vera Regola, ch'ella
hà data, però desidero non resti, di mostrarmi questo
M. Giubilo, godo, & sommamente mi glorio di tai quesiti, che fatto
m'hai: hora conosco, che tu sei studente, & che desideri saper minutamente
i nomi, e cognomi di tutti i Moti, che vanno ad ogni sorte
de Balli, onde per questo non vò mancare gratiosamente mostrarteli,
questo Destice, ti bisogna tener la medesima Regola del Saffice;
ma però in questo bisogna che facci due Riprese Sottopiede, & un
Trabucchetto col fianco sinistro per dentro, destriggiando la vita,
tanto à i Balletti, quanto alle Cascarde. Hora restami à dirti donde
deriva questo nome: ti dico che nel farlo si và destriggiando con
la vita, hora con un fianco, hora con un'altro, che alli Astanti fà
gratiosissima vista; onde da questo destriggiar di vita, hà preso
D. SAPPIA U.S. che mi sono invaghito in tal maniera,
havendomi ella spianate tanto chiaramente queste sue Regole,
e resolutomi tanti, e tanti dubbii, le quali confesso,
che sono perfette, e giustissime; per ultimo m'insegni come hò da fare
questo Corinto: e dopò ella mi dica donde deriva, perche nelli cinque
ordini dell'Architettura, nel quarto vi và il Corinto, però desidero
che non resti dirmelo, che mi sarà oltra modo carissimo.
M. A questo tuo ultimo quesito ti rispondo, che è vero che nell'Architettura
vi và il Corinto, e va nel quarto ordine, & confesso
vi và il Corinto, e va nel quarto ordine, & confesso
che l'Architettura è giustissima, però vò che sappi che l'hò imitata,
& vedi al frontespitio di questa mia Opera, che tutto stà con vera
Architettura fatto, onde ad una di quelle due imprese, v'è il Com
passo, e l'Oriolo, dove il motto, ch'è in esso avolto, dice Regola,
Tempo, e Misura. Per tanto ti dico, che se un Architetto vol
fare un bel Palazzo, & che non sia eccellente, lo farà, ma alle volte
vi sarà alcun mancamento, non per questo lascierà di chiamarsi
Palazzo, ma sempre sarà tassato di quel mancamento c'hà fatto.
Et per questo bisogna che ogn'uno al suo essercitio sia eccellentissimo
come fù quel gran Michel Angelo Buona Rota, qual sì di Pittura,
in tutto il mondo, & quiui vedrai ogni cosa stare con vero ordine
fino alle lettere, che nel predetto frontespitio sono scritte con
ugual partimento. Onde molti in ogni scienza sono detti maestri,
ma pochi sono i veri perfetti; però in questa professione bisogna colui
che la fà, convien che la faccia con vera Regola, e con perfetta
Theorica, & non per prattica; & à voler far questo Corinto, bisogna
col piè sinistro facci tre Riprese, & un Trabucchetto fiancheggiato,
il medesimo farai col destro. Il nome donde derivi è che
in far quei gratiosi moti, tirano il cuore, & innamorano li Astanti
in far quei gratiosi moti, tirano il cuore, & innamorano li Astanti
che gli vedon fare, & perciò gli hò dato questo nome.
Eccoti dechiarato tutte le Regole, & risoluto tutti i dubbii de i
CHE FA IL DISCEPOLO
COL MAESTRO,
Del modo che i Cavalieri deono portare la Cappa, e la
Spada nel Ballo, & ancor fuori del Ballo.
D. HOR che U.S. hà compiuto di ragionare de'
Movimenti, mi sarà molto caro, ch'ella m'ap
prenda le belle, & Cavallaresche creanze,
che si costumano hoggi cosi nel Ballare, come
ancora fuori del Ballo, parendomi cosa di
M. Mi piace questo tuo honesto desiderio, & per
ciò non vò mancare di compiacerti; però dico, che ne i Balletti, ò nelle
Basse gravi, porterà la Cappa, ò il Ferraiolo con i lembi di essi giù,
Basse gravi, porterà la Cappa, ò il Ferraiolo con i lembi di essi giù,
che stieno pari, & col braccio sinistro alzerà la metà della banda
sinistra di esso, ponendola sopra la spalla sinistra, & averta di non
egli hà da portar la Cappa, ò Ferraiolo nel modo, come ti dimostrano
le figure, che sono nel Ballo della Pavaniglia, & di Tordiglione;
& se farà Balli, nelli quali si pigliano con amendue le mani, la porterà,
poco campo, tenendola con la mano, la rivolterà alquanto con
l'istessa mano, facendo che la punta penda dinanzi, acciò non offenda
coloro che gli stan di dietro assettati. Et havendo campo la lascia
andar al solito; ma averta di non calar con la mano tanto la
andar al solito; ma averta di non calar con la mano tanto la
guardia d'essa, che la punta risguarda l'aria, che cosi facendo, parerebbe
un Capitano Spagnuolo, che recita in comedia, & più tosto
sarebbe diluso, & beffeggiato, che gradito, dall'astanti.
Dopò che si licentierà dalla Dama, nel volere andare à sedere al
suo luogo; per suo debito, bisgona che saluti un poco quelli, che son
vicini à quel luogo dove egli anderà à sedere; & con la berretta
%SECTION "Avertimento II"
Il modo, che hanno da tenere i Cavalieri
quando vanno à festini.
D. DI GRATIA S. Maestro vi prego m'insegnate il modo,
che il Cavaliere dee tenere ritrovandosi à feste.
M. Sì farò, se havrai patienza. Ti dico adunque, che nell'andare
à i festini, sono alcuni Cavalieri, che portano i guanti calzati
tanto stretti, che essendo invitati dalle Dame, nel voler andare à
pigliar la mano, stanno più di un'Ave Maria à cavarselo, & non
quell'atto, s'è visto ad alcuno cascarle la Cappa, ò Ferraiolo, oltre
che poco honore fà à quella Dama che l'invita, che la fà aspettare
tanto tempo. Però fia bene à portar i guanti più tosto larghetti,
tanto tempo. Però fia bene à portar i guanti più tosto larghetti,
che tanto stretti, che alle volte hò visto che in voler cavarselo co i
denti, gli è rimasto un dito del medesimo guanto in bocca, & in
denti, gli è rimasto un dito del medesimo guanto in bocca, & in
questo atto, tutti coloro che erano al festino se ne risero.
M. Ben sai; onde ti dico, che ci sono alcuni altri, li quali ballando Balli
gravi, ò passeggiando con la Dama, pigliano il lembo della Cappa
con la man sinistra, e sel mettono sù la spalla sinistra, & l'altro lasciano
pender giù tanto, che se lo strascinano per terra, il qual modo
di far'è goffo, & stà male, perche alle Dame è lecito portare alle
di far'è goffo, & stà male, perche alle Dame è lecito portare alle
veste loro lo strascino, ò la coda, che vogliam dire, ma non già a'
Cavalier ciò si conviene. Ci sono ancora altri, li quali, ballando pure,
Cavalier ciò si conviene. Ci sono ancora altri, li quali, ballando pure,
la portano à più sconcio modo, conciosia cosa, che dentro vi si cin
gono in guisa, che paiono fasciati, la qual cosa fà due cattivi effetti;
l'uno è, che vengono à coprir la guardia della Spada; & l'altro è,
che la Spada resta impedita sì, che s'accadesse lor di seruirsene, non
potrebbono, & correrebbono pericolo della vita, ch'è maniera brutta,
& pericolosa. Però ti esorto à portar la Cappa tua, ò qual si voglia
mantello, col qual tu ti copri, nel modo, che di sopra t'hò mostrato,
& che schivi sempre questi atti brutti, come che dispiacciono
ad ogn'uno, & da tutta la brigata verresti beffato.
M. Si che s'usano, ma come cosa fuori della profession mia non te ne
voleva ragionare, ma poi che me ne domandi son costretto à dirti il
mio parere; però dei per tanto sapere, che, se un Principe, od un
Cavaliere haverà d'andare à basciare la mano ad un gran Re, dover
Cavaliere haverà d'andare à basciare la mano ad un gran Re, dover
à portare i lembi della Cappa, ò del Mantello, che si sia, uguali sì
che l'un non penda più dell'altro, perche oltre che fà brutto vedere,
è necessario anchora, ch'egli scuopra le parti dinanzi della vita
è necessario anchora, ch'egli scuopra le parti dinanzi della vita
sua, & che porti le mani pendenti giù, & tenendo con esse amendue
le parti della Cappa, ò Ferraiolo; & questo per non dar sospetto
però fia bene portar le mani scoperte, & la Cappa, ò Ferraiolo
nel modo predetto. Oltre à ciò bisogna, che si cavi la berretta,
overo il cappello, si come t'hò insegnato nella Regola del cavar la
berretta, & se la doverà cavar con la man destra, porgendola subito,
cavata che se l'haverà, alla sinistra mano, tenendo il fondo della
berretta volto verso la coscia di quella mano, nella quale se la
quattro, over sei passi, & un'altra ne farà come sarà poi poco lontan
da S. Maestà farà l'ultima molto bassa, che tocchi quasi del
ginocchio terra, e mostrerà di basciarle il ginocchio, & alzando il
viso bascierà il memoriale, & accompagnando quell'atto con un'altra
riverenza glielo porgerà. Hor dopò, che egli haverà da S. Maestà
ottenuto il suo intento, ò conveneuole risposta, da lei si licentierà,
tornando di nuovo à far vista di volerle baciare il ginocchio. Dei
sapere, che nel farle l'ultima riverenza non dee stare in prospettiva
di S. Maestà, ma un poco dal lato, sì che il Re stia à man dritta;
ma quando S. Maestà stia à sedere, & egli in piedi, le doverà stare
mettere S. Maestà à man destra; & nel licentiarsi si chinerà
tanto che il ginocchio, col qual farà la riverenza, quasi tocchi terra,
come t'hò di sopra detto; & alzatosi poi, & ritirandosi farà pure
D. SIGNOR Maestro, vi prego non mancate à dirmi,
come un Cavaliere debba star assettato, atteso che questo
è d'importanza saperlo.
M. Egli hà da stare col braccio sinistro tutto steso sul poggio della sedia,
e col destro (che hà il mero, & misto imperio di commandare,
& d'apprendere) l'hà da tener similmente steso sopra
& d'apprendere) l'hà da tener similmente steso sopra
l'altro poggio, ma però che penda dal polso in giù la mano destra;
& anco può tenere il gomito appoggiato, in guisa che il braccio da
quella parte in giù guardi verso la coscia destra; & in amendue i
overo fiore, per darle vaghezza; & averta in appoggiarsi di non ritirarsi
troppo in dietro, atteso che s'è visto cadere alle volte, quando
la sedia non è stata appoggiata al muro, od à qualche altro luogo,
la sedia non è stata appoggiata al muro, od à qualche altro luogo,
& etiam che stia appoggiata, non stà bene che egli s'appoggia con
la vita troppo in dietro, perche convien per forza, ch'egli alza i piedi,
la vita troppo in dietro, perche convien per forza, ch'egli alza i piedi,
& alzandoli, oltre che fà brutta, & sconcia vista alli astanti,
più tosto si conquassa, che si riposa, & questo perche non posa i piedi
al pavimento. Accioche dunque il detto Cavaliere non possa esser
al pavimento. Accioche dunque il detto Cavaliere non possa esser
da nessuno tacciato, fia bene à sedere à mezza sedia, che cosi facendo
i piedi giungeranno al pari della terra, ò pavimento; avertendo,
i piedi giungeranno al pari della terra, ò pavimento; avertendo,
che i detti piedi stiano quasi al pari, e non incrocicchiati, & allar
gati, come alcuni sogliono fare; & in questo modo starà da vero
riposerà meglio. Averta anco di non tener tanto la berretta, ò il
cappello calata giù, che appena si vedan gli occhi, ne meno la tenga
in testa da una banda, si come sogliono far alcuni, atteso che fà
brutta vista alli circostanti.
