Caroso Concordance Output: ben
Gloriosissimo Pontificato di Papa CLEMENTE VIII.)
si che ben mi potevo io promettere d'Esse la dipendenza
d'ogni favore, che io sapessi desiderare à queste
Che de suoi raggi homai spenta cadea:
Se ben più tardo assai, ch'io non dovea
A riverirui, & adorarvi vegno,
& hanno da restare con il detto piè innanzi, altramente sarebbe la
Mutanza falsa, se ben fosse fatta à tempo del suono. Dopò si pigliaranno
per la man sinistra, & torneranno à far la medesima
À costui fà; che col bel piè comparte
Quanto il suo ingegno in carta ben distende.
Più d'ogni spirto lui vede, e comprende
Schernendo i tempi, le fortune, e i fati.
Ben può la vostra patria Sermoneta,
Delle mortai Serene il canto udito,
Cavaliere, e Dama, ogni Gentil'huomo, & Gentildonna, & ogn'altro
ben nato, & creato Huomo, Donna, Giovane, & Donzella:
m'è paruto convenevole, prima ch'io venghi alla narratione delle Regole,
gentilmente per lo giro di essa, ò per la falda del cappello levarsela
di testa, & calando ben giù il braccio destro; avertendo però che cavata,
che l'hà non faccia finta di baciar detta berretta, nè men la
detto di sopra, schifa vista à colui à cui vien cavata, & anchora à
riguardanti: ma si dee ben tenerla volta col fondo verso quella parte
della coscia, che si sarà cavata, & con la man sinistra fingersi di ba
la quale và ad un Ballo chiamato Bassa, & Alta, & ad un'altro
Ballo detto Tordiglione, si fà nel tempo di sei battute, tenendo ben
distesa la vita, & le gambe, con la metà del piè sinistro più innanzi
del vano del piè sinistro, lontano l'un piè dall'altro quattro dita in
circa; avertendo, che le punte de'piedi stieno ben diritte, & volte
in prospettiva alla Dama, od à qualunque altra persona, che la farai,
che il muovi, hai da piegare un poco il fianco sinistro, ponendo
ben mente di tener la testa diritta, & che non cali giù la spalla
sinistra, ma solo gli dii un cenno di gratia; & in dar quella gratia
& unendo poi il piè destro à piè pari, il cui modo è assai sgarbato,
& asciuto, quando ben'egli si facesse à tempo, & con misura;
però è da esser schifato. Per tanto questa Continenza grave si dee
che havrà fatto co'l piè sinistro un passo, bisogna che aggiunga al
suo pari il destro; & questo ben ci dimostrò l'immortal Poeta Ovidio
ne suoi versi, perche si dimanda quell'unione de piede Cesura,
M. I Passetti presti nella Gagliarda, si chiamano Semiminimi,
perche van presto fatti con le gambe ben distese, tanto se li farà
innanzi, ò in dietro, come anco in aria, & in punta di piedi, &
battute di Musica, & di quì nasce questo nome di Seguito Breve;
& in amendue le maniere è ben detto.
seguente maniera; & prima hai d'alzare la punta del piè sinistro,
stendendo ben'il ginocchio, & il calerai subito in terra; avertendo à
non spianarlo, & vi ballarai un poco à modo d'un saltetto; poi
poi facendo questi passi, hai da portare la persona dritta
con bella leggiadria, ponendo ben mente di muover sempre, ò innanzi,
ò in dietro quel piè, che si congiunge al pari, nella guisa,
in guisa simile al Doppio lungo all'Italiana; però ti dirò solamente,
che se ben và fatto nella medesima maniera, và nondimeno
più tosto, cioè ad ogni Semiminima farai un passo, ma picciolo;
& questo farai leggiermente in punta di piede, tenendo amendue
le gambe ben distese; & in fare il saltetto, & unire il destro nel
modo detto, nel principiare il detto Trabucchetto hai da piegare il
ma distante però da quello un dito, & alto due, con le ginocchia
ben distese, & con la punta alta; poi ad un'tempo istesso levandosi
alquanto con la persona, farà la cadenza à modo della Gagliarda,
M. Ascoltami pure, che non mancherò. Stando tu con la persona
dritta, & con le gambe ben distese, inarborerai un poco il piè sinistro
per fianco, & distante un palmo dal destro; poi ritornandolo
D. BEN me ne ricorderò io, (non temete) ne lasciate d'andarmi
con cosi facile ordine disgrossando.
