Caroso Concordance Output: alma
Amor qui ratto corre, e'n nuovo affetto
Fra speranZa, e timor l'alma assicura,
Sì ch'ogni moto osserva, e non sen parte.
L'antico honor ch'era già spento, riede;
Quella, ch'à l'alma, e gloriosa sede
S'alza sovente de l'eternitate,
Leggiadria v'accompagna, e gentileZza,
E prende ogn'alma à i bei costumi aveZza
Da le Vostre maniere essempio, e norma.
Il Santissimo moto, e la quiete
Ne l'Orbe di quest'alma, e questo core.
Così ne la Tua viva, e chiara luce,
Voi con le luci, entro infiammate il petto,
Poi l'alma unite à DIO con le parole.
Onde sete del Sol tanto più degna,
MARGARITA gentil, alma divina,
Per le doti, ch'a Dea vi fan simile,
O fiamma tal per gli occhi in lui scendea
Nel rimaner di dentro à l'alma appresa,
Arso in cenere tutto andar ne'l fea.
S'han tolto per lor fin d'erger'al Cielo,
Qui CATERINA ORSINA, e à l'alma velo
Non fà col vitio, ò con le gemme, e gli ostri:
Ove sempre vivran con raro essempio,
Lume immortal d'ogn'alma honesta, e bella;
A'tuo mal grado, ò Tempo, ò Lete, ò Morte.
Poi ch'à lingua mortal gli si conviene
Per più pregio divin, ch'alma innamori,
Gir pingendo con lieti, e bei colori
Mandò COSTANZA da'più eccelsi Chori;
Quindi vien sua vagheZza, e quindi hà l'alma
Alteramente humil, la gratia, quindi
Volan'armati i pargoletti Amori;
Man, che de l'alma mia porti la chiave;
Parole da speZzar'un cor di smalto;
Apre, e dispiega, e'l Ciel v'orna, e rischiara.
Qual alma dunque fia sì bassa, e vile,
Ch'al dolce sfavillar de'Vostri sguardi,
È Vener forse, ò di tre Gratie l'una,
Ò Ninfa, ò pur del Sol l'alma sorella?
Vener saria s'havesse in man facella,
Di cui fè degne il Ciel le luci nostre,
L'aureo pregio vi dava, e l'alma insieme.
Real Signora dunque, non vi annoi,
Che maggior don da me non può venire.
Ben certo sono, alma gentil, se Voi
Li gradirete, che dal fiero dente