M. Sì bene, anchor che da quel, che di già hò quì detto, possa ogn'uno
imparare, come si corteggia, & le creanze, che si costumano,
& che si debbon fare al Ballo: perciò solo dirò, che quando un
Principe, ò un Cavaliere anderà ad un festino, & essendo egli da
Principe, ò un Cavaliere anderà ad un festino, & essendo egli da
una Dama invitato, non stà bene che un'altro si ponga nel suo
luogo; & se pur vi si porrà, quando quello havrà finito di ballare,
sarà ragionevole cosa ch'egli gli renda con ogni creanza il luogo suo;
& se questo, per soverchia sua modestia, non volesse che si levasse,
fingerà almen di volersi levar, per restituirgli, come il dover richiede,
acconsentendo ch'egli si levi, glie ne offerir à la metà, accioche
non sia costretto di starsi sempre in piedi: & ciò facendo, oltre che
sarà da ogn'uno amato, & lodato, farà atto degno da Gentil'huo
vrebbono fare i Duchi, Principi, Marchesi, Conti, Signori, &
Cavalieri, di stare à i lor luoghi deputati, che questo richiede l'ordine
cavalleresco; & non fare, come hoggidì si costuma, se uno stà à
cavalleresco; & non fare, come hoggidì si costuma, se uno stà à
sedere, che sia gionto prima al festino, un'altro si fà portare una
sedia, ò alta, ò bassa, & la fà porre avanti à quella di quel Principe,
sedia, ò alta, ò bassa, & la fà porre avanti à quella di quel Principe,
che stava assettato prima, & cosi fanno gli altri di mano in mano,
anzi si mettono innanzi à Cardinali, à Signori, & ad Ambasciatori,
& da quei pigliano esempio i Cavalieri, & i Gentil'huomini,
di porse anco loro avanti, & di fare strepito; che alle volte per non
esservi luogo da poter ballare, & anco per star i Cavalieri à sedere
appresso alle Dame, i Padroni de i festini fanno finire più tosto,
che non farebbono la festa, anzi molto peggio, alle volte è
avenuto, che son nate delle questioni. Però è bene d'osservare
i termini delle belle, & honorate creanze,
i termini delle belle, & honorate creanze,
il che facendo, sì dalle Dame, come
da gli Huomini, saranno
M. Sono alcuni de sopradetti, che volendo fare il Ballo detto il Furioso
sì in sesto, come in dodici, & anco in dieciotto, secondo che
la sala, ò luogo è capace, e recipiente di poter farlo in questa somma,
la sala, ò luogo è capace, e recipiente di poter farlo in questa somma,
ò numero di persone. Questo tale Principe, ò Cavaliere, che
principierà à voler fare detto Ballo, piglierà nove Dame, & tutte
& ogn'uno vorrebbe ballar con quelle; & al fin, quelli
che guida, & che hà dato principio al Ballo, resta che non balla con
quella Dama che hà levata prima, che di giusta ragione verebbe
à restare in Ballo, dopò finito detto Furioso; onde resta per tal dissunione
un'altra in Ballo; & per questo non la favorisce quel Cavaliere,
ma la disfavorisce. Dunque per evitare i scandali, che potrebbono
quiui succedere, fia bene, che quel tale Principe, ò Cavaliere
che guidarà il Ballo, & ch'invitarà le Dame, contempla bene
nella sua idea di capar la più bella che sia al festino, ò quella che meglio
le và al suo gusto, & la ponga prima al filo, & che stia à
man destra; & pigliati i Cavalieri, senz'altro egli si ponga all'incontro
D. SIGNOR Maestro mio, ci sono alcuni, li quali son di parere,
che nel fare il Ballo del Fiore, sia in libertà di quel
Principe, ò Cavaliere che sia, il dare il Fiore, à qual si voglia
di quelle Dame, che ballino questo Ballo: stà egli cosi, ò nò?
M. A questo rispondendo, dico, che à quel Ballo è brutto atto à
darlo ad un'altra, che à quella che egli hà prima levata, atteso
che à quella tocca questo honore, perche precede à tutte come prima
levata; che il simile sarebbe à fare il Balletto chiamato il Contrapasso
in Ruota, & anchora all'altro Ballo chiamato il Furioso.
M. Sappi, che le cerimonie superflue, vane, & isquisite, sono
adulationi poco nascoste, anzi palesi, & conosciute
adulationi poco nascoste, anzi palesi, & conosciute
da ciascuno, in modo tale, che coloro che fanno tante Riverenze con
lo strascinare i piedi, col baciar di mani, e di berretta, con inchinarsi,
singhevol maniera, sono etiamdio à quelle spiacevoli, & noiosi. Et
quei che si sforzano di farle cosi affettate, & fuori del convenevole,
lo fanno per leggerezza, & per vanità, come huomini di poco valore,
lo fanno per leggerezza, & per vanità, come huomini di poco valore,
si come dice il Galateo. Alcuni altri sono, che soprabondano
in parole, & in atti cortesi, per supplire al diffetto della loro vile,
in parole, & in atti cortesi, per supplire al diffetto della loro vile,
& humil natura; avisando, che se eglino fossero scarsi, & privi di
parole, come sono d'opere, che gli huomini non gli potrebbero sofferire;
e nel vero cosi è.
D. INSINO à quì m'havete insegnato le creanze, che i Cavalieri
deono fare; vorrei hora mi mostraste quelle,
deono fare; vorrei hora mi mostraste quelle,
che le Dame hanno à tenere.
M. Era per farlo, però dico, che alle Dame è necessario d'imparare le
belle, & honorate creanze, & le cerimonie, più che qual si voglia
cosa, & tanto maggiormente à quelle che son Nobili, & Nobilissime;
la ragione è, che se non le san fare, le persone che vedranno
quelle, dicono questa Dama fà del grande, & non si degna; ma non
quelle, dicono questa Dama fà del grande, & non si degna; ma non
penetrano, che ciò procede dal non saperle fare. Però in prima bisogna,
che la Dama impara di fare la Riverenza grave, & quando
s'hà da inchinare, & con che gratia: poi ch'impara, come dee portare
le pianelle à i piedi: terza, come & con che regola hà da caminare,
& che gratia hà da dar alla vita: quarta, come dove salutare
una Principessa, od altra Dama: quinta, come s'hà da sedere:
sesta, come s'hà da levar da sedere, & come si deve licentiare:
settima, se và à visitar una Sposa, che stile, & regola hà da
tenere: ottaua, s'è inuitata à ballare, come deue fare prima chi pigli
dita il piè sinistro in dietro, spianato affatto detto pide; poi si
hà da chinare giù, & avanti che piega le ginocchia, hà da piegare
un poco il corpo, & dritta la testa, & subito piegato s'alzerà pian
piano sù, unendo il piè al suo luogo; & averta di non fare, si come
sogliono fare alcune altre, che prima si ritirano in dietro piegando
ben la persona, & dopò spingono innanzi il corpo, cosa, & atto tanto
ben la persona, & dopò spingono innanzi il corpo, cosa, & atto tanto
brutto, che s'io volesse dire à che risembra quel moto, ogn'uno
creparebbe dalle risa. Et alcun' altre la fanno, chinandosi ben giù
creparebbe dalle risa. Et alcun' altre la fanno, chinandosi ben giù
dritte dritte, poi s'alzano, che paion proprio una chiocca che voglia
covare l'ova.
M. Sogliono alcune Signore, & Gentildonne, quando vogliono
caminare, strascinar tanto le pianelle, che il rumor che fanno stor
disce le genti; & di più alle volte le sbattono sì forte ad ogni passo,
disce le genti; & di più alle volte le sbattono sì forte ad ogni passo,
che paion i Frati Zoccolanti. Onde per voler caminar bene, &
per tener ben le pianelle in piedi, acciò non si storca, ò sghinsa, che
per non saperle portare le schiantano, & più delle volte cascano,
come ne i Festini, & alle Chiese s'è visto, e vede; però fia bene nel
movere il passo, alzar la punta di quel piè, che move prima, perche
nell'alzare si stende il ginocchio di quel piè & stendendolo, verrà
nell'alzare si stende il ginocchio di quel piè & stendendolo, verrà
à portare la persona leggiadra, e dritta, oltre che non le cascarà la
pianella da quel piè, & alzandola, non la strascinerà, nè meno ver
sussequente farà il medesimo; & cosi facendo, & osservando anderà
con ogni gratia, decoro, & bellezza, meglio che non farebbero
caminando nel modo di prima: perche altro è il naturale, altro è il
regolato. Però caminando con quest'ordine, se ben la Dama portasse
le pianelle più d'un palmo, & mezzo alte, parerà che camini
con le pianelle di tre dita; & potrà fare nel Ballo Fioretti, & Mutanze
M. Generalmente tutte le Principesse sono cortesissime in
rendere, & dare honore all'altre, che le vanno à visitare; ma ce
ne sono anco di quelle che le visitano, che peccano, ò per non saperle
creanze, ò per superbia non le fanno: quelle che per ignoranza
non le fanno, doveranno volontieri impararle, accioche ritrovandosi
à nobil Feste, & venendo invitate à Ballare, non sieno
dalle altre schernite. La onde bisogna, che cosi tosto che vedrà
la Principessa, ò Signora, che sarà, uscir fuori per andarle incontro,
avanti che se le avicina farà mezza Riverenza, cioè un poco
d'inchino, & come vi si sarà avicinata si bacierà la man destra,
senza però accostarsela alla bocca, ma tenendola alquanto discosta,
& piegandola un poco, e non tener la dritta, che pareria fosse strop
piata; et nel far quel moto, farà la Riverenza grave, si come t'hò mostrato,
mani, & pigliar con la man destra sua, la sinistra di quella ch'è visitante;
& tanto più à quella che sarà sua pari; perche sempre quella
che è visitata, hà da fare ogni sorte d'accoglienza, & carezze
à quella che la visita; & se la visitata volesse porla à man destra,
per honorarla, la visitante mai dee ciò permettere.
%SECTION "Avertimento XIII"
Modo che la Dama hà da tenere in sedere, si nel Ballo,
come fuori del Ballo.
D. VENITE hora à mostrarmi come la Dama doverà sedere
sù le Feste, che mi sarà carissimo.
M. Varii, & diversi modi s'usano sì nel sedere, come anco
dopò che sono assettate, ò per dir meglio, che sedono. Quelle che generalmente
vanno à sedere, senza usar nessun termina di creanza,
nè di cerimonie, si sedono alla carlona, & la coda della veste
che hanno in dosso resta fuori della sedia, ò à man sinistra, ò
destra, secondo come ella si siede; e dopò seduta, col piede cerca di tirarla
gatte, parlando con poca riverenza, ch'è bruttissimo modo. Alcun'altre
sogliono, avanti che sedono, con la loro man destra di dietro
pigliar la veste, & alzarla per far che la coda non resti fuora
della sedia, onde anco questo è dishonesto costume, rappresentando
della sedia, onde anco questo è dishonesto costume, rappresentando
cosa, che per modestia resto di dire. Però volendo sedere
con quella maggior gratia, bellezza, & leggiadria, che può render
ornata la persona sua; fia bene avanti che sieda voltar il viso con
la vita verso quella Principessa, od altra Signora che visiterà,
voltando gratiosamente un poco il fianco con la persona pavoneggiandosi
voltando gratiosamente un poco il fianco con la persona pavoneggiandosi
alquanto, verrà con la faldiglia, ò verducato (che porterà
sotto la veste) à porsi la coda sotto il vano de' piedi della sedia:
sotto la veste) à porsi la coda sotto il vano de' piedi della sedia:
talche per usar questo atto, bisogna che si riduca con la schiena al
dritto della sua sedia, ò seggia che vogliam dire, distante intorno à
mezzo braccio, ove facendo la Riverenza à quella Principessa, ò à
mezzo braccio, ove facendo la Riverenza à quella Principessa, ò à
qualunque altra persona si sia, prima che si ponga à sedere la salu
terà, dopò si volgerà à man destra, e salutarà l'altra gratiosamente;
se si ritirasse in dietro, la faldiglia alzarebbe tanto la veste dinanzi,
che le persone che stessero all'incontro, gli vedrebbero sino
mezzo le gambe: ma stando lei (come hò detto) assettata nel mezzo
la man destra la faldiglia sino alla cintura, & poi la fanno calare,
& questo credo, che più tosto facciano per borria, per mostrare à riguardanti
l'altra veste, ò sottana, che sarà bellissima: ti dico ch'è
brutto modo; & alle volte io (come Maestro di Ballo) hò veduto
ad alcune per alzar la faldiglia sola, gli è venuta pigliata la sottana
anchora, si che hanno mostrato cose, che (per modestia) resto
di dire: onde osservando l'ordine, & la Regola mia, che ti mostro,
farà gratiosissima vista. Dopò assettata, ch'ella si sia, voltandosi
farà gratiosissima vista. Dopò assettata, ch'ella si sia, voltandosi
alla sinistra con la testa, salutarà l'altra Dama, che le starà à quella
parte vicina, & il braccio sinistro terralo appoggiato tutto steso
se sarà d'Estate; se sarà d'Inverno, terrà la manizza, ò mani
chetto, che altri chiami: & averta, che non stia come una statua,
ma alle volte fare alcun moto, ò mettersi i guanti; e se sarà d'Estate,
si farà con gratia vento col detto ventaglio, overo si sforzerà
di tenere qualche ragionamento con quelle che appresso à lei staranno
à sedere; ma sopra tutto con gli occhi modesti, che non gli vaccilla
hor quà, hor là, perche non sarebbe stimata persona savia, e di
M. Vengo, & dico, che il medesimo ordine hà da tenere la
Dama quando si vorrà sedere in sedia bassa, ma per non haver appoggi,
Dama quando si vorrà sedere in sedia bassa, ma per non haver appoggi,
si porrà le mani sopra il grembo, & che la man sinistra stia
sotto alla destra, & la veste sia similmente al pari della terra.