distante dal calcagno del sinistro quattro dita in circa, con tener le
gambe ben distese, & con le punte de'piedi alte, perche si stende
meglio le ginocchia nel fare i detti cinque moti con la Cadenza; però
porrai sopra il pomo della spada, acciò non vada anchora ella ballando;
& la destra la terrai ben stesa giù, movendola secondo che à te
parrà in maniera più gratiosa, che non sarebbe tenendola calata senza
M. Io ti rispondo à questo dubbio, che ben stà, che habbi ballato con
gratia, & conclusa la Mutanza al tempo del suono; ma guarda se tu
D. Pur (se ben mi ricordo) poco fà m'havete detto, che ogni moto,
che si farà col sinistro, si hà da fare col destro. Perche dunque si fà
giunga al calcagno del destro; poi alzandosi sù con la forza delle
braccia, le quali insieme con le gambe stieno ben distese, passerà
prima il piè sinistro, che si troverà havere in dietro, & poi il destro;
volte con i piedi. Et la Capriola in quinta, si farà nella medesima
maniera, che sia ben passata co'piedi cinque volte, & con le
gambe ben distese, lasciandosi cadere, come di sopra, leggiermente in
punta de piedi: nel qual modo essercitandosi, più facilmente s'imparano
punta del destro, però distante per larghezza mezzo palmo da quello,
tenendo il piè sinistro ben spianato in terra, & le gambe stese;
poi movendo il piè destro, con la punta d'esso hà da porla di dietro
detti piedi vadano per dritta linea, con le calcagna alzate, & che
portano ben distese le gambe, & che vadano agili: & se si fanno
al destro, si fà per contrario; cioè, come s'è detto di sopra, & per
D. HO molto ben capita la predetta Regola, e desidero dicapir
similmente questa, che de'Balzetti mi volete insegnare.
incrocicchiamento, overo ingroppamento di piedi, che hà da farsi co'
piedi ben ingroppati, & stretti, hà pigliato cotal nome. Passiamo
hormai à ragionare del Pirlotto.
D. BEN tosto vi sete spedito, veniamo pure alla Cadenza.
surarle poi; & per questa ragione è derivato questo nome di Dattile
dal dito; & questo ti basta, & tiendo ben à memoria, che mai da
nessuno tu l'hai inteso, solo che da me, che sono l'inventore, & parimente
tanto più mi piace d'insegnartelo, s'hai letto Ovidio, ò Virgilio,
nel scandire detti versi, sai ben che vi sono de Dattili, & de
Spondei; onde havendoti dichiarato come dee esser fatto il Dattile,
M. Ben sai; onde ti dico, che ci sono alcuni altri, li quali ballando Balli
gravi, ò passeggiando con la Dama, pigliano il lembo della Cappa
sarà da ogn'uno amato, & lodato, farà atto degno da Gentil'huo
mo ben creato, & leverà la cagione di venire (come spesso da fare
il contrario si vede avenire) à briga; dove la brigata s'è ravnata
sogliono fare alcune altre, che prima si ritirano in dietro piegando
ben la persona, & dopò spingono innanzi il corpo, cosa, & atto tanto
brutto, che s'io volesse dire à che risembra quel moto, ogn'uno
brutto, che s'io volesse dire à che risembra quel moto, ogn'uno
creparebbe dalle risa. Et alcun' altre la fanno, chinandosi ben giù
dritte dritte, poi s'alzano, che paion proprio una chiocca che voglia
Come la Dama hà da caminare, & da portar
ben le pianelle.
che paion i Frati Zoccolanti. Onde per voler caminar bene, &
per tener ben le pianelle in piedi, acciò non si storca, ò sghinsa, che
per non saperle portare le schiantano, & più delle volte cascano,
caminando nel modo di prima: perche altro è il naturale, altro è il
regolato. Però caminando con quest'ordine, se ben la Dama portasse
le pianelle più d'un palmo, & mezzo alte, parerà che camini
D. ET pur di questo ne rimango molto ben capace, venite pure
al terzo.
di baciarsi la mano; & dopò con la sua man destra, piglierà la sinistra
di detta Principessa, dandole la precedenza, se ben quella non
la volesse accettare, & cosi la condurrà à sedere dove ella stava assettata;
belle maniere; altramente facendo, saranno tacciate da tutti i circonstanti,
& dalle medesime Dame di poco ben create.
ò qualunch'altra persona si sia, và ad invitare una Dama,
& ella fà resistenza di non andarci; & se ben'è pregata dal detto,
& da altre persone, con tutto ciò stà o stinata di non honorare quel
non hà animo di Ballare, non si smanti il panno listato, ò velo, che
harà in testa, & se ben le parenti della Sposa la sforzassero di sman
tarla, per modo alcuno non dee consentire, più tosto se ne vadi in camera;
Può ne l'altre partir per ogni etate.
