Caroso Concordance Output: c
URBINO, e seco anchor gente infinita
C'han del suo bel giardin sì vaghi fiori.
À Voi Natura hà dato in sorte, e sete
il piè destro al luogo, dove si ritrouava, si hà da ritornare
col sinistro à far l'effetto, c'havrai fatto col destro; avertendo di pa
voneggiarti alquanto co'fianchi ad ogni Trabucchetto, & si dee fare
perche con quel piè, che si comincia, con quello medesimo si dee finire:
& fatto c'havrai i predetti cinque moti, ò Passi, (che vogliam
dire) principiatoli, & finitoli col sinistro, conviene che col destro
vi sarà alcun mancamento, non per questo lascierà di chiamarsi
Palazzo, ma sempre sarà tassato di quel mancamento c'hà fatto.
Et per questo bisogna che ogn'uno al suo essercitio sia eccellentissimo
%SECTION "Avertimento XXIIII"
Del modo c'han da tenere le Dame quando son smantate;
& sedono in publico con l'altre nella sala,
Ben al Vostro hò desio pari, ò simile,
Arte non già, c'hor vien che me l'invole;
Ma non fia (ch'io mi creda) almen disdetto
Trabucchetto con il piè sinistro, & un Sottopiè col destro; & non
far la mezza Riverenza come si soleva far prima: & fatto c'haranno
i detti Moti, subito faranno due Passi ordinarii, due Fioretti,
come di sopra, con il destro prima, e con tutti gl'altri Moti susse
guenti; avertendo però, che in luogo delli due Passi c'hanno fatto innanzi,
bisogna che facciano due Trabucchetti, e poi seguiranno à
che si troveranno haver in aria, faranno un Trabucchetto, col
fianco destro in dietro; & con il piè sinistro c'haranno in aria, faranno
un Destice, cioè due Riprese, & un Trabucchetto, col fianco
tre Riprese, & un Trabucchetto, si come v'hò detto nella Regola
del Corinto; & fatto c'haranno i detti Corinti, piglierannosi per
la man ordinaria, & facendo le solite creanze Cavaleresche faranno
DONNA Real del Tebro eterno honore,
Per cui convien c'hoggi virtù s'impari,
E'n cui piove i suoi doni eletti, e cari
Dissegnò l'altrui vite il gran Motore,
E à Voi diè la virtù c'han l'altre Stelle;
Di Voi la Gierarchia sola favelle,
Lumi leggiadri in cui mirar n'è dato
Ciò c'han di bello il Cielo, e gli Elementi,
In cui puote huom mortal farsi beato.
Piacciavi intanto questo Ballo mio
Gradir, c'hora è pur nato, e che se'n viene
Al mondo, e à Voi, per farsi più perfetto.
faranno per contrario. Avertendo anco, che non facciano gli
Spezzati in dietro come prima, che fatti c'haveano i detti due Spezzati
in dietro, con quel piè sinistro che si trovavano innanzi, con
Tra i MATTEI Roman; così potrete
Far chiaro un c'hà mestier di Vostra luce:
Ma che dico io? s'in mio favor tenete
C
CEleste Giglio.