%SECTION "Avertimento XV"
La maniera che la Dama doverà usare Ballando.
D. ASSAI mi pare habbiate parlato delle belle maniere, che
le Dame debbon tenere sedendo; vorrei che mi dice ste hora
alcuna cosa di quelle, che Ballando doveran fare.
over strascino della veste, perche fà bruttissima vista, eccetto
s'ella non si ritrovasse in luogo tanto angusto, che non potesse far di
meno; ma le darà però garbo nel ballare col primo passo, che si ritira,
sia Ripresa, ò Saffice; & pavoneggiandosi con la vita, farà
sia Ripresa, ò Saffice; & pavoneggiandosi con la vita, farà
à modo di una biscia, sguinzandola alquanto con la faldiglia, che
porterà sotto la detta veste, che verrà à fare il medesimo effetto assai
più gratiosamente, che alzandola nell'altro modo. Anchor porrà
mente di non alzar mai gli occhi troppo alti ballando, come alcune
%SECTION "Avertimento XVI"
Come una Dama hà da fare quando và à Nozze, & che
modo hà da tenere per visitar la Sposa.
con baciarsi la man destra; & la Sposa in quell'istante, con
l'altre Dame, che saranno assettate in detto Festino, s'alzarà da sedere,
& gratiosamente si bacierà anch'ella la man destra, & si piglieranno
insieme, con far la Riverenza; & trà loro faranno le belle
parole: poi quella Signora saluterà anchora le altre Dame, che
le hanno fatto honore; & ponga mente di non sedere, se non gli vien
le hanno fatto honore; & ponga mente di non sedere, se non gli vien
detto dalla Sposa, che siedi al lato suo, se vi sarà luogo; overo
se dalle parenti sue non se le dà da sedere, perche sarebbe mala
Come si deve governare una Sposa in ricevete una
Principessa, che vadi ad honorar
le sue Nozze.
D. DESIDERO hora sapere qual maniera doverà tener la
Sposa in ricevere una Principessa, che vadi ad honorar
le sue Nozze.
M. Nell'apparire una Duchessa, ò Principessa alla sala, bisogna
che la Sposa s'alza in piedi con l'altre, che staranno à sedere; & ella
con la madre, ò sorelle, ò parenti, andarannole incontra, & cosi come
la volesse accettare, & cosi la condurrà à sedere dove ella stava assettata;
& prima che seda, le hà da fare un'altra Riverenza; &
la Principessa hà da renderle honore avanti che segga; & quelle Signore,
che l'hanno fatto honore, con farle insieme Riverenza; non
sederano prima della Principessa. Dopoi con piacevoli, & dilettevoli
Qual maniera doverà tener la Sposa, quando la
Principessa, prima che si finisca la festa,
si volesse partire.
D. HOR che m'havete insegnato la vera, & bella maniera,
con la quale la Sposa hà da ricevere la Principessa, che
vadi ad honorar le sue Nozze; non vi sia grave insegnar
vadi ad honorar le sue Nozze; non vi sia grave insegnar
mi quella, che deve tenere nel partirsi la medesima Principessa.
M. Molto volontieri Com'ella vedrà, che la Principessa s'alzi da
sedere, in quell'istante s'alzerà, e similmente l'altre Dame s'alzeranno;
sedere, in quell'istante s'alzerà, e similmente l'altre Dame s'alzeranno;
poi se la Principessa le fà Riverenza, convien che la Sposa
con l'altre facciano il medesimo, & s'hà da voltare con la testa
con l'altre facciano il medesimo, & s'hà da voltare con la testa
à quelle salutandole, come dire che le perdonino, perche le conviene
d'andare accompagnare detta Signora, & cosi detta Sposa si porrà
d'andare accompagnare detta Signora, & cosi detta Sposa si porrà
al lato sinistro di quella Signora; & s'ella non volesse che l'accom
pagnasse per modestia, non resti di accompagnarla sino alla porta
della sala con le sue parenti, con baciarle la mano, facendo la Riverenza
grave, ringratiandola, che S. E. s'è degnata venirla à favorire:
poi nell'andare à sedere harà da fare un'altra Riverenza
%SECTION "Avertimento XIX"
Del modo che le Dame deono tenere in invitare
i Cavalieri à Ballare.
D. MI havete à pien sodisfatto intorno à quanto desiderava sapere;
vi prego hora di mostrarmi il modo che le Dame
deono tenere in invitare i Cavaliere à Ballare.
M. Ballando, ci sono alcune Spose, & altre Dame, che per tener
troppo gli occhi bassi, i Cavalieri, non sapendo qual di loro sia l'invitato,
& quando ella vorrà invitare alcun Cavaliere, lo dee mirare,
acciò gl'altri che gli stanno à sedere vicino, ò di dietro, non
s'habbiano ad alzare, perche non habbia à succedere scandolo; &
pavoneggiandosi alquanto, voltandosi un poco per fianco à colui
che haverà invitato. Et perche i Cavalieri alle volte tengono i
guanti stretti, che per cavarsi il guanto destro, starà più d'un dir
d'Ave Maria, si come t'hò detto di sopra. Et però non è bene, che
la Dama stia all'incontro, perche par che facciano l'amor insieme;
& perciò deono i Cavalieri usare i guanti più tosto un poco larghetti,
& perciò deono i Cavalieri usare i guanti più tosto un poco larghetti,
che stretti.
Ci sono alcun'altre Dame, che vanno ad invitare un Cavaliere,
& quello starà à parlar con un'altro; & un'altro che starà
di dietro à quello à sedero, overo starà vicino à lui, s'alzarà; & la
di dietro à quello à sedero, overo starà vicino à lui, s'alzarà; & la
Dama gli farà un'affronto, con dirgli che non hà invitato lui, ma
quell'altro: questo è mal fatto, però essendosi levato colui, deve per
con la testa, & alle volte anchora il chiamano per nome: &
queste maniere tutte son brutte, conciosia cosa, che alle Dame si con
venga Ballare, & usare con ogni prudenza, modestia, gratia, &
%SECTION "Avertimento XX"
Segue un'altra bella maniera, che le Dame terranno
in licentiarsi dal Ballare.
D. ASPETTO che U.S. mi dica anchora, come le Dame si
devono governare in licentiarsi dal Ballo.
M. Io ti vò sodisfare; però dico, che finito il Ballo, la Dama
si dee con gratiosa maniera voltare, & fare la Riverenza al suo Cavaliere,
senza basciarsi punto la mano: ne vò lasciar di dire, come
ci sono delle Dame cosi poco circospette, che mentre una è invitata
à Ballare, quella che le sarà vicina assettata, s'anderà à porre al luogo
di colei che è andata à Ballare; & licentiandosi dal Cavaliere, andando
per sedere al suo luogo, trova che l'è stato tolto; onde per osservar
le creanze, convien ch'ella vadi in altro luogo à sedere: &
questo anco è mal fatto; perche dice il Proverbio, Non far ad altri,
quel che per te non vuoi.
Alcun'altre sono, che per la gran moltitudine loro impediscono,
standosi à sedere, che quella che sarà licentiata dal Ballare,
non potrà andar à sedere al suo luogo; però l'altre si devono scansare,
& farle luogo, acciò vi possa andare, nè sia costretta ch'ella si
habbia d'alzarsi la faldiglia sin'alla cintura, che venga tacciata da
tutti; ma bene alzandola un poco poco calandosi con la vita passerà
tutti; ma bene alzandola un poco poco calandosi con la vita passerà
per il luogo che le faranno l'altre Dame, & si calerà detta faldiglia
quando si sederà: ilche facendo, sempre sarà lodata da tutti.
D. DITEMI s'havete alcun'altro avertimento per le Dame,
che sia necessario.
à Festini, ò in altro luogo, di cingersi bene le lor faldiglie, i legacci
delle calze, & altre loro cose, che per modestia resto di dirle,
le quali io co'proprii occhi hò visto cader loro, & ricoltole; cosa
le quali io co'proprii occhi hò visto cader loro, & ricoltole; cosa
assai vergognosa. Però, prima che partano di casa, bisgona che
avertano à questo, per honor loro. Anco nel Ballare portarano il fazzoletto
avertano à questo, per honor loro. Anco nel Ballare portarano il fazzoletto
al manicone della vesta, che sia posto mezzo dentro, e mezzo
fuori, per più vaghezza; & averta anco che non le casca qualche
guanto mentre Ballerà, perche è mal fatto, che è cagione, che si
movino molti Cavalieri, li quali corrono à raccogliere le predette cose,
movino molti Cavalieri, li quali corrono à raccogliere le predette cose,
che paiono proprio Storni, solo per favorire colei; & cosi vengono
à dare incommodo; la qual creanza, come brutta si dee schifare.
%SECTION "Avertimento XXII"
Delle Dame che non sono invitate à Ballare.
M. Aviene spesse volte, che alcune Dame stanno à Festini,
senza esser giamai invitate à Ballare, onde non bisogna che quelle tali
stiano malenconiche, nè meste, ma che sforzino la natura loro, &
che fingano di stare allegre il più che ponno, col ragionare con l'altre
Dame che sedran loro à canto.
Non stà bene à Cavalieri anchor di usar soverchio favore alle
Dame, & deono invitare, & favorire quella, ò quelle che non son
mai state invitate: & cosi facendo saran graditi, & amati da quelle,
D. Piano, (Sig. Maestro mio) che desidero mi risolviate un dubbio,
che altre fiate hò sentito muovere, cioè, se non pure il Cavaliero,
ma etiamdio la Dama, che non renda il Ballo sia lodevole, ò biasimevole
creanza.
M. Cotesto tuo dubbio è degno di consideratione, & per ciò ti dico,
ch'è bene, che la prima volta si renda il Ballo, ma non già più, e più
volte, come alcuni inconsideratamente fanno, per ciò che cosi facendo
genera nell'animo de festeggianti non picciol sospetto, che quel
Cavaliere, ò quella Dama ami più dell'honesto la persona che cosi
favoreggi. Il che si vuole schifare, cionciosia cosa, che tanto monti
(nel fatto dell'honestà Donnesca) il sospetto, quanto l'atto. La
(nel fatto dell'honestà Donnesca) il sospetto, quanto l'atto. La
onde concludendo, dico, che stanno sempre quattro, ò cinque persone
in Ballo, & gli altri à riguardare, cosa certo mal fatta; & alcune
volte verrà uno, ò due Principi ad honorare il Festino, & staranno
più d'un'hora à sedere, senza che giamai sieno presi da Dama
alcuna; onde il marito d'alcune di loro (di cosi fatta discortesia
alcuna; onde il marito d'alcune di loro (di cosi fatta discortesia
infastidito) manderà à dire alla sua moglie, che inviti quel
Principe, & ella risponderà, che non può, per convenirle rendere il
Ballo. Però (inquanto à me) dico, che d'una volta sola in sù, ogni
persona possa pigliar chi più le piacerà, & chi più gli và per la sua
del Festino: & non pur da me, ma anco trà molti Savi è stato
cosi deciso questo punto; cioè, che sia meglio à cosi fare, che non
era la prima usanza.
%SECTION "Avertimento XXIII"
Modo che dee tener la Dama à far'il Piantone.
D. CERTO che molto bene m'havete risoluto il mio non vol
gar dubbio; però venite à dirmi, come la Dama si doverà
mano più dell'ordinario, come molte sogliono fare, (perche paiono
proprio di quelli contadini che spargono la semenza del grano,
quando vanno à seminarlo) ch'è brutta usanza. Ma fia bene
palma della mano volta verso la parte di dietro, come alcune fanno,
che paiono stroppiate. Ma sì bene alle volte porsi il guanto,
mentre passeggierà, overo porre la mano alla Collana, che porterà al
collo, ò à qualche trincio, ò taglio, s'ella haverà la zimarra, per darle
farà la Riverenza, hà da calare amendue le mani con ogni gratia,
decoro, & bellezza. Et quì vò dire, che le Dame in Ballo, nel
pigliar per la mano i Cavalieri, non debbono pigliarli con havere il
pigliar per la mano i Cavalieri, non debbono pigliarli con havere il
guanto in mano, il che facendo, come ad alcune hò veduto fare,
sono poi da tutti derise, & beffeggiate; talche fia bene nel fare
questi Balli, come sono il Furioso, il Contrapasso, & il Ballo del
Fiore, avanti che venga il tempo di pigliarsi per le mani, si deono
cavar i guanti, & porli nel manicone; & cosi facendo saran gradite
D. PREGO U.S. mi discorri, che modo, & ordine hà da
tenere una Dama quando sede con l'altre al Festino,
tenere una Dama quando sede con l'altre al Festino,
che molto mi sarà caro à saperlo.