Ò RE FILIPPO, è ben che Voi cantiate;
Però ch'in Voi, come in suo seggio tiene
Io già d'Amore à tesser rime aspetto,
Ben al Vostro hò desio pari, ò simile,
Arte non già, c'hor vien che me l'invole;
Nel quinto tempo, faranno amendue il medesimo per contrario;
& se ben'il Cavaliere si troverà havere il piè destro in dietro,
farà con l'istesso un Passo puntato innanzi, & un'altro in dietro
in quel tempo ch'egli ballarà, le dico che non stia ferma in
piedi, ma ben finga di accommodarsi la coda della veste, con far
un sghinso con la vita gratiosamente, ponendosi il guanto, overo,
& finendola con il piè destro: & averta di non farne un'altra
di quattro tempi con diversi Moti fatti, che se ben anderà fatta à
tempo, non per questo è buona, si come hò detto nelle Regole.
Tenuta sia fra gente basse, e ignote,
E che'l suo ben fra i saggi non si note;
Ma Voi che'l nostro secolo indorate,
Fanno i bei membri, sì divin favella,
Ch'è beato chi l'ode; e par ben ch'ella
Sia di gratie, e virtù specchio e colonna.
senza alcuna Regola, nè ordine. Gli bastaua à quei tali che
la facevano di dire, che era ben fatta, atteso che quel piede che univano
al pari, quello si doveva movere. Et anco quando la Dama scor
principiandola, & finendola col piè destro; avertendo di non farla
in altro modo, perche se ben la principiasse, & finesse à tempo di
suono, & col piè destro innanzi, non sarebbe Theoricamente fatta,
Ogni suo preggio, ogni sua rara dote.
Et ben il Ciel mostrò, ch'allhor finio
Di dar quanto di bel giamai dar pote,
sappiano farla; poi si ponerà in Ruota pigliandosi
tutti per le mani, si come vi dimostra il dissegno (se ben la pittura
non può far la Ruota con dette Figure) & faranno la Riverenza, si
Cavaliere: avertendo di non toccar mai le mani come si faceva prima,
perche non è ben fatto: di modo che fatti che havranno gl'otto
Spezzati, ogn'uno si ritroverà al suo luogo. Poi il Cavaliere
E serban sempre Vostre fiamme chiare;
Ben può l'avaro tempo consumare
Il ferro, e l'opre de'più gran Scultori;
Ascosta il suon de i caldi preghi miei,
Ben ch'à tanto favor di picciol pondo
Volgi in me lieta il tuo sguardo giocondo,
L'avorio, e i nervi suoi dolci, e canori,
Far Lei ben conta à la futura etate.
Sì vedrem poi gli verdi, e sacri allori
M'inchinarò sacrando il Ballo à Lei;
Se ben in vece mia Amor tù dei
Non tacer com'ad hor, ad hor si vede
Lume d'ogn'altro pregio, in Voi raccolto
Veggio, e del ben, ch'in quest'e in quella eletta
Zeusi cercò per farne una perfetta,
Rechi à Te gloria, à gl'altri accresci ardore,
E gioia, se ben fosser freddi, e mesti:
Hor col mio stile i piei veloci, e presti
ripiglia l'altra persona che gli vien dietro: & questo è falsissimo.
Et se ben la volessero fare à mezza Luna, similmente sarà
mal fatta: & poi non stà bene, che Cavalieri con Cavalieri si tocchino
Chi desia riportar da un mortal velo
La gloria, e'l ben del sempiterno chiostro:
Venga à mirar con riverente Zelo,
Sommo saper, ch'ogn'uno appreZza, e cole
In costei sono; & ben Amor tu'l sai.
Secol aventuroso, hor mentre, ch'Ella
con vera Theorica, in luogo delle due Riverenze, facciano due
Passi puntati innanzi, che così farà ben fatto. In questi quattro
tempi di Gagliarda, faranno questa Mutanza insieme Terminata:
sinistro, & uno finto col destro, & un Doppio minimo innanzi:
& in tutte due le maniere sarà ben fatto.
Questa la mente Vostra erge, e conduce
Di sfera, in sfera al ben sommo, e perfetto,
Dove del suo Fatto al sacro aspetto
principiandola, & finendola col piè destro; altramente facendone
un'altra con altri Moti, se ben fosse fatta à tempo, non andarebbe
bene, perche bisogna che siano gli medesimi Moti che fece col
SARIA forse costei nuova Tabella,
Che tutto il ben del Ciel in sè raguna?
È Vener forse, ò di tre Gratie l'una,
E de i doni del Cielo, e di Natura.
Ben questa coppia fortunata, e vaga
Venere, e Amor somiglia, & è ben degna
Ch'ogn'uno l'ami, riverisca, e honori.
Al vostro Tempio un don puro, e perfetto;
Onde s'ei fosse ben vile, & inetto,
Vi dimostro hora in parte il mio desire.
Che maggior don da me non può venire.
Ben certo sono, alma gentil, se Voi
Li gradirete, che dal fiero dente
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Come la Dama hà da portar ben le pianelle.
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