M. A questa tua dimanda ti rispondo, che ci sono alle volte Dame
che sedono smantate con l'altre al Festino, & occorre che un Principe,
ò qualunch'altra persona si sia, và ad invitare una Dama,
& da altre persone, con tutto ciò stà o stinata di non honorare quel
tale che la invita à Ballare. Ti dico, che non sta bene, percioche fà à
quei tali un'affronto; & di quì alle volte aviene che si finisce la
festa con poca sodisfattione d'ogn'uno. Però fia bene, che quando
una Dama è invitata à Nozze, over Festino, ove sà che vi si
Balli, gionta che sarà nella sala dove sarà la Sposa, gli faccia la sua
Riverenza, con le solite cerimonie convenienti à Dame; & s'ella
Riverenza, con le solite cerimonie convenienti à Dame; & s'ella
non hà animo di Ballare, non si smanti il panno listato, ò velo, che
harà in testa, & se ben le parenti della Sposa la sforzassero di sman
non si smanti, & debba star ad un cantone à vedere. Ma essendo
smantata, non è lecito di rifiutare l'invitto di quello che l'haverà
invitata à Ballare, perche è mala creanza; & averta, che s'ella
sara da un spatio di tempo invitata da un suo carnal parente, per
sara da un spatio di tempo invitata da un suo carnal parente, per
evitar i scandali, che ci potrebbon succedere, per nessun modo debba
andarci; il che facendo sarà da tutti lodata. Nè men convien à
qual si voglia persona d'andare ad invitare à Ballare una che sederà
amantata in detta festa; e però se quella non accetta l'invitto,
amantata in detta festa; e però se quella non accetta l'invitto,
non è colpa sua, ma da quel tale che la invita.
Ma basti (e ciò Voi non habbiate à vile)
Che quanto à vera mortal Dea conviensi,
Ogn'un v'ammiri, ogn'un v'inchini humile.
Libro habbiamo dichiarato sì i nomi, & gli effetti
di tutti gl Atti & Movimenti, che si aspettano
à Cavalieri, e Dame, nell'uso de'Balli, come etiamdio
à Cavalieri, e Dame, nell'uso de'Balli, come etiamdio
le Creanze, che ad amendue ne i medesimi convengono; restaci
hora in questo Secondo Libro dar principio ad insegnare come detti
DICO adunque, che volendosi far'il presente Balletto, principiarassi
stando le persone come vi dimostran le Figure, facendo
minimi, & un Saffice, voltando il fianco sinistro per dentro;
avertendo che gli detti Moti gli principiaranno con il piè sinistro:
dopò si volteranno un poco al lato destro, facendo un Passo puntato
QUESTA, che di valore, e di beltate
Il sommo pregio à gran ragione ottiene,
Può ne l'altre partir per ogni etate.
Ò RE FILIPPO, è ben che Voi cantiate;
Però ch'in Voi, come in suo seggio tiene
Ben al Vostro hò desio pari, ò simile,
Arte non già, c'hor vien che me l'invole;
Ma non fia (ch'io mi creda) almen disdetto
Vinto da chiaro, e vivo lume santo,
Taccio pria, che scemar cantando il vero.
col sinistro, al lato sinistro: il medesimo faranno al lato destro per
contrario; avertendo, che con quel piè destro che si troveranno haver
in terra, faranno un Zoppetto, un Passo in aria con il piè stesso,
un tempo solo, ove ci vanno tanti belli Moti, lo chiamo Tempo
Terminato, quasi dicat, che à dividere un pezzo di Terra frà due
fratelli, vi si pone il termine, per riconoscer ogn'uno la sua parte;
quale era falsissimo; per questo l'hò corretta, & ridutta à vera perfettione,
& oltra che siano giustissimi i detti Moti, farà alli astanti
gratiosissima vista.
Passi puntati minimi d'una battuta perfetta di Musica della Sonata
di questo Ballo, che sono due battute triple; poi faranno un
Trabucchetto con il piè sinistro, & un Sottopiè col destro; & non
far la Cadenza, restando però il piè sinistro innanzi. Avertendo
che questo si chiama Passeggio Regolato, perche con quel piè che principiaranno
à far il primo Moto, con quello l'haranno da finire, si come
à far il primo Moto, con quello l'haranno da finire, si come
lo provo nel far i cinque passi, ò Moti che vogliam dire, che con
quel piè che li principiaranno, con quello l'haranno da finire.
come di sopra, con il destro prima, e con tutti gl'altri Moti susse
guenti; avertendo però, che in luogo delli due Passi c'hanno fatto innanzi,
bisogna che facciano due Trabucchetti, e poi seguiranno à
far in dietro tutte l'altre attioni, come hò detto nel secondo tempo.
farà un Sottopiè al destro, & la Cadenza, voltandosi però
in prospettiva; ma la Dama averta, che nel fare detti Passi puntati,
gli debba principiare uno in dietro con il piè destro che si troverà
haver innanzi, poi l'altro lo farà innanzi col sinistro, &
le farà al lato destro, sempre all'incontro di esso, ma le principiarà
con il piè destro al contrario del Cavaliere: dopò che haran fatta la
sopradetta Cadenza, faranno due Balzetti, & un Sottopiè con il
un Zoppetto, un Passo in aria, & la Cadenza al fin della
Sonata: & avertano, ch'ogni volta ch'io dirò in questo Ballo che
facciano la Chiusa, l'intenderanno farla nel modo sopradetto.
farà con l'istesso un Passo puntato innanzi, & un'altro in dietro
col sinistro, & cosi anderà giustissimo: avertendo, che sempre in far
la Chiusa s'haran da ritrovarsi in prospettiva, si come principiorno
la Chiusa s'haran da ritrovarsi in prospettiva, si come principiorno
il Ballo; & in evento che la Dama non sapesse far detta Mutanza
nel modo predetto, in luogo delli due Balzetti, con l'altre
nel modo predetto, in luogo delli due Balzetti, con l'altre
attioni, che harà fatto il Cavaliere, ella farà due Riprese, due
Trabucchetti due volte; poi farà altre due Riprese, un Groppo,
Fioretti, & Seguito innanzi, principiandoli però prima col sinistro,
e poi col destro: avertendo, che nel far l'ultimo Seguito con
il destro, piegaranno un poco le ginocchia con gratia, & in quello
L'eterne e vive sue belleZze ascose,
Che ne i begl'occhi accolte appaion fore:
Un humil cor, che non può far'honore
Quanto conviensi alle divine cose,
al lato sinistro, principiando i detti Moti con il piè sinistro, & col destro
che si troveranno haver in aria, faranno un Trabucchetto, col
fianco destro in dietro; & con il piè sinistro c'haranno in aria, faranno
Il Cavaliere solo, se saprà ballare la Gagliarda, farà una Mutanza,
ò partita che vogliam dire, di quattro tempi, restando però
al fin di essa con il piè sinistro innanzi in finirla con la Cadenza,
finirla medesimamente con l'istesso piè innanzi; & non come molti
fanno, che principiano la Mutanza con la Cadenza, & in finirla
fanno la Cadenza con il piè destro innanzi; & questo è mal fatto.
fanno la Cadenza con il piè destro innanzi; & questo è mal fatto.
La onde dico, che se il Cavaliere vorrà far questa mia Mutanza,
in prima farà un Groppo, due Fioretti, con due Passi minimi, cioè
Hà d'avertire la Dama, mentre che il Cavaliere farà la sua Mutanza,
in quel tempo ch'egli ballarà, le dico che non stia ferma in
piedi, ma ben finga di accommodarsi la coda della veste, con far
se sarà d'Estate, havendo il ventaglio, farà qualche bel moto
con esso, acciò non paia una statua, il che facendo, con quei vaghi, &
honesti moti farà una vista gratiosissima, & da tutti gli astanti
sarà gradita, & amata. Per tanto dico, ch'ella farà la medesima
Mutanza che harà fatta il Cavaliere; & se non saprà fare Groppo,
ò Fioretti, farà questa Mutanza gratiosa, cioè, con il piè sinistro
Il Cavaliere, finita che harà la Dama la sua Mutanza, egli tor
nerà à fare di nuovo la medesima Mutanza di prima, principiandola,
& finendola con il piè destro: & averta di non farne un'altra
di quattro tempi con diversi Moti fatti, che se ben anderà fatta à
tempo, non per questo è buona, si come hò detto nelle Regole.
due Zoppetti con il piè sinistro in aria, & col destro zoppicarà, &
col sinistro che si troverà haver in aria farà due mezze Riverenze
preste, due Trabucchetti, un Sottopiè col sinistro, & la Cadenza
con il trito minuto, cioè tre battute preste di piedi, principiandole
col destro, & al fine un Seguito battuto, che finisca col piè sinistro
innanzi che hà principiato: & questo è il trito minuto. Il medesimo
farà la Dama, & questo faranno quattro volte per uno;
Et acciò ch'ogn'uno sappia donde derivi questo nome di Pedalogo;
dico, che si come due persone che discorrono insieme, si dice che
parlano in Dialogo: cosi, facendo il Cavaliere nel Ballo un Tempo
di Moti, overo una Mutanza con gli piedi, & rispondendogli
il medesimo la Dama, per questa corrispondenza che fanno con gli
piedi, gli hò dato questo nome di Pedalogo.
VI ha dato, ò gran Leonora, Iddio gran dote
Sì che Fortuna sempre superate,
Quantunque Dea di ricche gioie e grate
Tenuta sia fra gente basse, e ignote,
E che'l suo ben fra i saggi non si note;
Ma Voi che'l nostro secolo indorate,
Sete di chiare lodi & honorate
Di studi, e soura le lucenti stelle
Alzate quei che Voi volete: & indi
Mostransi al mondo i Vostri eterni honori
Con gemme, e perle assai più ricche e belle,
Che non dona Fortuna, & hanno gl'Indi.
La pregiata tra noi vera belleZza:
Ogni rara virtù, che'l mondo appreZza,
Con Voi si desta, e par ch'altrove dorma.
Fanno con dolci accenti un chiaro suono.
Che meraviglia è dunque, se si muove
Lo spirto mio à celebrarla in carte
Riprese, Trabucchetti, & Seguito, principiandoli col destro:
& questo si chiama Passeggio Terminato, atteso che tanti Moti,
& Attioni n'hà il sinistro quanto il destro piede, & cosi và
un Sottopiè, & al fin la Cadenza, restando col sinistro innanzi
si come l'hà principiata. Dopò con il piè destro che si troverà haver
in dietro, principierà à far di nuovo detta Mutanza, & con
lato destro, principiandoli però con il piè destro. Il Cavaliere, mentre
farà la sua Mutanza la Dama, farà il medesimo Passeggio che
harà fatto lei.
poi faranno la Chiusa, come di sopra, cioè un Zoppetto, un Passo
in aria, e la Cadenza. Avertendo però la Dama che nel fare detto
Passeggio in ruota, lo principierà con il fare due Passi; & dopò
Passeggio in ruota, lo principierà con il fare due Passi; & dopò
due Fioretti; il contrario che harà fatto il Cavaliere. Dopò torneranno
à farlo al lato destro, ogn'uno per contrario, cioè il Cavaliere
Ella farà le medesime Mutanze, che harà fatto il Cavaliere, sì
col sinistro, come col destro piede.
La Chiusa che amendue hanno da fare.
della Dama, si come anco ve lo fò vedere nel presente
dissegno; onde sapendo, che tutti i Principi, Signori,
& Cavalieri, sì nel Ballo, come anco fuora del Ballo, sempre dan
& Cavalieri, sì nel Ballo, come anco fuora del Ballo, sempre dan
no tutti gl'honori che convengono alla Dama: per questo era bene che
egli si ponesse à man destra? & dopò con far due Seguiti, passandoli
egli si ponesse à man destra? & dopò con far due Seguiti, passandoli
di dietro al fin del tempo, con quel piè che si ritrovava haver in dietro
facesse la Riverenze? però questo ogn'uno deve schifarlo, perche
Continenze brevi di due battute l'una; poi faranno due Corinti
fiancheggiati per dentro: & avertano, che ad ogni Corinto si fanno
tre Riprese, & un Trabucchetto, si come v'hò detto nella Regola
Nel terzo tempo, faranno il medesimo Passeggio per contrario,
principiando col piè destro. Et avertano, che prima à far questa
Barriera passeggiavano tre tempi di detta Sonata, & sempre principiavano
con il piè sinistro, & sempre le Riprese le facevano al fianco
destro, & al sinistro mai: però dico, che ogni volta che in ciaschedun
Ballo che si fà se gli Moti che si faranno, non n'havrà tanto un
piede quanto l'altro, sempre sarà falso; & cosi quando si faranno
cosi facendo le attioni recipliche, sempre andarà ogni Ballo giusto,
& regolato, & con vera battuta di Musica fatto. Et che sia il vero,
ad ogni tempo di questa Sonata di Barriera, ci vanno sedici battute
ci vanno quattro battute, due per una; à gli quattro Passi semibrevi,
quattro altre battute, che sono otto; due al Seguito breve,
che son dieci; uno per Saffice, che sono dodici; quattro alle due Continenze,
che fanno il numero di sedici battute perfette Musicali: di
modo, che eccovi dechiarito questo, & che bisogna far due Passeggi,
& non tre, che uno n'habbia il piè sinistro, e l'altro il destro.
Attioni, & Moti, principiando col destro per contrario, ritornando
però ogn'uno al suo luogo: però avertino, che in luogo delle
Continenze, faranno la Riverenza. Et non far come prima, che si
pigliavano con la man destra sola, & mai con la sinistra, che stava
male, & era falso.
mostra nel dissegno di Nuova Regina: & quest'Atto avertirà di
farlo gratiosamente, & che non copri la guardia della sua spada,
& la stringerà col braccio sinistro, cioè dal gomito in sù; dopò il
farà voltando la persona in prospettiva alla destra, però per contrario:
ma averta, che quando farà la mezza Riverenza, bisogna che
subito l'unisca al paro del piè, altramente facendo, come alcuni fanno,
subito l'unisca al paro del piè, altramente facendo, come alcuni fanno,
che restano con quel piè che fanno la mezza Riverenza indietro,
non potrà fare gli quattro Spezzati retirati in dietro, perche, come
non potrà fare gli quattro Spezzati retirati in dietro, perche, come
hò detto nelle mie Regole, il piè che si trova in dietro, non può
far un'altra volta in dietro: ma facendo in questo modo farà giusti
Nel settimo tempo, la Dama sola farà il medesimo che harà fatto
il Cavaliere.
Per la terra purgar de'gravi errori,
Ò d'altro ornarla, che di gemme, od ostro:
Io questo Ballo al divin nome Vostro
Cavaleresche; & con il far la Riverenza come la prima à tempo della
Sonata (che sia unito il piè sinistro al pari del destro) finiranno
gratiosamente questa bellissima Spagnoletta. Avertendo, ch'è
un Passo in aria col destro, & la Cadenza: il medesimo faranno
per contrario. Avertendo, che quando io dirò che si facciano
le Chiuse in questo Ballo, cominciaranno dalla Ripresa, e Fioretto,
come al destro con l'uno, e l'altro piede, si come hò detto di
sopra. Et questa è Mutanza Terminata, che tanto ne hà un piede,
quanto un'altro.
Nel quinto tempo, la Dama farà il medesimo che harà fatto il
Cavaliere.
Nel settimo tempo, la Dama farà la medesima Mutanza che
harà fatta il Cavaliere.
Riprese, con gli altri Moti sussequenti faranno per contrario.
Avertendo, che al fin del Destice vi si fermeranno mezza battuta
di Musica; poi subito senza fermarsi punto, faranno le due Chiuse,
E di Vener belleZze assai più rare;
Che ne stupisce in sè ogni alta mente.
À cui rivolto poi come celeste
tre battute per ciascheduno, & quattro Doppi finti alla Francese:
avertendo, che tanto in questo Ballo, quanto in qual si voglia altro,
quel piè che uniranno al pari all'altro, quello l'hanno da movere, si
come v'hò detto nelle mie Regole. Dopò alli quattro Doppi faranno
faranno due Continenze, come di sopra, una alla sinistra, l'altra
alla destra. Avertendo, che non finisce quì la Bassa, ma và con quella
parte che dice, Il fine che và con la Bassa. Ma perche gli an
tecessori nostri incorpororno l'Alta, & il Gioioso, per questo non si
tecessori nostri incorpororno l'Alta, & il Gioioso, per questo non si
fà la Riverenza alla Bassa: & quando che sarà fatto il Gioioso, si
farà il fine tutto della detta Bassa. Onde al fine di tutti li Moti che
si faranno in detta parte del fine, faranno la Riverenza similmente
semibrevi, & al fine un Seguito finto, fatto à modo di mezza Riverenza,
cavandosi il cappello, ò berretta che harà in testa: avertendo,
che non faccia più al modo di prima, perche era falso il Ballo.
Ella dopò farà il medesimo che harà fatto il Cavaliere.
À far questo Gioioso, il Cavaliere, in luogo delli due Passi puntati
che solevano far prima, farà due Destice fiancheggiati innanzi;
poi in prospettiva faranno due Continenze, con due Passi puntati
luogo; poi cavarà la berretta, ò cappello di testa, & faranno insieme
la Riverenza. Il medesimo farà la Dama; ma averta, che mentre
il Cavaliere farà il detto Gioioso, ella non harà da stare come una
statua, ma far qualche gratioso Moto, si come hò detto nelli Avertimenti
delle Creanze, quando che la Dama starà ferma nel Ballo.
Avertendo che non scorra, come si soleva far prima.
Il fine che và con la Bassa.
sempre col piè sinistro; poi al Gioioso nel mezzo facevano la Riverenza,
senza alcuna Regola, nè ordine. Gli bastaua à quei tali che
la facevano di dire, che era ben fatta, atteso che quel piede che univano
al pari, quello si doveva movere. Et anco quando la Dama scor
reva, in quell'istante il Cavaliere l'andava à pigliare; & questo
anco era mal fatto. Per tanto dico, che tutti i festeggianti che vogliono
far questo Ballo, lo debbono fare in questa maniera, che cosi
facendo, mai sarà tacciato, anzi da tutti gradito, & amato.
À farlo sì magnanimo e gentile?
Veggio che di beltà passate il segno,
E Vostra fama và da Battro à Tile;
E Vostra fama và da Battro à Tile;
Credo che tutti i Cieli, e la Natura
Fosser d'accordo à far vostra Figura.
Ogni belleZza spiegò in Voi Natura:
Tal che sete Fenice in nostra etate,
Bella, leggiadra, gratiosa, e pura:
poi faranno due Trabucchetti minimi, & un Spezzato, principiandoli
col sinistro: il medesimo per contrario. Avertendo, che
al fin del Spezzato destro si lasciaranno con fare le solite cerimonie;
Della più chiara Idea l'esempio vero.
Poi che del saper Vostro il raggio altero
Risplende à par del Sole almo, e superno;
Udito in questo, e'n quell'altro Hemispero.
Et quelle che'l Ciel largo vi comparte
Gratie, e belleZze, con pura honestade
Qual merta la EccellenZa Vostra altera,
Che di senno, e valor ogn'altra avanZa:
Prendendo dal desio fida speranza
Nell'ottavo tempo, torneranno à fare amendue la medesima
Mutanza che havran fatta nel sesto Tempo, per contrario.
Nè vedrà poi da quì à mill'anni, e mille,
Sin che dal foco in attomi, e'n faville
Sian le gloriè del Mondo arse, e cangiate.
Appena dir potria Vostra beltate;
Quel, che d'Ulisse, e pria canto d'Achille:
Poi che sol con le luci, alme e tranquille
Maravigliosamente altrui beate.
A VOLER principiar questa Barriera, restando in
Ballo quel Cavalier che havrà fatto il Ballo del Piantone,
piglierà tre Dame una per volta; poi chiamerà
piè destro, & similmente con il detto piè le finiranno. Avertendo,
che tutto quello che faranno col piè sinistro, il medesimo havran da
fare col destro, solo che la Riverenza.
Nel quarto tempo, ogni Cavaliere piglierà la Dama che le starà
à man destra, per la mano destra, & faranno un Passo puntato
Nel quinto tempo, si piglieranno per la man sinistra, facendo
tutti gli Moti che havran fatto nel quarto tempo, per contrario.
Spezzato puntato, & mezza Riverenza faranno per contrario;
poi col piè sinistro che si troveranno haver in dietro faranno
due Trabucchetti, & un Saffice fiancheggiato in dietro, principiandoli
principiando la prima battuta alla man destra della Dama sua
che le starà alla destra, poi ne darà un'altri alla sinistra all'altra
Dama che le starà a man sinistra; & questo si torna à fare un'altra
volta, sino che habbiano date le quattro botte, & questa vien
detta la Folla. Finalmente faranno due Continenze brevi di due
per la sinistra, cambiando sempre Dama; & cosi le Dame
cambiaranno Cavalieri: & questa catena durerà sino che ogni
Cavaliere si ritroverà con la sua Dama, che verrà à finirsi con haver
fatti sei Seguiti semidoppi. Dopò faranno due Continenze,
& con il far la Riverenza longa finiranno gratiosamente
questa Barriera: ma averta il Cavaliere che havrà invitato tutte,
ch'egli hà da restare con la sua Dama à seguitar il Ballo del
À quel, ch'ei far con suoi bei raggi suole.
Che s'ei gli humor di questa fragil prole
Trahendo ogn'animal risana infetto:
principiando detti Moti col piè sinistro: gli medesimi Passi
con tutti gli altri Moti sussequenti faranno per contrario, solo che
nel luogo del Destice faranno un Saffice. Dopò ultimamente
Nel quarto tempo, pigliandosi per la man sinistra, faranno per
contrario tutto quello che havran fatto nel terzo tempo. Avertendo
che questi due Tempi si chiamano Tempi Regolati.
Per le doti, ch'a Dea vi fan simile,
Che col vago sembiante altero, e humile
Fate, ch'ogn'aspro cor v'adora, e inchina.
Se in Voi le gratie tutte pose Amore,
Debb'io temere, che con lieto viso
Non riceviate questo Ballo mio?
VOLENDO principiare questa Cascarda, il Cavaliere
che starà à fare il Ballo del Fiore andarà ad invitare
due Dame, una per volta, ma però che quelle
sappiano farla; poi si ponerà in Ruota pigliandosi
facendo tutti insieme due Saffici fiancheggiati in dietro,
& non come prima, che facevano due Spezzati, & col piè sinistro
che havevano innanzi, con l'istesso caminavano innanzi, & questo
era mal fatto. Poi ciò fatto, faranno due Doppi minimi, uno
al lato sinistro, l'altro al destro, & il Cavaliere solo farà due Seguiti
battuti del Canario: gli medesimi farà la Dama che gli starà
à man destra, & l'istesso farà l'altra Dama. Ciò fatto, tutti
Nel secondo tempo, faranno insieme due Fioretti, due Trabucchetti;
poi il Cavaliere che guiderà il Ballo passerà per mezzo
alle Dame facendo un Doppio scorso, cambiando tutti luogo, cioè
Nel terzo tempo, faranno otto Spezzati incatenati, & il Cavaliere,
che guiderà passerà per mezzo alle Dame, voltando à man sinistra;
& la Dama che starà à man sinistra passerà per mezzo, &
volterà à man destra di quella che starà à man destra del Cavaliere,
& cosi parimente seguirà l'altra voltando à man sinistra del
Cavaliere: avertendo di non toccar mai le mani come si faceva prima,
perche non è ben fatto: di modo che fatti che havranno gl'otto
Spezzati, ogn'uno si ritroverà al suo luogo. Poi il Cavaliere
hò detto. Ultimamente il Cavaliere passarà per mezzo alle Dame facendo
due Passi puntati, ponendosi al luogo della Dama che le starà
à man destra: il medesimo farà la Dama che le starà al lato destro,
andando al luogo del Cavaliere; l'altra anderà al luogo dell'altra
Riverenza breve come la prima, finiranno à tempo del Suono gratiosamente
questa bella Cascarda. Mà averta il Cavaliere, che finita
detta Cascarda debba dare il Fiore à quella che hà levata prima, &
dopò vada à menar al luogo suo l'altra, licentiandosi con far le solite
La Gloria viva estinguer', ò mancare.
Beata dunque, che schernite l'ira
Del Tempo; e Lethe non può torre al Vostro
Del Tempo; e Lethe non può torre al Vostro
Nome, quel grado, che più quà giù s'ama,
Sì, ch'ei non s'alzi, ove con lodi aspira
Sì, ch'ei non s'alzi, ove con lodi aspira
Per quel sentiero, che virtù l'hà mostro
À far' eterna la sua chiara Fama.
FRA tanti, che le chiare orme seguendo
Vanno d'Apollo, e desiose, e intente
Odono il suon della beata gente,
Che'l Sacro Monte và di gioia empiendo,
Servo vi sono, e tal, ch'appena intendo
L'innalzo al Ciel con la mia rima, e canto,
Sì che'l Tebro l'ammira, e'l Vaticano.
Saggia, bella, gentil, modesta, tanto
Vera honestà; dice ogni stil sourano
Che le dan quest'in vita eterno vanto.
NOVELLA Dea, che per bear'il Mondo
Scesa dal maggior Cielo in terra sei;
Ricche le sponde anch'io del più bel Lauro,
Che co'l Tempo contenda invido, & empio.
Cosi la tua virtù, che'l secol d'auro
Trà noi rinova, andrassi, e senza essempio,
Nel quarto tempo, la Dama sola farà il medesimo che havrà
fatto il Cavaliere; poi insieme faranno tutte le predette Attioni
un Destice, & un'altro al lato destro, con un Spezzato, due
Passi minimi innanzi, & due Trabucchetti: avertendo che gli Passi,
& i Trabucchetti gli principiaranno col piè destro. Finalmente torneranno
contrario, incominciando però dal Spezzato, con gli tre Trabucchetti.
& questi si chiamano Passeggi Terminati. Avertendo che
nell'ultimo Trabucchetto si lascieranno.
Di collocare in Donna bella il cuore,
Che con belleZze rare
Eccedesse la Dea che nacque in Mare:
E da la bella, e vaga
Ch'ad un crognal s'appoggia, e si riposa,
Che con forti radici
Appar sopra sei Monti alti, e felici.
Si mosse Amor'allhora
Per trovar questa Dea, che'l mondo adora,
Lasciando Cipro, e Gnido,
fatto, & senza Creanza, perche la precedenza nel
Ballo sempre il Cavalier la dee dare alla Dama: oltra che anco mi
sono avisto dell'errore che v'era à principiarlo in quel modo, che
fatta la Riverenza, & Continenze, facevano due Seguiti ordinarii,
Seguiti, & à man destra non si voltavano, & per questo era falso;
& acciò che si faccia giusto, voglio che si principia in questo modo.
Stando le persone all'incontro, come vi dimostrano le Figure di
Moti col piè sinistro, & mezza Riverenza col destro: avertendo,
che nel far detto Passo puntato, & mezza Riverenza, s'haranno da
voltare un poco al lato sinistro: il medesimo tornaranno à far un'altra
Nel quinto tempo, pigliarannosi per la man sinistra, facendo
il medesimo per contrario che haran fatto nel quarto tempo.
Ch'ornar di Voi la miglior parte suole:
Che non bastano à ciò voci, e parole
De quanti fur giamai degni d'alloro.
De quanti fur giamai degni d'alloro.
Venga colui, che te pianta gentile
Amò già in corpo humano; e infonde, e spira
un Seguito breve, principiandoli col piè sinistro; il medesimo faranno
passeggiando la lato destro per contrario: avertendo, che detti
Passeggi gli faranno un'altra volta, sì al lato sinistro, come al destro.
Dopò, alla mutatione della Sonata, ogni Cavaliero piglierà
la man destra della Dama che le starà al lato destro, & farà due
Passi, & un Seguito, come di sopra, principiandoli col piè sinistro;
poi ogn'uno lascierà quella, & con la sua man sinistra piglierà la
man sinistra dell'altra Dama che troverà à venirle incontro, facendo
gli medesimi due Passi, & un Seguito, principiandoli col piè
destro, & cosi seguiranno di mano in mano, facendo sempre la Catena
in Ruota sino che haranno fatto sei Seguiti, alla fine de i quali
ogn'uno si ritrovarà al suo luogo con la sua Dama: & questa Catena
POI che non posso à pien ne i versi miei
Alzar Donna di gloria eterna herede
Alzar Donna di gloria eterna herede
Vostra beltà, che ciascun'altra eccede,
M'inchinarò sacrando il Ballo à Lei;
Arder costei mill'alme, e farne prede,
Tal che t'inalZa ogn'hor nuovi Trofei.
Poi che tosto ch'appar sì vaga in vista
Ogni cor resta preso, e à te soggetto,
due Fioretti, & due Trabucchetti, principiandoli
col piè sinistro: avertendo, che tutti i detti Moti vanno fatti
à tre tempi di detta Sonata. Poi ad un tempo d'una Ripresa
Nel quarto tempo, si piglieranno per la man sinistra, facendo
ogni cosa che havran fatto nel terzo tempo, per contrario. & questi
terzo, & quarto tempo si chiamano Regolati.
Facendo invidia à i raggi ardenti, & chiari
Del gran pianeta, che distingue l'hore;
Dentro al tuo Giovanil pudico petto,
Nel secondo tempo, passeggiaranno insieme con la man pigliata,
& non al modo di prima, che passeggiava prima la Dama, e dopò il
Cavaliere: dico che era falso il Ballo; però bisogna, che amendue facciano
due Passi puntati brevi, con due Passi semibrevi, & un Seguito
DONNA CAMILLA, che la notte allumi,
E togli il lume à Stelle, e oscuri il Sole
Non ch'altri lo descriva in roZze carte
Il bel, che di morir non hà pavra.
SPIRTO gentil, che con accorti gesti
Scherzando con le Gratie, e con Amore,
E pascer gli occhi d'immortai faville,
Che folgorando escon da tuoi bei rai:
Cosi far sempre eternamente chiara
faranno la Riverenza lunga, & due Continenze brevi; dopò
il Cavaliere, & la Dama, che si trovaranno nel mezzo guidaranno
il Ballo, facendo due Seguiti semidoppi innanzi, & al fine d'essi
senza toccarsi la mano destra; poi cambiando luogo, la Dama
farà altri due Seguiti scorsi, & prima che si ponga in mezzo salutarà
la persona à man destra, & poi nel porsi in mezzo saluterà
& Trabucchetti gli principiarà col destro: il medesimo seguiranno à
fare gli altri insieme. Poi gionti che saranno al filo, faranno l'intrecciata,
ò catena in questo modo: gli Cavalieri faranno quattro
à man destra, & le Dame à man sinistra, seguitando di
mano in mano; poi al fin del tempo, quella Dama che starà alla sinistra
andarà in mezzo; & cosi per contrario de i Cavalieri andarà
andarà in mezzo; & cosi per contrario de i Cavalieri andarà
in mezzo quello che starà à man destra: & facendosi in
questo modo, ad ogni tempo, ogni persona si trovarà al suo luogo,
questo modo, ad ogni tempo, ogni persona si trovarà al suo luogo,
il che non haverebbe, se tutti nel principiare di detta catena, ò intrecciata
si voltassero à man sinistra, come già detto Ballo si usava
Hassi anco d'avertire, che ogn'uno che si ritrouvarà in mezzo ha
rà da far il suo tempo, come haranno fatto i primi, & da cambiar
Quando ogn'uno harà fatto il suo tempo, & quelli che haranno
guidato il Ballo saranno ritornati in mezzo, tutti insieme faranno
Et facendo questo Ballo in questo modo, và meglio fatto, & con
perfetta Theorica, che facendolo tre Cavalieri, ò sei da un capo
della sala, & altre tante Dame, che in questi tempi fanno la Riverenza
lunga, & due Continenze brevi; & dopò principiano senza
nessuna Regola à far l'intrecciata, ò catena per lungo, & al fine
quel Cavaliere che guida il Ballo, voltandosi nel far la catena,
con quella man destra che lascia la terza Dama, con la medesima mano
ripiglia l'altra persona che gli vien dietro: & questo è falsissimo.
Et se ben la volessero fare à mezza Luna, similmente sarà
Et se ben la volessero fare à mezza Luna, similmente sarà
mal fatta: & poi non stà bene, che Cavalieri con Cavalieri si tocchino
le mani, & cosi parimente le Dame. Però dico, che è bene
che ogni Cavaliere, volendo far questo Balletto, lo faccia in quel modo
che hò detto di sopra, che andarà benissimo fatto, & con vera
Regola. Et se alcuno vorrà far questa catena con tre, ò sei Cavalieri,
& altre tante Dame, fatta à due tempi di Sonata, potrà principiarla
per lungo della sala, & quelli che staranno in mezzo si accostaranno
con un Seguito, pigliandosi per la man destra; poi cambiaranno
persone, pigliandosi per la man sinistra; & dopò daranno
la destra à quella che le starà à man destra: & questo faranno
tanto i Cavalieri, quanto le Dame; & quando poi si trovaranno
in capo alla sala, si voltaranno alla sinistra, & pigliaranno la man
destra che haranno lasciata un'altra volta; ciò fatto, daranno
la sinistra all'altro compagno, & cosi seguitaranno di mano in mano,
ritornando tanto i Cavalieri, quanto le Dame à gli lor luoghi.
Dico adunque di nuovo, che tutti aboriscano far detto Ballo in questo
modo, perche è falso.
In questo tempo, in luogo dove prima facevano gli Cavalieri
la Riverenza, & dopò le Dame, dico che non stava bene, perche
si trovavano haver il piè sinistro in dietro, & con quell'istesso
Regole: & per questa ragione era falso il Ballo. Però, in luogo delle
due Riverenze, dico, che col piè sinistro che haranno in dietro facciano
un Spezzato puntato al lato sinistro, & mezza Riverenza
Vivi raggi del Sol, dolci facelle,
Che le più gelid'alme, e le più belle
Infiammate d'un dolce, e puro ardore.
Riprese, con gli altri Moti faranno per contrario, principiando
però i detti primi Moti col piè sinistro, solo che la mezza Riverenza.
& questo è un Tempo Terminato.
Donna, lodar quanta belleZza è in Voi,
Io mostrarei, che sola hoggi trà noi
Voi sete tal, qual non può dirsi in carte;
Voi sete tal, qual non può dirsi in carte;
Che mirando in Voi quel, che'l Ciel comparte,
Fate in me come il Sol co i raggi suoi,
Fate in me come il Sol co i raggi suoi,
Che m'illustrate, e m'abbagliate poi,
Tal ch'io perdo il veder la miglior parte:
Piacciavi intanto questo Ballo mio
Gradir, c'hora è pur nato, e che se'n viene
Al mondo, e à Voi, per farsi più perfetto.
Nel secondo tempo, quel Cavaliere, & quella Dama che staranno
in mezzo, passeggiaranno con due Seguiti semidoppi, al fin
Nel quarto tempo, quel Cavaliere che guidarà il Ballo, che starà
in mezzo, farà l'intrecciata in questo modo, cioè senza lasciar
mai nessuno la sua Dama; & tutti in un medesimo tempo faranno
un Seguito col piè sinistro: ma avertino, che quello che starà in
mezzo principiarà à far la catena, ò intrecciata voltandosi con
un Seguito à man sinistra, passando però in mezzo; & quella coppia
che gli starà al lato sinistro passarà innanzi, & farà un'altro
Seguito, voltandosi à man destra; & quell'altra coppia che le
starà à man destra passarà innanzi, & si voltarà à man sinistra
starà à man destra passarà innanzi, & si voltarà à man sinistra
di quella che guida il Ballo, & cosi si seguirà di mano in mano; di
modo che quella coppia che le starà à man destra resterà in mezzo,
& quella harà da principiare il quinto tempo nella medesima maniera
& quella harà da principiare il quinto tempo nella medesima maniera
di quella coppia che guidò prima.
Nel sesto tempo, la coppia che starà in mezzo farà il medesimo
che havrà fatto la prima coppia nel terzo tempo.
Nel'ottavo tempo, faranno tutte insieme la sopradetta intrecciata;
& quella coppia che non è stata in mezzo, vi si ponerà.
Nel decimo, quella coppia che starà in mezzo farà come havran
fatte l'altre, che han guidato il Ballo.
Nel duodecimo, faranno la medesima catena, ò intrecciata, &
quella coppia che havrà principiato il Ballo s'havrà da ritrovare in
mezzo, & l'altre al lor luogo. Ma però avertino, che al fin della
Sonata si havranno da ritrovar in triangola, cioè in Ruota.
Nel terzo tempo, si tornaranno à pigliare in Ruota, facendo per
contrario quelli Moti che havran fatti nel primo tempo.
Nel quarto tempo, faranno il medesimo per contrario, che havran
fatto nel secondo tempo.
destra della sua Dama, facendo insieme la Riverenza lunga; poi ciò
fatto, si voltarà ogn'un all'altra Dama che le starà à man sinistra,
& pigliandosi per la man sinistra, faranno con l'istesso piè la
due Spezzati innanzi, & due Scorsi, tornando ogn'uno al suo luogo,
nel medesimo ordine che principiorno detto Ballo. Ultimamente
faranno due Passi puntati semibrevi d'una battuta tripla l'uno,
FRANCESCA SFORZA delle Donne mostro;
Che vedrà gratie non più viste altrove,
Giacciar'il fuoco, & abbrusciar la neve
A VOLER far questo Contrapasso, il Cavaliere che
resterà al Ballo detto il Piantone, ò à quello del Fiore,
resterà al Ballo detto il Piantone, ò à quello del Fiore,
levarà tre, quattro, ò sei Dame, più, ò meno che
gli parerà, mà però invitando una per volta, &
manco, perche con sè medesimo farà il numero compito. Dopò egli
chiamarà il Mastro di Ballo, che faccia sonare questo Contrapasso.
Onde tutti in Ruota, cioè un Cavaliere, & una Dama, & cosi
parimente di mano in mano, al principiar la Sonata, tutti insieme
faranno la Riverenza lunga, & due Continenze: avertendo, che
ogni Cavaliere harà da stare incontro alla sua Dama quando farà
faranno per contrario. & avertano di non fare come facevano per
avanti, che voltavano due Seguiti à man sinistra, & altri due à
man destra: & questo era falsissimo.
nel terzo, & nel quarto tempo, faranno il medesimo per contrario
passeggiando al lato destro: avertendo di non fare come che facevano
prima, che passeggiavano in Ruota con otto Seguiti sempre al
lato sinistro, & nel fine si ritrovavano col piè sinistro in dietro, &
lato sinistro, & nel fine si ritrovavano col piè sinistro in dietro, &
con quello facevano la Riverenza. & per questo dico, che era falso il
Ballo: la ragione, se li primi Passeggi si fanno al lato sinistro, & poi
al destro, & cosi parimente le Volte; per qual ragione si deve fare
con otto Seguiti un solo Passeggio in Ruota? Però dico, che volendo
far questo Ballo perfetto, lo debbano fare si come hò detto di sopra.
il medesimo faranno per contrario, le Dame innanzi, & i Cavalieri
in dietro. & avertano non far come prima, che facevano due
Passi innanzi, & un Seguito, et poi con l'istesso piè sinistro che si trovavano
in dietro, i Cavalieri col medesimo piè caminavano in dietro:
in dietro, i Cavalieri col medesimo piè caminavano in dietro:
& questo anco era falsissimo; però, fatto che havranno nel modo come
hò detto, andarà giustissimo, & regolatissimo. Ciò fatto, faranno
tornavano à fare le Dame una Riverenza lunga, & gli Cavalieri
un'altra, & poi al fine di questo tempo un'altra: dico, che era malissimo
fatto, perche in un tempo non può stare tre Riverenze; &
ponno far la Riverenza, si come hò detto di sopra, con l'istesso piè sinistro.
Per tanto dico, che in questo tempo debbano fare due Continenze
brevi, due Seguiti fiancheggiati, con due Passi puntati brevi
innanzi. Finalmente con le solite cerimonie Cavaleresche ogni Cavaliere
pigliarà la Dama che gli starà al lato destro, & con far la
Riverenza finiranno gentilmente questo gratioso Balletto.
Non fà col vitio, ò con le gemme, e gli ostri:
Poi che in Voi sola accolse à tempi nostri
Tutte le gratie, e d'alto, e nobil zelo
Tutte le gratie, e d'alto, e nobil zelo
Colui v'ornò, che'l caldo tempra, e'l gelo;
Come fian chiari i tanti preggi Vostri?
Cavaliere, quanto la Dama, detta Mutanza col piè sinistro, &
con l'istesso finirla, si che restino col detto piè sinistro innanzi.
Il Cavaliere dopò che la Dama harà fatta la sua Partita, ò Mutanza,
Egli tornarà à far di nuovo la predetta partita, principiando,
Il Cavaliere col piè sinistro che havrà in dietro, farà una schisciata
col calcagno innanzi, & una con la punta del piè in dietro,
Com in LAURA CARRAFA illustre prole
Non vide accolte alcun dopò, che'l Sole
Spiega nel Mondo i suoi lucenti rai.
Et al fine si ritrovaranno in prospettiva, principiando tutti i detti
Moti col piè sinistro; & non far come prima, che si voltavano solo
à man sinistra: & questo era falso.
Il Cavaliere farà questa prima Mutanza di Gagliarda di quattro
tempi, quella che meglio li parerà à lui, pur che sia principiata,
& finita col piè sinistro innanzi; vi può anco far delle Capriole se le
far due Riverenze, cioè il Cavaliere ne faceva una con quel piè sinistro
che si trovava haver in dietro al fine della Mutanza della Gagliarda,
& la Dama ne faceva mezza, & dopò Ella faceva una
con vera Theorica, in luogo delle due Riverenze, facciano due
Passi puntati innanzi, che così farà ben fatto. In questi quattro
tempi di Gagliarda, faranno questa Mutanza insieme Terminata:
con le solite Creanze: avertendo il Cavaliere non coprirsi in
questo puoco tempo che farà quattro Spezzati, & poi lasciarsi, &
tornarsi à cavar la berretta, atteso che fà brutta vista; & andando
scoperto dà più suffiego à se stesso, & alla Dama fà più honore,
Spezzato innanzi: il medesimo faranno per contrario, voltandosi
à man destra. Avertendo di non far come prima, che si voltavano
solo à man sinistra con quattro Spezzati, & alla destra mai: &
Avertendo di non far come prima, che facevano due Spezzati in
dietro, & col piè sinistro che si trovavano haver innanzi, con quello
similmente caminavano innanzi; anzi peggio, fatto che havevano gli
detti Spezzati facevano due Passi minimi innanzi, & il terzo lo
gli predetti Spezzati, & aggiongevano al terzo Passo il destro al
sinistro. onde dico, che quì vi sono due falsita: prima alli Spezzati,
che quel piè che stà innanzi non può caminare innanzi; perche, come
hò detto di sopra, è contra Natura, & contra la Regola: seconda,
hò detto di sopra, è contra Natura, & contra la Regola: seconda,
è falso, perche quel piè che si unisce al pari dell'altro, quello dee
moversi. & per queste due raggioni era falso il Ballo nel modo di
moversi. & per queste due raggioni era falso il Ballo nel modo di
prima. Per tanto dico, che à volerlo far bene, facciano nel modo come
hò detto di sopra. Dopò faranno due Riprese al lato sinistro,
due Trabucchetti, & un Doppio minimo finto; ma se vorranno
fare in quest'altro modo che saran più belli Moti, facciano un Groppo,
due Fioretti, due Passi minimi innanzi, & un Saffice col
Il Cavaliere farà una Mutanza la più bella che saprà fare, &
finita farà quattro volte le Retirate, con due Passi puntati minimi
si pigliaranno per la man'ordinaria con le solite cerimonie
Cavaleresche; & con far la Riverenza breve à tempo del Suono, che
sia giunto il piè sinistro al pari del destro, porranno fine à questo
Trepido varca, e con novelle tempre
Fà quel che manca in lui colmo, e perfetto.
PRINCIPIARASSI questo Balletto in questa
maniera, quel Cavaliere che vorrà farlo, pigliarà
quattro Dame, due delle quali ne porrà à un capo
due di loro andranno à pigliar le due Dame per la man'ordinaria,
con le solite cerimonie, che staranno da un di detti capi; e gli altri due
faranno il medesimo: avertendo però, che quel Cavaliere che principiarà,
ò per dir meglio, che harà invitato l'altre, harà da pigliare la
prima Dama che harà invitata, perche quella dee havere la precedenza,
& quella che è stata levata prima, ragionevol cosa è che resti
al fin di detto Ballo, acciò possi ballare il Ballo chiamato il Piantone;
& gl'altri andaranno à fermare le lor Dame a'luochi dove sta
vano à sedere, finito però che sarà il Ballo.
Saprassi dunque che à voler principiar detto Ballo, sempre hanno
da ballare tutti otto insieme; & nel primo faranno la Riverenza
avertano, ch'al fin de i due Seguiti, ogni Cavaliere pigliarà la man
destra di quell'altra Dama del Cavaliere che passarà, facendo le
solite creanze, & cerimonie; poi passaranno con due altri Seguiti
piegar un poco le ginocchia à modo di mezza Riverenza, cambiando
però luogo, cioè; la squadra de gli quattro che staranno à un
capo della sala, andaranno da un'altro capo; & quelli altri faranno
in prospettiva. Dopò ciò fatto, faranno due Continenze
brevi: avertendo, che gli Passi, & Seguito semidoppio gli principiaranno
à far col piè sinistro, & le Continenze le principiaranno
tutte le squadre in prospettiva due Continenze, come di sopra, principiandole
col piè sinistro, & che siano finite à tempo della Sonata.
Nel quinto tempo, faranno due Passi puntati brevi innanzi;
al fine la Riverenza lunga, ma che aggiungano il piè sinistro al pari
del destro al fin della Sonata. Et dette Attioni si principiaranno
In questi due tempi di questa Sonata fatta in proportione, faranno
in Ruota la catena in quella maniera che hò detto al Furioso
alla Spagnuola, facendo però otto Seguiti semidoppi; di modo, che
al fin di detti due tempi ogni persona si ritrovarà col piè sinistro
In questo tempo della detta Sonata, faranno con quel piè sinistro
che si trovaranno haver in dietro una Puntata innanzi, un'altra
col destro, & la Riverenza col piè sinistro, si come s'è detto
Nel primo tempo di questa Sonata, tutti si pigliaranno per le
mani in Ruota, cioè un Cavaliere, & una Dama; di modo che
ogni Cavaliere starà in mezzo à due Dame, & le Dame in mezzo
Nel quarto tempo, faranno quello che havran fatto nel secondo
tempo lasciandosi, ma però fatto per contrario.
Di GIERONIMA sol ogn'altereZza.
Nè li cal, che l'ottava Sfera orbata
Ne sia, pur che ne resti il Mondo adorno
Di vista sì celeste, e così grata;
Di vista sì celeste, e così grata;
Poi che ne sente risonar già intorno
Fama immortal di gratia, e virtù ornata,
Fama immortal di gratia, e virtù ornata,
Che tal non spande il Dio, ch'alluma il giorno.
in prospettiva: avertendo di non fare due Passi innanzi dopò appareggiare
il piè sinistro al destro, perche non stà bene, atteso che
vi manca un Passo minimo. Però dico, che debbano fare come dico
quì; dopò fatti i detti quattro Passi, faranno al lato sinistro due
far due Saffici; & un Corinto col fianco sinistro per dentro in luogo
del Doppio, che facendo in questo modo è più vago il Ballo: il medesimo
faranno per contrario. Avertendo anco, che non facciano gli
Spezzati in dietro come prima, che fatti c'haveano i detti due Spezzati
in dietro, con quel piè sinistro che si trovavano innanzi, con
l'istesso caminavano innanzi: & era Moto falso. L'altro caminavano
fiancheggiati in dietro: & questo anco era falsissimo; la ragione,
perche quel piede che si appareggia, quello sempre dee far il Moto.
& questo si chiama Passeggio Terminato.
Nel quarto tempo, la Dama sola farà il medesimo che harà fatto
il Cavaliere; & dopò insieme gli Spezzati in dietro, con tutte l'altre
faranno la predette Riprese, & Trabucchetti, con tutti gli altri Moti
sussequenti, come di sopra. Avertendo, che nel far i due Spezzati,
facciano due Saffici fiancheggiati in dietro, con due Spezzati fiancheggiati
VOLENDO il Cavaliere principiare questo Ballo,
chiamarà il Mastro di Ballo, & gli dirà, che faccia
sonare il Ballo del Fiore; onde nel principiar questa
due Continenze brevi; poi passeggiarà con quattro Seguiti semidoppi,
accostandosi à quella Dama che vorrà invitar à ballare, et con le
solite cerimonie farà due Passi puntati brevi innanzi, & la Riverenza
solite cerimonie farà due Passi puntati brevi innanzi, & la Riverenza
lunga; aspettando un'altro tempo di Sonata la Dama che si
levarà da sedere, & levata che sarà, faranno insieme la Riverenza,
& Continenze come di sopra, pigliandosi però gentilmente per
ordini invitarà un'altra, & cosi parimente farà con lei il medesimo
Passeggio, & Attioni che harà fatto con la prima Dama; &
nel fare la Riverenza, la faranno tutti tre insieme: & in evento che
il Cavaliere ne volesse piglar tre, harà da tener la medesima Regola,
& la porrà con l'altre tutte ad un filo; poi il Cavaliere passeggiarà
come di sopra, &, giunto che sarà all'altro capo della sala, invitarà
un Cavaliere, & come quello sarà vicino à lui, averta di porlo
come di sopra; ciò fatto, passeggiaranno con quattro Seguiti
semidoppi, allargandosi un poco le Dame, acciò che i Cavalierei possino
passare in mezzo à quelle che andaranno dalle bande; & la
Dama, che starà in mezzo, passarà in mezzo a' Cavalieri; & nel
passare che faranno, tutti insieme piegaranno un poco le ginocchia
facendo à modo d'una mezza Riverenza, cavandosi i Cavalieri
Seguiti, voltandosi tutti à man sinistra, & cambiando luogo;
& in prospettiva, con quel piè sinistro che si trovaranno havere in
dietro, faranno due Passi puntati brevi, & la Riverenza lunga.
Prima si usava fare solo un Passeggio, però sarà meglio assai di
farne due, che cosi in questo modo facendo, quel Cavaliere che guidarà
detto Ballo si trovarà con la sua Dama, & potrà pigliare la
detto Ballo si trovarà con la sua Dama, & potrà pigliare la
man destra con meglior ordine, che non si faceva per avanti. Di nuovo
faranno il medesimo Passeggio con tutte l'Attioni; & al fine, tanto
In questo tempo di Sonata, il Cavaliere che guidarà il Ballo farà
il medesimo primo Passeggio, accostandosi alla Dama che starà à
man destra dell'altre. Al secondo tempo di Sonata farà due Passi
tutti i Moti in questo Ballo col piè sinistro; & pigliandosi per
la man sinistra faranno il medesimo per contrario: avertendo, che
l'altro Cavaliere, mentre che il primo pigliarà le mani, egli in quel
tempo si harà da accostare, facendo il medesimo Passeggio con l'altre
& cosi parimente faranno i Cavalieri al luogo di Esse: l'altre Dame,
finito che harà ogn'una di fare le sue Attioni, s'anderanno à porsi
vicino alla prima al filo. Ultimamente faranno due Continenze,
semidoppi fiancheggiati, con due Passi puntati, & la Riverenza.
Il Cavaliere darà il Fiore à quella Dama che gli piacerà darlo; ma
dico in quanto à me, saria lecito che lo donasse alla prima invitata,
perche quella precede. Dopò ogni Cavaliere pigliarà una Dama per
Dopò, la Dama che harà havuto il Fiore, terrà il medesimo ordine
che harà tenuto il Cavaliere, invitando tre Cavalieri, uno per
volta, & una Dama sola, facendo i due Passeggi, come di sopra
volta, & una Dama sola, facendo i due Passeggi, come di sopra
hò detto; & al fine darà il Fiore à quel Cavaliere, che gli piacerà,
ma saria bene darlo al primo invitato, come hò detto di sopra; &
si seguirà con quest'ordine di mano
in mano, che anderà
fatto benissimo.
L'eloqenZa, Beltà, Virtù, Honestate;
Che maraviglia dunque, s'hà la palma,
Tra quante vede il Sol da i Mauri, à gl'Indi
ritrovandosi al fin della Cadenza col piè destro innanzi, come
alcuni fanno, dico che detta Mutanza sarà falsissima: & averta di
non fare alla fine di detta Sonata la Mutanza con la Ripresa sotto
piede, & dopò calare il Passo sinistro adaggio innanzi, perche non
stà bene; ma bisogna che faccia nel modo che hò detto di sopra, perche
le Mutanze di Gagliarda, convien che si finiscano in Cadenza.
La medesima Mutanza farà per contrario.
In questi otto tempi che il Cavaliere farà le dette due Mutanze,
una di quattro tempi principiandola col piè sinistro, & la medesima
La Dama farà la medesima Mutanza con l'uno, & l'altro piede
si come harà fatto il Cavaliere; & in evento che non la sapesse fare,
principiarà à fare due Passi semibrevi, cioè adaggio, con due Saffici
Egli, mentre che la Dama farà la Mutanza, sì al lato sinistro,
come al destro, bisogna che tenga il medesimo ordine di passeggiare
con gli medesimi Moti, si come harà fatto Ella.
come al destro; & fatto questo, si pigliaranno per la man sinistra,
facendo il medesimo che haran fatto nel pigliar la man destra,
ritornando però ogn'uno al suo luogo.
La Dama farà la medesima Mutanza che harà fatta il Cavaliere,
sì con l'uno, come con l'altro piede.
Egli farà il medesimo che fece al terzo, accostandosi alla Dama,
senza far'altrimente quella mezza Mutanza insieme, atteso che era
superflua. Però, come harà finite amendue le Mutanze la Dama,
di non farlo come si faceva prima, perche era falso; la ragione
è, che gli Passeggi non andavano bene, perche facevano tre Spezzati
gravi al lato sinistro, & dopò ne facevano tre altri al lato destro, &
due fiancheggiati; & per questo eran detti Passeggi falsi, perche
non finivano al tempo della Sonata il Passeggio che si faceva al lato
sinistro, atteso che col quarto Spezzato che principiavano al lato destro,
con quello finivano il detto tempo della Sonata. Per quest'altra
con quello finivano il detto tempo della Sonata. Per quest'altra
ragione anco era falso, che quando facevano la Ripresa, & due
Trabucchetti, li facevano quattro volte, & sempre al lato sinistro,
& al destro mai; & al finir il detto Ballo facevano una Scorsa
con la Riverenza senza nessuna Regola. Però dico, che volendo
far questo Ballo, lo facciano nel modo come hò detto, perche è fatto
POI che dal chiaro, e lucid'Orizonte
Del Vostro aspetto, à noi tal Sol ritorna,
Del Vostro aspetto, à noi tal Sol ritorna,
Che maggior luce di bel lume adorna
Non può mostrargli alteramente il fronte.
Conforme à le mie voglie ardite, e pronte,
Hor che nuovo accidente no'l distorna,
Ricevete il mio don, ch'in Voi s'aggiorna,
Far chiaro un c'hà mestier di Vostra luce:
Ma che dico io? s'in mio favor tenete
Gli occhi, e i piè destri fra le Donne prime,
La Dama sola farà la medesima Mutanza, che havrà fatta il Cavaliere,
& insieme le dette Continenze, & Riverenze, con gli
& insieme le dette Continenze, & Riverenze, con gli
due Trabucchetti; & in evento che non sapesse fare i Fioretti, overo
non sapesse far detta Mutanza, potrà fare quest'altra più facile,
non sapesse far detta Mutanza, potrà fare quest'altra più facile,
in questo modo. Ella, dopò fatto che harà con il Cavaliere i detti
Trabucchetti nel fin della Sonata, farà due Seguiti ordinarii fiancheggiati,
D'inusitato ardore.
Ahi, che cangi costume,
Acciò che mi consume;
Et neghi d'esser Laura, e Laura sei,
con le solite Creanze Cavaleresche, ma bisogna
che prima facciano la Riverenza breve à tempo di
quattro battute triple; poi passeggiaranno con due Seguiti semidoppi
& un Seguito semidoppio breve, principiandoli col piè sinistro: il
medesimo farà per contrario; poi col piè sinistro che si trovarà haver
indietro farà due Passi puntati innanzi brevi, & mirando quella
indietro farà due Passi puntati innanzi brevi, & mirando quella
Dama che vorrà invitare, gli farà la Riverenza lunga; dopò aspet
tarà quella Dama che si levi da sedere, & levata, amendue faranno
le solite cerimonie Cavaleresche, & con far la Riverenza come
del Cavaliere di quanti tempi lo vorrà fare; finalmente accostandosi
al suo luogo, con quel piè sinistro che si trovarà haver in dietro farà
due Passi puntati, & la Riverenza come di sopra: & la Dama si
& un Seguito breve; & questo và con più gravità fatto:
& averta, che non debba mai licentiarsi in mezzo alla sala, ma
ritirarsi incontro alla sua sedia ove stava à sedere, & voltandosi in
del Suono, facendo un sghinzo, con voltarsi un poco con la persona
da quella banda ove ella vedrà che sia la coda della veste: &
facendo questo gratioso Moto, si come vi hò detto all'Avertimento
come la Dama si dee sedere, verrà la coda à ponersi dentro al vano
delli piedi della sedia; & prima che seda, saluterà la Dama che le
starà al suo lato destro; & poi seduta, saluterà l'altra al lato
EUGENIA saggia, pura, honesta, e bella,
Del Tebro Ninfa, che l'amate sponde
Adorni, e fai sì chiare, e dolci l'onde,
Ogni anima gentil, candida, e snella.
Ò chiaro Sol, che de la maggior luce
Del Cielo havesti così nobil stato,
modo d'una S, & al fin della Sonata restaranno in prospettiva:
avertendo, che tutti i primi Moti si principiaranno col piè sinistro,
& poi col destro. & questo primo tempo si chiama Terminato.
Il Cavaliere solo farà la prima Mutanza di quattro tempi di Gagliarda,
una di quelle che meglio gli parerà; & se non la saprà fare,
faccia due Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, &
Il Cavaliere solo farà la seconda Mutanza, ma che sia la medesima,
principiandola, & finendola col piè destro; altramente facendone
un'altra con altri Moti, se ben fosse fatta à tempo, non andarebbe
bene, perche bisogna che siano gli medesimi Moti che fece col
piè sinistro: & cosi facendo, sarà giusta, & regolata. La medesima
Riverenza, principiando col piè sinistro. La Dama sola farà il medesimo
che harà fatto il Cavaliere.
CRIN d'ambra, e d'or, che con lascivi errori
Gite ondeggiando in su'l bel viso adorno;
Guancie, ov'il verno ancor ridon'i fiori;
Bocca, che spiri grati Arabi odori;
Labbia, ch'a' rubin fate invidia, e scorno;
Volan'armati i pargoletti Amori;
Man, che de l'alma mia porti la chiave;
Parole da speZzar'un cor di smalto;
con due Saffici, & in quell'istante si pigliaranno con le solite cerimonie,
facendo due Passi in dietro, & con quel piè sinistro che si
trovaranno haver innanzi, con l'istesso faranno gentilmente la Riverenza
GIULIA MATTEI, che di beltà sei rara
Donna, da cui begli occhi escono fuore
Ne la cui fronte più serena, e chiara,
Che'l gran Pianeta, che distingue l'hore,
Tutti i suoi pregi, e le sue palme, e honore
Non si facci più d'altra, alta, e gentile;
E che non dica: Ahi perche troppo tardi,
Lassa, apersi quest'occhi in sì bel viso.
Saffice, come hò detto nel primo tempo. & questo si chiama Tempo
Regolato; principiando tutti i primi Moti col piè sinistro, solo che
mezza Riverenza.
LUCRETIA gentil di virtù essempio.
Ond'è tanta armonia, che'n lui contempio?
Dalle gratie divine à un parto nate.
Chi fan le voci angeliche, e beate?
Voglie, che fan del vitio horrido sciempio.
Da qual Indi, ò Sabei vengon gli odori?
Timor d'infamia, e volontari honori,
Che fanno al Tempo, e à Morte illustri inganni.
con due Passi minimi, & un Saffice con il fianco sinistro per
dentro: il medesimo faranno per contrario, eccetto che in luogo de
gli due Passi minimi, faranno un Saffice al lato destro, & l'altro
SARIA forse costei nuova Tabella,
Che tutto il ben del Ciel in sè raguna?
È Vener forse, ò di tre Gratie l'una,
Nel quarto tempo, la Dama farà il medesimo che havrà fatto il
Cavaliere nel terzo tempo.
À mille Tauri diè vincendo il vanto,
Vi foste ritrovata Voi, che tanto
Colma n'andate di beltà, e valore:
Nè lungo incendio altrui fea brevi l'hore;
Che mirando il divin congiunto in Voi,
Di cui fè degne il Ciel le luci nostre,
Real Signora dunque, non vi annoi,
S'io che sì basso son, le virtù Vostre,
Cerco essaltar con Balli, e Rime insieme.
man destra, à modo d'una S. & questo è tempo Regolato: avertendo,
che il Cavaliere andarà da un capo della sala, & la Dama
da un'altro capo.
un Sottopiede, & la Cadenza, principiandola, & finendola col piè
sinistro: & in evento che non sapesse far questa Mutanza, faccia
due Seguiti fiancheggiati, due Trabucchetti semibrevi, cioè gravi,
Però vi sacro il Ballo, e l'intelletto,
Che maggior don da me non può venire.
Ben certo sono, alma gentil, se Voi
Ben certo sono, alma gentil, se Voi
Li gradirete, che dal fiero dente
Lieti, e sicuri da l'invidia andranno;
& un Spezzato, principiandoli col piè destro, & un Saffice
al lato sinistro. & questo dico che è Tempo Regolato.
Del Passo puntato semigrave. 19
Che cosa siano i Passi puntati. 21
Il modo d'imparare i Passi Naturali. 22
la Cappa. à car. 66
Il modo che han da tener i Cavalieri
di Festini. 67
72
Nel far il Contrapasso che ordine si dee tenere.
73
poggi. 79
La maniera che la Dama doverà usare
Ballando. 79
Come si deve governare una Sposa in ricevere
una Principessa che vadi ad honorar
le sue Nozze. 81
partire. 81
Del modo che le Dame deono tenere in invitare
i Cavalieri à Ballare. 82
Come le Dame si deono governare prima
che eschino di casa. 84
Delle Dame che non sono invitate à Ballare.
85
85
Modo che deono tener le Dame à far il
Piantone. 86
Piantone. 86
Del modo che han da tenere le Dame
quando son smantate. 87